VOCI CONFERMEREBBERO L'INTENZIONE DEL MAESTRO DI LASCIARE. FASSINO TENTA UNA SOLUZIONE IN EXTREMIS

Guerra del Regio, Noseda non si consegna al “nemico”

Quella che molti hanno definito come la “tregua di Edimburgo”, dopo il successo della trasferta in Scozia del Regio con il “Guglielmo Tell” pare, alla luce di nuovi sviluppi sotto traccia, essere sfumata

 

regio orchestra

Il quadro impietoso di quanto, a suo parere, sta accadendo a Torino, nella “guerra del Regio” lo ha fatto Paolo Isotta, critico musicale del Corriere della Sera. La prestigiosa firma ne ha dette così tante che non si è servito del suo quotidiano ma di un altro, il Giornale. Secondo Isotta, in sostanza, Claudio Noseda non sarebbe all’altezza della situazione. E non lo sarebbe neppure Walter  Vergnano.

 

 Anche tutti i nomi circolati nel can-can mediatico di questi giorni, indicati come possibili successori dello stesso maestro o del sovrintendente, sarebbero figure inconsistenti: “l’essere buon direttore o soprintendente  (a Torino) – dice Isotta – è elemento bastevole per essere escluso dalle nomine”. Quella che molti hanno definito come la “tregua di Edimburgo”, dopo il successo della trasferta in Scozia del Regio con il “Guglielmo Tell” pare, alla luce di nuovi sviluppi sotto traccia, essere sfumata.

 

La Stampa scrive che fonti molto vicine a Noseda lo darebbero ormai per autodimissionato in via definitiva. L’orchestra, al momento in vacanza, spiega che con il coro non ci sono spaccature, ma non si deve toccare il maestro. E lui, nel frattempo, sta mietendo successi. Il direttore del festival di Edimburgo gli propone un contratto e la prestigiosa rivista musicale Grammophone gli ha assegnato il premio per il migliore cd dell’anno, grazie alla registrazione dei Concerti per piano e orchestra di Prokofiev.

 

L’incontro con il sovrintendente Vergnano è slittato di qualche giorno. Riuscirà il paciere Piero Fassino a ricondurre tutti alla ragione?

 

(foto: www.teatroregio.torino.it)