SPETTACOLI- Pagina 44

In San Pietro in Vincoli “Le meraviglie della mente” con Vanni De Luca

Per la stagione Iperspazi del cartellone condiviso di Fertili Terreni Teatro, andrà in scena, sabato 1 alle 21 e domenica 2 novembre, alle 19, in prima regionale, a San Pietro in Vincoli lo spettacolo “Le meraviglie della mente” con Vanni De Luca, le musiche sono di Fabio Valdemarin.
Le repliche si inseriscono all’interno della programmazione  del progetto “ORA!” Di AMA Factory  e LabPerm, vincitore dell’avviso pubblico “Circoscrizioni, che spettacolo…. Dal vivo! 2025”.

Milanese, classe 1988, Vanni De Luca è attore e scrittore e tra i pochi mnemonisti al mondo grazie a una straordinaria capacità di ricorrere all’arte di intrattenere grazie alla memoria,  diventata nel corso degli anni assoluta ragione di vita. Attivo anche come formatore in ambito aziendale, nonché conferenziere per i più importanti festival della scienza e della divulgazione, Vanni De Luca si presenta a Torino nella veste di performer con una serata che avvicinerà il pubblico ad un mondo ai più sconosciuto, riportando in scena l’arte dei fenomeni della memoria di inizio Novecento.
Nel suo spettacolo rivivranno le storie  di maestri quali Harry Kahne e William James  Maurice Datas, altrimenti noto come “The Memory Man”, personalità di cui farà rivivere in scena la capacità di calcolare il giorno di qualsiasi data della storia, di memorizzare  numeri in un lampo e sfidare i limiti del più assurdo multitasking. “Le meraviglie della mente “ non è uno spettacolo teatrale tradizionalmente inteso, quanto un tuffo nel passato per ripercorrere le spettacolari gesta dei calcolatori umani e fenomeni della mente degli inizi del Novecento.

Alcuni titoli hanno rivelato De Luca al grande pubblico dei teatri, “Prodigi” diretto da Davide Calabrese, “Valzer per un mentalista” per la regia di Marco Lorenzi e “L’arte della memoria nella Divina commedia “, ispirato al testo “Dante o della memoria appassionata” della storica delle letteratura italiana Lina Bolzoni. “Le meraviglie della mente” è una nuova imperdibile occasione per conoscere meglio un originale mnemonista tanto appassionato del poema dantesco quanto attento conoscitore delle biografie dei grandi della Storia, sempre in grado di eccellere nelle sue serate per un talento straordinario capace di incuriosire e meravigliare, suscitando non da ultimo dibattiti e curiosità. Vanni De Luca è la prova vivente  di come il cervello umano ed i suoi meccanismi siano ancora oggi ambiti da scoprire e conoscere meglio.

Il biglietto intero ha il costo di 13 euro se acquistato online, 15 in cassa la sera dell’evento.
Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o Satispay e di entrare gratuitamente per gli under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Mara Martellotta

La viola di Tamestit per il concerto di William Walton all’Auditorium RAI

Debutta nella stagione dell’Orchestra sinfonica Nazionale  della Rai, prima di essere portato in Spagna, all’Auditorium Nacional de Musica di Madrid, il concerto per viola e orchestra di William Walton, con Antoine Tamestit in veste di acclamato solista. Il concerto è in programma giovedì 30 ottobre alle 20.30 all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino, con trasmissione in diretta su Radio 3. Replica del concerto a Torino venerdì 31 ottobre alle 20 e in live streaming sul portale di RAI Cultura, che lo proporrà  giovedì 13 novembre a partire dalle 22.20.
Sul podio, anche nella successiva tournée dell’Orchestra RAI in Spagna dal 3 al 6 novembre, il direttore  principale della compagnia Andrés Orozco-Estrada.

In apertura di serata Orozco-Estrada proporrà di Maurice Ravel, di cui ricorrono i 150 anni dalla nascita,  l’”Alborada del Gracioso”. Rielaborato in versione orchestrale nel 1918, il lavoro, composto per pianoforte nel 1895, è uno dei primi di ispirazione iberica di Ravel. Alborada si riferisce ad una serenata d’amore, eseguita con la chitarra nelle ore mattutine. Questa forma probabilmente deriva dalla tradizione galiziana ed è riconducibile alla prassi dei trobador.
Il “Gracioso” è invece una figura comica del teatro tradizionale spagnolo, celebre nelle opere di Calderon e Lope de Vega.

Seguirà il concerto per viola e orchestra di William Walton, composto nel 1929 ed eseguito per la prima volta a Londra da Paul Hindemith.  Solista sarà  Antoine Tamestit, che ha all’attivo collaborazioni con importanti istituzioni  e orchestre, quali la Boston Symphony, l’Orchestre de Paris, l’Orchestre National de France e l’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia.

Protagonista della seconda parte della serata sarà la Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore op. 70 di Dmitrij  Sostakovič. Scritta nell’agosto del 1945 per celebrare la vittoria di Stalin sui nazisti, la partitura si distingue dai toni epici e nazionalisti delle due sinfonie precedenti per la sua scrittura leggera e scanzonata, di taglio neoclassico, che causò non pochi malumori soprattutto tra le alte personalità del regime sovietico.
A chiudere il concerto sarà la Valse di Ravel, composta  tra il 1919 e il 1920, quando l’Europa provava a riemergere dalle macerie della Grande Guerra. L’impulso venne fornito dall’impresario dei Ballets Russes Sergei Diaghilev, che incoraggiò l’autore a comporre un poema coreografico per poi rifiutarsi di trasformarlo in balletto. Solo dopo otto anni dalla stesura definitiva, la Valse venne messa in scena all’Opera di Parigi, grazie all’intuito della danzatrice e mecenate Ida Rubinštejn, riscuotendo un grande successo.

I biglietti sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.
Info: 0118104653; biglietteria.osn@ rai.it

Mara Martellotta

Isabel Allende: “La casa degli spiriti”, al teatro Studio Bunker

Venerdì 31 ottobre prossimo è in programma l’ultimo appuntamento stagionale con “Tracks”, progetto culturale multidisciplinare della compagnia di musica e teatro torinese Accademia dei Folli, vincitore del bando “Torino che cultura!” della Città di Torino. Alle 21, il teatro Studio Bunker ospiterà lo spettacolo “La casa degli spiriti”, adattamento teatrale curato da Corrado Accordino del celebre romanzo di Isabel Allende, prodotto dalla compagnia Binario 7 di Monza. Sul palco l’attrice Silvia Giulia Mendola, accompagnata dalle belle musiche originali di Mimosa Campironi e dalla voce dal vivo di Michele Fagnani, interpreta tutti i personaggi del romanzo, a cominciare dalle tre donne protagoniste, che rappresentano diverse generazioni di una famiglia, che sono complesse, complete e diversissime fra loro: Clara, la chiaroveggente, la figlia Bianca, l’artista, e Alba, che vive la rivoluzione. Accanto a loro molti altri personaggi femminili, nessuna rappresentata come “eroina”, ma come donne che cercano di fare ciò che è giusto.
Le vicende della famiglia si svolgono sullo sfondo politico e sociale del Cile durante gli ultimi decenni del Novecento, quelli del golpe del Generale Pinochet, del 1973; della violenza e del terrore della dittatura militare e della lenta ripresa ad una vita normale, del ritorno alla democrazia.
La storia di queste donne, circolare ed ereditaria, è un misto di spiritismo, realtà e finzione, amori e crudeltà, carità e follia: nel loro mondo le bambine nascono con i capelli verdi e le apparizioni siedono a tavola conversando con i mortali. Accanto a quello dei vivi, si dispiega il mondo dei morti, vivi come chi è in vita.

Ingresso: 10 euro – biglietti in prevendita online su www.oooh.events

Info: prenotazioni@accademiadeifolli.com – telefono: 345 6778879

Mara Martellotta

Kappa FuturFestival, il più grande evento di musica elettronica open air d’Italia: da oggi i biglietti

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Dopo lo straordinario successo della scorsa edizione, che ha radunato a Torino oltre 120 mila persone provenienti da più di 150 Paesi e ospitato oltre 130 DJ distribuiti su 6 palchi, Kappa FuturFestival annuncia ufficialmente il lancio dei biglietti per l’edizione 2026, in programma dal 3 al 5 luglio 2026 al Parco Dora di Torino.

Da oltre un decennio, Kappa FuturFestival è un punto di riferimento internazionale per la musica elettronica contemporanea e le arti digitali, unendo i più importanti artisti della scena a un pubblico
cosmopolita, sullo sfondo dell’imponente Parco Dora, primo parco post-industriale italiano, che incarna una visione futuristica della rinascita cittadina. Un paesaggio in cui le tracce dell’industria si
fondono con natura, arte e cultura contemporanea. Le strutture in acciaio, lasciate a vista come sculture monumentali, dialogano con spazi verdi, giochi di luce e aree dedicate allo sport e alla creatività, trasformando l’archeologia industriale in un’opera di estetica urbana.

Riconosciuto a livello globale come uno degli appuntamenti più attesi dell’estate, Kappa FuturFestival è stato votato come il sesto miglior festival al mondo da DJ Mag, magazine inglese punto di riferimento per la scena, confermando la sua posizione d’eccellenza nel panorama
mondiale.
Il successo travolgente del festival è confermato anche dal fatto che gli Early Bird per l’edizione 2026 sono stati polverizzati in sole 48 ore lo scorso luglio, a testimonianza dell’entusiasmo e della fiducia che la community globale ripone in questo evento unico.
Kappa FuturFestival continua a consolidare il proprio ruolo di protagonista assoluto nella mappa dei grandi festival internazionali.
Saranno presto svelati i primi nomi della line up per la XIII edizione del festival, che trasformeranno ancora una volta Torino nel cuore pulsante della musica elettronica globale.

I biglietti sono disponibili da oggi alle 15:00 sul sito
www.kappafuturfestival.it

Mara Martellotta

Damiano Caddeo, da Torino a X Factor

Tra le rivelazioni dell’edizione 2025 del celebre programma.

La faccia pulita di un ragazzo sensibile che guarda dentro, il coraggio di chi ha deciso di cambiare vita lasciando gli affetti. Damiano Caddeo, in arte eroCaddeo, è una delle rivelazioni dell’edizione 2025 di X Factor: un cantautore dall’anima romantica che ha conquistato pubblico e giuria con la sua voce limpida e la scrittura sincera. Nato nel 1998 a Modena, ma cresciuto a Sinnai, in provincia di Cagliari, Damiano porta con sé le radici della Sardegna e un temperamento gentile, che traspare in ogni sua canzone così come la tristezza per un amore perduto. Achille Lauro gli ha detto che: “Si sente che hai sofferto, ma è da lì che si riparte: bisogna andare avanti.”

Dopo aver lavorato per qualche anno con un impiego stabile, Daniano ha scelto di mollare tutto per dedicarsi completamente alla musica. Una decisione non semplice, ma necessaria: “Sentivo di doverci provare, di non poter più rimandare”, ha raccontato in un’intervista. Oggi vive a Torino, città che è diventata la sua casa e la sua fucina creativa. Nel capoluogo piemontese ha trovato un ambiente musicale vivo, aperto alla sperimentazione e, soprattutto, il laboratorio per costruire la propria identità artistica. “Torino mi ha adottato”, ha detto sorridendo dopo la sua prima apparizione televisiva, e non è difficile credergli: nella città sabauda, Damiano scrive, prova, registra, e coltiva il suo sogno con ferma determinazione. Il suo percorso musicale è iniziato nel 2022 con il singolo “Gravità Zero”, seguito da brani come “Prima Vera” e “Non Esiste”, dove già si intravedeva la cifra che oggi lo distingue: un pop elegante e contemporaneo, venato di malinconia, capace di parlare con semplicità di fragilità con garbo, ma senza paura. A X Factor si presenta con “Punto”, un inedito che è quasi una confessione: “Non so più dove sono, ma so chi vorrei essere”. Quattro “sì” convinti lo portano ai Live, dove Achille Lauro – suo giudice e mentore – lo definisce “la quota indie più autentica del programma”. Sul palco televisivo Damiano non urla, non esagera, non cerca effetti. Canta sottovoce, con un sorriso timido e gentile, eppure la sua voce arriva lontano. Il legame con Torino resta centrale anche nella sua narrativa personale: la città è lo sfondo silenzioso delle sue giornate, tra i parchi dove scrive i testi e i piccoli club dove si esibisce prima del successo televisivo. “Torino è piena di malinconia e luce insieme. È la città perfetta per scrivere canzoni”, ha detto. Oggi, con X Factor che lo ha portato sotto i riflettori nazionali, Damiano Caddeo rappresenta una nuova generazione di cantautori: capaci di fondere il mondo digitale con la sincerità del racconto personale, la leggerezza pop con la profondità emotiva.

Damiano, Torino è con te!

Maria La Barbera

Rock Jazz e dintorni a Torino: Edoardo Bennato e la London Symphonic Rock Orchestra

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Martedì. Al Blah Blah suonano i Divide And Dissolve +Ramon Moro.

Mercoledì. Al teatro Alfieri si esibisce Edoardo Bennato. Al Blah Blah è di scena Mapuche. Al teatro Concordia si esibisce il cantautore Carl Brave.

Giovedì. Inaugurazione del festival di musica elettronica CNC alle OGR con l’esibizione di Jenny Hval. Il Festival propone fino a domenica 2 novembre  anche al Lingotto diversi musicisti tra i quali: Blood Orange, Los Thuthanaka, Yhwh Nailgun, Danielm Blumberg e tanti altri. Al Cafè Neruda suona il trio di Alberto Marsico. Al Banco si esibisce il trio Denitto- Azzaro, Palazzo. Al Vinile è di scena il Miky Bianco Projet. Al Blah Blah suonano i Mao Funk.

Venerdì. Al Circolino si esibiscono i Stay tuned. Alla Divina Commedia suonano i Yourmother. Al Folk Club sono di scena i Huun-Huuur-To. Al Teatro Colosseo si esibisce Marco Masini.

Sabato. Al Vinile suona il gruppo The Soul Women //Soul Night. Al Circolo Sud sono di scena i Boogianen. Al Peocio di Trofarello suona Michael Angelo Batio. Al Blah Blah sono di scena i The Jackets. Allo Ziggy suonano i Conjurer + Frail Body.

Domenica. Al teatro Colosseo si esibisce la London Symphonic Rock Orchestra.

Pier Luigi Fuggetta

La voce di Malyka Ayane e le scene di Chiti per riassaporare l’amore tra Ennis e Jack

Oggi ultima replica di “Brokeback Mountain” all’Alfieri

Non sono finocchio io”, ci tiene a chiarire Ennis Del Mar ma, nel chiuso della tenda, il fattaccio è scoppiato e la sua passione per Jack durerà ancora per vent’anni e molto più. Nell’America per molti versi chiusa della prima metà degli anni Sessanta, in quegli stati dove l’omosessualità con la negritudine è al bando, qui tra le montagne imponenti e solitarie del Wyoming, la relazione amorosa e cresciuta a dismisura tra due esseri dello stesso sesso non poteva venir accettata, poi i propri complessi di colpa e i sospetti e le certezze degli altri, una moglie, con cui il mandriano Ennis ha messo al mondo due figlie, che ha compreso con un solo sguardo, dalla finestra della loro casa, quanto voglia dire quel lungo abbraccio tra i due uomini, la famiglia intera di Jack che causerà ritorsioni violente e morte: ogni momento sa di proibito. “Brokeback Mountain”, tratto da una novella breve di Annie Proulx, tre Oscar al cinema ad opera di Ang Lee e passato due anni fa su un palcoscenico londinese come “play with music” in una versione teatrale che si deve all’adattamento di Ashley Robinson e alle musiche di Dan Gillespie Sells, adesso vede un’operazione tutta italiana per la regia di Giancarlo Nicoletti.

Dicevo, presentando nei giorni scorsi lo spettacolo in prima nazionale all’Alfieri di Torino (ultima replica oggi alle 15,30), che era difficile immaginare un paesaggio – quello che la fotografia di Rodrigo Prieto (collaboratore anche di Scorsese e Inarritu, di Oliver Stone e di Almodòvar) ci aveva dato al cinema – a far da cornice alla vicenda, i pascoli e le immancabili pecore, la solitudine e il tempo sospeso: invece Alessandro Chiti, l’ineguagliabile artefice di sempre, ha lasciato immaginare al pubblico quei panorami, tra suggestioni e convinzioni, spezzando spazi in parti triangolari, che con l’aiuto di immagini in bianco e nero rappresenteranno, anche in ristretti particolari, volti e panorami, momenti e racconti presi a prestito da quanto sta accadendo in scena. In una parte di quell’immaginario, la live band capitanata da Marco Basso al pianoforte con Giacomo Belli alle chitarre e Giulio Scarpato al basso e contrabbasso, trio eccellente: ma, non me ne vogliano, l’autentica colonna sonora essendo Malika Ayane, in un susseguirsi di belle canzoni, umanamente sentite, teatralmente interpretate e offerte con la voce meravigliosa che da sempre le riconosciamo. Un ritratto tutto a sé all’interno dell’intero spettacolo.

Del quale il peso maggiore sta sulle spalle, per qualche verso ancora acerbe, dei due interpreti Edoardo Pugatori, che è Ennis e Filippo Contri, che è Jack. Se il primo riesce già più convintamente ad approfondire il proprio personaggio, a far trapelare i tanti dubbi che Ennis ha su di sé, su quanto all’improvviso gli è calato addosso, personaggio già maggiormente controverso e arduo, il suo collega mi ha fatto supporre nel molto scorrere di un racconto che la regia di Nicoletti ha cercato di rendere il meno plumbeo possibile, che il Wyoming per una volta della propria esistenza si fosse trasportato sulle rive del biondo Tevere, tanto è l’abbondare di inflessioni e di doppie consonanti che si son sentite l’altra sera; per tacere di quella maggiore fiducia che lungo le repliche dovrà avere nella propria voce, né trovando rifugio in quell’urlato disseminato qua e là né in quel fastidioso microfono che è orrore di chi da secoli faccia teatro sulle tavole ingannevoli di un palcoscenico. Capisco la vivacità e l’amour fou pieno di gioia che ha voluto stampare in viso al ragazzo campione di rodei, ma non strafare sarebbe la strada più giusta da prendere. Per entrambi, l’uno più l’altro meno, non si tratta di andare a sciacquare i panni in Arno, ma perlomeno di italianizzarsi la bocca, questo sì. Le repliche, dicevo, provvederanno.

Elio Rabbione

Nelle immagini gli interpreti dello spettacolo: Malyka Ayane (foto di Attilio Cusani) e Edoardo Purgatori e Filippo Contri (foto di Carlo Mogiani).

Halloween al teatro Cardinal Massaia  con “La vedova”

Fra le proposte più originali per le serate torinesi del periodo di Halloween vi è lo spettacolo “La vedova”, proposto dal 31 ottobre al 2 novembre prossimi presso il teatro Cardinal Massaia di Torino. Prodotto dall’Associazione “Chi è di scena”, che da quest’anno ha in capo la gestione del teatro torinese, l’horror teatrale promette una elevata dose di suspense mista a un fascino vittoriano. Dalle 20.45 di ognuna delle tre serate, il pubblico sarà avvolto in un’atmosfera misteriosa e, grazie a un uso abile e oculato di effetti live, potrà vivere uno spettacolo ancora più avvincente. Il pubblico si troverà immerso in una dimensiona spazio-temporale coincidente con l’anno 1898 a Clifton, piccolo paesino dell’entroterra della Gran Bretagna. Qui, una casa chiamata “West fen House”, appare molto diversa dalle altre: intrappolata ai margini tra il villaggio e la palude, sembra essere un’entità a sé, un’anima incatenata dal suo stesso segreto. I paesani evitano di parlarne e le mura di questa casa celano una storia oscura; anche la nebbia che l’avvolge si dice porti con sé qualcosa di molto inquietante, come la mente di chi vi è rimasto intrappolato.
Tra i personaggi vi è anche la figura di un giovane notaio, arrivato in paese per mettere in vendita la villa della defunta Emily Butler, vedova Lewis, e si accorge che la dimora non è vuota…

Il cast artistico è composto da Gioacchino Inzirillo, curatore della sceneggiatura e della regia, Gabriele De Mattheis, coordinatore dei costumi, Mariasole Fornarelli, co-regista, Francesca Melis, Mariana Bonansone, Cloe Varalli, Giulia Curreri, Alessio Ruzzante, Annagrazia Galizia e Francesco Savarino. Il team è composto anche da Nicola Barbera, coordinatore delle musiche e degli effetti live, Gianluca Inzirillo, referente per live design e audio e Silvia Mastandrea al trucco e parrucca.
Il biglietto include anche un drink presso ‘SPES- Parisi’, locale adiacente al teatro, situato in via Saorgio, angolo via Sospello, valido nel giorno dello spettacolo scelto in orario dalle 19 alle 20.30, ed anche un tour esclusivo dietro le quinte della durata di 15 minuti.

Il mese di novembre proseguirà, al Cardinal Massaia, all’insegna delle risate. Dal 7 al 9 novembre, il 7 alle 20.45, l’8 alle 16.30, approderà la commedia “Alta infedeltà”, con un cast di volti molto noti a Torino, da Carlotta Iossetti a Claudio Insegno, da Andrea Beltramo a Guido Ruffa, e ancora Elena Cascino, Daniela De Pellegrin e Ettore Lalli.

Biglietti disponibili sul sito: teatrocardinalmassaia.com

Info: 344 4104477 whtasapp e 011 2216128

Mara Martellotta

Et voilà … Le “Chapiteau” dei “MagdaClan”

A Torino, al “Bunker” di “Barriera di Milano” andranno in scena quattro fine settimana di spettacoli dal vivo e “live music”

Da sabato 25 ottobre

Ed eccolo in bella vista. E’ il “tendone blu” montato, nel cuore di Barriera di Milano, al cosiddetto “Bunker” di via Paganini 0/200, dalla Compagnia di “Circo Contemporaneo“ “MagdaClan” (appollaiata festosa in cima al tendone), nata nella notte del Capodanno 2010/2011 sotto un trullo della brindisina Ceglie Messapica, ma dall’idea, tutta torinese, dei sette fondatori (oggi sono 20 gli artisti circensi che ne fanno parte) maturata sotto la Mole, dal 2004 al 2010, nella “FLIC Scuola di Circo”. Ebbene, proprio da questo “chapiteau riscaldato” ( “il nostro – dicono gli artisti facenti parte del sodalizio – è come un ‘Cubo di Rubik” aperto a tutti i linguaggi artistici”) andrà in scena, da sabato 25 ottobre“MagdaClan: il quartiere del circo”, quattro fine settimana di spettacoli dal vivo e “live music” con biglietti popolari, a partire da 5 euro.

Il progetto, firmato in collaborazione con “Bunker” e “FLIC Scuola di Circo”, in rete con “C.Re.S.Co.” e “Talea Circo”, con il sostegno della “Città di Torino” e del “Ministero della Cultura – Direzione Spettacolo”, prevede 10 titoli (per un totale di 17 repliche), con 6 spettacoli di “Circo Contemporaneo”, 3 appuntamenti musicali e un talk tematico.

Il perché di una simile, nuova, iniziativa lo spiega Giulio Lanfranco, fondatore, direttore artistico e artista della compagnia: “‘MagdaClan’ è Torino e Torino è ‘MagdaClan’: due entità che vanno di pari passo dalla nascita, addirittura da prima della nascita di ‘MagdaClan’. Tutti i componenti iniziali del nucleo fondatore di ‘MagdaClan’ avevano infatti frequentato le ‘Scuole di Circo’ a Torino. In città si sono incontrati. Non a caso Torino è stata poi scelta come base dell’associazione ‘MagdaClan’”. Torino è, peraltro, l’unica città ad aver visto replicare tutti gli spettacoli della Compagnia. L’idea è stata, dunque, quella di tornare sotto la Mole e montare il “tendone blu” per presentare, innanzitutto, la nuova creazione collettiva, “Elogio alla noia” (giov. ven. sab. 6, 7, 8 novembre, ore 21 e dom. 9 nov. , ore 18) che ha debuttato a settembre al “Dinamico Festival” (vincendo l’“Avviso pubblico” “Circoscrizioni, che spettacolo … dal vivo! 2025” della “Città di Torino”) e che verrà presentata a Barriera di Milano nella sua versione definitiva: “un elogio dell’assurdo, uno spettacolo poetico e sarcastica metafora della vita”. Sempre loro i “MagdaClan” presenteranno anche  “2984” con Alessandro Maida, una riflessione sulla fragilità della civiltà, (giov. e ven. 13 e 14 novembre, ore 21), “Balls don’t lie”, sempre di Maida, ambientato in un mondo popolato solo da oggetti sferici, con protagonista un personaggio mezzo uomo e mezzo scarabeo, e “Sweet Molotov” di Giorgia Russo, un “poema scritto con il corpo per raccontare quanto un disastro personale rasenti alle volte l’assurdità o la tragicomicità”.

Da segnalare anche, nel ricco cartellone, lo spettacolo del bolognese “Circo Bottoni” che presenta a Torino “The Big Bang” (ven. 31 ottobre e sab. 1 novembre, ore 21; dom. 2 novembre, ore 19,30), un’odissea con acrobati interstellari, giocolieri telecomandati e biciclette orbitanti.

Il cabaret di apertura (sab. 25, ore 21, e dom. 26 ottobre, ore 18) , “Heavy weight circus cabaret” nasce, invece, dalla collaborazione con la Compagnia di Circo Contemporaneo “Madera”, anch’essa di Torino: 60 minuti di spettacolo adatti ad adulti e bambini.

Il cartellone è inoltre arricchito da un’interessante scaletta musicale. Protagonisti i “Gennifers”“Tutti Dilemma”“Ludmi”“Dla Valley e Maatic Valley”, e “Sintetica” (con una jam session).

Nel programma anche un talkmartedì 11 novembre alle 18, che nasce invece dall’esigenza di affrontare una tematica che sta a cuore a “MagdaClan” da anni e che viene affrontata in collaborazione con il “Forum Nuovi Circhi”, “Outdoor Arts Italia Ets”, OCA Doc”, “Rete Doc”, “Forum Nuovi Circhi” e “Comune di Torino”. Titolo: “Se la norma è antiquata, il circo può essere contemporaneo?”. Bella domanda …! Chi vuol rispondere?

g.m.

Nelle foto: “MagdaClan”, foto di gruppo sul tendone (Ph. Roberta Paulucci); “MagdaClan” scene da “2.984” e “Balls don‘t lie”