SPETTACOLI- Pagina 4

“Il Suono delle nostre radici”, cinquanta anni del metodo Suzuki

Una grande festa corale partirà da Torino e attraverserà tutto il Paese per un anno intero. Nel 2026 oltre quaranta concerti ed eventi in tutta Italia celebreranno il metodo che ha rivoluzionato la didattica musicale, mettendo al centro tanto la crescita dell’individuo quanto quella dell’artista.
Torino celebra un traguardo storico per la musica e l’educazione. Il 2026 segna, infatti, il cinquantesimo anniversario del metodo Suzuki che, grazie ai musicisti Lee Robert e Antonio Mosca, pionieri di un sogno educativo e musicale, da Torino si è diffuso in tutto il Paese.
Nel1976 nasceva la prima scuola Suzuki in Italia e prendeva forma l’orchestra Suzuki, oggi considerata la più giovane orchestra da camera d’Europa. Si tratta di un’esperienza che ha dimostrato, in modo concreto, cosa accade quando si dà fiducia  ai bambini e si investe nella loro educazione musicale sin dalla prima infanzia.

Lunedì 9 febbraio prossimo il teatro Alfieri ospiterà il concerto “Il Suono delle nostre Radici”, che inaugura  ufficialmente l’anno Suzuki, dando il via a dodici mesi di celebrazioni diffuse su tutto il territorio nazionale.
Per la prima volta,  si incontreranno sul palcoscenico tre generazioni di musicisti  formatisi all’Accademia Suzuki,  l’Orchestra Humoresque, formata da bambini dai 6 ai 10 anni, l’Orchestra Suzuki ( ragazzi dagli 8 ai 16 anni ) e l’Orchestra degli ex Allievi, composta da musicisti dai 20 ai 65 anni.
Il concerto racchiude in sé  l’essenza di questo anniversario, tre orchestre, tre generazioni, un’unica comunità sul palco, per raccontare cinquanta anni di storia con uno sguardo aperto verso il futuro.
Il metodo Suzuki si basa su un principio rivoluzionario,  che la musica possa essere appresa come una lingua madre, attraverso l’ascolto, l’imitazione e la condivisione fin dai primi anni di vita. “Il talento non è un dono raro, ma il frutto dell’amore e della perseveranza” diceva Shinichi Suzuki, fondamento ancora oggi di una pedagogia che ha dato vita ad oltre sessanta scuole in Italia e coinvolto più di 1000 ex allievi, tra musicisti professionisti, docenti, direttori d’orchestra e cittadini consapevoli.

“Cinquanta anni di metodo Suzuki hanno creato una comunità viva fatta di musicisti, insegnanti, genitori e famiglie – ha sottolineato Liviana Pittau, vice presidente  e direttrice dell’Accademia torinese. Per valorizzare tutto ciò che questa storia ha generato è nato l’Anno Suzuki, una grande festa che celebra il Metodo per un intero anno. Torino, città che per prima ha creduto in questo progetto, continua a essere il cuore di questa storia straordinaria”.
L’Anno Suzuki è promosso e coordinato dall’Accademia Suzuki in collaborazione con l’Istituto Italiano Suzuki con il contributo della Fondazione CRT e sotto il patrocinio della Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Città di Torino.
Le celebrazioni del cinquantesimo anniversario si svilupperanno attraverso un calendario diffuso di eventi che coinvolgerà  le più prestigiose istituzioni musicali e culturali torinesi e nazionali. Un programma di oltre quaranta appuntamenti tra concerti, iniziative formative e progetti musicali territoriali, fino all’evento di chiusura del 21 dicembre 2026 all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto.

“I cinquanta anni di storia del metodo Suzuki – ha dichiarato l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia – raccontano un impegno costante nell’accompagnare generazioni di giovani lungo il loro percorso di crescita artistico. Molti di questi musicisti, oggi attivi in molteplici orchestre di Torino e non solo, si esibiranno al fianco degli attuali allievi dell’Accademia in un fitto programma di concerti che celebrerà il metodo Suzuki, segno tangibile  di una comunità che si riconosce e di un legame che rimane vivo nel tempo. Come Città di Torino abbiamo accompagnato  questo percorso, convinti del valore di un progetto che investe nelle nuove generazioni e nella loro formazione,  rendendo la cultura un’esperienza accessibile e continua”.

Il primo grande momento simbolico del 2026  sarà  il 9 febbraio, al teatro Alfieri, con il concerto inaugurale “Il Suono delle nostre Radici “, un dialogo musicale tra le orchestre di età diverse, che offrirà al pubblico un viaggio emozionante attraverso cinquanta anni di educazione musicale secondo il metodo Suzuki.
Sotto la direzione di Antonio Mosca e Marco Mosca, il programma, presentato da Filippo Cavallo e Clara Piccoli ex allievi e violoncellisti, spaziare dai brani della tradizione didattica di Shinichi Suzuki e della musica popolare fino alle grandi pagine orchestrali di Mozart, Vivaldi,  Brahms, Popper, Migliavacca, Fiocco e Rossini.

A febbraio due saranno gli appuntamenti,  il 13 alle 18 l’Anno Suzuki si aprirà al territorio con “Sinfonie in maschera” al teatro Giacosa di Ivrea e coinvolgerà le scuole Suzuki del Canavese e di Aosta. Il 16 febbraio al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino gli ex allievi Suzuki Francesco e Stefano Cerrato suoneranno con l’Ensemble Armoniosa, all’interno della stagione dell’Unione Musicale.

Lunedì 9 febbraio 2026 ore 20.30 al teatro Alfieri di Torino

Biglietti per bambini 10 euro, Adulti 15 euro.

Prenotazioni 3804614154 info@suzukicenter.it

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino: i Nomadi e Flavio Giurato Quartet

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Lunedì. Alla Bottega Baretti si esibisce Mark Bonifati.

Martedì. Alla Cricca Matteo Castellano canta Jannacci.

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Vegas Jones. Al Vinile suona Felicia Juno Ensemble.

Giovedì. Alla Divina Commedia si esibisce la House Band. Al Blah Blah suonano i Medusa +Malibu Stacey. All’Hiroshima è di scena il quintetto Si’ Boom! Voilà!

Venerdì. Al Magazzino sul PO sono di scena gli Hate Moss. Alla Divina Commedia si esibiscono i Secret Chords. All’Hiroshima suonano i Mefisto Brass. Al Circolo Sud è di scena la Piccola Compagnia “Behemoth”. Al Circolino suona  Giorgio Diaferia Ensemble. Al Vinile si esibisce il Trio Marciano & Silver. Al Blah Blah suonano i No More Extasy + Hexabrot.

Sabato. Al Teatro Colosseo arrivano i Nomadi. Al Folk Club suona il quartetto di Flavio Giurato. Alla Divina Commedia si esibiscono i Bluescreen. Alla Suoneria di Settimo  è di scena la Banda Osiris. Al Circolo Sud si esibisce Ila Rosso. Al Vinile suona Diane Kowa 6 Piaggio Soul Combination.

Domenica. Allo Ziggy sono di scena Nyos + Gordonzola. Al Blah Blah suona Iguana Project + The Bang Tales. Al Vinile si esibiscono Milkway + Funkyfied.

Pier Luigi Fuggetta

ViaggioadAuschwitz a/r, a teatro le storie di deportazione

Teatro Concordia

Martedì 27 gennaio, ore 21

VIAGGIOADAUSCHWITZ a/r  

La storia del lungo cammino che ha ripercorso il viaggio di deportazione di ventisei ebrei catturati in provincia di Cuneo

 

 

VIAGGIOADAUSCHWITZ a/r, scritto e interpretato da Gimmi Basilotta, è la storia di un uomo convinto della sua integrità morale e del suo senso di giustizia che un giorno, durante la visita al campo di concentramento di Buchenwald, immaginandosi prigioniero in quel luogo, scopre il lato oscuro di sé e drammaticamente comprende che in quella condizione potrebbe per la sua sopravvivenza abiurare a tutti i suoi principi etici.

Per uscire dal baratro in cui questa scoperta lo ha sprofondato, parte per un lungo pellegrinaggio a piedi, seguendo le rotte della deportazione, ricercando sè stesso, i fatti e le storie di un’umanità offesa e scoprendo il potere taumaturgico del contatto e della relazione con la gente e con il mondo.

 

Nel 2011 Gimmi Basilotta ha realizzato il progetto Passodopopasso ed ha avuto così la ventura di compiere un lungo cammino, insieme ad altri “pellegrini”, dal Piemonte fino in Polonia, ripercorrendo a piedi il viaggio di deportazione che nel 1944 portò ventisei ebrei cuneesi da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz; il viaggio è stata l’occasione di ragionare e di parlare di memoria, scoprendo e toccando con mano quanto essa sia ora una necessità e un dovere, non solo per il rispetto della Storia, di chi l’ha vissuta, l’ha subita, ne ha sofferto e ne è stato sopraffatto, ma per poter vivere il presente in modo consapevole.

Il cammino, di 1985 chilometri, da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz, attraverso l’Italia, l’Austria, la Repubblica Ceca e la Polonia, ha avuto una durata di settantasei giorni, dal 15 febbraio 2011, ricorrenza della partenza da Borgo San Dalmazzo dei 26 ebrei catturati in provincia di Cuneo, al 1° maggio 2011, Yom Ha Shoah, Giorno della memoria in Israele. Il viaggio percorso interamente a piedi da tre persone, accompagnate da un fotografo, un videomaker, un addetto all’informazione e con il supporto di due automezzi, è stato un pellegrinaggio laico in cui la dimensione fisica e quella spirituale si sono fuse insieme; un viaggio fatto di strada e di fatica ma al tempo stesso di relazioni concrete e di rapporti umani vitali con l’ambiente circostante.

 

Lo spettacolo, in forma di monologo, alternando momenti drammatici a situazioni serene e gioiose, in un mix di avventura e riflessione, è una restituzione del cammino, ma non è un diario di viaggio. Prima della partenza Gimmi Basilotta ha chiesto alla gente, agli amici, che gli prestassero delle parole con cui riempire le sue valigie; ne ha raccolte settantasei, una per ogni giorno di viaggio. Le parole sono diventate la lente attraverso cui ha guardato e cercato le cose, attraverso cui ha vissuto le tante esperienze e avventure; parole che sono diventate per lui un limite, che lo ha costretto e aiutato a entrare nel profondo della realtà, a focalizzare le sensazioni e vivere le emozioni. Lo spettacolo è dunque il frutto del racconto del cammino, ma soprattutto delle settantasei parole che lo hanno guidato ed è, al tempo stesso, una riflessione profonda sulla storia della Shoah.

 

Lo spettacolo ha vinto il Premio Eolo Awards 2014: Miglior progetto creativo

Motivazione: lo spettacolo mette in scena in modo poetico e personale un viaggio del tutto particolare, quello compiuto dall’attore insieme a un folto gruppo di compagni di avventura dal Piemonte fino in Polonia, ripercorrendo a piedi il medesimo doloroso viaggio di deportazione che nel 1944 portò ventisei ebrei cuneesi da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz. Un cammino di piede e di anima che fonde in modo limpido e commovente la dimensione fisica e quella spirituale. Diretto dal maestro amatissimo Luciano Nattino, l’attore traduce in parole semplici il suo cammino, aiutato solo da poverissimi elementi di scena, pezzi di legno, frasche, una betulla del tutto simile a quella che ha piantato là in quell’inferno alla fine del viaggio. In questo modo passato e presente si fondono in una specie di preghiera laica, una via crucis liberatoria e commovente che appassiona e cattura per più di un’ora l’attenzione degli spettatori a cui vengono donate parole di speranza per cercare tutti insieme di affrontare un futuro migliore.

Il testo dello spettacolo, inoltre, ha vinto il primo premio al concorso nazionale Premio Centro alla Drammaturgia per testi di monologhi 2012. 

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Martedì 27 gennaio 2026, ore 21

VIAGGIOADAUSCHWITZ a/r

Scritto e interpretato da Gimmi Basilotta

Regia di Luciano Nattino

Scenografie: Gimmi Basilotta

Musiche suonate dal vivo di Isacco Basilotta

Compagnia Il Melarancio

Biglietti: 7 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

Jam session poetico musicale al Machito di Torino

Si svolgerà sabato 24 Gennaio alle ore 21:00, presso il Circolo Arci Machito di via Rosmini 1, a Torino, la super jam session che unirà la jam poetica “The ride of sin” condotta dal poeta e performer Valerio Vigliaturo e la jam musicale “Kill Roy” diretta da David Diop con Marco Sponza (chitarra), Enrico Antinori (basso e tastiera) e Giorgio Vergano (batteria). Si alterneranno sul palco poeti e musicisti che improvviseranno versi e note alla ricerca dell’interplay.
Il titolo della jam è tratto dalla raccolta poetica “The Black Riders and Other Lines” pubblicata nel 1895 dallo scrittore, giornalista e poeta statunitense Stephen Crane, che Ernest Hemingway e Herbert George Wells consideravano il primo scrittore moderno degli Stati Uniti.

Per prenotazioni posti e cena: cell. 3391073534

Mara Martellotta

Tommy Emmanuel torna in Italia all’Alfieri di Torino

Lunedì 2 febbraio alle ore 21, al teatro Alfieri, torna in  Italia, dopo tre anni di assenza, Tommy Emmanuel, considerato uno dei chitarristi acustici più grandi di tutti i tempi  per la sua straordinaria tecnica fingerstyle, la capacità di fondere melodia, accompagnamento e percussioni in un solo strumento e per l’intensità emotiva della sua performance. Farà tappa a Torino con lo spettacolo “Living in the Light Tour”. Special guest Alberto Lombardi.
Emmanuel proporrà i suoi brani più amati, insieme alle nuove composizioni del suo ultimo album , che dà il nome al tour, confermando la sua capacità di attraversare con naturalezza country, jazz, blues, folk e suggestioni classiche, dando vita a performance sempre diverse e profondamente personali.
“Ogni concerto – spiega Tommy Emmanuel – rappresenta una nuova occasione per connettermi con il pubblico e raccontare storie attraverso la musica”. “ Living in the Light” è  l’album più audace, registrato e mixato in soli quattro giorni con il produttore Vance Powell, che irradia un’energia cruda ed elettrizzante.

Tommy Emmanuel  a soli sei anni era già in tournée in Australia con una band di famiglia, a trent’anni calcava i palchi degli stadio come chitarrista solista rock, a 44 anni è  diventato uno dei soli cinque chitarristi al mondo  a ricevere il titolo Certified Guitar Player (CGP) dal suo idolo, la leggenda della musica Chet Atkins. Influenzato dal fingerstyle di questi e di Merle Travis, ha sviluppato uno stile di chitarra solista unico, capace di racchiudere l’estensione sonora di un’intera band; batteria, basso, accompagnamento ritmico, chitarra solista e melodia vocale convivono simultaneamente in una sola performance. Mentre molti artisti portano in tour una band, Tommy Emmanuel costituisce da solo un universo sonoro completo, affidandosi esclusivamente alla sua tecnica ed espressività, senza sovraincisioni o loop.

Lunedì 2 febbraio ore 21

Teatro Alfieri

Piazza Solferino 4

Biglietti su Ticketone

www.associazioneradar.it

Mara Martellotta

Lady Macbeth – God save the Queen 

Teatro Superga, Nichelino (TO)

Sabato 24 gennaio, ore 21

Il monologo di Debora Benincasa, tra potere e ribellione

 

Il monologo Lady Macbeth – God save the Queen, scritto e interpretato da Debora Benincasa con la regia e ricerca sui movimenti scenici di Simona Ceccobelli, è una riscrittura dell’opera shakespeariana che, pur giocando con il personaggio e con uno stile grottesco, mantiene intatta la potenza della tragedia. Il punto di vista è unicamente quello della Lady, crudele e annoiata, che guarda il mondo con sofferente distacco. La forza del monologo è il dialogo tra classico e contemporaneo, tra l’adesione al testo e il suo tradimento, inserimenti pop e immagini poetiche. Lady Macbeth mette in discussione la nostra moralità e rivela, immergendosi sempre più al suo interno, l’estrema ferocia del potere, guarda costantemente negli occhi mostrando il peggio del mondo (e di noi).

Il testo è stato finalista al Premio InediTo – Colline Torinesi nella sezione drammaturgia, ed è nato anche grazie al sostegno del festival Montagne Racconta.

Debora Benincasa, laureata al DAMS di Bologna e presidente di Anomalia Teatro, è attrice e drammaturga. Debutta nel 2016 con Antigone – monologo per donna sola, vincitore del Premio Mauro Rostagno per la drammaturgia, rappresentato in tutta Italia e a New York. Il testo è pubblicato da Suigeneris, insieme ai suoi altri monologhi Theo – storia del cane che guardava le stelle e Lady Macbeth – God save the Queen. Nel 2019, con Era meglio nascere topi in scena insieme a Marco Gottardello vince il Premio Miglior Spettacolo e il Premio del Pubblico al Crash Test Teatro Festival.

Anomalia Teatro è una compagnia nata a Torino nel 2016, molto attiva e seguita per gli spettacoli a sfondo politico e sociale. Cura tutti gli aspetti creativi, produttivi e distributivi degli spettacoli e dei suoi disubbidienti protagonisti: Antigone – monologo di una donna sola; Icaro; Theo – Storia del cane che guardava le stelle; Tekkendrama – come farsi amici i mostri. La compagnia opera presso il Laboratorio MalaErba uno spazio culturale creativo e di condivisione, aperto a corsi, laboratori, residenze artistiche e spettacoli teatrali.

Info

Teatro Superga, via Superga 44, Nichelino (TO)

Sabato 24 gennaio 2026, ore 21

Lady Macbeth – God save the Queen

Di e con Debora Benincasa

Co-regia e ricerca movimenti Simona Ceccobelli

Scenografia Adele Gamba

Costumi Simona Randazzo

Suono e voci Martino Scaglia e Flavia Chiacchella

Lighting designer Andrea Gagliotta

Con il sostegno di Montagne Racconta e del drammaturgo Francesco Niccolini

Biglietti: 15 euro

www.teatrosuperga.it biglietteria@teatrosuperga.it

IG + FB: teatrosuperga

Orari biglietteria: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19

Franco126 dal vivo: Torino abbraccia i suoi “Futuri possibili”

 

ll 23 gennaio 2026 il cantautore romano porta al Teatro Concordia di Venaria il suo nuovo progetto discografico, già certificato disco d’oro.

Franco126 sarà al Concordia di Torino giovedì 23 gennaio 2026, nell’ ambito del tour
invernale nei club che precede le sei date europee di marzo. L’ appuntamento torinese
rappresenta l’unica tappa piemontese del cantautore romano, reduce da un’ estate di sold
out nei principali festival italiani e da quattro date consecutive esaurite nella capitale.
Il tour nei club sostiene Futuri possibili (Bomba Dischi / Universal), terzo album pubblicato il
28 marzo e già certificato disco d’oro.

Il disco rappresenta una sintesi matura tra cantautorato e urban, dove la malinconia urbana si trasforma in linguaggio universale, accessibile e riconoscibile. Prodotto interamente da Golden Years, con WISM su alcuni brani,l’album vede la partecipazione di Coez, Ketama126, Ele A, Giorgio Poi e Fulminacci.Il tour italiano toccherà undici città prima di proseguire oltre confine con sei appuntamentinelle principali capitali europee della musica live: Amsterdam, Bruxelles, Londra, Parigi,Barcellona e Berlino.

Un passaggio significativo per un artista che ha costruito la propria indentità artistica su una poetica intima e universale allo stesso tempo.Franco126 si è affermato come una delle voci più personali del nuovo cantautorato italiano, capace di osservare il presente con distacco e grazia, fotografando il tempo che scorre tra le mani di una generazione sospesa tra sogni e disincanto. Futuri possibili conferma questa cifra stilistica, mescolando dolcezza e disillusione in un equilibrio che non cede né alla retorica né al cinismo.

Il concerto al Concordia di Torino si inserisce in un percorso artistico che dal 2026 vedrà
Franco126 confrontarsi con un pubblico sempre più ampio, portando la propria visione
autoriale anche fuori dai confini nazionali.

Valeria Rombolà

Le note di Nino Rota e Dvořák inaugurano le Domeniche all’Auditorium

Domenica 25 gennaio alle ore 10.30 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini si terrà il primo concerto del ciclo di appuntamenti “Le domeniche dell’Auditorium”, incluso nel cartellone della stagione 2025-2026 con i Cameristi dell’OSN della Rai . L’appuntamento che sarà registrato su Radio 3 e trasmesso domenica 1 febbraio prossimo alle 20.30, sarà preceduto da un intervento di esponenti dell’associazione Libera di don Ciotti , parte di un avvicinamento al 21 marzo, che vedrà a Torino svolgersi la manifestazione della giornata nazionale dedicata alla memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie.
In apertura l’ensemble proporrà  il Concerto per archi di Nino Rota. Nonostante il suo nome sia legato indissolubilmente ai capolavori di Fellini, Visconti e Coppola, Rota fu un autore dalla vasta produzione musicale non necessariamente legata al cinema.
Questo brano, scritto per i Musici di Roma tra il 1964 e il 1965, ne è un esempio perfetto e cela un’anima ironica e brillante dietro la forma classica.
Seguirà il Gran duo concertante per violino e contrabbasso di Giovanni Bottesini. Celebrato come il ‘Paganini del suo strumento’, il contrabbasso, e stimato da Verdi, che lo scelse per dirigere il debutto di Aida nel 1871, Bottesini esprime in questa partitura la sua arte più compiuta, unendo eleganza e funambolismo tecnico in una sintesi perfetta.
Il concerto si chiude con la Serenata per archi in mi maggiore op. 22 di Antonin Dvořák, scritta nel 1875 in meno di due settimane. Rispecchia un momento di grande fortuna per il compositore; grazie all’ammirazione di figure del calibro di Brahms ed Hanslick, Dvořák ricevette un importante sussidio governativo che lo introdusse presso l’editore Simrock, garantendogli la fama mondiale.

I bIglietti per il concerto sono in vendita online, proposti al prezzo unico di 5 euro, sul sito dell’OSN della RAI presso l’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino, in piazza Rossaro .

Tel 0118104996

www.osn.rai.it

Mara Martellotta

Nella foto il foyer dell’Auditorium Rai

Palcoscenico Danza 2026, “MOSTRI” a teatro

Palcoscenico Danza, dal 25 gennaio al 29 aprile 2026, esplorerà l’ibridazione tra umano, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti del mondo della danza nazionale. Sempre di più, la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso, dedicato al tema dell’identità, e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. Per questo motivo, a partire da quest’anno, la rassegna di Palcoscenico Danza riporterà il titolo della stagione in corso, “MOSTRI”, proponendo un viaggio coreografico tra figure deformate, divinità mitologiche, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale.
Si tratta di una stagione variegata e sorprendente – ha dichiarato il direttore Paolo Mohovich – ricca di creature mostruose, dai vulcani Fuji e Etna alle divinità taiwanesi, dall’uomo cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Si tratta di figure che, attraverso la danza, indagano la natura, il sacro, l’umano in modi inediti e perturbanti”.

L’apertura sarà affidata a Roberto Zappalà, con “Brother to brother. Dall’Etna al Fuji”, uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko, eseguiti da Munedaiko, e la forza vulcanica di nove danzatori. Il 5 febbraio sarà la volta dell’omaggio alla “divina” Callas: nel centenario della nascita di Maria Callas, la COB Compagnia Opus Ballet presenta “Callas, Callas, Callas”, tre coreografi d’eccezione, Adriano Bolognino, Carlo Massari e Roberto Tedesco, reinterpretano il mito della Callas attraverso sguardi contemporanei e astratti.

Dal 28 febbraio all’1 marzo sarà la volta dei miti internazionali e Taiwan. L’eccellenza internazionale arriverà con la Hung Dance di Taiwan in “Glanced Crack”. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa, Giovanni Insaudo indaga con “Mitici” il rapporto cupo e alieno tra umani e dei. Il 24 marzo e 29 aprile andranno in scena le biografie sceniche e ibridazioni. La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo “Short cur”, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalì.
Il 31 marzo e 1 aprile andrà in scena “Aurunca”, riflessione di Elías Aguirre sulla morte e sui non luoghi, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane. La chiusura è affidata ai giovani talenti di Echo Dance Project, con Made4you.x, il 23 e 24 aprile, che festeggerà i 10 anni con una creazione di Nacho Duato dal titolo “Liberté”, estratto da “Rassemblement”, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet, oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; il trio guidato da Cristiana Casadio con “Of restless nature” del 28 e 29 aprile, ispirato alle affascinanti donne-insetto della scultrice Germain Richier, e alle architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea, in collaborazione con Interplay Link.
Terrà, il 1 aprile, presso la sede di Echo Dance Project, una masterclass l’artista multidisciplinare Elías Aguirre. Si tratta di un evento aperto a danzatori e curiosi, focalizzato sulla natura invisibile e sul movimento degli insetti, integrando danza urbana e teatro gestuale.

Mara Martellotta

Le “Onde” musicali dell’Egizio

Per tutto il 2026, la Galleria dei Re del Museo Egizio di Torino ospiterà ogni mese, una domenica mattina ,dedicata alla musica.  La rassegna “Onde”, ha riscosso molto  successo lo scorso anno. L’iniziativa, che vede  dodici concerti gratuiti, in un luogo molto speciale : il Museo Egizio. L’Orchestra Filarmonica di Torino, il Conservatorio Statale “Giuseppe Verdi” e la Fondazione Merz  consolidano gli appuntamenti con un calendario che abbraccia stili diversi, dal barocco al jazz, fino alla musica contemporanea e agli intrecci tra Oriente e Occidente.
Christian Greco, direttore del Museo Egizio, sottolinea come la rassegna intenda rafforzare il dialogo tra le istituzioni musicali e il patrimonio archeologico: “Questo nuovo sodalizio rappresenta un modello di collaborazione virtuosa, dove la ricerca archeologica e le arti si incontrano per generare esperienze culturali innovative e accessibili gratuitamente alla comunità“. “Onde” conferma la vocazione del Museo Egizio a divenire laboratorio della contemporaneità, in cui la storia millenaria dell’antico Egitto si intreccia con linguaggi artistici attuali, attraverso un programma che unisce musica e arte in un percorso culturale raffinato e aperto a tutti.

Gabriella Daghero

Onde 2026 al Museo Egizio: il programma

Domenica 18 gennaio, ore 11
DALLE CORTI AL TANGO
Ivan Homolskyi, fisarmonica (Conservatorio “G. Verdi”)
Un giovane talento di 14 anni conduce il pubblico tra barocco, virtuosismo e tango, con composizioni di Scarlatti, Vivaldi, Piazzolla e De Sarasate.

Domenica 22 febbraio, ore 11  DIACRONIA
Gianni Gebbia, sax soprano e flauti bansuri; Willy Merz, harmonium indiano (Fondazione Merz)
Dialogo tra Oriente e Occidente con vibrazioni, microtoni e improvvisazioni tra armonie ancestrali e lirismo contemporaneo.

Domenica 15 marzo, ore 11  METAMORFOSI
Matteo Fabi, violoncello (Orchestra Filarmonica di Torino)
Percorso musicale tra epoche e culture diverse, dal barocco al Novecento e contemporaneo, con Koeppen, Sheng, Summer, Henryson e Sollima.

Domenica 19 aprile, ore 11
ORIENTE, OCCIDENTE & ALTRO
Mario Romeo, fisarmonica; Ugo Nastrucci, liuti e Ūd (Fondazione Merz)
Ponte tra culture e tempi diversi, con musiche da Dowland a Piazzolla, passando per influenze arabe, francesi ed egizie.

Domenica 24 maggio, ore 11  PERCUSSIONS TRASFORMER
Rossana Bribò, percussioni (Fondazione Merz)
Concerto per percussioni che attraversa stili e timbri differenti, da Debussy e Bach alla sperimentazione elettronica di Snowden e Akiho.

Domenica 28 giugno, ore 11  TRASPARENZE
Niccolò Susanna, flauto; Federica Mancini, arpa (Orchestra Filarmonica di Torino)
Dialogo tra flauto e arpa tra lirismo e eleganza, con musiche di Ibert, Hilse, Rota e Shankar.

Domenica 19 luglio, ore 11
RIFLESSI D’INCANTO
Elisa Giola, arpa; Giorgia Alice Arneodo, flauto (Conservatorio “G. Verdi”)
Duo flauto e arpa tra danze medievali, lirismo cinematografico e fantasie di Saint-Saëns e Ravel.

Domenica 23 agosto, ore 11
TWO OF A MIND
Dario Caiaffa e Antonello Gravela, sax; Michele Garbolino, contrabbasso; Lorenzo Demarchi, batteria (Conservatorio “G. Verdi”)
Jazz cameristico ispirato a Mulligan, Getz e Desmond, con repertorio di Gershwin, Parker e Morricone.

Domenica 20 settembre, ore 11  FUSIONI
Kymeia Duo: Serena Costenaro, violoncello; Fabio Saccavino, percussioni (Orchestra Filarmonica di Torino)
Dialogo tra violoncello e percussioni tra minimalismo, lirismo e ritmi rituali, con musiche di Vineis, Pärt, Piazzolla e Xenakis.

Domenica 18 ottobre, ore 11
SAX APPEAL
Quartetto di sassofoni del Conservatorio “G. Verdi”
Da Rossini a Bernstein e Morricone, un viaggio attraverso 185 anni di storia dello strumento, tra classici e colonne sonore.

Domenica 15 novembre, ore 11
A SPASSO PER L’EUROPA
Stefania Saglietti, arpa (Fondazione Merz)
Percorso musicale tra Grecia antica e contemporaneo, con autori europei da Limenius a Debussy, Händel e C.P.E. Bach.

Domenica 13 dicembre, ore 11  INVENZIONI
Quartetto Le Châtelier (Orchestra Filarmonica di Torino)
Quartetto d’archi tra barocco, classicismo e lirismo romantico, con composizioni di Händel, Raffaele Totaro e trascrizioni di Schubert.

Gli appuntamenti saranno prenotabili mese per mese sul sito ufficiale.

Quando
Data/e: 18 Gennaio 2026 – 13 Dicembre 2026
Orario: 11:00 – 13:00

Dove
Museo Egizio
Via Accademia delle Scienze, 6 – Torino

Prezzo
Evento gratuito con prenotazione. Posti limitati.

Altre informazioni
museoegizio.it