Music Tales, la rubrica musicale

Ecco a voi gli eventi da non perdere per il vostro San Valentino
Exit Brew Pub in via Colverso 28 a La Cassa



A Moncalieri, lo spettacolo teatral-psicologico portato in scena dalla “Compagnia delle Frottole”, su testo e regia di Luca Nicolino
Giovedì 12 febbraio, ore 2045
Moncalieri (Torino)
In estrema sintesi. La storia è quella, fantasiosa e visionaria, di un imprenditore che, arrivato alla soglia dei 50 anni, si rende conto di aver dedicato tutta la sua vita esclusivamente al lavoro a scapito di affetti e relazioni. Desideroso, quindi, di sapere cosa pensino realmente di lui parenti e amici, decide di inscenare il suo funerale. Una morte fittizia – amplificata da una singolare campagna di finti “necrologi” in cui potreste realmente imbattervi gironzolando in questi giorni per le strade di Torino – che diventa il pretesto per osservare, da “una posizione privilegiata”, le reazioni di parenti e amici in attesa dell’eredità. Ciò che ne scaturisce è un ritratto amaro e grottesco di una famiglia che, tra avidità, segreti inconfessabili e speranze mal riposte, rivela la propria vera natura davanti a un testamento ancora da leggere. Un doloroso, nella sua lapalissiana verità, ritorno alla vita per il nostro povero imprenditore. Parte di qui (vietato spoilerare altro) “Rosso – Diario di una morte annunciata”, il nuovo spettacolo della torinese “Compagnia delle Frottole” (realtà nata nell’ambito dell’Associazione “I Buffoni di Corte APS”), in programma giovedì 12 febbraio, alle 20,45, alle “Fonderie Limone” di via Pastrengo 88, a Moncalieri. Testo e regia di Luca Nicolino, che sottolinea: “Lo spettacolo usa l’ironia per raccontare come si possa arrivare a una vera morte interiore anche restando in vita: l’ansia, la depressione e la paura possono condurre, come accade sempre più spesso anche tra i giovani, a una forma di morte quotidiana”. Lo spettacolo, intelligente ed arguto, trasforma così un tema quanto mai delicato “in un’occasione di riflessione collettiva e vitale”.
Realizzata con il patrocinio della “Città di Torino” e “Città di Moncalieri”, nonché in collaborazione con “CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà”, la pièce vede sul palco ben 23 attori, tra i quali 10 con disabilità cognitiva. Disabilità saggiamente trasformata in particolari, mai avulsi dal contesto scenico, codici espressivi, tali da non sviare il pubblico dal concentrarsi unicamente sulla potenzialità della recitazione e sulla coralità dell’insieme. “L’esperienza della Compagnia –ancora Nicolino – consente a ogni interprete di dare vita a un personaggio senza restare intrappolato nelle proprie caratteristiche personali, dimostrando come il talento e la professionalità teatrale non conoscano barriere. L’impegno sul palco diventa inoltre un’importante occasione di crescita e inclusione, poiché permette agli attori di confrontarsi direttamente con l’intera filiera produttiva del teatro, collaborando attivamente con chi cura costumi, scenografie e ogni dettaglio tecnico necessario alla magia dello spettacolo”. Un messaggio, in tal senso, di grande forza e piena condivisibilità, “perché – precisa Giovanni Ferrero, direttore della ‘CPD’ – dimostra che oltre la disabilità esiste molto altro: una professione, il talento e il desiderio. In questo caso, a teatro non va in scena la disabilità, ma la capacità di recitare e di coinvolgere il pubblico in uno spettacolo travolgente e di altissimo livello”.
Attenzione: allo spettacolo, si entra con una donazione a partire da 25 euro.
Il ricavato sarà destinato al progetto “La Corte”, futura sede dell’“Associazione” in via Rubino 82, uno spazio concepito per essere molto più di un centro laboratoriale. L’obiettivo è, infatti, quello di dare vita a una “comunità culturale inclusiva” dove giovani, anziani e persone con disabilità possano collaborare in percorsi formativi e lavorativi, rendendo il quartiere “Mirafiori Nord” un polo di innovazione sociale, pienamente autonomo. Assistere a “Rosso” significa dunque partecipare a un atto di solidarietà che, partendo dal racconto della morte, sceglie di investire con forza sul futuro e sulla vita.
Per info: Associazione “I Buffoni di Corte”, corso Sebastopoli 272/E, Torino; tel. 011/5823043 o www.ibuffonidicorte.it
G.m.
Nelle foto: immagini di scena
La campagna di San Valentino degli UCI Cinamas di Torino
La campagna di San Valettino degli UCI Cinemas di Torino celebra la sala con il posto migliore dove andare e il miglior regalo da fare per questa occasione. Per San Valentino, il pubblico può dimenticarsi dei regali tradizionali e di luoghi non all’altezza per un appuntamento, e renderlo invece un giorno unico presso UCI Cinemas Moncalieri e UCI Cinamas Torino Lingotto, con la più potente delle esperienze cinematografiche. Nuove uscite, grandi classici e regali sono pensati per rendere l’esperienza in sala ancora più coinvolgente. “Con chiunque tu sia, punta sul cinema!” è un invito rivolto al pubblico per tutto il periodo precedente a San Valentino, per promuovere il grande schermo come la più originale delle esperienze dedicate. Con una proposta che mette insieme la qualità della proposta con una serie di iniziative dedicate, gli UCI Cinemas di Torino confermano, ancora una volta, che la sala è il posto migliore dove andare per questa festività. Il messaggio di questa campagna è “Gioca bene le tue carte”, e rende bene l’idea del regalo perfetto per questa occasione, la UCI Cinemas Gift Card, ideata per sorprendere tutti e che racchiude la magia del cinema in una sola card, offrendo la possibilità di vivere al meglio l’esperienza del grande schermo. Le Gift Card sono acquistabili solo al cinema, nelle versioni da 15-30-50 euro. La programmazione prevede il 5 febbraio “Hamnet – nel nome del figlio”, diretto da Chloé Zhao e interpretato da Jessie Buckley e Paul Mescal, che ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali conquistando al Golden Globe il premio come Miglior Film Drammatico e Miglior Attrice protagonista per Jessie Buckley. Il 12 febbraio si prosegue con “Cime tempestose”, che porterà sullo schermo il romanzo più famoso di Emily Brontë, una delle storie d’amore tra le più intense e travagliate della letteratura mondiale, diretto da Emerald Fennel e interpretato da Margot Robbie e Jacob Elordie, sarà accompagnato da un omaggio speciale per chiunque acquisti il biglietto nel primo weekend d’uscita: un segnalibro esclusivo pensato come simbolo di un’esperienza che continua oltre al cinema. Tra le nuove uscite, gli UCI Cinemas riportano alla ribalta alcuni film storici come “Pretty Woman”, diretto da Garry Marshall, con Julia Roberts e Richard Gere, che verrà proiettato presso UCI Cinemas Moncalieri e UCI Cinemas Torino il 9-10-11-14 febbraio prossimi, il classico intramontabile “Ghost” con Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopie Goldberg, in sala solo il giorno di San Valentino. Per chi acquisterà online il biglietto per lo spettacolo del 14 febbraio ci sarà in regalo la cartolina di San Valentino.
Mara Martellotta
Il ricavato dello spettacolo, in scena mercoledì 11 febbraio alle 21 presso le Fonderie Limone, sosterrà il progetto “Protezione Famiglie Fragili Oncologiche”
Il palcoscenico delle Fonderie Limone si illumina per un evento che unisce arte, impegno civile e speranza: mercoledì 11 febbraio alle 21 infatti, andrà in scena “Ritmi di Solidarietà – Una notte per le Donne”, una serata di danza, passione e sensibilizzazione dedicata alla memoria di Cristina Golin, coreografa recentemente scomparsa e autrice, tra l’altro, della coreografia del video promozionale delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.
L’evento, quindi, vuole essere non solo un omaggio artistico, ma anche un momento di profonda riflessione e un omaggio alla coreografa torinese. L’iniziativa sottolinea la missione del Comune di Moncalieri, da sempre aperto e pronto ad accogliere eventi che mettano al centro la comunità e il suo benessere collettivo.
Proprio su impulso dell’amministrazione comunale è nata la preziosa rete tra le associazioni coinvolte: Andos, Donna Tea, VITA, in collaborazione con Eclectica e Adriana Cava Dance Company. Grazie al contributo del Comune di Moncalieri e di Vol.To, dimostra come la collaborazione sia la chiave per sostenere i più fragili.
Un sostegno concreto alle famiglie, dove l’intero ricavato della serata sarà devoluto al progetto “Protezione Famiglie Fragili Oncologiche”, un’iniziativa fondamentale per offrire supporto ai nuclei familiari che affrontano la sfida della malattia in condizioni di fragilità.
Il pubblico sarà accolto con un cocktail di benvenuto curato e offerto dall’osteria La Cadrega, un gesto di ospitalità per iniziare insieme una serata all’insegna della condivisione. La Presidente di Andos Torino, Fulvia Pedani, desidera esprimere un profondo ringraziamento al sindaco di Moncalieri Paolo Montagna e a tutta l’amministrazione comunale, per «aver accolto con estrema sensibilità la nostra proposta».
E ancora, la presidente rimarca come «il sostegno del Comune non è stato solo formale: la decisione di concederci gratuitamente il Teatro Fonderie Limone rappresenta un atto di generosità concreto che ci permette di destinare ogni singolo euro raccolto direttamente al nostro progetto comune con le associazioni. Un ringraziamento speciale va anche a Vol.To, il cui prezioso contributo per la copertura di una parte dei costi del service è stato fondamentale per la riuscita dell’iniziativa. L’evento è la dimostrazione di come la collaborazione sinergica tra associazioni, enti del terzo settore e istituzioni possa generare un impatto reale e tangibile sul territorio».
L’iniziativa gode, oltre al patrocinio e contributo del Comune di Moncalieri e Vol.To, anche dei patrocini gratuiti del Consiglio Regionale del Piemonte, della Consulta Regionale Femminile e degli Stati Generali Prevenzione e Benessere, Azienda Zero e della Rete Oncologica.
Nella prima parte della serata dal titolo “Note d’autore” si esibirà la Compagnia Adriana Cava Dance Company. L’elemento principale sarà la scelta accurata di brani musicali di autori di qualità italiani e stranieri. La danza e la musica daranno vita a coreografie ricche di emozioni, di passione, di gioia e di spiritualità, che metteranno in risalto l’armonia dei corpi in movimento dei danzatori della Compagnia, con elementi di grande valore artistico ed espressivo.
Nella seconda parte della serata, Eclectica presenterà lo spettacolo “Orlando”, che racconta il viaggio di una protagonista condizionata da un contesto storico e da rigide norme di genere. Attraverso una trasformazione continua — da uomo a donna e da donna a uomo — Orlando attraversa il tempo, l’amore e la solitudine per emanciparsi dai ruoli imposti e affermare la propria libertà. La metamorfosi diventa così metafora della fluidità dell’identità, del cambiamento e della possibilità di essere, oltre ogni definizione sociale.
È possibile prenotare la partecipazione all’evento e sostenere il progetto con un’offerta minima consigliata di 15€.
Per informazioni è possibile telefonare ai numeri 375/8515743 oppure 329/7728192, o ancora scrivere una mail ai seguenti indirizzi: segreteria@andosonlustorino.it oppure info@adrianacava.it.
Al teatro Gobetti, da martedì 10 a domenica 15 febbraio 2026, in scena Licia Lanera, vincitrice di quattro premi Ubu, che porta sul palco la pièce “Altri libertini”, diventando la prima, dopo la morte di Pier Vittorio Tondelli, autore dell’omonimo libro, a ottenere i diritti sul testo. L’opera, sequestrata per oscenità appena venti giorni dopo la pubblicazione, nel 1980, racconta una generazione di giovani perduti, rifiutati e squinternati. Sul palco, con Licia Lanera, Giandomenico Cupaiuolo, Danilo Giuva e Roberto Magnani. I tre racconti “Viaggio”, “Altri libertini” e “Autobahn” si intrecciano in un unico flusso narrativo dando voce alla rabbia e al desiderio che attraversarono gli anni Ottanta e che risuonano ancora oggi. Lo spettacolo diventa così un atto di appropriazione: Tondelli non esiste, se non nei corpi, nei gesti e nelle biografie degli attori, che attraversano con intensità quelle parole. Attraverso le riflessioni sull’influsso politico alla fine delle ideologie, Lanera restituisce la vitalità e le miserie di un’intera generazione, portando in scena una cronaca di quei tempi e dei suoi echi.
“Io e i miei compagni di viaggio ci siamo messi addosso l’etichetta di altri libertini – scrive Licia Lanera – vitelloni nati nel secolo scorso, senza figli, animali notturni, con poca grazia nello stare al mondo, bestie solitarie terrorizzate dalla solitudine, incapaci di essere genitori, condannati a essere eternamente figli, figli dai capelli bianchi, con il drink in mano e la droga nel portafoglio da utilizzare in occasioni speciali. Dunque, questo spettacolo fugge dalla rappresentazione continuamente. Gli attori si appropriano di quelle parole, anche grazie a un periodo di prove durato un anno, e alla fine Pier Vittorio Tondelli non potrà che esistere attraverso le loro parole, biografie e gesti teatrali. Io, con il mio corpo in scena, sono lì ‘in borghese’, a combattere questa personale guerra alla rappresentazione. Sono lì a confondere, a ricordare allo spettatore che siamo in un teatro a rievocare i morti attraverso il corpo dei vivi. Siamo qui a memento della storia, a raccontare le miserie di una generazione che si perpetua sempre uguale da almeno quarant’anni”.
Il testo di Tondelli si articola in tre racconti famosi, che narrano di ragazzi fuori dagli schemi, con tanta voglia di scappare, utilizzando parole crude e vere che sembrano ancora scritte oggi. Sono le storie di chi vive ai margini, che salgono sul palco attraverso il corpo di cinque attori che non si risparmiano,. Il linguaggio è quello della strada, perfetto per raccontare un tempo in cui tutto sembrava possibile e disperato.
Teatro Gobetti – via Rossini 8, Torino – dal 10 al 15 febbraio 2026 – info: www.vivaticket.com
Martedì, giovedì, sabato ore 19.30 / mercoledì, venerdì ore 20.45 / domenica ore 16
Mara Martellotta
L’incontro con Beatrice Venezi sarà arricchito dalla presenza dell’avvocato Anna Maria Bernardini De Pace e dal produttore Cesare Rascel
La splendida cornice del teatro Juvarra, a Torino, ospiterà giovedì 12 febbraio, alle ore 20.15, la seconda serata di “Voci fuori dal coro”, ciclo di sette appuntamenti organizzati da Enjoybook, che avrà come ospite il direttore d’orchestra Beatrice Venezi, che si racconterà al pubblico in un’atmosfera informale e coinvolgente, nel corso di una serata conviviale che non sarà soltanto ricca di emozioni, testimonianze e racconti autobiografici, ma costituirà anche un momento per gustare insieme un aperitivo accompagnato da un calice di bollicine. L’incontro con Beatrice Venezi sarà arricchito dalla presenza dell’avvocato Anna Maria Bernardini De Pace e dal produttore Cesare Rascel, figlio del noto attore e cantante Renato. Sarà un’occasione per conoscere meglio i protagonisti della serata in un contesto libero, dove la musica dal vivo creerà suggestioni e spunti per narrazioni personali, dalle passioni alle scelte di vita, dalle cadute alle rinascite, nella dimensione più autentica e senza filtri degli ospiti che si aprono a un confronto in un laboratorio di pensiero e sensibilità. Nel corso della serata, la band allieterà il pubblico con musica dal vivo in un viaggio coinvolgente tra le note, apprezzando il sottofondo musicale con il catering a disposizione.
Questa rassegna culturale rappresenta un format innovativo, capace di rompere le convenzioni tradizionali e di trasformare ogni serata in un’esperienza viva e partecipata. Qui il pubblico è parte integrante di ciò che accade, dialoga, si confronta, contribuisce a creare l’atmosfera.
Biglietti acquistabili al costo di 33 euro, di cui 3 euro devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo. È inoltre possibile acquistare il carnet a prezzo ridotto, e per i possessori della Rinascente Card usufruire di una promo. Informazioni e vendita al link
https://www.mailticket.it/evento/50972/voci-fuori-dal-coro
Mara Martellotta

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All’Unione Musicale il quarto concerto della serie ‘L’altro suono’, in cartellone per lunedì 16 febbraio alle ore 20, si terrà eccezionalmente presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, e non al teatro Vittoria come di consueto, per ospitare tutti coloro che vorranno celebrare insieme all’Unione Musicale il 50esimo anniversario del metodo Suzuki in Italia, il sistema di educazione musicale in età precoce ideato dal giapponese Sinichi Suzuki, che ha formato generazioni di musicisti in tutto il mondo.
Per l’occasione si esibirà l’ensemble Armoniosa, formato da musicisti che in prima persona hanno beneficiato del metodo Suzuki per la loro formazione musicale.
“Il metodo Suzuki ha avuto un ruolo fondamentale nel nostro percorso, perché ci ha insegnato fin da subito che la musica è anzitutto ascolto e condivisione, prima ancora che tecnica o teoria. Crescere con questo approccio ci ha permesso di sviluppare uan sensibilità musicale naturale, una curiosità autentica e la gioia di fare musica insieme. Festeggiare i cinquanta anni del metodo Suzuki in Italia con questo concerto risulta particolarmente significativo per noi perché rappresenta un’occasione per riconoscere quanto quell’approccio abbia segnato il nostro percorso artistico e quanto continui a rappresentare un modello prezioso per chi oggi inizia a imparare la musica”.
L’Ensemble Armoniosa è nata quattordici anni fa nel contesto dell’Istituto Diocesano Liturgico-Musicale di Asti ed è diventato un punto di riferimento internazionale per la musica barocca.
Il gruppo è formato di soli cinque membri, il violinista Francesco Cerrato, i violoncellisti Stefano Cerrato e Marco Demaria, il clavicembalista Michele Bianchi e l’organista Daniele Ferretti, che affrontano con maestria anche brani scritti per orchestra.
“Dal punto di vista interpretativo – raccontano i musicisti
Il concerto è dedicato all’arte di Vivaldi, a partire dalle celebri Stagioni, che saranno eseguite in prima assoluta nella trascrizione appositamente creata dal maestro Barchi.
“Questa trascrizione – spiegano i musicisti dell’Ensemble – permette di esplorare nuove sfumature dinamiche e timbriche, accentuando il carattere teatrale e quasi sperimentale delle Stagioni, e rendendo ancora più evidente l’incredibile modernità del linguaggio di Vivaldi. Per noi è un modo di aprire il concerto con un’opera iconica, offrendo al pubblic una chiave di ascolto inedita, ma coerente con la nostra identità e con la ricerca che da sempre accompagna il lavoro di Armoniosa”.
Il programma torinese sarà completato dalla Sonata KV 47, dal Concerto N. 1 RV 383 a e dalla Sonata “La follia”, rimodellato seguendo una prassi tipica dell’età barocca che concepiva la musica come un organismo vivente, capace di adattarsi alle esigenze contigenti.
Mara Martellotta
Sigfrido Ranucci, il giornalista RAI noto per le sue inchieste, approda al teatro Colosseo di Torino lunedì 9 febbraio per dar vita ad un racconto personale e intenso. Si tratta dello spettacolo “Diario di un trapezista”, che svela il lato più umano, fragile e segreto di un percorso professionale costruito su scelte prese spesso in pochi secondi, capaci di segnare una vita.
La scelta del titolo deriva da un suggerimento che Ranucci ebbe da Roberto Morrione, collega giornalista scomparso nel 2011 e fondatore di RAI News 24. “Se si diventa obiettivo di qualcuno bisogna passare al trapezio successivo perché in questo modo è più complicato acchiapparti”, affermava Morrione.
Attraverso una narrazione diretta e coinvolgente al tempo stesso, Ranucci ripercorre storie e incontri decisivi che hanno accompagnato la realizzazione di alcune delle sue inchieste più importanti. Ed è così che emerge l’importanza di alcune persone rimaste nell’ombra, ma fondamentali, figure sorprendenti che hanno contribuito con le loro azioni a cambiare il corso degli eventi, da un tassista a un vagabondo, da una bodyguard a una vicepreside, da un rapinatore a una professoressa, tutti frammenti di un’umanità che diventano chiavi di lettura per comprendere i rischi e la responsabilità nel raccontare la verità.
Il ‘Diario di un trapezista’ rappresenta un viaggio tra giornalismo, memoria e coscienza civile, oltre che una riflessione sul destino, sulle scelte fatte e su quelle mancate, sull’eredità invisibile che ogni incontro lascia dentro di noi.
A questo racconto il teatro è capace di dare uno spazio di condivisione e consapevolezza.
Mara Martellotta