SPETTACOLI- Pagina 27

Kappa FuturFestival, il più grande evento di musica elettronica open air d’Italia: da oggi i biglietti

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Dopo lo straordinario successo della scorsa edizione, che ha radunato a Torino oltre 120 mila persone provenienti da più di 150 Paesi e ospitato oltre 130 DJ distribuiti su 6 palchi, Kappa FuturFestival annuncia ufficialmente il lancio dei biglietti per l’edizione 2026, in programma dal 3 al 5 luglio 2026 al Parco Dora di Torino.

Da oltre un decennio, Kappa FuturFestival è un punto di riferimento internazionale per la musica elettronica contemporanea e le arti digitali, unendo i più importanti artisti della scena a un pubblico
cosmopolita, sullo sfondo dell’imponente Parco Dora, primo parco post-industriale italiano, che incarna una visione futuristica della rinascita cittadina. Un paesaggio in cui le tracce dell’industria si
fondono con natura, arte e cultura contemporanea. Le strutture in acciaio, lasciate a vista come sculture monumentali, dialogano con spazi verdi, giochi di luce e aree dedicate allo sport e alla creatività, trasformando l’archeologia industriale in un’opera di estetica urbana.

Riconosciuto a livello globale come uno degli appuntamenti più attesi dell’estate, Kappa FuturFestival è stato votato come il sesto miglior festival al mondo da DJ Mag, magazine inglese punto di riferimento per la scena, confermando la sua posizione d’eccellenza nel panorama
mondiale.
Il successo travolgente del festival è confermato anche dal fatto che gli Early Bird per l’edizione 2026 sono stati polverizzati in sole 48 ore lo scorso luglio, a testimonianza dell’entusiasmo e della fiducia che la community globale ripone in questo evento unico.
Kappa FuturFestival continua a consolidare il proprio ruolo di protagonista assoluto nella mappa dei grandi festival internazionali.
Saranno presto svelati i primi nomi della line up per la XIII edizione del festival, che trasformeranno ancora una volta Torino nel cuore pulsante della musica elettronica globale.

I biglietti sono disponibili da oggi alle 15:00 sul sito
www.kappafuturfestival.it

Mara Martellotta

Damiano Caddeo, da Torino a X Factor

Tra le rivelazioni dell’edizione 2025 del celebre programma.

La faccia pulita di un ragazzo sensibile che guarda dentro, il coraggio di chi ha deciso di cambiare vita lasciando gli affetti. Damiano Caddeo, in arte eroCaddeo, è una delle rivelazioni dell’edizione 2025 di X Factor: un cantautore dall’anima romantica che ha conquistato pubblico e giuria con la sua voce limpida e la scrittura sincera. Nato nel 1998 a Modena, ma cresciuto a Sinnai, in provincia di Cagliari, Damiano porta con sé le radici della Sardegna e un temperamento gentile, che traspare in ogni sua canzone così come la tristezza per un amore perduto. Achille Lauro gli ha detto che: “Si sente che hai sofferto, ma è da lì che si riparte: bisogna andare avanti.”

Dopo aver lavorato per qualche anno con un impiego stabile, Daniano ha scelto di mollare tutto per dedicarsi completamente alla musica. Una decisione non semplice, ma necessaria: “Sentivo di doverci provare, di non poter più rimandare”, ha raccontato in un’intervista. Oggi vive a Torino, città che è diventata la sua casa e la sua fucina creativa. Nel capoluogo piemontese ha trovato un ambiente musicale vivo, aperto alla sperimentazione e, soprattutto, il laboratorio per costruire la propria identità artistica. “Torino mi ha adottato”, ha detto sorridendo dopo la sua prima apparizione televisiva, e non è difficile credergli: nella città sabauda, Damiano scrive, prova, registra, e coltiva il suo sogno con ferma determinazione. Il suo percorso musicale è iniziato nel 2022 con il singolo “Gravità Zero”, seguito da brani come “Prima Vera” e “Non Esiste”, dove già si intravedeva la cifra che oggi lo distingue: un pop elegante e contemporaneo, venato di malinconia, capace di parlare con semplicità di fragilità con garbo, ma senza paura. A X Factor si presenta con “Punto”, un inedito che è quasi una confessione: “Non so più dove sono, ma so chi vorrei essere”. Quattro “sì” convinti lo portano ai Live, dove Achille Lauro – suo giudice e mentore – lo definisce “la quota indie più autentica del programma”. Sul palco televisivo Damiano non urla, non esagera, non cerca effetti. Canta sottovoce, con un sorriso timido e gentile, eppure la sua voce arriva lontano. Il legame con Torino resta centrale anche nella sua narrativa personale: la città è lo sfondo silenzioso delle sue giornate, tra i parchi dove scrive i testi e i piccoli club dove si esibisce prima del successo televisivo. “Torino è piena di malinconia e luce insieme. È la città perfetta per scrivere canzoni”, ha detto. Oggi, con X Factor che lo ha portato sotto i riflettori nazionali, Damiano Caddeo rappresenta una nuova generazione di cantautori: capaci di fondere il mondo digitale con la sincerità del racconto personale, la leggerezza pop con la profondità emotiva.

Damiano, Torino è con te!

Maria La Barbera

Rock Jazz e dintorni a Torino: Edoardo Bennato e la London Symphonic Rock Orchestra

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Martedì. Al Blah Blah suonano i Divide And Dissolve +Ramon Moro.

Mercoledì. Al teatro Alfieri si esibisce Edoardo Bennato. Al Blah Blah è di scena Mapuche. Al teatro Concordia si esibisce il cantautore Carl Brave.

Giovedì. Inaugurazione del festival di musica elettronica CNC alle OGR con l’esibizione di Jenny Hval. Il Festival propone fino a domenica 2 novembre  anche al Lingotto diversi musicisti tra i quali: Blood Orange, Los Thuthanaka, Yhwh Nailgun, Danielm Blumberg e tanti altri. Al Cafè Neruda suona il trio di Alberto Marsico. Al Banco si esibisce il trio Denitto- Azzaro, Palazzo. Al Vinile è di scena il Miky Bianco Projet. Al Blah Blah suonano i Mao Funk.

Venerdì. Al Circolino si esibiscono i Stay tuned. Alla Divina Commedia suonano i Yourmother. Al Folk Club sono di scena i Huun-Huuur-To. Al Teatro Colosseo si esibisce Marco Masini.

Sabato. Al Vinile suona il gruppo The Soul Women //Soul Night. Al Circolo Sud sono di scena i Boogianen. Al Peocio di Trofarello suona Michael Angelo Batio. Al Blah Blah sono di scena i The Jackets. Allo Ziggy suonano i Conjurer + Frail Body.

Domenica. Al teatro Colosseo si esibisce la London Symphonic Rock Orchestra.

Pier Luigi Fuggetta

La voce di Malyka Ayane e le scene di Chiti per riassaporare l’amore tra Ennis e Jack

Oggi ultima replica di “Brokeback Mountain” all’Alfieri

Non sono finocchio io”, ci tiene a chiarire Ennis Del Mar ma, nel chiuso della tenda, il fattaccio è scoppiato e la sua passione per Jack durerà ancora per vent’anni e molto più. Nell’America per molti versi chiusa della prima metà degli anni Sessanta, in quegli stati dove l’omosessualità con la negritudine è al bando, qui tra le montagne imponenti e solitarie del Wyoming, la relazione amorosa e cresciuta a dismisura tra due esseri dello stesso sesso non poteva venir accettata, poi i propri complessi di colpa e i sospetti e le certezze degli altri, una moglie, con cui il mandriano Ennis ha messo al mondo due figlie, che ha compreso con un solo sguardo, dalla finestra della loro casa, quanto voglia dire quel lungo abbraccio tra i due uomini, la famiglia intera di Jack che causerà ritorsioni violente e morte: ogni momento sa di proibito. “Brokeback Mountain”, tratto da una novella breve di Annie Proulx, tre Oscar al cinema ad opera di Ang Lee e passato due anni fa su un palcoscenico londinese come “play with music” in una versione teatrale che si deve all’adattamento di Ashley Robinson e alle musiche di Dan Gillespie Sells, adesso vede un’operazione tutta italiana per la regia di Giancarlo Nicoletti.

Dicevo, presentando nei giorni scorsi lo spettacolo in prima nazionale all’Alfieri di Torino (ultima replica oggi alle 15,30), che era difficile immaginare un paesaggio – quello che la fotografia di Rodrigo Prieto (collaboratore anche di Scorsese e Inarritu, di Oliver Stone e di Almodòvar) ci aveva dato al cinema – a far da cornice alla vicenda, i pascoli e le immancabili pecore, la solitudine e il tempo sospeso: invece Alessandro Chiti, l’ineguagliabile artefice di sempre, ha lasciato immaginare al pubblico quei panorami, tra suggestioni e convinzioni, spezzando spazi in parti triangolari, che con l’aiuto di immagini in bianco e nero rappresenteranno, anche in ristretti particolari, volti e panorami, momenti e racconti presi a prestito da quanto sta accadendo in scena. In una parte di quell’immaginario, la live band capitanata da Marco Basso al pianoforte con Giacomo Belli alle chitarre e Giulio Scarpato al basso e contrabbasso, trio eccellente: ma, non me ne vogliano, l’autentica colonna sonora essendo Malika Ayane, in un susseguirsi di belle canzoni, umanamente sentite, teatralmente interpretate e offerte con la voce meravigliosa che da sempre le riconosciamo. Un ritratto tutto a sé all’interno dell’intero spettacolo.

Del quale il peso maggiore sta sulle spalle, per qualche verso ancora acerbe, dei due interpreti Edoardo Pugatori, che è Ennis e Filippo Contri, che è Jack. Se il primo riesce già più convintamente ad approfondire il proprio personaggio, a far trapelare i tanti dubbi che Ennis ha su di sé, su quanto all’improvviso gli è calato addosso, personaggio già maggiormente controverso e arduo, il suo collega mi ha fatto supporre nel molto scorrere di un racconto che la regia di Nicoletti ha cercato di rendere il meno plumbeo possibile, che il Wyoming per una volta della propria esistenza si fosse trasportato sulle rive del biondo Tevere, tanto è l’abbondare di inflessioni e di doppie consonanti che si son sentite l’altra sera; per tacere di quella maggiore fiducia che lungo le repliche dovrà avere nella propria voce, né trovando rifugio in quell’urlato disseminato qua e là né in quel fastidioso microfono che è orrore di chi da secoli faccia teatro sulle tavole ingannevoli di un palcoscenico. Capisco la vivacità e l’amour fou pieno di gioia che ha voluto stampare in viso al ragazzo campione di rodei, ma non strafare sarebbe la strada più giusta da prendere. Per entrambi, l’uno più l’altro meno, non si tratta di andare a sciacquare i panni in Arno, ma perlomeno di italianizzarsi la bocca, questo sì. Le repliche, dicevo, provvederanno.

Elio Rabbione

Nelle immagini gli interpreti dello spettacolo: Malyka Ayane (foto di Attilio Cusani) e Edoardo Purgatori e Filippo Contri (foto di Carlo Mogiani).

Halloween al teatro Cardinal Massaia  con “La vedova”

Fra le proposte più originali per le serate torinesi del periodo di Halloween vi è lo spettacolo “La vedova”, proposto dal 31 ottobre al 2 novembre prossimi presso il teatro Cardinal Massaia di Torino. Prodotto dall’Associazione “Chi è di scena”, che da quest’anno ha in capo la gestione del teatro torinese, l’horror teatrale promette una elevata dose di suspense mista a un fascino vittoriano. Dalle 20.45 di ognuna delle tre serate, il pubblico sarà avvolto in un’atmosfera misteriosa e, grazie a un uso abile e oculato di effetti live, potrà vivere uno spettacolo ancora più avvincente. Il pubblico si troverà immerso in una dimensiona spazio-temporale coincidente con l’anno 1898 a Clifton, piccolo paesino dell’entroterra della Gran Bretagna. Qui, una casa chiamata “West fen House”, appare molto diversa dalle altre: intrappolata ai margini tra il villaggio e la palude, sembra essere un’entità a sé, un’anima incatenata dal suo stesso segreto. I paesani evitano di parlarne e le mura di questa casa celano una storia oscura; anche la nebbia che l’avvolge si dice porti con sé qualcosa di molto inquietante, come la mente di chi vi è rimasto intrappolato.
Tra i personaggi vi è anche la figura di un giovane notaio, arrivato in paese per mettere in vendita la villa della defunta Emily Butler, vedova Lewis, e si accorge che la dimora non è vuota…

Il cast artistico è composto da Gioacchino Inzirillo, curatore della sceneggiatura e della regia, Gabriele De Mattheis, coordinatore dei costumi, Mariasole Fornarelli, co-regista, Francesca Melis, Mariana Bonansone, Cloe Varalli, Giulia Curreri, Alessio Ruzzante, Annagrazia Galizia e Francesco Savarino. Il team è composto anche da Nicola Barbera, coordinatore delle musiche e degli effetti live, Gianluca Inzirillo, referente per live design e audio e Silvia Mastandrea al trucco e parrucca.
Il biglietto include anche un drink presso ‘SPES- Parisi’, locale adiacente al teatro, situato in via Saorgio, angolo via Sospello, valido nel giorno dello spettacolo scelto in orario dalle 19 alle 20.30, ed anche un tour esclusivo dietro le quinte della durata di 15 minuti.

Il mese di novembre proseguirà, al Cardinal Massaia, all’insegna delle risate. Dal 7 al 9 novembre, il 7 alle 20.45, l’8 alle 16.30, approderà la commedia “Alta infedeltà”, con un cast di volti molto noti a Torino, da Carlotta Iossetti a Claudio Insegno, da Andrea Beltramo a Guido Ruffa, e ancora Elena Cascino, Daniela De Pellegrin e Ettore Lalli.

Biglietti disponibili sul sito: teatrocardinalmassaia.com

Info: 344 4104477 whtasapp e 011 2216128

Mara Martellotta

Et voilà … Le “Chapiteau” dei “MagdaClan”

A Torino, al “Bunker” di “Barriera di Milano” andranno in scena quattro fine settimana di spettacoli dal vivo e “live music”

Da sabato 25 ottobre

Ed eccolo in bella vista. E’ il “tendone blu” montato, nel cuore di Barriera di Milano, al cosiddetto “Bunker” di via Paganini 0/200, dalla Compagnia di “Circo Contemporaneo“ “MagdaClan” (appollaiata festosa in cima al tendone), nata nella notte del Capodanno 2010/2011 sotto un trullo della brindisina Ceglie Messapica, ma dall’idea, tutta torinese, dei sette fondatori (oggi sono 20 gli artisti circensi che ne fanno parte) maturata sotto la Mole, dal 2004 al 2010, nella “FLIC Scuola di Circo”. Ebbene, proprio da questo “chapiteau riscaldato” ( “il nostro – dicono gli artisti facenti parte del sodalizio – è come un ‘Cubo di Rubik” aperto a tutti i linguaggi artistici”) andrà in scena, da sabato 25 ottobre“MagdaClan: il quartiere del circo”, quattro fine settimana di spettacoli dal vivo e “live music” con biglietti popolari, a partire da 5 euro.

Il progetto, firmato in collaborazione con “Bunker” e “FLIC Scuola di Circo”, in rete con “C.Re.S.Co.” e “Talea Circo”, con il sostegno della “Città di Torino” e del “Ministero della Cultura – Direzione Spettacolo”, prevede 10 titoli (per un totale di 17 repliche), con 6 spettacoli di “Circo Contemporaneo”, 3 appuntamenti musicali e un talk tematico.

Il perché di una simile, nuova, iniziativa lo spiega Giulio Lanfranco, fondatore, direttore artistico e artista della compagnia: “‘MagdaClan’ è Torino e Torino è ‘MagdaClan’: due entità che vanno di pari passo dalla nascita, addirittura da prima della nascita di ‘MagdaClan’. Tutti i componenti iniziali del nucleo fondatore di ‘MagdaClan’ avevano infatti frequentato le ‘Scuole di Circo’ a Torino. In città si sono incontrati. Non a caso Torino è stata poi scelta come base dell’associazione ‘MagdaClan’”. Torino è, peraltro, l’unica città ad aver visto replicare tutti gli spettacoli della Compagnia. L’idea è stata, dunque, quella di tornare sotto la Mole e montare il “tendone blu” per presentare, innanzitutto, la nuova creazione collettiva, “Elogio alla noia” (giov. ven. sab. 6, 7, 8 novembre, ore 21 e dom. 9 nov. , ore 18) che ha debuttato a settembre al “Dinamico Festival” (vincendo l’“Avviso pubblico” “Circoscrizioni, che spettacolo … dal vivo! 2025” della “Città di Torino”) e che verrà presentata a Barriera di Milano nella sua versione definitiva: “un elogio dell’assurdo, uno spettacolo poetico e sarcastica metafora della vita”. Sempre loro i “MagdaClan” presenteranno anche  “2984” con Alessandro Maida, una riflessione sulla fragilità della civiltà, (giov. e ven. 13 e 14 novembre, ore 21), “Balls don’t lie”, sempre di Maida, ambientato in un mondo popolato solo da oggetti sferici, con protagonista un personaggio mezzo uomo e mezzo scarabeo, e “Sweet Molotov” di Giorgia Russo, un “poema scritto con il corpo per raccontare quanto un disastro personale rasenti alle volte l’assurdità o la tragicomicità”.

Da segnalare anche, nel ricco cartellone, lo spettacolo del bolognese “Circo Bottoni” che presenta a Torino “The Big Bang” (ven. 31 ottobre e sab. 1 novembre, ore 21; dom. 2 novembre, ore 19,30), un’odissea con acrobati interstellari, giocolieri telecomandati e biciclette orbitanti.

Il cabaret di apertura (sab. 25, ore 21, e dom. 26 ottobre, ore 18) , “Heavy weight circus cabaret” nasce, invece, dalla collaborazione con la Compagnia di Circo Contemporaneo “Madera”, anch’essa di Torino: 60 minuti di spettacolo adatti ad adulti e bambini.

Il cartellone è inoltre arricchito da un’interessante scaletta musicale. Protagonisti i “Gennifers”“Tutti Dilemma”“Ludmi”“Dla Valley e Maatic Valley”, e “Sintetica” (con una jam session).

Nel programma anche un talkmartedì 11 novembre alle 18, che nasce invece dall’esigenza di affrontare una tematica che sta a cuore a “MagdaClan” da anni e che viene affrontata in collaborazione con il “Forum Nuovi Circhi”, “Outdoor Arts Italia Ets”, OCA Doc”, “Rete Doc”, “Forum Nuovi Circhi” e “Comune di Torino”. Titolo: “Se la norma è antiquata, il circo può essere contemporaneo?”. Bella domanda …! Chi vuol rispondere?

g.m.

Nelle foto: “MagdaClan”, foto di gruppo sul tendone (Ph. Roberta Paulucci); “MagdaClan” scene da “2.984” e “Balls don‘t lie”

The Watch plays Genesis

Teatro Superga, Nichelino (TO)

Sabato 25 ottobre, ore 21

Lo spettacolo che celebra il 50esimo anniversario dell’album The Lamb Lies Down on Broadway

 

Il Teatro Superga apre la stagione 2025-2026 con il concerto-tributo ai Genesis dei The Watch, la band milanese che sta trionfando in tutta Europa e Regno Unito, per celebrare il 50esimo anniversario dell’album The Lamb Lies Down on Broadway.

Il doppio concept album viene riproposto integralmente e impreziosito da piccoli aneddoti narrativi che rivelano segreti e misteri celati dietro la rock opera più importante del quintetto inglese.

Il progetto live dei The Watch sta registrando sold out nelle più importanti capitali europee: la loro tecnica esecutiva e l’energia che portano sul palco riesce a catturare l’essenza e l’atmosfera dei primi anni del gruppo inglese grazie anche ad una voce che si avvicina a quella del giovane Peter Gabriel degli anni ’70. A confermare il successo di pubblico e critica alcune delle principali recensioni allo spettacolo, a partire da Steve Hackett, chitarrista dei Genesis, che ha dichiarato: «The Watch sono una band di musicisti davvero talentuosi che vi consiglio di andare a vedere!».

I The Watch sono una band di Milano di 5 componenti la cui musica è ispirata al rock progressivo classico degli anni ’70 ed in particolare alla musica dei Genesis. Dal 2010 la band ha deciso di accostare alle composizioni originali, brani Genesis per dar vita a una formula nuova di approccio agli spettacoli live che si è rivelata vincente: il modo di interpretare la musica dei Genesis ha suscitato enorme interesse da parte di tutti i fans sia The Watch che Genesis, portando la band di anno in anno in tournée sempre più articolate in tutta Europa, UK, USA e Canada.

 

FORMAZIONE

Andrea Giustiniani, chitarra elettrica, chitarra 12 corde acustica

Mattia Rossetti, basso, chitarra 12 corde elettrica e acustica, Moog Taurus bass pedals, voci

Simone Rossetti, voce, flauto

Valerio De Vittorio, organo, piano, sintetizzatori, mellotron, chitarra acustica, voci

Francesco Vaccarezza, batteria, voci

La stagione 2025-2026 del Teatro Superga è promossa dalla Città di Nichelino e Sistema Cultura, con il sostegno di Fondazione CRT e Regione Piemonte, firmata dalla direzione artistica di Alessio Boasi e Fabio Boasi, con la collaborazione di Piemonte dal Vivo. Produzione esecutiva Fondazione Reverse. Creative mind: Noir Studio.

Info

Teatro Superga, via Superga 44, Nichelino (TO)

Sabato 25 ottobre 2025, ore 21

The Watch plays Genesis

Biglietti: platea 42,55 euro, galleria 39,10 euro

www.teatrosuperga.it biglietteria@teatrosuperga.it

IG + FB: teatrosuperga

Orari biglietteria: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19

I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Superga, sul luogo dell’evento nei giorni di spettacolo dalle ore 18, online su Ticketone.it

In vendita i biglietti per l’Anteprima Giovani de “Il ratto dal serraglio”

In vendita i biglietti per l’Anteprima Giovani de “Il ratto dal serraglio”, uno dei capolavori più vivaci, raffinati e sorprendenti di Wolfgang Amadeus Mozart, in scena mercoledì 5 novembre alle ore 20.Lo spettacolo è riservato al pubblico under 30.

Per il Maestro  Gianluca Capuano si tratta di un doppio debutto: dirige per la prima volta sia al Teatro Regio sia “Il ratto dal serraglio”. Capuano, specialista del repertorio settecentesco, è collaboratore abituale di Cecilia Bartoli, direttore musicale dell’Opéra di Monte-Carlo e vincitore del prestigioso premio “Abbiati” come Miglior Direttore nel 2022. Il Coro è istruito dal maestro Ulisse Trabacchin.

L’allestimento, firmato dal poliedrico e versatile attore e regista Michel Fau, popolarissimo in Francia, arriva a Torino dall’Opéra Royal de Versailles dove è stato creato nel 2024, portando in scena un mondo elegante, sospeso tra leggerezza e malinconia, colorato e paradossale, esaltato da sgargianti scenografie di Antoine Fontaine, costumi vivacissimi David Belogou e le luci di Joël Fabing ispirate al chiarore caldo delle lampade a olio del Settecento.

Nata nel 1782 per il Burgtheater di Vienna, l’opera alterna virtuosismi, ironia e profondità morale, restando una delle più amate del repertorio mozartiano. La storia racconta di Konstanze, giovane dama prigioniera del Pascià Selim insieme alla sua cameriera Blonde e al servitore Pedrillo. Il nobile Belmonte, innamorato di Konstanze, tenta di liberarli, sfidando il brutale Osmino, guardiano del palazzo, che insidia Blonde, personaggio che oggi risuona quanto mai attuale quando rivendica con fierezza: «Le ragazze non sono merce da regalare! Sono un’inglese, nata per la libertà». Il finale, inatteso e luminoso, ribalta ogni aspettativa: Selim, con un gesto di straordinaria umanità, sceglie il perdono al posto della vendetta, restituendo libertà ai prigionieri e dignità a sé stesso. In lui, Mozart affida la voce più autentica della ragione e della tolleranza.

Selim, il pascià, è una figura complessa e sorprendentemente moderna per il suo tempo: pur essendo un “turco”, non è rappresentato in modo stereotipato o malvagio, ma come un uomo capace di magnanimità. La sua particolarità risiede anche nel fatto che, pur essendo uno dei personaggi principali dell’intreccio, sia l’unico a non cantare ma a parlare soltanto, scelta che ne accentua l’autorevolezza e la forza drammatica.

Il maestro Gianluca Capuano descrive Il ratto dal serraglio con tre parole: “Profondità nella semplicità”.

“Mozart – ha aggiunto il direttore d’orchestra – alimenta sempre la piacevole illusione di essere giovani”.

“Questa squisita partitura – ha dichiarato Henri Ghéon, scrittore, poeta e critico letterario francese – così come è, con una serie di arie leggere pittoresche, belle ha il valore di una testimonianza, di un’esplosione musicale di giovinezza, da parte di un artista perfetto. In questo senso è unica al mondo”.

Info e biglietti: www.teatroregio.torino.it e alla Biglietteria del Teatro Regio
piazza Castello 215 – Torino – tel. 0118815241/242. Orario di apertura: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica ore 10.30-15.30; un’ora prima degli spettacoli.

Mara Martellotta

Torna in scena al teatro Gobetti “Festa grande di aprile” 

 

Di Franco Antonicelli, con la regia di Giulio Graglia

Dopo il grande successo ottenuto la scorsa stagione, dal 30 ottobre al 7 novembre prossimi, al teatro Gobetti, torna in scena con recite mattutine e pomeridiane “Festa grande di aprile” di Franco Antonicelli e la regia di Giulio Graglia. L’adattamento del testo e la consulenza storica sono rispettivamente di Diego Pleuteri e Gianni Oliva. Saranno in scena Francesco Bottin, Hana Daneri, Matteo Federici, Iacopo Ferro, Celeste Giugliandolo, Diego Pleuteri, Michele Puleio e lo stesso Gianni Oliva, che condurrà la narrazione storica.

La “Festa grande di aprile” è quella della Liberazione, un anniversario che anno dopo anno si allontana da quel 25 aprile 1945 che ha sancito l’inizio di una nuova vita per il nostro Paese. “Festa grande di aprile” è il testo teatrale con cui Franco Antonicelli, singolare figura di scrittore, saggista, poeta, giornalista, Presidente CLN Piemonte e politico, ripercorre le vicende italiane dal 1924 al 1945, dai giorni del delitto Matteotti alla Resistenza e alla Liberazione. Il testo fu pubblicato da Einaudi nel 1964 nella Collezione di Teatro diretta da Paolo Grassi e Gerardo Guerrieri, e nel medesimo anno ottenne il Premio Tricolore come testo drammatico sulla Resistenza. Attraverso una sequenza di numerosi e rapidi quadri, come una carrellata cinematografica di immagini e fotogrammi, l’autore porta sul palcoscenico una tragedia perfetta: da un delitto, attraverso l’acme di una crisi morale e di coscienza, si giunge alla catarsi.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Torino in collaborazione con il Polo del ‘900, è un accorato invito a partecipare, in modo collettivo e consapevole, a questa rappresentazione popolare della nostra storia, fatta di uomini e donne, ma anche di canti e musiche del periodo, eseguiti dal vivo. Nell’ultima scena, figure evanescenti di condannati a morte ci chiamano a un’assunzione di responsabilità; è un ricordo che, pur nella gioia della Liberazione finale, vuole essere intriso di rispetto e di riflessione. Il desiderio è di rileggere la nostra storia, oggi. Un teatro civile che ci conduca a sensibilizzare le coscienze di tutti e in particolare dei giovani.

Teatro Gobetti – via Rossini 8, Torino

Info e prenotazioni: promozione@teatrostabiletorino.it – biglietteria@teatrostabiletorino.it / www.teatrostabiletorino.it

Telefono: 011 5169555

Mara Martellotta

ANIME Best Of all’Atlantic di Borgaro

in una sinfonia senza tempo…”

In principio furono i manga, i fumetti provenienti dal Giappone come forma d’arte narrativa e parte integrante della cultura nipponica svelata e raccontata al mondo. Azione, avventura, commedia, fantascienza, dramma: generi diversi, ma sempre amati dal mondo occidentale. Un successo così grande da portare alla creazione di versioni animate che da manga diventarono “Anime” e oggi si evolvono in uno spettacolo live, prodotto da Dimensione Eventi, che coinvolgerà i teatri di tutta Italia.

Un vero e proprio concerto dal vivo per celebrare i brani più famosi di anime e cartoni animati che sono divenute parte integrante della nostra vita, dall’infanzia fino all’età adulta.

Dai combattimenti de I Cavalieri dello zodiaco alle sfide di Dragon Ball, passando per il percorso di crescita di Naruto. Dall’astuzia del ladro più famoso del mondo, Lupin, all’adrenalina di One Piece, fino alle tinte noir di Death Note. Dalla storia di Lady Oscar e del suo destino segnato dai tumulti rivoluzionari francesi al mix di amore, giustizia, amicizia ed empowerment femminile di Sailor Moon.

Sul palco due protagonisti d’eccezione: al piano Nicolò Protto e al violino Emma Stillitano.

Nicolò Protto, direttore musicale, arrangiatore e responsabile creativo dello spettacolo dichiara: “Quello che abbiamo voluto creare è un volo fantastico nella musica, un percorso in crescendo ricco di emozioni, unendo le sigle alle parti strumentali più iconiche dei cartoni animati e delle anime. L’idea che sta alla base della scelta dei brani è infatti di non riproporre solo le principali sigle, ma di sorprendere ed emozionare il pubblico con le melodie soundtrack – nell’orecchio inconscio di tutti – che fanno da cornice e sottofondo all’avvicendarsi di sfide e sentimenti di amore e amicizia.

L’arrangiamento coinvolge me al pianoforte ed Emma Stillitano al violino, rifacendosi ad uno stile classical pop, ossia una contaminazione tra musica classica e di tendenza moderna, perfetta per cogliere l’essenza della musica che è parte fondamentale del fenomeno rivoluzionario con cui il Giappone ha stregato il mondo.

Nicolò Protto è un genio a tutto tondo: pianista, compositore, arrangiatore, cantautore, poeta e matematico di Torino. Basti pensare che dopo il diploma con lode e menzione accademica presso il Conservatorio di Alessandria, si laurea con massimo dei voti e un’altra lode alla facoltà di Matematica presso l’Università di Pavia.

Dal 2017 è attivo sulla scena indipendente musicale del panorama nazionale con il suo progetto PROTTO, in cui miscela perfettamente le sue canzoni d’autore e un arrangiamento cameristico per pianoforte, violoncello e clarinetto. Il suo percorso lo porta a distinguersi per talento e merito in grandi concorsi quali Premio Bertoli (2018), L’isola che non c’era (2022) e Musicultura (2023) e a collaborare con artisti del calibro di Vittorio De Scalzi; degna di menzione anche la partecipazione al programma televisivo X-Factor con i brani originali “Fossi ricco” e “Jazz (a me piace il)”.

Emma Stillitano è un’artista di straordinaria brillantezza e versatilità. Musicista, poetessa, danzatrice: ogni linguaggio artistico diventa per lei uno strumento d’espressione autentica, potente e raffinata. Violinista di rara sensibilità, inizia il suo percorso musicale giovanissima, conquistando prestigiosi premi in Italia e all’estero. Il suo talento precoce si afferma con una laurea ottenuta con il massimo dei voti e la menzione speciale, segno di un’eccellenza costante, alimentata da curiosità e passione inesauribili.

Il suo modo di suonare colpisce per intensità emotiva, precisione stilistica e una capacità interpretativa che incanta, portando sul palco un mix di energia magnetica ed eleganza naturale che lasciano il segno, trasformando l’arte in emozione viva.

Il suo repertorio spazia da Bach a Reger, autore al centro del suo attuale progetto discografico.

LE DATE DEL TOUR

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Le date del tour 2025 sono al momento le seguenti:

  • sabato 25 ottobre, ore 21: BORGARO TORINESE (To) Teatro Atlantic

  • venerdì 21 novembre, ore 21: GENOVA Teatro Govi

  • domenica 23 novembre, ore 21: ROMA Teatro Orione

  • venerdì 28 novembre, ore 21: VERONA Teatro Alcione

  • sabato 6 dicembre, ore 21: GROSSETO Teatro Moderno

  • venerdì 12 dicembre, ore 21: PALERMO Teatro Golden

INFO BIGLIETTI

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I biglietti per tutte le date del tour sono in vendita con il circuito Ticket One:

Per maggiori informazioni contattare

Dimensione Eventi all’indirizzo e-mail biglietteria@dimensioneeventi.it

FB /dimensioneeventi.it

IG /dimensioneeventi