Caro direttore,
segnalo ai lettori lo spettacolo che si terrà al Piccolo Teatro Comico di via Morbarcaro 99 a Torino. È un monologo in cui racconto la vita sportiva e non di Alfonsina Morini Strada, unica donna ad avere fatto il Giro d’ Italia con gli uomini. L’avevo proposto a Vinovo e intendo raccontarlo ovunque capiterà, soprattutto per la bellezza della storia di Alfonsina citata recente dalla presidente Giorgia Meloni nel giorno del suo insediamento, o da Bolle in una prima serata in tv. Ma voglio raccontarla anche per chiedere più luoghi, vie, intestate a donne, io ho chiesto ai rispettivi sindaci di intestare a lei la costruenda ciclabile Vinovo – La Loggia. Grazie per l’attenzione,
Claudio Tartaglino
È il film (che abbiamo amato, come già il romanzo) della maturità, intriso ad ogni inquadratura di una malinconia che si sparge su uomini e cose, di una maturità che porta Bruno a consolidare i legami che ha stretto con la sua montagna, a trovare un punto stabile in quei ruderi verso cui s’impegna a ridare nuova quanto solida vita, quella montagna che ogni giorno va raggiunta con il fisico e con la mente, a cercare una maggiore fermezza nella famiglia, ma capace anche di ripetere gli stessi errori da sempre rinfacciati alla figura paterna; e che porta Pietro a cercare il proprio posto nel mondo, tra quelle montagne cui ad ogni momento è pronto a ricongiungersi, con un atteggiamento e con un una speranza sempre nuovi, per poi immediatamente abbandonarle, in un continuo susseguirsi di fughe e di ritorni, sino a spingersi sin nel lontano Nepal, dove forse troverà quella pace che per anni ha inseguito. Disegnare su un foglio un grande cerchio a simboleggiare il mondo, creare otto montagne e otto mari, al centro una montagna più alta: per scommettere chi ha appreso di più, se Pietro attraversando quelle montagne o Bruno richiudendosi su quell’unica vetta. Due diversi cammini; e nella scelta da parte degli autori, tra campi lunghi e inquadrature fisse, tra riprese dall’alto e visi catturati da vicino, del formato quadrato c’è la volontà di racchiudere in uno stretto spazio visivo l’intera storia di rapporti per porre in secondo piano la verticalità delle montagne.
