I concerti martedì e giovedì




TorinoFilmLab per la prima volta è presente nella Competizione Ufficiale del Festival di Cannes con DUE FILM.
Ricchissima la presenza di opere sostenute dal laboratorio del Museo Nazionale del Cinema di Torino alla prossima edizione del festival.
In Concorso Renoir di Chie Hayakawa, già nota per Plan 75 – premiato con la Camer d’Or Speciale a Cannes 2022, e Romería di Carla Simón, che al TFL ha sviluppato anche il suo lavoro precedente, Alcarràs, vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale 2022, a cui si aggiungono i nuovi titoli degli alumni Julia Ducournau e Oliver Laxe.
Inoltre, sono tre i film targati TFL selezionati nella sezione Un Certain Regard.


GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA
Martedì. Alle OGR suona il trio del sassofonista Jerry Weldon. Al teatro Concordia si esibisce Lucio Corsi.
Anteprima del Torino Jazz Festival con 4 appuntamenti: alla Bocciofila Rami Secchi suona il quartetto di Paolo Agrati, al Comala Pietro Paris quartet, al circolo Mossetto il trio Bellavia- Chiappetta-Deidda, allo Spazio 211 il trio High Fade. Al Capodoglio è di scena Dario Sansone.
Mercoledì. Al Fame Club si esibisce Caterina Cropelli. Al Vinile sono di scena i The Club. Al Capolinea 8 suona Feu Marinho & Federico Zaltron. Al teatro Concordia si esibiscono i Negrita. Per l’anteprima del TJF alla bocciofila Rami Secchi suona il quintetto di Claudio Bonadè. Al Comala la jam session mista Marmellata Jam (musicisti, poeti, disegnatori).
Giovedì. Al teatro Concordia si esibisce Eugenio in Via Di Gioia. Al Vinile sono di scena Tony Degruttola & Giulia Piccarelli. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Cristiano Godano. Allo Ziggy suona il trio Sommacal-Ardizzoni-Cignoli. Per l’anteprima del TJF al Magazzino sul Po è di scena il The New Maurizio Brunod Ensemble, al Folk Club suona Attilio Zanchi Quintet, al Blah Blah si esibisce Aleloi & The Toxic Jazz Factory. All’Off Topic è di scena Il Mago del Gelato.
Venerdì. Al Circolino suona Max Gallo con Pino Daniele Jazz. Al Peocio di Trofarello si esibisce la Neil Zaza Band. Al Capolinea 8 suonano gli Edna. Al Magazzino sul PO è di scena Stefano Pilia. Al Blah Blah si esibiscono i The Trip.
Sabato. Allo Ziggy suona la Disharmonic Orchestra + Miscreance. Alla Divina Commedia sono di scena i Number 9.
Domenica. Per l’anteprima del TJF suona il quartetto della sassofonista Melissa Aldana all’Double Tree by Hilton. Alla Divina Commedia si esibisce La Bbbanda.
Pier Luigi Fuggetta
Lunedì 14 aprile, al teatro Vittoria, alle ore 20, giunge al traguardo per questa edizione la serie “L’altro suono” che l’Unione Musicale celebra con l’Ensemble Tamuz proponendo due magnifici quartetti d’archi di Boccherini e di Schubert.
L’Ensemble Tamuz, nato nel 2017 a Berlino, riunisce musicisti di diverse nazionalità, con la comune passione per il repertorio musicale meno esplorato dell’età classica e romantica, da riproporre in esecuzioni storicamente informate. Nell’intervista rilasciata in esclusiva per l’Unione Musicale, i musicisti raccontano: “Il fatto di prevenire da Paesi, tradizioni e culture diverse è un grande arricchimento umano, di conseguenza musicale. La nostra ricerca interpretativa, volta al lato comunicativo ed emozionale si riflette e trova corrispondenza nello scambio musicale e umano tra noi, cinque amici dai background così diversi”.
La loro ricerca storica e filologica, oltre agli aspetti interpretativi, include anche quelli relativi alla ricezione. Le musiche a cui gli artisti dell’Ensemble si dedicano erano originariamente destinate ai privati, dove erano suonate fra famigliari e amici: una situazione completamente diversa da quella molto formale dei concerti attuali. Per questo i musicisti hanno messo in campo una serie di strategie per riportare in vita quell’approccio conviviale in chiave moderna.
“Come musicisti freelance – spiegano i musicisti – ognuno di noi ha fatto esperienza della crisi che sta attraversando la musica classica nel rapporto con il pubblico. Mettere in discussione la struttura tradizionale del concerto è stato un punto di partenza per la nostra riflessione su questo tema. Pensiamo che la distanza con il pubblico vada ridotta tornando a una dimensione più umana nel fare musica, che si basi sulla comunicazione e l’interscambio, un maggiore focus sulla natura espressiva ed emozionale e, pertanto, più imperfetta nell’interpretazione, ponendo maggiore attenzione all’evento unico del concerto come evento aperto al dialogo e all’estemporaneità. Spesso suoniamo in cerchio con il pubblico intorno a noi, abbattendo la distanza tra palco e platea, luce e buio, entrata del pubblico e ingresso artisti. Con il nostro pubblico ci piace chiacchierare, intrattenerci, prendere un bicchiere di vino, scambiare commenti e critiche , e questo influisce sul nostro fare musica, perché stiamo raccontando una storia a qualcuno, comunicando con tanti individui e non con una massa indistinta e impersonale”.
I due Quintetti in programma a Torino presentano un’impronta intimista importante, che favorisce la complicità tra pubblico e artisti. Boccherini ha scritto i suoi quintetti quando risiedeva a Madrid presso la corte spagnola, dove impartita lezioni e faceva musica con il quartetto costituito dai membri della famiglia reale, aggiungendosi ai due violini, viola e violoncello. Il Quintetto di Schubert, per quanto sia musica di straordinaria profondità e dal colore quasi lunare, fu concepito in un ambiente cameristico, per un’esecuzione intima tra amici e dilettanti, ed è a questa dimensione che aspira l’Ensemble Tamuz con la sua lettura.
Biglietti: online sul sito www.unionemusicale.it oppure presso la biglietteria dell’Unione Musicale in piazza San Carlo 206
Orari: martedi-venerdi dalle 10.30 alle 14.30 – mercoledì dalle 13 alle 17. Il giorno del concerto dalle ore 19.30 presso il botteghino del teatro Vittoria, in via Gramsci 4.
Mara Martellotta
Domenica 13 aprile, ore 19
Primo successo maturo e consapevole di Puccini (Torino, Teatro Regio 1893), Manon Lescaut rilegge in chiave sentimentale e patetica un romanzo moralistico settecentesco dell’abate Prévost, Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut (1731). La vicenda scabrosa e tragica degli amori tra la giovane Manon e l’effervescente Des Grieux, che era già stata messa in musica da Daniel Aubert (1856) e Jules Massenet (1884), si accende di romanticismo e musicalità appassionata, plasticamente testimoniando il conflitto tra il vizio e la virtù in una favola dal sapore amaro ma dalla struggente malinconia.
INTERPRETI
Eugenia Braynova, soprano
Dario Prola, tenore
Paolo Grosa, pianoforte
Roberto Tagliani guida il concerto
PROGRAMMA
Tra voi, belle, brune e bionde (Des Grieux, cavatina)
Cortese damigella… Donna non vidi mai (Des Grieux, Manon, scena e aria)
Vedete? Io son fedele alla parola mia (Des Grieux, Manon, scena)
In quelle trine morbide (Manon, aria)
Tu, tu, amore? Sei tu, ah, mio immenso amore? (Manon, Des Grieux, scena e duetto)
Ah! Manon mi tradisce (Des Grieux)
Intermezzo (pianoforte)
Tutta su di me si posa… Le mie colpe travolgerà l’oblio (Manon, Des Grieux)
LIRICA E MUSICAL A CORTE
Per la rassegna domenicale nel Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi, organizzata in collaborazione con STM – Scuola del Teatro Musicale e Fondazione Ordine Mauriziano, il Teatro Superga propone tre appuntamenti con concerti antologici della grande lirica per Lirica a Corte: Lucia di Lammermoor (9 marzo), Mefistofele (30 marzo), Manon Lescaut (13 aprile); e tre di teatro musicale per Musical a Corte: Tim Burton & Musical (17 novembre), Shakespeare in Musical (23 marzo), Opera in Musical (6 aprile). Tutti gli appuntamenti sono preceduti da un aperitivo di benvenuto incluso nel prezzo.
Info
Domenica 13 aprile 2025, ore 19
Lirica a Corte nel Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi – Nichelino (TO)
Manon Lescaut
Biglietto: prezzo 38,50 euro
011 6279789 biglietteria@teatrosuperga.it
IG + FB: teatrosuperga
Orari biglietteria: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19
I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del Teatro Superga, sul luogo dell’evento nei giorni di spettacolo dalle ore 18, online su Ticketone.it
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Lunedì 14 aprile una serata speciale sarà dedicata ad Ida Lupino con la proiezione del film “Outrage” al Cinema Classico alle ore 20.30.
Aiace Torino organizza al Cinema Classico una serata dedicata a Ida Lupino e a uno dei suoi film più travolgenti, intitolato “La preda della belva” risalente al 1950, introdotto dagli interventi della prorettrice dell’Università di Torino Giulia Carluccio, del critico cinematografico Paolo Mereghetti e dalla regista Costanza Quatriglio.
L’iniziativa intende riportare alla ribalta e all’attenzione del pubblico una delle figure femminili più all’avanguardia, e allo stesso tempo più trascurate della storia del cinema classico hollywoodiano.
Attrice e poi regista, unica donna capace di esprimersi liberamente dietro la macchina da presa nel clima repressivo e puritano degli anni Cinquanta, anche grazie ad una sua casa di produzione indipendente. Ida Lupino si attenne al genere melodrammatico, allora in voga, ma fu anche in grado di rompere i clichés affrontando nei suoi film temi per l’epoca scabrosi, controversi e interdetti come la bigamia, la malattia fisica e la maternità al di fuori del matrimonio e, nel caso di Outrage, lo stupro.
“Ida Lupino – ha sottolineato Paolo Mereghetti- ha portato sullo schermo il suo essere femminile, confrontandosi con argomenti che il cinema maschile preferiva ignorare. Una scelta pagata cara perché, di fatto, la sua carriera di regista non riuscì mai a decollare quanto avrebbe meritato”.
Sottoposta in decenni più recenti a una progressiva riscoperta e rivalutazione, considerata come espressione di un “cinema al femminile”, in eccezionale anticipo sui tempi, quanto non addirittura proto- femminista, l’opera di Ida Lupino trova uno dei suoi titoli di punta in “Outrage”, primo film hollywoodiano mainstream ad affrontare direttamente il tema dello stupro dopo Johnny Belinda di Jean Negulesco.
Grande estimatore della regista, da lui considerata una vera pioniera, Martin Scorsese definisce il film “un freddo studio comportamentale del male nell’ambiente più ordinario”.
Costruito come un noir, Outrage non si sofferma , infatti, sull’atto di violenza subito dalla giovane Ann alla vigilia delle nozze, inequivocabile seppure mai esplicitamente indicato come “stupro” nel film, in osservanza dell’allora imperante codice Hays. Si concentra piuttosto sul trauma profondo e difficilmente superabile che esso induce in chi lo subisce, sui cambiamenti che provoca nei rapporti con gli altri, sulle reazioni che provoca nell’ambiente circostante, introducendo, con lucida preveggenza, temi focali di quella che oggi chiamiamo “cultura dello stupro”, come sostiene il critico Richard Brody.
“Outrage è una speciale conquista artistica. Lupino affronta il tema dello stupro con una visione ampia dei suoi aspetti sociali. Integra una rappresentazione interiore e profondamente compassionevole di una donna vittima di stupro con una visione incisiva dei numerosi fallimenti della società che contribuiscono al crimine. Tra questi l’incapacità legale di affrontare la diffusione dello stupro e la generalizzata pruderie e censura sessuale che rendono il crimine indicibile in senso letterale e finiscono per umiliare la vittima”.
Mara Martellotta
La recente dipartita dell’attore americano Gene Hackman, riporta il suo cinema all’onore delle cronache. Ma è in particolare su un suo film, che intendo attrarre l’attenzione del lettore del Torinese: “La Conversazione” di Francis Ford Coppola(Studio Canal, dvd, Blu-ray riedito e nelle sale restaurato in 4k). Perché, questa pellicola e la sua trama, anticipa di decenni il problema dello spionaggio politico nell’era Internet, dei big data, di Cambridge Analitica e del Grande Fratello. In sostanza della tenuta della privacy nell’epoca della informatizzazione globale. Un tema extra cinematografico, molto sociale e politico. Harry Caul è un detective privato a cui si affida un uomo d’affari, per indagare sulla consorte e la sua relazione extraconiugale.Caul (Hackman) porta avanti il suo compito con precisione e professionalità, ma quando vagliando i nastri registrati si accorge che i due amanti stanno correndo un grave rischio, esita a concludere il suo incarico. I nastri gli vengono rubati e l’uomo allora decide di mettere sull’avviso i due indagati nell’albergo dove si incontrano…

Il film vincitore della Palma d’oro a Cannes 1974, si ispira al romanzo “Il lupo della steppa” di Herman Hesse e per alcune sequenze al “Blow up” di Antonioni. L’opera uscì in concomitanza al caso Watergate, che portò all’impeachment di Richard Nixon. Coppola aveva scritto in precedenza la sceneggiatura della “Conversazione” e questo rende tutta la vicenda raccontata, ancora più profetica e inquietante. Questo film ci pone delle domande importanti per la nostra società del “panopticon” della comunicazione. Questo nostro tempo orwelliano, dove, come e quando deve limitarsi? Dove la nostra privacy viene violata impunemente? Quali sono le implicazioni etiche del villaggio globale, dove l’uomo più vicino a Donald Trump, il suo “spin doctor” Steve Bannon, tramite la filiale londinese della sua azienda di gestione di big data, controllava i flussi informativi da e per la Casa Bianca, durante la campagna elettorale della prima elezione? In questo “siamo tutti spiati” il film di Coppola ridiventa magnificamente attuale rivederlo oggi. Ci aiuta a sviluppare il senso critico, nel valutare i limiti e le possibilità tecniche della società dell’informazione, nel suo passaggio d’epoca, dal “naturale” mondo analogico all’ “artificiale” mondo digitale, come ci ricorda Alfonso Beradinelli in un suo recente intervento sul quotidiano il Foglio, riguardo alla sua edizione redatta in AI. Curiosità finale: alcuni apparecchi usati per le intercettazioni al Watergate, sono gli stessi di Harry Caul, compreso il microfono “di sua costruzione” inventato per captare i labiali, tagliando fuori i rumori di fondo, usato nella sequenza d’apertura. Grazie all’immortale talento attoriale del grande Gene Hackman, il cinema ci apre uno sguardo illuministico, sull’attualità di questo travagliato nostro tempo.
Aldo Colonna
Offrirà un’anteprima esclusiva nella cornice della Reggia di Venaria con “Jazz Blooming” dal 19 al 21 aprile, e sarà in 16 comuni del Piemonte dal 15 maggio al 12 novembre
Dal 15 maggio al 12 novembre prossimi, il Piemonte sarà di nuovo animato dalle note del Torino Jazz Festival Piemonte, un progetto diffuso promosso da Piemonte dal Vivo insieme alla Fondazione per la Cultura Torino e il suo Torino Jazz Festival, in collaborazione con il Consorzio Piemonte Jazz, reso possibile da Reale Mutua e degli sponsor ANCOS aps e Confartigianato Imprese Piemonte. Il TJF Piemonte si propone di portare il Jazz fuori dai centri urbani, trasformandolo in una occasione di incontro per la riscoperta di comunità locali, un cartellone ricco di proposte artistiche, 23 concerti in 16 comuni che fanno del Piemonte una vera e propria rete culturale diffusa. In attesa dell’avvio ufficiale del TJF Piemonte, previsto per il 15 maggio, il Festival offrirà al pubblico un’anteprima prestigiosa, nella cornice della Reggia di Venaria, con il Jazz Blooming, in programma durante le festività pasquali del 19-20-21 aprile. Per tre giorni, dalle 10 alle 17.30, i visitatori potranno immergersi in un percorso musicale diffuso nei giardini grazie a 5 allestimenti sonori dedicati a differenti linguaggi jazzistici, dal Jazz tradizionale al Manouche, dal Blues al Soul, realizzati dalla Jazz School Torino sotto la direzione artistica di Diego Borotti. Ad esibirsi saranno tutti i docenti e i migliori allievi della scuola, in un programma che unisce alta formazione musicale e spettacolo dal vivo. L’esperienza sarà arricchita dalle passeggiate sonore della JST Jazz Parade, una marching band itinerante che animerà i viali e le corrispondenze antistanti la Reggia, coinvolgendo il pubblico in performance dinamiche e interattive in grado di trasformare gli spazi esterni in un palcoscenico a cielo aperto. In caso di pioggia l’evento si terrà nelle sale interne della Reggia.
Tra i fili conduttori di questa edizione, spicca “Protagonista al femminile”, una sezione che celebra il talento delle artiste che hanno fatto la storia del Jazz, fino alle nuove interpreti della scena contemporanea. In questo contesto Rossana Casale presenterà il suo concerto “Almost Blue” nel cortile della biblioteca Astense, il 22 maggio. La voce soul di Karima risuonerà in trio con Diego Borotti il 24 maggio al Teatro Angelini di Crescentino, e il 25 luglio al parco del castello di Bruino. Monica Fabbrini sarà protagonista del JST Jazz Parade a Rivoli, il 6 giugno. Ad Asti, l’11 giugno, Donatella Chiabrera interpreterà poeticamente “Chet is back”. Il clarinetto di Virginia McDonald si unirà al Quintetto di Fulvio Albano il 25 luglio al teatro Soms di Racconigi. La vocalist Jazz newyorchese Yvette Norwood Tiger si esibirà il 27 luglio presso la villa romana di Almese. Infine il Piedicavallo Festival, dal 22 al 24 agosto, ospiterà le sperimentazioni sonore e vocali di Elena Colombi e Emmanuelle Parrenin.
Un altro tema centrale è rappresentato dai “linguaggi della tradizione”, che vedrà il jazz classico dialogare col patrimonio musicale italiano e con la canzone d’autore. Nella Sala Pastrone di Asti, il 15 maggio si terrà “Kind of Vasco”, un omaggio jazzistico a Vasco Rossi. Sempre ad Asti, il 29 maggio, “Songs for Ladies-the swingers orchestra” proporrà un tributo alle grandi voci femminili. Il 31 luglio, nella suggestiva chiesa di Baveno, sarà il turno dell’Enzo Cioffi Quartet, un progetto che intreccia sonorità tradizionali con Groove moderni grazie al doppio dialogo chitarristico e alla presenza delle percussioni. Sergio Cammariere, interprete raffinato della canzone d’autore in chiave jazzistica, si esibirà il 2 agosto al Forte di Exilles.
La terza direttrice tematica è quella di “Frontiera elettronica”, dove il Jazz si fonde con l’elettronica in performance di grande impatto visivo e sonoro. Dardust presenterà il suo “Urban Impressionism Summer Tour” il 12 luglio al Forte di Exilles. Giorgio Li Calzi & Paolo Della Piana creeranno un connubio tra tromba, synth e laser art il 21 settembre al castello di Agliè. Tra i 23 concerti in programma, spicca l’unico appuntamento torinese, sostenuto direttamente da Reale Mutua, giovedì 19 giugno 2025, alle ore 21, quando il cortile del Museo Archivio Storico di Reale Mutua ospiterà lo spettacolo “Musica da ripostiglio…perché da camera ci sembrava eccessivo”, una performance ironica e coinvolgente a cavallo tra swing, canzone d’autore e teatro musicale.
Il TJF Piemonte 2025 si conferma come una manifestazione regionale di carattere nazionale e proiezione contemporanea, capace di coniugare qualità artistica, prossimità territoriale e apertura al mondo, valorizzando le molte anime del Jazz e il suo dialogo con il nostro tempo.
“Il TJF 2025 racconta di un Jazz che dialoga con il presente, mette al centro le artiste donne, esplora i linguaggi della tradizione e si apre alla frontiera elettronica. È un progetto che valorizza la musica come progetto di relazione e sviluppo culturale radicato nei territori, ma con u o sguardo contemporaneo – dichiara Matteo Negrin di Piemonte dal Vivo – ogni concerto è un’occasione per connettere comunità, visioni e generazioni artistiche. Ancora una volta un festival che vuole essere motore di prossimità, inclusione e bellezza”.
“Il TJF Piemonte si conferma come un’iniziativa unica in Italia. Il Festival costituisce un’esperienza musicale integrata, itinerante di altissima qualità, pensata per il variegato pubblico della Regione, valorizzando spazi, teatri, palchi in tutte le province. Di fatto un festival che iniziando da aprile a Torino si svolge nell’arco di sette mesi. Una gioia per chiunque ami la buona musica – dichiara Stefano Zenni, direttore del TJF”.
Il TJF nasce con la straordinaria convergenza di idee, intenti, risorse e competenze nel sistema jazzistico piemontese in oltre quarant’anni di attività. Dal 2019 Festival, Jazz Club e Associazioni si sono unite intorno alla Fondazione Piemonte dal Vivo e alla Fondazione Cultura Torino per strutturare una rete coesa, nata da un progetto del Consorzio Piemonte Jazz, con il sostegno degli enti che lo accompagnano sin dall’inizio.
Mara Martellotta