Entriamoinbottega!
Tour “Fatto-a-mano” 2023
Sabato mattina 21 gennaio in Borgo Rossini
Nuovo anno. Restyling per il portale www.fatto-a-mano.it. Nuovo Fatto a mano Tour in un pezzo di città, Borgo Rossini – Regio Parco tra i più dinamici degli ultimi tempi, segno di profonda evoluzione in chiave residenziale, commerciale e culturale. Borgo Rossini rappresenta un borgo storico a due passi dal centro, sulle sponde della Dora, che ha caratterizzato la Torino dell’800 fino all’attuale, moderna trasformazione con il Campus Einaudi, La Nuvola Lavazza…Ma la creatività in queste vie amate dai giovani, porta anche e soprattutto il nome dell’artigianato di qualità ‘made in Italy’. Sono queste realtà che andremo a conoscere con voi per finire come sempre con un aperitivo in uno spazio speciale beneaugurante per il nuovo anno.
Programma
Ore 10 – punto di ritrovo in Corso Regina Margherita 90/bis/c davanti al negozio Across the Glass (bus 11, 56, 68, 72, tram 3 e 4) . Da lì partirà il nostro giro guidate anche da Barbara Colazzo che ci racconterà la trasformazione del Borgo. Lungo il percorso visite alle botteghe.
Ore 12 – A fine visita, aperitivo presso Qu.Bi. in Via Parma 75, dove l’ospitalità è squisitamente ‘fatta a mano’
Quota di partecipazione – 22 euro a persona
Per info
Organizzazione tecnica ONEIROS Incoming By IL MONDO in VALIGIA di C. & D. Viaggi sas
Via Caraglio 6/b – 10141 Torino – Tel 011.7732249 – Cell 3288811318
www.oneirosviaggi.it – www.mondoinvaligia.it – info@mondoinvaligia.it
www.fatto-mano.it info@fatto-a-mano.it adelaidevalle58@gmail.com chiara.caratto65@gmail.com


In un certo senso mancava un libro pensato e scritto per i più giovani (a partire dagli 8 anni) in grado di incuriosire e stimolare la lettura su una delle più straordinarie storie industriali del nostro paese, quella dell’Olivetti e di Ivrea, la città dov’è nata nel 1908 la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere. Tre ragazzini torinesi della prima media, in gita con i coetanei a Ivrea,la città ideale della rivoluzione industriale del Novecento secondo l’Unesco, si trovano a vivere un avventurosa “caccia al tesoro” tra gli edifici e le vie che “parlano” e raccontano la fabbrica-città. Max, Pietro e Livia affrontano un percorso che si snoda tra la “fabbrica di mattoni rossi”, la vecchia ICO ( acronimo di Ingegner Camillo Olivetti) con il suo salone dei Duemila dove gli operai ascoltavano i discorsi del fondatore e di Adriano, il Centro Studi ed Esperienze e la chiesa di San Bernardino con il celebre affresco di Giacomo Spanzotti. Alcuni oggetti ( un wattmetro, uno stranissimo montacarichi, una MP1 rossa fiammante – la prima macchina da scrivere portatile della Olivetti -, un cronometro) e tre lettere di Camillo Olivetti ( risalenti rispettivamente al 1912, al ‘28 e alla metà di ottobre del ’43, a meno di due mesi dalla morte che lo colse a Biella dov’era stato costretto a riparare per sfuggire alle leggi razziali) li conducono a scoprire un segreto importante.

