Tra adattamenti a nuovi strumenti e stimoli alle nuove generazioni. Ne parliamo con il professor Giorgio Primerano
“In tempi di emergenza da Covid 19 – spiega Giorgio Primerano (nella foto), docente di Filosofia e Scienze Umane presso il Liceo Regina Margherita di Torino e di Pedagogia presso l’Università del Piemonte Orientale – la scuola può ribadire il suo ruolo essenziale nell’accompagnare gli studenti non soltanto nelle diverse fasi di apprendimento, ma anche nell’aiutare loro a decifrare meglio la realtà che stanno vivendo”.
“Ho reputato da subito fondamentale – aggiunge il professor Giorgio Primerano – interagire con i miei studenti della scuola secondaria attraverso delle videolezioni, al fine di garantire loro una quotidianità importante da un punto di vista psicologico e di poter continuare ad essere un punto di riferimento presente in un momento così complesso.
Inoltre le discipline che insegno, tra cui sociologia e filosofia, mi permettono di creare molti collegamenti con la realtà attuale; penso ad argomenti quali la globalizzazione o il mondo dei mass media, già presenti nel programma ministeriale.
“In questo periodo – afferma il professor Giorgio Primerano – si parla di ricostruzione del Paese per quando tutto sarà finito. Credo che essa dovrà essere non soltanto economica, ma anche culturale, sociale e morale, ed in tutto questo non si potrà prescindere dalle nuove generazioni. Il lavoro che la scuola, in questo campo, può fare con gli studenti in questo momento di emergenza è essenziale, anche dal punto di vista progettuale. Questa esperienza ci insegna anche che siamo interconnessi; una tragedia che avviene dall’altra parte del mondo ci deve riguardare. Non possiamo far finta di nulla e continuare a coltivare il nostro orticello. Parimenti siamo interconnessi con la natura: interferire con gli ecosistemi ha delle conseguenze”.
“Il modello della lezione a distanza – spiega Giorgio Primerano – può sicuramente essere ottimale in questo periodo di distacco ed isolamento sociale forzato, in cui le scuole rimangono chiuse e gli studenti necessitano di una guida, l’insegnante, non soltanto di carattere didattico, ma anche capace di fornire strumenti interpretativi di una realtà sicuramente non facile da vivere e da decifrare. La scuola in rete, però, per definizione, viene a creare una barriera spaziale tra gli allievi ed il docente, quindi può essere utilizzata solo in periodi di emergenza”
“In questi tempi di emergenza – spiega il professor Primerano – l’insegnante non deve valutare le competenze digitali dell’allievo, ma valutarne le competenze interdisciplinari, critiche e argomentative. Ovviamente la scuola deve, da sempre, essere il luogo delle “pari opportunità”, e l’uso delle piattaforme digitali per la didattica rischia, sicuramente, di negare l’accesso alla scuola da parte di alcune fasce della popolazione. Pensiamo ai ragazzi/e che vivono in situazioni svantaggiate dal punto di vista economico, in famiglie che, magari, non possiedono dispositivi informatici adeguati o non dispongono dell’alfabetizzazione necessaria per usare le nuove tecnologie”.
“La scuola oggi – conclude il professor Primerano – non offre soltanto un valido supporto didattico ai suoi allievi in questi tempi di emergenza sanitaria, ma spesso mette a loro disposizione anche quello, altrettanto prezioso, del sostegno e dell’ascolto psicologico. È stato istituito, per esempio, da tempo presso l’istituto in cui sono docente, uno sportello psicologico, cui lo studente può rivolgersi direttamente, in caso di necessità di ascolto e difficoltà. Questo Sportello di ascolto ora lavora nella modalità Skype e lo studente vi può accedere scrivendo una mail”.
Mara Martellotta

“Ancora una volta il CAAT – precisa il suo Presidente, l’ingegner Marco Lazzarino – ha dimostrato di “avere un cuore grande”, con la donazione effettuata a favore dell’ iniziativa TORINO SOLIDALE, che costituisce la rete di solidarietà promossa dal Comune di Torino per le fasce di popolazione più in difficoltà dal punto di vista economico, in questa epoca di emergenza sanitaria da Covid 19″.

