Conversazione sul tema
“ANNODAMENTI FRA INDIVIDUALE E COLLETTIVO. COSA RESTA DEL CORPO PARLANTE?’”
Torino, 31 ottobre 2020 ore 8:45 – 13:00
Organizzato da Segreteria Torino SLP, IPOL, ALETOSFERA, Ce.Psi – Onlus,
Accademia Torinese dell’inatteso della Movida Zadig
ACCESSO DA PIATTAFORMA
Psicoanalisti ed esponenti di diversi campi del sapere e della cultura e con un pubblico vario, dialogheranno sui cambiamenti dei legami sociali e i loro effetti. Il tema scelto per questa Conversazione affonda le sue radici nella teoria e nella pratica psicoanalitica fin dai suoi esordi, da quando Freud metteva in rilievo che “La psicologia individuale è anche, fin dall’inizio, psicologia sociale”. Le nostre società, a livello globale, sono state profondamente scosse dall’emergenza sanitaria. Questi eventi hanno messo in rilievo la necessità di una riflessione sul modo con cui oggi sono intesi il bios, la vita e il corpo, che non si riduce a pura entità biologica, e sul rapporto del vivente con il linguaggio e la parola. La nostra contemporaneità ci spinge a interrogarci sul modo in cui, oggi, possiamo abitare la distanza e la prossimità, su cosa fa legame fra gli “esseri parlanti” che tutti noi siamo e su come l’ordine sociale contemporaneo incida sulle forme di questi legami. Come tessere legami che tengano conto della disparità dei soggetti nell’epoca del “distanziamento sociale”, degli algoritmi che dominano le nostre esistenze, del prevalere del virtuale, dei corpi massificati e spesso ridotti a “nuda vita”?
La Conversazione ha questa finalità: aprire un campo di elaborazione attraverso il confronto con persone appartenenti a campi del sapere e delle pratiche diversi, non senza lasciare, a chi vorrà prendervi parte, la possibilità di apportare il proprio contributo e rilanciare nuove domande.
La Conversazione è patrocinata da:
Università degli Studi di Torino; Ordine Provinciale dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri, Torino; Città Metropolitana Torino; Regione Piemonte
Interverranno fra gli altri:
Marco Bobbio (Medico, specialista in Cardiologia e Statistica medica, è stato ricercatore negli Stati Uniti, è stato responsabile dei trapianti di cuore a Torino, rappresentante del movimento “Slow medicine”), Norma De Piccoli (Professore Ordinario all’Università di Torino, Dipartimento di Psicologia), Paola Molina (Professore Ordinario all’Università di Torino, Dipartimento di Psicologia), Michele Roccato (Professore ordinario in Psicologia sociale presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino), Alessio Maria Romano (Pedagogo e coreografo, vincitore del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2020), Jacopo Rosatelli (Dottore di ricerca in Studi politici, scrittore, insegnante).
Iscrizioni: accademiainatteso@gmail.com
Gratuita per gli studenti fino ai 26 anni
contributo spese partecipazione su piattaforma € 20,00
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In un momento disperato come questo in cui la pandemia dilaga, occorrerebbe la massima disciplina da parte di tutti come nei momenti bui della storia nazionale. Invece l’incapacità del Governo a prevenire durante i mesi estivi la seconda ondata, sta suscitando proteste che potrebbero esplodere in violenze e scontri di piazza. Questa ipotesi è la peggiore possibile perché può disgregare il tessuto stesso della convivenza civile oltre che attentare alla salute pubblica a causa degli inevitabili assembramenti. Chi scrive ha più volte criticato il Governo ed ha denunciato il lassismo estivo di troppi. Il ritorno a scuola senza le debite garanzie ha creato altri problemi. Ma la via della piazza risulta essere un gravissimo errore e appare un vero e proprio tradimento che mi fa pensare ai moti di piazza nel 1917 quando l’ Italia era in guerra. Nei momenti difficili occorre – al di là di tutto – il senso nazionale. Capisco che sia molto difficile invocarlo quando per decenni si e’ parlato di Paese e si è derisa la storia nazionale che, bene o male, ha dimostrato che gli Italiani sanno essere un popolo non solo di pizzaioli e mandolinisti. Ma è proprio il senso nazionale che oggi andrebbe evocato e perseguito. Una sorta di Unione Sacrée di fronte alla pandemia , al di là della politica, sarebbe assolutamente indispensabile. Occorre almeno un po’ di responsabilità, evitando di fomentare la piazza e creare disordini che distolgono dall’obiettivo prioritario che è quello di salvarci dal virus. Chi si sottrae alla responsabilità e’ un nemico dell’Italia e degli italiani.





Chi scrive è stato bene attento negli scorsi mesi alla difesa dei diritti e delle garanzie costituzionali dei cittadini durante la clausura imposta dal Governo, ma la gravissima situazione in cui ci dibattiamo rende prioritaria la tutela del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.