Al terzo appuntamento del percorso formativo per le scuole “Ambasciatori del Consiglio regionale” dedicato all’Europa, giovedì 27 gennaio 2022 hanno partecipato 25 studenti del Liceo Valsalice di Torino (con la professoressa Silvia Scaranari) e 30 studenti dell’Istituto superiore Leardi di Casale Monferrato (Al) (con il professor don Gian Paolo Cassano). Rivolta agli allievi del triennio delle scuole superiori, l’iniziativa fa parte dei Percorsi per lo sviluppo delle competenze trasversali e l’orientamento (Pcto) e consente agli studenti di acquisire crediti formativi.
L’incontro è stato organizzato dalla Consulta regionale europea ed è stato introdotto dai saluti istituzionali di Franco Graglia e Michele Mosca, rispettivamente vicepresidente e consigliere segretario del Consiglio regionale del Piemonte. “È importante parlare oggi di cittadinanza attiva in ambito europeo – hanno sottolineato Graglia e Mosca – con particolare attenzione non solo ai diritti ma anche ai doveri dei cittadini europei. La Consulta Europea regionale ha proprio il compito di diffondere gli ideali dell’Europa, soprattutto verso le giovani generazioni”.
Il professor Umberto Morelli, docente di Relazioni internazionali all’Università di Torino, ha svolto un intervento sulla storia e sui valori dell’Unione Europea, parlando del processo storico e del bisogno di pace che hanno portato alla nascita dell’Europa dopo la guerra mondiale.
Quant’era bella, la Giulia. Eccola! Piede sinistro a terra, seduta sul sellino posteriore del tandem affidato alla guida dell’amica. Entrambe belle. Giovani. Sorridenti e tutte in ghingheri. Tirate a festa e perfino un po’…civettuole, con quelle zeppe allora di gran moda e che ancora oggi, dopo settant’anni, vanno ch’è un piacere. Bizzarrie del fashion! Del resto, a Cortemaggiore (e credo un po’ ovunque allora e forse anche oggi in certe realtà di paese) s’usava così. Quando queste foto vennero scattate era certamente di domenica. E la domenica, allora, era proprio domenica. Giorno di festa e di grandi rituali “vasche”, su e giù per la via principale del tuo bel paese (bassa piacentina, venti chilometri da Piacenza e altrettanti da Cremona, al confine fra Emilia e Lombardia); era il giorno degli abiti nuovi da sfoggiare con malcelata nonchalance, degli anvein (anolini) in brodo – in cui papà Gigén era solito versare un bel bicchierotto di rosso, di quello buono – e del manzo in tavola, era il giorno della Messa grande nella Collegiata di Santa Maria delle Grazie, dagli interni decorati con pregiate opere pittoriche, fra cui un prezioso “Polittico” del Quattrocento firmato da Filippo Mazzola, padre del più noto Parmigianino. E, terminata la Messa, il via en plein air alla festa attesa per tutta la settimana. Nulla di straordinario. Il ciarliero ritrovarsi nella piazza principale del paese antistante la Collegiata e il Palazzo Municipale, le camminate da guarda un po’ come sono bella e ben vestita sotto i suggestivi e tipicamente emiliani portici, i crocchi vocianti, le risate e le volute fumanti e dai profumi non propriamente delicati sparsi al vento dai potenti “Toscani” o dalle “Nazionali” o “Popolari” senza filtro ( 2 lire a pacchetto e sicure “spaccapolmoni”) incollati alle labbra degli uomini, in attesa –molti – di varcar la soglia dell’osteria, ad attenderli altra spessa cortina di fumo e le simpatiche “briscolate” e il tipico scudlein (non il primo della giornata) con frizzantini bianchi o rossi assolutamente locali.
E Cortemaggiore balzò agli onori delle cronache. Nazionali. E non solo. Ma tu in quegli anni vivevi già altrove. Eri diventata moglie e mamma. Avevi seguito il tuo Renzo prima a Pontenure e poi a Torino, con il tuo “Nani” che aveva appena terminato la prima elementare. Un’altra vita. Un altro mondo, spesso in salita. Da tenere in piedi giorno dopo giorno. Sempre con quel sorriso timido e riservato. E tanta voglia di cantare. E quegli occhi scuri che diventavano pura luce davanti alla nuova, piccola “Nani”. Anche la mia Elena, fino a quando il tempo non ti ha rubato la memoria, la chiamavi così. Ricordi? Dio mio, quanto mi manchi, Giulia! E quant’eri bella, MAMMA!
Giampiero Leo portavoce del Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi”