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Valle (PD): “CUP in tilt, spiegazioni insufficienti. L’influenza non giustifica il caos”

 “Le spiegazioni fornite dall’Assessore Riboldi sul malfunzionamento del portale “Salute Piemonte” non sono soddisfacenti, anzi sono piuttosto deludenti. Attribuire il blocco del CUP online a un generico aumento delle richieste legato all’influenza è poco plausibile: da un’ondata influenzale non discendono esami specialistici o visite in quantità tale da mandare in crisi un sistema regionale. È evidente che ci siano problemi strutturali che la Giunta continua a sottovalutare” dichiara il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Daniele Valle che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per fare chiarezza sul tema.

“La risposta dell’Assessore che parla di un incremento del 50% delle chiamate e di verifiche tecniche in corso, non chiarisce le cause reali del blocco né indica tempi certi per il ripristino della piena funzionalità. I cittadini hanno diritto a sapere cosa non ha funzionato e perché. Non basta dire che si stanno aspettando relazioni dai fornitori: serve trasparenza, serve responsabilità, serve una gestione più seria di un servizio essenziale” prosegue Valle.

“E’ fondamentale ricordare nuovo sistema CUP, più volte annunciato dalla Giunta come soluzione definitiva ai problemi di prenotazione, non è mai entrato in funzione.  L’attivazione del nuovo CUP, più volte annunciata e rinviata, è rimasta lettera morta. Oggi l’appalto è oggetto di contenzioso al TAR. È l’ennesima dimostrazione di una gestione confusa e inefficace” sottolinea il Vicepresidente Valle.

“Nel frattempo, migliaia di piemontesi hanno dovuto affrontare disservizi, impossibilità di prenotare visite e prestazioni, e un call center sovraccarico. La Regione invita a usare canali alternativi, ma il punto è che il portale deve funzionare. È uno strumento fondamentale, soprattutto per chi non può recarsi fisicamente in farmacia o restare ore al telefono. Non possiamo accettare che nel 2026 un servizio digitale così importante vada in tilt senza spiegazioni credibili” aggiunge Valle.

“Ribadisco che continuerò a chiedere alla Regione di rendere pubbliche le relazioni tecniche, di indicare con precisione cosa non ha funzionato e di fornire un cronoprogramma chiaro per l’attivazione del nuovo CUP. I cittadini meritano risposte, non giustificazioni generiche” conclude Valle.

Ex piscina Sempione, Conticelli (PD): “La sicurezza si costruisce con progetti concreti”

“La sicurezza si costruisce con azioni concrete e con una programmazione che non si limiti a sporadiche prove di forza, ma che costruisca un futuro diverso per i territori più difficili.
“L’operazione di questa mattina alla piscina Sempione è frutto del lavoro puntuale che l’amministrazione comunale di Torino ha svolto negli ultimi anni per giungere ad una progettualità importante su quella zona: da un lato la metro due che entra nella sua fase operativa e che avrà la stazione di testa proprio in zona Rebaudengo Sempione, e dall’altro la vocazione sportiva che viene recuperata con una nuova importante struttura. La vocazione sportiva dell’area non è ma venuta meno, grazie al lavoro che in questi anni la ASD Gar Rebaudengo ha fatto proprio in via Gottardo.
“L’intervento delle forze dell’ordine di questa mattina, a cui va un doveroso ringraziamento, è uno step di questo percorso, che ha messo finalmente in sicurezza l’area della piscina. Contemporaneamente si è concluso il lungo complesso iter per il recupero delle aree ex Gondrand, che entreranno in fase di cantierizzazione.
“Ora anche l’asl dovrà fare la propria parte con il servizio dipendenze, per affrontare il tema delle nuove tossicodipendenze soprattutto da crack ed evitare che le persone vadano a gravitare su altre zone limitrofe”.
Lo dichiara la Consigliera regionale del Partito democratico Nadia Conticelli

Iran, Nicco: “Odg contro la repressione”

PER LA LIBERTÀ DEL POPOLO IRANIANO

“Di fronte alla brutale repressione in atto in Iran, il Consiglio regionale del Piemonte non può restare in silenzio. Oscurare internet, non può oscurare le coscienze: oggi abbiamo discusso e approvato all’unanimità un Ordine del giorno che afferma con forza tre principi chiari: condanna senza ambiguità delle violenze del regime contro civili, donne, giovani e minoranze, oltre 12mila morti sono una carneficina; rifiuto dell’uso della pena di morte come strumento di repressione politica; sostegno a un’azione diplomatica internazionale forte e coordinata per la tutela dei diritti umani fondamentali e per far terminare questo orrore”, dichiara il Presidente del Consiglio regionale Davide Nicco.
L’Ordine del Giorno, proposto all’unanimità dall’UdP presieduto da Davide Nicco, impegna il Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo affinché continui a promuovere, in sede europea e alle Nazioni Unite, iniziative volte alla cessazione della repressione, alla sospensione delle esecuzioni e al rispetto delle libertà fondamentali, oltre a sostenere azioni di sensibilizzazione e cooperazione internazionale a favore della popolazione iraniana.

“Tutte le istituzioni democratiche hanno il dovere di testimoniare con atti concreti la difesa della dignità della persona e dello Stato di diritto. Con questo voto unanime – conclude Nicco – il Consiglio regionale ribadisce che i diritti umani non hanno confini e che la libertà non può essere soffocata dalla paura e nel sangue”.

Referendum giustizia: nasce il ‘Comitato Popolari per il Sì’

“Nasce il Comitato Popolari per il Sì. È stato presentato a Roma durante una conferenza
stampa alla Camera dei Deputati. Durante l’incontro, introdotto da Rodolfo De Laurentiiis e
Giorgio Merlo, sono intervenuti l’on. Giuseppe Gargani, storico esponente del popolarismo di
ispirazione cristiana e il prof. Giulio Prosperetti, vice Presidente emerito della Corte Costituzionale
che guiderà il Comitato.

Il Comitato ‘Popolari per il Sì’ nasce in coerenza con la storia e la cultura dei Popolari e del mondo
ex democristiano. E la conferma arriva dalle tesi programmatiche del Ppi all’atto della sua
fondazione nel gennaio del 1994 – partito che aveva come leader nazionali Franco Marini, Mino
Martinazzoli, Rosa Russo Iervolino e Gerardo Bianco – che conteneva al suo interno un capitolo
dedicato alla separazione delle carriere. E il Comitato nasce anche e soprattutto per non
dimenticare la storia, la cultura e il progetto politico dei Popolari che non può ridursi, come
purtroppo è concretamente capitato in questi ultimi anni, a giocare un ruolo puramente
ornamentale e del tutto ininfluente nelle dinamiche della politica contemporanea.

E, alla luce di questa considerazione, il Comitato ‘Popolari per il Sì’ avvierà una serie di iniziative
in tutto il territorio nazionale anche perchè la richiesta di dar vita a questo organismo in vista del
prossimo referendum costituzionale sulla giustizia è partita da molti gruppi Popolari disseminati
nel nostro paese.

Il ‘Comitato Popolari per il Sì’, infine, oltre a sostenere le ragioni centrali della riforma, coltiva
anche e soprattutto l’obiettivo di non dimenticare la storia e l’esperienza dei Popolari che su
questi temi ha sempre giocato un ruolo protagonistico e mai riconducibile ad una funzione
marginale e periferica”.

Comitato ‘Popolari per il Sì’
On. Rodolfo De Laurentiis
On. Giorgio Merlo

Agricoltori torinesi alla manifestazione di Strasburgo

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Una delegazione di agricoltori Coldiretti del Torinese ha partecipato alla manifestazione di Strasburgo di fronte alla sede del Parlamento europeo per dire no all’accordo Ue-Mercosur, che è stato discusso a partire dalla seduta di mercoledi 21 gennaio. Al voto dell’Europarlamento un documento che richiede il rinvio alla Corte di giustizia Europea per verificare la compatibilità con le norme comunitarie.
“Il motivo della manifestazione proprio a Strasburgo – spiega il presidente di Coldiretti Bruno Mecca Cici – è  stato quello di portare la protesta del mondo agricolo direttamente nel cuore della democrazia europea. Abbiamo spiegato ai parlamentari che il Mercosur rappresenta un accordo commerciale con il Sud America  che apre le porte del mercato italiano ed europeo a prodotti agroalimentari ottenuti nei Paesi di origine senza il rispetto delle stesse norme a tutela della salute dei consumatori, dell’ambiente e del lavoro degli agricoltori”.
Si tratta di una manifestazione che ha voluto spingere proprio il Parlamento di Strasburgo a riappropriarsi della discussione politica sul settore sempre più strategico dell’agricoltura europea.

“Siamo stufi di subire le decisioni di una cerchia di tecnocrati e burocrati – spiega il direttore di Coldiretti Torino Carlo Loffreda – che risponde solo alla presidente Von Der Leyen. Dal futuro dell’agricoltura dipende una buona parte del futuro dell’Europa. Non può essere una materia demandata a un gruppo ristretto, che opera senza ascoltare gli agricoltori”.
Proprio per continuare la mobilitazione nelle prossime settimane sono previste assemblee territoriali dove Coldiretti Torino discuterà con le aziende agricole sulle politiche e sulle azioni sindacali per questo 2026 che rappresenta un anno cruciale per il futuro dell’agricoltura.

Mara Martellotta

 Grimaldi (AVS): Stellantis investe all’estero e punta sull’Algeria. Truffa ai danni del Paese

Stellantis ha un piano! 90mila vetture in un anno, 2mila nuovi posti di lavoro, 200 milioni di euro, almeno sei modelli. Mirafiori? No, Tafaroui, in Algeria. Paese in cui si invitano anche le imprese dell’indotto torinese a trasferirsi. Venite, seguiteci! Completiamo insieme la desertificazione del tessuto produttivo italiano, laggiù il costo del lavoro è infinitamente più basso: un operaio prende l’equivalente di 130 euro al mese.
Lo afferma Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra.
Intanto gli impianti Stellantis italiani funzionano al 35% della loro capacità, – prosegue il vicecapogruppo rossoverde alla Camera – a Cassino non arrivano i modelli e nulla si sa della gigafactory di Termoli. Il Governo non può continuare – conclude Grimaldi – ad accettare questa truffa ai danni del Paese. Non intendiamo stare a guardare.
Lo rende noto l’ufficio stampa di AVS.

Scuola, Ruffino (Az): “Metal detector inutili senza progetto educativo”

“Dopo la drammatica uccisione di Aba Youssef e la proposta di installare metal detector nelle scuole, Azione chiede un’informativa urgente al ministro Valditara per capire se questa opzione sia accompagnata da altre misure e se esista dunque un progetto globale. In assenza di una visione complessiva, il rischio è quello di fallire.
Non possiamo perdere altro tempo: la violenza tra i giovani è sempre più crudele, con episodi che si susseguono da nord a sud del Paese. Vediamo ragazzi che sfuggono alle famiglie e mettono in crisi l’istituzione scolastica, che invece dovrebbe avere il compito primario di educare”.
Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata di Azione, intervenendo in Aula alla Camera per chiedere un’informativa urgente al ministro dell’Istruzione e del Merito.
“Abbiamo già espresso forte preoccupazione anche sul tema dell’educazione affettiva: che percezione hanno di sé i nostri ragazzi? Danno valore alla vita? Vengono adeguatamente sostenuti nel loro percorso di crescita? Ci aspettiamo un piano organico che permetta ai giovani di vivere pienamente l’adolescenza, non di assistere o partecipare a scene di morte, violenza e sopraffazione, fino a non distinguere più tra realtà e brutalità quotidiana.
Il metal detector può essere anche uno strumento utile, ma da solo non basta: servono correttivi educativi, culturali e sociali per restituire dignità ai ragazzi, alla scuola e alle famiglie” – conclude Ruffino.

Sanità Regione, sì a maggioranza al bilancio 2026-2028

DA PALAZZO LASCARIS

Dopo ampio dibattito, la quarta Commissione regionale, presieduta da Luigi Icardi, ha dato parere favorevole a maggioranza al Documento regionale di economia e finanza (Defr) e al Ddl sul bilancio di previsione 2026-2028. Gli assessori al Bilancio, Andrea Tronzano, alla Sanità, Federico Riboldi, si sono confrontati con i consiglieri di opposizione, che avevano chiesto di poter entrare nel merito dei capitoli di bilancio, oltre ad una comparazione dei bilanci delle aziende sanitarie degli ultimi tre anni.

Tronzano ha precisato che per poter fare un’analisi puntuale dei bilanci delle Asl servono i rendiconti, che saranno presentati dalle aziende nel mese di febbraio: “Con la variazione al bilancio – ha detto – interverremo sui maggiori investimenti regionali rispetto ai trasferimenti dello Stato che, come tutti gli anni, consentiranno alla Sanità di chiudere in pareggio.

Intanto, in attesa delle ricadute della finanziaria e del riparto del fondo sanitario nazionali, stiamo utilizzando la norma statale approvata il 30 dicembre che consente alle Regioni di sospendere la quota capitale dei mutui per poter arrivare ad una manovra di variazione strutturata”.

Sono intervenuti Domenico RavettiGianna PenteneroNadia ConticelliMonica Canalis (Pd), Alice Ravinale (Avs), Alberto Unia (M5s), Vittoria Nallo (Sue), Davide Zappalà (FdI).  I consiglieri di opposizione sono stati critici rispetto al metodo con cui è stato presentato il bilancio.

Ufficio Stampa CRP

 

“Ritardi Tav, causa di bassa crescita e insulto ai tanti disoccupati”

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Alta Velocità: Denuncia Corte dei Conti europea sui gravi ritardi e sul forte aumento dei costi

I ritardi nella costruzione della Tav sono uno dei motivi della bassa Crescita Economica, un insulto a un Paese che paga ogni anno 90 miliardi di interessi l’anno togliendoli a Sanità e Scuola e ai milioni di disoccupati. Gli attacchi al cantiere dei NOTAV e le lentezze e incertezze di chi ha avuto negli anni l’incarico di eseguirla penalizzano la costruzione di una Rete europea dei trasporti su rotaia che potrebbe togliere dalla strada milioni di TIR ogni giorno, diminuendo inquinamento e incidentalità stradale. Senza la TAV e il Corridoio Mediterraneo non ci sarebbe la Rete moderna su rotaia, lo dico a chi ha ancora dei dubbi e non comprende nell’anno del Signore 2026 che nei trasporti è fondamentale la Rete.  Pochi possono andare a testa alta . Il silenzio di politici, giornali e giornalisti su un argomento scomodo. Un insulto a un Paese che da anni cresce lo zero virgola . Eppure i 40.000 SITAV che avevamo radunato in piazza Castello il 10 Novembre 2018 avrebbero dovuto far capire  a chi deve realizzare un opera di interesse nazionale ad accelerare  i lavori. Il Boom economico degli anni 50 , non fu un Miracolo caduto dal cielo, ma fu il risultato di scelte governative di altissima qualità. Scelte spinte dalla fortissima consapevolezza della povertà che c’era nel Paese, alla quale la politica buona di quegli anni seppe rispondere con la creazione di milioni di posti di lavoro e con l’aumento del benessere. La stessa motivazione che aveva Cavour che volle fortissimamente il primo Traforo del Frejus non solo per aprire un Paese chiuso dalle Alpi ma anche perché era conscio che il nostro PIL era un quarto degli inglesi e un terzo dei francesi. Nel 1800 il Paese venne unito politicamente da Cavour ma socialmente dalle ferrovie. Nel secondo dopoguerra la ripresa fu spinta anche dalle autostrade e dai trafori autostradali. L’Italia è l’Europa avranno un futuro sostenibile anche grazie alla nuova rete ferroviaria europe di cui fa parte la TAV. Chi la rallenta danneggia lo sviluppo della economia e del lavoro. Conto  molto sulla spinta che potrà dare il Governo.
Mino Giachino
già sottosegretario di Stato ai trasporti e responsabile UDC torinese
Nella foto la storica manifestazione Sì Tav in piazza Castello a Torino