“A Mirafiori solo cassa integrazione e promesse tradite”
Oggi Stellantis annuncia che non ci sarà nemmeno il premio, nemmeno una tantum, per le lavoratrici e i lavoratori italiani. Una decisione che, purtroppo, era nell’aria, ma che resta una beffa inaccettabile per chi da anni paga sulla propria pelle le conseguenze di scelte industriali sbagliate. Basta scuse: Elkann e i vertici di Stellantis svendono il futuro dei lavoratori italiani per proteggere i loro profitti. Mentre a Tavares regalano centinaia di milioni e i soci hanno incassato negli ultimi 4 anni dividendi miliardari, ai nostri operai lasciano il conto e la più totale incertezza. Anche il tanto annunciato rilancio di Mirafiori legato alla produzione della 500 ibrida, si sta rivelando per quello che è: un annuncio senza sostanza, incapace di garantire livelli produttivi adeguati, continuità occupazionale e prospettive reali per il futuro dello stabilimento.
Azzerare il premio di risultato è un ricatto sociale: non è crisi, è scelta politica contro il lavoro italiano. I risultati industriali, e quindi anche i premi, maturano altrove: nei Paesi dove Stellantis ha scelto di investire davvero, mentre Mirafiori e le altre fabbriche italiane vengono progressivamente svuotate.
È inaccettabile che tutto questo avvenga nel silenzio colpevole del Governo e della Regione Piemonte, che continuano a non pretendere un piano industriale serio, vincolante e credibile per il futuro dell’automotive e dell’occupazione sul nostro territorio.
Non molleremo e staremo con il fiato sul collo di questi finti patrioti al governo: lotteremo perché l’Italia torni a investire nei suoi stabilimenti e a rispettare chi lavora. Ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono le lavoratrici e i lavoratori, che non hanno bisogno di annunci o illusioni, ma di investimenti veri, produzione stabile e rispetto della loro dignità.
Marco Grimaldi – vicecapogruppo AVS alla Camera dei Deputati
Alice Ravinale – capogruppo AVS Regione Piemonte
Valentina Cera – consigliera regionale AVS Piemonte
La metafora delle due Città e’ stata usata autorevolmente dall’Arcivescovo emerito Cesare Nosiglia la prima volta nella Messa di Ferragosto alla Consolata. A Torino, disse l’Arcivescovo dal cuore tenero, la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Citta’ che sta male”. Una bocciatura di fatto delle Amministrazioni PD sostenute da una parte dei cattolici . Chi amministrava invece di studiare i numeri della questione sociale trovò qualche giustificazione nella crisi ecomomjca del 2008 e continuò’ come prima. Ma alle elezioni del 2016 la Città si ribellò puntando sui grillini capeggiati dalla Sindaca che aveva studiato alla Bocconi e con buoni rapporti con alcuni parroci del centro. Ma Torino non difendendo il settore auto e dicendo No alla TAV non si riprendeva , anzi. E non era vero che non si poteva far meglio perché in venti anni Bologna superava la nostra Città di ben venti punti di PIL . Per fortuna noi SITAV il 10 novembre 2018 riuscimmo a portare in piazza Castello 40.000 cittadini pacifici ma chiari nell’obiettivo: NO alla DECRESCITA, salvammo l’opera più importante per il futuro della Città ‘.Purtroppo quella Piazza non ha voluto farsi rappresentare in Regione così la TAV e’ in grave ritardo e Torino perde terreno. La mia proposta di far entrare nell gestione dei porti liguri Comune e Regione , Cirio la porta avanti oggi ,dopo 15 anni. Alle elezioni del 2021 la metà della Città che sta bene , che vota le Giunte del PD ricevendo in cambio tanta benevola attenzione sia sulla urbanistica che nelle nomine nei vari Enti, a partire dalle Fondazioni bancarie che ogni anno versano centinaia di milioni agli eventi del Comune alle attività culturali importanti ma necessarie finché la parte della Città che sta bene non si annoi, andò in massa a votare LoRUSSO anche perché il Direttore de la Stampa aveva garantiti che er il più competente dei candidati. La metà della Città che stava male e che oggi dopo 52 mesi di Amministrazione PD sta peggio , invece non andò a votare in massa, delusa dalla politica , ma così facendo aiutò senza volerlo, la sinistra.