“La cultura riveste una grande importanza, aiuta a crescere, a migliorare e arricchisce la nostra società. Eppure, ancora una volta, la Giunta Cirio ha scelto di non investire su questo settore, respingendo in blocco tutti i miei emendamenti dedicati al settore. Avevo chiesto sostegni per spettacolo dal vivo, ma anche beni ecclesiastici, ecomusei, Sacri Monti, associazioni culturali (teatro, musica, danza, ecc…) editoria, ma sono rimasta inascoltata” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che denuncia la totale chiusura dell’esecutivo nei confronti delle proposte volte a rafforzare politiche culturali diffuse, inclusive e capaci di generare sviluppo.
“Gli emendamenti che ho presentato – spiega Pompeo – miravano a sostenere interventi concreti, sostenibili e pensati per rispondere alle esigenze dei territori. La Giunta li ha respinti senza alcun confronto, confermando una visione miope che considera la cultura un costo e non un investimento strategico. Il Piemonte ha un potenziale straordinario, ma senza politiche adeguate rischiamo di perdere terreno. La cultura genera economia, coesione sociale, attrattività turistica. Continuare a tagliare o a non investire significa indebolire l’intero sistema regionale”.
“Proseguirà la battaglia del Pd per rimettere la cultura al centro dell’agenda politica regionale. Non ci fermeremo. Chiediamo alla Giunta di cambiare rotta e di riconoscere finalmente il valore di un settore che rappresenta identità, futuro e opportunità per tutto il Piemonte” conclude Laura Pompeo.


E’ sempre stato chiaro che i ritardi nella costruzione della TAV non dipendevano solo dagli attacchi al cantiere dei NOTAV. Errori e contraddizioni in chi aveva la responsabilità hnno fatto perdere tempo cosicché l’arrivo dei Cinquestelle al Governo e al Comune di Torino avevano messo a rischio l’opera più importante per il futuro di Torino e del Piemonte , tenuto conto che da venticinque anni ,nonostante tanti discorsi e interviste, la crescita economica di Torino e quindi della Regione era costantemente sotto la media nazionale con conseguenze sociali pesantissime. Torino era contemporaneamente la capitale dell cassa integrazione e della precarietà , le periferie costantemente fuori dalle iniziative della Città.