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Zangrillo: “Cultura leva dí crescita per i territori”

INAUGURAZIONE POLO CULTURALE TROFARELLO

«L’inaugurazione del Polo culturale di Trofarello rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare una leva di crescita, aggregazione e sviluppo per una comunità», ha dichiarato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, intervenendo a Trofarello al taglio del nastro degli spazi riqualificati del Centro Culturale Marzanati e della Biblioteca Civica Lelio Basso.

Ha proseguito il ministro: «Siamo di fronte a un intervento che restituisce ai cittadini un luogo moderno, accessibile e funzionale, pensato per rafforzare la partecipazione, favorire l’incontro tra generazioni diverse e sostenere concretamente il lavoro delle associazioni e delle realtà che animano il territorio. La realizzazione di ambienti multifunzionali, flessibili e innovativi, con aree dedicate anche al coworking e al costudying, amplia le opportunità a disposizione della comunità e consolida il ruolo di questo spazio come punto di riferimento per la vita sociale e culturale di Trofarello.

Quando gli Enti locali sanno progettare bene e utilizzare con efficacia le risorse disponibili, come in questo caso, il PNRR diventa davvero uno strumento capace di generare risultati concreti e duraturi.

Per questo abbiamo reso e continuiamo a rendere la Pubblica amministrazione sempre più capace di semplificare: più agile, meno burocratica e sempre più vicina alle istanze di cittadini, famiglie e imprese: una PA che non rallenta, ma accompagna; che non complica, ma rende possibili gli interventi; che sa trasformare le risorse in opere utili e risposte reali per i territori. È così che rendiamo l’Italia sempre più moderna, dinamica e capace di costruire futuro», ha concluso il ministro.

Pompeo (Pd): “Crisi ambientale, per il centrodestra non esiste?”

 “I ragazzi di Extinction Rebellion che  hanno manifestato, pacificamente, davanti a Palazzo Lascaris, hanno voluto, ancora una volta, ricordare e ribadire che il tempo ormai sta scadendo perché migliaia di studi ci dicono che la crisi ambientale è sempre più allarmante.  Purtroppo la Giunta regionale di centrodestra si sta dimostrando sorda alle legittime richieste di chi sta difendendo il pianeta. Non è la prima volta che ignora chi chiede un impegno maggiore sulla crisi ambientale. I dati allarmanti sull’inquinamento dell’aria, come quelli che arrivano da Vinovo, ci impongono una seria riflessione” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

 “Ritengo – prosegue l’esponente dem – che questa maggioranza non perda occasione per manifestare il proprio disinteresse per i problemi ambientali. Il nostro Pianeta sta morendo e non esiste un piano B, non esiste un’altra strada, ma, invece di fare la propria parte, la Giunta di destra procede, ignorando ogni appello, come se l’emergenza non esistesse!”

“Questi giovani ci ricordano che occorre un impegno concreto da parte delle Istituzioni a tutela dell’ambiente. Mi farò portavoce delle loro istanze. Quello della crisi ambientale non é un tema come un altro. É il tema centrale per chi ancora spera in un futuro degno per le generazioni future” conclude Laura Pompeo.

Europa radicale, odg cooperazione internazionale con l’Ucraina

Nella seduta di   martedì 21 aprile 2026, il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la mozione che impegna la Giunta a rafforzare i progetti di cooperazione internazionale con l’Ucraina.
Un atto che guarda oltre l’emergenza e si concentra sulle conseguenze più profonde del conflitto, a partire dal diritto allo studio, dal supporto alla salute mentale e dalla tutela ambientale nei territori colpiti dalla guerra.

«Non possiamo limitarci alla solidarietà di principio – dichiarano la consigliera regionale Emanuela Verzella e Federica Valcauda, esponente del territorio biellese e tesoriera di Europa Radicale – Con questa mozione chiediamo alla Regione Piemonte di fare un passo in più, diventando protagonista attiva di percorsi concreti di cooperazione e ricostruzione».

Il documento approvato richiama i dati drammatici del conflitto e sottolinea in particolare l’impatto su bambini e adolescenti, spesso privati della possibilità di frequentare la scuola in condizioni di sicurezza, e sulle comunità segnate da traumi psicologici profondi.

«C’è una generazione che rischia di crescere senza scuola e senza strumenti per elaborare ciò che ha vissuto – proseguono Verzella e Valcauda –. È su questo terreno che anche le istituzioni regionali possono e devono intervenire, valorizzando le competenze del nostro sistema educativo, sanitario e del terzo settore».

La mozione impegna inoltre la Giunta a rafforzare la cooperazione decentrata, favorendo partenariati tra enti locali piemontesi, università, organizzazioni non governative e soggetti attivi in Ucraina, e a promuovere iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.

«Il Piemonte – concludono – ha già dimostrato in questi anni grande capacità di accoglienza e solidarietà. Ora è il momento di consolidare questo impegno, trasformandolo in progettualità strutturate, monitorabili e capaci di incidere davvero nei processi di ricostruzione e di sviluppo».

Silvio Magliano (Lista Cirio): «Procedure e cure uguali per i bambini con celiachia»

Approvato dal Consiglio regionale l’Ordine del Giorno a prima firma Silvio Magliano, Capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente PML, che impegna la Giunta a predisporre e attivare un Percorso di Salute e Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PSDTA) specificamente dedicato ai pazienti pediatrici affetti da celiachia, a renderlo operativo sull’intero territorio regionale, prevedendo specifiche misure per garantire la continuità assistenziale nella transizione dall’età pediatrica all’età adulta.

«La celiachia è una patologia autoimmune che può avere pesanti ripercussioni sulla qualità della vita, soprattutto per i giovani – commenta Silvio Magliano -; ho raccolto le sollecitazioni dell’Associazione Italiana Celiachia volte alla implementazione di una presa in carico efficace, a partire da un programma di interventi che sia uniforme in tutta la regione, per evitare disparità di trattamento, ma anche come guida per la medicina territoriale lungo tutto il percorso di diagnosi e cura».

«Per quanto riguarda il passaggio all’età adulta – conclude Magliano –, si tratta usualmente di un momento chiave ed è fondamentale che vi siano indicazioni e procedure chiare. Un PSDTA specifico per l’età pediatrica e per guidare il passaggio all’età adulta nei pazienti affetti da celiachia è stato attivato con successo in altre Regioni, per esempio la vicina Liguria, e ritengo sia una buona prassi da replicare con gli opportuni adattamenti che la Giunta e l’Assessorato vorranno attuare».

PD: “Riforma istituti tecnici impoverisce offerta didattica”

“Abbiamo partecipato ieri al presidio promosso dalla Rete degli istituti superiori in mobilitazione di Torino e area metropolitana contro il riordino degli istituti tecnici e con Flc Cgil, Cub Sur, Cobas scuola, Usb scuola, Fgu Gilda Unams e Assemblea scuola Torino. Una rete che si sta costituendo in tutta Italia e che parte da Torino, con l’adesione di ben 25 istituti tecnici.
“Abbiamo presentato un’interrogazione urgente che sarà discussa domani pomeriggio in consiglio regionale perché la nuova assessore all’Istruzione ci illustri con tempestività quali iniziative intenda intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze, per tutelare la qualità dell’offerta formativa e il ruolo della scuola pubblica sul territorio piemontese
“Questa sorte di riforma, dormiente da un paio di anni, con una frettolosa sperimentazione, della quale non si hanno né dati né esiti, non può trovare applicazione in fretta e furia per il prossimo anno scolastico, ad iscrizioni già concluse. Vengono disgregati i quadri orari delle materie, si taglia pesantemente sulla didattica e sull’educazione, che rappresentano il fulcro fondamentale della scuola, soprattutto nel primo biennio.
“Contro questo riordino, che scardina il progetto didattico educativo incentrato sullo studente, si sono espressi molti Collegi docenti degli istituti interessati.  La riduzione del tempo scuola, con il conseguente rischio di riduzione dei saperi e esuberi per il personale docente, il taglio delle discipline umanistiche e scientifiche, con l’impoverimento dell’offerta formativa, il superamento del biennio comune e l’anticipazione delle scelte formative degli studenti con l’abbassamento dell’età per l’accesso ai percorsi di formazione scuola-lavoro corrono il rischio di trasformare la scuola in direzione eccessivamente orientato alle esigenze produttive, a scapito della sua funzione educativa e formativa.
“In più, i nuovi quadri orario parcellizzano le cattedre, rendendo difficile la composizione oraria, la continuità didattica e la stessa organizzazione scolastica nella composizione delle cattedre e del quadro orario.
“Nel momento in cui il mondo del lavoro, anche tecnico, chiede sempre di più una formazione che non trascuri nel suo percorso le conoscenze umanistiche, il Mistero non può distrarsi applicando modelli non adatti ai tempi dei nostri giovani e della richiesta proveniente dal mondo del lavoro. Chiediamo che la Regione si faccia parte attiva nell’interlocuzione con il Governo e nell’accogliere le esigenze del mondo scolastico piemontese”.
Lo dichiarano Nadia Conticelli, consigliera regionale PD
Gianna Pentenero, presidente Gruppo PD

Il Pld parteciperà alla fiaccolata del 24 aprile 2026

 

La tradizionale fiaccolata torinese del 25 aprile si svolge da qualche anno in un clima di grande tensione. Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin, si sono verificate diverse aggressioni nei confronti dei gruppi politici che non fanno parte della tradizione resistenziale comunista. Lo scorso anno, alcuni appartenenti all’Anpi hanno fisicamente impedito la partecipazione di esponenti politici dell’area liberale, riformista o radicale.

Il Partito Liberaldemocratico di Torino ha deciso di partecipare comunque alla fiaccolata di quest’anno.

«Io sono stato testimone diretto degli attacchi e degli scontri degli anni passati», ha dichiarato il Segretario provinciale del PLD, Francesco Aglieri Rinella, «Prendiamo atto della gravità della situazione, ma continuiamo ad affermare il diritto alla partecipazione. Per la liberazione dell’Italia sono morti tanti socialisti, tanti comunisti e cattolici, ma anche tanti liberali. Noi vogliamo ricordarli. E vogliamo ricordare anche le diverse resistenze di oggi: quella del popolo ucraino, quella del popolo dell’Iran e quella dello Stato di Israele, che resiste da anni agli attacchi dei proxy del regime iraniano Hamas e Hezbollah. A Torino qualcuno ha deciso che il 25 aprile è una celebrazione riservata solo ad alcuni gruppi. Per noi continua ad essere la festa di tutti la festa della liberazione».

Francesco Aglieri Rinella

Segretario Provinciale di Torino

del Partito Liberaldemocratico

Europeismo e atlantismo, è ancora possibile legarli in un progetto politico?

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Ma è ancora possibile, oggi e non ieri, coniugare in un progetto politico credibile e di governo il
tradizionale europeismo con il riferimento all’atlantismo? Se questo è sempre stato il fiore
all’occhiello dei partiti di governo nel nostro paese, e nello specifico della Democrazia Cristiana
per oltre 50 anni durante l’intera prima repubblica, è pur vero che europeismo ed atlantismo sono
sempre stati i due motori propulsori che hanno caratterizzato la democrazia italiana dal secondo
dopoguerra in poi. Certo, parliamo di partiti e di culture politiche che non hanno mai avuto dubbi
o perplessità in merito alla collocazione naturale del nostro paese nello scacchiere europeo ed
internazionale. E quindi, per essere ancora più chiari, non mi riferisco ai partiti populisti,
massimalisti, estremisti o radicali che perseguono altri progetti e hanno altri obiettivi. Ma a partiti e
coalizioni che hanno sempre fatto dell’europeismo e dell’atlantismo, cioè della piena e convinta
appartenenza all’Occidente, la loro stella polare anche e soprattutto per quanto riguarda la
declinazione concreta delle varie scelte sul terreno della politica estera.
Ora, però, si tratta di capire nell’attuale contesto internazionale se quei due postulati sono e
continuano ad essere realisticamente percorribili e concretamente perseguibili. Anche se, va pur
detto, le alternative ad una piena e convinta adesione occidentale sono francamente ed
oggettivamente inquietanti. Solo menti politicamente distorte e disordinate possono pensare che
la Russia da un lato o la Cina o l’Iran dall’altro possono rappresentare baluardi di sicurezza, di
libertà, di democrazia e di profonda adesione a sistemi politici liberi e costituzionali. Ma, al
contempo, non si può non sostenere che i due storici postulati di una prospettiva di libertà, di
democrazia e di sicurezza confliggono con chi scambia i valori occidentali con posizioni che sono
francamente incompatibili con quell’universo valoriale e culturale. Non è certamente, per fare un
solo esempio, l’America di Trump l’orizzonte ideale per consolidare quei valori che sono alla base
del nostro sistema democratico, liberale e costituzionale. Dei regimi autocratici, dittatoriali ed
illiberali – alcuni, purtroppo, ancora e sempre molto cari a settori della sinistra italiana – non vale la
pena di soffermarsi perchè erano, sono e restano alternativi ai principi e alla cultura democratica.
Ecco perchè il tema dell’europeismo e dell’atlantismo, cioè di come rilanciare e consolidare oggi i
valori dell’Occidente, meritano di essere al centro della riflessione politica e progettuale dei partiti
e dei rispettivi schieramenti. Solo attraverso una chiarezza su questi nodi decisivi sarà possibile
presentarsi con le giuste credenziali progettuali in vista delle prossime elezioni politiche. Anche
perchè, oggi più che mai, sarà proprio la politica estera – come, del resto, era già durante l’intera
prima repubblica – la frontiera entro la quale si misura l’affidabilità, la serietà, la credibilità e
l’autorevolezza di un progetto politico e di governo. Dei partiti e dei rispettivi schieramenti.