“L’accesso all’alcol da parte dei minori è una delle emergenze educative e sanitarie più sottovalutate del nostro tempo. I dati piemontesi parlano chiaro: l’età del primo consumo si abbassa, cresce il binge drinking tra gli adolescenti, soprattutto tra le ragazze, e aumentano gli accessi in Pronto Soccorso per intossicazione alcolica. Di fronte a questo scenario non possiamo restare a guardare” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale per impegnare la Giunta a rafforzare le attività di prevenzione dell’accesso all’alcol da parte dei minori, con un focus specifico sulle bevande alcolpops, i cosiddetti “ready-to-drink”.
“Queste bevande rappresentano un vero cavallo di Troia: dolci, colorate, a basso costo e percepite come innocue, sono spesso la porta d’ingresso verso un consumo rischioso e precoce. È nostro compito smontare questa falsa percezione e proteggere i ragazzi in una fase delicatissima dello sviluppo neurologico” spiega la Consigliera Pd.
“Con il mio atto di indirizzo chiedo alla Giunta regionale di adottare misure concrete e immediatamente attuabili, tra le quali: l’istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente sugli alcolpops, con l’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze e Dipartimenti di Prevenzione, per monitorare in modo specifico il consumo tra i minori di 16 anni e orientare meglio le azioni dei programmi PP01 e PP04 del Piano Regionale di Prevenzione, il rafforzamento dei Patti per la Sicurezza Urbana, con fondi straordinari ai Comuni per intensificare i controlli serali e notturni, in particolare sui distributori automatici H24 che non verificano l’età tramite lettura ottica dei documenti, l’estensione dei laboratori esperienziali “Alcol & Friends” a tutti gli Istituti Secondari di Secondo Grado del Piemonte entro il 2026, con nuovi kit e formazione aggiuntiva per gli operatori dei Dipartimenti Patologie delle Dipendenze e, infine, una campagna istituzionale dal titolo “Non è una bibita”, rivolta a famiglie e adolescenti, con il coinvolgimento strutturato di Pediatri di Libera Scelta, Medici di Medicina Generale e Infermieri di famiglia o di comunità, per spiegare i rischi neurotossici dell’alcol sul cervello in sviluppo” precisa Laura Pompeo, entrando nel merito dell’atto di indirizzo.
“La prevenzione non è un capitolo accessorio: è un investimento sulla salute pubblica, sulla sicurezza urbana e sulla qualità della vita delle nostre comunità. Chiedo alla Giunta di assumersi la responsabilità politica di un intervento deciso, coordinato e strutturale. Proteggere i minori è un dovere, non un’opzione. Non possiamo lasciare che la facilità di accesso agli alcolici nei supermercati o nei distributori automatici diventi un varco aperto verso l’abuso. La Regione ha gli strumenti per intervenire: ora serve la volontà politica. I nostri ragazzi meritano un Piemonte che li protegga davvero” conclude la Consigliera Pompeo.
Economia, politica, ambiente, Europa, tutti temi d’attualità stringente passati al setaccio con onestà intellettuale e dovizia di argomentazioni da Pietro Senaldi, anche ricorrente opinionista tv nei maggiori talk-show generalisti, e riletti secondo il criterio verità-bugia con cui, nel corso del libro, ha contribuito, dati alla mano, a sfatare miti ricorrenti.
Al termine dell’incontro-dibattito pubblico, Pietro Senaldi si è concesso ai presenti con l’umiltà e la cortesia che da sempre lo contraddistinguono, tra firmacopie e selfie presso lo stand della Libreria Mondadori Centro Storico che ha organizzato e promosso l’evento.
Le esternazioni del procuratore di Napoli Gratteri a favore del no al prossimo referendum farà sicuramente perdere consensi al no, anche se le sue parole hanno avvelenato irresponsabilmente il dibattito. In particolare Gratteri ha abbinato, come votanti per il Sì indagati e imputati, accoppiandoli ai “massoni deviati” e ad altre male genie. Questo è il discorso più inquietante perché gli indagati e gli imputati godono del diritto costituzionale di essere considerati innocenti fino al terzo grado di giudizio. Il Procuratore sembra trascurare in modo sorprendente un fatto che nel diritto italiano e repubblicano è una questione di civiltà giuridica di primaria importanza. Per lui indagati e imputati sarebbero da considerare di fatto già condannati? Sono parole da tenere a mente prima del voto di fine marzo. Ma vedo anche che alcuni comitati per il sì in modo disinvolto e controproducente esibiscono nei loro dibattiti il nome dell’ex magistrato Palamara, nome che Cossiga considerava una marca di tonno. Palamara non può essere considerato credibile qualunque cosa dica. E spiace che certi giovani tanto entusiasti quanto piuttosto ignoranti non sappiano organizzare dibattiti adeguati. Anche l’idea di far parlare solo i sostenitori del Sì è un’idea profondamente illiberale: solo dal confronto di opinioni, le idee escono chiare, distinte e rafforzate. I dibattiti che sono comizi, appaiono oggi improponibili se non agli attivisti dalle mani leste e dalla testa vuota. Ci sono vecchi retaggi di Borrelli che rivivono oggi nelle dichiarazioni guerresche del procuratore di Napoli e altri pochi colleghi, compresi i soliti oracolari Barbero e Odifreddi. Il no è un voto dogmatico e corporativo, il sì è un voto che vuole eliminare il nefasto correntismo politico negli organismi di autogoverno dei magistrati per favorire una giustizia equilibrata, libera, non condizionata dalla politica di parte. Ci sono però fanatici anche tra i sostenitori del Sì che vorrebbero usare il voto come una clava contro i magistrati. Ma nel fronte del Sì gente come Palamara non dovrebbe trovare posto. E’ in primis una questione morale. Mi sta già stretto il convertito Di Pietro che fu un Pm politicizzato al massimo grado come quasi tutti quelli del pool di Mani Pulite, se si esclude Tiziana Parenti. Palamara non apporta consensi, ma rischia di squalificare chi lo invita.
