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Grimaldi (AVS): Destra di Meloni non è nuova autobiografia della nazione

REFERENDUM
“Mentre aumentava l’affluenza, aumentava la nostra consapevolezza di aver fatto qualcosa di grande. Senza soldi, contro vento, contro Telemeloni. Nemmeno tutte le forze di opposizione erano in campo per il NO. Eppure… Questo risultato straordinario mostra che le italiane e gli italiani hanno cara la loro Costituzione, hanno cara la loro democrazia. Il NO ha vinto contro la legge del più forte, contro i pieni poteri e contro l’allergia di questo governo a ogni principio di equilibrio, bilanciamento, controllo, contropotere. Ha vinto la Carta di Calamandrei, Pertini, De Gasperi, Iotti, Di Vittorio contro la nuova Costituzione monstre di Nordio, Meloni, Delmastro e Santanché. I cittadini hanno capito, nonostante una propaganda sfrenata e fatta con ogni mezzo, un quesito e una riforma complessi. Hanno capito che smantellare l’organo di autogoverno della magistratura significava esporlo alle pressioni, alle minacce e al controllo dell’esecutivo, rendendo più indifesi tutte e tutti noi. Oggi sappiamo che la destra di Meloni non è la nuova autobiografia della nazione. C’è ancora speranza. È il momento di organizzarla e farla vivere per giorni migliori” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

Ai Comuni i Fondi di sviluppo e coesione

Dopo l’approvazione della Giunta regionale i 24 accordi di collaborazione, uno per ogni Area Territoriale Omogenea (ATO), che consentiranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione, hanno iniziato ad essere sottoscritti con gli 805 Comuni beneficiari, che riceveranno complessivamente 105 milioni di euro.

«Con queste risorse diamo risposte ai territori e finanziamo interventi strategici per le nostre comunità – dichiara il presidente della Regione Alberto Cirio – In questi anni abbiamo concentrato la nostra programmazione utilizzando le risorse disponibili, a partire dai fondi europei, per le necessità dei Comuni, con progetti su misura, costruiti insieme alle comunità locali, portando avanti un grande lavoro di trasformazione di un Piemonte che sta cambiando e che investe sul futuro».

«Il metodo con il quale in questa programmazione sono stati stanziati i Fondi di Sviluppo e Coesione – specifica l’assessore Gian Luca Vignale – ha consentito ai Comuni utilizzare le risorse per le priorità delle loro comunità con un’ampia gamma di possibilità. Dalla rigenerazione urbana alla salute e dall’istruzione al welfare. Ha visto le amministrazioni collaborare all’interno dell’Area con efficacia per creare strategie di sviluppo condivise e progetti di ampio respiro sovracomunale. Grazie ad un iter semplificato, infine, diverse opere sono state realizzate a poco più di un anno dall’inizio della programmazione, mentre gran parte dei progetti presentati e finanziati sono in corso d’opera o hanno già superato la fase di progettazione per essere cantierizzati. Uno strumento che per la sua semplicità, efficacia e coinvolgimento dal basso dei Comuni contiamo di replicare come buona pratica per l’utilizzo dei fondi di sviluppo».

Si è cominciato mercoledì 11 marzo dal Cuneese: a Ceva per le aree Terre di Langa, Valle Stura, Monregalese, Valle Tanaro e Cebano, poi a Cherasco per le aree Roero, Pianura cuneese, Terre del Monviso, alla presenza del presidente Cirio e degli assessori Vignale e Marco Gallo.

Molinari: “Bossi continuerà ad accompagnarci nel nostro cammino politico”

“Umberto Bossi non è stato solo il fondatore della Lega, ma uno dei più importanti esponenti politici dell’Italia repubblicana. Quando, quindicenne, ho bussato alla porta della sezione della Lega di Alessandria, l’ho fatto perché affascinato dal carisma di Umberto, e dalla sua capacità di arrivare al cuore della gente del Nord. Tutto il mio successivo impegno politico, fino ad oggi, è stato ispirato dai suoi insegnamenti, dalla sua forza di trascinatore, ma anche dalla sua sottile capacità diplomatica, che ha consentito alla Lega di radicarsi nei nostri territori, di crescere, di dar voce ai bisogni, alle esigenze, ai sogni dei popoli del Nord. La battaglia che in questi anni stiamo conducendo, insieme al Segretario Salvini e al Ministro Calderoli, per l’autonomia differenziata nelle nostre regioni è figlia degli ideali ‘bossiani’ grazie ai quali tutti noi, dentro la grande comunità della Lega, ci siamo incontrati, siamo cresciuti, abbiamo imparato a lottare senza mai arrenderci. Umberto Bossi oggi ci lascia fisicamente, ma la sua forza e i suoi insegnamenti continueranno ad accompagnarci nel nostro cammino politico. Come diceva nei suoi comizi “Quando un Popolo cammina, piega la Storia”. Il cammino è ancora lungo, ma lui ha aperto la strada e ci ha indicato la via”.

Così l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, e segretario della Lega in Piemonte, ricorda la figura di Umberto Bossi.

Delmastro, Grimaldi (AVS): La vicenda non si può archiviare con un “non sapevo”

“Lo scandalo relativo al ristorante aperto da Delmastro, Chiorino e altri esponenti di FdI in società con Miriam Caroccia, Bisteccherie d’Italia, non riguarda certo la natura della carne e la sua provenienza. Sapete se Giorgia Meloni abbia detto qualcosa? Possibile che i dirigenti del suo partito non sappiano chi sia il ‘boss della camorra romana’ Michele Senese o’pazz? È possibile che un avvocato classe 1976, un Sottosegretario alla Giustizia non conoscesse l’inchiesta ‘Affari di Famiglia’ che ha coinvolto i Caroccia con l’arresto (nel 2020) del padre della sua socia appena maggiorenne? Supponiamo che non ne sapesse nulla fino alle sentenze definitive sui Caroccia e sul clan Senese: come mai il Sottosegretario ha chiesto a persone a lui vicine di entrare in società con una ragazza appena diciottenne? Come l’ha conosciuta? Chi gliel’ha presentata? Perché la società è stata fondata a Biella? Come mai la proprietà delle quote di quella società non risulta nella dichiarazione dei redditi depositata da Delmastro alla Camera? Perché, nel novembre 2025, Delmastro ha venduto il 25% di quote a una società che lui stesso possiede al 100%, per poi cedere e far cedere tutto dopo il pronunciamento della Cassazione? A proposito di giustizia, certo non siamo di fronte a una vicenda che può essere archiviata con un ‘non sapevo’” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

Soppressione AV Bardonecchia, Ravello (Fdi): “Non possiamo stare fermi”

REITERATA RICHIESTA AUDIZIONE DI TRENITALIA FRANCE IN COMMISSIONE. SERVE CONFRONTO, NON POSSIAMO STARE FERMI MENTRE ALTRI TERRITORI AVANZANO.

“La soppressione della fermata di Bardonecchia sulla linea alta velocità Milano-Parigi continua a rappresentare un tema rilevante per il versante italiano e per il sistema turistico dell’alta Valsusa. Per questo ho ritenuto opportuno reiterare la richiesta di audizione di Trenitalia France in Commissione Trasporti, già avanzata nei mesi scorsi”. Ad affermarlo Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte e Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris.

“Appare utile, se non ormai necessario, procedere in tempi congrui con un approfondimento istituzionale, volto a chiarire le motivazioni della scelta e a valutare eventuali correttivi. Parliamo – continua Ravello – di attrattività turistica, crescita economica, competitività territoriale e gestione dei flussi transfrontalieri: una partita troppo importante per lasciare i territori soli nel cercare un’interlocuzione ufficiale con chi quella decisione l’ha presa”.

“Si tratta – conclude Ravello – di capire se la situazione attuale tenga adeguatamente conto delle esigenze e degli equilibri del lato italiano della tratta. Non possiamo permetterci di restare fermi mentre altri territori avanzano: abbiamo il dovere di evitare che il divario competitivo tra Hautes-Alpes e Alta Valsusa diventi incolmabile, a maggior ragione in vista delle Olimpiadi invernali del 2030”.

Sanità, PD Regione: “Difendiamo presidio via Le Chiuse”

Il dibattito sul futuro della sanità torinese non può limitarsi a una fredda gestione di sigle burocratiche; deve invece partire dai bisogni reali di una popolazione che, negli ultimi cinque anni di programmazione PNRR, è diventata sensibilmente più anziana e fragile. Questo è il cuore della riflessione portata oggi dai consiglieri regionali del Partito Democratico durante la IV Commissione, dove sono stati ascoltati i rappresentanti dei 1.796 cittadini firmatari della petizione per il mantenimento del presidio di via Le Chiuse 66.
Nonostante le rassicurazioni tecniche fornite dal Direttore del Distretto Nord-Ovest, il dr. Carlo Romano, resta forte il timore che la riorganizzazione territoriale si traduca in un impoverimento dei servizi per i quartieri Campidoglio e San Donato. È un errore  non cogliere l’occasione del PNRR per potenziare l’offerta sanitaria in zone che contano oltre 45.000 residenti, dove la demografia è profondamente mutata e richiede risposte di prossimità più forti, non trasferimenti o ridimensionamenti. La nostra battaglia, al fianco dei cittadini, è centrata sulla garanzia che i servizi fondamentali restino dove la gente vive.
Chiediamo che in via Le Chiuse siano confermate le attività di assistenza primaria, i prelievi, l’ambulatorio infermieristico e tutti quegli sportelli amministrativi, come la scelta e revoca del medico, che sono vitali per chi ha difficoltà di spostamento. Allo stesso tempo, pretendiamo certezze sulla piena e reale accessibilità della sede di via Pacchiotti, che non può essere considerata una soluzione se non garantisce un accesso agevole a tutta l’utenza.
In un momento in cui la sanità piemontese dovrebbe fare un salto di qualità con l’arrivo di una quantità di risorse attraverso il PNRR, proponiamo inoltre di integrare nei presidi territoriali un servizio di psichiatria di base, una necessità sempre più evidente per rispondere alle nuove fragilità sociali. Le risorse ci sono, ma vanno usate per confermare tutte le Case di Comunità come veri e propri “Hub” di servizi attivi, evitando che la razionalizzazione diventi, nei fatti, un taglio mascherato. La salute deve restare un bene di quartiere, vicino a chi ne ha più bisogno.
Gianna Pentenero, Daniele Valle, Monica Canalis e Alberto Avetta (PD) – Consiglio Regionale del Piemonte

Nicco: “Unità nazionale e senso di appartenenza”

“In occasione del 165° anniversario dell’Unità d’Italia celebriamo una storia che vive nelle persone, nelle comunità e nelle tante identità che rendono unico il nostro Paese. E che non appartiene solo ai libri. L’Italia è fatta di differenze, di sensibilità e di tradizioni che non dividono ma arricchiscono: ed è proprio questa pluralità la nostra forza più autentica”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco in occasione della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, che si celebra oggi.

“L’eredità del Risorgimento – aggiunge – ci affida una responsabilità: convivere insieme senza annullare le identità, dando valore a ogni territorio e a ogni voce del nostro popolo. E non è un caso che questo percorso sia partito da Torino, prima Capitale d’Italia, luogo simbolo di una visione che ha saputo trasformare realtà diverse in un unico destino. Di qui continua a vivere un’idea di Paese che trova nella Costituzione il suo punto di equilibrio nei diritti che uniscono e nei doveri che responsabilizzano”.

“Nei simboli che ci rappresentano, come il Tricolore e l’Inno di Mameli – conclude il presidente – riconosciamo ogni giorno quel senso profondo di appartenenza che va oltre le peculiarità di ogni regione e ci ricorda che siamo una sola comunità. Per questo celebrare l’Unità d’Italia, oggi, significa custodire le nostre radici, ma soprattutto avere la consapevolezza che nella bellezza e nella ricchezza di ciascun Comune, anche il più piccolo, sta la forza che ci tiene uniti”.

Ufficio Stampa CRP

Referendum, incontro al Centro Pannunzio

Domani a Torino. Ecco il programma

MERCOLEDÌ 18 MARZO ALLE ORE 17,30 in sede avrà luogo un incontro dibattito sul tema “IL PROSSIMO REFERENDUM COSTITUZIONALE IN MATERIA DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA” Interverranno Nino BOETI presidente ANPI, Marcello MADDALENA ex procuratore generale della Repubblica del Piemonte, Antonio RINAUDO ex magistrato, presidente del comitato etico, Francesca SCOPELLITI giornalista, ex senatrice. Modererà Rossana CATALDI avvocato mediatore civile e componente del nostro Comitato Direttivo.

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