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Un anno da record per Bioparco Zoom Torino 

Bioparco Zoom Torino e Parco Natura Viva di Bussolengo, in provincia di Verona, guidati dal gruppo OpenNature archiviano un 2025 da record con 1,2 milioni di visitatori e l’arrivo di nuove specie animali in primavera. Riapriranno il 14 febbraio prossimo. Il gruppo, con un fatturato di 36,4 milioni di euro, entra nel secondo anno dalla fusione, che lo ha reso uno dei principali attori nel panorama zoologico nazionale sui fronti dell’educazione ambientale, della conservazione  della biodiversità e della ricerca scientifica.

“La crescita – spiega Umberto Maccario, CEO del Gruppo OpenNature  – ha interessato entrambe le realtà. Il Parco Natura Viva ha superato le 630 mila presenze (+42% rispetto al 2024), mentre Zoom Torino ha registrato oltre 612 mila visitatori (+12%). Il risultato più importante è stato quello di riuscire, in tempi rapidi, a identificare i punti di forza, metterli a fattor comune e unire le competenze, creando un unico grande team pronto ad affrontare le nuove sfide del corso di OpenNature”.

Oggi i due parchi ospitano circa 300 specie animali e 2500 esemplari di fauna selvatica, inseriti nei programmi di gestione e conservazione dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA). Accanto alla dimensione scientifica, il pubblico ha confermato il ruolo dell’edutainment come strumento di educazione ambientale.

“Se nel Parco Natura Viva ha registrato un forte interesse Jurassic Adventure e le Extra Experience – prosegue Maccario – a Zoom Torino hanno colpito l’attenzione del pubblico le nuove aree FarmLand e Cascate Zambesi, iniziative che ci permettono di raccontare la biodiversità passata e presente in modo diretto e accessibile, mantenendo il coinvolgimento educativo e il rigore scientifico”.

Mara Martellotta

I giorni della merla

Gli ultimi tre giorni di gennaio sono chiamati “i giorni della merla” e secondo la tradizione sarebbero i più freddi dell’anno.
In base al meteo del 29, 30 e 31 gennaio si potrebbero infatti “leggere” le previsioni metereologiche per l’anno appena iniziato: se il tempo è clemente la primavera tarderà ad arrivare e sarà piovosa, se invece i tre giorni sono molto freddi, la primavera sarà bella e arriverà presto.
La protagonista di tutte le leggende è una merla.
Una favola racconta che gennaio in origine aveva 28 giorni. Molto invidioso di una merla dalle piume bianchissime, si divertiva a tormentarla scatenando una bufera di neve ogni volta che il povero animale usciva in cerca di cibo. Stanca di tutte queste angherie, la merla fece scorta di viveri e rimase nel suo nido per 28 giorni; una volta uscita si dilettò a prendere in giro gennaio, pensando di averlo beffato. Messo in ridicolo, il suo nemico andò dal fratello febbraio e gli chiese altri tre giorni, durante i quali scatenò una tremenda bufera di neve.
La merla fu costretta a trovare rifugio in un camino e una volta giunto finalmente febbraio, uscì sana e salva, ma le sue piume erano diventate nere a causa della fuliggine. Da allora gennaio ha sempre avuto 31 giorni e i merli nascono con le piume nere.
Un’altra favola è ambientata a Milano e racconta di una famiglia di merli bianchi, i quali, giunti nel capoluogo a fine estate, avevano costruito il loro nido sotto una gronda. L’inverno fu però molto freddo e nevoso; a causa della mancanza di cibo il capo famiglia fu costretto ad andare a cercare un altro rifugio, stando via gli ultimi tre giorni di gennaio. Nel frattempo la moglie, per proteggere i figli, spostò il nido vicino ad un comignolo, dal quale proveniva un po’ di tepore.
Quando il merlo tornò, trovo i propri famigliari tutti neri e stando a contatto con la loro fuliggine, si scurì anch’esso. Da allora tutti i merli nascono neri.
Lo scrittore Sebastiano Pauli nel 1740 narrò due storielle sull’origine di questi giorni, legate al Po.
La prima parla di un cannone in ghisa molto pesante chiamato “merla”: i soldati piemontesi dovevano portarlo sull’altro lato del fiume e per farlo aspettarono gli ultimi tre giorni di gennaio, quando, grazie al gelo, poterono far scivolare il cannone sul ghiaccio.
La seconda racconta di una nobile signora di Caravaggio chiamata “de Merli”, la quale doveva attraversare il Po per andare a cercarsi un marito; poté farlo negli ultimi giorni di gennaio, quando passò sopra il fiume ghiacciato.
Ancora oggi in diverse parti d’Italia il 29, 30 e 31 gennaio vengono organizzate diverse celebrazioni che vedono protagonisti i canti popolari.
A Lodi due cori, sulle rive opposte dell’Adda, si “chiamano” e si “rispondono”.
La strofa iniziale di questo “botta e risposta
dice: “butta la rocca in mezzo all’aia, se è nuvolo verrà il sereno”.
In Provincia di Cremona ci si raduna attorno ad un grande falò, sul sagrato di una chiesa oppure in riva al fiume e insieme ad un coro, i cui membri vestono abiti contadini, si intonano canti popolari i cui testi variano in base alla zona, ma hanno come temi comuni l’inverno e l’amore. Qui i giorni della merla sono gli ultimi due di gennaio e il primo di febbraio.

ANDREA CARNINO

Con spinaci e ricotta la torta è speciale e stuzzicante

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Le torte salate sono apprezzate per la loro versatilità. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose

Ideali per un aperitivo con amici, una cena veloce, un antipasto o un pic nic,  le torte salate sono molto apprezzate per la loro versatilita’. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose. Un must per tutte le stagioni.

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Ingredienti:

2 rotoli di pasta sfoglia rotonda

½ kg. di spinacini freschi

1 fetta di prosciutto cotto (100gr.)

250gr. di ricotta piemontese

100gr. di taleggio

1 uovo intero, 4 tuorli

1 spicchio di aglio

50gr.di parmigiano grattugiato

sale, pepe,burro, noce moscata q.b.

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Lavare gli spinacini, saltarli in padella con una noce di burro e l’aglio, lasciar raffreddare. In una ciotola mescolare il prosciutto e il taleggio tagliati a dadini, aggiungere il parmigiano, l’uovo intero, gli spinacini, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Stendere la pasta sfoglia in una teglia rotonda foderata di carta forno,bucherellare il fondo, disporre il ripieno, coprire con la ricotta, fare 4 fossette in ognuna delle quali sistemare il tuorlo. Coprire con la sfoglia rimanente, saldare bene i bordi, spennellare con poco latte e cuocere in forno per 35-40 minuti a 200 gradi. Servire tiepida.

 

Paperita Patty 

Visite guidate e Fuaset al castello di Sanfrè 

Turismo in Langa APS, in partnership con Nostra Manera-Alba e le Cento Teglie, propone una serie di visite guidate al castello di Sanfrè con un finale a sorpresa dedicato ai sapori del territorio. Il castello sorge in cima al borgo, a pochi km da Bra e Carmagnola, e visitabile dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 con partenze ogni ora. Il percorso di visita prenderà il via dal giardino panoramico, da cui si gode un’ampia vista sulla pianura Cuneese e sull’arco alpino, per poi proseguire all’interno del maniero tra alcune sale cinquecentesche, tra cui lo splendido salone dei Duchi, un tempo destinato all’ospitalità dei duchi di Savoia, con alcova e soffitti impreziositi da stucchi e affreschi di fine Cinquecento. A conclusione del tour, e in occasione del periodo quaresimale, i partecipanti saranno salutati con un saggio di Fuaset, dolce tipico di Sanfrè, realizzato con pasta di pane e tradizionalmente preparato nel periodo pasquale, accompagnato da un calice di vino di produttori locali.

www.turismoinlanga.it

Mara Martellotta

Al via il 72⁰ Carnevale di Rivoli: consegnate le chiavi della città al Conte Verde

Con la cerimonia d’investitura del Conte Verde e la consegna simbolica delle chiavi della Città da parte del Sindaco Alessandro Errigo, si è aperto ufficialmente il 72⁰ Carnevale di Rivoli, organizzato dalla Pro Loco di Rivoli con la collaborazione dei Gruppi storici delle associazioni del territorio e numerosi volontari. L’appuntamento si è svolto domenica 25 gennaio scorso e ha dato vita al calendario delle iniziative che accompagneranno la città fino al momento più atteso: la sfilata dei carri allegorici, in programma domenica 15 febbraio prossimo.
Il Conte Verde, maschera ufficiale del Carnevale rivolese, si ispira alla figura di Amedeo VI di Savoia (1334 -1383), protagonista della storia medievale e profondamente legato a Rivoli, sede della corte sabauda nel XIV secolo. Il soprannome “Conte Verde” deriva dal celebre abito indossato durante un torneo del 1353, divenuto nel tempo simbolo della sua figura e della tradizione carnevalesca cittadina.
L’edizione 2026 del Carnevale si articolerà in diversi appuntamenti: dopo l’investitura del Conte Verde, sabato 7 febbraio sarà la volta del Carnevale dei bambini a Cascine Vica, con la prtenza alle 15 da largo Pistoia e arrivo ai Giardini Falcone. Il 13 febbraio sarà la volta del ballo in maschera al Centro d’incontro Don Puglisi, in via Camandona, mentre il 15 febbraio Rivoli tornerà colorarsi con la sfilata dei carri e delle majorette. Anche quest’anno l’evento si aprirà alla presenza di un gruppo di persone disabili, a conferma dell’attenzione all’inclusione che caratterizza la manifestazione. Grande spazio sarà dedicato alle nuove generazioni: il Conte Verde e il Gruppo Storico Amedeo VI faranno visita alle scuole con momenti di animazione teatrale pensata per i bambini e per trasmettere la conoscenza delle radici storiche della città. Sono previste visite alle case di riposo, in alcuni quartieri, e momenti d’incontro con l’amministrazione comunale.
Per l’ottavo anno consecutivo, grazie alla collaborazione con la Fondazione  Amleto Bertoni di Saluzzo, prende forma il Carnevale delle Due Province, con la partecipazione di carri allegorici del territorio e cinque carri a concorso. Gli eventi saranno promossi anche attraverso emittenti televisive locali, canali social e circuiti nazionali, contribuendo a dare visibilità alla Città.

“Il Carnevale è una festa che parla della nostra storia e, soprattutto, della nostra comunità – dichiara il Sindaco Alessandro Errigo – è un’occasione per ritrovarsi, stare insieme e vivere la città in modo gioioso e inclusivo, coinvolgendo famiglie, scuole, associazioni e visitatori. Attraverso il Carnevale valorizziamo le nostre tradizioni e promuoviamo Rivoli come una città viva e culturalmente attiva. L’invito è per tutti”.
“Siamo felici di dare il via a questa nuova edizione del Carnevale – spiega la Presidente della Pro Loco di Rivoli Rosy Donvito – un evento che cresce anno dopo anno grazie all’impegno dei Gruppi Storici, dei volontari e di tutte le realtà che collaborano con passione. È un momento di gioia e condivisione che unisce la città, e vedere tanta partecipazione ci riempie di orgoglio”.

Gian Giacomo Della Porta

Sette serate in libertà al teatro Juvarra, torna “Enjoybook”

Storie di libertà e visione, dove la parola incontra la musica

Ritorna a Torino la rassegna “Enjoybook 2026 – storie di libertà e visione, dove la parola incontra la musica”, un ciclo di incontri capace di trasformare il teatro Juvarra in uno spazio aperto di racconto, ascolto e confronto. Si tratta di sette serate “in libertà”, da gennaio ad aprile 2026, dove il pubblico sarà protagonista di un percorso costituito da testimonianze, emozioni e riflessioni, in cui le parole degli ospiti diventano materia viva, capace di restituire storie e visioni autentiche. La rassegna nasce con l’obiettivo di creare un contesto libero, non ideologico o convenzionale, dove idee ed esperienze possano circolare in libertà. Non si tratta di lezioni frontali, né di tesi precostituite, ma di narrazioni personali incentrate su percorsi professionali e scelte di vita, passioni, dubbi, cadute e rinascite che raccontano la dimensione più autentica dell’essere umano. Si tratta di un vero e proprio laboratorio di pensiero e sensibilità, che invita a riconoscersi, dialogare e confrontarsi in un clima aperto e inclusivo.
Tutti gli appuntamenti si svolgono al teatro Juvarra di Torino, in via Juvarra 15, e prevedono musica dal vIvo e un aperitivo di benvenuto, rendendo ogni serata un’esperienza completa, che unisce parola, ascolto e convivialità. Questa rassegna culturale è un’occasione di aggregazione e condivisione, un format innovativo che rompe le convenzioni tradizionali e trasforma ogni serata in un’esperienza viva e partecipata. Non si assiste passivamente come a teatro, ma il pubblico è parte integrante di ciò che accade, dialoga, si confronta e contribuisce a creare un’atmosfera. Si tratta di momenti in cui la musica dal vivo, il buon cibo e il buon bere fanno da cornice a conversazioni autentiche e informali, favorendo scambi di idee e nuove connessioni. Ogni incontro è irripetibile e nasce dall’energia delle persone presenti.

Primo appuntamento condotto da Marco Graziano (inviato Mediaset), sarà giovedì 29 gennaio prossimo, alle 20.15, dal titolo “Il gusto dell’impresa”, con ospite Giuseppe Lavazza. Si prevede la consegna del Gianduiotto d’Oro.

Giovedì 12 febbraio, alle 20.15, la serata avrà come titolo “Voci fuori dal coro” ed ospiti Beatrice Venezi, Annamaria Bernardini de Pace e Cesare Rascel. Conduce Marco Graziano e si prevede la consegna del Gianduiotto d’Oro.

Giovedì 19 febbraio, alle 20.15, ospiti della serata “Controcorrente per scelta” Tommaso Cerno e Vladimir Luxuria. Conduce Marco Graziano.

Giovedì 5 marzo, alle 20.15, nella serata intitolata “Identità Reale”, sarà ospite Emanuele Filiberto di Savoia. Conduttore Marco Graziano e vi sarà la consegna del Gianduiotto d’Oro.

Giovedì 19 marzo, alle 20.15, sarà ospite della serata intitolata “La libertà di raccontare”, Roberto Parodi. Conduce Marco Graziano e sarà consegnato il Gianduiotto d’Oro, come nella serata di giovedì 9 aprile, alle 20.15, intitolata “La sfida della libertà”, in cui sarà ospite Maria Luisa Rossi Hawkins.

La serata di giovedì 16 aprile sarà invece condotta da Nicola Roggero (telecronista Sky) e sarà dedicata al mondo del calcio, dal titolo “Capitano, mio capitano”, con ospiti Cristiana Ferrini, Riccardo Scirea, Beppe Dossena, Giorgio Chiellini e Marco Rizzo.

I biglietti sono acquistabili al costo di 33 euro, di cui 3 saranno devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, sul sito https://www.mailticket.it/evento/50878/storie-di-libert%C3%A0-e-visione

Mara Martellotta

BardoLesa 2026: la gara più pazza del mondo sotto una fitta nevicata

E’ STATA VINTA DALLA TOUR EIFFEL

Ancora una volta la BardoLesa, celebre gara amatoriale per equipaggi a bordo di pittoresche slitte autocostruite, non ha tradito le aspettative. Una sfida che mette insieme creatività, ingegno e un pizzico di follia nell’affrontare una rocambolesca discesa lungo la zona parterre di arrivo delle piste di Campo Smith, nel comprensorio Bardonecchia Ski, organizzata dalla Pro Loco di Bardonecchia e Comune di Bardonecchia in collaborazione con ASD Colomion.

Sabato 24 gennaio, sotto una fitta nevicata, una folla in delirio ed un tifo da stadio hanno accompagnato le performance di tutti gli equipaggi iscritti: dalle realizzazioni più semplici a quelle più elaborate e curate nei minimi dettagli. Tra le creazioni più appariscenti ed originali è stata senza dubbio una copia fedele in scala della Tour Eiffel, giunta incredibilmente al traguardo superando curve, salti e ostacoli disseminati lungo il percorso reso ancor più insidioso da una fitta nevicata. La giuria non ha avuto dubbi premiando il monumento simbolo di Parigi quale miglior creazione della nona edizione della BardoLesa.

“La BardoLesa è l’evento più atteso e divertente dell’inverno – ha dichiarato Vittorio Montabone, Vice Sindaco di Bardonecchia e ideatore dell’evento – un momento di intrattenimento dedicato a tutti coloro in soggiorno nella nostra stazione turistica. Una sfida nata per gioco, organizzata dalla Pro Loco Bardonecchia, che di anno in anno è cresciuta sempre più divenendo un evento capace di richiamare migliaia di spettatori. Grazie a condizioni di innevamento ottimali, la stagione turistica a Bardonecchia prosegue alla grande. Lo sguardo è già rivolto ai mesi di febbraio e marzo con l’arrivo di diversi gruppi di tour operator, nazionali ed internazionali, e di tutti coloro che sceglieranno di trascorrere il periodo compreso tra le settimane bianche in programma dal Carnevale sino alla vigilia di Pasqua sulle nostre splendide montagne più che mai innevate”.

Il ricordo di Valentino nelle parole di Anna Zamboni, Miss Italia torinese

Anna Zamboni, torinese, Miss Italia 1969, si tiene stretto il ricordo vivido e profondo di Valentino, il grande stilista, l’Imperatore, che ha segnato un’epoca nella storia della moda italiana e internazionale.  
Anna Zamboni, dopo aver vinto il titolo di Miss Italia, si classifica terza a Miss Europa e nona a Miss Universo; inizia la sua carriera di modella che la porterà in giro per il mondo, sono anni intensi, colmi di avventure, incontri importanti e tanto lavoro, conoscerà da vicino il rigore, la bellezza e la disciplina dell’alta moda.
“Le sfilate in quegli anni- ricorda Anna- erano completamente diverse da quelle di oggi, noi modelle dovevamo sorridere e non avere l’aria imbronciata, le coreografie erano incredibili, accompagnate da musiche meravigliose, si trattava di veri e propri spettacoli.”
Dopo la nascita dei figli Giorgia e Giulio la fisicità di Anna cambia leggermente, le forme si ammorbidiscono ma continua ad essere fra le modelle più richieste, questa volta, per indossare le taglie conformate. Siamo alla fine dei mitici anni ‘80, Valentino conosce Anna e , professionalmente parlando, s’innamora di lei, della sua morbidezza, della sua dolcezza, soprannominandola “la Signora dei pizzi bianchi”, perché quando la vide la prima volta lei indossava un body bianco di pizzo, pronta per farsi vestire dal Maestro.
Valentino- racconta Anna- non era solo un creatore di abiti strepitosi, ma un vero maestro di stile. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, aveva un significato, ogni gesto in passerella doveva trasmettere eleganza, rispetto per il lavoro sartoriale e consapevolezza del ruolo che una modella interpretava. Sfilare per lui voleva dire essere parte di una visione quasi teatrale, in cui la femminilità veniva esaltata senza mai essere volgare”.
Per Anna Zamboni, l’esperienza con Valentino resta una lezione di vita oltre che di moda: “ lui sapeva valorizzare noi modelle come persone prima ancora delle silhouette. Il mio ricordo è quello di un uomo elegantissimo, raffinato, esigente e profondamente innamorato della bellezza , capace di lasciare un segno indelebile in chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui”.
“ I love beauty, it’s not my fault”   “ Amo la bellezza, non è colpa mia “
Didia Bargnani

Arriva a Torino The Portal, un’esperienza unica tra esoterismo, storia e gastronomia

Sta per arrivare a Torino, nella giornata di sabato 31 gennaio prossimo, un’esperienza unica nel suo genere, un progetto che unisce esoterismo, storia e gastronomia, ideato e organizzato da Valentina Gaido, founder di Virgo Torino, punto di riferimento in città per l’esoterismo, e Isotta Rosboch, gastronoma, comunicatrice e consulente gastronomica in Italia e all’estero.

The Portal sarà un percorso guidato alla scoperta di tutte quelle strade e piazze torinesi cariche di magia, un vero e proprio cammino immersivo nella città, tra i suoi luoghi energicamente potenti e simbolici, nascosti e misteriosi.

Durante il cammino, numerose realtà di spicco del panorama gastronomico torinese, e non solo, prenderanno parte all’esperienza realizzando assaggi inediti, pensati appositamente per The Portal, concepiti come veri e propri simboli gastronomici, in dialogo con i luoghi attraversati e con l’immaginario esoterico della città.

Valentina Gaido e Isotta Rosboch, che oltre ad essere le ideatrici dell’evento sono anche le guide del tour, hanno concepito The Portal come un momento di esplorazione sensoriale e culturale, in cui i partecipanti saranno invitati ad “assaggiare” Torino in una forma diversa dal consueto, attraverso preparazioni non convenzionali, cariche di significato e suggestione.

Quattro ore di esperienza che rappresentano il primo appuntamento di una serie che, durante l’anno, andrà a comporre e completare il progetto The Portal in forme e percorsi differenti, mantenendo sempre al centro il dialogo tra città, simboli, gusto e dimensione rituale.

Info e prenotazioni: virgo.torino@gmail.com – isotta.rosboch@gmail.com

Gian Giacomo Della Porta