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L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Camille Kouchner “La famiglia grande” -La Nave di Teseo- euro 18,00

Questo libro autobiografico di Camille Kouchner ha avuto un effetto deflagrante e provocato uno scandalo nelle alte sfere della cultura e della politica francesi, perché racconta le perversioni esercitate dal famoso politologo Olivier Duhamel, sui figliastri della moglie Evelyne Pisier. Lei è scrittrice, ma soprattutto, una rinomata politologa, una delle prime donne docenti di Scienze politiche e Diritto Pubblico.

Questo è il primo romanzo di Camille Kouchner, nata a Parigi nel 1975 da Evelyne Pisier e dall’ex ministro Bernard Kouchner: medico, co-fondatore di “Médecine sans Frontiere” e “Médecine du Monde”, ministro nel governo Sarkozy-
La madre Evelyne è una donna fuori dagli schemi; negli anni giovanili a Cuba aveva avuto una relazione amorosa col leader maximo Fidel Castro; poi aveva fatto carriera come saggista femminista.
Dopo aver sopportato dal marito abbondanti tradimenti e distanza siderale, lo lascia.
Si risposa con Duhamel; famoso conduttore televisivo e commentatore di notizie politiche: eurodeputato dal 1997 al 2004; autore di un testo sacro per migliaia di studenti di giurisprudenza, “La Constitution de la Cinquiéme République”.

La storia al centro del romanzo di Camille è torbida, ma raccontata con lucidità e bravura estreme.
Siamo alla fine degli anni Ottanta in una colta famiglia di intellettuali di avanguardia. Evelyne ha portato con sé i figli avuti dal primo matrimonio: Colin e i gemelli Camille e Victor che all’epoca del divorzio avevano 6 anni. Poi lei e Duhamel adotteranno altri due bambini più piccoli.
E’ questa la famiglia grande che ogni estate a Sanary sur Mer, (tra Tolone e Marsiglia), in un’immensa villa con piscina, trascorre vacanze indimenticabili e pullulanti di amici altolocati e brillanti, ospiti variamente assortiti.
Una sorta di festa mobile in cui girare nudi è normale, insieme a promesse di libertina socialità.
Famiglia decisamente atipica, aperta a nuove idee liberali, di emancipazione e rottura delle regole borghesi.
Però non è tutto oro quello che luccica, perché il nuovo compagno della madre (10 anni più giovane di lei) sembra amarli come fossero figli suoi e in questo eccede. Di notte, furtivo, entra nella stanza di Victor e lo molesta sessualmente. Il gemello racconta tutto alla sorella «…nella stanza è venuto nel mio letto e mi ha detto “te lo faccio vedere io. Vedrai, lo fanno tutti” Mi ha accarezzato e poi sai…»
Incesto, perversione e traumi che saranno permanenti in Victor e Camille, che all’epoca del fattaccio avevano tra i 10 e i 15 anni. Giovani, travolti da qualcosa di incomprensibile e molto più grande di loro, custodiscono il terribile segreto, che riusciranno a raccontare alla madre solo 20 anni dopo.
Ma si troveranno davanti il muro invalicabile della reazione di Evelyne che difende il marito, minimizza il fatto e mantiene il segreto.
L’unico appoggio lo avranno dalla zia, sorella di Evelyne. La famosa attrice di teatro e cinema Marie-France Pisier, ex compagna del regista François Truffaut, che nel 2011 viene trovata morta nella sua piscina con la testa incastrata in una sedia. Morte misteriosa: suicidio -che è ricorrente in questa famiglia in cui i nonni materni si erano tolti la vita- o omicidio?
Camille Kouchner inizia questo potente romanzo partendo dal funerale della madre, morta nel 2017, dopo aver tagliato i ponti con figli e sorella, rimasta ancorata al suo legame con Duhamel. L’ “l’orco”, l’uomo potente che ora ha lasciato il suo incarico di Presidente della National Foundation for Political Science in seguito all’uscita del libro.
Pagine che puntano il dito anche contro il clima di omertà; sembra che tanti sapessero cosa accadeva tra patrigno e figliastri, ma si erano guardati bene dal rompere il silenz

Therese Anne Fowler “Un bel quartiere” – Neri Pozza- euro 18,00

In questo romanzo la scrittrice americana racconta l’amore tra due adolescenti dalla pelle diversa. Juniper bianca, Xavier di colore; una sorta di Romeo e Giulietta contemporanei che si trovano a combattere contro le loro famiglie che sono vicine di casa e si detestano. E’ anche un ritratto impietoso dei pregiudizi che ancora serpeggiano in America.
Tutto ha inizio quando nel tranquillo quartiere borghese di Oak Knoll, nella Carolina del Nord, si trasferiscono i Whitman; bianchi e decisamente benestanti. Il patrigno di Juniper, Brad, ha fatto fortuna con la sua ditta di climatizzatori ed ora è un pasciuto riccone. Con lui vivono la sportiva, tonicissima e provocante moglie Julia, e le figlie Lily e la timida ed insicura Juniper alle prese con una difficile adolescenza.
Il loro arrivo non passa inosservato, anche perché Brad ha fatto costruire una sontuosa piscina al posto degli alberi che regalavano un po’ di ombra ai vicini, gli Alston-Holt. Famiglia di colore formata dalla madre Valerie, professoressa di silvicoltura ed esperta botanica, amante della natura rigogliosa fatta di alberi maestosi, fiori e piante da frutta. Con lei vive il figlio Xavier, talentuoso giovane appassionato di chitarra classica che in autunno partirà per il San Francisco Conservatory of music.

Due famiglie che più diverse non potrebbero essere e due giovani alle prese con lo scatto dall’infanzia all’ adolescenza piena di sogni e insicurezze.
Gli adulti si detestano fin da subito.
Brad incarna tutto quello che Valerie detesta: arricchito, privo di buon gusto, sbruffone che si ritiene superiore agli altri perché è riuscito a fare i soldi partendo dal nulla, privo di sensibilità ed ironia.
I due ragazzi invece, fin dal primo sguardo, si attraggono come calamite. Javier è di una bellezza mozzafiato, ha talento da vendere ed è piacevolmente estroverso. Juniper con questo crescente affetto lenisce le sue insicurezze e trova rimedio allo smisurato bisogno di affetto.

Poi qualcosa accade tra i due ragazzi che vengono scoperti da Brad e sarà l’inizio di una faida. Dolorosamente scandita da denunce, accuse ingiuste, tonnellate di pregiudizi verso i neri, ai quali basta un dito puntato contro da un bianco per finire alla gogna ed avere la vita, con i suoi grandi sogni, totalmente sfracellata.

Emily Itami “Ballata malinconica di una vita perfetta” – Mondadori- euro 18,00

L’autrice -che è anche giornalista e scrittrice di viaggi- è nata da madre giapponese e padre britannico. Cresciuta a Tokyo, ora vive a Londra con il marito e due figli maschi. Si definisce “ibrida”, ovvero a cavallo tra due culture che hanno codici differenti.
In questo suo primo romanzo imbastisce una storia che svela quanto siano strette le maglie della società nipponica, e lo fa in pagine scorrevoli, dai toni ironici, ma anche amari.

Apparentemente è la storia di una relazione extraconiugale, ma la verità è che Itami la usa come pretesto per raccontarci come in Giappone la famiglia sia al centro di tutto, e come ci si aspetti che le donne svolgano un ruolo fondamentale di accudimento a marito e figli.
La protagonista Mizuki è una quarantenne che sembra avere il meglio: un bel marito e splendidi figli, denaro, una bella casa nel centro di Tokyo. Una privilegiata che di fatto però è attanagliata dall’infelicità.
Ha rinunciato ai suoi sogni giovanili di realizzazione, accarezzati quando viveva a New York e avrebbe tanto voluto diventare una cantante.
Poi lo step del matrimonio, un marito parecchio assente per motivi di lavoro, e lei che di fatto è colf, baby sitter, infermiera, autista e fondamentalmente una sorta di giocoliere dedito a 360° alla famiglia, 24 ore al giorno per tutta la settimana.
Il romanzo pullula di divertenti sketch di piccoli momenti di vita familiare che testimoniano quanto Mizuki ami la sua famiglia; però c’è anche il rovescio della medaglia. Stanchezza, frustrazione, e smarrimento.
«La mia vita aveva una protagonista che non ero io. A volte non mi capacito di come sia finita in questa situazione: ho scelto con cura un uomo, ho scelto con cura di avere dei figli, senza però rendermi conto che avrebbe comportato dire addio a tutto il resto». E’ questa la sintesi che la protagonista traccia del suo malessere e il resto vi dirà ancora tanto altro.

 

S.J. Bennett “Il nodo Windsor” -Mondadori- euro 18,00

E’ divertentissima l’idea della regina Elisabetta II di Inghilterra trasformata in detective dal fiuto infallibile.
E’ quello che accade in questo libro, il primo di una serie che proseguirà a novembre con un altro caso intricato al quale la sovrana più longeva della storia applicherà tutto il suo acume.

In “Il nodo Windsor” Elisabetta è una sorta di Miss Marple, acuta e perspicace, alle prese con un imbarazzante delitto avvenuto proprio tra le mura dell’amato Castello di Windsor; una sorta di oasi di pace e libertà in cui la regina ospita e intrattiene in modo informale gli amici più cari.
Il fattaccio ha luogo nel 2016, pochi giorni prima del novantesimo compleanno di Elisabetta, quando viene trovato morto il giovane pianista russo Maskim Brodskij che aveva suonato per lei e i suoi ospiti.

Le modalità dell’assassinio sono peculiari perché il musicista viene scoperto cadavere nella sua stanza, completamente nudo. La cosa non scandalizza più di tanto la sovrana che si mette ad indagare su una serie di piccoli indizi. Ed è talmente scaltra ed osservatrice che finisce per risolvere lo spinoso caso prima che riesca a farlo il capo dei servizi segreti incaricato delle indagini.

Una curiosità che pochi sanno: pare che Elisabetta II sia davvero dotata della straordinaria capacità di risolvere i misteri, e si dice che il primo l’abbia svelato quando aveva 12-13 anni. Questo perché mentre tutti si concentrano sulla sua augusta persona, lei vede dettagli fondamentali che agli altri sfuggono.

 

Bill Clinton James Patterson “La figlia del presidente” -Longanesi- euro 22,00

In questo thriller si amalgamo perfettamente l’esperienza e le conoscenze della macchina politica dell’ex presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton con la bravura di uno scrittore cult come James Patterson che garantisce ritmo e azione.

Matthew Keating è un ex Navy Seal che alla patria ha dedicato gli anni migliori della sua vita.
Soprattutto è l’ex presidente degli Stati Uniti d’America; ha mancato la rielezione dopo il primo mandato a causa delle manovre subdole del suo stesso partito. Così è stato spodestato dalla Casa Bianca, mentre al suo posto è stata eletta la sua vice, l’ambiziosa Pamela Barnes.
Amareggiato e deluso si è ritirato in una magnifica tenuta in mezzo alla natura, sul Lake Marie, nel New Hampshire.
La moglie Samantha -dopo essergli sempre stata vicina come Fist Lady- in accordo col marito, torna alla sua passione: gli scavi archeologici e la carriera universitaria presso la Boston University.

Poi c’è la loro giovanissima figlia adolescente, Melanie: brillante negli studi, sveglia, intelligente, più che matura per i suoi 19 anni. Ed è lei che viene coinvolta in un fattaccio, due anni dopo lo scadere del mandato presidenziale del padre.
Mel non ha più diritto alla scorta, in quanto per i figli degli ex presidenti è assicurata dal governo federale solo fino al compimento dei 16 anni. E da quando è libera di girare da sola come le pare e piace è decisamente più contenta e rilassata.

Con il suo ragazzo e compagno di studi Tim Kenyon decide di fare una gita in montagna. Mentre fa il bagno nuda con Tim in mezzo ai boschi di Mount Rollins nel New Hampshire, viene intercettata dal drone di un sanguinario terrorista, accompagnato da uno spietato killer.
Il giovane viene ucciso davanti ai suoi occhi e lei caricata a forza su un Suv nero che parte ad alta velocità rischiando un incidente con l’auto di una coppia che sterza al momento giusto, e scopre il cadavere del ragazzo.

Ecco avverarsi uno degli incubi peggiori per un genitore. Ma Matthew Keating non è un padre qualunque.
Esercita tutto il potere che gli è rimasto presso le alte sfere per ritrovare la figlia, che nel frattempo è rinchiusa in un bunker, imbavagliata e legata.
Più che altro Keating è un uomo di azione che non può stare fermo ad aspettare gli eventi.
Rispolvera le sue abilità di Navy Seals e si imbarca in una missione speciale e ad altissimo rischio.
In gioco ci sono la sicurezza nazionale e soprattutto sua figlia nelle mani di un criminale psicopatico. Azione e suspense sono garantiti fino all’epilogo.

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A Lagioia il premio Lattes Grinzane

LIBRI / Nicola Lagioia, autore del romanzo La città dei vivi (Einaudi), è il vincitore dell’undicesima edizione del Premio Lattes Grinzane, promosso dalla Fondazione Bottari Lattes.

Il libro di Lagioia è stato il più votato dalle 25 giurie scolastiche delle superiori (delle quali ventiquattro in Italia e una a Madrid), per un totale di 400 votanti. La cerimonia finale si è tenuta ieri al Teatro sociale Busca di Alba.

I finalisti del Premio

Oltre al vincitore, questi i finalisti:

  • Kader Abdolah, Il sentiero delle babbucce gialle (Iperborea; traduzione di Elisabetta Svaluto Moreolo),
  • Bernardine Evaristo, Ragazza, donna, altro (Sur; traduzione di Martina Testa),
  • Maylis de Kerangal, Un mondo a portata di mano (Feltrinelli; traduzione di Maria Baiocchi),
  • Richard Russo, Le conseguenze (Neri Pozza; traduzione di Ada Arduini

Rassegna mensile I libri più letti di settembre

Bentornati all’appuntamento con i lettori del gruppo FB Un libro tira l’altro, ovvero il passaparola dei libri e con i libri più letti e discussi del mese di settembre.

Iniziamo con un romanzo americano, Dentro L’Inverno (Einaudi), di Peter Geye che ci porta a conoscere le antiche piste dei viaggiatori del Nord, raccontando una complessa saga familiare; segue un classico della fantascienza, La Parabola Del Seminatore (Fanucci), di Octavia Butler, romanzo quanto mai attuale e da riscoprire; ultima segnalazione per Il Rumore Del Tempo (Einaudi), il raffinato e intimista monologo nel quale Julian Barnes rievoca la vita e la personalità di Dmitrij Šostakovič.

Incontri con gli autori

Nell’ultimo scorcio d’estate la nostra redazione ha incontrato la Presidente del Premio Boccaccio, Simona Dei, per parlare con lei delle nuove frontiere del Premio e della sua esperinza alla giuda di questa istituzione, abbiamo poi intervistato Valentina Di Ludovico, autrice dell’interessante saggio Comuni-Care (Alpes) e Decimo Tagliapietra, autore di Risorgemia (Weird Books / Delos Digital), scrittore di genere, molto promettente che si è già distinto in più occasioni e che ci ha raccontato come nascono le sue trame.

Infine, in questa estate rovente non ci siamo fatti mancare i brividi del mistero leggendo Il principe dei sogni (Nua Edizioni) thriller di Luca Seta e Marco Limberti, noti sceneggiatori televisivi: li abbiamo incontrati e intervistati per i nostri lettori.

Per questo mese è tutto, vi invitiamo a venirci a trovare sul nostro sito ufficiale per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei libri e della lettura! unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

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“Questione di Stilo”, il romanzo delle penne Aurora

LIBRI / VINCITORE DELLA MEDAGLIA D’ARGENTO AL”PREMIO LETTERATURA D’IMPRESA”

 

Questione di Stilo“, il romanzo delle penne Aurora, si è aggiudicato il secondo posto al “Premio Letteratura d’impresa”, concorso promosso da “Festival Città Impresa” di Vicenza.

 

Il premio, giunto quest’anno alla 14esima edizione, ha avuto come protagoniste assolute le “imprese top performer” ed è stato consegnato ai vincitori durante la cerimonia di premiazione avvenuta lo scorso sabato 18 settembre 2021, al Palazzo Chiericati – Piazza Giacomo Matteotti, a Vicenza.

 

Questione di Stilo” è un libro che racconta una storia lunga cent’anni, scritto da Cesare Verona, Presidente e Amministratore Delegato di Aurora, quarta generazione della famiglia alla guida del brand, insieme al giornalista e scrittore Adriano Moraglio, specializzato in storie d’impresa.

 

Una storia appassionante e intricata raccontata in forma autobiografica, che segue il suo corso tra macchine da scrivere e penne stilografiche per raccontare tutte le generazioni legate ad Aurora e al mondo della scrittura, da Cesare Verona Sr a Franco Verona, allo stesso narratore Cesare Verona.

 

Il romanzo ha conquistato un’ampia giuria composta da diverse personalità del mondo dell’impresa, del giornalismo, dell’università e anche da lettori, guadagnandosi la medaglia d’argento.

 

Tra i libri finalisti dell’edizione 2021 del Premio, selezionati dalla Giuria Scientifica nel corso di una riunione pubblica lo scorso 16 gennaio 2021, compaiono: Fabbrica Futuro, di Marco Bentivogli e Diodato Pirone, Fronte di scavo, di Sara Loffredi, La classe avversa, di Alberto Albertini, Instant Moda, di Andrea Batilla, edito da Gribaudo.

 

Dal 2008, Festival Città Impresa è luogo di discussione sui temi legati allo sviluppo delle aziende e dei territori e anche quest’anno si è confermato essere un luogo di dibattito nazionale sulle questioni chiave dell’economia e della società contemporanea, focalizzate sul mondo delle imprese.

Aurora Penne
L’azienda nata a Torino nel 1919 è guidata oggi dalla quarta generazione della Famiglia Verona, coinvolta nel mondo della scrittura da oltre due secoli e rappresentata da Cesare Verona, Presidente e Amministratore Delegato.

Aurora Penne è l’unica azienda del settore della scrittura 100% Made in Italy.
All’interno della manifattura torinese la produzione, che si snoda su una superficie di 10.000 mq, include strumenti di scrittura di differenti tipologie, roller, penne a sfera, e soprattutto penne stilografiche, compresa la realizzazione interna del pennino in acciaio o oro che si fregia dell’antico punzone 5TO.

Gli strumenti di scrittura Aurora sono creazioni la cui bellezza trova eco nella perfezione meccanica; nascono da una passione che si tramanda da oltre 100 anni e che prende forma grazie alle abilità dei maestri artigiani e delle tecnologie più innovative attualmente a disposizione.

La manifattura indipendente permette un controllo della qualità, dal design alla produzione, garantendo al brand una totale autonomia in termini creativi con una costante tensione all’eccellenza.
Aurora firma anche collezioni di orologi e di accessori di pelletteria di grande pregio.

Numerosi illustri designers hanno collaborato alla creazione di penne tra cui Marcello Nizzoli, Marco Zanuso, Giorgetto Giugiaro, Giampiero Bodino. Tra le penne più iconiche: 88, Optima, Ipsilon, Hastil e Thesi.

Nel contesto dell’area produttiva dell’Azienda sorgono Officina della Scrittura, museo e fondazione di Famiglia, ed un Ristorante aperto al pubblico.

Aurora è distribuita in 50 paesi nel mondo, ed esprime un fatturato indirizzato per circa il 25% in Italia e per il 75% all’estero.
Aurora in Italia, oltre ad una boutique monomarca a Roma in via del Babuino 12, è presente anche in circa 300 concessionari.

Il fascino dell’imperfezione. Dialoghi con Domenico Quirico

LIBRI / E’ in libreria per i tipi di “Jaca Book” il libro di Tiziana Bonomo

Interviste. Racconti. Documenti. Alla sua prima, riuscita, esperienza letteraria Tiziana Bonomo racconta in 280 pagine (e oltre settanta immagini) edite da “Jaca Book” l’uomo e  il grande professionista della cronaca giornalistica, Domenico Quirico. Lei, un lavoro, dietro le spalle, nel campo del marketing e nella comunicazione di grandi aziende internazionali nonché nel 2016 ideatrice e fondatrice di “ArtPhotò” con cui promuove e sperimenta progetti legati alla fotografia di documentazione e di impegno sociale; lui, astigiano di nascita, classe ’51, il grande giornalista che tutti conosciamo, caposervizio esteri e  inviato di guerra per “La Stampa”, narratore  acuto e attento della “Primavera araba”, di guerre, rivoluzioni, migrazioni, rapito in Libia (per due giorni) nell’agosto del 2011 ed il 9 aprile del 2013 in Siria dal libero esercito siriano che lo passa poi alla brigata Abu Ammar per cinque terribili lunghi mesi, fino all’8 settembre. Esperienze forti di giornalista-viaggiatore “in luoghi complicati della Storia” che Quirico ha raccontato in numerosi libri, guadagnandosi importanti Premi, dal “Montanelli” al “Terzani” al “Brancati” nel 2015 con “Il grande califfato”. A Domenico sono anche stati dedicati due documentari: il primo, “Ombre dal fondo”, diretto da Paolo Piacenza ha chiuso le “Giornate degli Autori” della “Mostra del Cinema” di Venezia nel 2016, il secondo nel 2018, dal titolo “Domenico Quirico.Viaggio senza ritorno” per  la regia di Paolo Gonella che in lui ha visto la “capacità unica  di restituire con la forza delle parole esperienze estremamente difficili da raccontare”. Esperienze che ritroviamo, raccolte in cinque capitoli (“La lettura”, “L’accoglienza”, “L’Europa”, “La vita”, “La fede”) nel libro della Bonomo.“Attraverso i documenti, le fotografie e soprattutto le parole vive raccolte dall’autrice –si legge in presentazione- il libro cerca di svelare la percezione originale di un narratore del nostro tempo restituendo la sua testimonianza vissuta in drammatica presa diretta sugli avvenimenti storici più rilevanti degli ultimi trent’anni. Il tentativo di rimanere con l’uomo Quirico in quella affascinante zona di imperfezione, erranza, incompiutezza che sembra innervare il nostro mondo”.  Ma da dove nasce per una donna che oggi fa della fotografia la sua “finestra aperta sul mondo” per tentare di capire sé stessa e i risvolti più o meno laceranti e impietosi di questa “vita ferrosa”, l’idea di raccontare in un libro il grande giornalista? “Un giorno per caso – risponde Tiziana – ho letto ‘Esodo’ di Domenico Quirico… Mi sono commossa. La sua personale capacità di far capire i fatti, le sue sconvolgenti parole hanno scavato nella mia coscienza fino a farmi realizzare per la prima volta quanto avessi smesso di prendermene cura. Ho LIBRIcapito che se volevo riprendere il mio viaggio nella conoscenza, finalmente potevo farlo sulle orme di un grande narratore contemporaneo. Pazientemente ho letto tutti i suoi libri, raccolto tutti i suoi articoli, le interviste televisive, gli incontri e le lezioni magistrali e pian piano ho iniziato a prendere posizione”. Il tutto per tre anni. Incontri. Domande e domande. Riflessioni. Interrogativi. La voglia di capire i grandi fatti della Storia e della Vita per meglio guardarsi dentro e scoprirsi nel cuore e nell’anima. Un libro quindi che é anche manuale prezioso di autodifesa esistenziale. Specchio vero di sé. Grazie all’altro. Intervistatrice (per caso) e intervistato. Insieme per sentieri conoscitivi insidiosi. Ma sempre avvincenti. “All’inizio della nostra conoscenza – scrive Tiziana – conversavo con Domenico Quirico per un interesse del tutto personale. Ben presto, però, la qualità delle nostre conversazioni ha fatto nascere in me l’ambizione di farlo conoscere a fondo attraverso un libro.Così ho pensato di trasformare alcuni pomeriggi passati con lui al caffè in altrettante brevi interviste. Ho continuato a raccogliere le sue risposte e, quando gli ho proposto il libro, ha risposto di sì”. E conclude: “Questa semplice conferma mi ha spinto a proporre le interviste in maniera diretta, con il fascino della sua parola e con le imperfezioni che la generano”. Il fascino dell’imperfezione, appunto.

Gianni Milani

Nelle foto

–         Tiziana Bonomo

–         Cover libro

–         Domenico Quirico

Photo credits Cristiana Bezerra De Menezes

“Le nevi di Gobetti”, Quaglieni dialoga con Quaranta

Il prof. Pier Franco Quaglieni

Mercoledì 29 settembre alle ore 18 nella sede del Centro “Pannunzio” in via Maria Vittoria 35H, Bruno Quaranta, giornalista e scrittore, in dialogo con Pier Franco Quaglieni, presenterà il suo ultimo libro “Le nevi di Gobetti”, Passigli editore.
In modo storicamente ineccepibile e poeticamente suggestivo, Quaranta ripercorre gli ultimi giorni di vita del prodigioso intellettuale, scomparso esule a Parigi nel 1926 neanche venticinquenne. Il libro è anche una raffinata biografia intellettuale di Gobetti attraverso i suoi Maestri ed amici, da Einaudi a Levi, da Casorati a Ruffini, da Sapegno a Salvatorelli, da Gramsci a Salvemini.

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Laura Lippman “La donna del lago” -Bollati Boringhieri- euro 18,00

Laura Lippman è un ex reporter, diventata scrittrice di successo, annoverata tra i migliori autori di crime, ed ha al suo attivo moltissimi premi prestigiosi. La sua bravura emerge a 360 gradi in questo romanzo corale, in cui anche i morti parlano. E’ un thriller letterario avviato a diventare un classico e sarà anche una fiction tv con Natalie Portman e Lupita Nyong’o.

La storia è ambientata a Baltimora negli anni 60, dove avvengono due sparizioni misteriose. Intanto, una giovane donna rivolta la sua vita, aspira a diventare reporter e si mette a indagare sulle scomparse delle due donne.

Maddie Schwarz ha 36 anni, è bianca, affascinante, vagamente somigliante a Jacqueline Kennedy ed appartiene alla buona borghesia ebrea della città. Da 18 anni è la mogliettina perfetta di Milton -che si bea di conoscenze altolocate- e madre dell’adolescente Seth, che lei capisce poco e in un certo senso pregusta il fatto che tra due anni se ne andrà al college.
Una sera Milton invita a cena il famoso anchormen della tivù Wallace Wright, che ai tempi del liceo conosceva Maddie e ne era innamorato.
E’ la svolta improvvisa, senza ritorno. Perché la notte stessa lei decide di lasciare marito e figlio; ricomincia tutto daccapo, partendo con zero soldi e nessun luogo in cui stare.
In pochi mesi cambia quartiere, pettinatura e abiti. Nuove saranno anche le frequentazioni intime; con un uomo di colore, anche se sa che è proibito dalle leggi americane.
Soprattutto ha messo a fuoco la strada che vuole percorrere e la direzione da dare alla sua vita: diventare reporter, fare carriera e avere una, ….ancora meglio due…. storie da raccontare.

Da mesi non si hanno più notizie di Cleo Sherwood, e nessuno si è dato da fare per cercarla.
Era una giovane afroamericana, madre di due bambini e lavorava in un night club. Sembra svanita nel nulla, fino a quando il suo cadavere, quasi irriconoscibile, viene ritrovato in un lago. La notizia passa quasi inosservata dal momento che Cleo era di colore e in quegli anni a Baltimora imperavano razzismo e classismo.
Ma il fattaccio attira l’attenzione di Maddie che aspira ad una carriera da prima pagina e sa che le occorre un colpo magistrale. Così è la sola a indagare sulla sorte di Cleo, Venere nera sfortunata.
Maddie si trasforma in una tenace e inarrestabile detective capace di rimuovere tutti gli ostacoli sul suo cammino.

Tippie Fine è una 11enne con capelli rossi e lentiggini e pure lei scompare senza lasciare traccia. Il colore della sua pelle bianca fa la grande differenza, perché subito si scatenano le ricerche a tutto campo. Maddie fiuta un’altra occasione da non perdere per arrivare dove vuole con articoli-scoop; ed è proprio lei che troverà una traccia importante …….

 

Anna Hope “Le nostre speranze” -Ponte alle Grazie- euro 18,00

Anna Hope, nata a Manchester e laureata a Oxford, attrice oltre che scrittrice, in questo suo secondo romanzo (dopo “La sala da ballo” del 2017) racconta il legame di tre ragazze nella Londra a cavallo tra anni Novanta e i Duemila. Inizia da quando erano giovani amiche e poi segue lo srotolarsi delle loro vite nell’età adulta.
Sono Cate, Hannah e Lissa, cresciute negli anni 70-80 quando gli orizzonti femminili sembravano spalancarsi a inedite opportunità di realizzazione personale; quelle che erano state negate alle loro madri.
Le conosciamo ragazzine ribelli che condividono un appartamento, costruiscono un’amicizia che durerà gran parte delle loro vite e sognano in grande. Passano dal college all’università, tra feste, primi amori e infatuazioni, bisticci tra amiche e passi continui per consolidare il loro legame.
Poi la vita -e le sue subdole trappole- si mette di mezzo.

Cate che aspirava ad una carriera accademica e avrebbe tutti i numeri per realizzare il suo progetto, invece, nel giro di pochi mesi si ritrova incinta, a dividere la vita con un uomo in una nuova città che proprio non le corrisponde.
Hannah si costruisce una carriera di successo e spartisce la sua esistenza con un compagno che ama profondamente. Ma il buco della sua anima è l’impossibilità di avere un figlio; nonostante aborti spontanei e pesantissime cure per la fertilità che finiranno per esaurire il marito e il loro legame.
Lissa è la più bella delle tre: ambiziosa, insegue una carriera come attrice, e per realizzarla è disposta a enormi rinunce, compreso l’amore.

Ciascuna ha ottenuto quello che l’altra inseguiva, in una sorta di simmetria beffarda che metterà alla prova – e in modo decisamente pesante- anche la loro amicizia.
Profonde crisi personali e incomprensioni si stagliano sullo sfondo.
Flash back continui ci riportano ai loro 20 anni – carichi di grandi ideali di realizzazione-… e alle sconfitte affrontate o mai assorbite.
Al centro del romanzo ci sono concetti come maternità, carriera, rapporti con l’altro sesso, emancipazione e suoi costi, e come vengono affrontate e metabolizzate le insoddisfazioni.

 

Matteo Codignola “Cose da fare a Francoforte quando sei morto” -Adelphi- euro 18,00

Lo scrittore ed editore Matteo Codignola traccia un ironico diario della celebre Buchmesse tedesca, e sciorina un divertente catalogo di aneddoti e personaggi che a volte hanno dell’incredibile.
E’ una finestra sul backstage dell’editoria, della fiera letteraria tedesca che si tiene a fine ottobre e concentra il Gotha delle maggiori case editrici europee. Tappa d’obbligo per autori, agenti ed editori che qui impostano le loro strategie di mercato future.
Codignola raccoglie ricordi e aneddoti gustosi che spesso mettono in risalto tic e bassezze del mondo editoriale; e imbastisce una sorta di bestiario di personaggi sui generis.
Mappa il mestiere di editore che richiede cultura, buona preparazione, intelligenza e verve brillante. A questi requisiti, che dovrebbero essere imprescindibili, pare non guasti anche l’aggiunta di doti istrioniche fuori dal comune.
Nelle pagine del libro emergono flash divertenti dei tanti tic ricorrenti degli editor alle prese con continue verifiche sul vocabolario per le correzioni da apporre alle bozze degli scrittori.

Sharon Stone “Il bello di vivere due volte” -Rizzoli- euro 18,00

E’ proprio il caso di dire che nel caso di Sharon Stone, sotto il vestito c’è ben altro che niente. Perché emerge che, oltre al fisico mozzafiato, è dotata di un quoziente intellettivo da primato (già a 15 anni frequentava i corsi universitari) ed una sensibilità a 360 gradi, modellata anche da alcune pesantissime esperienze a cui la vita l’ha sottoposta.
Leggendo questa onestissima autobiografia scopriamo che la sua non è stata una vita facile. Lei, una delle donne più belle e desiderate del pianeta; quella che ha scatenato desideri bollenti con la famosa scena delle gambe accavallate senza biancheria intima nel film cult “Basic Instinct”, girata con l’inganno e per la quale schiaffeggiò il regista.
Questa icona di 63 anni -portati splendidamente- ha vissuto davvero più vite …e spesso decisamente in salita.
Qui la conosciamo ragazzina della Pennsylvania mentre cerca di domare un puledro selvaggio che la disarciona, scaraventandola sul filo del bucato che per un pelo non la sgozza e le lascia una cicatrice che tenterà di nascondere per tutta la vita.

Poi ci sono retroscena tragici. Come le molestie perpetrate dal nonno materno nei confronti della sorellina Kelly di 5 anni e alle quali lei è stata costretta ad assistere impotente, trattenuta a forza dalla nonna, subdola “vittima – complice” del mostro.
E ancora, il difficile inserimento negli anni della scuola, la fatica di stabilire amicizie e le incomprensioni in famiglia che hanno minato per anni i suoi legami con i genitori.
Un rapporto con la madre che ha recuperato solo nel periodo della maturità e con fatica.
Planata a New York 20enne ha iniziato come modella, e scopriamo che l’ingresso nel mondo del cinema è stato tutt’altro che semplice. E sembra surreale che questa creatura meravigliosa e piena di talento non venisse considerata da produttori e registi.
E’ con un geniale colpo di mano che è riuscita ad assicurarsi il personaggio ambiguo e affascinate della protagonista di “Basic instinct”, Catherine Tramell, che l’ha catapultata nell’olimpo delle dive hollywoodiane.

Altro capitolo difficile della sua esistenza, l’impossibilità di diventare madre e lo strazio degli aborti spontanei. Due matrimoni falliti, poi ha perso l’affido esclusivo del primo figlio adottivo, e in seguito ne ha adottati altri due che ha cresciuto da sola e in modo egregio.
Determinante è il versante salute che l’ha vista sulla soglia della morte nel 2001,quando è stata ricoverata d’urgenza in ospedale per un ictus ed un’emorragia subaracnoidea. Racconta di essere scivolata in un’esperienza pre-morte durante la quale avrebbe visto la nonna Lela (defunta da 30 anni) che le avrebbe intimato di non muovere il collo, salvandole la vita.
Scrive che da allora «Ho imparato a guardare le cose in modo diverso. E per riuscirci sono morta, ho vissuto e sono stata, come mi hanno definito, The Last Living Movie Star, l’ultima stella del cinema in carne e ossa».
Questo e molto altro lo trovate nel libro; inclusi incontri importanti con icone del cinema e l’impegno in cause umanitarie. Per esempio il prezioso aiuto che offre ai tanti senza fissa dimora che vagano disperati nella Los Angeles che tanto brilla, ma lascia indietro chi non ce l’ha fatta.

L’isola del libro. Speciale: i Florio

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Stefania Auci “L’inverno dei leoni” -Editrice Nord- euro 20,00

Stefania Auci si riconferma una scrittrice di immenso talento e ora ci regala la seconda puntata dedicata ai Florio. Dopo “I leoni di Sicilia” (successo strepitoso tradotto in 32 paesi), in cui aveva ripercorso gli inizi della fortuna di questa famiglia fino a metà 800 ora, con la seconda parte della saga, non tradisce le promesse fatte nel libro precedente.
“L’inverno dei leoni” è dedicato al tramonto di questa casata che aveva fatto grandi la Sicilia e l’Italia con le sue attività imprenditoriali, ma anche culturali.
In oltre 600 pagine – scorrono via che è un piacere, ma anche un peccato quando si arriva alle ultime righe- riviviamo la parabola discendente e tristissima di questa famiglia di aromatari che, partita dalla povertà del paesino calabrese di Bagnara Calabra a fine 700, aveva edificato un impero gigantesco grazie a tonnellate di intraprendenza, coraggio, intelligenza, lungimiranza e una chiara visione imprenditoriale catapultata nel futuro.
Tanto che nell’arco di poco tempo e di due generazioni era diventata ricchissima e potente, dai mille investimenti (commercio di spezie, tonnare, navigazione e cantieri navali, fabbriche, marsala, gare automobilistiche, palazzi e alberghi…).
Oggi forse per noi è difficile capire quanto furono potenti i Florio non solo per la Sicilia, ma per l’Italia e per la vita economica e culturale europea. Forse sottolineare che furono più importanti degli Agnelli, può aiutarci a capire la loro grandezza.
Sempre con un’accurata ricerca e documentazione alle spalle, un incommensurabile amore per la Sicilia e in particolare Palermo -della quale sa riprodurre colori, odori e clima dell’epoca -all’incrocio accattivante tra romanzo storico e familiare, Stefania Auci ripercorre l’apoteosi e poi il triste epilogo della fortuna dei Florio, cercando di capire come sia stato possibile un simile tracollo.
Riprende la storia dell’epopea familiare dalla morte di Vincenzo Florio e l’ascesa del figlio Ignazio che amplia i confini dell’impero economico, dedica a questo tutta la sua vita rinunciando anche al grande amore della sua vita. Sposa la baronessa Giovanna d’Ondes Trigona garantendo così l’ingresso dei Florio nel mondo blasonato, una marcia in più che lo porterà anche a diventare senatore a soli 45 anni.
Quando muore, poco più che 50enne, Casa Florio passa nelle mani del giovanissimo figlio Ignazziddu, ancora inesperto e con un carattere diverso da quello paterno. Per un po’ veleggia verso nuove imprese e, con la moglie Franca Jacona baronessa di San Giuliano, sarà al centro della rutilante scena imprenditoriale e culturale dell’epoca.
Lei è una delle donne più belle e ammirate, ha cultura, buon gusto, charme da vendere ed è la donna giusta per ammantare la famiglia di ulteriore allure. Donna Franca aprirà i suoi sontuosi palazzi a feste continue con la creme della creme dell’aristocrazia. Ospiterà degnamente principi, regine e il Kaiser; affascinerà d’Annunzio che la definì “l’unica” e posa in tutta la sua elegante ma prorompente sensualità per il famoso ritratto di Giovanni Boldini, sfoggiando sulla tela la sua mitica collana di oltre 350 perle. Soprattutto avrà la forza di superare i continui tradimenti del marito e le grandi tragedie delle morti dei figli che il destino le infligge.Franca cerca rifugio dal dolore nei continui viaggi (dispendiosi più che mai) e nel gioco, dove a volte vince ma perde anche somme ingenti.
Ignazio invece sperpera un patrimonio per le amanti e per i fantastici gioielli che regala a Franca come risarcimento per le sue scappatelle. Soprattutto si lascia travolgere da un mondo che sta cambiando e non riesce a salvare quello che il nonno e il padre avevano creato. Sempre più indebitato con le banche si vede costretto a smantellare poco a poco tutto l’impero dei Florio.
Un dissanguamento e uno stillicidio continui che in breve tempo lo riducono sul lastrico, costringendolo a mettere all’asta anche i gioielli di Franca; la collezione più rinomata e invidiata di quegli anni che verrà arraffata a piene mani da personaggi minori e mediocri.
E’ davvero la fine di tutto, sulla quale Ignazio, ormai vecchio, sconfitto e stanco, si interroga quando è sul viale del tramonto. Finisce in miseria ma ha ancora un rigurgito di orgoglio che gli fa dire «…gli altri sono gli altri. Noi siamo i Florio».

Anna Pomar “Franca Florio” – Pickwick- euro 13,00

Questa biografia della regina di Palermo nella Belle Époque, Franca Florio, è stata scritta e pubblicata dalla scrittrice e giornalista palermitana Anna Pomar nel 1985. Documento prezioso perchè si era avvalsa anche della testimonianza diretta della marchesa Giulia Afan de Rivera, (una delle figlie di Franca e l’ultima discendente della casata).
Una biografia che scorre come un romanzo più che avvincente, perché la vita di Franca Jacona di San Giuliano è stata unica, splendida e al contempo tragica.
Discendente da una nobile e illustre famiglia palermitana, è l’unica figlia femmina del barone Jacona della Motta di San Giuliano e di Costanza Notarbartolo di Villarosa. Una giovane blasonata in grado di stare alla pari con sovrani e principi e che darà ulteriore lustro alla ricchissima famiglia del marito; l’armatore Ignazio Florio Junior che sposa nel 1893.
Franca è di una bellezza sconvolgente, raffinata e piena di charme: ha setosi capelli scuri, carnagione olivastra, fisico filiforme, raffinatezza da vendere …e col matrimonio diventa la donna più in vista di Palermo.
Elegantemente seducente e raffinata, dominerà i salotti più importanti dell’epoca. Perché è anche intelligente, parla 4 lingue, ospita e ammalia teste coronate di mezza Europa, il Kaiser Guglielmo II e scrittori come Gabriele D’Annunzio, contribuendo ad accrescere lo splendore dei Florio. Svolgerà un ruolo strategico nei rapporti che la potente casa Florio imbastisce a livello europeo con i personaggi di primo piano del mondo della finanza e della politica. Inoltre Donna Franca è anche dama di corte della regina Elena.
Una vita ricoperta di gioielli tra i più famosi dell’epoca che però hanno un sapore amaro che non giustifica le continue scappatelle del marito Ignazio, donnaiolo incorreggibile.
Un’esistenza funestata anche dalle morti dei figli ancora piccoli e dall’inarrestabile crollo della famiglia che si vede costretta a vendere pezzo per pezzo tutte le sue attività, i palazzi sontuosi ….fino ai gioielli che Franca amava moltissimo.

Simone Candela “I Florio” -Sellerio-

Questo corposo studio del funzionario di Dogana, saggista esperto di economia e storia, Simone Candela, è la prima completa e particolareggiata storia dell’ascesa, fortuna, ricchezza e decadenza economica dei Florio.
Fu pubblicato da Sellerio nel 1986 ed è il risultato di un incredibile lavoro di ricerca in cui l’autore rintraccia e analizza persino i conti della spesa.
Un volume che analizza soprattutto il versante economico, le imprese, gli investimenti, le scommesse, i rischi, le vittorie e infine i fallimenti.
Più che gli stati d’animo dei protagonisti, l’autore focalizza la sua attenzione sulla nascita della Casa di Commercio, l’attività industriale di Vincenzo Florio, l’inizio di quella armatoriale, il consolidamento della Casa con Ignazio.

Candela ricostruisce passaggi importanti come l’ingrandimento della Società di Navigazione, le difficoltà nella gestione e i relativi problemi, la concorrenza sui mari, i servizi marittimi e la linea del Nord America.
Poi analizza la crisi del settore, le difficoltà dei Florio nel restare a galla e la fusione con l’armatore Rubattino. I salti mortali per salvare anche le altre attività intraprese dai Florio, dalle tonnare all’industria dei liquori, anche se è soprattutto sulle imprese mercantili della famiglia che fa luce il libro.

 

Giovanni Marasà “Ignazio Florio. Avventure galanti di un play boy della Belle Époque” -Edizioni Torri del Vento- euro 10,00

L’autore di questo libriccino era un avvocato nato nel 1903, amico e compagno di avventure di Ignazio Florio. Marasà diede alle stampe questo libro nel 1975 (2 anni prima della morte), quando ormai i protagonisti non c’erano più; e non nasconde il tono nostalgico per una fase storica e sociale che ha ormai perso l’allure in concomitanza con il franare della fortuna dei Florio.
76 agevoli pagine che raccontano le mitiche avventure galanti di Ignazio che era amico di sovrani e zar ai quali spesso contendeva i favori delle cocottes, senza badare a follie e spese pazzesche pur di avere le donne che desiderava. I vari aneddoti raccontati da Marasà trasudano una forte nostalgia per la Belle Époque palermitana e ci restituiscono l’immagine di un Ignazio Florio gentiluomo viveur, elegante, raffinato, amante del bello e del piacere. Soprattutto dell’ebbrezza della conquista di alcune delle donne più belle, ammirate ed ambite dell’epoca.
Si parte dall’attrazione per Lina Cavalieri, «la donna più bella del mondo», che si esibiva cantando romanze e canzoni appassionate nei teatri di varietà e le cui doti canore erano decisamente inferiori alla beltà fisica che le apriva molte porte.
Ignazio se ne invaghì e come amministratore e finanziatore del Teatro Massimo di Palermo decise che la prima opera in cartellone fosse nientemeno che la «Bohéme» con protagonista la Cavalieri. Però la premiere non andò nella direzione del successo sperato e godetevi l’astuzia di donna Franca Florio nell’umiliare, con grande classe ma anche sottile perfidia, l’amante del marito.
A seguire ci sono altre avventure galanti; da quella in mongolfiera con una stella del varietà, la classica «chanteuse», degenerata in tragicomico fatto di cronaca …..alla contesa nientemeno che con il re del Belgio Leopoldo II per i favori della sua amante ufficiale, la celebre ballerina Cléo de Mérode.
E ancora l’attrazione per la bellissima Liane De Pougy; abilissima nell’intrattenere il pubblico con grazia e fantasia, tanto da arrivare anche sul palco del famoso Moulin Rouge, approdo che all’epoca era considerato l’apice di una carriera.
Non sempre per Ignazio le conquiste filavano lisce senza pericoli, anzi, una volta lo Zar Nicola II lo salvò dal temibile duello con un capitano dei cosacchi che chiedeva soddisfazione dopo che Florio gli aveva sedotto la moglie.
Tra le beltà che stregarono il cuore di Ignazio va annoverata anche «la bella Otero»; danzatrice e cortigiana d’alto bordo che in cambio di ricchezza e privilegi concedeva le sue grazie a re, principi, granduchi, maraja, e diplomatici. Sfrenata, licenziosa e accumulatrice di una fortuna, finì in miseria dopo aver sperperato tutto sui tavoli da gioco. Un destino in caduta libera che ricorda quello di Ignazio, il quale non badò mai a spese quando voleva conquistare una preda.

Costanza Afan de Rivera “L’ultima leonessa” -Sperling & Kupfer- euro 16,90

E’ tenerissimo questo omaggio che la figlia minore di Giulia Florio, Costanza, tributa alla madre ma anche alla nonna Franca che in famiglia chiamavano Greny. Una testimonianza importante e privilegiata perché ci giunge dalla prospettiva intima di una componente della famiglia.

Costanza Afan de Rivera, nata a Roma nel 1950, figlia del marchese Achille Belloso Afan de Rivera Costaguti e di Giulia Florio, è stata l’ultima nipote e discendente di Ignazio e Franca Florio. Ha svolto egregiamente il ruolo di custode della memoria familiare ed è riuscita a dare alle stampe questo libro prima della sua morte il 15 settembre del 2020.
Il web conserva alcune sue interviste in cui racconta la battaglia per mantenere vivo il ricordo della famiglia più importante della Sicilia ( e non solo), quella per riportare a Palermo il famoso ritratto della nonna fatto da Boldini e aneddoti vari.
Nel libro riprende i suoi ricordi di bambina al cospetto dell’adorata nonna Greny ormai sul viale del tramonto, sospesa tra l’assenza del marito all’estero con l’odiata amante e i viaggi verso i tavoli da gioco; poi la solitudine stemperata dall’affetto delle figlie, delle loro famiglie e dei nipoti, fino alla morte.
La madre di Costanza, Giulia, era nata a Palermo nel 1909, quando i Florio erano già sulla china del declino. Giulia, figlia più piccola, cresce con una madre che è mito inarrivabile; la bellissima Franca Florio regina indiscussa dell’epoca, ammirata e invidiata. Da lei Giulia erediterà il carattere fortissimo; è sensibile e generosa, e fin da giovanissima decide di studiare, lavorare e rendersi indipendente.
Dopo un’infatuazione giovanile sfumata nel nulla per il Duca Amedeo d’Aosta, anni dopo incontra l’amore della sua vita e insieme creeranno una splendida famiglia.
E’ il marchese Achille Belloso Afan de Rivera, appartiene a una nobile famiglia romana di origine napoletana e porta la moglie a vivere nel sontuoso Palazzo Costaguti, con una porta che affaccia sul Ghetto di Roma.
A dominare incontrastata è la suocera di Giulia, donna Maria Costaguti che per i suoi figli voleva solo ragazze di un certo tipo e più che adeguate. Giulia non corrisponde in pieno al suo ideale, ma quando le verrà presentata, intuirà l’animo, la semplicità e la tempra della futura nuora, riconoscendosi in lei per molti aspetti. Le due donne si stimeranno e aiuteranno per tutta la vita, imbastendo una convivenza in cui ognuna rispettava il ruolo e lo spazio dell’altra.

Giulia metterà al mondo 5 figli che seguirà passo passo con infinita cura e amore. Ma la pagina della vita più nota della vita di Giulia e Achille entra di diritto nella storia.
Dopo la retata dei nazisti del 16 novembre 1943 moltissimi ebrei furono caricati sui convogli della morte, destinazione i campi di concentramento.
Gli Afan de Rivera, pur sapendo di rischiare la vita, aprirono una salvifica via di fuga togliendo la chiusura della porticina di servizio di Palazzo Costaguti che si apriva sul vicolo dentro al Ghetto. Di lì fecero passare moltissimi anziani, giovani, donne e bambini impauriti, che andavano incontro a un destino dal quale non tutti fecero ritorno. E alcuni di loro chiesero a Giulia di conservare i loro beni più preziosi.
I genitori di Costanza decisero coraggiosamente di non voltarsi dall’altra parte, e osarono ancora di più nascondendo nelle intercapedini e nei vani più segreti del loro palazzo più di 40 ebrei.
Pagine bellissime in cui l’autrice racconta il coraggio dei genitori e una serie di aneddoti che vi daranno la misura della loro grandezza. Ed è con orgoglio che Costanza riceve nel 2002 l’attestato e la medaglia di “Giusto fra le Nazioni” in memoria e ringraziamento dell’impegno profuso dai genitori.

Insomma un ritratto a tutto campo, e fino alla fine dei suoi giorni, di Giulia Florio, che tra le altre cose ebbe l’ardire anche di tenere testa allo spietato Kappler per salvare lo zio Vincenzo e sua moglie imprigionati dai nazisti. Davvero un coraggio da leonessa che seppe onorare il simbolo e lo stemma felino dei Florio che presidia la tomba di famiglia –di cui Costanza denunciò lo stato di degrado- nel cimitero monumentale di Santa Maria del Gesù a Palermo.

È tempo di Giallo nel paese delle rose

SALOTTO LETTERARIO ROSA in GIALLO

Domenica 19 settembre 2021 ore 15.30

Bossolasco, il Paese delle Rose

Piazza XX Settembre

Sintesi Rosa in Giallo

&

Adesione alla Campagna Lettura ad Alta voce a cura del Liceo Govone di Alba

Il Salotto letterario Rosa in Giallo del Paese delle Rose -Bossolasco quest’anno aderisce alla Campagna Lettura ad Alta voce a cura del Liceo Govone di Alba.

Ogni scrittore partecipante: Bruno Gambarotta-Margherita Oggero-Gian Maria Aliberti Gerbotto-Massimo Tallone -Danilo Paparelli-Tiziana Prina delle Edizioni Le Assassine,sarà introdotto dalla recensione ad Alta Voce del loro ultimo lavoro editoriale, a cura del Liceo Govone di Alba.

L’appuntamento al Salotto letterario è sempre la terza domenica di settembre che, quest’anno, cade il 19 settembre.

Una kermesse, il Salotto di Rosa in Giallo 2021, che prevede la partecipazione di scrittori affermati e conosciuti come Margherita Oggero. Il suo ultimo lavoro “Il gioco delle ultime volte”. Molto a apprezzata per aver dato l’ispirazione alla serie televisiva “Provaci ancora prof” con Irene Pivetti.

Ritorna anche uno schioppettante Bruno Gambarotta il cui ultimo lavoro è “La confraternita dell’asino”. Una parodia della classe politica che, probabilmente’ potrebbe essere degnamente sostituita, indovinate da chi?

Per passare a Massimo Tallone, co-autore, de “La Saga di Lola”, la cui ultima opera è “Un cestino di ciliegie”, vagamente ispirata ad una pittrice, morta avvelenata, come il suo personaggio principale.

Gian Maria Aliberti Gerbotto con il suo ultimo romanzo “La piena assassina”, in grado anche di resuscitare Beppe Ghisolfi che, risorto, sarà presente al Salotto Letterario.

Danilo Paparelli, noto per le sue vignette umoristiche parodia della vita sociale e politica italiana, ma anche scrittore.

Sarà presente anche Daniela Di Falco, una grande traduttrice, nota per quelle di Isabel Ostrander e DorotyBowers, ma non solo. Che ne sarebbe di un romanzo senza un traduttore che dà una sorta di anima nuova alla versione in lingua, ma cerca di restare fedele alla versione originaria?

Tiziana Prina, editrice de Le Assassine – un Club di sole donne – che è ben rappresenta dallo slogan “Signore in giallo si diventa”.

Cristina Borgogno, giornalista de La Stampa assieme a Tommaso Lo Russo, presidente di Solstizio d’Estate e del Club Lions Alba Langhe come conduttori del programma assieme a Gian Maria Aliberti Gerbotto.

Non si parlerà solo di libri, ci sarà spazio anche per tanto gossip, aneddoti, racconti di vita professionale ed altro ancora in cui il confine tra reale e finzione è sempre più labile.

Il Salotto sarà anche condito con la verve del duo comico costituito da Gianni Giannini e Francesca Ceretta e le loro gag e parodie.

È finita? Ovviamente no, perché in occasione dell’apertura dell’Anno Lionistico in Italia, il Club Alba Langhe lo farà in modo irrituale a Bossolasco, Paese delle Rose, dove effettuerà una donazione all’Istituto Comprensivo Scolastico di Bossolasco-Cravanzana-Lequio Berria e Murazzano.

Rosa simbolo di silenzio e virtù, ma anche di completezza e di esoterismo.

Un appuntamento da non perdere che prevede anche il coinvolgimento del Liceo Govone di Alba e dell’Istituto Ferrero Cillario di Alba, Neive e Cortemilia.

Il concorso Il Bosco Stregato si rinnova e lancia la nuova edizione di Rosa in Giallo coniugando l’arte incisoria (Ex Libris) con i racconti gialli. Un mix innovativo che rende il Premio unico nel suo genere. La scadenza per gli Ex Libris e per i racconti gialli è stata prorogata al marzo 2022.

Proseguirà il 15 ottobre a Bra in collaborazione con l’Istituto Scolastico (alberghiero) Velso Mucci di Bra ed altre sorprese…

Ma farà tappa anche in Val Chiavenna in collaborazione con l’Associazione Italiana Musei della Stampa e della Carta e della locale Comunità Montana.

L’evento continuerà a Bolzano nella Piazza Walther e a Castel Mareccio dall’8 al 12 dicembre.

La giuria tecnica, per la sezione racconti gialli, si avvale dell’ausilio di quella scolastica di tre licei: quello di Alba “Govone”, di Bra “GB Gandino” e di Bolzano “Giosuè Carducci” e sarà composta da Margherita Oggero, Bruno Gambarotta, Massimo Tallone, Tiziana Prina, Bruno Bruna, Bruno Frea, Lina Lo Russo e Tommaso Lo Russo. Mentre quella per gli Ex Libris, in via di definizione, sarà composta da esperti dell’arte.

Per maggiori informazioni o copia del bando: www.boscostregato.com e www.sfumaturedigiallo.it oppure a info@boscostregato.com

La settimana della lettura ad alta voce

LIBRI / Dal 16 al 23 settembre 2021

LEGGERE UNISCE IL MONDO, A TORINO UNA SETTIMANA DEDICATA ALLA LETTURA AD ALTA VOCE

 

Adei, Associazione degli editori indipendenti italiani lancia la prima Settimana della lettura ad alta voce, dal 16 al 23 settembre 2021, per dare vita ad un’azione concreta a sostegno della lettura in tutte le sue forme.

 

Torino, si leggerà ad alta voce nel giardino della Bela Rosin, nelle librerie e sulle sponde della Dora. Le Biblioteche Civiche Torinesi alla Poloteca di piazzetta Franco Antonicelli con “Guerra in Rosa” giovedì 16 con Stefania Giuliani daranno voce alle testimonianze delle donne afghane e al Mausoleo della Bela Rosin con “Il funerale di Neruda” domenica 19 daranno spazio ai racconti del Golpe in Cile tratti dall’autobiografia di Neruda. A Borgo San Paolo sabato 18 con Open House si viaggia al “Polo Nord” in un tour con letture che attraversa il Borgo del Freddo e la storia della città fino alle Olimpiadi 2006 e al titolo di Capitale dello Sport 2015. In via Cavalcanti sabato 18 il flash mob “Leggo, t’affacci, t’invito” vuole sostenere la nascita di una biblioteca di condominio e in piazza Cavour “Angurie per Amadeus” vuole far riscoprire le prelibatezze gastronomiche e i cibi che hanno accompagnato (e chissà, forse ispirato) Mozart durante il Grand Tour. Al Polo del 900, martedì 21, è invece in programma la presentazione de “Il bosco buonanotte”libro illustrato per bambini nato da un laboratorio di scrittura creativa con 13 detenuti del carcere di alta sicurezza di Saluzzo. Frutto del progetto “Liberandia” – promosso dall’associazione Voci Erranti onlus in collaborazione con la Fondazione Mamre e lo scrittore Yosuke Taki – la fiaba, scritta collettivamente da tredici papà reclusi, nasce dal loro dolore e dal loro interrogarsi su come essere padri a distanza di figli lontani, visti poche volte l’anno, e su come dire loro la verità. L’ultimo appuntamento, giovedì 23, è alla Poloteca per “Diritti in Strada” con la lettura della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo e di testi di Gino Strada.

 

L’idea della settimana dedicata alla lettura ad alta voce nasce sulla scia del successo del progetto Lettura Day che ogni giovedì, dallo scorso 23 aprile, promuove eventi, sia dal vivo e sia in digitale, che coinvolgono lettori e luoghi di ogni tipo (bar, cinema, strade, chiese, scuole, librerie, ecc…). Il tema proposto è “Leggere unisce il mondo”, con l’obiettivo di condividere e diffondere brani che abbiano le più varie origini culturali e linguistiche.

 

PROGRAMMA  

 

Giovedì 16 ore 17

Biblioteca civica Italo Calvino, lungo Dora Agrigento 94

RACCONTI SULLA DORA

Sulle sponde del fiume c’è una bella biblioteca, e davanti una piazzetta per leggere tante storie ai bambini. Isadora Brillo e Manuela Escobar, volontarie del Servizio Civile, accompagneranno l’inizio della scuola leggendo ad alta voce per bambini e genitori.

 

Giovedì 16 ore 19,30

Poloteca, piazzetta Franco Antonicelli (via del Carmine angolo corso Valdocco)

GUERRA IN ROSA

Voce alle donne afghane. Articoli e testimonianze

Stefania Giuliani e lo staff in lettura ODS con Biblioteche civiche torinesi

 

Sabato 18 ore 17,30 – via Cavalcanti

LEGGO, T’AFFACCI, T’INVITO

Un flash mob per la nascita di una biblioteca di condominio, a cura di Sei Cavalcanti! e in collaborazione con lo staff di lettura di ODS

 

Sabato 18 ore 18,30 – Sala La Mansardata, via Da Verrazzano 13

ConTesto Diverso incontra l’autore

Il gruppo di lettura “ConTesto Diverso” di Periferia Letteraria incontra e dialoga con l’autore dell’ultimo libro analizzato dal loro gruppo di lettura, “La vita sessuale delle sirene” di Andrea Malabaila (Clown Bianco), leggendo alcuni passi del libro ad alta voce.

 

Sabato 18 ore 15 – Borgo San Paolo

TOUR VIAGGIO AL POLO NORD

Nel Borgo del Freddo, un sistema di parchi dedicati allo sport. Chiamavano “Polo Nord” questa zona di Torino perché qui si raccoglieva la neve caduta per i venti freddi dalle valli chi si incanalavano lungo il tracciato del treno. Da qualche anno la trasformazione di una fabbrica, la MaterFerro, ha lasciato spazio a un parco di 35mila metri quadrati e a una grande piazza sopra il passante ferroviario. Arredi contemporanei, giochi per i bambini e sport per tutti, installazioni ispirate al nome originario della borgata: il tour a cura di Open House attraversa la storia della città fino alle Olimpiadi 2006 e al titolo di Capitale dello Sport 2015. Sono in programma letture durante il tour tratte dal libro “Borgo San Paolo. Storie di un quartiere operaio”. Partenza da piazza Marmolada angolo corso Racconigi. Iscrizioni su www.openhousetorino.it

 

Sabato 18 ore 16 – Piazza Cavour

ANGURIE PER AMADEUS. Il viaggio in Italia del giovane Mozart (con suggerimenti gastronomici)

Presentazione con letture del libro “Angurie per Amadeus” con l’autore Andrea Maia, divulgatore instancabile di aneddoti, per riscoprire le prelibatezze gastronomiche e i cibi che hanno accompagnato (e chissà, forse ispirato) il musicista durante il Grand Tour. Seguirà concerto d’arpa con le allieve di Federica Mancini. La presentazione è inserita all’interno dell’evento organizzato dall’associazione Giardino forbito.

 

Domenica 19 ore 10 – Mausoleo della Bela Rosin, Strada Castello di Mirafiori 148/7

MAMMA LINGUA. STORIE PER TUTTI, NESSUNO ESCLUSO

Letture bilingui nell’ambito del progetto promosso dall’Associazione Italiana Biblioteche, rivolto alla fascia di bambini 0-6 anni delle più numerose comunità straniere del nostro paese. Il riconoscimento delle diverse lingue d’origine e delle diverse situazioni di bilinguismo costituiscono il modo più efficace per favorire l’apprendimento dell’italiano e migliorare l’integrazione delle famiglie straniere.

 

Domenica 19 ore 18 – Mausoleo della Bela Rosin, Strada Castello di Mirafiori 148/7

IL FUNERALE DI NERUDA

Nell’ambito della mostra “Le case di Neruda. Viaggio nel Cile di Neruda” letture dall’autobiografia di Neruda in particolare le pagine del Golpe, con Biblioteche civiche torinesi, Assemblea Teatro e Fondazione Neruda

A 12 giorni dal golpe militare, muore Neruda: omicidio o morte naturale? Al suo funerale, nonostante il coprifuoco, partecipò una folla sterminata, atto d’amore e stima per il cantore della cultura latino-americana e insieme unica manifestazione di massa di quei giorni contro il regime.

 

Lunedì 20 ore 17,30 – Bibliobus e Dirittibus, via Negherville – Giardini Pugno

Dal BIBLIOBUS, dedicato a DIRITTIBUS: LE FERITE

Con il progetto Dirittibus i racconti che 14 grandi scrittori e scrittrici hanno scritto per i 50 anni di Medici Senza Frontiere (Einaudi). Legge lo staff in lettura di ODS coordinato da Stefania Giuliani.

 

Martedì 21 ore 18,30 – Polo del 900, via Del Carmine 14

IL BOSCO BUONANOTTE

Presentazione de “Il bosco buonanotte”, libro illustrato per bambini nato da un laboratorio di scrittura creativa con tredici detenuti del Carcere di alta sicurezza di Saluzzo, in provincia di Cuneo. Frutto del progetto “Liberandia” promosso dall’Associazione Voci Erranti Onlus in collaborazione con la Fondazione Mamre e lo scrittore Yosuke Taki, la fiaba, scritta collettivamente dai tredici papà reclusi, nasce dal loro dolore e dal loro interrogarsi su come essere padri a distanza di figli lontani, visti poche volte l’anno, e su come dire loro la verità. Ed è solo attraversando il fitto bosco in cui sono finiti una volta persa la strada che riescono trovare il coraggio per dire il “non detto” e ritrovare, infine, la via di casa e degli affetti. Intervengono: Grazia Isoardi (Voci erranti), Francesca Vallarino Gancia (Fondazione Mamre), uno dei papà detenuti del Carcere di Saluzzo, autori della fiaba. Modera: Stefano Delmastro (Scritturapura).

Presentazione libro Scritturapura con letture presso Polo del Novecento all’interno della rassegna Bookstop, un ciclo di momenti informali in cui proposte letterarie e di valorizzazione del patrimonio si alternano a momenti di riflessione sui temi della contemporaneità, organizzati dagli archivisti e dai bibliotecari del Polo del 900.

 

Mercoledì 22 ore 17 – Mausoleo della Bela Rosin, Strada Castello di Mirafiori 148/7

SE SON LIBRI FIORIRANNO…

Leggere ad alta voce nel giardino della Bela Rosin

Un leggio, un libro e la nostra voce. Nel giardino di lettura delle Biblioteche civiche torinesi, uno spazio a disposizione di tutti coloro che in qualsiasi momento vorranno leggere liberamente ad alta voce.

 

Giovedì 23 ore 17 – Biblioteca civica Italo Calvino, lungo Dora Agrigento 94

RACCONTI SULLA DORA

Sulle sponde del fiume c’è una bella biblioteca, e davanti una piazzetta per leggere tante storie ai bambini. Isadora Brillo e Manuela Escobar, volontarie del Servizio civile universale, accompagneranno l’inizio della scuola leggendo ad alta voce per bambini e genitori.

 

Giovedì 23 ore 19,30 – Poloteca, piazzetta Franco Antonicelli (via del Carmine angolo corso Valdocco)

DIRITTI IN STRADA

Lettura della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo e di testi di Gino Strada con Biblioteche civiche torinesi, Stefania Giuliani e lo staff in lettura ODS

 

 

 

Lettura Day è realizzato da Adei, Associazione degli Editori Indipendenti

In collaborazione con il Cepell, Centro per il Libro e la Lettura

in media partnership con Rai Cultura

con il patrocinio di Anci, SIAE, AIB

in collaborazione con Sistema Bibliotecario e Assessorato Cultura Comune di Milano, Federculture, Lucca Comics & Games, Bologna Children’s Book Fair, Portici di Carta, Bookpride, Taobuk, Rassegna Microeditoria Chiari, Testo/Pitti Immagine, Borghetto del Libro, La via dei Librai, Palermo Città che legge, Nati per Leggere, Associazione culturale pediatri – ACP, Centro per la salute del bambino – CSB, Institut Ramon Llull e la Delegazione del Governo della Catalogna, Opera di Santa Croce, Alleanza delle Cooperative Comunicazione, COLTI – Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti, Librerie di Roma, SIL – Sindacato Italiano Librai e Cartolai, Libri da asporto, Bookdealer.

 

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