Nell’ultimo libro “Mare violato” Rosanna De Amicis , come già nel precedente, si avvale di due storie parallele per poi ricomporle indissolubilmente riannodandole in occasione di una indagine svolta da Camilla Di Francesco, l’affascinante e intuitiva Capitano di Corvetta incaricata di occuparsi della misteriosa scomparsa di un ragazzo siciliano stabilitosi da poco in Liguria.
Protagonista dell’altra storia è proprio Vito che, al contrario di Camilla , gratificata dalla felice esistenza a Genova , dal prestigioso lavoro, dall’amore del marito Diego, Capitano di Guardia Costiera, dall’affetto dei suoi famigliari e del piccolo Mattia, è scontento e triste nell’aver dovuto necessariamente lasciare l’amata Catania al seguito del padre che ha trovato lavoro nel porto di Genova.
Le pagine, in cui la scrittrice descrive la malinconia e il rimpianto del giovane nel ricordare la sua terra natale, lo splendore di Aci Trezza, Aci Castello e Giardini Naxos, sono trattate con particolare sensibilità e ammirazione svelando un sentore autobiografico.
Anche lei non può dimenticare quei ricordi nostalgici scolpiti nel suo cuore dei luoghi in cui ha vissuto in gioventu’ col marito siciliano che
glieli ha fatti conoscere.
Intorno a Camilla e Vito ruotano tanti personaggi, anche i minori, tutti colti con una attenta indagine psicologica.
Soprattutto viene messo in rilievo Rosario, il ristoratore che ha assistito alla nascita dell’amore tra i due ufficiali ma la sorpresa è data dal ritorno di un personaggio , che conoscevamo già dal libro precedente.
Sono le ultime pagine, quando il lettore pensa che il romanzo si concluda, ad essere le più sorprendenti ed intriganti nel coinvolgere in prima persona la stessa Camilla in una situazione impensabile e inquietante che rende il tutto sempre più avvincente.
Giuliana Romano Bussola
RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Elizabeth è un’insegnante fuori da ogni schema, di lei e della sua vita non trapela nulla; la sua mente è geniale, le sue analisi taglienti, la sua visione delle cose inusuale. Neil ne è come stregato, attratto in un modo che sembra oscillare tra amore platonico e cerebrale, sicuramente è incapsulato in una potente fascinazione. Sentimento che condivide con gli altri studenti abituati a ritrovarsi in un pub dopo le lezioni e l’argomento di conversazione è proprio Elizabeth, chiamata E.F.
L
Non è sempre facile seguire questo romanzo distopico, eppure gli spunti in qualche modo inchiodano alla sua lettura. Un futuro estremo, neanche tanto lontano, in cui il mondo sarebbe sull’orlo del disastro climatico ed è governato da grandi compagnie tecnologiche prive di etica.
Se avete amato “Il socio” uscito nel 1991 (dal quale è stato anche tratto il famoso film interpretato da Tom Cruise), questo è il suo seguito e l’ultimo romanzo dello scrittore di legal thriller tra i più famosi al mondo. Grisham, 68 anni, al suo attivo 28 best seller e oltre 300 milioni di copie, non ha bisogno di presentazione.

non è imprescindibile aver letto prima, ma è utile), vent’anni dopo e abbiamo il piacere di ritrovare i personaggi molto maturati con i loro figli, i loro nipoti, le loro responsabilità e la loro capacità unica di essere una famiglia sui generis, una famiglia tra Spagna e Impero turco,che deve accogliere nuove persone, abbracciare altri dolori, contemplare altre perdite e ricordarsi che una sola cosa può essere più forte dell’odio e della vendetta: l’amore, oltre qualsiasi pregiudizio. E, in una famiglia tanto accogliente e stupenda, c’è posto per tutti. C’è posto per Mita, una ragazza fiorentina che si trova prigioniera dei corsari e che crede di aver perso tutto sul ponte della nave dove vede il padre assassinato dai suoi amici e che trova l’amore e una nuova casa, per scoprirsi più forte di quello che credeva. C’è posto per Alejandra, la divertente domestica di Mita, che non ha mai perso la fede ed è riuscita a reagire e a farsi amare con la sua forza, il
suo coraggio e il suo sorriso. C’è posto per tutti quelli che vogliono restare, tornare, arrivare. E, soprattutto, ancora una volta, c’è posto per loro, per coloro che hanno creato tutto questo e che tengono in piedi il loro amore, insegnandolo agli eredi: Pedro, Maria, Masuud, Aisha e Ali ci insegnano che l’unico modo per essere fratelli non è possedere lo stesso cognome e/o lo stesso sangue o vivere insieme, ma esserci nei momenti di dolore per cercare di guarirlo e in quelli di felicità per renderla più completa.
E’ stata un bella presentazione quella del 2 marzo scorso presso la Sala Biblioteca dei Circolo dei Lettori di Torino. L’atmosfera era contemplativa tra tutti i preziosi volumi che abitano gli scaffali delle antiche librerie, ma anche effervescente grazie alle parole, alle analisi, alle letture e alle considerazioni che si sono fatte sul nuovo libro di Pier Paolo Segneri, Diario delle 8, edito da Affiori.
E’ nata in una facoltosa e blasonata famiglia franco-belga; il padre era un ricco proprietario terriero, la madre una nobile belga che morì, stroncata da una setticemia, 10 giorni dopo aver dato alla luce Marguerite. E l’inizio della vita è già in salita quando al tuo primo vagito fa eco l’urlo di dolore di tua madre, al quale segue poi il suo silenzio nell’eternità.
che diventa l’inseparabile compagna fino alla fine dei suoi giorni. Le due donne si trasferiscono a vivere in America nel 1939, quando scoppia la seconda Guerra Mondiale. Marguerite prende la cittadinanza americana nel 1947 e si dedica alla scrittura, all’insegnamento di storia della letteratura francese e storia dell’arte. Con il successo letterario gira il mondo in lungo e in largo; si ferma solo quando la salute di Grace declina fino alla sua morte nel 1979.
E’ il primo romanzo del giornalista e scrittore Eugenio Murrali che in queste pagine adotta una soluzione coinvolgente per trasportarci nel mondo della grande scrittrice. Racconta la vita della Yourcenar attraverso le parole di chi ne ha accompagnato il percorso, dando voce a pensieri ed emozioni altrui che delineano magnificamente il personaggio.
Marguerite Yourcenar fu sempre molto attenta nel tramandare memoria della sua vita attraverso 3 volumi autobiografici in cui cura in modo particolare quello che vuole o meno rivelare di sé e del suo percorso. Ma se vogliamo avere un quadro d’insieme obiettivo questo è il libro che ci permette di farlo.
E’ il primo libro dell’autrice, scritto in anni giovanili, pubblicato nel 1929, ed è un breve romanzo epistolare. A scriverlo è il musicista Alexis che compone una lunga lettera in cui dichiara alla moglie la propria omosessualità, dunque l’impossibilità di amarla come lei vorrebbe. Il protagonista ha 24 anni, esattamente come la Yourcenar che in queste righe tratteggia un tormento intimo, scandagliando in profondità il sentire di Alexis che, dopo aver lottato strenuamente contro la sua omosessualità, dichiara fallita la lotta con se stesso e spiega alla moglie le ragioni che gli impediscono di essere un marito a tutti gli effetti.
Romanzo storico pubblicato nel 1951, vinse il Prix de Critiques e mette a fuoco la figura dell’imperatore romano.
Altro romanzo di argomento storico in cui la scrittrice narra la vita di un personaggio immaginario, il filosofo, scienziato e alchimista Zenone che lei immagina essere nato nel XVI secolo in Belgio.
In queste pagine la Yourcenar ricostruisce tra storie e fantasia la storia della sua famiglia, riannodando le vicende di più generazioni. Inizia dal racconto della sua nascita drammatica e prosegue fissando un primo tassello della sua autobiografia che affonda le radici in un passato qui magistralmente ricostruito indietro fino al XVI secolo nelle Fiandre.
Incontri con gli autori


Silvia Pizza
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Un romanzo magnificamente introspettivo che si colloca sulla scia del suo successo “Va dove ti porta il cuore”; in cui rivede la sostanza dei suoi affetti, altrettante dichiarazioni di amore per ogni membro della sua famiglia.
Tim Winton è un talentuoso scrittore australiano, nato a Perth nel 1960, e dopo aver vissuto in Irlanda, Francia e Grecia, ora si è stabilizzato nell’Australia occidentale con la moglie e i 3 figli.
Ognuno di noi è anche il risultato del suo passato, a partire dall’infanzia; anche per questo è interessante scoprire i primi anni degli scrittori, perché da quel punto di partenza si sono sviluppate notevoli personalità.
E’ il settimo volume della Saga Millenium creata da Stieg Larsson e, dopo la sua precoce e improvvisa morte, continuata da altri autori. Diciamo subito che nessuno di loro ha neanche lontanamente riprodotto la magia, il pathos e i continui colpi di scena dei primi volumi scritti da Larsson.
