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Torino Spiritualità 2024: ma io, dove ho sbagliato? Enrica Tesio e Enrico Gagliano a confronto

“Torino spiritualità” ritorna a Torino dal 25 al 29 settembre con tante conferenze e  riflessioni nelle ultime giornate d’estate per “non rinunciare a farsi domande e cercare, lontano dalla frenesia di tutti i giorni”.
Un luogo in cui, grazie all’esperienza e alla conoscenza di personaggi più o meno noti, è possibile approfondire il significato profondo del nostro essere e del nostro tempo attraverso voci ed esperienze condivise.
Nella serata del 26 settembre, tra le molto occasioni di confronto, il palco del Teatro Gobetti di Torino ha ospitato Enrica Tesio e Enrico Galiano che insieme hanno discusso e riflettuto sul tema dell’errore.
 Il titolo emblematico- “Ma io, dove ho sbagliato?” – ha dato il via ad un confronto onesto e profondo tra i due autori che hanno entrambi a cuore questa tematica.
Sull’ errore, Enrica racconta di aver vissuto il suo lavoro come quell’ “ansia costante di essere sempre creativi e questo  mette una pressione pazzesca alle persone. L’ errore sta nell’idea della passione del lavoro che debba essere sempre una fiamma ardente sempre, ma il lavoro è mestiere e non può essere solo passione”.
Mentre  Enrico ha riflettuto sulle origini di questa antica emozione constatando che l’errore genera naturalmente paura. Ma dietro questo concetto c’è una spiegazione che già i greci avevano scandagliato illustrando che ” Phobos è la divinizzazione della paura e dello spavento. Ma questo potente Dio è figlio di Ares (dio della guerra)  e Afrodite(dea dell’ amore).  Raccontandoti una storia, viene spiegato un’emozione. Quando senti la paura si sbagliare, è un segno: devi combattere per inseguire ciò che ami. Devi attraversa il vuoto e vincere la paura”.
Ancora Enrica, parlando della difficoltà di scegliere e sbagliare, dice ” ho sempre vissuto in positivo perché l’errore o la scelta giusta si svela solo nel lungo periodo. In realtà entrambe le strade generano una perdita. È importante capire che “crescere è imparare a deludere”.
Chiude Enrico con una profonda riflessione sulle imperfezioni che caratterizzano tutti noi e che  ci rendono però unici “anche quando perdi una persona amata alla fine ti mancano proprio le sue imperfezioni. I difetti sono un dono che rende quel rapporto unico e insostenibile”.
I due scrittori hanno entrambi sottolineato l’importanza di scendere dalla nave su cui  ci rifugiamo per non affrontare le difficoltà e iniziare a vivere veramente nelle nostre molteplici contraddizioni che sono quelle ci rendono maledettamente umani.
VALERIA ROMBOLA’

L’editoria indipendente del Piemonte si racconta

Indipendent Book Tour:  tappa in sette capoluoghi della Regione

Dal 28 settembre al 30 novembre

Ideata da “Hangar del Libro” (progetto di “Regione Piemonte”) e dal “Salone Internazionale del Libro di Torino” – in collaborazione con la “Fondazione Circolo dei Lettori” – “Indipendent Book Tour”, giunto alla sua IV edizione, riparte con 31 case editrici e l’obiettivo fondante di raccontare la ricchezza e l’alta qualità dell’editoria indipendente piemontese, per un viaggio che toccherà sette capoluoghi piemontesi partendo sabato 28 settembre da  Novara, per concludersi sabato 30 novembre a Cuneo.“Un modo – sottolineano gli organizzatori – per valorizzare il lavoro svolto dalle case editrici indipendenti, capaci di sperimentare e innovare, di prestare attenzione alle voci emergenti o riscoprire autori del passato, di ampliare gli orizzonti culturali di lettrici e lettori”. Oltre a Novara e a Cuneo, il tour farà tappa a Torino (sabato 12 ottobre), Verbania (sabato 19 ottobre), Alessandria (sabato 26 ottobre), Asti (sabato 9 novembre) e a Biella (sabato 16 novembre).

A ogni appuntamento le “case editrici”, selezionate a giugno attraverso la call “Hangar del Libro”, presenteranno il loro libro del momento (segno di una “bibliodiversità” che permette di assecondare i gusti e le passioni di lettrici e lettori di ogni età ed interesse), accompagnate da brani musicali e azioni teatrali curate da “B-Teatro”. Novità di quest’anno sarà la partecipazione di quattro “gruppi di lettura” (“Teste di medusa” di Torino , “La voce della luna” di Alessandria, “Cuba Libri” di Asti, “Lettori per passione” di Cuneo) e 26 lettrici e lettori (“booklovers”) per presentare i libri ad ogni tappa, affiancando ognuno una determinata casa editrice e trasmettendo al pubblico le emozioni e le riflessioni di chi ama immergersi nella lettura, pubblicando anche sui propri ‘profili social’ recensioni e interviste”.

Il via, sabato 28 settembre (ore 17,30) a Novara, al “Circolo dei Lettori” (presso il “Castello Sforzesco”), con “Cose Note Edizioni” che presenta “Oddio, l’estate!” di Adriana Riccomagno“Edizioni Astragolo” che illustra “Dov’è finita la signora Consoli?” di Carlotta Benedetti“Gainsworth Publishing” che racconta “Death is not the worst – Inheritance” di Julia Sienna e “Hever Edizioni” che porta ai lettori “Cieli d’Olanda” di Barbara Da Ruos e Cristina Gregori.

Torino, la seconda tappa. Appuntamento, sabato 12 ottobre (ore 17,30) nell’ambito  della manifestazione “Portici di Carta” (in “Sala Turinetti” di “Gallerie d’Intesa”, piazza San Carlo 156) con: “LAReditore” e “Aeterna. La ragazza sbagliata” di Vanessa Genre“Beppe Grande Editore” con “Leggere è libertà. Dietrich Bpnhoeffer. Sophie School” di Barbara Fischer“Buendia Books” e “Certe donne a Torino” di Marina Rota“Buckfast Edizioni” e “Amori senza rete” di Consolata Lanza per finire con “Scritturapura” e “Mucche ballerine” di Marco Bosonetto.

Dopo Torino, la carovana di “Indipendent Book” proseguirà toccando le altre cinque tappe in programma, per mollare le redini sabato 30 novembre alla “Biblioteca 0-18” di Cuneo.

Per info e tutto il programma dettagliato: www.hangardellibro.it o www.salonelibro.it

Oltre alla consueta “vetrina” online su www.hangardellibro.it, quest’anno “Indipendent Book” sarà anche affiancato dalla nuova pagina Instagram@hangardellibro per permettere al pubblico di “sfogliare romanzi – sottolinea Lea Iandorioproject manager dell’evento – saggi, raccolte di poesie, ‘graphic novel’, albi illustrati e libri per bambini che fanno parte del variegato catalogo dell’editoria indipendente piemontese”.

g.m.

Nelle foto, scrittrici presenti nella tappa di Torino: Consolata Lanza, “Buckfast Edizioni”; Marina Rota, “Buendia Books”; Vanessa Genre, “LAReditore”

Chiro, “Ombre”: una lunga lotta per la libertà e la vita

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Chiro esordisce a 47 anni  con un romanzo che sta lasciando i lettori incollati alle pagine di questo libro

La storia
La piccola Chiro cresce tra i caruggi genovesi. La sua è una famiglia in apparenza normalissima: mentre la madre è impiegata in un ufficio, il padre restaura chiese antiche. Tra le mura di casa, però, l’arte e la cultura lasciano il posto alla violenza della prima e all’alcolismo del secondo. Chiro, incatenata in un mondo di dolore e solitudine, cerca pace nelle droghe e nella vita di strada. Sarà lungo il viaggio da compiere per diventare grande, per sentirsi libera dai genitori, dai pregiudizi del mondo, da se stessa. Ma il cammino di Chiro è reso ancor più arduo da una sfida inaspettata: l’HIV. Dopo aver contratto il virus in giovane età, Chiro deve affrontare non solo i problemi di salute causati dalla malattia, ma anche il peso schiacciante dello stigma sociale. Per oltre vent’anni combatte contro un nemico invisibile, lottando per rimanere in piedi in un mondo che spesso la rifiuta e la giudica. Con straordinaria forza e sincerità, Chiro racconta la storia vera di chi ha vissuto un’Italia piegata dalla tossicodipendenza, dal perbenismo e dal pregiudizio, uscendone più forte. Questo libro è il testamento di una donna che non ha mai smesso di lottare per la sua libertà, per la sua dignità, e per la sua vita.
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Recensione
Veronica

Recensito in Italia il 5 settembre 2024

Una storia onesta, reale, un libro scritto con il cuore, senza fronzoli. Una scrittura che ti tiene incollata, parola dopo parola, emozione dopo emozione. Un pugno dritto nello stomaco di ipocrisie, pregiudizi preconcetti. La storia di una Persona. Con la P maiuscola. Una che non molla. Mai.

“Per non dimenticare”, diario di viaggio di Laura Rossi

“Per non dimenticare” è un avvincente diario di viaggio in cui Laura Rossi affida al disegno e alla parola scritta il ricordo del suo vissuto durante i tanti viaggi intrapresi in crociera attraverso l’Europa. A conferma che la Bellezza è salvifica (non si dice forse, Dostoevskij docet, che essa salverà il mondo) le pagine, sorte dall’accorata esigenza di alleviare l’oppressione  provocata dal Covid, hanno ottenuto il benefico risultato di offrire un piacevole rifugio nel ricordare “persone, cose, luoghi” visitati ed amati. Molto apprezzata come versatile artista che tratta indifferentemente pittura, scultura, incisione, Laura si rivela abile scrittrice nell’accostare le belle illustrazioni al tessuto narrativo di appunti di viaggio quale intima confessione autobiografica rivelatrice di sensibilità e cultura umanistica legata all’estetica, alla storia ed al costume. Scorrono, accompagnate da brevi ma intense considerazioni, raffigurazioni di chiese, sculture, monumenti, trattati con la minuzia di un naturalista, quale ella è, soffermandosi sui particolari più salienti per rivelarne nascosti e misteriosi significati simbolici. Tutto viene presentato attraverso il filtro del suo sentire, ora in modo realistico, ora poetico, ora leggermente ironico ed autoironico; portandoci con sé a Colonia, davanti ad un palazzo con una curiosa scultura vuole testimoniare argutamente il desiderio di prestigio del proprietario, a Corfù la piccola chiesa le offre un senso di protezione, a Canterbury la cattedrale, descritta in bianco e nero, la fa pentire di non aver usato il colore mentre a Barcellona la Sagrada dell’amatissimo Gaudi la ispira per i suoi vetri dipinti. A Lubiana ci fa partecipi del senso di disagio davanti ai draghi, scolpiti a guardia dei ponti, che le riportano l’immagine del Coronavirus ma a Colonia la statua del Rubens sorridente nel monumento di fronte al duomo le dà conforto con un accogliente benvenuto. Spesso sorgono associazioni mentali come avviene riguardo la Vergine nera di Monserrat che ricorda la stessa Vergine dei santuari di Oropa e Crea. Allo  stesso modo rivive il mondo di Van Gogh nelle pagine dedicate ad Arles, un sottile gioco di rimandi a Modigliani avviene davanti alla testa di S.Ursula nel museo di Dubrovnik che le ricorda anche la fissità ieratica del crocifisso romanico del nostro duomo di Casale. L’immagine di una tipica casa di Delft mi affascina talmente facendomi vagheggiare che, oltre le luminose finestre, Johannes Vermeer avesse usato colori e pennello per ritrarre la ragazza con l’orecchino di perla. Le emozioni da lei provate ci consegnano suoni e sensazioni olfattive facendoci sentire il ticchettio del grande orologio di Praga, odorare l’aroma del famoso profumo che si diffonde nelle strade di Colonia, la fragranza del pane appena sfornato e del succo di pompelmo venduto dagli ambulanti presso il muro del pianto a Gerusalemme ed anche l’odore di cera emanato dal legno dell’organo barocco di una chiesa di Amsterdam. Le ultime pagine sono dedicate ai tanti organi tra cui quello di Antwessen, S.Tropez, Maiorca, S.Remy senza dimenticare quelli in Monferrato descritti con passione e precisione consegnandoci non solo il talento di una artista figurativa ma anche di scrittrice.
Giuliana Romano Bussola

Laura Rossi converserà con Aldo Timossi e Dionigi Roggero durante la presentazione del libro il 24 settembre ore 18, Accademia Filarmonica, Casale Monferrato

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

 

Carla Madeira “L’amore è un fiume” -Fazi- Euro 18,50

In Brasile è un caso editoriale il romanzo di esordio di Carla Madeira (nata a Belo Horizonte nel 1964, docente di Scrittura pubblicitaria), diventato un best seller grazie al passa parola che l’ha trasformata nella scrittrice più venduta in patria.

E’ la storia dell’amore totalizzante tra Venâncio e Dalva; ma anche della prostituta Lucy e della sua ossessione per Venâncio che non sarà priva di conseguenze.

Venâncio e Dalva si amano fin dal primo casuale sguardo, poi diventano una coppia legata da un rapporto totalizzante di amore assoluto. Si completano in una felicità che esclude il resto del mondo, cementata da una straripante passione.

Ma un rapporto così esclusivo ha sempre anche il rovescio della medaglia. La gelosia esagerata e soffocante porta Venâncio a perdere il controllo, perché si sente escluso dall’amore che la moglie riversa sul loro bambino nato da poco. E’ questa la causa scatenante dalla quale deriva la tragedia che apre una voragine tra i due.

Dalva erige un muro invalicabile tra lei e il marito, colpevole della peggiore delle azioni. Ogni giorno lei scompare per ore, nessuno sa dove vada, però quotidianamente passa davanti al bordello cittadino. E qui si innesta la storia di Lucy, prostituta per libera scelta, con un passato difficile di orfana precoce, poi diventata una sorta di cenerentola in casa di parenti.

Lucy non è solo bella, è anche sensuale e irresistibile, consapevole di esercitare una sorta di malia nei confronti del genere maschile; a partire dallo zio libidinoso, stregato dalla sua femminilità. E’ la più gettonata del casino in cui lavora, tutti la vogliono.

Peccato lei sia ossessionata da Venâncio, l’unico maschio che desidera in modo struggente, l’unico che invece la respinge.

Il romanzo entra negli anfratti dei sentimenti dei personaggi e racconta sviluppi imprevedibili, svolte inimmaginabili che sorprendono il lettore. Tutto scritto con una maestria che ci proietta dritti nel nucleo delle vite interiori dei protagonisti.

 

 

Guillame Musso “Qualcun altro” -La nave di Teseo- euro 20,00

Credo sia uno dei romanzi migliori dello scrittore Guillame Musso (nato ad Antibes nel 1974), con una trama incredibile e accattivante; continue sventagliate di colpi di scena, personaggi intriganti e una maestria di scrittura che assembla magnificamente il tutto.

L’inizio è di quelli decisi, che invogliano una lettura vorace. Su uno yacht miliardario, al largo della Costa Azzurra, la bellissima e potente proprietaria viene aggredita e selvaggiamente colpita alla nuca con un attizzatoio di metallo, da un’ombra nera mimetizzata in una tuta da sub.

Lei è Oriana Di Pietro, editrice e ricchissima erede di una delle famiglie milanesi più in vista. A soccorrerla agonizzante sono due studentesse, per puro caso. La donna morirà in ospedale dopo 10 giorni di coma. Sulla vicenda indaga la detective Justine; donna volitiva e preparata, che nel privato fa i conti con il doloroso abbandono del marito, per una ragazza più giovane.

Per un anno la polizia gira a vuoto, fino a quando viene trovata l’arma del delitto in una rimessa per barche. I sospetti ricadono sul marito della vittima, il pianista jazz di successo Adriene; lui però si professa innocente e mal tollera l’invasione della privacy sua e dei figli ancora piccoli.

Musso sa bene come catturare l’attenzione dei lettori e anche stavolta semina le pagine di indizi e smentite, segreti e doppie verità. Ripercorre la vita di Oriana, ne evidenzia il carattere deciso, la determinazione, l’intelligenza e la mania di controllo.

Più verità vengono a galla e con retroscena ambigui.

Nella rosa dei personaggi fa capolino anche la giovane Adele; Oriana l’aveva coinvolta in un piano machiavellico che poi le era scoppiato tra le mani.

La soluzione sembra essere sempre ad un passo. Invece scopriamo che, a seconda dell’angolatura da cui si guarda, tutto cambia e viene rimesso in discussione. Nessuno sta mentendo, ma i fatti oggettivi sono caleidoscopici e il rebus trova soluzione solo alla fine.

 

 

Claire Dederer “Mostri” -Iperborea- euro 20,00

Claire Dederer (nota giornalista collaboratrice di prestigiose testate, tra le quali il “New York Times”) in questo libro cerca di rispondere alla domanda: «Dobbiamo continuare ad amare i grandi personaggi che nella vita privata si sono rivelati dei mostri, mentre le loro opere restano delle pietre miliari?».

Risposte lei non ne dà. Piuttosto ripercorre le loro biografie, scava a fondo nei difetti, rivela scheletri nell’armadio, alcuni eclatanti.

Il primo capitolo è sul controverso regista Roman Polanski, vittima di tragedie pesantissime. La madre morta ad Auschwitz e il brutale assassinio della bellissima moglie Sharon Tate incinta, squartata da alcuni membri dalla satanica famiglia Manson.

Eventi che sicuramente hanno inciso nell’anima dell’artista, ma che non giustificano affatto le sue azioni. Polanski è stato accusato di aver drogato e sodomizzato una tredicenne.

La Dederer analizza a fondo questa figura contemporanea in cui alberga il difficile equilibrio tra due forze contrastanti: una mostruosità assoluta e un genio altrettanto supremo.

Nelle pagine poi ripercorre i lati oscuri di altri artisti famosi, tra i quali Woody Allen, Picasso, Michael Jackson, Doris Lessing e Virginia Woolf.

Di ognuno la Dederer analizza anfratti di vita privata e derive caratteriali, che non necessariamente inficiano la grandezza della loro genialità e delle loro opere.

Alcuni si sono macchiati di veri crimini, altri hanno esposto idee inaccettabili, altri ancora, più semplicemente, manifestato difetti e contraddizioni macroscopici.

Alla luce delle gravi rivelazioni le loro opere possono continuare ad essere accettate, ammirate o dileggiate? Risposta univoca non c’è.

 

 

The book of Printed Fabrics” -Taschen- euro 150

Il titolo precisa che i due monumentali volumi (per un totale di 880 pagine) tracciano la storia dei tessuti dall’inizio nel 1600 fino ad oggi. L’opera nasce dalla collezione del Musée de l’Impression sur Etoffes che si trova a Mulhouse (cittadina della Francia Alsaziana, quasi al confine con la Svizzera) dove ha sede il più importante museo di tessuti stampati al mondo.

Una messe di stoffe, colori, disegni, tessiture da capogiro; dal crêpe de chine Kensington al raso di seta, transitando per le romantiche fioriture e bouquet trompe-l’œil tipici del Liberty. Negli schedari degli immensi archivi di Liberty britannici ci sono più di 45mila stampati, da perderci la testa.

Il nome viene dal commerciante di stoffe che aprì l’emporio londinese nel 1875, Arthur Lasenby Liberty, ed è diventato sinonimo di uno stile intramontabile e subito riconoscibile.

Tornando a Mulhouse e alla storia del museo, vale la pena ricordare che la zona si era data lo statuto di repubblica neutrale

e indipendente rispetto alle leggi francesi e il loro monopolio delle manifatture reali.

Dal 1586 al 1798, durante la rivoluzione industriale la piccola cittadina Alsaziana era l’unica a poter produrre liberamente le “indiennes”, cosiddette “indiane” copiate dalle tele stampate provenienti dall’India, che arrivavano nelle stive delle navi e avevano conquistato l’Europa.

Nei secoli di storia dei tessuti arte e moda si sono incrociati e i due volumi raccontano il gusto europeo e la passione per le stoffe esotiche. Da lì il via a una florida industria tessile , anche a dispetto del proibizionismo promulgato, per esempio, in Francia nel 1686, quando il sovrano vietò l’importazione di tessuti indiani per di proteggere la produzione nazionale di sete.

 

Rol, “L’ultimo mago”

Al “Castello di Miradolo”, si presenta, a trent’anni dalla scomparsa, il libro di Francesca Diotallevi dedicato al celebre “sensitivo” torinese, Gustavo Rol 

Domenica 22 settembre

San Secondo di Pinerolo (Torino)

Esattamente trent’anni fa, il 22 settembre del 1994, moriva a Torino (città dov’era nato il 20 giugno del 1903) Gustavo Adolfo Rol. A portarselo via, all’età di 91 anni, fu una broncopolmonite accompagnata da un forte attacco di “ansia cardiaca”. Le sue ceneri riposano da allora nella tomba di famiglia a San Secondo di Pinerolo (Torino), dove la famiglia Rol possedeva una grande casa di campagna, adibita alle vacanze estive e dove nel 2005 gli è stata intitolata dal Comune una piazzetta a titolo commemorativo, dopo che una via del paese era già stata intitolata alla sua famiglia. Ebbene, proprio per commemorare il trentennio dalla scomparsa del celebre “sensitivo” torinese, San Secondo torna a ricordarlo e a raccontarlo, domenica prossima22 settembre (ore 15), presentando al “Castello di Miradolo” (sede della “Fondazione Cosso”) il libro “L’ultimo mago”, a lui dedicato, per i tipi di “Neri Pozza”,  dall’autrice milanese Francesca Diotallevi, in dialogo con la scrittrice Enrica Melossi.

L’appuntamento rientra nel calendario di “Bellezza tra le righe” che porta, fino a domenica 13 ottobre, nei giardini di tre dimore storiche del Pinerolese (oltre al “Castello di Miradolo”, “Casa Lajolo” di Piossasco e “Palazzo Conti di Bricherasio” a Bricherasio) “autori e voci del presente”. Il volume della Diotallevi, fondato  su una approfondita documentazione oltre che su una sciolta e piacevole capacità descrittiva, ha finora ottenuto brillanti risultati dalla critica. “Con la sua capacità di rendere l’essenza di personaggi storici attraverso la lente romanzesca – è stato scritto – Francesca Diotallevi ci incanta e ci ipnotizza … ponendoci interrogativi di fronte ai quali l’anima più razionale vacilla”. E certo non poteva essere che così, raccontando di Rol. Sulla cui vera “identità” e sulle cui concrete capacità di svelare le ombre e gli enigmi dell’irreale, ancora oggi, a tanti anni dalla sua nascita e dalla sua morte, ancora nessuno è in grado di fornire definitive risposte. Ancora nessuno sa, per certo, chi fosse Rol. Anche perché lui stesso si oppose sempre, in vita, e ben ne aveva diritto, a sottoporsi ad alcuna verifica, sotto controllo scientifico, di quei suoi incredibili “prodigi” (indovinare le “carte” senza mai toccarle, scrivere su un foglio senza neppure sfiorarlo, “straordinarie capacità di veggenza e contatto con altri mondi”, lettura di libri senza aprirne una sola pagina e tant’altro); “prodigi” che assolutamente, ripeteva agli increduli detrattori, non sarebbero mai stati “fenomeni ripetibili o eseguibili a comando”. “Nei miei esperimenti – diceva in un’intervista a Roberto Gervaso – è la psiche a far da ‘grondaia’ allo spirito”. “Sensitivo”, dunque? O semplice “prestigiatore” o un “ipnotista” o un “fattucchiere” o un “mago”? Egli stesso se lo chiedeva: “Chi sono io?” E pare si rispondesse definendosi “un ‘ricercatore’, uno ‘sperimentatore’, avente quale unico obiettivo quello di incoraggiare gli uomini a guardare oltre l’apparenza e a stimolare in loro lo ‘spirito intelligente’”. Una famiglia benestante alle spalle, tre lauree, Rol si dedica, fin da giovane, a varie attività (quelle da lui predilette): dal giornalista, al bancario, all’antiquario, dedicandosi anche alla pittura. Solo dopo il 1927 si avvicinerà all’“occulto”, a seguito di uno strano incontro a Marsiglia con un polacco che gli mostrerà inizialmente giochi di prestigio con le carte. Da quell’incontro e, pare, dalla conversione dello stesso polacco alla fede cristiana, la sua vita cambia e Rol elabora una propria “teoria metafisica” sull’“associazione fra suoni, colori e altri elementi”. E’ questo per Rol un periodo di profonda crisi esistenziale, che lo porterà a ritirarsi addirittura in un convento per tre mesi. Superata questa crisi giovanile e, fatta sua la certezza di quel “dono” arrivato a guidarne inspiegabilmente l’esistenza, a partire dagli anni ’30 “la sua fama si diffonde nei circoli più importanti dell’aristocrazia, della cultura e della politica”. Nella sua elegante casa torinese al civico 31 di via Silvio Pellico (ricca di cimeli napoleonici, per i quali nutriva una smisurata passione), passano per decenni figure del calibro di Federico Fellini (che ai suoi collaboratori diceva “La mia vita si divide in prima di Rol e dopo Rol”), di Franco Zeffirelli(“Rol aveva poteri straordinari – scriveva nella sua autobiografia il regista fiorentino – che aprirono la mia mente alla possibilità … di accedere a dimensioni sconosciute di quello che mi era successo”) e ancora personaggi dello spettacolo e dell’economia, come Marcello Mastroianni, Cesare Romiti, e, si dice, parte della famiglia Agnelli. Fondamentale la sua fraterna amicizia con Giuditta Dembech, celebre giornalista esploratrice dei grandi misteri del “paranormale” e dallo stesso Rol prescelta come sua biografa ufficiale, non mancarono tuttavia le critiche, le incredulità anche da parte di personaggi illustri nel campo scientifico: da Piero Angela a Tullio Regge (che parlarono di “trucchi illusionistici”) fino al noto prestigiatore Silvan e al presidente del Circolo torinese “Amici della magia”, Marco Aimone, che sottolinea d’ aver riconosciuto in Rol una “tecnica di mentalismo”. Dubbi, tanti. E mai pienamente disciolti. Destinati, per sempre (è probabile) a soccombere alla concreta rigidità del “reale”.

Per info: “Castello di Miradolo”, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (Torino); tel. 0121/376545 o www.fondazionecosso.com

g.m.

Nelle foto: Cover “L’ultimo mago” (Neri Pozza); Francesca Diotallevi

Stella Bolaffi Benuzzi: Il Penny Black e altri racconti marinareschi

Sabato 21 settembre alle ore 17,30 nell’Auditorium “ Baldassarre “della Biblioteca Civica “Deaglio “ di Alassio (piazza Airaldi e Durante, 7)

Il prof. Pier Franco Quaglieni, il dr. Roberto Pirino ed il gen. Franco Odello che coordinera’ l’incontro, presenteranno il libro della nota scrittrice torinese Stella Bolaffi Benuzzi “Il Penny Black e altri racconti marinareschi. Storie e ricordi di avventure in barca a vela”, Salomone Belforte Editore, Livorno. Interverrà il vice Sindaco di Alassio Angelo Galtieri. L’autrice, con la sua consueta verve, offre al lettore, anche a quello non esperto di navigazione a vela, una nostalgica traversata di un’epoca, vissuta da lei e dalla sua famiglia, sulla loro prima barca dedicata al “Penny Black”, il primo francobollo emesso al mondo, non a caso vista la professione di filatelico noto in tutto il mondo del padre Alberto Bolaffi comandante di un una divisione alpina durante la Guerra di Liberazione intitolata alla figlia Stella.

Il libro di Vullo riscopre Brancati nel 70° della morte

La presentazione del libro di Salvatore Vullo “Vitaliano Brancati- Scoprire e riscoprire il grande scrittore nel 70° della morte”, Morrone Editore, è  in programma Lunedi 23 settembre 2024 alle ore 18, presso il Caffè Letterario Fiorio, via Po, 8/C Torino. Con l’autore interverranno Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, Giuseppe Mastruzzo, direttore International University College Torino. Condurrà l’incontro Giovanni Firera, organizzatore dell’evento, fondatore e presidente dell’Associazione Culturale Vitaliano Brancati che ha promosso e patrocinato la pubblicazione di questo libro per ricordare e celebrare Brancati di cui in questo 2024 ricorre il 70° della morte. La presentazione di questo libro al Caffè Letterario Fiorio, fa seguito a quella in anteprima nel maggio scorso al Salone del Libro di Torino, nell’area incontri della Regione Siciliana. L’impegno per la promozione del libro, assieme a Giovanni Firera, proseguirà con due presentazioni programmate in terra di Sicilia: il prossimo 11 ottobre a Caltanissetta e il 12 ottobre, a Pachino (SR) (Città natale di Brancati).

 

Libri di arredamento: è boom di acquisti per i torinesi

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Tra la popolazione torinese, è scoppiato un vero e proprio boom di acquisti di libri di arredamento!

Gli abitanti della città hanno sempre più a cuore la personalizzazione della propria abitazione (con un tocco di arredamento zen) e andare a caccia di mobili su misura a Torino!

Con la crescente passione per l’arredamento d’interni, che si tratti di un hobby o di una necessità pratica, i torinesi stanno investendo un 70% del loro tempo e diverse risorse per arredare la propria casa in maniera esteticamente gradevole e funzionale.

Una ricerca in merito ha rivelato, inoltre, che la maggior parte dei soggiorni a Torino, sono creati ( o ricreati) con un arredamento stile giapponese.

Questa tendenza è tra le scelte più amate e ricercate per la progettazione arredi interni.

I libri di arredamento che trattano questo stile offrono una panoramica delle principali caratteristiche dell’ arredo e design giapponese, come, ad esempio, l’uso dei materiali naturali, linee pulite e spazi aperti.

Questo stile è ideale per chi cerca un ambiente minimalista e tranquillo.

Questo fenomeno si riflette anche nelle librerie, dove gli scaffali dedicati ai libri di arredamento sono sempre più forniti e variegati.

I migliori libri di arredamento d’interni per ispirare il tuo stile

Possiamo dire che tra gli hobby e passione di molti torinesi è presente l’arredamento d’interni, ormai un vero e proprio cult tra diverse generazioni della popolazione.

La crescente domanda di libri di arredamento riflette il desiderio di apprendere nuove tecniche e stili per personalizzare gli spazi domestici.

Tra i libri più ricercati e letti troviamo l’“Enciclopedia degli schemi di colore e di superficie” di Adrienne Chinn, una guida completa all’uso dei colori e delle superfici nell’arredamento.

Questo “libro arredamento è particolarmente apprezzato per la sua capacità di fornire consigli pratici e ispirazioni per creare ambienti armoniosi e ben equilibrati.

Se sei alla ricerca di ispirazione per arredare la tua casa, eccoti altri libri di arredamento che non possono mancare nella tua libreria!

Esposizione libri di arredamento e letture piacevoli tra le tue mura

Ecco un piccolo elenco e titoli consigliati.

“La magia del riordino” (titolo originale: The Life-Changing Magic of Tidying Up) è un bestseller internazionale scritto da Marie Kondo, una consulente dell’arredamento stile giapponese specializzata nell’organizzazione degli spazi abitativi.

Il libro propone il metodo KonMari, un approccio rivoluzionario al riordino, con l’obiettivo non solo di liberare lo spazio fisico dagli oggetti inutili, ma anche di apportare cambiamenti positivi nella vita di chi lo adotta.

Invece di riordinare una stanza alla volta, il metodo KonMari suggerisce di concentrarsi su una categoria di oggetti, come vestiti, libri o documenti, e affrontarla completamente prima di passare alla successiva.

“Arreda la tua casa secondo il tuo stile. Comodità, funzionalità e armonia nella scelta dei mobili” di Frida Ramstedt
Il libro racchiude i consigli dell’interior designer svedese Frida Ramstedt su come scegliere i mobili e organizzare i progetti di arredamento interni della casa dei sogni, focalizzandosi su comodità, funzionalità e armonia. Ramstedt spiega che, quando si scelgono i mobili, è fondamentale non solo l’estetica, ma anche la qualità e l’adattabilità alle esigenze personali.

” Sentiti bene nella tua casa.” di Frida Ramstedt

Un altro libro arredamento che riassume i consigli di Frida Ramstedt su come rendere un ambiente accogliente, armonioso e ben studiato attraverso regole di interior design accessibili a tutti. Anche se non esistono soluzioni uniche, Ramstedt condivide principi consolidati basati sull’architettura e la progettazione arredi interni, per aiutare a creare l’atmosfera desiderata senza costosi interventi.

“Uno spettacolo di casa” di Romina Sita

Arredare casa è un momento magico, sia che si tratti della prima casa, di una ristrutturazione o di un rinnovo degli spazi esistenti. L’entusiasmo iniziale può diminuire a causa di dubbi e problematiche, ma questo libro è pensato per mantenere vivo l’entusiasmo e le emozioni positive legate alla creazione di un arredo e design della casa dei sogni. Con volontà, conoscenza, hobby e passioni, il libro offre gli strumenti necessari per progettare gli spazi domestici in modo funzionale ed esteticamente gradevole.

“Hygge: la filosofia danese per raggiungere la felicità nella vita quotidiana” di Lifestyle Emporium

Il concetto di hygge è una filosofia danese che mira a creare un’atmosfera di benessere e felicità nella vita quotidiana. Si tratta di trovare serenità e gioia nei piccoli momenti, come immergersi in una vasca calda, accendere candele, creare con dei cuscini per arredare un angolo relax o leggere un buon libro.

Il libro arredamento “Hygge, la Filosofia Danese per Raggiungere la Felicità nella Vita Quotidiana” insegna come gestire meglio il proprio tempo e godere di questi momenti semplici per migliorare il proprio benessere e felicità. L’obiettivo è stare bene con se stessi per poter essere felici.

Come arredare una cameretta piccola: un libro molto utile in merito

Un ulteriore opera letteraria consigliata tra i libri di arredamento per sapere come arredare una cameratta piccola è

Piccole idee d’arredo. Per rendere esclusiva la tua casa.” di Mara Antonaccio

L’opera racchiude diverse idee creative e ispirazioni per l’arredamento per trasformare il proprio arredamento d’interni con poche e semplici mosse. Suggerimenti come, ad esempio, adoperare specchi su misura, usare per l’esposizione libri mensole a muro strategiche, decorazioni perfette, tappeti originali e vecchi mobili su misura rinnovati con interventi artistici. L’obiettivo è personalizzare l’ambiente con gusto e fantasia, creando oggetti d’arredamento unici e rinnovando lo spazio con creatività.

I libri di arredamento rappresentano una risorsa preziosa per chi desidera progettazione arredi interni, trasformare e personalizzare la propria casa con stile e creatività.

La passione dei torinesi per la lettura e l’arredamento si riflette nella crescente domanda di diverse opere, che offrono consigli pratici e ispirazioni per creare ambienti funzionali e armoniosi. Che si tratti di adottare un arredamento stile giapponese minimalista o di esplorare il concetto di hygge, i torinesi trovano nei libri di arredamento validi alleati per rendere le loro abitazioni accoglienti e uniche.

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

 

Lee Kravetz “Le ultime confessioni di Sylvia P.” -Fazi Editore- euro 18,50

Secondo alcuni critici questo libro di esordio dell’americano Lee Kravetz può essere definito un mistery letterario che ruota intorno alla poetessa Sylvia Plath; suicidatasi a Londra, a soli 30 anni, poco dopo la pubblicazione (nel febbraio 1963) de “La campana di vetro” che la rese immortale.

Le ultime confessioni di Sylvia P.” si basa su tre voci femminili, in qualche modo legate alla vita della poetessa ed articolate in una serie di capitoli-stanze. Tre donne che, a distanza di tempo, in un misto di fatti veri e immaginari, incrociano l’esistenza della Plath.

Nel 2019, Estee, curatrice di una piccola casa d’aste del Massachusetts, si ritrova tra le mani tre quaderni firmati Victoria Lucas. Intuisce subito che si tratta del manoscritto “La campana di vetro” e si chiede come queste preziose pagine siano finite nella soffitta di una casa in Massachusetts.

Poi ci sono i ricordi di due donne che la Plath l’avevano conosciuta.

La poetessa Boston Rhodes (dietro la quale sembra celarsi Anne Sexton) che la incontra a un corso di scrittura del poeta Robert Lowell. Entrambe sono fragili, talentuose, sensibili e finiscono per instaurare un legame ambiguo e pieno di chiaroscuri tra amicizia, competizione e invidia.

Infine c’è Ruth Barnhouse, una delle prime psichiatre americane che nel 1953 curò la Plath, nella clinica per malattie mentali in Massachusetts, dov’era stata ricoverata a 20 anni, dopo un primo tentativo di togliersi la vita. La Barnhouse ebbe un ruolo importante nell’aiutarla a riprendere la strada letteraria.

Attraverso le tre diverse prospettive delle coprotagoniste (delle quali emergono anche le vicende più intime), Lee Kravetz ricostruisce la breve, intensa e tormentata vita della Plath.

 

 

Corrado Augias “La vita s’impara” -Einaudi- euro 20,00

Alla soglia dei 90 anni il giornalista e scrittore -tra i più importanti del panorama italiano- affida a questa sorta di memoir il resoconto della sua vita e del suo impegno civile. Una narrazione libera, senza linea di confine tra vita vissuta e quella elaborata dal pensiero.

Bellissime le pagine in cui ripercorre le tappe salienti della sua lunga ed interessante vita. Emozionanti i ricordi dal suo album di famiglia.

La guerra quando era ancora bambino; scioccato di fronte

all’estrazione dei corpi dalle macerie lasciate dai bombardamenti e ai «morti infarinati di cemento».

Il padre ufficiale in servizio a Tripoli; la nonna ebrea convertita ad un cattolicesimo semi fanatico.

Poi ci sono gli incontri determinanti per la sua formazione di uomo e intellettuale, quelli che l’hanno portato a scegliere la carriera da intraprendere; il giornalismo ai massimi livelli.

Nomi della caratura di Scalfari e Angelo Guglielmi (legato alla rivoluzione televisiva della quale Augias è stato uno dei principali protagonisti).

Ma anche gli incontri di carta con il pensiero e la vita di Piero Gobetti, Gramsci e di altri esponenti della cultura progressista e cosmopolita.

Pagine che mettono a fuoco il pensiero di un grande divulgatore. Emerge a tutto tondo la vastissima cultura accumulata fin da giovanissimo; anche attraverso le letture di Lucrezio, Spinoza, Macchiavelli, Kant e tanti altri che l’hanno affascinato e trasportato nella storia passata dell’umanità.

 

 

Ann Pratchett “Tom Lake” -Ponte alle grazie- euro 18,00

La scrittrice, giornalista e proprietaria di una libreria a Nashville, ci regala questo romanzo d’amore, che è anche uno spaccato dei rapporti familiari. Ambientato al tempo del lockdown in una fattoria nel Michigan del Nord, dove vivono e lavorano Lara e il marito Joe.

Le figlie della coppia tornano per aiutare i genitori nella raccolta delle ciliegie. E’ l’occasione intima e bucolica scandita dai tempi lenti e confortanti di una piccola operosa quotidianità; ma anche il pretesto per farsi raccontare un capitolo della vita della madre.

Quando Lara aveva 24 anni aveva recitato in una compagnia teatrale estiva chiamata Tom Lake. Un passato da attrice, ai tempi del liceo e dell’Università; breve ma indimenticabile.

All’epoca era stata travolta da Peter Duke, affascinante attore col quale aveva vissuto una grande passione. Lui era seducente e inafferrabile; ma dopo il successo a Hollywood, aveva finito per perdersi nelle droghe.

Dopo questa esperienza Lara era andata avanti con la sua vita. Aveva scelto il solido Joe, si era trasferita nella sua fattoria e aveva creato una famiglia con tre figlie.

Emily, primogenita fantasiosa e travolgente.

La seconda, Maisie, fin da piccola manifesta l’indole empatica verso degli animali e vuole diventare veterinaria.

Poi la terzogenita, Nell, l’unica ad aver ereditato dalla madre l’amore per il teatro.

Un romanzo che rimanda alle atmosfere di “Piccole donne” e alle opere di Cěchov. Alterna la ricostruzione del passato e le relazioni, le emozioni, gli affetti del presente. Un tuffo nei meandri dell’amore materno, giovanile e coniugale.

 

 

Olga Tokarczuk “I libri di Jakob o Il grande viaggio” -Bompiani- euro 29,00

La scrittrice polacca Premio Nobel ha ambientato questa sorta di fiaba storica nella Podolia del 700, scandagliando il mondo di mezzo tra Polonia e Ucraina.

Un imponente romanzo con protagonista il giovane ebreo Jakob Frank, arrivato in Podolia (oggi difficile da circoscrivere tra Galicia, Volynia, Bukovina e Polesia), in un villaggio che è l’incrocio di popoli, lingue e religioni diverse. Ebrei, musulmani, cattolici e relative superstizioni si ritrovano tra le bancarelle dei mercati.

Le vicende narrate si dipanano nella seconda metà del Settecento, quando queste zone venivano chiamate periferie ed appartenevano alla Polonia. Un’area multietnica che risentiva dell’influenza e dei commerci con l’Impero Ottomano.

Attraverso una minuziosa ricostruzione storica seguiamo le vicende dell’astuto Jacob che elabora una sua “Eresia”. Raccoglie una setta di seguaci fanatici, si muove con abilità travalicando i confini degli imperi e le varie fedi religiose, scalando le gerarchie sociali.

E’ veramente esistito quest’uomo eccezionale che creò una sua corte ed attraversò varie esperienze: dalla gloria alla prigionia, dal lusso alla malattia, dall’esaltazione del successo alla disperazione.