food- Pagina 25

Dopo l’osteria il Cenacolo, Andrea e Martina aprono a Chieri il loro pastificio

Dopo l’osteria, Andrea Politano e sua moglie Martina aprono, nel cuore del centro storico di Chieri, a due passi da Torino, “Il pastificio del Cenacolo”, una bottega di un tempo con tutte le caratteristiche della contemporaneità. Questo nuovo pastificio nasce dalla passione di Andrea e Martina, già a capo dell’osteria “Il Cenacolo”, un’osteria moderna dall’ambiente unico e dalla cucina sincera, improntata al territorio e alla creatività. Qui, il cuore dei menù ideati da Andrea Politano, chef autodidatta, e presentati con delicatezza da sua moglie Martina, è sempre stata la pasta fresca in tutte le sue forme. Grande passione di Andrea, la pasta fresca dell’osteria il Cenacolo viene rielaborata di volta in volta per esaltare ripieni e condimenti stagionali. Ci sono i tradizionali agnolotti e tajarin, ma anche, nelle versioni più creative, gli agnolotti alla Norma, alla borragine, alla ricotta e al tartufo nero, e poi, su prenotazione, capasanta e porcini, gorgonzola e pere, coniglio di Carmagnola, olive e tante altre proposte creative e originali.

Dal successo di questa formula è nata l’idea di aprire un laboratorio con vendita al pubblico di tutte le specialità preparate quotidianamente da Andrea, accompagnate da una selezione di prodotti gastronomici provenienti dalle migliori realtà del territorio e da produttori d’eccellenza. Si tratta di un avamposto gastronomico che è la vetrina del racconto che Andrea e Martina propongono ogni giorno nel loro ristorante, attraverso una narrazione fatta di ingredienti selezionati, amore per la cucina è attenzione ai dettagli.

Info: pastificio del Cenacolo- via Vittorio Emanuele 73 A, Chieri

www.pastificiodelcenacolo.com

Mara Martellotta

Il “Formaggio delle viole”: è il Plaisentif della Val Chisone

TRA MEDIOEVO E XXI SECOLO NELLA FIERA DI PEROSA ARGENTINA E NELLA RIEVOCAZIONE STORICA “POGGIO ODDONE TERRA DI CONFINE”

 

Noto ai gourmet come il “Formaggio delle viole”, il Plaisentif della Val Chisone è una prelibata tometta che si confeziona nel mese di giugno, quando i fiori che ingentiliscono i prati degli alpeggi rendono il latte particolarmente profumato. La terza domenica di settembre, durante la rievocazione storica “Poggio Oddone Terra di Confine”, le vie di Perosa Argentina ospitano la Fiera del Plaisentif, che ha origine proprio nel tempo in cui i margari, scendendo a fine estate dagli alpeggi, sostavano a Poggio Oddone, dando vita al più importante mercato della valle. La piazza di Perosa era il luogo giusto per cercare e acquistare il Plaisentif, perché, anche allora, se ne producevano poche migliaia di forme. Nobili e alti funzionari non facevano mai mancare il Plaisentif sulle loro tavole, mentre i margari del Delfinato (che comprendeva l’Alta Valle Chisone) lo offrivano ai governanti e ai loro funzionari come donativo, affinché anche in territorio sabaudo ne fosse consentito lo smercio.

Quest’anno la Fiera del Plaisentif e la rievocazione storica “Poggio Oddone: Terra di Confine” sono in programma da venerdì 19 a domenica 21 settembre. Tra i momenti più significativi del programma di quest’anno figurano il convegno storico che si terrà alle 16 di sabato 20 settembre nella palestra della scuola primaria di Perosa Argentina, la Messa in costume nella chiesa parrocchiale alle 9 di domenica 21 e il successivo corteo storico, la presentazione dei gruppi storici, degli sbandieratori, dei musici e degli arcieri partecipanti, la consegna delle benemerenze civiche e del premio ai produttori intitolato alla memoria di Ivano Challier Villa Willy, la degustazione guidata del Plaisentif alle 11,30, i giochi e i laboratori per i bambini, le dimostrazioni con i cani addestrati dall’associazione Argo Ucs di Caselle Torinese. L’ospite d’onore della giornata sarà Michela Carbone, che ha vinto il Campionato Mondiale della Pizza con una ricetta che comprende il Plaisentif e la Salsiccia di Bra. La manifestazione si concluderà nel pomeriggio con l’evento “Il più votato del Reame”, in cui una giuria popolare voterà il migliore Plaisentif presentato in fiera. La fiera è un’immersione completa nelle tradizioni e nei sapori locali, grazie alle bancarelle dedicate ai prodotti agroalimentari e artigianali. In Val Chisone i margari producono da secoli il Plaisentif, ma questa vera e propria rarità ha rischiato di scomparire ed è stata salvata grazie a un progetto di riscoperta e valorizzazione dell’allora Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca e del Comune di Perosa Argentina, sostenuto dall’Assessorato all’Agricoltura e Montagna dell’allora Provincia di Torino. Oggi se ne producono ogni anno poche migliaia di forme, confezionate con latte crudo interostagionate per una settantina di giorninumerate e marchiate a fuoco. L’allora Provincia nel 2009 inserì il Plaisentif nel proprio Paniere dei prodotti tipici, mentre l’anno successivo si costituì l’associazione dei produttori. Tra i protagonisti del progetto di riscoperta e valorizzazione vi fu uno dei margari che negli anni ’90 tramandavano ancora l’antica sapienza casearia, il compianto Ivano Challier, allevatore e produttore nella frazione Balboutet del Comune di Usseaux, padre dell’attuale presidente dell’associazione dei produttori. Fu con la fondamentale collaborazione del Baffo (così lo chiamavano compaesani e valligiani) che venne stilato il disciplinare di produzione, che prevede che il latte utilizzato per produrre le forme sia solo quello munto quando le mucche si nutrono del fieno e delle viole che fioriscono nel mese di giugno. A garantire ai consumatori la qualità del Plaisentif sono il marchio registrato, che è custodito in una teca posta nell’ufficio del Sindaco di Perosa, la rigorosa scelta delle forme che meritano di essere marchiate a caldo dagli esperti del Consorzio di formazione Agenform di Moretta (Cuneo) e la stagionatura per 70 giorni in locali idonei. La selezione e la marchiatura avvengono presso le aziende dei margari. Le forme che possono fregiarsi del marchio riportano impressi a caldo anche il nome dell’azienda produttrice e le date di caseificazione e di inizio della stagionatura. Visto che, se si parla di Plaisentif, è buona norma prenotarlo per tempo, il consiglio è di contattare uno dei produttori indicati nell’elenco pubblicato nel sito dell’associazione Poggio Oddone alla pagina www.poggiooddone.it/associazione-produttori-plaisentif/

A Sauze d’Oulx tra una settimana torna la Sagra della Patata

SAUZE D’OULX – Annata positiva per la raccolta delle patate a Sauze d’Oulx. E quindi come celebrarla al meglio se non con l’immancabile “Sagra della Patata”? L’appuntamento è per domenica 21 settembre nel cuore di Sauze d’Oulx. E visto in successo delle precedenti edizioni, anche quest’anno la “Sagra della Patata” sarà abbinata al Mercatino dei Produttori locali.

Al centro della fiera gastronomica ovviamente la Patata De.Co. del Comune di Sauze d’Oulx, una delle eccellenze dell’intero arco alpino.

L’Assessore al Turismo Davide Allemand ci presenta la formula della sagra: “Anche l’edizione 2025 della “Sagra della Patata” di Sauze d’Oulx tornerà con la formula che tanto successo ha avuto negli ultimi quattro anni, ovvero la sagra itinerante lungo il Centro Storico del paese con il menù tipico servito nei locali di Sauze d’Oulx che hanno aderito all’iniziativa e che ringraziamo. Una formula vincente, ideata e realizzata in collaborazione con la Pubblica Assistenza Sauze d’Oulx ed il Consorzio Fortur che anche in questo caso ringraziamo per la preziosa collaborazione. Vogliamo anche rassicurare che in caso di maltempo la sagra si svolgerà ugualmente con la possibilità di pranzare presso la tensostruttura allestita nel parco giochi”.

La “Sagra della Patata” anche quest’anno vedrà l’esposizione e vendita delle Patate di Montagna De.Co. e degli altri prodotti tipici locali lungo via Monfol e slargo Derby.

Vediamo allora nel dettaglio il programma di domenica 21 settembre con la “Sagra della Patata” e Mercatino dei produttori locali.

Il menù itinerante prevede il via da piazza Assietta, dove al gazebo della Pubblica Assistenza verrà rilasciato il buono per il percorso enogastronomico con in aggiunta la bottiglietta d’acqua, il calice per il vino.

Prima tappa al ristorante ”Assietta” con i “Gnocchi di patate al ragù o al sugo di pomodoro”; presso lo Stand di piazza Assietta appuntamento con le “Chiacchiere”, il secondo punto di distribuzione del menù fiera, quello relativo alle “Chiacchiere” sarà presso il “RIstorante K2”; al ristorante “Il Lampione” si potranno degustare le tradizionali “Tartiflette”; quarta tappa al ristorante “La Violetta” con “Patata ripiena con Toma del pastore, cipolle e speck”; a chiudere il percorso gastronomico non può mancare il dolce che sarà la “Crostatina artigianale” preparata dalle pasticcerie “Gally” e “Valsesia”.

Per quanto riguarda il vino si potrà degustare presso in piazza Assietta e lungo il percorso.

Per info e prevendite ci si può rivolgere all’Ufficio del Turismo di viale Genevris 0122858009 e info.sauze@turismotorino.org

I prezzi del menù rimangono invariati: il menù adulti in prevendita all’Ufficio del Turismo è fissato a 23 euro sino alle ore 17 di sabato 20 settembre, che diventano 25 euro il giorno della sagra in piazza Assietta presso il gazebo della Pubblica Assistenza, mentre il menù bimbi (costituito quest’anno da gnocchi al sugo o ragù, crostatina ed acqua) è fissato a 12 euro fino ai 10 anni computi.

Gusto e territorio al Festival del riso

Vercelli diventerà da venerdì 12 a domenica 14 settembre 2025 il palcoscenico di Risò – Festival Internazionale del Riso, che trasformerà la città nella capitale del patrimonio risicolo italiano ed europeo.

La manifestazione ha come obiettivo principale la promozione della conoscenza e dell’apprezzamento del riso tra professionisti, opinion leader e consumatori.

Perchè Risò

“Risò sarà il primo Festival Internazionale del Riso e siamo onorati di ospitarlo come nazione leader della produzione in Europa – dichiara il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – È un settore dalle grandi potenzialità e insieme alle altre nazioni produttrici europee e agli operatori specializzati avremo modo di discutere del futuro del comparto, delle sfide da affrontare e delle opportunità da cogliere. Sarà però anche occasione per mostrare ai cittadini il riso per quello che è: un alimento sano, nutriente e che ha tanto a che vedere con la nostra cultura che in tutto il mondo ci invidiano”.

“Il riso piemontese è un gioiello gastronomico ricercato in tutto il mondo dai grandi chef – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – Per questo Risò rappresenta un palcoscenico innovativo a 360° per la promozione del riso piemontese e del territorio di cui è espressione. Vercelli è a pieno titolo la capitale del riso, e come Regione siamo al lavoro per far conoscere sempre di più la qualità e l’eccellenza di questo prodotto che è buono, perché è il migliore del mondo, è sano perché è gestito nel rispetto dell’ambiente e della salute umana, ed è giusto perché nessuno viene sfruttato nella catena di produzione”.

“Per far crescere la filiera piemontese in un panorama chiamato ad affrontare temi complessi come i nuovi mercati, i cambiamenti climatici e l’uso delle risorse idriche serve una forte politica di promozione accompagnata da innovazione, ricerca e coordinamento fra Regioni. Risò è quindi anche un momento di confronto e riflessione sulle sfide che il comparto deve affrontare, e sulle strategie più efficaci per sostenerlo – aggiunge l’assessore all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni – Il riso piemontese è un ambasciatore del gusto apprezzato a livello internazionale e che non a caso raggiunge per il 60% i mercati esteri. È un tesoro del nostro patrimonio agroalimentare e della nostra cucina accanto ai vini, ai formaggi, all’ortofrutta, alle carni e a tutti i prodotti di qualità che ora potranno anche fregiarsi del marchio “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”.

Risò trova infatti pieno significato in un territorio la cui vocazione risicola è da sempre radicata e riconosciuta a livello nazionale ed europeo: il Piemonte, storicamente la principale regione risicola d’Italia, dispone di una superficie coltivata a riso di 114.000 ettari, 71.000 dei quali localizzati nella provincia di Vercelli.

Promosso da Provincia e Città di Vercelli ed Ente Nazionale Risi, Risò è organizzato in collaborazione con Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Ministero del Turismo, Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Università del Piemonte orientale, Cinecittà, Camera di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte e l’Atl Terre dell’Alto Piemonte con il contributo delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino e Cassa di Risparmio di Vercelli. A supportarlo sono l’Ecomuseo delle Terre d’Acqua con le sue cellule, i Borghi delle Vie d’Acqua, mentre a sostenerlo sono Mundi Riso in qualità di partner ufficiale, Atena luce gas e servizi, Associazione di irrigazione Ovest Sesia, Consorzio di Bonifica della Baraggia biellese e vercellese e Agricola Perazzo & Bresciani.

Il Villaggio del Riso

Fulcro della manifestazione il Village, area espositiva di 13.000 mq ad ingresso gratuito allestita in Piazza Antico Ospedale per celebrare dalle 10 alle 21 il riso italiano come simbolo identitario e ambasciatore dell’eccellenza agroalimentare nel mondo, con padiglioni dedicati all’aspetto istituzionale, commerciale e gastronomico.

Piantina del Villaggio

Nel Padiglione Produttori sarà possibile acquistare prodotti a base riso o derivati. Tra i numerosi stand presenti anche birrifici artigianali, pasticcerie, produttori di biscotti a base di riso esclusivamente senza glutine, farine, biscotti, snack, prodotti per l’igiene personale e per la pelle.

Due le mostre dedicate al chicco d’oro: “Riflessi di Riso”, un percorso espositivo immersivo e multisensoriale, accompagnerà i visitatori alla scoperta del mondo del riso nelle sue molteplici dimensioni, attraverso paesaggi riflessi nelle acque delle risaie e suggestioni visive, sonore e tattili; l’Area International, invece, attraverso numeri, racconti e immagini, illustrerà come il riso italiano, grazie alla sua eccellenza, varietà e sostenibilità, abbia saputo conquistare i mercati internazionali, attraversando culture e continenti.

L’Area Food, curata da Ascom Confcommercio Vercelli con Comtur Vercellese Servizi Srl e il coordinamento operativo dell’Albergo Ristorante “La Bettola” (Maio Group), proporrà un viaggio enogastronomico nel segno del riso. In collaborazione con una serie di esercizi Fipe del territorio verranno offerti risotti tradizionali, sushi creativo, arancini, pizze, dolci e gelati a base di riso, valorizzando la versatilità del prodotto. All’interno della Borsa Merci il Ristorante Gourmet, gestito da Maio Group, con un menù firmato dall’executive chef Luca Seveso per offrire un’esclusiva esperienza raffinata.

FederUnacoma, la federazione di Confindustria che rappresenta i costruttori di macchine, attrezzature e componentistica per l’agricoltura, esporrà una serie di macchinari agricoli per la risicoltura, come quelle per la manutenzione degli argini, livellatrici, aratri, seminatrici, robot per il diserbo meccanico, caricatori telescopici, con particolare attenzione alla sostenibilità. La Fondazione Marazzato presenterà invece alcuni trattori agricoli d’epoca e permetterà di sperimentare la realtà virtuale a bordo del Fiat 666N7 e di un Moto Guzzi Ercole in livrea Agipgas degli anni ’50.

Particolare attenzione sarà rivolta ai più piccoli, che nell’Area Fun potranno vivere un’esperienza educativa grazie alla pista di trattori giocattolo, realizzata in collaborazione con la Fondazione Marazzato, per avvicinarsi in modo ludico al mondo agricolo.

Non mancheranno la divulgazione e l’informazione, a partire dall’allestimento, sul sagrato della basilica di Sant’Andrea, di sette piccole risaie, ciascuna delle quali ospiterà una varietà classica del riso italiano (Roma, Carnaroli, Arborio, Baldo, Sant’Andrea, Vialone Nano e Ribe), e due microaree dedicate alla vegetazione spontanea tipica delle Terre d’Acqua, con una scenografica spettacolare che unisce storia, agricoltura e arte.

La Regione Piemonte racconterà le proprie eccellenze agroalimentari e il nuovo brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte” venerdì 12 alle 12 con le bollicine dell’Alta Langa Docg, Vino dell’anno 2025, mentre le principali organizzazioni nazionali di rappresentanza del mondo agricolo e produttivo presso il Padiglione Filiera presenteranno una visione di insieme sul settore risicolo.

 

I convegni

In una serie di incontri al Salone Dugentesco, istituzioni, università, enti di ricerca, associazioni di categoria e imprese dialogheranno sulla sostenibilità, sugli effetti del cambiamento climatico, sull’innovazione tecnologica, sulla valorizzazione del riso come alimento funzionale, sull’economia circolare, sulla biodiversità, sul legame tra riso e salute e sull’internazionalizzazione del prodotto.

Proprio per riflettere sulle problematiche che esistono Ministero dell’Agricoltura ed Ente Nazionale Risi hanno organizzato per venerdì 12 alle ore 14 al Teatro Civico il convegno “The future of EU rice sector: a common strategy”, che vedrà la partecipazione dei massimi livelli istituzionali del settore agricolo dei Paesi europei produttori di riso per discutere delle varie questioni che preoccupano la filiera risicola e individuarne le soluzioni.

ll ruolo delle mondine

Le mondine diventano protagoniste di Risò con iniziative che intrecciano memoria, cultura e attualità.

Un convegno organizzato dal Comune di Vercelli con l’Università del Piemonte Orientale (UPO) approfondirà il tema della conquista delle otto ore, mentre il talk della Fondazione Circolo dei lettori, insieme al regista Enrico Verra, proporrà una riflessione sul film Riso amaro”.

La mostra fotografica “Le donne di Riso amaro”, allestita presso la Galleria dei Benefattori e realizzata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino con il sostegno di Cinecittà, renderà omaggio al capolavoro di Giuseppe De Santis con immagini storiche, foto di scena e ritratti di Silvana Mangano.

Al Cinema Italia, spazio a due proiezioni speciali: l’11 settembre alle ore 21 il documentario “Sorriso Amaro”, sostenuto da Regione Piemonte e Film Commission Torino Piemonte, e il 13 alle 21 il celebre film neorealista.

Alla scoperta della terra del riso

Per accompagnare i visitatori alla scoperta della terra del riso e delle sue profonde radici storiche, sono stati ideati sei tour guidati tematici, a cura di Somewhere Tour Operator, realtà di riferimento nel panorama del turismo culturale in Piemonte.

Non semplici escursioni, ma viaggi narrativi per raccontare il patrimonio del territorio: dalle risaie ai borghi storici, passando per le trasformazioni che hanno segnato la civiltà rurale.

RisòFF – il Fuori Festival

I ristoratori Fipe di Vercelli aderiscono con i Risò Days, proponendo menù tematici, mentre i musei cittadini prolungano gli orari di apertura. Invece le Risò Night vogliono animare il centro di Vercelli con performance dal vivo e intrattenimento.

Tra le altre iniziative mongolfiere, fattoria didattica e risaia ricostruita ad Asigliano, laboratori per bambini, mostre e visite alla grangia a Pobietto, spettacoli medievali e visite ai castelli a Rovasenda.

La svolta di Ermanno Melatti: piatti pronti di qualità per i più piccoli

Informazione promozionale 

Quando si pensa alla carne di alta qualità, a Torino, il nome di Ermanno Melatti è una certezza.

Da generazioni, la sua macelleria è sinonimo di tradizione, sapienza e rispetto per la materia prima. Oggi, Melatti compie un passo in avanti, lanciando una nuova iniziativa pensata per uno dei pubblici più esigenti: le mamme che desiderano nutrire i propri figli con il meglio, ma che spesso si trovano a fare i conti con il poco tempo a disposizione.

Il cuore dell’offerta: praticità e qualità per i bambini

L’idea nasce dall’ascolto delle esigenze quotidiane. Preparare pasti sani e bilanciati per i bambini, che siano anche gustosi e vari, è una sfida costante. La nuova linea di piatti pronti di Melatti si inserisce proprio in questa lacuna, offrendo una soluzione che coniuga la comodità di un pasto già cucinato con l’assoluta garanzia di una materia prima eccellente. Non si tratta di semplici cibi precotti, ma di vere e proprie creazioni gastronomiche, preparate con lo stesso rigore e la stessa passione che caratterizzano da sempre la macelleria.

15 piatti pronti per ogni esigenza

Quando si pensa alla carne di alta qualità, a Torino, il nome di Ermanno Melatti è una certezza. Da generazioni, la sua macelleria è sinonimo di tradizione, sapienza e rispetto per la materia prima. Oggi, Melatti compie un passo in avanti, lanciando una nuova iniziativa pensata per uno dei pubblici più esigenti: le mamme che desiderano nutrire i propri figli con il meglio, ma che spesso si trovano a fare i conti con il poco tempo a disposizione.

 

Perché la carne è fondamentale nella crescita dei bambini

Educare i bambini a una sana alimentazione significa anche spiegare il ruolo di ogni alimento. La carne, spesso oggetto di dibattiti, è un pilastro nutrizionale essenziale, soprattutto nei primi anni di vita. Fonte preziosa di proteine ad alto valore biologico, è fondamentale per lo sviluppo muscolare e la crescita. Inoltre, è ricca di ferro eme, la forma di ferro più facilmente assorbibile dall’organismo, indispensabile per prevenire l’anemia e favorire lo sviluppo cognitivo. Fornisce anche vitamine del gruppo B, in particolare la B12, cruciale per il sistema nervoso, e minerali come lo zinco, che supporta il sistema immunitario. Scegliere carne di qualità, proveniente da allevamenti certificati e gestiti con cura, è il primo passo per garantire questi benefici.

I requisiti di un’alimentazione di qualità

La macelleria Melatti ha fatto della qualità il suo marchio di fabbrica, e questa filosofia si riflette pienamente nella nuova linea. La carne utilizzata proviene solo da allevamenti che rispettano elevati standard etici e qualitativi, garantendo un prodotto finale non solo gustoso, ma anche sicuro e sostenibile. Ogni piatto è pensato per essere un’abitudine alimentare sana: i condimenti sono bilanciati, l’uso del sale e dei grassi è ridotto al minimo e le ricette sono create per preservare al meglio i nutrienti.

Un’offerta differenziata per ogni età e palato

Con la sua  proposta di piatti pronti, Melatti offre una varietà pensata per stimolare il gusto dei più piccoli, ma anche per adattarsi alle diverse fasi di crescita. Per le mamme, ogni piatto è un suggerimento culinario: si va dai classici intramontabili alle proposte più sfiziose, tutte realizzate per essere sia un pasto completo che una base per ulteriori preparazioni casalinghe. La differenziazione non è solo nel tipo di carne, ma anche nelle consistenze e nei sapori, aiutando così i bambini a scoprire e apprezzare una vasta gamma di alimenti in modo graduale e naturale.

Un’abitudine moderna che non scende a compromessi

La macelleria Melatti ha fatto della qualità il suo marchio di fabbrica, e questa filosofia si riflette pienamente nella nuova linea. La carne utilizzata proviene solo da allevamenti che rispettano elevati standard etici e qualitativi, garantendo un prodotto finale non solo gustoso, ma anche sicuro e sostenibile. Ogni piatto è pensato per essere un’abitudine alimentare sana: i condimenti sono bilanciati, l’uso del sale e dei grassi è ridotto al minimo e le ricette sono create per preservare al meglio i nutrienti. L’obiettivo è offrire la massima praticità senza rinunciare ai principi di una nutrizione sana e di alta qualità.

Corso Filippo Turati 18/b, Turin, Italy

342 716 0270

Giaveno Città del Buon Pane

In Val Sangone il profumo e il sapore autentico della tradizione sono quelli garantiti ogni mattina dai panificatori, che domenica 14 settembre animeranno il centro storico per la ventiduesima edizione della manifestazione Giaveno Città del Buon Pane, un evento che è cresciuto negli anni pur rimanendo fedele alle origini, che mettono al centro dell’evento gli artigiani e i loro prodotti: i pani della tradizione, come la micca, le biove, la mezzana e lo stirotto, riconosciuti con la Denominazione Comunale d’Origine, ma anche il il Grissino Stirato Torinese, le brioche, i biscotti, le focacce, la pizza e i salatini. L’area di preparazione e vendita, gestita e condotta dall’Associazione Panificatori Artigiani De.C.O. di Giaveno, sarà come sempre in piazza Mautino. La manifestazione è organizzata dall’amministrazione comunale insieme all’associazione dei panificatori artigiani e all’associazione Val Sangone Turismo, con il patrocinio della Città metropolitana di Torino.

La piazza Molines accoglierà il pubblico con un’atmosfera d’altri tempi, quelli della corte di una cascina, dove si trebbia a mano o si utilizzano i trattori d’epoca del gruppo dei Trattoristi della Val Sangone; il tutto con l’accompagnamento musicale dal vivo del gruppo dei “Mei che Niente”. Ci saranno anche i prodotti del territorio e uno spazio dedicato al miele e al pane. Prenderà parte alla manifestazione una delegazione francese di Saint Jean de Maurienne, Comune gemellato con Giaveno, che sarà accolta al mattino in Comune a Palazzo Asteggiano per un omaggio al cavalier Gilberto Monfrino, che fu per molti anni comandante dei Vigili del Fuoco Volontari del Distaccamento di Giaveno, la cui associazione è gemellata con i Sapeurs Pompiers di Saint Jean Maurienne. A seguire, la sfilata per le vie cittadine del pane e dei grissini con la banda musicale Leone XIII e le Majorettes New Shine. Il percorso terminerà in piazza Mautino, dinanzi all’area che ospita i forni e i banchi per la vendita del pane: qui sono in programma la tradizionale cerimonia del taglio e la distribuzione del grissino tipico di Giaveno. Nel centro storico saranno presenti le bancarelle degli hobbisti, del piccolo artigianato e della creatività. Lungo via Roma si troveranno prodotti agroalimentari e hobbisti. Durante la giornata saranno aperti e visitabili, dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18, gli storici mulini della Bernardina, du Detu e du Citu. I proprietari accompagneranno i visitatori alla scoperta delle macine ad acqua e del mestiere di mugnaio. È previsto anche il tour guidato “An Girula Pèr Mulin”, con partenza dall’ufficio turistico di piazza San Lorenzo 34, alle 10 per il Mulino du Detu a Ruata Sangone e alle 15 per il Mulino du Citu e il Mulino della Bernardina in borgata La Buffa. La partecipazione è libera e gratuita e per informazioni si può chiamare il numero telefonico 011-9374053, scrivere a infoturismo@comune.giaveno.to.it o consultare il sito Internet www.visitgiaveno.it

 

Cocconato, Borgo del gusto

Da venerdì 5 – domenica 7 sett 2025 con degustazioni, approfondimenti, ospiti

sabato 6 ore 16-24 domenica 7 ore 11-19

Banco d’assaggio nel centro storico

Le Masterclass, le isole del vino, “Camminare il borgo” per unire vino e cultura

 
Le prenotazioni on line, per l’edizione 2025 di

COCCO…WINE!

 
E’ la 24° edizione per Cocco…Wine a Cocconato d’Asti, uno degli appuntamenti enogastronomici più sfiziosi e frequentati in Piemonte.
L’associazione Go Wine promuove e organizza l’evento d’intesa con il Comune di Cocconato e con il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
Cocconato si conferma Borgo del gusto, inserito da anni nell’Associazione dei “Borghi più belli d’Italia” e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Il borgo conserva numerose testimonianze del suo passato, dalle origini romane fino ai Conti Radicati come centro fortificato autonomo .
Le bellezze di questo Comune saranno valorizzate in tre giorni di festa con degustazioni ed approfondimenti, ospiti e musica che invaderanno la via Roma ed alcune piazze del centro .
Vocazione turistica, le qualità viticole e le ambizioni enologiche della “Riviera del Monferrato” .
Nel programma 2025 :
Salotto del venerdì, come giornata di anteprima importante, per presentare le cantine di Cocconato e i loro vini alla stampa ed agli operatori professionali.
Cresce il numero degli espositori nel banco d’assaggio di sabato 6 e domenica 7 settembre. Ampliamento dell’orario per domenica 7 settembre dalle ore 11 alle ore 19.
I protagonisti del banco d’assaggio
Le cantine di Cocconato, un parterre di cantine ospiti, l’area di Albugnano, animeranno il percorso che da piazza Giordano attraverserà piazza Cavour fino la Via Roma .
Barbera d’Asti di Cocconato e del Monferrato, insieme agli altri vini in degustazione, accompagneranno formaggi, salumi e dolci di storica vocazione alla gastronomia di qualità della zona e la sua ricca tradizione della ristorazione.
Le “Isole del Vino
Saranno ben 4 nell’arco dell’evento e completeranno l’offerta della degustazione.
E’ una presenza record per questa edizione e determina un ulteriore crescita dell’evento e della sua offerta complessiva.
Da sempre è una caratteristica di Cocco…Wine: le Isole del vino nascono nel segno dell’apertura e del confronto, propongono temi enologici di interesse, stimolano l’interesse degli enoappassionati.
Nell’ edizione 2025 la regione ospite sarà la Sardegna con un notevole patrimonio di varietà autoctone e di Cantine .
L’isola del vino Piemonte omaggia l’Alta Langa, il metodo classico piemontese, dichiarata denominazione dell’anno dalla regione Piemonte allo scorso Vinitaly.
I vini eroici saranno il tema della terza isola e l’allestimento di questa speciale Enoteca si collocherà nella parte del Comune dei pressi della Locanda Martelletti. Vini eroici per raccontare viticoltura di montagna o praticata in condizioni orografica difficile e con forte pendenza.
Una selezione del Moscato Wine Festival sarà presente domenica 7 settembre come quarta isola del vino dell’evento , varietà ricca di storia e cultura , diffusa nel Piemonte sud e, con forme diverse, in tutte le regioni italiane.
Le Masterclass
Sono in programma nella giornata di domenica e si terranno presso il cortile di Casa Fasoglio, lungo il percorso della via del gusto in centro storico.
Due i temi: un approfondimento sul Barbera, in Italia e nel mondo. Il tema del confronto ispira questa iniziativa, partendo dal territorio di Cocconato e dalla sua storia legata alla coltivazione della Barbera per effettuare un virtuale percorso in alcune regioni d’Italia e alla ricerca di presenze di Barbera oltre confine.
La seconda masterclass si lega al rapporto fra Cocconato e il vicino territorio di Albugnano, che conferisce il nome ad un’importante denominazione, legata al vitigno nebbiolo.
Di “percorsi” fra Cocconato e Albugnano si converserà assaggiando vini dei due territori.
Camminare il borgo
E’ una delle novità di questa edizione. Un’iniziativa pensata per valorizzare e far conoscere Cocconato d’Asti attraverso una passeggiata guidata nel cuore del centro storico. Un percorso che permette di scoprire, passo dopo passo, il patrimonio architettonico, culturale e paesaggistico della parte alta di uno dei borghi più affascinanti del Piemonte.
Durante il percorso sarà possibile ammirare edifici storici, portici gotici, chiese e scorci panoramici, in un contesto urbano perfettamente conservato. La visita si svolge interamente nel centro pedonale e consente di approfondire la storia e l’identità del paese, con riferimenti alla sua vocazione agricola ed enogastronomica.
Camminare il Borgo si propone come un’esperienza accessibile a tutti, pensata per unire cultura, scoperta e valorizzazione del territorio.
Azioni di sostenibilità
Seguendo alcuni protocolli verso cui si sta attivando l’associazione Go Wine, l’evento sperimenterà alcune azioni di sostenibilità, per sviluppare una maggiore attenzione ai temi dell’ambiente e della gestione delle risorse. Le iniziative saranno condivise fra tutti gli attori dell’evento e coordinate da Go Wine insieme al Comune di Cocconato e al Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
 
Il programma generale di Cocco…Wine
 
Venerdì 5 settembre, giornata di anteprima (sale e ristorante Cannon d’Oro):
ore 18:30: Degustazione guidata di approfondimento dedicata alla Barbera d’Asti di Cocconato ed ai suoli di questa area del Monferratoriservata a stampa e operatori di settore.
ore 20:00: Il Salotto di CocconatoIl Salotto rappresenta un momento dedicato alla tavola con i sapori e i vini delle cantine di Cocconato.
Ogni cantina di Cocconato presenterà un vino del cuore in una speciale enoteca. I vini si potranno abbinare ai piatti proposti per l’occasione dallo storico ristorante Cannon d’Oro.
 
Sabato 6 settembre
Ore 16:00 apertura banchi d’assaggio
Ore 17:00 inaugurazione Cocco…Wine 2025 (Casa Fasoglio) 
Ore 17:30 Camminare il Borgo
Ore 21:00 Camminare il Borgo Dalle 18:00 alle 22:00 Isola del Vino “viticoltura eroica” (cortile di Locanda Martelletti) 
Ore 24:00 Chiusura banchi d’assaggio
Domenica 7 settembre
Ore 11:00 apertura banchi d’assaggio
Ore 12:00 Camminare il Borgo
Ore 15:00 Degustazione guidata: la Barbera a Cocconato, in Italia e nel Mondo (Casa Fasoglio)
Ore 15:00 Apertura enoteca Moscato Wine Festival (con ticket aggiuntivo e sino alle 19) (piazza Statuto) 
Ore 16:00 Camminare il Borgo
Ore 16:30 Degustazione guidata: percorsi di vino fra Cocconato e Albugnano
Dalle 12:00 alle 17:00 Isola del Vino “viticoltura eroica” (cortile di Locanda Martelletti)
Ore 19:00 chiusura banchi d’assaggio.
Come prenotare
Il costo della degustazione per le giornate del 6 e 7 settembre è € 16,00 (con riduzione a € 14,00 acquistando online il biglietto sul sito www.gowinet.it entro il 5 settembre 2025); € 12,00 Riduzione Soci Go Wine, Associazioni di Settore.
Prenotazioni e acquisto biglietti online sul nostro sito internet (pagamento tramite carte di credito) al link: https://www.gowinet.it/evento/cocco-wine-2025/
Per info: Go Wine – Alba tel. 0173 364631 stampa.eventi@gowinet.it –www.gowinet.it
 
Alla prossima.
LUCA GANDIN

 

Gandin luca

Niente ferie per il “Re dei Vini”

Con “Aperti per ferie”, l’Enoteca Regionale del Barolo propone, anche in pieno agosto, “assaggi”, “tour guidati” e una curiosa “Barolo experience”

Dal 7 al 17 agosto

Barolo (Cuneo)

Il Comune stesso rientra con la “Langa del Barolo” tra i “Patrimoni dell’Umanità”. E il suo “oro rosso”, il “Re dei vini” non può certo permettersi qualche giorno di ferie proprio nel periodo in cui potrebbero rispettosamente addivenire al suo cospetto congrui numeri di “fedeli” e, soprattutto, appassionati “assaggiatori” a rendergli il dovuto omaggio. Così, da giovedì 7 a domenica 17 agosto, tutti i giorni dalle 10,30 alle 18,30, la “boutique” dell’“Enoteca Regionale del Barolo” (ingresso via Collegio Barolo) a Barolo, resterà “aperta per ferie”, con possibilità di assaggi senza prenotazione fino alle 18. L’invito è altamente interessante. Non foss’altro per immergersi nello “scrigno paesistico” mozzafiato in cui nasce il nobile vino, fra colline di Langa coltivate ad uve Nebbiolo (fu Giulia Falletti che per prima, nel 1864, sperimentò il metodo di vinificazione di quel “Barolo” che oggi conosciamo) e un delizioso capoluogo costruito nella sua prima fase intorno all’anno Mille, con quel criptico nome che deriverebbe dal celtico “bas reul”, luogo basso, com’é di fatto rispetto ad altri paesi della zona. Ma c’è di più!

Furbissima novità di quest’anno, nelle stesse date l’“Enoteca” propone anche “Il Barolo consapevole”, una sorta di Barolo experience”su prenotazione, alle 12 e alle 15, con il direttore dell’“Enoteca”, Cristiana Grimaldi. Alla base dell’evento, la domanda Come si assaggia e si sceglie un Barolo?; i partecipanti saranno accompagnati in un assaggio guidato di tre “Barolo DOCG 2021” provenienti da zone diverse, l’occasione perfetta per approfondire in modo semplice e piacevole alcune curiosità legate a questo “signor vino”. Del tipo: quando aprire una bottiglia? come e perché decantarla? quale bicchiere scegliere? come valutare il tappo? e, soprattutto, come leggere correttamente un’etichetta di Barolo?

L’iniziativa, della durata di circa un’ora, è su prenotazione obbligatoria sul sito www.enotecadelbarolo.it“Torniamo a proporre ‘Aperti per ferie’ – sottolinea Cristiana Grimaldi – nel segno della continuità del lavoro di promozione e divul-gazione portato avanti nel tempo. Durante le esperienze su prenotazione, inviteremo i partecipanti a scoprire insieme cosa significhi ‘Barolo consapevole’, secondo un percorso pensato per lasciarsi guidare dal proprio palato, che si conclude con un brindisi speciale al ‘Barolo Chinato’. Il tutto nella cornice suggestiva e naturalmente fresca del ‘Castello di Barolo’, dove il fascino della storia incontra la piacevolezza di un clima perfetto, senza bisogno di aria condizionata”.

E dopo l’estate, qualcosa già bolle in pentola o, meglio, “in calice”?

Una sola novità al momento. In vista dell’autunno, si sta pensando ad “Autunno straordinario”, in programma dal 15 settembre al 10 novembre, quando l’“Enoteca” resterà aperta dal giovedì al lunedì, dalle 10,30 alle 18,30, aggiungendo un giorno in più al tradizionale periodo di apertura al pubblico. Insomma, “aperti per ferie” e “straordinari in autunno”! Spiega ancora Cristiana Grimaldi: “Aprire anche il lunedì significa intercettare un flusso turistico sempre più ampio. E’ una scelta che risponde all’esigenza di valorizzare il territorio in un periodo ricco di eventi e colori, offrendo un’accoglienza continua e di qualità a chi sceglie di visitare le Langhe anche fuori dal weekend”.

Per info: “Enoteca Regionale del Barolo”, via Collegio Barolo, Barolo (Cuneo); tel. 388/6262864 o www.enotecadelbarolo.it

g.m.

Nelle foto: Una degustazione condotta da Cristiana Grimaldi e immagine di repertorio  

Dai cocktail alla Spagna e ora un pub e un ristorante di pesce

/

Luigi Iula: “Continuiamo ad investire nel food, la sfida è conquistare le nuove generazioni”

Dai cocktail di Barz8 alla cucina spagnola e, adesso, il pub con barbecue e pizza, poi, a seguire, un ristorante di pesce. La Terrazza del circolo Caprera sul Po, sarà per tutta l’estate l’occasione per connettere, e far conoscere il progetto “food and beverage”, che Luigi Iula, porta avanti dal 2010 e che ha radici e il cuore pulsante in piazza Gran Madre e che dalla metà di luglio crescerà anche a Vanchiglia e al Lingotto, sotto il grattacielo della regione Piemonte. “Il filo conduttore – racconta – è la scelta di conciliare materia prima di qualità, tecniche di lavorazione che esaltino quelle caratteristiche, con prezzi che siano sostenibili dai clienti”. La sfida del futuro? “Trovare la ricetta giusta per fare breccia nelle nuove generazioni che vivono sui social e che troppo spesso preferiscono il virtuale alla convivialità”.

Nel presente, invece, è necessario “trovare un equilibrio, e non sempre è facile, tra cura della materia prima e della qualità e prezzo ma è un atto dovuto nei confronti di una città che sta vivendo un momento complicato e merita investimenti che la possano rendere attrattiva”. Ma è un atto dovuto anche nei confronti dei suoi “abitanti che devono fare i conti con una congiuntura economica difficile”. La pandemia ha segnato lo spartiacque nel mondo del food and beverage cambiando “le abitudini dei torinesi che, passata l’euforia dopo la riapertura dopo la fine del lockdown, sono tornati alla realtà di una capacità di spesa che si è ridotta”.
Se questo è lo scenario, allora, Iula ha scelto uno schema di gioco d’attacco che prevede l’apertura, senza clamore, nella seconda settimana di luglio di due nuove attività. In via Sommariva diventerà operativo un “pub con pizzeria e barbecue all’americana”.

Dalla parte opposta della città, in piazza Montebello a Vanchiglia, porte aperte per “Quasi vista Mole”, un ristorante di pesce sostenibile per le tasche dei clienti, cioè “pesce azzurro, soprattutto, lavorato con tecniche da stellato e recuperando i piatti della tradizione”.
E poi c’è Ibericos, in via Goito 9. Luigi Iula ha deciso di coinvolgere il cugino Luca Briamonte, “è il progettual chef, il nostro architetto del gusto. È la persona giusta per guidare la cucina: insieme raccontiamo una Spagna moderna, viva, ma sempre fedele alla sua anima più profonda».

Il legno scuro delle pareti, i motivi geometrici delle ceramiche, le fotografie di paesaggi spagnoli e l’illuminazione calda creano un ambiente che richiama le tradizionali tabernas iberiche. I tavoli “sono pensati per la condivisione: qui non si ordina un piatto a testa, ma si compone un mosaico di sapori da esplorare insieme”.
Il menù? È “un atlante gastronomico della Spagna con cucina rigorosa nella scelta degli ingredienti: quasi tutti importati direttamente dalla Spagna. “Stravolgere – racconta lo chef – sarebbe stato facile, ma la vera sfida è mantenere intatta l’essenza della cucina spagnola”.

MAURIZIO TROPEANO