Fino al 30 settembre

Notre – Dame, una mostra a Torino

 L’esposizione torinese diventa un omaggio a questo simbolo storico e religioso che speriamo possa rinascere dopo l’incendio
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In mostra a Palazzo Madama sculture gotiche appartenute alla grande cattedrale parigina
SABATO 19 APRILE INGRESSO GRATUITO IN SEGNO DI SOLIDARIETA’
Architettura gotica per eccellenza, voluta dal vescovo di Parigi Maurice de Sully che fece partire i lavori per la sua edificazione nel 1160, la Cattedrale di Notre – Dame fa rivivere un pezzo importante e drammatico della sua storia nella “Sala Stemmi” di Palazzo Madama, a Torino, dove fino al 30 settembre prossimo, si possono ammirare quattro “teste in pietra” realizzate per la facciata della Cattedrale (che negli intenti del vescovo doveva sostituire, con un’ampiezza di ben cinque navate, due preesistenti basiliche rispettivamente del V e dell’VIII secolo) e concesse in prestito dal Musée de Cluny – Musée National du Moyen Age di Parigi che, come il Museo Civico d’ Arte Antica di Palazzo Madama, fa parte della Rete Europea dei Musei di Arte Medievale. Curata da Simonetta Castronovo, la mostra (“mostra-dossier”, innovativa e multimediale) accende i riflettori dell’arte e della storia su quattro opere di altissima qualità esecutiva, testimonianze preziose della scultura medievale europea e, in particolare, di quel “classicismo” o “naturalismo gotico” (secondo la definizione dello storico dell’arte Cesare Gnudi) che tanto influenzò, alla fine del Duecento, anche artisti del Gotico italiano, da Giotto a Nicola e a Giovanni Pisano o ad Arnolfo di Cambio. Quattro teste, si diceva. Dal portale dell’Incoronazione della Vergine (1200 – 1215), sulla facciata occidentale di “Notre– Dame”, proviene la “Testa d’Angelo”, mentre dal portale del braccio settentrionale del transetto, che nel Duecento immetteva nel chiostro della Cattedrale, provengono la “Testa di Re Mago”, la “Testa di uomo barbuto” e la “Testa di figura femminile” (allegoria di una virtù teologale), tutte realizzate fra il 1250 e il 1258 da Jean de Chelles. A presentarle al pubblico, é un coinvolgente allestimento audiovisivo, realizzato da Leandro Agostini, fatto di proiezioni e voci fuori campo che animano le quattro “teste”, raccontandone la storia e il destino che, in parte, tristemente le accomunò a molte altre opere della Cattedrale parigina, fatte rimuovere fra il 1793 e il 1794, all’epoca della Rivoluzione Francese, dal Comitato di Salute Pubblica guidato da Robespierre, in quanto considerate simbolo della feudalità, della monarchia – Luigi XVI e Maria Antonietta erano stati ghigliottinati all’inizio del ’93– e della religione. Rimosse, molte irrimediabilmente distrutte, ben 120 sculture furono a lungo abbandonate sul sagrato della Chiesa per essere poi cedute a impresari cittadini come materiale da costruzione. Solo una trentina d’anni dopo, in pieno clima neo-gotico ( e in virtù pur anche della “denuncia” sottilmente fatta propria da Victor Hugo nel suo “Notre Dame de Paris”, pubblicato nel 1831) fu posto in piena luce il disastro perpetrato ai danni della Cattedrale e lo stato di assoluto degrado di quella “vasta sinfonia di pietra” per cui si palesavano ormai inderogabili e imponenti lavori di restauro. Lavori che vennero condotti, fra il 1845 e il 1864, dagli architetti Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus, che per realizzare le nuove sculture dovettero basarsi su disegni e incisioni antiche raffiguranti i portali, imitando il linguaggio delle sculture gotiche coeve di Chartres, Reims e Amiens. Ma il destino (provvido questa volta) bussò ancora una volta alle porte della storia. E, nel 1977, molte delle sculture originali di “Notre-Dame”, comprese le quattro opere esposte oggi a Palazzo Madama, furono rinvenute durante lavori di restauro alle fondamenta dell’ “Hotel Moreau” a Parigi, sede della Banque Francaise du Commerce Extérieur, che poi decise di donarle allo Stato per essere in seguito depositate al Musée de Cluny. Che le conserva dal 1980.

Gianni Milani

“Notre – Dame de Paris. Sculture gotiche dalla grande cattedrale”
Palazzo Madama – Sala Stemmi, piazza Castello, Torino; tel. 011/4433501 o www.palazzomadamatorino.it
Fino al 30 settembre
Orari: dal lun. alla dom. 10/18, chiuso il martedì
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Nelle foto

– “Testa di uomo barbuto”, 1250-1258; Photo (C) RMN-Grand Palais, Michel Urtaldo
– “Testa di Re Mago”, 1250-1258; Photo (C) RMN-Grand Palais, Michel Urtaldo
– “Testa femminile”, 1250-1258; Photo (C) RMN-Grand Palais, Michel Urtaldo
– “Testa d’Angelo”, 1210-1215  ca.; Photo (C) RMN-Grand Palais, Franck Raux