Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale. Un convegno della Consulta femminile regionale

Quale cognome per i figli? Una battaglia per i diritti

Si è svolto oggi a Palazzo Lascaris il convegno “Quale cognome per i figli?”, promosso dallo Zonta Club International con il patrocinio della Consulta Femminile regionale. L’incontro ha tratto spunto dalla recente sentenza della Corte Costituzionale 286/2016 che prevede che d’ora in poi (con l’accordo dei genitori) il doppio cognome possa essere imposto al figlio legittimo.

Il convegno è stato aperto dal saluto istituzionale di Mauro Laus presidente del Consiglio regionale del Piemonte: “La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima l’automatica attribuzione del cognome paterno ai figli, in presenza di una diversa volontà dei genitori. Purtroppo ancora una volta è la magistratura ad aprire un varco, a dare la linea, a superare la politica su problemi che toccano la vita quotidiana della gente. Serve al più presto una norma organica in materia, i tempi sono più che maturi affinchè il disegno di legge, da proposta, diventi legge a tutti gli effetti.. L’idea che io ho in mente di famiglia è quella di un luogo in cui le responsabilità e le scelte siano condivise, dalla cura dei figli alla scelta del loro nome e cognome”.

Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale delegata alla Consulta Femminile, ha sottolineato: “Nella lunga lotta per la parità e per l’affermazione dei diritti della donna, anche la possibilità di utilizzare il cognome materno ha un’importanza che va oltre le strette implicazioni burocratiche o legislative.  E’ un discorso legato alla maternità, agli affetti, alla storia di un figlio e – di conseguenza – di una famiglia. Si tratta del diritto all’identità personale, del principio di uguaglianza e di pari dignità dei genitori. E’ un tema di civiltà che non deve vedere l’italia esclusa rispetto a quanto già avviene in molti paesi europei”.

La presidente della Consulta femminile Cinzia Pecchio ha introdotto le relazioni delle esperte ricordando che la sentenza della Corte Costituzionale arriva a 37 anni dalla presentazione della prima proposta di legge in Parlamento sul doppio cognome: “rimamngono molti interrogativi sull’applicazione di questa sentenza che è un tassello verso la parità di genere”.

Sono intervenute: Ivana Sarotto Area Director Zonta International Distretto 30 Area 3, Giuseppina Pippione avvocata di Torino, in rappresentanza dello Zonta Club Moncalieri, Susanna Schivo avvocata di Genova per lo Zonta Club Genova2 (già componente del Comitato Scientifico “Rete per la Parità”), Nadia Garis avvocata dello Zonta Club di Torino, Giulia Maria Cavaletto Consigliera di Parità della Regione Piemonte, Monica Cerutti assessora regionale alle Pari Opportunità, Giuseppe Ferrari vicedirettore generale del Comune di Torino, Elisabetta Palici di Suni Ordinario di Diritto pubblico comparato dell’Università di Torino.

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