CRONACA- Pagina 93

“Un altro domani”, docufilm sulla violenza di genere

Mercoledì 27 novembre si terrà la proiezione di un docufilm sulla violenza di genere organizzato dai Centri Antiviolenza degli ospedali della Città della Salute di Torino

 

Dal 21 al 27 novembre servizi gratuiti da parte di oltre 240 ospedali con il Bollino Rosa di Fondazione Onda ETS e nei Centri Antiviolenza. In occasione della settimana dedicata al contrasto della violenza di genere, il Centro Soccorso Violenza Sessuale SVS dell’Ospedale Sant’Anna di Torino e il Centro Demetra dell’Ospedale Molinette della Città della Salute di Torino hanno organizzato, mercoledì 27 novembre 2024, presso la Sala Montessori della Città Metropolitana di Torino, in corso Inghilterra 7 dalle ore 15.30 alle 18.30, la proiezione di un film documentario intitolato “Un altro domani”, di Silvio Soldini e Cristiana Mainardi, che riunisce testimonianze di vittime, autori di violenze e figure dell’ambito giuridico, sanitario e psicologico si occupano del problema. Il docufilm verrà presentato al personale docente che in questi anni ha partecipato al progetto “Consenso”, ideato e programmato dalle psicologhe che lavorano nei due centri. A seguire è stata organizzata una tavola rotonda in merito alla violenza di genere he prevede un’iscrizione obbligatoria entro il 15 novembre 2024. Il Centro Soccorso Violenza Sessuale dell’Ospedale Sant’Anna e il Centro Demetra dell’Ospedale Molinette di Torino sono parte integrante del Centro Esperto Sanitario contro la violenza della Città della Salute di Torino, come istituito dalla legge regionale n.4 del 24 febbraio 2016 “Interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e per il sostegno alle vittime di violenza e ai loro figli”.

Attualmente vengono seguite da due centri un totale di circa 250 donne, con un incremento del 15% degli accessi rispetto agli anni prepandemia. La percentuale di donne straniere è stabile, del 48% le italiane e 52% le straniere. Sul totale di donne accolte, il 7% ha riferito un maltrattamento in gravidanza, perpetrato dal partner nel 78% dei casi. In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra il 27 novembre, la Città della Salute di Torino e Fondazione Onda ETS lanciano la quarta edizione dell’(H)Open Week, che si terrà dal 21 al 27 novembre, con l’obiettivo di incoraggiare le donne vittime di violenza a rompere il silenzio e avvicinarle alla rete di servizi antiviolenza che può offrire percorsi di accoglienza protetta e progetti di continuità assistenziale e di sostegno, fornendo servizi concreti e indirizzi ai quali rivolgersi per chiedere aiuto. Gli oltre 240 ospedali con Bollino Rosa, che hanno al loro interno percorsi dedicati, e i centri antiviolenza aderenti all’iniziativa offriranno gratuitamente alla popolazione femminile visite, colloqui, consulenze, infopoint e distribuzione di materiale informativo.

“Anche quest’anno l’obiettivo – spiega Francesca Merzagora, Presidente della Fondazione Onda ETS – è quello di sensibilizzare il pubblico sull’esistenza di altri tipi di violenza oltre a quella fisica e sessuale. Esistono infatti violenze psicologiche, verbali e persino economiche che possano culminare o meno in episodi di stalking o violenza fisica. È importante sottolineare come il controllo che può essere esercitato su una donna non scaturisce solo dalla forza fisica, ma anche dalla volontà di controllare e limitare la sua libertà personale, con lo scopo di isolarla e lederne la dignità. Fondazione Onda ETS vuole ogni anno dare un aiuto concreto alle donne in difficoltà, garantendo per una settimana servizi gratuiti a sostegno delle vittime di violenza, incoraggiandole a uscire dalla spirale del silenzio, della profonda sofferenza e solitudine. Voglio ringraziare la Professoressa Alessandra Kusterman, Presidente SVS Donna aiuta Donna SCS per la collaborazione in questo progetto”.

Per l’occasione verrà distribuito negli ospedali un opuscolo informativo dal titolo “Violenza di genere – riconoscerla, prevenirla e contrastarla”.

 

Mara Martellotta

Operativi 104 nuovi agenti di Polizia Locale in Piemonte

Si è svolta ieri a a Torino la cerimonia di chiusura del 95º corso di formazione per Agenti di Polizia Locale neoassunti dagli enti locali del Piemonte, promosso dalla Regione in collaborazione con la Città di Torino, nell’ambito dei festeggiamenti per il 233º anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Locale di Torino. 104 agenti hanno superato l’esame e ora saranno operativi in 33 comuni piemontesi: Almese, Bagnolo Piemonte, Beinasco, Bellinzago Novarese, Bibiana, Borgo San Dalmazzo, Brusnengo, Casalborgone, Chieri, Chivasso, Ciriè, Collegno, Entracque, Fossano, Giaveno, Grignasco, Grugliasco, Livorno Ferraris, Mappano, Mazzè, Nichelino, Pino Torinese, Rivalta di Torino, San Francesco al Campo, San Germano Vercellese, San Maurizio Canavese, Sant’Antonino di Susa, Santena, Settimo Torinese, Torrazza Piemonte, Trofarello, Venaria Reale, Torino. Ha partecipato al corso anche un agente della Polizia Provinciale di Alessandria.

 

“Gli agenti di Polizia Locale sono le sentinelle dei nostri territori, il punto di riferimento per i cittadini e il presidio quotidiano che assicura che le nostre comunità restino spazi sicuri e vivibili – ha dichiarato durante la cerimonia l’assessore regionale alla Polizia Locale e Enti Locali, Enrico Bussalino -. La Polizia Locale ricopre un ruolo di assoluta rilevanza nella gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico, sotto la guida delle Amministrazioni comunali e in stretta collaborazione con le altre forze dell’ordine. Oltre ai programmi di formazione continua, che ritengo sia cruciale, proprio in questi giorni abbiamo approvato i criteri per l’assegnazione di contributi destinati alle Unioni di Comuni del Piemonte, per un totale di 4,5 milioni di euro, con l’obiettivo di aumentare la qualità dei servizi pubblici nelle aree che necessitano di maggiore supporto. Con questo bando, in particolare, intendiamo incentivare le funzioni della Polizia Locale e della Protezione Civile, così da offrire un servizio di protezione e di sicurezza più efficace e capillare per tutto il nostro territorio” ha concluso l’assessore Bussalino.

 

Il programma del corso si è articolato in 360 ore di formazione, suddivise in 239 ore di lezioni teoriche e 121 ore di esercitazioni pratiche. Gli argomenti trattati hanno spaziato dall’ordinamento della Polizia municipale alla gestione dei conflitti, dalle normative sulla sicurezza alla pratica delle tecniche operative.

 

Oltre il gusto, iniziativa per i pazienti degli Hospice Faro

La Fondazione FARO è lieta di annunciare una nuova collaborazione con la chef Dalia Rivolta per valorizzare l’esperienza culinaria degli ospiti negli hospice di Torino e Carignano.
Dalia Rivolta, chef torinese nata nel 1990, ha fondato nel 2015, insieme alla madre, la catena di gelaterie Nivà – Gelateria Tradizionale, presente in Italia, Francia e Portogallo. Nel 2021 si è distinta per il suo talento e passione partecipando all’undicesima edizione di MasterChef Italia. Attualmente, lavora come chef, imprenditrice e consulente, portando avanti progetti che uniscono cucina, etica e impegno sociale.
Questa iniziativa formativa, dedicata agli operatori delle nostre cucine, è un passo avanti per rendere ogni pasto un momento di attenzione e cura per i nostri pazienti. Sotto la guida di Dalia Rivolta, il percorso si focalizzerà sull’arte della presentazione dei cibi, un elemento spesso trascurato nella ristorazione sanitaria, ma essenziale per offrire non solo nutrimento, ma anche una gratificazione visiva. Il piacere di un pasto è legato anche alla bellezza con cui è presentato: colori, forme e composizioni influenzano la percezione e il desiderio di gustare il cibo, specialmente per chi vive la malattia.
In un contesto come l’hospice, dove il pasto può diventare momento di conforto e stimolo emotivo, dedicare attenzione alla presentazione del piatto è un gesto di rispetto verso i pazienti.
La FARO ringrazia Dalia Rivolta che ha scelto di donare le proprie competenze poiché condivide con la Fondazione una visione comune: il cibo non è solo nutrimento per il corpo, ma anche per l’anima, e può trasformarsi in un gesto di bellezza e cura, capace di regalare conforto e connessione a chi vive una fase delicata della vita.

Premio Anna Bonino, cinque borse di studio

Il lascito testamentario dell’ex collegiale permette a giovani ragazze, ospiti del Collegio Einaudi di Torino, di studiare e crescere nel capoluogo piemontese, coltivando i propri sogni professionali e di vita

 

Dalla futura papirologa alla futura scrittrice di successo, dalla futura cardiologa alla futura matematica fino alla futura ingegnera spaziale.

Proprio “Futuro” è la parola chiave per le 5 giovani studentesse meritevoli, dell’età compresa tra i 18 e i 25 anni, a cui il Collegio Einaudi di Torino ha offerto la grandissima opportunità di vivere gratuitamente presso i propri collegi per la durata del loro percorso di studi universitari, per porre le basi per un domani professionalmente e personalmente gratificante, inseguendo sogni e opportunità.

La piemontese Beatrice, la siciliana Sofia, la pugliese Antonella, la campana Maria Domenica e l’abruzzese Elsa, hanno infatti ottenuto un Premio di Studio Anna Bonino, frutto delle rendite ottenute dal lascito testamentario dell’ex collegiale Anna Bonino, scomparsa nel 2023, che ha donato un milione di euro al Collegio Einaudi con il preciso obiettivo di permettere a giovani studentesse meritevoli in situazioni economiche fragili di laurearsi e di aprirsi così nuove strade nel mondo.

Cinque giovani ragazze con progetti diversi in testa, ma unite dalla voglia di emergere e da una irrefrenabile curiosità di scoprire il mondo e vivere esperienze umane e formative che le possano arricchire. E unite, anche, da situazioni familiari, sociali ed economiche non semplici che, senza il supporto del Collegio Einaudi e il lascito di Anna Bonino, avrebbero rischiato fortemente di tarpare le ali ai loro progetti, prima ancora che prendessero forma.

Così è per la venticinquenne Maria Domenica, nata a Napoli e proveniente dalla famigerata Terra dei Fuochi, da cui si è allontanata per studiare dopo la triennale. Una condizione familiare ed economica molto delicata, a cui fa da contraltare uno spassionato amore per il mondo classico e umanistico, ma soprattutto per la papirologia. A Torino sta seguendo il secondo anno del corso di Laurea Magistrale in Filologia, Letteratura e Storia dell’Antichità all’Università degli Studi di Torino e sta preparando la tesi con il Museo Egizio.

“Amo guardare la storia antica da un punto di vista sociale, economico ed anche culturale. Ne sono affascinata non perché trovi risposte alle mie domande, ma perché tra quelle pagine, parole e reperti ho trovato il fascino del diverso e una solida alternativa a tutto il brutto vissuto negli anni della mia formazione. Inoltre, credo che la branca della Papirologia possa davvero riscrivere le sorti della storia, proprio a partire da quello che ci è rimasto e che purtroppo nessuno legge più”, racconta Maria Domenica.

Vuole diventare medico invece la ventenne piemontese Beatrice, il Premio di Studio Anna Bonino è un’opportunità da cogliere per guardare con fiducia al futuro. Iscritta al secondo anno di Medicina, sente forte il bisogno di rendersi utile attraverso un lavoro che aiuti le persone a stare meglio. Una fascinazione verso il mondo della sanità che le arriva dalla mamma, infermiera part – time. “Non sono ancora completamente certa dell’ambito specifico verso il quale preferisco rivolgermi: ogni corso affrontato aumenta non solo le mie conoscenze, ma anche il mio desiderio di approfondire sempre di più, rendendomi difficile trovare aspetti che non mi interessino. Tuttavia, per ora, sento di essere spinta verso la Medicina d’Urgenza o la Cardiologia”. Racconta Beatrice.

Non semplici anche le situazioni familiari delle tre matricole appena arrivate in Città:

Sofia, dopo aver concluso il liceo Scientifico a Siracusa con il massimo dei voti, grazie al Collegio Einaudi e al Premio di Studio Anna Bonino potrà trovare uno sbocco per la sua passione per la scrittura che, altrimenti, le sarebbe stato precluso. Oggi è iscritta al primo anno di Lettere all’Università degli Studi di Torino.

“Ho preso consapevolezza del mio amore per la scrittura all’età di 12/13 anni, dopo aver affrontato lo studio di autori come Foscolo e Leopardi. Ho iniziato a scrivere diversi libri e raccolte poetiche, aperto una pagina Instagram in cui pubblico ciò che scrivo e ultimamente sto provando a partecipare ad alcuni concorsi di scrittura. Il mio sogno è diventare una scrittrice affermata, e riuscire a lavorare nel mondo del teatro e del cinema, in modo da riunire le mie diverse passioni”, Racconta Sofia, che aggiunge “Sono convinta che il sapere e la conoscenza ci possano rendere liberi di esplorare la vastità dell’ignoto, la bellezza del nuovo, di pensare, immaginare, creare, di formare una forte identità, che non si conformi e che ci renda in grado di interpretare e giudicare”.

 

Per la diciottenne brindisina Antonella, il Premio di Studio Anna Bonino è un’opportunità per alleviare i sacrifici che i suoi genitori stanno facendo per permetterle di studiare. Iscritta al primo anno di Matematica per l’ingegneria al Politecnico di Torino, la giovane collegiale cerca proprio nel percorso universitario una strada ancora tutta da tracciare per il suo futuro professionale.

“Ho compreso di voler lavorare con la matematica in tutto e per tutto, applicandola alla realtà e ai fenomeni quotidiani. Non so ancora dire quale sia il lavoro dei miei sogni, quale tra le specializzazioni possibili sia la più adatta a me: sono decisioni che rimando alla me del futuro, sicuramente più consapevole del percorso che ha intrapreso e addentrata nel mondo dell’ingegneria” Spiega Antonella. “Quello che reputo essenziale è avere una formazione globale, che mi renda pronta per il futuro anche dal punto di vista personale”.

Da un piccolo paesino dell’Abruzzo a una grande città come Torino: il salto è stato grande per la futura “astronauta” Elsa, iscritta al primo anno di ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino. I genitori di origine albanese avevano lasciato la terra natia prima della sua nascita e di quella di sua sorella per trovare in Italia nuove opportunità e crescere con molti sacrifici la propria famiglia. “La mancanza di possibilità mi ha portata ad apprezzare ogni occasione di arricchimento personale. Ho deciso di iscrivermi a Ingegneria Aerospaziale perché ne sono affascinata e perché voglio mettermi in gioco e non voglio che i pregiudizi e il timore limitino la mia piena realizzazione. Adoro Torino e i suoi teatri. Finora non sono mai riuscita ad andare a teatro, ma sarà una delle prime cose che farò appena inizieranno le stagioni torinesi!” Racconta Elsa.

Occhi che brillano, voci che viaggiano lontano, speranze e desideri che possono diventare realtà grazie alla comunità stimolante e interdisciplinare che offre il Collegio Einaudi. Un ambiente ideale per crescere dal punto di vista personale, grazie alla presenza di colleghi e colleghe provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, ognuno con la propria storia e i propri sogni da costruire, e dal punto di vista formativo grazie a un insieme di corsi e attività che integrano e approfondiscono il percorso di studi che portano avanti nelle rispettive università.

Il lascito della Signora Bonino permetterà, grazie alle rendite ottenute anno dopo anno, di proseguire a lungo in quest’opera di sostegno a ragazze meritevoli bisognose di un aiuto concreto.

 

“Le cinque studentesse che si sono aggiudicate il Premio di Studio Anna Bonino rappresentano perfettamente i profili che aveva in mente la nostra preziosa donatrice quando ci ha fatto il lascito testamentario – Spiega Paolo Enrico Camurati, Presidente della Fondazione Collegio Einaudi – “Sono ragazze che fin da giovanissime hanno dovuto affrontare diverse difficoltà, ma che hanno saputo affrontarle con grinta, entusiasmo per il futuro e voglia di emergere. Cinque ragazze assolutamente meritevoli con progetti chiari e sogni magnifici. Per il Collegio Einaudi è un orgoglio poterle aiutare, grazie al fondamentale contributo della nostra Ex collegiale Anna Bonino a cui saremo per sempre riconoscenti”. 

“Ndrangheta in Piemonte”: a Carmagnola “La mafia uccide. Il silenzio pure”

L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di sensibilizzazione della cittadinanza e delle giovani generazioni sul tema della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata

Carmagnola (TO), 13 novembre 2024 – Si è svolto ieri, martedì 12 novembre al Salone Antichi Bastioni di Carmagnola, il primo incontro della rassegna “La mafia uccide. Il silenzio pure”, dal titolo ‘Ndrangheta in Piemonte: focus sul processo Rinascita Scott, Carminius – Fenice e sullattuale situazione a Carmagnola, promosso dal Comune in collaborazione con Avviso Pubblico. Levento ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico che ha assistito a un confronto su temi cruciali legati alla presenza mafiosa nel Piemonte, con particolare attenzione al radicamento della ’Ndrangheta nellarea di Carmagnola, come emerso dai recenti processi Carminius-Fenice e Rinascita Scott.

L’incontro, moderato dal giornalista Andrea Giambartolomei de Lavialibera, ha visto gli interventi di figure di spicco nel panorama della legalità e della giustizia: Giovanni Bombardieri, Procuratore della Repubblica di Torino; Tommaso Pastore, Capo Centro Direzione Investigativa Antimafia di Torino; Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico; Alessandro Cammarata, Vicesindaco del Comune di Carmagnola; Maurizio Marrone, Assessore della Regione Piemonte con delega ai beni confiscati, sovraindebitamento e usura.

Il convegno ha approfondito in particolare i processi Carminius- Fenice e Rinascita Scott, importanti indagini contro la Ndrangheta in Piemonte che hanno messo in luce il radicamento della mafia nell’economia locale, tra estorsioni, traffico di droga e infiltrazioni negli appalti pubblici. Le condanne emesse nei processi hanno rappresentato un segnale forte contro le attività criminali che tentano di infiltrarsi nel tessuto sociale ed economico della regione, con particolare riferimento alla provincia di Torino.

L’incontro si è aperto con l’intervento del Sindaco Ivana Gaveglio, che ha affermato: “La nostra Amministrazione ha sempre affrontato questo tema in modo chiaro e deciso, costituendosi parte civile nei processi.”

L’assessore e vicesindaco Alessandro Cammarata, ha raccontato episodi di intimidazione che ha subito, tra cui due auto incendiate nel giro di 11 mesi e una serie di lettere anonime contro di lui. “La prima auto pensavamo fosse un incidente, ma dopo il secondo episodio è stato chiaro che si trattava di atti intimidatori. La sentenza d’appello ha confermato che tutto è nato dalla mia scelta di non incontrare persone che cercavano di influenzare gli appalti pubblici.” Nonostante cinque anni di tutela da parte dei Baschi Verdi della Guardia di Finanza, Cammarata non ha mai rinunciato al suo impegno amministrativo e si è costituito parte civile nel processo. Ha concluso con un monito: “Nei territori infiltrati, anche se i capi finiscono in carcere, il fenomeno può tornare, come dimostrano gli arresti nell’operazione ‘Factotum’.”

Il Procuratore della Repubblica di Torino, Giovanni Bombardieri, ha richiamato l’attenzione sul fatto che “La ‘Ndrangheta non porta sviluppo, ma depressione. È un male per i cittadini e per l’economia, e se non si tiene alta l’attenzione, c’è sempre il rischio che ritorni”. Bombardieri ha sottolineato come la ‘ndrangheta, fenomeno globale con proiezioni nel Nord Italia, in Europa e nel mondo, abbia radici in Piemonte fin dai tempi in cui ancora non esisteva il 416 bis, con episodi di auto incendiate, omicidi e appalti illeciti. “La stessa attenzione riservata a Cosa Nostra non è stata storicamente dedicata alla ‘ndrangheta, che ha beneficiato di una certa attività sotterranea”. Il Procuratore ha sottolineato quanto sia importante non delegare tutto alle forze dell’ordine: “Non tutti possono denunciare, ma tutti hanno il dovere di stare vicini a chi denuncia, perché spesso chi ha avuto il coraggio di farlo è stato lasciato solo”.

Tommaso Pastore, Capo Centro della Direzione Investigativa Antimafia di Torino, ha evidenziato un fenomeno preoccupante: “Oggi le organizzazioni mafiose non controllano il territorio tanto con la violenza, ma soprattutto nell’economia. In alcuni casi documentati, la figura dell’imprenditore si è trasformata da vittima del fenomeno estorsivo a colluso con le organizzazioni criminali, cercando vantaggi economici, nei rapporti sindacali e in altri ambiti”. Pastore ha sottolineato come il contrasto a questa metamorfosi passi attraverso un’attenta attività investigativa e i presidi antimafia sul territorio dichiarando che “Il sistema antimafia italiano rappresenta un’eccellenza mondiale, grazie alla capacità di prevenire infiltrazioni nella pubblica amministrazione attraverso il sistema di informazione antimafia delle prefetture, che valuta preventivamente i legami tra gli imprenditori e le organizzazioni criminali. È fondamentale che gli imprenditori sappiano di poter contare sul sostegno dello Stato”.

Roberto Montà, Presidente dell’associazione Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, ha ricordato l’importanza del rapporto “Amministratori sotto tiro”, realizzato annualmente dall’associazione dal 2010, che tra le varie attività documenta le minacce e le intimidazioni verso amministratori locali e personale della Pubblica Amministrazione. “I dati sono allarmanti e il Rapporto analizza il fenomeno nella sua complessità, individuando le aree più colpite e le tipologie di minacce, con analisi dettagliate e pareri di esperti”. Montà ha evidenziato il ruolo di Avviso Pubblico nell’accompagnare le amministrazioni: “Le amministrazioni spesso fanno fatica a riconoscere le infiltrazioni o hanno paura di ammetterle, soprattutto nei numerosissimi Comuni piccoli, dove gli amministratori sono più facilmente avvicinabili. Avviso Pubblico le supporta in un processo di riflessione e reazione, per aiutare le comunità ad opporsi a queste minacce. Non si è mai soli in questa battaglia, e la forza per agire nasce dalla consapevolezza e dal sostegno reciproco”.

Questo incontro è stato il primo di una serie di appuntamenti previsti dalla rassegna. Il ciclo di eventi proseguirà martedì 19 novembre con la messa in scena dello spettacolo teatrale “Ndrangheta”, che racconta la lotta alla criminalità organizzata e la speranza di riscatto, e il 20 novembre con lo spettacolo “Borsellino”, dedicato alla figura del magistrato Paolo Borsellino. La rassegna si concluderà giovedì 21 novembre con una conferenza sulle mafie in Piemonte, rivolta agli studenti delle scuole superiori.

La rassegna è finanziata grazie agli stanziamenti del Fondo per la legalità e per la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori. Fondo proposto da Avviso Pubblico che siede al tavolo del Ministero dell’Interno che si occupa del fenomeno. Un finanziamento, a titolo di ristoro all’Ente, grazie al quale il comune di Carmagnola ha potuto sostenere il progetto senza pesare sui conti pubblici.

La cultura come risorsa per la salute

Alleanza sancita da un accordo pluriennale in collaborazione con Museo Nazionale dell’Automobile, Città della Salute e delle Scienze e Biblioteche civiche. 

L’azienda ospedaliera e universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, su proposta della Fondazione Medicina a Misura di donna Onlus, ha siglato un accordo pluriennale con il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, l’istituzione culturale di prossimità dell’azienda sanitaria, in collaborazione con il servizio Biblioteche della Città di Torino, Abbonamento musei CCW Cultural Welfare Center. Il percorso riguarderà tutta la cittadinanza e inizia con l’incontro di accompagnamento alla nascita in Museo per proseguire con il ben-essere dei professionisti della cura, risorse primarie della cura dei cittadini e della società. La collaborazione intersettoriale tra cultura, sociale e sanità ha un ruolo importante nella salute della comunità, tanto che la Commissione Europea ha inserito tra i pilastri delle proprie politiche del piano Cultura proprio la relazione e tra cultura e salute. La sanità è la porta maestra di contatto per avvicinare tutti i cittadini alle opportunità territoriali che contribuiscono allo sviluppo del potenziale individuale, all’aumento della resilienza alle avversità, al contrasto dall’isolamento e dei disagi emotivi. 

La AOU – Città della Salute e della Scienza ha colto l’invito promosso dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna allo sviluppo di un percorso sistemico e sistematico con il Museo Nazionale dell’Automobile, istituzione culturale con cui confina, luogo di bellezza in dialogo con la natura fluviale. La prospettiva di collaborazione si basa sull’esperienza avvenuta nell’ospedale Sant’Anna della Fondazione che, dal 2011, ha varato con la AOU un percorso di ricerca e azione su “Cultura e Salute”, che ha trasformato con processi partecipati attraverso le arti visive (poesia, musica, teatro e danza), il volto organizzativo di un intero blocco ospedaliero che vedrà nel MAUTO una piattaforma di sviluppo. L’accordo coinvolge le BCT Biblioteche Civiche Centrali sia per il riconoscimento dell’importanza della lettura in famiglia, già nei primi mille giorni di vita, sia per la prossima apertura della Biblioteca Civica al Valentino, con la quale disegnare sinergie. Il primo atto sarà lo sviluppo degli incontri di accompagnamento alla nascita in Museo per i primi mille giorni, centrali per lo sviluppo neuronale di ogni individuo e il ben-essere biopsicosociale della mamma e della famiglia. Verranno progettate azioni che si rivolgeranno a tutta la cittadinanza, ma in prima istanza al personale sanitario e agli operatori di cura, risorse primarie per l’attivazione di percorsi di ben-essere a caduta su pazienti e cittadini. L’accordo è un passo per lo studio della prescrizione sociale accanto alle consuete terapie, della partecipazione regolare di iniziative sociali e culturali volte a rafforzare legami sociali che riducono il rischio di vulnerabilità alle malattie.

“Il progetto Nati per leggere, in sinergia con Nati per la cultura e grazie alle collaborazioni di biblioteche e musei, si configura come un fondamentale strumento strategico per la città di Torino – dichiara l’Assessora alla Cultura del Comune di Torino Rosanna Purchia – questa iniziativa mira a coinvolgere in modo capillare le comunità e i territori raggiungendo tutti i quartieri e le famiglie, anche quelle meno abituate a frequentare i luoghi della cultura. L’accordo attuale amplia la portata delle azioni rendendole trasversali e diffuse in tutte le zone di Torino. L’alleanza tra Cultura e Salute si basa su un corpus sempre più solido di evidenze scientifiche che dimostrano come la partecipazione culturale possa sostenere lo sviluppo dei bambini e delle bambine, contribuendo a prevenire malattie, migliorando il benessere fisico e mentale, e promuovendo stili di vita sani, favorendo la creazione di comunità resilienti”.

Mara Martellotta 

La nuova Cavallerizza Reale, via libera alla riqualificazione: approvata la variante al progetto

La Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, ha approvato la variante al Progetto Unitario di Riqualificazione (P.U.R.) del complesso storico della Cavallerizza Reale, strumento previsto dall’attuale P.R.G. per definire l’assetto generale, i tipi di intervento previsti sugli immobili, le unità minime di intervento, le specifiche destinazioni d’uso.

La variante consentirà quindi di attuare la trasformazione della Cavallerizza in un polo culturale multifunzionale, un mix di attività pubbliche e private, segnando ufficialmente l’avvio del grande cantiere di recupero. A seguito del successivo passaggio in Consiglio Comunale, tutti i soggetti coinvolti -escluso Fondazione Compagnia di San Paolo il cui progetto era stato approvato nel mese di luglio- potranno infatti presentare i titoli edilizi necessari per dare il via ai lavori sulle porzioni di fabbricati di loro proprietà.

La variante recepisce l’aggiornamento dell’assetto proprietariocomplessivo, mutato e ampliato rispetto al P.U.R. approvato nel 2021: il Comune di Torino ha in proprietà le U.M.I 6 Cavallerizza Alfieriana, U.M.I. 8 Maneggio Chiablese e U.M.I. 4 Piazzetta Accademia Militare all’interno del Complesso e Piazzetta Rossaro; la Cartolarizzazione Città di Torino S.r.l. – CCT ha in proprietà la U.M.I. 9 edificio denominato Zecca); la Fondazione Compagnia di San Paolo ha in proprietà le U.M.I. 5 Manica del Mosca, U.M.I. 10 Pagliere, U.M.I. 11 Piazzetta Vasco e Passaggio Chiablese; l’Università degli Studi di Torino ha in proprietà la U.M.I. 7 Corte delle Guardie; CDP Real Asset Sgr Spa ha in proprietà U.M.I. 3 Rotonda Castellamontiana, U.M.I. 1 Accademia Militare e U.M.I. 2 Corpi di Fabbrica di Via Verdi).

Il riassetto proprietario ha anche aggiornato le destinazioni delle rispettive Unità Minime di Intervento (U.M.I.) per il recupero del complesso.

In particolare, nella UMI 1 – Accademia Militare è prevista la realizzazione di una struttura alberghiera mentre nella UMI 2 e in una piccola porzione della UMI 1 (locali della ex Cappella) si prevede l’insediamento del cosiddetto Polo delle Arti, costituito dall’Accademia delle Belle Arti, dal Conservatorio Giuseppe Verdi e dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi. Gli immobili di proprietà dell’Università di Torino saranno destinati ad ospitare nuovi spazi per l’Ateneo. Negli immobili attualmente di proprietà della Città di Torino (U.M.I. 6 Cavallerizza Alfieriana) o che saranno ceduti nell’ambito delle attuazioni (UMI 3 Rotonda Castellamontiana e parte delle UMI 1, 2 e 7) è prevista la realizzazione di uno spazio polivalente dedicato alla ricerca e alla sperimentazione nel campo delle arti performative, attraverso interventi di restauro conservativo della Cavallerizza Alfieriana, del recupero della Rotonda, delle maniche al piano terra della corte delle Guardie e della manica della crociera verso via Verdi. Nell’U.M.I. 5 – Manica del Mosca, di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, si insedierà la nuova sede della Fondazione stessa, mentre nella UMI 10 Pagliere sono previste attività terziarie.

Tra gli elementi distintivi della variante approvata spicca l’inclusione del cosiddetto Lotto Zero, un innovativo impianto geotermico che garantirà la climatizzazione sostenibile di tutte le U.M.I. del complesso. Le progettazioni ipotizzate sul Complesso ampliano l’offerta di funzioni pubbliche rispetto a quelle previste dal PUR approvato nel 2021, proponendo una riqualificazione orientata alla promozione culturale della Città, restituendo spazi alla fruizione della cittadinanza e dando luogo alla creazione del “polo culturale” auspicato nel percorso di redazione e approvazione del PUR.

Gli interventi aggiuntivi individuati dalla variante, sono riferiti, oltre alla possibilità di realizzare limitate porzioni dei nuovi volumi, alla puntuale modifica di solai per rivedere il sistema distributivo verticale necessario per l’inserimento delle nuove funzioni, alla ricomposizione di alcune facciate che non presentano ad oggi un disegno organico a seguito delle vicende storiche che si sono succedute e alle modifiche puntuali di alcune coperture  di legate al già previsto recupero dei sottotetti.

TORINO CLICK

Guida autonoma e sicurezza stradale: la Regione Piemonte promuove innovazione e sicurezza

La Regione Piemonte conferma il suo impegno per un quadro normativo aggiornato che sostenga lo sviluppo della guida autonoma, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza sulle nostre strade e agevolare l’introduzione delle tecnologie più avanzate disponibili sul mercato europeo.

«Ci stiamo muovendo per far sì che il Piemonte sia tra le regioni italiane più pronte e ricettive per le sperimentazioni e l’introduzione della guida autonoma», ha dichiarato Marco Gabusi, assessore regionale alle Opere Pubbliche, Trasporti e Infrastrutture del Piemonte. «Stiamo lavorando – ha proseguito Gabusi –  a stretto contatto con le istituzioni europee e nazionali per assicurare che il nostro territorio sia parte attiva nel processo di innovazione della mobilità, bilanciando i vantaggi tecnologici con la necessaria attenzione alla sicurezza e all’ambiente».

A livello nazionale, l’Unione Europea ha già approvato la normativa Un-Ece R-157, che permette l’omologazione delle auto a guida autonoma di livello 3 in specifiche condizioni di sicurezza. Tuttavia, il Codice della strada italiano non consente ancora il pieno utilizzo di questa tecnologia, motivo per cui la Regione Piemonte sollecita un intervento normativo adeguato per consentire una graduale introduzione della sperimentazione della guida autonoma sul territorio.

La Regione Piemonte sta sostenendo progetti innovativi come In2Ccam e Scale, che mirano a creare infrastrutture intelligenti e sistemi avanzati di comunicazione tra veicoli e centrali di controllo del traffico. La società partecipata 5T, che coordina la Centrale della mobilità, è parte attiva in queste iniziative ed è coinvolta nei tavoli europei di standardizzazione per le specifiche tecniche legate alla guida autonoma. L’attenzione del Piemonte per l’innovazione nella mobilità si riflette in un sistema sempre più connesso, che consentirà, in futuro, a veicoli di livello avanzato di circolare in sicurezza sulle nostre strade.

La Regione Piemonte resta tra i principali promotori di progetti di cooperazione e interazione tra infrastrutture e veicoli. L’assessore Gabusi ha aggiunto che “il nostro obiettivo è costruire un ambiente favorevole all’innovazione, ponendo al centro la sicurezza dei cittadini e un’efficienza logistica che favorisca la mobilità sostenibile. Stiamo già dialogando con il Ministero delle Infrastrutture per sostenere una normativa italiana che consenta l’utilizzo di veicoli allineati ai più innovativi standard europei”. In conclusione, l’attenzione della Regione Piemonte per la guida autonoma non si limita alla sola sperimentazione, ma rappresenta un impegno concreto verso una mobilità più sicura e sostenibile, con la consapevolezza che una normativa aggiornata e adeguata alle sfide tecnologiche è fondamentale per il benessere dei cittadini e lo sviluppo economico del territorio.

Dott amplia la sua offerta a Torino con l’arrivo di 500 e-bike

Dott, operatore leader europeo della micromobilità urbana, espande la propria flotta a Torino con l’introduzione di 500 biciclette a pedalata assistita. Questi nuovi mezzi si aggiungono ai monopattini già presenti in città e nei comuni limitrofi di Collegno, Moncalieri, Nichelino e Rivoli, contribuendo a rendere la mobilità urbana più accessibile e diversificata. Le biciclette elettriche, infatti, consentono di raggiungere una fascia di utenti più ampia: i dati raccolti da Dott confermano che le e-bike vengono spesso scelte per spostamenti più lunghi e sono particolarmente apprezzate dal pubblico femminile.

Con l’introduzione delle biciclette, Torino si afferma dunque come una città Dott “multimodale”: i cittadini potranno infatti trovare, su un’unica applicazione, sia monopattini che e-bikes, potendo scegliere in qualsiasi momento quale mezzo utilizzare in base alle esigenze specifiche. Gli utenti potranno, di volta in volta, optare per l’uno o per l’altro mezzo, garantendosi flessibilità e libertà di scelta tra un viaggio e l’altro. Anche la tariffazione è stata pensata per rispondere a questa esigenza di intercambiabilità: gli abbonamenti sono combinabili tra biciclette e monopattini, offrendo un servizio completo e integrato.

“Ci siamo sempre dedicati a garantire un servizio di alta qualità, da un lato investendo in mezzi tecnologicamente avanzati e conformi alle normative, dall’altro costruendo un’area operativa estesa, affinchè i nostri utenti, anche quelli provenienti da fuori città, potessero percorrere comodamente l’intero tragitto urbano.” – commenta Andrea Giaretta, Regional General Manager Sud Europa – “Oggi, con l’introduzione delle biciclette, confermiamo il nostro impegno e i continui investimenti in questa città, che si dimostra un contesto ideale per la micromobilità urbana e un mercato maturo per il servizio di sharing. Siamo orgogliosi di poter contribuire alla trasformazione della mobilità torinese, rendendola sempre più sostenibile e accessibile a tutti.”

Dal 2019, infatti, i torinesi hanno effettuato oltre 4 milioni di viaggi a bordo dei monopattini Dott, distribuiti su un’area operativa di 77,8 km2, che serve una popolazione di oltre un milione di abitanti. Questo successo ha permesso di evitare l’emissione di oltre 430 tonnellate di CO2, che sarebbero state prodotte se gli stessi spostamenti fossero stati fatti in auto. “Il nostro servizio non solo supporta le amministrazioni comunali nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, ma ottimizza anche la gestione della mobilità urbana, contribuendo a mantenere l’ordine pubblico, ancor più in occasione dei grandi eventi che animano le città e influenzano traffico e spostamenti, come nel caso delle ATP Finals di tennis.” – conclude Giaretta.

Le e-bike di Dott hanno una struttura particolarmente solida e sono dotate di luci, riflettori e cestino, caratteristiche che ne accrescono il livello di sicurezza su strada e che le rendono mezzi affidabili, adatti a tutta la famiglia. Con una velocità massima di 25 km/h, le bici elettriche Dott si presentano come un mezzo di trasporto efficiente e sicuro. Sarà possibile usare le e-bike all’interno delle stesse aree del Comune di Torino già dedicate ai monopattini, per un servizio flessibile e adatto a tutti gli spostamenti urbani.

In occasione del lancio delle e-bike a Torino, Dott offre a tutti i nuovi utenti la loro prima corsa di 20 minuti: basterà inserire il codice sconto INBICI nella sezione Promozioni dell’app.

I soliti manifestanti pro Pal questa volta occupano la sede di Leonardo. Crosetto: “Delinquenti”

Alcune decine di manifestanti Pro  Pal hanno sfondato le cancellate della sede torinese di Leonardo, nei pressi dell’aeroporto di Caselle, all’insegna dello slogan “Intifada ovunque”.

Gli  attivisti filopalestinesi denunciano “la complicità di Leonardo nel genocidio a Gaza”  e affermano che l’azienda sostiene l’esercito israeliano.

Alcuni di loro sono saliti sul tetto dove hanno esposto una bandiera palestinese e hanno vergato scritte spray sull’insegna dell’azienda.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha scritto su X: “sono pericolosi eversivi, delinquenti e basta”, spiegando anche che i manifestanti avrebbero distrutto e imbrattato gli uffici.

E’ poi intervenuta la polizia che li ha allontanati dallo stabilimento.