Prosegue la crescita del Gruppo Koelliker sul territorio torinese. L’ultimo ampliamento del perimetro è l’acquisizione di Galileo 18, storico centro fisioterapico nel cuore della città, che va ad aggiungersi all’unità operativa “Koelliker Fisio” già presente all’interno dell’Ospedale Koelliker.
La riabilitazione e rieducazione funzionale del Gruppo Koelliker, con i suoi servizi privati, assicurati e convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, diventa così un riferimento cittadino importante, sia come dimensioni che di qualità nei servizi offerti.
“Galileo 18 – dichiara Paolo Berno, Amministratore Delegato dell’ospedale e di Galileo 18 – porta in dote al Gruppo Koelliker qualità, esperienza e un team di eccellenza che permetterà di implementare ulteriormente i servizi di riabilitazione e recupero funzionale, grazie ad un approccio multidisciplinare che vedrà la collaborazione di specialisti e fisioterapisti, accelerando così i tempi di recupero e migliorando la qualità di vita dei pazienti”.
Alla guida dell’unità operativa di riabilitazione e recupero funzionale integrata sarà il Dr. Demasi per la parte fisiatrica, mentre i dottori Massimiliano Barbagiovanni e Luigi Pochettino coordineranno la parte fisioterapica.
Il Gruppo Koelliker continuerà ad investire in nuove tecnologie per potenziare l’unità operativa integrata con apparecchiature di ultima generazione per la diagnostica e la terapia fisica, nonché per incrementare le attività in acqua sia dell’Ospedale Koelliker che del centro G18, attraverso le due piscine dedicate.
Nuovi investimenti anche in termini di risorse umane: per soddisfare le necessità derivanti dalla crescita dell’attività dell’attività sono già stati inseriti in organico 11 nuovi fisioterapisti e 3 nuovi fisiatri che vanno a completare un organico di oltre 60 professionisti in grado di offrire trattamenti fisioterapici innovativi ed alcuni percorsi particolarmente specializzati quali fisioterapia in ambito oncologico per le donne operate al seno, rieducazione del pavimento pelvico e perineale, assorbimento cicatrici, trattamento del linfedema e logopedia.
Il cuore di questo piano è la creazione di un sistema integrato per la fruizione turistico-culturale, che colleghi tra loro le cattedrali, i musei diocesani e le chiese sparse sul territorio lungo i percorsi devozionali. Questo sistema non solo renderà più accessibili e fruibili questi luoghi di grande valore storico e artistico, ma contribuirà anche a promuovere il turismo religioso nella nostra regione.
Ciò che rende questo progetto ancora più speciale è il coinvolgimento di oltre 2.000 volontari culturali e del sistema di Chiese a Porte Aperte. Grazie al loro contributo e alla loro passione, oltre 600 luoghi religiosi saranno resi ancora più accoglienti e accessibili ai visitatori. Altri fondi per 1 milione saranno messi dalla CEP come cofinanziamento per gli interventi di ripristino e valorizzazione del patrimonio.
Nel 2017 è stata avviata la prima sperimentazione con i musei, gli archivi e le biblioteche. Tra il 2018 e il 2020 sono state realizzate attività con un contributo regionale di 720.000 euro e un cofinanziamento della CEP di 360.000 euro, coinvolgendo musei, archivi, biblioteche e chiese a porte aperte. Tra il 2021 e il 2023 sono state realizzate attività con un contributo regionale di 1.225.000 euro e un cofinanziamento della CEP di 600.000 euro coinvolgendo sempre musei, archivi, biblioteche e chiese a porte aperte. Tra il 2022 e il 2024 sono state coinvolte le cattedrali e gli episcopi, con un contributo regionale di 1.640.000 euro e un cofinanziamento della CEP di 340.000 euro.
Oltre a migliorare l’aspetto fisico di queste chiese, l’accordo prevede di far conoscere e apprezzare anche il significato di questi luoghi. Attraverso visite guidate, conferenze, mostre e altre attività culturali, si potranno infatti rendere questi luoghi non solo destinazioni turistiche, ma veri e propri centri di cultura e spiritualità.
Un elemento cruciale per l’accesso a questo patrimonio continuerà ad essere la App di Chiese a Porte aperte, sviluppata con il sostegno della Fondazione CRT. Grazie a un QR Code, gli utenti possono prenotare e accedere alle porte dei luoghi di culto, usufruendo di un sistema multimediale di guida disponibile in tre lingue.
Con l’avvicinarsi del Giubileo, infine, la Regione sta realizzando un piano di interventi per valorizzare le testimonianze religiose e culturali con un fondo di 400 mila euro destinato alla conservazione del patrimonio storico-artistico delle Cappelle diffuse, autentici tesori della storia e dell’identità identità culturale del Piemonte.

