CRONACA- Pagina 3

Antica Grecia protagonista alla Millenium di Torino

Una festa dedicata all’Antica Grecia ha portato un’atmosfera speciale, il 13 agosto scorso, sulla terrazza della casa di riposo Millenium di corso Moncalieri a Torino.

Per gli ospiti della RSA è stata un’occasione di incontro, divertimento e condivisione, resa possibile dall’impegno e dalla creatività del personale della struttura. Gli operatori si sono trasformati per l’occasione in personaggi dell’antica Grecia, indossando costumi a tema e coinvolgendo gli ospiti in un momento di festa pensato per regalare loro qualche ora di allegria e spensieratezza.

Le fotografie raccontano proprio questo spirito: il personale della Millenium, in costume, insieme agli ospiti della struttura, in una terrazza trasformata per l’occasione in un piccolo angolo dell’antica Grecia.

Un’iniziativa semplice ma significativa, conclusasi con un abbondante rinfresco, che conferma quanto le attività ricreative e la partecipazione del personale possano contribuire a rendere più piacevole la quotidianità degli anziani ospiti della RSA.

Quattro agenti aggrediti nel carcere di Torino da un detenuto finiscono all’ospedale

La denuncia del Sappe

E’ allarme tensione delle carceri piemontesi dopo l’ennesima grave aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Torino. Questa mattina, intorno alle 9.30, nel Padiglione D dell’istituto, quattro appartenenti al Corpo sono stati aggrediti violentemente da un detenuto italiano sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario. Gli agenti, rimasti feriti nella colluttazione, hanno dovuto essere trasportati in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria per le cure del caso.

Secondo una prima ricostruzione, il detenuto avrebbe dovuto essere accompagnato per la fruizione dell’ora d’aria. Al momento dell’uscita dalla cella, senza apparenti motivazioni, avrebbe improvvisamente colpito gli agenti con calci e pugni. Solo grazie all’intervento del personale presente è stato possibile riportare la situazione sotto controllo.

“Quanto accaduto a Torino è l’ennesima dimostrazione di quanto sia ormai difficile e rischioso il lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria – denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria –. Non possiamo continuare a considerare le aggressioni come una componente inevitabile del servizio. Ogni agente che entra in un reparto deve poter sapere di avere alle spalle un’organizzazione capace di proteggerlo e strumenti adeguati per affrontare le situazioni di maggiore criticità”.

“Il problema – prosegue Capece – non è soltanto il singolo episodio, ma una condizione complessiva di crescente insicurezza. Il personale opera quotidianamente sotto pressione, spesso con carenze di organico e in contesti caratterizzati da elevata conflittualità. Servono interventi strutturali e immediati: più personale, migliore organizzazione dei servizi, formazione specifica e strumenti operativi adeguati a prevenire e gestire le aggressioni”.

Sulla vicenda interviene anche Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE, che rilancia l’allarme sulla situazione degli istituti penitenziari piemontesi: “Non è più possibile aspettare che siano gli agenti a pagare sulla propria pelle le conseguenze delle inefficienze del sistema. Quattro poliziotti aggrediti nello stesso episodio, costretti a ricorrere alle cure ospedaliere, rappresentano un fatto di estrema gravità. A Torino, come in altri istituti del Piemonte, il personale sta lavorando in condizioni sempre più difficili”.

“Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia – aggiunge Santilli – di intervenire immediatamente. Occorre rafforzare gli organici, garantire una presenza adeguata di personale nei reparti più problematici e mettere gli agenti nelle condizioni di lavorare in sicurezza. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola a fronteggiare una situazione che rischia di diventare fuori controllo”.

Il SAPPE esprime infine vicinanza ai quattro poliziotti feriti e auspica un rapido accertamento delle loro condizioni, ribadendo che la tutela dell’incolumità del personale deve tornare a essere una priorità assoluta dell’Amministrazione penitenziaria.

Incendi ancora attivi in Piemonte

Alcuni incendi sono ancora attivi nel Verbano-Cusio-Ossola, a Piedimulera e a Calasca Castiglione.La protezione delle abitazioni, che sono presidiate dalle squadre a terra dei volontari e dei vigili del fuoco, e’ la priorità assoluta. Le squadre sono pronte a intervenire se le fiamme si dovessero avvicinare alle zone abitate

Trenitalia: modifiche linea Cuneo Fossano Ventimiglia

Dal 23 agosto al 13 settembre

Modifiche alla circolazione ferroviaria da domenica 23 agosto fino a domenica 13 settembre per lavori programmati tra le stazioni di Cuneo e Limone Piemonte.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con un servizio bus per i treni della linea Torino-Cuneo/Ventimiglia nella tratta tra Cuneo e Limone.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza. Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

VIAGGIARE INFORMATI

È possibile consultare la sezione “Infomobilità” su sito e app Trenitalia, chiamare il call center gratuito 800 89 20 21 e rivolgersi al personale di stazione.

I viaggiatori saranno anche informati tramite sms, e-mail e notifiche su app. I clienti del Regionale possono ricevere sms ed e-mail grazie al biglietto digitale acquistabile anche in tutte le biglietterie di stazione. Inoltre, è possibile attivare, tramite App Trenitalia, le notifiche Smart Caring.

I canali di acquisto sono aggiornati.

Incendi boschivi, estate 2026 tra le peggiori in Piemonte

Temperature elevate, siccità prolungata e un forte aumento dei roghi: dal 1° giugno 129 incendi hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri Forestali. Ventidue persone denunciate e oltre 91 mila euro di sanzioni amministrative contestate.

L’estate 2026 rischia di essere ricordata in Piemonte come una delle stagioni più critiche degli ultimi anni sul fronte degli incendi boschivi. Le condizioni meteoclimatiche eccezionalmente avverse, caratterizzate da temperature elevate e da una prolungata assenza di precipitazioni, hanno favorito, fin dall’inizio di giugno, un progressivo aumento dei roghi su tutto il territorio regionale.

Un fenomeno che assume particolare rilievo anche alla luce dei cambiamenti climatici. Fino a tempi relativamente recenti, infatti, gli incendi estivi nelle aree alpine erano eventi rari o quasi inesistenti. Negli ultimi quindici anni, però, l’aumento delle temperature e la maggiore frequenza dei periodi siccitosi stanno modificando anche questo scenario, rendendo sempre più frequenti gli incendi durante i mesi più caldi.

Di fronte alla situazione di rischio, i Carabinieri Forestali hanno intensificato in maniera significativa le attività di prevenzione, vigilanza e controllo. Nell’arco di circa due mesi sono state avviate oltre 600 operazioni su tutto il territorio piemontese, finalizzate sia alla prevenzione e alla dissuasione sia all’accertamento delle responsabilità.

129 incendi in poco più di due mesi

Dal 1° giugno a oggi, sono 129 gli incendi sui quali i Carabinieri Forestali sono intervenuti per svolgere le attività investigative necessarie a individuare le cause dei roghi e, quando possibile, identificarne i responsabili.

Il dato evidenzia con particolare chiarezza la gravità della situazione: nello stesso periodo del 2025 gli incendi oggetto di indagine erano stati appena 35.

Accanto agli incendi riconducibili all’attività umana, quest’estate si registra anche un numero particolarmente elevato di roghi provocati da fenomeni naturali. Sono infatti 18 gli incendi da fulmine rilevati dal 1° giugno, contro i soli 2 registrati nell’intera estate del 2025.

Si tratta di un fenomeno tipico dei periodi più caldi e siccitosi: l’arrivo di fronti temporaleschi può infatti determinare la caduta di fulmini al suolo, soprattutto nelle zone montane, provocando l’innesco di incendi in aree già fortemente vulnerabili a causa della scarsità di umidità.

Tra gli incendi più rilevanti attribuiti a questa origine figurano quelli di Premosello Chiovenda, nel Verbano-Cusio-Ossola, del 1° luglio; di Valprato Soana, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, del 22 luglio; del Monte Barone, nel Biellese, del 3 agosto; e di Mornese, nell’Alessandrino, del 5 agosto.

Ventidue persone denunciate

L’attività di controllo ha portato, dal 1° giugno, alla denuncia di 20 persone per il reato di incendio boschivo. A queste si aggiungono 32 violazioni amministrative contestate per accensioni vietate, per un importo complessivo di 91.450 euro.

Si tratta di condotte che possono avere conseguenze estremamente gravi. L’incendio boschivo costituisce infatti un reato particolarmente severo: per l’ipotesi dolosa è prevista la reclusione da 6 a 10 anni, mentre per quella colposa la pena va da 2 a 5 anni.

Anche le accensioni effettuate in condizioni di pericolo possono comportare pesanti conseguenze. Durante il periodo di grave pericolosità, accendere fuochi in prossimità delle aree boscate, anche quando non si arrivi a provocare un vero e proprio incendio, può comportare una sanzione amministrativa da 5.000 a 50.000 euro.

I vincoli dopo il passaggio del fuoco

Al termine della stagione, i Carabinieri Forestali procederanno alla perimetrazione delle aree interessate dagli incendi, consentendo ai Comuni di aggiornare il catasto degli incendi boschivi.

La normativa prevede specifici vincoli sui terreni percorsi dal fuoco. In particolare, è vietato modificare la destinazione d’uso dei suoli per 15 anni.

Resta agli arresti domiciliari l’uomo che ha investito i ciclisti a Lanzo Torinese

La gip del tribunale di Ivrea ha convalidato dopo l’interrogatorio di garanzia l’arresto e la misura cautelare dei domiciliari per Giuseppe Campagna. L’automobilista 73enne di Coassolo Torinese è indagato per tentato omicidio per avere investito, l’8 agosto scorso, a seguito di un diverbio un gruppo di sei ciclisti a Lanzo Torinese, ferendone quattro.

Corso Giulio Cesare e piscine Sempione, 8 arresti e più di 100 pregiudicati controllati

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Ieri pomeriggio sino a tarda sera, numerosi equipaggi della Polizia di Stato hanno cinturato le aree del Parco e delle Piscine Sempione, dell’ex deposito ferroviario e vie limitrofe, Corso Giulio Cesare e Largo Giulio Cesare, nel quartiere Barriera Milano di Torino.
Chiuse tutte le direttrici si è proceduto al controllo capillare e all’identificazione dei presenti nella zona, molti dei quali di origine extracomunitaria.
Circa 250 le persone identificate, dei quali 113 pregiudicati e 112 stranieri; 8 le persone arrestate (5 per droga, 3 in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere), 19 le persone denunciate per invasione di terreni ed edifici, violazioni inerenti gli stupefacenti, la legge sull’immigrazione e inottemperanza alle misure di prevenzione, circa 30 i veicoli controllati.
Sono stati sequestrati: 296 gr di cocaina e 660 gr hashish, in gran parte rinvenuti all’interno delle piscine Sempione; 13 gr di eroina.
30 i provvedimenti di allontanamento dalla zona a “vigilanza rafforzata” di Parco Sempione emessi, 13 i provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane (DACUR) adottati dal Questore di Torino, Massimo GAMBINO; 10 gli stranieri accompagnati in ufficio, 3 dei quali, al termine degli accertamenti, sono stati allontanati dal territorio nazionale e due trattenuti presso il CPR.
Le FF.OO. hanno bonificato tutta l’area e garantito la vivibilità dei luoghi, anche grazie al prezioso supporto del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, del Reparto Mobile di Torino e di personale della Polizia Ferroviaria, che ha potenziato i servizi di vigilanza presso la stazione Ferroviaria di Torino Rebaudengo – Fossata, dove sono state identificate 52 persone.
Personale della Divisione PAS della Questura ha controllato alcuni bar, macellerie e minimarket in Corso Giulio Cesare, via Cervino, via Cravero e via Martorelli, elevando sanzioni amministrative per circa 16.000€; una persona è stata denunciata per furto di energia elettrica.
Nelle vie circostanti il parco Sempione sono stati realizzati posti di controllo con equipaggi della Polizia Stradale e della Polizia Locale, che hanno controllato decine di veicoli in transito. Sono state sanzionate 8 persone alla guida di monopattini.
Quotidianamente l’area di Barriera Milano è interessata da servizi finalizzati al contrasto di fenomeni di microcriminalità, a cui sono particolarmente esposti i luoghi a maggiore concentrazione di persone, ed è integrata dalle attività di controllo ordinario e straordinario del territorio affidato alle Forze di Polizia, che operano unitamente al presidio affidato ai militari, nella cornice dell’operazione Strade Sicure.
Proprio durante l’ordinario controllo del territorio, le Volanti dell’UPGSP sono intervenute in via Toscanini, nei pressi del Parco Sempione, per un cittadino nigeriano di 35 anni in forte stato di agitazione; l’uomo aveva avuto poco prima una lite con alcuni connazionali, e lamentava il furto del suo zaino. In questa circostanza si avvicinava un suo connazionale, indicato dal trentaseienne come il responsabile del furto. L’episodio ha generato una forte tensione tra i due, spingendo i poliziotti a intervenire per separarli e riportare la calma. Nel corso delle verifiche, sono state riscontrate diverse irregolarità a carico di entrambi: il trentaseienne è risultato destinatario di un’Ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal Tribunale di Torino, che disponeva la custodia cautelare in carcere, al posto del precedente divieto di dimora; il ventisettenne, invece, è risultato inottemperante a un Ordine di allontanamento dal territorio nazionale.
Altri due arresti in flagranza sono stati effettuati da personale del Commissariato di P.S. Barriera Milano e riguardano due pusher trovati in possesso di diverse dosi di stupefacente e quasi 8.000 € di denaro contante, probabile provento dell’attività illecita.
Il blitz attuato sarà replicato nei prossimi giorni con analoghe modalità in altre aree a rischio ad integrazione dell’attività di presidio permanente che è in atto da lungo periodo in tutta la città. L’operazione è stata condotta con l’ausilio dei droni della Polizia di Stato per il monitoraggio dall’alto dell’area e con l’impiego delle unità cinofile antidroga, delle pattuglie della Squadra a Cavallo e dei motociclisti delle “Nibbio” della Questura di Torino, per garantire un capillare controllo della zona.

Rifiuti: i servizi AMIAT per la giornata del 15 agosto

Variazione sul calendario 

 

  Nella giornata di sabato 15 agosto 2026, in occasione della festività di Ferragosto, la raccolta rifiuti non verrà effettuata per nessuna frazione.

Il servizio verrà garantito seguendo le seguenti modifiche al calendario:

 

Organico e Plastica: la raccolta sarà anticipata a venerdì 14 agosto.

Indifferenziato e Vetro/Lattine: la raccolta sarà posticipata a lunedì 17 agosto.

Carta: la raccolta sarà posticipata al turno successivo previsto da calendario.

Ricordiamo che è sempre possibile consultare il calendario nelle pagine dedicate sul sito www.amiat.it

Sabato 15 agosto anche tutti i Centri di Raccolta rimarranno chiusi.

Azienda multata: ha bloccato il flusso del Ceronda per usare acqua

 

L’operazione, condotta congiuntamente alla Città Metropolitana di Torino, mira a tutelare gli ecosistemi

fluviali già duramente provati dalla carenza idrica.

Il territorio della provincia di Torino sta attraversando uno dei periodi di siccità più gravi degli ultimi anni. La

prolungata assenza di precipitazioni ha ridotto drasticamente la portata dei corsi d’acqua, mettendo a rischio

non solo l’approvvigionamento idrico per usi civili ed agricoli, ma l’integrità stessa degli ecosistemi acquatici.

In tale contesto, i Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Torino, nell’ambito delle costanti attività di

controllo del territorio e di vigilanza sulle derivazioni idriche, hanno portato a termine un’importante

operazione a tutela dell’ambiente nel comune di Venaria Reale (TO).

A seguito di accertamenti condotti congiuntamente a personale tecnico della Città Metropolitana di Torino, i

Carabinieri Forestali hanno ispezionato una derivazione d’acqua sul Torrente Ceronda.

Al termine delle verifiche, è stata accertata la palese inottemperanza all’obbligo di rispettare il Deflusso

Ecologico (precedentemente noto come Deflusso Minimo Vitale). Nello specifico, i militari hanno constatato

il mancato rilascio dell’acqua necessaria a garantire la vita del torrente a valle dell’opera di presa. Il blocco del

flusso idrico riguardava sia gli stramazzi principali, sia, fatto ancor più grave data la sua funzione, la scala di

risalita dell’ittiofauna, impedendo di fatto lo spostamento e la sopravvivenza dei pesci.

Per le violazioni riscontrate, ai sensi della normativa regionale vigente (L.R. 37/2006), è stata elevata una

sanzione amministrativa dell’importo di Euro 3.333,33 nei confronti del legale rappresentante della società

 

 

Molinette, nuove sale operatorie per il Centro Trapianto di Fegato 

Si sono conclusi i lavori di ammodernamento tecnologico delle sale operatorie del Centro Trapianto di Fegato dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (diretto dal professor Renato Romagnoli). Il progetto del valore di 230.000 euro è stato sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo a fronte della richiesta e dell’interessamento dell’AITF- Associazione Italiana Trapiantati di Fegato. 

Il nuovo sistema TEGRIS, con tutte le sue funzioni altamente innovative, consentirà di realizzare nuovi percorsi di ricerca, di migliorare le strategie chirurgiche e di implementare la didattica. Il sistema permette infatti la ripresa e la trasmissione delle immagini chirurgiche ‘live’ in tempo reale in multipli video dislocati in sala operatoria, a favore di tutto il personale coinvolto e degli osservatori durante i delicati interventi di trapianto. Consente inoltre la registrazione e lo streaming dei dati, oltreché l’integrazione con i sistemi informatici aziendali di laboratorio e di radiologia e con le colonne endoscopiche e di chirurgia mini-invasiva, realizzando uno strumento all-in-one unico nel suo genere.

Il Centro Trapianto di Fegato di Torino, centro di eccellenza a livello nazionale ed internazionale, potrà così continuare a mantenere una filiera di alta formazione nel campo del trapianto di fegato e della chirurgia epato-bilio-pancreatica di elevata complessità. In vista dell’imminente raggiungimento del traguardo dei 4500 trapianti epatici dalla sua fondazione nel 1990 (per opera del professor Mauro Salizzoni), il Centro di Torino, infatti, detiene il record italiano di sempre per il numero di trapianti di fegato eseguiti in un solo anno solare, con le 194 operazioni eseguite nel 2025. Anche i risultati di sopravvivenza certificati dal Centro Nazionale Trapianti vedono il Centro di Torino al vertice, con tassi di sopravvivenza ad 1 e 5 anni dal trapianto superiori rispettivamente al 95% ed all’87%.

“Un ulteriore step da quando mi sono insediato. Assistenza clinica, ricerca, innovazione, sicurezza e insegnamento: questi i punti cardine che contraddistinguono quest’opera di ammodernamento tecnologico delle sale operatorie del Centro Trapianto di Fegato. In una struttura come le Molinette, risalenti al 1935, dobbiamo mettere nelle migliori condizioni possibili di operare i nostri professionisti, che rappresentano nel campo del trapianto di fegato un’eccellenza nazionale ed internazionale. Per questo vogliamo ringraziare Fondazione Compagnia di San Paolo e AITF per il loro contributo” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale Città della Salute e della Scienza di Torino).

«Con questo intervento la Fondazione Compagnia di San Paolo contribuisce a rafforzare un Centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale, dove assistenza, ricerca e formazione si integrano e si alimentano reciprocamente, generando valore per l’intero sistema sanitario. Sostenere progetti come questo significa favorire l’evoluzione della medicina, valorizzare il lavoro dei professionisti e garantire ai pazienti cure sempre più efficaci e sicure. La Fondazione conferma così il proprio impegno nel promuovere una sanità sempre più attenta ai bisogni delle persone.» dichiara Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.

“Investire in tecnologie avanzate nel settore trapiantologico significa migliorare la sicurezza e la qualità delle cure, promuovere la ricerca e potenziare la formazione. La Fondazione Compagnia di San Paolo è da sempre sensibile alle tematiche che riguardano i trapianti ed il suo prezioso intervento consolida gli obiettivi comuni agli operatori del settore ed alle istituzioni nel rendere il sistema sanitario sempre più efficiente e all’avanguardia, per offrire una concreta possibilità di cura ai pazienti in attesa di trapianto” dichiara Renato Romagnoli (Direttore Centro Trapianto di Fegato CDSS). 

Un ringraziamento sentito allo staff della Fondazione Compagnia di San Paolo ed al suo Presidente Marco Gilli, per aver reso possibile, grazie ad un contributo di circa 230.000 €, la realizzazione di un nuovo strumento in grado di rendere sempre più efficienti gli interventi operatori legati anche al trapianto di fegato. Molinette rappresenta un’eccellenza italiana nel settore trapianti ed è opportuno che possa fruire dei sistemi più avanzati di ultima generazione” conclude Marco Borgogno (Presidente AITF).