CRONACA- Pagina 3

Nasce VALE, il Valentino diventa un grande polo della cultura

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Dalla nuova Biblioteca Centrale al Borgo, dal Teatro Nuovo al Politecnico: un unico progetto per mettere in rete uno dei luoghi simbolo di Torino

Il Valentino si prepara a diventare un grande distretto dedicato alla cultura, alla formazione e alla partecipazione. Si chiama VALE il nuovo progetto che punta a collegare, attraverso una programmazione comune, le diverse realtà presenti in una delle aree più conosciute di Torino.

Al centro ci sarà la nuova Biblioteca Centrale, attorno alla quale verranno coinvolti il Parco del Valentino, il Teatro Nuovo, il Borgo, il nuovo Campus del Politecnico, l’Orto Botanico e gli spazi universitari di corso Massimo d’Azeglio. L’obiettivo è costruire un vero e proprio laboratorio permanente di cultura e cittadinanza, capace di rivolgersi a pubblici differenti e di far dialogare luoghi e istituzioni.

I primi appuntamenti sono previsti da novembre 2026 e si svolgeranno anche in altri luoghi simbolo della città. Saranno una sorta di percorso di avvicinamento all’avvio della programmazione complessiva, previsto per l’inizio del 2027.

Un ruolo importante nel progetto è affidato alle fondazioni bancarie. Fondazione CRT mette a disposizione 7 milioni di euro per gli interventi sul parco e per la nuova Biblioteca, mentre Fondazione Compagnia di San Paolo, attraverso la società XKè? ZEROTREDICI, investe 20 milioni di euro per completare il percorso di rigenerazione e occuparsi della gestione del Borgo.

Il fulcro di VALE sarà proprio la nuova Biblioteca Centrale, realizzata attraverso il recupero dell’ex Torino Esposizioni progettato da Pier Luigi Nervi e affacciato sul Po. L’intervento supera i 100 milioni di euro e consentirà di realizzare quella che viene annunciata come la sala di lettura più grande d’Europa.

La Sala Nervi avrà più di 300 posti, mentre nell’intero complesso saranno disponibili complessivamente 1.400 sedute. Gli ambienti avranno funzioni diverse: nel padiglione Sottsass troveranno posto ingresso, caffetteria e bookshop; la Piazza del padiglione Nervi sarà pensata soprattutto per bambini e famiglie; le Teche saranno destinate allo studio e al lavoro di gruppo, mentre le Gallerie ospiteranno narrativa e media. Nell’Ipogeo saranno conservate le raccolte storiche e il Giardino sarà utilizzato per laboratori e attività makerspace.

La programmazione culturale, affidata alla direzione di Maurizia Rebola con il supporto di Reale Group, comincerà già a novembre con “La biblioteca immaginaria”. Tra i protagonisti figurano Chiara Valerio, con un appuntamento dedicato a Umberto Eco, Boosta e Matteo Caccia su Italo Calvino e Paolo Giordano su Jorge Luis Borges.

Nel 2027 arriverà invece il ciclo “Bosco Civico”, con la partecipazione, tra gli altri, di Dacia Maraini, Telmo Pievani e Stefano Mancuso. VALE ospiterà inoltre iniziative legate alla decima edizione di Biennale Democrazia, al Torino Jazz Festival, al Salone del Libro e a MITO. A queste attività si aggiungeranno quelle organizzate dal Servizio Biblioteche per scuole, famiglie e adulti.

La trasformazione dell’area non riguarda soltanto la Biblioteca. Nei padiglioni storici dell’ex Torino Esposizioni sorgerà infatti il nuovo Campus del Politecnico, mentre l’Università di Torino interverrà sulle palazzine museali di corso Massimo d’Azeglio. Nel progetto rientra anche la valorizzazione dell’Orto Botanico, che nell’ultimo anno ha registrato quasi 50 mila visitatori.

Torino-Lione, in Consiglio regionale torna lo scontro sulla Tav

La Torino-Lione torna ad accendere il confronto politico piemontese. Il Consiglio regionale ha dedicato una seduta allo stato di avanzamento della nuova linea ferroviaria, con maggioranza e opposizioni divise non soltanto sull’utilità dell’opera, ma anche sulle priorità infrastrutturali del Piemonte, sui costi, sulle ricadute ambientali e sulle tratte di collegamento al tunnel internazionale.

È l’ennesimo capitolo di una vicenda che accompagna da decenni la vita politica e sociale della Valle di Susa. Il progetto punta a realizzare un nuovo collegamento ferroviario attraverso le Alpi tra Italia e Francia, inserito nella rete europea dei trasporti. La parte più impegnativa è rappresentata dal tunnel di base del Moncenisio, lungo 57,5 chilometri, che costituisce il cuore della sezione internazionale tra Susa e Saint-Jean-de-Maurienne.

Nel frattempo i lavori sono entrati in una fase sempre più avanzata. A settembre 2026 risultano realizzati 49,5 chilometri dei 164 complessivamente previsti tra tunnel ferroviari e gallerie necessarie al sistema di cantiere: poco più del 30 per cento del totale. Sono inoltre operativi 17 fronti di scavo.

Rilevante anche la dimensione finanziaria. Nell’aprile scorso il CIPESS ha dato il via libera a risorse per circa 1,42 miliardi di euro destinate alla prosecuzione della sezione transfrontaliera, con una quota europea di circa 428 milioni. Nello stesso provvedimento il tetto complessivo della spesa è stato rideterminato in circa 14,7 miliardi di euro e il nuovo calendario fissa entro la fine del 2033 l’entrata in esercizio commerciale della linea.

L’avanzamento dei cantieri non ha tuttavia cancellato una contrapposizione che in Valle di Susa ha assunto negli anni dimensioni politiche e sociali ben più ampie della sola discussione ferroviaria. Alle manifestazioni e alle iniziative del movimento No Tav si sono alternati momenti di forte tensione, con scontri tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine e attacchi alle aree di cantiere. Una storia che continua quindi a pesare anche sul dibattito istituzionale piemontese.

È in questo contesto che a Palazzo Lascaris si è sviluppato un confronto serrato.

“La Torino-Lione è un’opera decisa, deliberata e approvata a livello nazionale, francese ed europeo, finanziata, appaltata al 100% e già realizzata per oltre un terzo, con apertura prevista nel 2033-2034 – ha spiegato il presidente della Regione, Alberto Cirio, in apertura di dibattito – la maggioranza oggi si trova costretta a ribadire la posizione favorevole all’opera di fronte a chi, ancora una volta, vuole rimettere in discussione un’opera ormai avviata con un messaggio che allontana e non avvicina. La democrazia ha fatto regolarmente il proprio corso, dando a tutti la possibilità di esprimere le proprie posizioni. La Giunta è compatta sui valori fondanti, come il ruolo delle infrastrutture per il futuro del Paese e della nostra regione e il rispetto per chi porta una divisa, la pensiamo tutti allo stesso modo. Il dissenso è legittimo, ma continuare a riproporre temi già decisi ha un costo per i cittadini e rischia di dare l’immagine di un Piemonte che pensa ancora di poter fermare la Tav e che guarda indietro invece di guardare avanti”.

La posizione della maggioranza è stata ribadita dal capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Riva Vercellotti, durante la presentazione dell’ordine del giorno congiunto a sostegno della realizzazione della linea ferroviaria: “Vogliamo ribadire da che parte stiamo: dalla parte di chi vuole collegare il Piemonte all’Europa, spostare le merci dalla strada alla ferrovia e costruire infrastrutture che guardino alle prossime generazioni. Nel dibattito sul progetto abbiamo assistito a una grande confusione e a molte contraddizioni: prima le contestazioni sul tracciato, poi quelle ambientali, quindi quelle sanitarie. Eppure, la valutazione di impatto sanitario ha evidenziato che non vi sono effetti sulla salute della popolazione riconducibili alla presenza dei cantieri. Ci chiediamo inoltre perché chi ha governato il Piemonte e l’Italia non abbia mai bloccato la Tav e oggi si presenti come paladino del No Tav. La verità è che questa è diventata soprattutto una battaglia ideologica. Manifestare è un diritto sacrosanto, ma danneggiare, incendiare o aggredire lavoratori e forze dell’ordine è violenza, e la violenza va sempre condannata”.

Di segno diverso l’intervento di Nadia Conticelli (Pd), che nel proprio documento ha posto l’accento soprattutto sulle opere collegate e sull’integrazione della nuova linea con il sistema dei trasporti piemontese: “Questo Consiglio è un’occasione persa, Cirio non affronta le responsabilità del governo e della regione rispetto alle opere di compensazione, alle progettualità esecutive delle tratte di adduzione, all’intermobilità con il sistema dei trasporti regionale. Intanto il traffico su tir alla frontiera è aumentato oltre il 93%. Il governo Meloni ha deciso di sottrarre 14 milioni proprio alle infrastrutture interregionali dei trasporti, per “sequestrarli” sul progetto del ponte sullo Stretto. La linea Torino Lione ha vissuto i momenti di stallo sotto i governi di centro destra, che occasionalmente si ricorda dell’opera, e non da parte del centro sinistra che ha portato avanti tutti i progetti”.

Il Movimento 5 Stelle ha invece confermato la propria contrarietà alla Tav. Alberto Unia ha contestato in particolare la lettura dei numeri relativi allo stato di avanzamento: “Sul versante italiano, a luglio 2026, non risulta ancora scavato alcun metro del tunnel di base con scavo meccanizzato e la fresa destinata al lato italiano non entrerà in funzione prima del 2027. Dei 47 chilometri dichiarati come scavati, una parte significativa riguarda discenderie, gallerie logistiche e opere accessorie, mentre il tunnel di base vero e proprio risulta realizzato per circa 21 chilometri, tutti sul versante francese. La nostra posizione non è contro il treno, contro l’Europa o contro le infrastrutture, ma contro un’opera che oggi appare più costosa, più lenta, finanziariamente più fragile e meno trasparente di quanto sia stata raccontata”.

La capogruppo M5s Sarah Disabato ha invece contrapposto alla grande infrastruttura le esigenze della mobilità utilizzata quotidianamente dai piemontesi: “Per il Movimento 5 Stelle il Tav è da sempre un’opera inutile, costosa e dannosa. Abbiamo altre priorità, questioni che toccano la vita quotidiana di studenti, lavoratori e pensionati. Parliamo delle linee sospese, che attendono da anni di essere riattivate; del completamento della metro 1, con la conclusione del cantiere che slitta di anno in anno e continua a creare disagi; dei trasporti pubblici locali, che non funzionano o, se va bene, funzionano a macchia di leopardo. Tutti temi sollevati nel nostro atto di indirizzo”.

Una parte significativa della discussione si è concentrata anche sulla tratta Avigliana-Orbassano, destinata a collegare il sistema ferroviario torinese con la nuova linea internazionale.

Per la capogruppo Avs Alice Ravinale “la tratta Avigliana-Orbassano è un progetto che è ancora tutto da valutare e su cui si può intervenire. Il progetto definitivo presentato da RFI è profondamente diverso da quello preliminare approvato nel 2011 e presenta criticità che i sindaci e i territori interessati stanno segnalando da mesi. Parliamo di una doppia galleria di otto chilometri nella collina morenica tra Avigliana e Rivoli, di ulteriori scavi a cielo aperto e di una cantierizzazione che consumerà oltre un milione di metri quadrati di aree, soprattutto agricole. È difficile comprendere come si possa ignorare un impatto di queste dimensioni sul territorio della bassa Val di Susa. Noi chiediamo che la Regione difenda quei comuni e intervenga su un progetto che, così com’è, presenta problemi procedurali, ambientali ed economici. Non si tratta di dire no alla ferrovia o alle infrastrutture, ma di correggere un’opera che oggi appare molto diversa da quella immaginata anni fa”.

Sul possibile impatto della tratta sulle risorse idriche è intervenuta Valentina Cera (Avs): “Mi chiedo quanti conoscano davvero l’impatto reale che la tratta avrà sul territorio. Ancora una volta abbiamo assistito a una discussione in cui la maggioranza non è entrata nel merito delle questioni che vengono poste da cittadini, amministratori e territori interessati dall’opera. Noi invece vogliamo parlare di dati, di impatti ambientali e delle conseguenze concrete che questo progetto può avere sulla vita delle persone. Tra i temi aperti c’è quello della tutela della falda e dell’acqua potabile, una preoccupazione che riguarda direttamente le comunità coinvolte e che non può essere liquidata come un ostacolo al progresso”.

Al termine della discussione il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza l’atto di indirizzo “La Regione Piemonte sostenga con determinazione la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione”, di cui Riva Vercellotti è primo firmatario. Con il documento viene chiesto alla Giunta di proseguire nel sostegno alla nuova linea e di sollecitare il Governo affinché siano assicurate le risorse necessarie e rispettati gli impegni assunti sul piano internazionale.

Nell’ordine del giorno viene inoltre richiamata l’importanza della tratta Buttigliera Alta-Orbassano in relazione allo sviluppo del polo logistico di Orbassano, mentre per Susa viene confermata la richiesta di mantenere la prevista stazione internazionale, considerata un elemento di collegamento della Valle con il nuovo asse ferroviario europeo.

Gli atti di indirizzo presentati dalle opposizioni sono stati invece respinti.

Al dibattito hanno partecipato anche Alessandra Binzoni, Paola Antonetto, Roberto Ravello e Davide Zappalà (Fdi), Paolo Ruzzola, Annalisa Beccaria e Davide Buzzi Langhi (Fi), Fabrizio Ricca e Andrea Cerutti (Lega), Silvio Magliano (Lista Cirio) e Vittoria Nallo (Sue), oltre a Conticelli e Ravinale.

Carcere Torino, agente aggredito e porta sfondata

SAPPE: “Inaccettabile che chi aggredisce un rappresentante dello Stato torni libero dopo poche ore”

Un agente della Polizia Penitenziaria del carcere di Torino è stato aggredito ieri pomeriggio all’interno dell’istituto penitenziario, dove un detenuto ha sfondato con un pugno la porta dell’Ufficio degli Ispettori, colpendo contestualmente al volto il poliziotto che si trovava nelle immediate vicinanze. L’episodio si è verificato intorno alle 15.40, durante una discussione relativa a una richiesta di telefonata straordinaria.

Secondo quanto ricostruito, l’agente stava fornendo chiarimenti al detenuto sui motivi del ritardo nell’autorizzazione della telefonata, dovuto a un’interruzione della corrente elettrica che aveva interessato l’istituto e al conseguente ripristino della linea Internet soltanto nella tarda mattinata. Quando al detenuto è stato chiesto di attendere il proprio turno, poiché nell’ufficio era presente anche un altro ristretto, la situazione è improvvisamente degenerata. Alla richiesta di chiudere la porta dell’Ufficio degli Ispettori, il detenuto ha sferrato un pugno contro la porta, sfondandola e colpendo al volto l’agente. Immediato l’intervento degli Ispettori e degli altri poliziotti penitenziari presenti, che sono riusciti a contenere la situazione e a ricondurre il detenuto alla calma, convincendolo successivamente a rientrare in sezione.

Quello che è accaduto è gravissimo e non può essere derubricato all’ennesimo episodio di ordinaria criticità penitenziaria“, denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Un appartenente al Corpo è stato aggredito mentre svolgeva il proprio lavoro e una porta di un ufficio istituzionale è stata letteralmente sfondata a pugni. È l’ennesima dimostrazione di quanto sia ormai difficile garantire sicurezza e ordine all’interno delle carceri senza strumenti adeguati e senza una risposta dello Stato che sia realmente efficace”. Capece richiama quindi le recenti parole del Presidente del Consiglio sulla necessità di rafforzare tutele e strumenti per le Forze dell’Ordine. “Apprezziamo l’impegno assunto dal Governo, ma le parole devono tradursi rapidamente in fatti concreti anche per la Polizia Penitenziaria. Quando, dopo comportamenti di questa gravità e dopo un’aggressione a chi rappresenta lo Stato, si torna liberi nel giro di poche ore, non è soltanto difficile da comprendere: è francamente inaccettabile. Così si indebolisce la credibilità dello Stato e si alimenta nei poliziotti la sensazione di essere lasciati soli”.

“Le aggressioni sono ormai una costante drammatica della quotidianità penitenziaria regionale”, aggiunge Vicente Santilli, segretario nazionale SAPPE del Piemonte. “Ogni giorno i nostri colleghi affrontano situazioni imprevedibili, spesso senza poter disporre di strumenti adeguati per prevenire e fronteggiare la violenza. Non possiamo continuare a chiedere agli agenti di intervenire a mani nude, mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri operatori e detenuti”. Per il SAPPE è dunque urgente un cambio di passo sulle condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari, attraverso maggiori tutele giuridiche per gli appartenenti al Corpo, strumenti di difesa adeguati, dispositivi di protezione individuale e procedure operative realmente efficaci per fronteggiare le aggressioni. “Serve una risposta immediata”, conclude Santilli. “Non si può aspettare l’ennesimo agente ferito, l’ennesima porta sfondata o l’ennesima situazione fuori controllo per intervenire. La sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria deve diventare una priorità concreta dell’Amministrazione e della politica“.

Il SAPPE torna quindi a chiedere al Governo e al Ministero della Giustizia interventi urgenti e strutturali, perché chi ogni giorno garantisce la sicurezza all’interno delle carceri non può essere lasciato solo davanti alla crescente escalation di violenza.

Ufficio stampa Sappe

Torna in carcere il cassiere che molesto’ la tredicenne

Il tribunale del riesame ha accolto il ricorso della procura della Repubblica contro la decisione della gip di liberare il cassiere del minimarket di via Breglio a Torino con l’obbligo di firma. Tornerà quindi in carcere l’uomo di 42 anni accusato di aver molestato una tredicenne all’interno del negozio. La scarcerazione aveva provocato un acceso dibattito sui media e tra i cittadini.

Cade in mountain bike nei boschi e si ferisce alla gamba: interviene l’elisoccorso

Il tempo era poco e il luogo difficile da raggiungere. Un 42enne è rimasto ferito ieri sera, lunedì 14 settembre, durante un’escursione in mountain bike nei boschi di San Germano Chisone. Per raggiungerlo e portarlo fuori dall’area è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso.

La segnalazione è arrivata intorno alle 19, dopo la caduta in un tratto di bosco fitto e particolarmente isolato. Il biker ha riportato una profonda ferita alla gamba, con un’abbondante perdita di sangue. In attesa dei soccorritori, è rimasto in contatto con la Centrale operativa 118, che lo ha guidato nelle prime manovre per contenere l’emorragia.

A raggiungerlo sono stati il personale sanitario dell’elisoccorso e un tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese. La zona impervia e l’avvicinarsi del buio hanno reso necessario intervenire rapidamente. Il biker è stato recuperato con il verricello dall’elicottero del Servizio regionale di Elisoccorso di Azienda Zero. L’operazione si è conclusa nelle ultime fasi di luce, prima che l’oscurità rendesse ancora più complicato il soccorso.

L’uomo è stato quindi trasferito in ospedale in codice giallo. Decisivo il coordinamento tra la Centrale operativa 118, l’equipaggio dell’elisoccorso e il Soccorso Alpino, che ha permesso di raggiungerlo e portarlo rapidamente fuori dalla zona impervia.

VI.G

Polizia predittiva, la complessità della gestione penitenziaria

Paola Butera è Vice Comandante presso l’istituto penitenziario  di Torino e ha recentemente pubblicato tramite Amazon KDP un libro dedicato al tema della polizia predittiva applicata al contesto penitenziario.

“Si tratta di un lavoro pubblicato in forma indipendente, senza alcun coinvolgimento dell’Amministrazione di appartenenza e senza la pretesa di rappresentare posizioni o orientamenti. Il libro nasce piuttosto dall’interesse professionale per l’evoluzione degli strumenti di analisi e prevenzione e, più in generale, dalle numerose complessità che caratterizzano quotidianamente il sistema penitenziario”, commenta l’autrice.

In questo contesto, assumono particolare rilievo gli eventi critici che interessano quotidianamente gli istituti penitenziari e che trovano sempre più spazio nelle cronache giornalistiche. Si tratta di episodi che, al di là della loro singola rilevanza, contribuiscono a riportare all’attenzione dell’opinione pubblica la complessità della gestione penitenziaria e le difficoltà con cui quotidianamente si confrontano gli operatori.

È proprio a partire da questa realtà che il libro propone una riflessione sul possibile impiego di strumenti di analisi predittiva e di nuove tecnologie a supporto della prevenzione e della gestione del rischio. Il tema coinvolge questioni quali la prevenzione, l’analisi dei fenomeni, la sicurezza, la gestione del rischio, l’utilizzo dei dati e il rapporto tra tecnologia e decisione umana, ponendo interrogativi che ritengo possano interessare non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche l’opinione pubblica.

 

Giovanni, giovane volpianese a San Francisco

Il sindaco Giovanni Panichelli ha consegnato una pergamena al giovane volpianese che ha rappresentato l’Italia a San Francisco. Al suo fianco la famiglia che lo accompagna e lo sostiene in un’avventura fatta di passione, strategia e competizioni internazionali.

Un riconoscimento della comunità a un giovanissimo concittadino capace, a soli 11 anni, di portare il nome di Volpiano fino agli Stati Uniti. Nella serata di lunedì 13 settembre, nella Sala del Sindaco del Municipio di Volpiano, il sindaco Giovanni Panichelli ha consegnato una pergamena ad Alessandro Filippone, che ha rappresentato l’Italia a San Francisco, in California, al Campionato Mondiale Pokémon.

Ad accompagnare Alessandro in Municipio c’era anche quella famiglia che, fin dall’inizio, lo segue e lo sostiene in questa particolare avventura: la mamma Valeria, il papà Marco, la sorellina Laura, insieme ai nonni, agli zii e ai cugini. Una presenza numerosa e affettuosa che ha reso ancora più significativo il momento della consegna della pergamena e che racconta quanto il percorso del giovane giocatore sia diventato un’esperienza condivisa da tutta la famiglia.

Un momento semplice ma significativo, voluto dall’Amministrazione comunale per riconoscere il percorso compiuto da Alessandro, che attraverso il gioco di carte collezionabili Pokémon ha raggiunto una competizione di livello mondiale, confrontandosi con giovani giocatori provenienti da numerosi Paesi.

La passione di Alessandro è nata quasi per caso. Dopo aver visto alcuni mazzi Pokémon, ha iniziato a giocare con i genitori. Successivamente l’incontro con il mondo competitivo, grazie anche alla presenza di un maestro nella fumetteria del territorio e alla scoperta della Lega dedicata al gioco, ha trasformato una curiosità in un impegno sempre più serio.

Da allora sono arrivati allenamenti, tornei e trasferte. Alessandro frequenta e si allena alla Lega a Grugliasco, dove può confrontarsi con altri appassionati e affinare le proprie strategie. Il percorso agonistico lo ha portato a partecipare a competizioni regionali e internazionali, fino alla qualificazione per il prestigioso appuntamento mondiale negli Stati Uniti.

Dietro le carte colorate c’è infatti molto più di quanto possa apparire. Il gioco competitivo richiede logica, memoria, capacità di calcolo, strategia, pazienza e una forte concentrazione. Durante le competizioni internazionali le giornate possono arrivare a diverse ore di gioco e ogni sfida impone di conoscere non soltanto il proprio mazzo, ma anche di interpretare le mosse dell’avversario e adattare rapidamente la strategia.

Una disciplina che, per alcuni aspetti, può essere accostata agli scacchi proprio per il peso della componente strategica e per la capacità di prevedere le mosse dell’avversario.

L’esperienza di San Francisco ha rappresentato per Alessandro anche un’importante prova personale. L’emozione di trovarsi per la prima volta a un Campionato Mondiale si è fatta sentire, come lui stesso ha raccontato ricordando l’atmosfera, l’allestimento della manifestazione e l’impatto con una competizione di quelle dimensioni.

Fondamentale in tutto questo percorso è il sostegno della famiglia. Mamma Valeria e papà Marco lo accompagnano nelle trasferte, mentre attorno ad Alessandro si è creata una vera squadra familiare, con la sorellina Laura, i nonni, gli zii e i cugini pronti a fare il tifo per lui. Un’avventura che ha permesso alla famiglia anche di viaggiare, conoscere nuove città e vivere insieme esperienze che vanno ben oltre il risultato di una partita.

Il viaggio negli Stati Uniti, infatti, non rappresenta un punto di arrivo. Il calendario di Alessandro guarda già alle prossime competizioni europee, con nuovi appuntamenti internazionali, a partire da Francoforte, e con altre possibili trasferte a Nizza, Stoccarda e Londra.

Il gioco sta diventando così anche una particolare scuola di vita: insegna a gestire vittorie e sconfitte, mantenere la concentrazione per molte ore, confrontarsi con persone provenienti da altri Paesi e utilizzare l’inglese in un contesto internazionale.

Alessandro, intanto, ha appena iniziato la scuola media e continua a coltivare contemporaneamente studio e passione. E quando gli viene chiesto cosa vorrebbe fare da grande, la risposta guarda in una direzione diversa dal mondo delle carte: vorrebbe diventare professore.

La pergamena consegnata dal sindaco Giovanni Panichelli vuole quindi essere non soltanto un riconoscimento per il risultato ottenuto, ma anche un incoraggiamento a continuare un percorso fatto di impegno, curiosità, capacità di mettersi alla prova e confronto con gli altri.

Per Volpiano, la partecipazione di un ragazzo di appena 11 anni a una competizione mondiale rappresenta orgoglio per Volpiano e soprattutto una bella storia della comunità: quella di una passione nata sul territorio, cresciuta grazie all’impegno di Alessandro e sostenuta da una famiglia che ha scelto di accompagnarlo, tutti insieme, in un’avventura arrivata, carta dopo carta, fino dall’altra parte dell’Oceano.

 

A Rivarolo Canavese nel segno di Francesco

 

Nell’ottavo centenario della morte del Patrono d’Italia

Per celebrare gli ottocento anni della morte del Patrono d’Italia, la compagnia di San Francesco d’Assisi di Rivarolo Canavese ha coordinato una serie di iniziative patrocinato dalla Diocesi di Ivrea, dalla Città metropolitana di Torino e dalla Città di Rivarolo.

Sabato 26 settembre, alle 21, nel salone comunale di via Montenero 12, è in programma un concerto della Filarmonica Rivarolese; giovedì 1 ottobre, alle 20.30, nella chiesa di San Francesco, l’architetto Arnaldo Conta Canova terrà una conferenza sul tema “Le chiese francescane da Assisi a Rivarolo”, che sarà seguita da una visita guidata all’interno dell’istituto religioso. Sabato 3 ottobre, alle 21, nel Duomo di Ivrea, il Coro Citta di Rivarolo terrà un concerto intitolato “Laudato sii”. Domenica 4 ottobre, alle ore 10, il vescovo di Ivrea, Monsignor Daniele Salera, celebrerà una messa solenne seguita dalla processione in onore di San Francesco. Sabato 10 e domenica 11 ottobre, nell’ambito delle Giornate FAI d’Autunno, a Rivarolo saranno organizzate visite guidate nella chiesa di San Francesco. Sabato 10, alle 21, si terrà il concerto “Sunrise Mass”, di cui saranno protagonisti il Coro di Rivarolo, il Colo Laudate Dominum e l’Orchestra Felice De Giardini. Giovedì 22 ottobre, alle 21, nella chiesa di San Francesco, è in programma una lettura con analisi del testo del Cantico delle Creature. Sabato 24 ottobre, alle 21, l’Ensemble d’Archi Felice De Giardini eseguirà “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi.

M.M.

Nuova vita per la Cappella di San Giuseppe a Prato Sesia

Domenica 20 settembre la Delegazione di Novara dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, in collaborazione con l’Associazione per la tutela del patrimonio artistico, storico e culturale del territorio di Prato Sesia (NO) e la Parrocchia di Prato Sesia (NO), inaugureranno i restauri della Cappella di San Giuseppe della Chiesa Parrocchiale di San Bernardo a Prato Sesia (NO).
L’opera è stata coordinata dall’Associazione per la tutela del patrimonio artistico, storico e culturale del territorio di Prato Sesia e finanziata dalla Delegazione di Novara dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.
La cerimonia si svolgerà presso la Chiesa di San Bernardo alla presenza del Presidente Nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv e di rappresentanze dell’Associazione e di istituzioni civili, militari e religiose.
Il programma sarà il seguente:

  • Ore 10,30 accoglienza degli ospiti presso la chiesa parrocchiale;
  • Ore 11 Santa Messa;
  • Ore 11,45 saluti istituzionali da parte di:
  1. Don Fulvio Trombetta, Parroco
  2. Presidente Nazionale Associazione Internazionale Regina Elena Odv
  3. Sindaco di Prato Sesia
  • Seguiranno l’intervento del Delegato per la Provincia di Novara dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv; la descrizione dei restauri eseguiti; la visita della cappella da parte dei rappresentanti delle associazioni locali; la benedizione della cappella e la svelatura di una targa a ricordo dell’intervento di restauro.

Alle ore 13 ci sarà un pranzo conviviale presso il ristorante “Il Mille”.

Chieri, scontro frontale tra due auto: due feriti in ospedale

È finito con due persone in ospedale lo scontro frontale tra due auto che ha coinvolto marito e moglie a Chieri. L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di lunedì 14 settembre in corso Buozzi, l’ex statale 10, all’altezza dell’incrocio con via Robbio, sotto il bastione della Mina. A scontrarsi sono state una Volkswagen Golf e una Cupra. La Golf, diretta verso Riva, era guidata dall’ambulante e aveva a bordo la moglie. La Cupra, che viaggiava verso Torino, avrebbe invaso la corsia opposta e si sarebbe scontrata frontalmente con la Volkswagen Golf.

La donna è rimasta incastrata nell’abitacolo ed è stata liberata dai vigili del fuoco del distaccamento cittadino, intervenuti anche per mettere in sicurezza la zona. Il conducente della Cupra è rimasto illeso. I coniugi sono stati soccorsi dalla Croce Rossa di Chieri, intervenuta per conto del 118 Azienda Zero, e trasportati all’ospedale cittadino. Nessuno dei due è in condizioni gravi. La donna ha però riportato una frattura importante a una gamba.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Chieri, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. L’uomo, conosciuto in città per la sua attività di vendita di panini nella zona industriale, ha comunicato su Facebook che dovrà sospendere temporaneamente il lavoro.

VI.G