CRONACA- Pagina 3

Disordini pro Pal di ottobre: misure cautelari nei confronti di minori

Sono state emesse alcune misure cautelari nei confronti di minorenni – il cui numero non è ancora stato reso noto – che si sarebbero resi responsabili di disordini e danneggiamenti avvenuti durante le più recenti manifestazioni pro Palestina a Torino.

L’operazione riguarda giovani che, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero tra i principali protagonisti dei gravi episodi verificatisi in città nel corso del corteo del 3 ottobre scorso. In quella circostanza si erano registrati scontri, atti vandalici e momenti di forte tensione, rendendo necessario un massiccio intervento delle forze dell’ordine per ristabilire l’ordine pubblico.

Le attività investigative, sviluppate nei mesi successivi agli eventi, avrebbero permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare i presunti ruoli e le responsabilità dei soggetti coinvolti.

Operazione Riot a Torino dopo i disordini del corteo pro Pal

Ogni euro investito nelle Olimpiadi porta davvero valore? La risposta non è (solo) economica

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In questi giorni la Fiamma Olimpica sta attraversando il Piemonte. È un passaggio carico di simboli, memoria e aspettative.

Torino, più di altre città, sa cosa significa ospitare un grande evento sportivo internazionale e confrontarsi, negli anni successivi, con una domanda inevitabile: che cosa resta davvero sul territorio?

Per molto tempo la risposta è stata affidata quasi esclusivamente ai numeri dell’impatto economico. Un euro investito genera due, tre o più euro di ritorno. Aumentano le presenze turistiche, cresce l’indotto, si rafforza la visibilità internazionale. Tutto vero, ma non sufficiente. Perché questi numeri raccontano solo una parte della storia.

Un grande evento come le Olimpiadi o le ATP Finals non produce soltanto effetti economici. Produce cambiamenti nei comportamenti delle persone, nelle relazioni tra attori pubblici e privati, nel modo in cui un territorio viene vissuto e percepito. Può rafforzare la coesione sociale, creare competenze, generare fiducia, oppure, al contrario, lasciare disuguaglianze, spazi inutilizzati e occasioni mancate. Questo è l’impatto sociale: non automatico, non scontato, ma intenzionale, addizionale e soprattutto misurabile.

La vera domanda, oggi, non è più semplicemente quanto rende un investimento, ma che cosa cambia davvero grazie a quell’investimento. Cambia qualcosa rispetto a ciò che sarebbe successo comunque? Per chi? Con quali effetti nel medio e lungo periodo? Senza queste risposte, il rischio è confondere il movimento con il cambiamento e celebrare risultati che non lasciano traccia.

C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato. La valutazione di impatto non serve solo a giudicare ex post se un evento è andato bene o male. Serve prima di tutto a pianificare meglio. Aiuta a capire dove investire, quali obiettivi perseguire, quali territori e comunità coinvolgere, quali risultati monitorare nel tempo. In questo senso, la valutazione di impatto è uno strumento di governo delle decisioni, non un esercizio burocratico.

Torino e il Piemonte rappresentano un laboratorio straordinario per questi temi. Dalle Olimpiadi del 2006 alle trasformazioni urbane, fino ai grandi eventi sportivi e culturali più recenti, il territorio ha accumulato esperienze, successi e criticità che meritano di essere analizzati con metodo. Ma per farlo servono competenze specifiche, oggi sempre più richieste anche da pubbliche amministrazioni, fondazioni, imprese e organizzazioni del terzo settore.

È da questa esigenza concreta che nasce la settima edizione del Corso Universitario di Aggiornamento Professionale in Valutazione di Impatto Sociale, promosso dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino, che prenderà avvio il 9 febbraio 2026. Il corso è pensato per chi già lavora e sente che non è più possibile progettare politiche, eventi e interventi complessi senza dotarsi di strumenti seri per comprenderne gli effetti reali.

L’obiettivo non è insegnare a produrre report, ma a costruire processi di valutazione capaci di accompagnare le decisioni, migliorare gli interventi e rendere visibile il valore sociale generato. Perché oggi la vera sfida non è dimostrare che un euro speso ne produce altri, ma capire se quell’euro contribuisce davvero a costruire un futuro migliore per i territori e le comunità che lo ospitano.

Paolo Biancone

Professore Ordinario di Economia Aziendale

Università di TorinoResponsabile scientifico del CUAP in Valutazione di Impatto Sociale

Occupa mansarda per spacciare droga, arrestato

È arrivata direttamente dal proprietario di casa la chiamata ai Carabinieri, la scorsa notte a Torino, per una probabile occupazione abusiva del locale mansarda.

Una pattuglia del Radiomobile si è subito presentata davanti alla porta di accesso, constatandone lo scardinamento e l’effettiva presenza di un uomo, un ventiseienne di origine nordafricana, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle Forze dell’Ordine.

Non solo però l’occupazione abusiva, i Militari hanno trovato all’interno anche un ingente quantitativo di eroina, pari a 674 grammi, insieme al bilancino di precisione, sottoposti a sequestro.

Dichiarato in stato di arresto per occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui e detenzione ai fini di spaccio, il ventiseienne è stato portato presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La soffitta è stata restituita al legittimo proprietario.

 

Convivio Esperienze di crescita e conoscenza con CasaOz 

Giovedì 15 gennaio, alle 17.30, la Casa del Teatro Ragazzi accoglierà CasaOz per un viaggio dentro una quotidianità che cura, fornisce un senso al tempo, ai legami e alla fragilità.
Da quasi vent’anni CasaOz accoglie bambini e giovani che vivono situazioni di malattia, disabilità o fragilità insieme alle loro famiglie, una grande casa rossa immersa nel verde, affacciata sul Po, dove ogni giorno si intrecciano gesti semplici e fondamentali, una tavola imbandita, un compito svolto insieme, un orto che cresce, qualcuno che aspetta. Un luogo che aiuta a ritrovare equilibrio e benessere e che offre alla comunità un modello concreto di cura quotidiano, fatto di relazioni, di ascolto e di possibilità.
Nel corso della serata saranno presenti la coordinatrice di CasaOz, Laura Edera, e il vicepresidente di FondazioneOz e direttore di CasaOz Marco Canta, che insieme lavorano ogni giorno per costruire comunità e trasformare progetti sociali in azioni concrete di cura e di sostegno. Il loro intervento racconterà l’esperienza di CasaOz come un percorso condiviso, dove ogni gesto, ogni iniziativa e ogni idea diventano strumenti di relazione, attenzione e crescita della collettività. Sarà l’occasione per riflettere sul lavoro di squadra, sulla collaborazione e sulla condivisione delle responsabilità, mostrando come quotidianità e cura possano diventare forza trasformativa per le persone e l’intera comunità.
Il racconto di CasaOz risuonerà anche attraverso le parole della giornalista Annalena Benini, che ne ha colto l’essenza profonda, un luogo dove la malattia dei bambini vive accanto alle altre cose della vita.
Alle 18.45, come da tradizione da Convivio, l’incontro sarà seguito da un aperitivo informale, momento di scambio e convivialità tra partecipanti e relatori.

Alle 19.30 debutterà lo spettacolo “Il mago di Oz” della Fondazione TRG, anche per bambini dai 5 anni in su, liberamente ispirato al celebre libro di L. Frank Baum per la drammaturgia di Micol Jalla e la regia di Isabella Locurcio, con Claudio Dughera, Claudio Martore e Simone Valentino.
In una soffitta polverosa due fratelli e una sorella  ritrovano vecchi oggetti e ricordi d’infanzia che li catapultano nel meraviglioso mondo di Oz. Tra campi di papaveri, fiumi da attraversare e streghe da sconfiggere, Dorothy e i suoi amici, lo Spaventapasseri, l’Uomo di Latta, e il Leone, scopriranno  che coraggio, saggezza e amore erano da sempre dentro di loro. Si tratta di una storia emozionante che celebra l’immaginazione, i legami e il valore di credere in se stessi.

Repliche de “Il mago di Oz” sabato 17 e domenica 18 gennaio alle 16.30.
Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus
Corso Galileo Ferraris 266
Tel 01119740260 www.casateatroragazzi.it

Mara Martellotta

L’Europa in Comune, amministratori e territori si incontrano 

Lunedì 19 gennaio, dalle 15 alle 17, è in programma nella sala Panoramica, al 15esimo piano della sede di Corso Inghilterra 7, a Torino, l’incontro sul tema “L’Europa in Comune”, promosso dal Centro Europe Direct della Città Metropolitana di Torino, in collaborazione con Europe Direct Cuneo e Vercelli, allo scopo di rafforzare il dialogo tra UE e amministratori locali in vista della programmazione delle attività future. L’iniziativa è rivolta ai consigliere EU Local Councillors e ai Comuni della rete Antenna Europa, rappresentando un momento di confronto in merito alle principali sfide che interessano i territori e dalle opportunità offerte dalle politiche europee. Ad aprire i lavori, che costituiranno un momento di programmazione delle attività future, per allineare le strategie e l’impatto delle iniziative locali sul territorio, sarà Jacopo Suppo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, che sottolinea il valore strategico dell’iniziativa.

“Rafforzare il dialogo tra Unione Europea e amministrazioni locali – afferma Jacopo Suppo – significa vedere l’Europa più concreta e vicina alle persone. I Comuni sono il primo punto di contatto tra le politiche europee e la vita quotidiana dei cittadini, ed è da qui che lassa la sfida di un’Europa più efficace e capace di rispondere ai bisogni reali dei territori. “L’Europa in Comune” è uno strumento prezioso per condividere priorità e visioni, e per la programmazione delle attività del 2026. All’incontro interverranno anche Claudia Colla, della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, e Francesco Costamagna, professore di Diritto dell’Unione Europea all’Università di Torino.

Info: partecipazione gratuita previa registrazione sul sito di Europa in Comune

Mara Martellotta

Le trasformazioni urbanistiche di Torino spiegate agli studenti di Parigi

Docente di urbanistica per un giorno: è accaduto nella mattinata di martedì 13 gennaio presso la sede di Urban Lab, l’associazione impegnata nel racconto e nella divulgazione dei processi di trasformazione urbana di Torino e dell’area metropolitana. Nel centro di documentazione situato di fronte a Palazzo di Città, l’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni ha accolto una delegazione di studenti e docenti nell’ambito del workshop “Post-industrial Transition and Urban Transformations”, inserito nel master internazionale “Governing Ecological Transitions in Cities (GETIC)”, promosso dall’Urban School di Sciences Po – la più grande scuola europea dedicata agli studi urbani con sede a Parigi – in collaborazione con il Politecnico di Torino.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione formativa per oltre venti studenti parigini, in visita studio a Torino dal 12 al 16 gennaio, accompagnati da due docenti e dal coordinatore Antoine Tisserant. Durante la mattinata, l’assessore Mazzoleni ha illustrato i punti cardine del nuovo Piano Regolatore e le principali trasformazioni in atto e previste per la città. Si è parlato dell’hub internazionale per l’aerospazio, dei trasporti con la futura linea 2 della metropolitana, degli interventi di riqualificazione di edifici storici come la Cavallerizza, della valorizzazione dei parchi – in particolare della rinascita del Valentino con la nuova biblioteca e il Teatro Nuovo – e ancora dello sviluppo universitario, dei nuovi studentati, delle ex OGM, oltre agli interventi nella zona nord, tra cui l’ex Gondrand a Barriera di Milano e il nuovo social hub di Falchera.

La lezione di urbanistica e sociologia urbana ha suscitato grande interesse tra i partecipanti. Gli studenti, tutt’altro che intimiditi, hanno animato l’incontro con numerose domande, trasformando la presentazione in un vivace momento di confronto e dialogo costruttivo sulla città.

In mattinata, prima dell’appuntamento a Urban Lab, i ragazzi hanno potuto partecipare a una visita guidata a Palazzo Civico, attraversando il cortile d’onore, lo scalone monumentale e le principali sale di rappresentanza: la sala Marmi, la sala Congregazioni e la sala Rossa. Il tour, realizzato grazie all’ufficio Cerimoniale di Torino, ha offerto l’opportunità di approfondire la storia e le caratteristiche architettoniche della sede del governo cittadino.

Il programma di visita proseguirà domani con le tappe a Torino Stratosferica e alla Nuvola Lavazza. Giovedì 15 gennaio gli studenti saranno invece al quartiere Aurora e alla Fondazione di Comunità di Porta Palazzo. Venerdì è prevista una giornata libera, seguita dalla partenza in treno per Parigi.

Sottoscritta convenzione tra Regione e Teatro Coccia

Il Teatro Coccia è stato al centro di un incontro al Grattacielo Piemonte, tra il presidente della Regione Alberto Cirio, l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli, i rappresentanti del Teatro Coccia di Novara, il presidente Fabio Ravanelli, la consigliera Mariella Enoc e il sindaco di Novara Alessandro Canelli.

 

Durante l’incontro è stata ribadita la volontà della Regione Piemonte di continuare ad accompagnare il Teatro Coccia nel percorso verso una maggiore stabilità economica annuale, riconoscendone il ruolo strategico nel panorama culturale piemontese e nazionale, in qualità di unico Teatro di Tradizione del Piemonte, riconosciuto dallo Stato fin dal 1967.

 

Per tale motivo a fine del 2025 è stata stipulata la Convenzione triennale fra Regione Piemonte, Città di Novara e Fondazione Teatro Coccia per il triennio 2025/2027, che conferma pienamente il rapporto di collaborazione e sostegno sviluppato nel precedente triennio.

 

La convenzione prevede il riconoscimento delle linee progettuali “Nuovi incanti” per il triennio 2025/2027 e ha sostenuto per l’anno 2025 il progetto “Un caleidoscopio per la Città”, che comprende attività di produzione e ospitalità.

 

L’incontro si inserisce in un quadro di dialogo costante tra la Regione, la Fondazione Teatro Coccia e il Comune di Novara, con l’obiettivo di garantire continuità artistica, sostenibilità gestionale e una programmazione culturale di qualità, in linea con gli indirizzi del Piano triennale della cultura 2025–2027. Anche per tali motivi la Regione valuta la possibilità di estendere a questa realtà le opportunità offerte dalla misura Rafforza cultura che ha risolto il problema delle lunghe attese da parte degli enti culturali piemontesi.

 

«Il Teatro Coccia rappresenta un presidio culturale fondamentale per il Piemonte e per il territorio novarese», dichiarano congiuntamente il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’Assessore alla Cultura Marina Chiarelli.

 

«Con il prolungamento della convenzione triennale confermiamo un impegno che va oltre il singolo contributo annuale: la Regione intende accompagnare il Teatro Coccia in un percorso di rafforzamento e stabilità economica, indispensabile per garantire continuità alla programmazione, tutela dell’occupazione culturale e accesso alla cultura per i cittadini».

 

«Accogliamo con soddisfazione – dichiarano dalla Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara – il riconoscimento e la conferma del sostegno della Regione Piemonte, a testimonianza del ruolo strategico del Teatro Coccia nel panorama culturale regionale e nazionale. In questo quadro, la convenzione triennale è uno strumento essenziale di programmazione e stabilità, ed è importante che il vincolo giuridico trovi piena efficacia sull’intero arco della stessa, rafforzandone la certezza e la capacità di pianificazione all’interno di un percorso condiviso fondato su stabilità, qualità progettuale e responsabilità gestionale, allineato con le strategie culturali della Regione e con gli obiettivi di sviluppo del territorio».

 

La Regione Piemonte conferma così il proprio impegno a sostegno del Teatro Coccia di Novara, riconoscendone il valore culturale, sociale ed educativo e ribadendo la volontà di lavorare in modo condiviso per affrontare le sfide economiche che interessano il settore dello spettacolo dal vivo.

Linea 2 metro, entro il 2032 il pre-esercizio del primo lotto funzionale

Nella seduta del Consiglio Comunale di ieri il sindaco Stefano Lo Russo ha fatto il punto sull’andamento del progetto di realizzazione della linea 2 della metropolitana.

Il primo cittadino ha spiegato che il progetto di rimodulazione dell’opera – del valore di 1.828 milioni di euro – è stato sviluppato da Infra.To in coerenza con la proposta presentata dal commissario straordinario e successivamente approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in data 28 giugno 2024.

Sono previsti due lotti funzionali. Il primo, suddiviso in due lotti costruttiv(1A “Stazione Rebaudengo – Pozzo Croce Rossa” 1B “Pozzo Croce Rossa – Stazione Porta Nuova”), è quello da Rebaudengo a Porta Nuova ed è già finanziato, mentre il secondo (Porta Nuova – Politecnico) è ancora da finanziare.

Nello scorso mese di dicembre è stato aggiudicato il bando per il sistema di segnalamento, armamento in ferro e fornitura del sistema rotabile, che è stato vinto dal raggruppamento temporaneo di imprese composto da Hitachi Rail Sts spa e Hitachi Rail Gts Italia srl, multinazionale giapponese leader nella realizzazione delle metro in tutto il mondo (ultima in Italia, la M4 di Milano), per 481 milioni di euro.

Si tratta – ha affermato il primo cittadino – di un passaggio fondamentale e strategico, in quanto consente l’immediato avvio delle attività propedeutiche all’intera realizzazione dell’opera.

Il contraente – ha precisato Lo Russo – sta già redigendo il Documento di Interfaccia tra opere di sistema e opere civili: un documento tecnico indispensabile per la corretta integrazione tra infrastruttura civile e sistemi tecnologici.

L’avvio dell’esecuzione contrattuale dell’appalto delle opere di sistema è previsto nel mese di gennaio 2026 con le attività di progettazione.

Sarà un sistema completamente diverso – ha spiegato – che agirà su ferro e non su gomma.

Inoltre, lo scorso 7 ottobre sono state acquisite le idee progettuali preliminari (“concept”) relative al Concorso internazionale di idee “Architettura, design delle stazioni e identità visiva per la Linea 2 della metropolitana di Torino” finalizzato a conferire alla linea 2 una forte e riconoscibile identità architettonica. Dal concorso deriverà anche la “brand identity” della linea 2, comprensiva di logo e simbolo distintivo, destinati a caratterizzare l’intera linea, sia durante la fase di cantiere che nel successivo esercizio. Hanno partecipato 26 concorrenti. Di questi, 5 partecipano ora alla seconda fase per sviluppare i temi proposti. Il vincitore sarà proclamato il 6 febbraio 2026.

Entro marzo 2026 partiranno anche i monitoraggi ambientali “ante operam” lungo tutta la linea 2, in seguito a una gara aggiudicata lo scorso dicembre. I primi due lotti della gara sono stati aggiudicati al raggruppamento temporaneo di imprese composto da Edison Next Environment srl, Ausilio spa e Orion srl per il monitoraggio ambientale (importo di aggiudicazione: euro 3.929.834,35) e al raggruppamento temporaneo di imprese composto da Famas System spa Almaviva spa per il sistema informativo centralizzato (importo di aggiudicazione: euro 2.610.506,33).

Entro aprile 2026 – ha poi annunciato il sindaco – verrà bandita la gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere civili (appalto integrato), con affidamento stimato alla fine del terzo trimestre 2026.

Per il primo lotto funzionale già finanziato (Rebaudengo – Porta Nuova) la conclusione dei lavori è prevista per la fine del primo semestre 2032. Seguiranno test, collaudi pre-esercizio entro la fine del 2032.

L’infrastruttura – oltre a favorire il trasporto e la riqualificazione urbana – potrà anche fornire elementi architettonici di grande pregio attraverso un concorso internazionale di architettura – ha sottolineato Lo Russo, ringraziando il commissario straordinario Bernardino Chiaia e tutte le forze politiche per la collaborazione istituzionale e auspicando il reperimento delle risorse mancanti (circa 400 milioni) per prolungare la linea 2 sino al Politecnico.

IL DIBATTITO

Nel dibattito in Sala Rossa, Domenico Garcea (Forza Italia) ha affermato che la metro 2 è l’unica speranza di collegamento della periferia Nord di Torino con il centro: è indispensabile per ridurre le distanze con il resto della cittàHa quindi ribadito che Forza Italia ha contribuito al progetto e ha fatto un’opposizione costruttiva nel momento in cui si parlava della soppressione della fermata Corelli in Barriera di Milano. Con quest’opera – ha concluso – la politica ha restituito dignità al quartiere.

Giuseppe Catizone (Lega) ha condiviso la modalità di gara, pur avendo ancora perplessità sulla non possibilità di intercambiabilità dei convogli tra le due linee. Il sistema su ferro – ha evidenziato – dà la possibilità di caricare più persone: sul “Val” si è fatto un errore di valutazione. L’opera è strategica – ha detto – ed è importante aver avuto il commissario. Occorre monitorare che non ci siano ritardi come a Roma o Milano e serve attenzione nella valutazione delle aziende per la realizzazione delle opere civili – ha concluso, sottolineando l’importanza di completare la linea 1.

Per Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) è opportuno cominciare a pensare anche alla linea 3, perché occorre guardare al sistema della metro con unvisione complessiva e non in un’ottica di quartiere. La metropolitana – ha dichiarato – è un passaggio fondamentale, perché lungo la metro la città si rivitalizza.

Andrea Russi (M5S) ha chiesto un intervento politico da parte della Città per accompagnare la realizzazione completa dell’opera mirato a ottenere i finanziamenti mancanti al completamento della linea 1. Il consigliere ha rilevato che occorrono finanziamenti anche per il completamento e l’integrazione della linea 1.

Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) ha evidenziato l’essenzialità del reperimento dei fondi per la prosecuzione del progetto e ha ricordato gli atti di indirizzo votati in aula a difesa e integrazione del Fondo nazionale trasporti, ridotto con l’ultima legge di bilancio in favore del finanziamento di grandi opere come il ponte di Messina.

Claudio Cerrato (PD) ha contestualizzato la realizzazione della linea 2 – opera fondamentale per la rigenerazione urbana della zona nord – nel percorso di approvazione del nuovo Piano Regolatore Generale e ha rilevato la necessità della copertura finanziaria governativa per completare il percorso della linea 2 fino al Politecnico.

Tony Ledda (PD) ha voluto dedicare questo momento a chi ha fatto le battaglie, a chi ha creduto in questo percorso, a tutti i cittadini. E ha chiesto una maggiore vicinanza del Governo.

Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima) si è si congratulato e ha invitato a concentrarsi su una futura linea 3 per rendere la mobilità sempre più sostenibile, con periferie più vicine, mentre Enzo Liardo (FDI) ha ricordato gli sprechi delle Amministrazioni di Centro-sinistra, a partire dalla linea 4, che non ha cambiato i tempi di percorrenza del trasporto pubblico.

Ferrante De Benedictis (FDI) ha definito imprescindibile per Torino il raddoppio della metropolitana cittadina, così come, di pari passo, il completamento della linea 1, atteso da tempo, per poi rilevare che gli stanziamenti del Fondo nazionale trasporti sono rimasti stabili negli ultimi anni.

Nella replica, il sindaco Stefano Lo Russo ha evidenziato che la Sala Rossa è coesa sull’importanza della linea 2 della metropolitana. È un fatto politicamente rilevante ed estremamente positivo – ha affermato – per garantire lo sviluppo dTorino.

L’utilizzo di una tecnologia diversa per la linea 2 rispetto alla linea 1 è una scelta che condivido – ha ribadito il primo cittadino – che consegna alle future generazioni la possibilità di ragionare su una gestione più economica del servizio.

Ha quindi auspicato una discussione “laica” e collaborativa anche sul nuovo Piano Regolatore Generale, che considera il trasporto pubblico essenziale nello sviluppo futuro della città.

Torino, 12 gennaio 2026


Massimiliano Quirico
Ufficio Stampa

Un protocollo per garantire la legalità delle arance del Carnevale di Ivrea

Il nuovo protocollo d’intesa “Arance Frigie”, finalizzato a garantire la legalità delle arance che verranno utilizzate al Carnevale di Ivrea, è stato sottoscritto e approvato, nella mattinata del 13 gennaio, dal prefetto Donato Cafagna e dal sindaco di Ivrea Marco Chiantore. Secondo il documento, le aziende che riforniranno le associazioni degli aranceri eporediesi dovranno presentare il bilancio degli ultimi tre anni, un’autocertificazione antimafia e il Durc in corso di validità, che verranno in seguito controllate in Prefettura e, in caso di irregolarità, porteranno alla sospensione delle forniture.

Mara Martellotta