CRONACA- Pagina 3

Gesto estremo dal ponte: salvato dagli agenti

Cercava di compiere il gesto estremo, buttandosi da un ponte: salvato in extremis dagli agenti di polizia. È successo la notte del 15 marzo quando un uomo, di origine straniera, aveva provato a scavalcare la ringhiera del Ponte Duca degli Abruzzi. A dare l’allarme è stata una donna che stava assistendo alla scena.

Sul posto è intervenuta subito una pattuglia dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, che si trovava in zona per i controlli di routine nel quartiere. Gli agenti hanno poi tentato di calmarlo dialogando con lui, già oltre la ringhiera dove opponeva forte resistenza. In un secondo momento arrivano altri agenti e, facendo leva su un attimo di distrazione dell’uomo sul margine per lasciarsi andare nel vuoto, riescono ad afferrarlo e a salvarlo portandolo in sicurezza sul marciapiede, nonostante si opponesse.

VI.G

I 165 anni dell’Unità d’Italia che uniscono le nuove generazioni

 

“L’Italia è diventata la mia seconda casa e sento che i valori della Costituzione sono la base del nostro futuro”. Si è aperta così, con le parole del tredicenne, di origini egiziane, Eyad Eldisouky, sindaco del Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, la Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, nel 165° anniversario dell’Unità d’Italia, proclamata il 17 marzo 1861 a Torino e celebrata, questa mattina, in piazza Carlo Emanuele II.

“Per me l’unità non è solo un concetto storico, ma è quella che vedo ogni mattina entrando in classe – ha continuato Eyad –: siamo ragazzi e ragazze che arrivano da diverse storie, con genitori che parlano lingue diverse, ma che ridono per le stesse cose e si arrabbiano se portiamo a casa brutti voti”.

“Nella nostra Costituzione risuonano le idee di figure illustri: la solidarietà di Mazzini, la libertà di Cavour e lo spirito democratico di Garibaldi – ha aggiunto Alessia Canino, Presidente del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze –. Dietro a ogni articolo si nasconde anche il sacrificio di giovani partigiani, soldati, prigionieri che hanno dato la vita, affinché libertà e giustizia fossero scritte sulla carta”.

Davanti al monumento dedicato a Camillo Benso, conte di Cavour, è stata deposta una corona di alloro della Città di Torino per ricordare tutti i Caduti del Risorgimento Italiano. Erano presenti il Gonfalone della Città di Torino, decorato di medaglia d’oro al Valor Militare, il Gonfalone della Regione Piemonte e il Gonfalone della Città Metropolitana di Torino decorati di medaglia d’oro al Merito Civile.

Ad ascoltare l’assessora all’Istruzione della Città di Torino Carlotta Salerno, gli studenti delle classi 5ª B della scuola Primaria Tommaseo, 4ª E della scuola Primaria Poli, 5ª A dell’Istituto Pertini, 5ª A della scuola Ricardi di Netro Pacchiotti Revel e una rappresentanza del Consiglio Comunale dei Ragazzi attraverso la presenza delle consigliere e dei consiglieri delle scuole King-Mila, Spinelli, Marconi-Antonelli, Vivaldi-Murialdo, Frassati, Corso Vercelli-Morricone, Foscolo, Gino Strada, To2, Regio Parco, Tommaseo, Pacchiotti e Pertini.

“Torino è la culla dell’unità nazionale – ha detto l’assessora all’Istruzione Carlotta Salerno –: qui si è lavorato, studiato, scritto e vissuto per l’unità. La presenza di tanti giovani questa mattina ha un significato concreto perché la comunità nazionale oggi è più plurale rispetto al passato. Le scuole racchiudono e tutelano queste differenze. Ricordiamoci che l’unità si costruisce ogni giorno riconoscendo chi ne fa parte nel tentativo di superare frammentazioni e conflitti interni. La Giornata dell’Unità Nazionale non fa parte solo del passato: è una responsabilità attuale in tempi in cui la guerra, purtroppo, torna ad essere presente. E noi dobbiamo essere comunità e tenere insieme tre elementi: memoria, coesione e responsabilità. Memoria per sapere da dove veniamo. Coesione per non lasciare indietro pezzi di società. Responsabilità per rendere credibili le istituzioni agli occhi di tutte e anche dei nuovi cittadini”.

Al termine della cerimonia gli studenti della classe 4ª E della scuola Primaria “Gabriella Poli” hanno eseguito il brano “Canone Swing”, accompagnati dalla Banda del Corpo di Polizia Locale che ha chiuso la cerimonia eseguendo “L’Inno d’Italia”.

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Commissario prefettizio a Romano Canavese

Preso atto dell’impossibilità di assicurare il normale funzionamento del consiglio comunale per la mancata surroga dei consiglieri dimissionari, il Prefetto di Torino, con provvedimento in data 16. marzo ha sospeso il Consiglio comunale di Romano Canavese ed ha nominato il viceprefetto aggiunto Francesco Farina commissario prefettizio dell’ente, in attesa del decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del consiglio comunale e di nomina del commissario straordinario

Operazione “Viridis”, tre arresti per pedopornografia

Indagine  della Polizia Postale

Nell’ambito delle attività di contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori online, la Polizia di Stato ha concluso una operazione che ha portato all’arresto di 3 persone per detenzione di materiale di pornografia minorile e alla denuncia di altre 5, a carico dei quali è stato sequestrato cospicuo materiale informatico utilizzato per le attività illecite. L’attività, avviata dal COSC della Polizia Postale piemontese sotto la direzione della Procura della Repubblica di Torino, si è svolta in modalità undercover all’interno di ambienti di scambio dediti alla condivisione di immagini e video di pornografia minorile. Gli arrestati – due residenti nel capoluogo torinese ed uno in provincia di Asti – di età ricompresa tra i 42 ed i 61 anni, sono stati trovati in possesso di una ingente quantità di materiale di sfruttamento minorile con contenuto violento, cd. “gore”, raffiguranti anche bambini in tenera età. Copioso il materiale informatico sequestrato durante le attività di perquisizione, che sarà oggetto di successivi approfondimenti.L’operazione, alla cui fase esecutiva hanno collaborato le Sezioni Operative di Aosta, Asti, Cuneo e Novara, nasce dal costante monitoraggio della rete svolto dal personale della Polizia Postale a tutela dei minori. Da qui il nome scelto per l’indagine, “Viridis”, dal latino “verde”: il colore con cui sono realizzati i Dioscuri, figli di Zeus, collocati a presidio del Palazzo Reale e del Duomo di Torino. Le statue, tra i simboli della città, sono tradizionalmente associate a un’energia “bianca” che, secondo la leggenda, la proteggerebbe dalle forze del male. I soggetti devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva.

Gara Torino – Milano, limitazioni al transito

Per consentire lo svolgimento della 107° edizione della competizione ciclistica Milano-Torino, mercoledì 18 marzo sono previste limitazioni temporanee al traffico sulle statali 10 “Padana Inferiore” e 11 “Padana Superiore”, nell’ambito della Città Metropolitana di Torino.

Dalle 12:00 alle 17:30 è prevista la chiusura al transito della SS10 tra l’inizio di competenza Anas all’altezza di località Mongreno (km 7,870) e la rotatoria lato Pino Torinese (km 11,700) con circolazione garantita per i residenti di via Mongreno e via Sassi e per i mezzi di soccorso.

Sempre dalle ore 12:00 alle ore 17:30 sarà inoltre chiuso al traffico lo svincolo di uscita dalla SS11 per l’immissione sulla SP500, a Brandizzo (km 15,900).

Durante la chiusura della statale 10 i veicoli leggeri potranno percorrere la SP5 (Via Chieri nel Comune di Pino Torinese e Corso Chieri nel Comune di Torino). La deviazione sarà segnalata in loco. Il percorso alternativo consigliato per i mezzi con peso superiore a 3,5 tonnellate è costituito dalla Tangenziale di Torino.

Torino, detenuto del carcere si è tolto la vita in cella

«Nel tardo pomeriggio di ieri un detenuto ristretto presso la Casa Circondariale di Torino, all’interno del Padiglione E, si è tolto la vita impiccandosi. Al momento non sono ancora noti i motivi che possano averlo indotto a compiere questo gesto estremo».

Lo dichiara Vicente Santilli, Segretario Nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

«Ancora una volta il carcere registra una morte che pesa come un macigno sull’intero sistema penitenziario. La perdita di una vita all’interno di un istituto di pena rappresenta sempre una sconfitta per lo Stato e impone una riflessione seria e profonda sulle condizioni di vita negli istituti, sul fenomeno del sovraffollamento e sulla necessità di rafforzare concretamente gli strumenti di prevenzione e di tutela della dignità e della vita delle persone detenute».

Santilli aggiunge: «È necessario intervenire con urgenza attraverso misure concrete che consentano di rafforzare gli organici, migliorare le condizioni di lavoro del personale e potenziare gli strumenti di prevenzione del disagio detentivo. Non è più accettabile restare indifferenti di fronte al ripetersi di simili tragedie».

Il SAPPE esprime inoltre apprezzamento per le recenti parole del Capo dello Stato. «Siamo grati al Presidente della Repubblica – prosegue Santilli – che ieri ha accolto al Quirinale una delegazione della Polizia Penitenziaria in occasione del 209° anniversario della fondazione del Corpo, per aver affermato con forza la necessità di un intervento urgente e risolutore sulla gravissima crisi del sistema penitenziario italiano. Il Presidente ha sottolineato come, purtroppo, la piaga dei suicidi in carcere non si attenui e rappresenti una sconfitta per lo Stato: parole che condividiamo pienamente, avendole più volte evidenziate anche noi».

Sul tema interviene anche Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE: «I suicidi in carcere sono inaccettabili, così come sono inaccettabili le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria, impegnato H24 nelle sezioni detentive e sempre più spesso vittima di aggressioni e atti violenti da parte della componente più problematica della popolazione detenuta. Nei nostri istituti si deve poter respirare un’aria diversa da quella che ha condotto alla illegalità e al crimine: noi siamo pronti a dare il nostro contributo».

Il SAPPE ribadisce quindi la propria proposta di riforma del sistema penitenziario, articolata su tre livelli: «Un primo gradino – spiega Capece – per i reati meno gravi, con pene non superiori ai tre anni, da scontare attraverso misure alternative come la messa alla prova; un secondo livello per pene superiori, da espiare in istituti meno affollati anche grazie alla riduzione della custodia cautelare; un terzo livello destinato alla massima sicurezza, dove il contenimento in carcere resta prioritario».

«Il sovraffollamento – conclude il SAPPE – è un problema storico e diffuso anche in altri Paesi europei, ma affrontabile con modelli diversi. È necessario ripensare l’esecuzione penale: da un lato riservando il carcere ai fatti di maggiore gravità sociale, dall’altro individuando condotte per le quali, pur restando rilevanti penalmente, non sia necessario il ricorso alla detenzione».

Tra costi, rinunce e attese: la quotidianità dei malati cronici torinesi

Secondo un’indagine un torinese su tre costretto a ridurre le spese per potersi curare

Il 33% dei cittadini di Torino con patologie croniche ha dovuto rinunciare, nell’ultimo anno, a vacanze, uscite al ristorante o acquisti rilevanti per sostenere i costi di visite ed esami. Inoltre, il 37% di chi ha effettuato controlli specialistici legati a queste condizioni si è rivolto almeno in parte al sistema sanitario privato. Tra le principali cause della riduzione dei controlli emergono i lunghi tempi di attesa (90%) e i costi elevati (42%).

Bologna, 17 marzo 2026

Negli ultimi anni, in Italia l’aspettativa di vita alla nascita continua a crescere, ma non altrettanto gli anni vissuti in buona salute. Sempre più persone convivono infatti con malattie croniche e, per far fronte alle spese necessarie alla loro gestione, sono spesso costrette a rinunce importanti. Secondo una recente indagine di Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute, questa situazione riguarda anche Torino: un terzo dei residenti con patologie croniche ha limitato spese personali come viaggi o svaghi negli ultimi dodici mesi.

La necessità di ridurre le spese è legata al fatto che, nel 56% dei casi, la gestione delle malattie croniche richiede controlli specialistici frequenti. Quasi la metà degli intervistati (48%) afferma di aver effettuato numerose visite — anche più di quattro — nell’ultimo anno, previste dal proprio percorso terapeutico. Trattandosi spesso di prestazioni non rinviabili, insieme agli esami e ai farmaci correlati, queste spese incidono in modo significativo sul bilancio familiare. Non a caso, oltre un terzo dei torinesi (37%) ha fatto ricorso, almeno in parte, alla sanità privata.

Non tutti, però, riescono a sostenere questi costi: il 9% degli intervistati ha dichiarato di aver ridotto il numero di controlli nell’ultimo anno, principalmente a causa delle spese elevate (42%). A ciò si aggiungono i lunghi tempi di attesa, segnalati dal 90% di chi ha effettuato meno visite, che rappresentano un ulteriore ostacolo.

Va inoltre considerato che circa il 22% dei pazienti necessita dell’aiuto, almeno parziale, di altre persone per gestire la propria condizione, con un conseguente aumento delle spese complessive.

Tra le patologie croniche più diffuse si segnalano l’ipertensione (39% tra chi ne soffre direttamente o ha un familiare colpito), l’osteoporosi e l’artrosi (28%), il diabete (25%) e le malattie cardiovascolari (22%). Nella maggior parte dei casi, queste condizioni vengono diagnosticate dopo i 40 anni: ciò avviene nel 90% dei casi di diabete, nell’87% per osteoporosi e artrosi, nel 79% per l’ipertensione e nel 72% per le patologie cardiache.

In questo contesto complesso, i servizi di telemonitoraggio potrebbero rappresentare un valido supporto nella gestione delle malattie croniche. Tuttavia, solo il 7% dei torinesi li utilizza attualmente, anche se l’83% degli utenti ne riconosce l’utilità. La scarsa diffusione è dovuta soprattutto alla mancanza di informazione: il 63% degli intervistati dichiara di non conoscerli, spesso perché nessuno li ha mai suggeriti (28%).

Molinette, molestie a una tirocinante: condannato ex infermiere

Condanna a 1 anno e otto mesi per l’infermiere dell’ospedale Molinette di Torino, oggi in pensione, che è stato giudicato in primo grado con l’accusa di aver molestato una tirocinante Oss.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’uomo avrebbe rivolto alla giovane apprezzamenti indesiderati, avanzato richieste insistenti di attenzioni e messo in atto comportamenti ritenuti molesti. Il giudice ha inoltre disposto un risarcimento immediato di 5mila euro a favore della vittima, che si è costituita parte civile nel processo.

Come parte della pena, l’imputato dovrà seguire un percorso rieducativo con la frequenza di corsi specifici per uomini autori di violenza.

Nel corso dell’udienza, l’uomo  ha reso dichiarazioni spontanee respingendo le accuse e sostenendo che i contatti con la tirocinante fossero esclusivamente legati all’attività lavorativa.

Ladri sfondano il compro-oro con un’auto: vetrina in mille pezzi

Distruggono la vetrina del compro-oro usando l’auto come ariete per arraffare tutto, ma l’illusione del grande colpo svanisce in pochi minuti.

È successo la sera del 14 marzo al negozio Orocash di via Lanzo a Borgaro Torinese. Un gruppo di malviventi ha fatto irruzione con due auto: una usata come ariete per sfondare la vetrina, ridotta in frantumi. Avevano già iniziato a smontare la cassaforte quando è arrivata la pattuglia.

Sul posto, i carabinieri della stazione di Caselle Torinese e del nucleo radiomobile della compagnia di Venaria Reale. Nonostante il rapido intervento, i sei ladri sono riusciti a fuggire ma a mani vuote. L’attività dovrà ora far fronte a gravi danni e per il momento è rimasta chiusa.

VI.G

Anche il Piemonte chiede lo stop alla macellazione equina

Mentre la petizione con cui Animal Equality Italia chiede al Governo di fermare la macellazione degli equidi, ha superato in pochi mesi le 250 mila firme, in Piemonte la consigliera regionale Sarah Disabato del Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione a tutela degli equidi e a sostegno delle proposte parlamentari che ne chiedono il riconoscimento come animali d’affezione. Anche in Piemonte, dove il consumo di carne equina è tra i più bassi a livello nazionale (6%), cresce il sostegno a favore della fine della macellazione degli equidi.
Nel testo della mozione presentata dalla consigliera regionale Sarah Disabato, che invita la Regione a unirsi alle proposte di legge che hanno iniziato l’iter di discussione in Parlamento, sono indicati diversi e fondamentali impegni richiesti alla Giunta Regionale piemontese. Tra questi: promuovere le iniziative di prevenzione e contrasto al maltrattamento degli equidi e alla loro detenzione incompatibile con il benessere animale, valutare l’esclusione della carne equina dai capitolati e dagli indirizzi d’acquisto delle mense e dei servizi di ristorazione riconducibili alla Regione Piemonte, attivarsi presso il Governo e il Parlamento anche attraverso la conferenza Stato-Regioni, affinchè venga istituita una disciplina nazionale che riconosca gli equidi come animali d’affezione, e preveda il progressivo superamento del loro allevamento, importazione, esportazione e macellazione a fini alimentari. Sostenere la calendarizzazione e l’approvazione delle proposte di legge nazionali volte al riconoscimento degli equidi quali animali d’affezione e al rafforzamento della loro tutela.

“I cavalli non sono merce da macello – commenta Sarah Disabato – ma esseri senzienti che meritano protezione assoluta. Con questo provvedimento, chiediamo alle istituzioni di chiudere la filiera alimentare equina e di riconoscere loro lo status di animali d’affezione, mettendo fine a un sistema che troppo spesso nasconde maltrattamenti e rischi per la salute”.

“Fermare la macellazione degli equidi è un passaggio fondamentale per contribuire a ridurre la sofferenza di tutti gli animali sfruttati a scopo alimentare – dichiara Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia – come già richiesto da migliaia di cittadini e cittadine italiane che hanno sottoscritto la nostra petizione. Questa mozione, che auspico venga calendarizzata e approvata in breve tempo, costituisce un ulteriore passo in avanti verso il riconoscimento di tutti gli equidi come animali d’affezione in Italia.

Mara Martellotta