La decisione di rimettere in libertà il commesso del Bangladesh di 42 anni che ha abusato in un minimarket della ragazzina 13enne a Torino, ha detto in tv a la7 il ministro Matteo Piantedosi e’ “molto singolare, ma è stata impugnata dalla procura e dunque restiamo in attesa delle decisioni successive: peraltro l’indagato aveva avuto riconosciuto da un tribunale una protezione speciale e noi stiamo aspettando l’esito giudiziario per valutare se c’è la possibilità di revocarla”. Se vi fosse la revoca, si avrebbe la possibilità di rimpatrio. “In casi come questi, al di là dell’esito giudiziario, esistono altri strumenti: se dovesse farla franca dal punto di vista sanzionatorio, almeno nei termini in cui ci si aspettava, ci riserviamo di adottare un altro provvedimento”, ha aggiunto il ministro.
Una colluttazione, la collanina strappata al collo e la fuga su un monopattino: è quanto ricostruisce la polizia dopo una rapina in via Avigliana, nel quartiere Cit Turin. La vittima ha raccontato agli agenti di essere stata raggiunta e aggredita da un ragazzo che le ha sottratto la catenina d’oro.
Le volanti del Commissariato San Secondo, allertate dalla Centrale Operativa, hanno rintracciato poco dopo in via Spalato il presunto autore, un 19enne di origini marocchine. Hanno anche recuperato il monopattino usato per allontanarsi.
Durante l’identificazione, il giovane, con segni compatibili con la colluttazione, aveva dichiarato di essere minorenne. Gli accertamenti con il “Protocollo Baldelli” — la procedura usata per stabilire l’età presunta di chi dichiara di essere minorenne ma non ha documenti validi — hanno però confermato la maggiore età, stimata a 19 anni. È stato quindi sottoposto a fermo e trasferito al carcere “Lorusso e Cutugno”, ed è stato inoltre denunciato per falsa dichiarazione d’età. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari.
VI.G
Un ecografo che può arrivare direttamente accanto al neonato, già in sala parto, senza la necessità di spostare il piccolo paziente. È la nuova dotazione della Neonatologia Universitaria dell’ospedale Sant’Anna di Torino, che ha ricevuto dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS un ecografo palmare wireless di ultima generazione.
L’acquisto è stato reso possibile dalla raccolta fondi promossa dall’Associazione Culturale Pazzi di Cuore, con il sostegno della Consulta femminile regionale del Piemonte. L’obiettivo è potenziare l’assistenza ai neonati, in particolare quelli più fragili, mettendo a disposizione dei sanitari uno strumento diagnostico avanzato, facilmente trasportabile e non invasivo.
Compatto, leggero e privo di cavi, l’ecografo può essere utilizzato già nei delicatissimi minuti successivi alla nascita. Accanto ai tradizionali controlli clinici, dall’osservazione all’auscultazione fino al monitoraggio dei parametri vitali, permette infatti di acquisire immediatamente ulteriori informazioni sulle condizioni dei polmoni, del cuore e della circolazione.
In presenza, ad esempio, di difficoltà respiratorie, l’ecografia polmonare può aiutare i medici a verificare rapidamente l’espansione e l’aerazione dei polmoni. L’ecocardiografia funzionale consente invece di approfondire la valutazione dell’attività cardiaca e della circolazione. Elementi che, integrati con il quadro clinico generale, possono contribuire a individuare più rapidamente l’origine di una criticità e a scegliere la terapia più appropriata.
L’apparecchio può essere utilizzato anche per guidare il reperimento dei vasi e il posizionamento degli accessi venosi, aumentando la precisione e riducendo l’invasività di procedure particolarmente delicate nei neonati.
Uno dei principali vantaggi è la possibilità di effettuare questi controlli direttamente in sala parto oppure in sala operatoria nel caso di un parto cesareo. Quando le condizioni cliniche lo permettono, si evitano così trasferimenti non necessari e si può ridurre la separazione del bambino dalla mamma e dall’altro genitore proprio nelle prime fasi dopo la nascita.
L’utilizzo dell’ecografo prosegue poi durante la degenza. La tecnologia wireless e le dimensioni contenute consentono ai sanitari di portarlo sull’isola neonatale, vicino all’incubatrice o al lettino e nei reparti di Terapia Intensiva e Subintensiva Neonatale.
Gli esami possono inoltre essere ripetuti con facilità per monitorare l’evoluzione delle condizioni del bambino e verificare la risposta alle terapie. Una possibilità particolarmente importante per i neonati prematuri o in presenza di quadri clinici complessi, che richiedono controlli frequenti delle funzioni polmonari e cardiocircolatorie.
È il principio di una tecnologia realmente “a misura di neonato”: anziché trasferire il piccolo paziente verso le apparecchiature diagnostiche, è lo strumento a raggiungerlo. Un supporto in più per i professionisti del Sant’Anna, utilizzabile fin dai primi minuti di vita e durante l’intero percorso di assistenza neonatale.
Con applicazioni anche in campo aerospaziale e antisismico
Un nuovo ERC Starting Grant al Politecnico di Torino per lo sviluppo di metastrutture prenderà il via con il progetto R3DEFINE, una metodologia avanzata di modellazione agli elementi finiti sviluppata dal gruppo MUL2 e finalizzata allo sviluppo di un nuovo framework computazionale multifisico basato sulla Carrera Unified Formulation (CUF). Con il progetto R3DEFINE, il dottore ricercatore Riccardo Augello svilupperà nuovi modelli computazionali capaci di attenuare le vibrazioni senza rinunciare alla robustezza, con possibili applicazioni dal settore aerospaziale alla protezione antisismica.
“Con R3DEFINE vogliamo superare uno dei principali compromessi dell’isolamento delle vibrazioni: ottenere una risposta efficace a frequenze ultra-basse senza rinunciare alla capacità di sostenere carichi elevati – ha dichiarato il dottor Riccardo Augello – progetteremo metastrutture tridimensionali riconfigurabili, combinando simulazioni basate sulla Carrera Unified Formulation con la fabbricazione e la validazione sperimentale di prototipi. L’obiettivo è sviluppare soluzioni compatte e omnidirezionali, applicabili in tutti gli ambiti nei quali sia necessaria una marcata attenuazione delle vibrazioni in ingresso”.
Le metastrutture sono strutture ingegnerizzate le cui proprietà dipendono non soltanto dai materiali impiegati, ma soprattutto dalla geometria e dall’architettura interna. Modificando la disposizione dei loro elementi, è possibile farle passare da una configurazione all’altra e variare gli intervalli di frequenza nei quali le vibrazioni vengono isolate o filtrate. R3DEFINE sfrutterà questi meccanismi per ottenere un isolamento efficace a frequenze ultra-basse, mantenendo allo stesso tempo la robustezza e la capacità di sostenere carichi elevati.
Le simulazioni numeriche guideranno la progettazione e l’ottimizzazione di prototipi, che saranno successivamente fabbricati e validati attraverso prove sperimentali in più direzioni. L’obiettivo non è quindi soltanto sviluppare nuovi modelli computazionali, ma realizzare una piattaforma di metastrutture tridimensionali riconfigurabili, capaci di adattare la propria risposta e di attenuare vibrazioni provenienti da direzioni diverse. Una sfida che, se vinta, aprirebbe la strada a una nuova generazione di materiali e componenti per applicazioni avanzate. In ambito aerospaziale, un’applicazione concreta riguarda l’adattatore che collega il satellite al lanciatore. Durante il lancio, il carico utile è sottoposto a intense vibrazioni che possono danneggiarne i componenti o comprometterne il corretto funzionamento. L’integrazione di metastrutture nell’interfaccia potrebbe ridurre la trasmissione delle vibrazioni e aumentare la protezione del satellite durante le fasi più critiche della missione.
Anche nell’ingegneria antisismica le potenzialità sono significative: i dispositivi di isolamento sismico sfruttano spesso una bassa rigidezza dinamica per ridurre la trasmissione delle vibrazioni generate dai terremoti, ma questa caratteristica può comportare limitazioni nella capacità di sostenere carichi elevati. Le soluzioni sviluppate in R3DEFINE mirano a combinare elementi con elevata capacità portante ed elementi progettati per ridurre la rigidezza dinamica, contribuendo alla realizzazione di sistemi di protezione sismica più efficienti.
Uno degli obiettivi più ambiziosi di R3DEFINE è ottenere un isolamento omnidirezionale, capace cioè di attenuare le vibrazioni indipendentemente dalla direzione dalla quale provengono. Il raggiungimento di questo risultato richiede architetture realmente tridimensionali, la cui complessità rende oggi estremamente onerosa la simulazione e porta molti modelli a limitarsi a rappresentazioni bidimensionali.
Mara Martellotta
Aurora, tre denunce per droga
E’ morto nel Bresciano durante il rally Mille Miglia uno spettatore che stava seguendo la gara con la moglie. Si tratta di un 63enne di Caselle Torinese, Francesco de Pasquale, investito e ucciso da un’auto in gara. I due coniugi erano giunti dal Piemonte per assistere alla corsa automobilistica. L’incidente è avvenuto durante il passaggio del rally a Bione, in Valsabbia. La manifestazione è stata sospesa. L’uomo è stato investito mentre stava scattando delle fotografie all’altezza di una curva.
Regina, una giovane studentessa messicana, colpita da un infarto causato da un’anomalia congenita delle coronarie mentre si trovava in Liguria, è stata sostenuta prima con ECMO e poi con una pompa microassiale di ultima generazione fino al trapianto urgente presso l’ospedale Molinette di Torino. Ora è pronta a rientrare a Monterrey.
Dietro ogni trapianto c’è una storia particolare ma questa ha qualcosa di estremamente peculiare.
Doveva essere una giornata d’estate di svago alle Cinque Terre. Per una studentessa messicana di 19 anni, iscritta al primo anno di Medicina a Monterrey e temporaneamente in Francia con il Programma Erasmus, si è invece trasformata nell’inizio di una corsa contro il tempo che, attraverso tre ospedali e una complessa rete di professionisti, l’ha condotta fino a un trapianto di cuore salvavita a Torino.
A fine luglio, il malore è arrivato all’improvviso, nelle acque delle Cinque Terre in Liguria. La ragazza è riuscita a tornare a riva con le poche forze rimaste, ma il suo cuore aveva già cominciato a cedere. All’ospedale di La Spezia le condizioni sono precipitate fino all’arresto cardiaco. Per mantenerla in vita è stata collegata all’ECMO: un sistema di assistenza extracorporea che, per un tempo prezioso e fragile, può svolge fuori dal corpo ciò che cuore e polmoni non riescono più a fare. Trasferita a Genova, all’ospedale San Martino, la diagnosi ha dato un nome alla tempesta: uno shock cardiogeno dopo un infarto destruente provocato da un’anomalia congenita del decorso delle arterie coronarie. Il danno al muscolo cardiaco era irreversibile. Non c’era più tempo da perdere: l’unica possibilità era un trapianto urgente. Il trasferimento a Torino ha aperto un nuovo capitolo. Nella Terapia Intensiva della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (responsabile dottoressa Anna Trompeo), la giovane è stata inserita in lista d’attesa urgente. Per darle il tempo che il suo cuore non poteva più garantire, l’équipe ha impiantato una pompa microassiale di ultima generazione. Una tecnologia silenziosa, ma decisiva: il ponte tra una vita che rischiava di spegnersi e un cuore che doveva ancora arrivare.
Sono state circa due settimane di attesa. Per la ragazza, immobilizzata in Terapia Intensiva; per i genitori, arrivati dal Messico con gli occhi fissi su un futuro difficile da immaginare; per i medici, giorni scanditi da parametri, controlli e telefonate. Poi, finalmente, la chiamata: in Calabria era disponibile un cuore compatibile.
Da quel momento il tempo ha ricominciato a correre. Un’équipe della Cardiochirurgia torinese è partita per il prelievo dell’organo, mentre a Torino la paziente veniva preparata per l’intervento. Due sale operatorie, due ospedali, molte mani e una sola, irripetibile possibilità.
“E’ stata un’emozione fortissima – ricorda il professor Massimo Boffini – comunicare alla paziente e ai suoi genitori che era stato trovato il cuore. Un pianto liberatorio della giovane paziente e dei suoi genitori. In quelle lacrime c’erano la paura di tutti i giorni precedenti e la speranza che per la prima volta diventava concreta.”
Il trapianto, eseguito dal professor Mauro Rinaldi (Direttore della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino) con i professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e l’anestesista Alberto Orsello, durato circa 8 ore, si è concluso con successo. Il cuore donato ha ripreso subito a battere nel torace della giovane. I supporti meccanici, fino a quel momento indispensabili, hanno potuto essere rimossi. “Ho eseguito centinaia di trapianti di cuore – racconta il professor Rinaldi – ma questo in particolare è stato veramente emozionante: vedere battere il cuore nuovo nel torace della giovane paziente significava restituirle la vita a migliaia di chilometri di distanza da casa e ridare serenità ai suoi genitori.”
Il decorso postoperatorio è stato regolare e, dopo appena tre settimane, la giovane è stata dimessa dalla Cardiochirurgia. I cardiochirurghi torinesi hanno già attivato i contatti con il Centro Trapianti di Cuore di Monterrey e con il Centro specialistico di Houston, dove proseguirà il follow-up e ad un mese dall’intervento si prepara ora a tornare in Messico. Presto tornerà alla sua famiglia, ai libri di Medicina, alla vita che aveva dovuto interrompere, portando con sé un prezioso ricordo dell’Italia: un cuore nuovo.
“Un vero miracolo della vita. L’Italia per il Messico. Il dono più grande della vita: un cuore nuovo. Il potere della donazione. L’eccellenza dei nostri professionisti. Tutto questo ha permesso di salvare una giovane ragazza messicana, quando la situazione ormai sembrava precipitare definitivamente. Ho assistito in prima persona in sala operatoria all’intervento di trapianto, alla straordinaria complessità di questa operazione, all’impegno profuso dai nostri professionisti e all’impiego di tecnologie di ultimissima generazione. Grazie Molinette.” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).