CRONACA- Pagina 3

Alla Società Canavesana Servizi il premio Industria Felix – L’Italia che compete

Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente): «Un risultato che testimonia il valore di un’azienda in grado di erogare servizi di qualità ai comuni e la lungimiranza di 55 Amministrazioni locali»

Oggi momento istituzionale a Palazzo Lascaris, per il presidente Calogero Terranova e i dirigenti di Società Canavesana Servizi e numerosi sindaci dei 55 comuni che ne costituiscono la compagine sociale, ricevuti dal Presidente del Consiglio regionale Davide Nicco: l’azienda di servizi si è infatti classificata tra le 124 migliori aziende italiane più competitive nell’ambito del premio Industria Felix – L’Italia che Compete, realizzato dal magazine di settore in collaborazione con Cerved.

«Mi congratulo con il Presidente Terranova, con la dirigenza e il personale di SCS – commenta il Consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), Presidente della V Commissione Ambiente di Palazzo Lascaris, che ha partecipato all’evento –, per un riconoscimento che premia il loro lavoro, ma anche la lungimiranza e la qualità dell’impegno di tante Amministrazioni comunali che hanno lavorato per dare opportunità di crescita a questa azienda che ho potuto conoscere direttamente qualche settimana nel corso di un sopralluogo presso la Sede di Ivrea. Il Canavese non è solo una terra di archeologia industriale, ma un luogo in cui l’eccellenza e la qualità delle nostre imprese trovano un ambiente favorevole per lo sviluppo e la crescita. Il premio conferito a SCS è una testimonianza della vitalità di un territorio e della profonda resilienza delle nostre comunità».

In mostra gli 80 anni dal primo voto delle donne

 

In occasione dell’80°anniversario del primo voto delle donne in Italia, un traguardo storico che nel 1946 vide le cittadine partecipare per la prima volta alle elezioni per la Costituente, al Referendum istituzionale e alle consultazioni amministrative, la Città metropolitana di Torino torna a mettere a disposizione del territorio una riedizione della mostra fotografica “Torino 1946 – 2016. Settant’anni dal primo voto delle donne“.
Proprio in questi giorni, il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha inviato una lettera a tutti i sindaci del territorio per illustrare la possibilità e le modalità per richiedere l’esposizione in prestito gratuito. L’iniziativa vuole coinvolgere capillarmente i Comuni nella celebrazione di questo anniversario, offrendo uno strumento culturale di grande impatto per ricordare il cammino verso la piena parità di diritti.
L’esposizione, che riscosse un grande successo dieci anni fa, viene riproposta oggi per testimoniare un passaggio epocale: la partecipazione femminile al voto non fu solo un atto politico, ma un evento rivoluzionario per il costume sociale, vissuto con un entusiasmo e una speranza che traspare nitidamente da ogni scatto. L’esposizione, progettata per essere facilmente itinerante e adattabile a diversi spazi, è costituita da 12 pannelli (70×100 – 6 verticali e 6 orizzontali) in forex, leggeri e pronti per l’affissione e da un roll-up di presentazione.
 
Archivio “La Bottega del Ciabattino”
Il valore documentario della mostra è reso possibile dal prezioso lavoro di Franco Senestro, custode e proprietario dell’archivio “La Bottega del Ciabattino“. La storia di queste fotografie è un racconto di passione e intuizione che inizia nel 1983, durante la liquidazione della storica redazione della Gazzetta del Popolo in corso Valdocco a Torino. “In seguito alla chiusura della redazione torinese, mentre cercavamo materiali tipografici per l’attività di mio padre, chiesi di vedere l’archivio fotografico situato nel solaio,” racconta Senestro. “In un armadio trovai sette scatole di negativi che il curatore fallimentare non aveva notato”.
Quel tesoro dimenticato si rivelò un patrimonio inestimabile: negativi che documentavano la vita di Torino tra il 1945 e il 1950, dai fatti di cronaca agli eventi politici, fino alle storiche immagini delle donne ai seggi il 2 giugno 1946. Un archivio che Senestro ha poi digitalizzato e catalogato con cura, dedicandolo alla memoria del padre, uomo coraggioso che nel 1942, nella sua vera bottega da ciabattino, faceva da basista per la Resistenza.
 
Dai negativi a Cinecittà: la collaborazione con Paola Cortellesi 
La qualità e l’autenticità di queste immagini hanno recentemente raggiunto il grande pubblico grazie alla collaborazione con la produzione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi.
“La produzione aveva visto le fotografie esposte proprio grazie alla mostra proposta dalla Città metropolitana di Torino nel 2016 – spiega Senestro -. Si cercavano riferimenti visivi autentici per ricostruire l’atmosfera del 1946, le code ai seggi e i volti delle donne che andavano a votare”. Il contributo dell’archivio è stato fondamentale per l’accuratezza storica della pellicola, tanto che il nome “Archivio La Bottega del Ciabattino” compare nei titoli di coda del film.
Questa citazione ha rappresentato un’ulteriore commovente omaggio alla memoria di Giovanni Senestro, padre di Franco, che molto prima di diventare fotografo e tipografo, aveva iniziato il suo percorso lavorativo proprio come ciabattino.

Export motore di crescita: il 60% delle imprese piemontesi investe sui mercati esteri

//

Exploit del comparto alimentare

Il Rapporto sull’internazionalizzazione condotto su oltre 1.200 imprese del sistema confindustriale regionale evidenzia una crescita del volume d’affari per il 40% delle aziende attive sui mercati esteri. Amalberto: “Il tessuto economico si conferma solido ma serve una strategia di sistema”.

Nel 2025 tre imprese su cinque del sistema confindustriale piemontese hanno intrattenuto rapporti continuativi con i mercati esteri. Tra queste, il 40% registra un incremento dell’export, mentre per un ulteriore 35,5% i risultati restano stabili, nonostante le turbolenze geopolitiche degli ultimi anni. Le performance migliori si rilevano nei comparti alimentare (63,6% delle imprese segnala una crescita), chimico (58,6%), trasporti (57,1%) e legno (50%). Francia, Germania e Stati Uniti si confermano i principali mercati di destinazione, seguiti da Spagna, Regno Unito, Svizzera e Polonia. In forte sviluppo anche i mercati extra UE, in particolare Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, India, Giappone, Canada e Cina.

Sono questi i principali risultati della seconda edizione del Rapporto sull’Internazionalizzazione di Confindustria Piemonte, realizzato con il contributo di UniCredit e presentato presso la UniCredit University di Torino nel corso di un evento organizzato in collaborazione con Audi Rinaldi.

“Analizzare i processi di internazionalizzazione permette di comprendere come il nostro sistema produttivo sappia adattarsi a un contesto globale in costante trasformazione. Il Piemonte esprime da sempre un tessuto industriale solido, fondato su investimenti in ricerca, sviluppo e qualità che generano competenze manifatturiere avanzate, filiere strutturate e una forte propensione all’innovazione. È quest’insieme che consente alle imprese piemontesi di competere con successo a livello globale” commentano Andrea Amalberto, Presidente di Confindustria Piemonte, e Alessandro Battaglia, Presidente della Commissione Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti di Confindustria Piemonte. “Per sostenere le imprese in questo percorso – aggiungono – è necessaria una strategia di sistema, fondata sulla collaborazione tra pubblico e privato, una politica industriale capace di accompagnare le nuove frontiere dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale. Perché solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile rafforzare la competitività di lungo periodo del Piemonte e consolidare la presenza delle nostre imprese su tutti i mercati internazionali”.

Ad aprire i lavori è stata Barbara Cimmino, Vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria: “In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e nuovo protezionismo, l’Italia deve rafforzare la propria sicurezza economica: la nostra manifattura resta una forza globale e l’export ha un potenziale ancora inespresso che possiamo cogliere solo con accordi commerciali ambiziosi e strumenti adeguati. In questo quadro, l’accordo Ue-Mercosur è strategico perché apre un mercato da oltre 700 milioni di consumatori e riduce dazi che oggi penalizzano le nostre imprese. Perdere questa opportunità significherebbe favorire i competitor, e lo stesso vale per i negoziati con India, Indonesia e Australia. Accordi e diplomazia economica devono poi essere accompagnati da strumenti finanziari moderni e flessibili, come il Fondo 394 SIMEST potenziato. Confindustria mette a disposizione di tutti, imprese e istituzioni, la piattaforma Expand, che permette di individuare con precisione mercati e settori prioritari e mostra un potenziale realizzabile immediato di 87 miliardi. Serve quindi un’azione coordinata del Sistema Paese, perché solo così l’Italia potrà consolidare la propria presenza nei mercati internazionali e rafforzare la competitività delle imprese”.

Il rapporto si basa su 1.212 risposte, pari a circa il 20% delle imprese associate, oltre il doppio rispetto alla prima edizione del 2023. Un dato che consente un confronto più articolato con le precedenti rilevazioni e rafforza l’obiettivo di fornire uno strumento utile a imprese e stakeholder istituzionali e privati. Il campione è composto per il 20% da imprese dell’area di Torino, per il 16% da Alessandria, Biella e Novara-Vercelli-Valsesia, per il 13% dal Canavese, per il 10% da Cuneo, per il 7% dal Verbano-Cusio-Ossola e per il 2% da Asti. A livello settoriale, prevalgono le imprese metalmeccaniche (26,6%), seguite da tessile/abbigliamento (9,3%), edilizia e impiantisti (8,5%), altri servizi (7,6%), manifatture varie (7,5%), servizi alle imprese (6,7%), alimentari (6,5%) e ICT (5,5%). Le altre filiere rappresentano quote inferiori al 5%.

Tra le imprese rispondenti, il 93% esporta senza intermediari. Una presenza strutturata all’estero risulta invece più contenuta: il 36% dispone di uffici di rappresentanza commerciale, il 31,7% di sedi produttive e il 21,8% di filiali commerciali o punti vendita diretti.

Le difficoltà maggiori si registrano nei settori dei minerali non metalliferi (33,3%), della gomma-plastica (31,4%), del tessile/abbigliamento (31,3%) e delle manifatture varie (29,3%). Anche in questi comparti, tuttavia, le imprese piemontesi adottano modelli più flessibili, orientati alla riduzione del rischio e alla ricerca di nuove opportunità. In questo percorso, le aziende privilegiano servizi di supporto direttamente legati al business: la ricerca di controparti estere è indicata dal 60,5% delle imprese, seguita dall’organizzazione di incontri B2B (42,8%), dalle consulenze tecniche (29,5%) e dalla partecipazione a missioni commerciali (25,6%). Tra le agevolazioni più utilizzate figurano i bandi SIMEST (32,4%), i bandi per la formazione (31,1%), quelli del sistema camerale (20,8%) e altre misure (17,7%), tra cui strumenti SACE, credito d’imposta, Finpiemonte e PNRR.

L’Amministratore Delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo, ha dichiarato: “Il Rapporto sull’internazionalizzazione di Confindustria Piemonte conferma come l’export sia una leva strategica fondamentale di crescita per le imprese del territorio. Il Piemonte rappresenta circa l’8% del portafoglio Simest, con quasi 1.000 operazioni di finanza agevolata per oltre 450 mln. Siamo pronti però per fare molto di più. Simest Gruppo Cdp interviene con strumenti mirati in costante innovazione, definiti in dialogo con il mondo produttivo, per sostenere il posizionamento del Made in Italy nei mercati internazionali a maggiore potenziale, individuati dal Piano d’azione per l’export della Farnesina. Allo stesso tempo, rafforziamo il supporto alle filiere produttive e ampliamo l’accesso alle nostre misure anche alle PMI e alle imprese che non hanno ancora avviato percorsi di internazionalizzazione, accompagnandole verso un ingresso strutturato nei mercati esteri. Questo impegno si inserisce nell’azione coordinata del Sistema Italia, guidato dalla Farnesina e composto da Cdp e Simest, Sace e Ice, insieme alle associazioni di categoria, per sostenere in modo efficace e in una logica di sistema la crescita e la competitività delle imprese italiane nel mondo”.

Dall’analisi emerge infine un’evoluzione significativa: le imprese stanno progressivamente passando dall’utilizzo di strumenti prevalentemente promozionali a misure orientate al rafforzamento delle competenze e all’impiego di strumenti finanziari per sostenere in modo più strutturato i percorsi di internazionalizzazione.

“L’export è parte dell’identità industriale del Piemonte e rappresenta oggi più che mai una leva strategica di competitività, con oltre il 58% di aziende attive sui mercati esteri e performance in crescita – afferma Paola Garibotti, Regional Manager Nordovest di UniCredit in un contesto globale complesso, le imprese che sanno innovare e guardare oltre i confini continuano a creare valore. UniCredit è al loro fianco con consulenza, competenze e una rete internazionale unica in Italia”.

Alla presentazione hanno partecipato anche Andrea Tronzano, assessore all’Internazionalizzazione e attrazione investimenti della Regione Piemonte, Dario Peirone, presidente di Ceipiemonte, e Alessandro Paoli, responsabile UniCredit International Center Italy. Hanno inoltre inviato un videomessaggio Marco Peronaci, Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America, e Alessandro Cattaneo, Ambasciatore d’Italia in Canada.

I collettivi universitari occupano Palazzo Nuovo

/

I collettivi universitari di Torino oggi hanno occupato Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, dopo il presidio di ieri al Rettorato. L’azione è scattata al termine dell’assemblea delle 18, svoltasi negli stessi spazi, organizzata per protestare contro la decisione del Rettorato di chiudere l’edificio per due giorni, scelta che ha impedito lo svolgimento di un evento musicale contro lo sgombero di Askatasuna.

“La rettrice chiude, noi apriamo, Se l’università sceglie il controllo, noi scegliamo il conflitto. Palazzo nuovo è occupato!” dicono gli studenti.

L’occupazione arriva a meno di tre giorni dalla manifestazione nazionale indetta per il 31 del mese, anch’essa contro lo sgombero del centro sociale.

Dopo il diniego all’organizzazione dell’evento, i collettivi spiegano le proprie ragioni dichiarando: “È così che l’università smette di essere un luogo di sapere critico e diventa un dispositivo disciplinare. Un modello del genere ci preoccupa e ci sta stretto: vogliamo ristabilire con chiarezza che l’Università appartiene all3 student3 e a chi ci lavora”.

Arresto cardiaco in piscina a Rivarolo: 82enne salvato dai soccorsi

È stato colpito da un malore mentre stava nuotando in piscina, andando in arresto cardiaco: salvato in extremis dai soccorsi. È successo nel primo pomeriggio di oggi nella piscina comunale di via Trieste a Rivarolo Canavese, quando un 82enne si è sentito male. L’anziano è stato immediatamente soccorso dai bagnini, che hanno iniziato a rianimarlo e chiamato il 112.

Sul posto sono intervenuti subito i soccorsi del 118 Azienda Zero, facendo ripartire il cuore dell’uomo. Dalle manovre di soccorso, l’uomo è riuscito a riprendere conoscenza ed è stato portato in ambulanza all’ospedale di Ivrea. Le sue condizioni di salute sono buone, ma sarà necessaria una continua supervisione nelle ore successive.

VI.G

Fucili e 3kg di hashish in cantina: anziana all’oscuro di tutto

Un fucile a pompa e uno con canne mozze, 50 cartucce e una cinquantina di panetti di hashish per un totale superiore ai 3 chili: tutto sequestrato in una cantina occupata illegalmente a Borgaro Torinese durante un controllo dei carabinieri della stazione di Caselle.

La proprietaria, un’anziana signora dell’appartamento sovrastante ora in casa di riposo, non sapeva nulla di quanto nascosto là sotto.
La perquisizione è scattata grazie a una segnalazione dell’Atc, ente gestore dell’immobile, e dei servizi sociali del Cis di Ciriè. Le indagini proseguono per chiarire l’origine del materiale illegale e identificare i veri detentori.

VI.G

Regione, al via il bando per il sistema museale

L’Assessore alla Cultura, Marina Chiarelli: “La Regione investe sui musei come presìdi culturali e motori di sviluppo dei territori”

La Regione Piemonte ha aperto il Bando per il finanziamento di progetti destinati al sostegno e alla valorizzazione del sistema museale piemontese per il biennio 2025–2026, nell’ambito dell’articolo 16 della legge regionale n. 11/2018. Con questo avviso, la Regione intende sostenere i musei con sede sul territorio piemontese attraverso interventi edilizi, di conservazione, di adeguamento e di allestimento, con l’obiettivo di rafforzarne la sostenibilità e favorire una maggiore integrazione con il territorio. Al centro del bando due prerequisiti fondamentali: accessibilità e sicurezza, sia del patrimonio conservato o musealizzato sia dei visitatori.

L’importo complessivo stanziato ammonta a 3.100.000 euro per il biennio 2025–2026, così ripartiti: 1.860.000 euro (60%) a favore di soggetti privati (associazioni, enti non lucrativi, ecc.); 1.240.000 euro (40%) a favore di soggetti pubblici.

Sono ammessi alla fase istruttoria i progetti che prevedono interventi edilizi e di conservazione, di adeguamento e allestimento dei musei, in un’ottica di rafforzamento del sistema museale piemontese e di valorizzazione diffusa del patrimonio culturale regionale.

«La cultura è una leva strategica di sviluppo e coesione sociale, e i musei ne sono uno dei pilastri fondamentali. Con questo bando la Regione Piemonte sceglie di investire in modo strutturale sul sistema museale, rafforzandone sicurezza, accessibilità e sostenibilità. Vogliamo un Piemonte in cui il patrimonio culturale non sia concentrato solo nei grandi poli, ma diventi una risorsa diffusa, capace di generare valore sui territori, nelle comunità e nelle aree più periferiche. È una scelta politica che guarda al futuro, alla qualità dell’offerta culturale e al diritto di tutti di accedere alla cultura».

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 9.00 del 28 gennaio 2026 fino alle ore 12.00 del 27 febbraio 2026, esclusivamente tramite procedura informatizzata, compilando il modulo telematico disponibile sul portale regionale al seguente indirizzo:

https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/bandi-cultura-turismo-sport-finanziamenti-domande

Nella foto l’assessore Marina Chiarelli

Morta la donna colpita dal figlio con una pistola sparachiodi

Luciana Cat Berro, la donna di 65 anni ferita gravemente dal figlio di 40 anni con una pistola sparachiodi a Caselle e’ morta in ospedale. Paolo Ferri sarà ora accusato di omicidio e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino.

Acli, Arci e Forum del Terzo Settore: “Scuola tutelata dalla Costituzione”

/

Dopo che, anche nelle scuole piemontesi, è arrivato il questionario, diffuso dai ragazzi di Azione studentesca – organizzazione parte della Gioventù nazionale, compagine giovanile di Fratelli d’Italia – attraverso il quale viene chiesto agli studenti di segnalare gli insegnanti ritenuti di sinistra nello loro scuole, Acli Piemonte, Arci PIemonte e Forum del Terzo Settore in Piemonte prendono posizione.

Mara Ardizio, presidente Acli Piemonte,  Gabriele Moroni, portavoce Forum del Terzo Settore in Piemonte e Andrea Polacchi, presidente Arci Piemonte: «Apprendiamo con sgomento che un’associazione politica studentesca starebbe diffondendo, anche nelle scuole piemontesi, volantini che invitano gli studenti a segnalare i professori “di sinistra” tramite una campagna denominata “La scuola è nostra” – dicono –  Questiniziativa intimidatoria riporta alla memoria fasi storiche lontane in cui la democrazia non si era ancora affermata nel nostro Paese, e la schedatura di oppositori politici e la redazione di liste di proscrizione facevano parte degli strumenti di oppressione del regime».
Ricordano la ricorrenza che segna questo 2026: «Nell’anno che ci porta alle celebrazioni degli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana, rinnoviamo il nostro impegno per la difesa dei valori della Costituzione nata dalle lotte della Resistenza contro il nazifascismo, e ribadiamo che la Scuola è un bene comune che va difeso, come vanno difesi la democrazia, i diritti politici ed il sano diritto al dissenso».

Acli, Forum del Terzo Settore in Piemonte e Arci si schierano a fianco della scuola: «Azioni di questo tipo sono inaccettabili e vanno contrastate senza esitazioni, perché sono fuori dal perimetro dei valori democratici. Siamo e saremo sempre accanto a studenti, docenti, istituzioni e organizzazioni sindacali impegnati nella difesa di una scuola inclusiva e pluralista».

cs

Un arresto per l’accoltellamento in Barriera di Milano

/

La Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza dispositiva della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Torino a carico di un cittadino marocchino di 24 anni gravemente indiziato di una rapina aggravata commessa nel capoluogo.

La vittima, avendo un debito di droga con un soggetto di cui sapeva riferire solo lo pseudonimo, nel corso della nottata dal 28 novembre scorso si incontrava con il suo creditore in via Scarlatti. In tale circostanza il ventiquattrenne, a seguito di una breve discussione e dopo aver appreso che la controparte non avrebbe onorato il debito; dapprima gli strappava dal collo una collana d’oro e, successivamente, lo aggrediva con un coltello, procurandogli delle ferite.

L’aggressore si dava alla fuga. Il ferito veniva soccorso da un passante e trasportato in codice rosso presso un ospedale cittadino.

L’attività d’indagine svolta dagli investigatori della Squadra Mobile, attraverso una pluralità di riscontri convergenti, consentiva in tempi celeri di giungere all’identificazione del responsabile. In particolare, l’analisi dei sistemi di video sorveglianza presenti nei pressi del luogo ove avveniva l’aggressione, corroborata dalla conoscenza dei soggetti pregiudicati abitualmente controllati nella zona ove era stato commesso il reato, permetteva di effettuare un confronto tra le effigi di quest’ultimi e le immagini acquisite, portando all’identificazione del soggetto.

Il provvedimento restrittivo in questione veniva notificato dal personale della Squadra Mobile presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno”, ove l’indagato si trovava già detenuto per altri motivi.