Il pm ha chiesto le condanne per i cinque imputati al termine della requisitoria del processo per il crollo della gru avvenuto il 18 dicembre 2021 in via Genova, a Torino. Morirono tre lavoratori: Filippo Falotico, Roberto Peretto e Marco Pozzetti. Le accuse per gli imputati, Enrico Calabrese, Federico Fiammengo, Roberta Iandolino, Stefano Sprocatti e Mirzad Svraka, sono, a vario titolo, omicidio colposo e cooperazione in disastro colposo.
Torino, 8 settembre 2026. A seguito dell’intensificazione dell’attività di vigilanza nel periodo estivo presso lo scalo aeroportuale di Caselle torinese, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza, hanno intercettato nel bagaglio di un passeggero italiano proveniente da Miami (Stati Uniti) via Istanbul (Turchia), una testa di coccodrillo appartenente alla specie “Crocodylia spp”, inserita fra quelle in via di estinzione e tutelate dalla convenzione di Washington (C.I.T.E.S.).

La testa del rettile era essiccata e avvolta all’interno di comune carta da pacchi, così da riuscire ad eludere i controlli nel Paese di partenza. Non è però sfuggita all’accurata ispezione dei bagagli intercettati dai funzionari e militari in servizio presso l’aeroporto “Sandro Pertini”.
La Convenzione di Washington, Convention on International Trade of Endangered Species, è stata ratificata in Italia con la legge n. 874 del 1975 ed è diventata l’unico trattato internazionale volto a garantire che il commercio internazionale di piante e animali non ne minacci la sopravvivenza in natura.
Attualmente sono Parti della Convenzione 184 Paesi e l’Unione Europea.
In Italia, l’Autorità competente al rilascio delle licenze di importazione ed esportazione e per l’emissione dei certificati è il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) e le attività di controllo del rispetto della Convenzione, dei regolamenti UE e della normativa nazionale è affidata al Raggruppamento Carabinieri CITES sul territorio e alla Guardia di Finanza negli spazi doganali.
La testa di coccodrillo rinvenuta è stata sottoposta a sequestro e il passeggero denunciato a piede libero per aver importato un esemplare appartenente ad una specie protetta privo della documentazione italiana che ne autorizzasse la regolare importazione ai fini C.I.T.E.S.
Incessante e consolidata la collaborazione interistituzionale tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza, per rafforzare la cooperazione operativa negli spazi aeroportuali.
La vite entra nei percorsi di cura: nasce “Rivìtere”
La prima vigna terapeutica in un ospedale pubblico italiano
Il progetto è realizzato dall’Ospedale San Luigi in collaborazione con Citiculture e l’Associazione San Luigi Gonzaga Onlus
Nel parco dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano è stata inaugurata “Rivìtere”, la prima vigna terapeutica integrata all’interno di un ospedale pubblico italiano, uno spazio accessibile e protetto dedicato alle attività riabilitative all’aperto per pazienti con disabilità neurologiche e malattie oncologiche e croniche. Progettata da Citiculture la vigna offre ai pazienti un ambiente naturale nel quale integrare il percorso terapeutico con attività legate alla cura della vite, al movimento, all’autonomia e alla relazione.
L’obiettivo è integrare i percorsi già disponibili in ospedale con attività realizzate in un ambiente naturale e vicino alle esperienze della vita quotidiana. La letteratura scientifica internazionale evidenzia infatti come le attività riabilitative, nel senso più esteso del termine, svolte all’aperto e a contatto con la natura possano favorire il recupero funzionale, il benessere psicologico e la qualità di vita, contribuendo anche a una maggiore partecipazione del paziente al percorso di cura. In questa prospettiva, i pazienti potranno accedere al vigneto e partecipare, in relazione alle proprie condizioni e agli obiettivi terapeutici, ad attività legate alla cura e ai ritmi della vite, trasformando lo spazio verde in un ulteriore ambiente di riabilitazione.
Realizzato in collaborazione con l’Associazione San Luigi Gonzaga Onlus, con il sostegno di Reale Foundation, Fondazione CRT, Consulta di Torino, Clems Sinistri, il progetto è stato inaugurato alla presenza del vice presidente della Regione Piemonte Maurzio Marrone.
«Innovare in sanità significa anche immaginare nuovi modi di prendersi cura delle persone. Rivìtere porta dentro l’ospedale un ambiente nel quale gesti semplici e quotidiani – muoversi, prendersi cura di qualcosa, stare con gli altri – diventano parte del percorso di cura. È un’innovazione che mette al centro la persona e la qualità della sua vita, con l’obiettivo di accompagnarla verso una quotidianità più autonoma e ricca e lo fa, in questo caso, attraverso la vigna, una delle eccellenze agricole del nostro territorio di cui è simbolo e patrimonio prezioso» dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il vice presidente Maurizio Marrone e l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi.
“Rivìtere” è composta da sei aree di vigna hi-tech e un’area sensoriale con varietà aromatiche e vegetazione funzionale alle attività terapeutiche e all’incontro fra pazienti, caregiver e personale sanitario. Il principio alla base dell’intervento è portare una parte delle cure fuori dagli spazi tradizionali, in un ambiente nel quale il paziente possa confrontarsi con azioni, stimoli e relazioni più vicini alla vita reale. Movimento, equilibrio, coordinazione, manualità, orientamento e autonomia possono così essere esercitati all’interno di attività concrete, inserite in un contesto naturale sicuro e accessibile. La vigna diventa quindi una nuova infrastruttura di cura all’interno del parco ospedaliero e si inserisce in un percorso che il San Luigi ha già avviato per integrare gli spazi verdi nell’attività sanitaria. A maggio 2026 è stato infatti inaugurato il nuovo Giardino Riabilitativo, evoluzione della storica “palestra a cielo aperto”, progettato come vero e proprio setting clinico per il recupero motorio, l’equilibrio, la coordinazione, l’autonomia e il benessere psicologico.
«Con la vigna terapeutica proseguiamo un percorso preciso, che abbiamo avviato con il Giardino Riabilitativo: utilizzare anche gli spazi esterni dell’ospedale come luoghi nei quali continuare concretamente la cura» dichiara Davide Minniti, direttore generale dell’Azienda
Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga. «L’ospedale non coincide soltanto con i reparti, gli ambulatori e le palestre riabilitative. Per alcuni pazienti tornare a muoversi in un ambiente reale, svolgere un’attività concreta e recuperare progressivamente autonomia e relazioni rappresenta una parte importante del percorso terapeutico. La vigna aggiunge, a costo zero per l’azienda grazie alla generosità degli sponsor, una nuova possibilità a questo modello e rafforza la scelta dell’Azienda di coniugare efficacia clinica, umanizzazione dell’assistenza e qualità dell’esperienza di cura».
La vigna terapeutica, che si sviluppa su una superficie di circa 900 metri quadrati ed è composta da 390 barbatelle di varietà Piwi (uve Sauvignon Rytos e Cabernet Volos fornite dai Vivai Rauscedo), introduce inoltre sistemi di monitoraggio IOT (in collaborazione con la startup PlantZCare) e strumenti di raccolta dati, finalizzati alla produzione di evidenze scientifiche sul valore delle cure svolte in ambiente naturale.
Lo spazio è pensato anche per favorire l’incontro e la socialità di caregiver e familiari e contribuire a ridurre l’isolamento delle persone più fragili, inserendo il percorso di cura in un ambiente aperto e condiviso.
«Il San Luigi ci offre l’opportunità di portare il modello Citiculture in un contesto in cui il valore della persona è centrale. La vite è, da sempre, un simbolo di rinascita e resilienza e la nuova vigna terapeutica nasce proprio per mettere la natura al servizio del benessere, creando uno spazio che accompagna i percorsi di cura e favorisce incontro, inclusione e qualità della vita. È il risultato di una collaborazione tra competenze e realtà diverse che hanno scelto di condividere una visione comune: costruire luoghi capaci di generare valore per le persone e per la comunità» dichiara Luca Balbiano, Founder e CEO di Citiculture.
“Rivìtere” rappresenta infatti una nuova evoluzione del percorso sviluppato da Citiculture, già sperimentato in ambito urbano e universitario attraverso progetti come Campus Grapes al Politecnico di Torino. Con questa iniziativa, il modello trova applicazione per la prima volta in un contesto sanitario, mettendo la natura al servizio del benessere e della riabilitazione.
LA VIGNA TERAPEUTICA IN NUMERI
900 m² di vigna terapeutica
390 barbatelle PIWI
Sensori IoT per il monitoraggio ambientale
Dashboard digitale per la misurazione degli impatti
La vigna è stata progettata per accompagnare il percorso di pazienti con disabilità neurologiche e persone con malattie croniche, offrendo attività terapeutiche all’aperto in un ambiente protetto e accessibile.
CITICULTURE
Citiculture è una startup innovativa che utilizza la viticoltura urbana come strumento di rigenerazione ambientale, sociale e culturale. Attraverso progetti sviluppati in contesti urbani, universitari, aziendali e sanitari, Citiculture promuove modelli capaci di generare sostenibilità, partecipazione e benessere per le comunità.
La decisione di rimettere in libertà il commesso del Bangladesh di 42 anni che ha abusato in un minimarket della ragazzina 13enne a Torino, ha detto in tv a la7 il ministro Matteo Piantedosi e’ “molto singolare, ma è stata impugnata dalla procura e dunque restiamo in attesa delle decisioni successive: peraltro l’indagato aveva avuto riconosciuto da un tribunale una protezione speciale e noi stiamo aspettando l’esito giudiziario per valutare se c’è la possibilità di revocarla”. Se vi fosse la revoca, si avrebbe la possibilità di rimpatrio. “In casi come questi, al di là dell’esito giudiziario, esistono altri strumenti: se dovesse farla franca dal punto di vista sanzionatorio, almeno nei termini in cui ci si aspettava, ci riserviamo di adottare un altro provvedimento”, ha aggiunto il ministro.
Una colluttazione, la collanina strappata al collo e la fuga su un monopattino: è quanto ricostruisce la polizia dopo una rapina in via Avigliana, nel quartiere Cit Turin. La vittima ha raccontato agli agenti di essere stata raggiunta e aggredita da un ragazzo che le ha sottratto la catenina d’oro.
Le volanti del Commissariato San Secondo, allertate dalla Centrale Operativa, hanno rintracciato poco dopo in via Spalato il presunto autore, un 19enne di origini marocchine. Hanno anche recuperato il monopattino usato per allontanarsi.
Durante l’identificazione, il giovane, con segni compatibili con la colluttazione, aveva dichiarato di essere minorenne. Gli accertamenti con il “Protocollo Baldelli” — la procedura usata per stabilire l’età presunta di chi dichiara di essere minorenne ma non ha documenti validi — hanno però confermato la maggiore età, stimata a 19 anni. È stato quindi sottoposto a fermo e trasferito al carcere “Lorusso e Cutugno”, ed è stato inoltre denunciato per falsa dichiarazione d’età. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari.
VI.G
Un ecografo che può arrivare direttamente accanto al neonato, già in sala parto, senza la necessità di spostare il piccolo paziente. È la nuova dotazione della Neonatologia Universitaria dell’ospedale Sant’Anna di Torino, che ha ricevuto dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS un ecografo palmare wireless di ultima generazione.
L’acquisto è stato reso possibile dalla raccolta fondi promossa dall’Associazione Culturale Pazzi di Cuore, con il sostegno della Consulta femminile regionale del Piemonte. L’obiettivo è potenziare l’assistenza ai neonati, in particolare quelli più fragili, mettendo a disposizione dei sanitari uno strumento diagnostico avanzato, facilmente trasportabile e non invasivo.
Compatto, leggero e privo di cavi, l’ecografo può essere utilizzato già nei delicatissimi minuti successivi alla nascita. Accanto ai tradizionali controlli clinici, dall’osservazione all’auscultazione fino al monitoraggio dei parametri vitali, permette infatti di acquisire immediatamente ulteriori informazioni sulle condizioni dei polmoni, del cuore e della circolazione.
In presenza, ad esempio, di difficoltà respiratorie, l’ecografia polmonare può aiutare i medici a verificare rapidamente l’espansione e l’aerazione dei polmoni. L’ecocardiografia funzionale consente invece di approfondire la valutazione dell’attività cardiaca e della circolazione. Elementi che, integrati con il quadro clinico generale, possono contribuire a individuare più rapidamente l’origine di una criticità e a scegliere la terapia più appropriata.
L’apparecchio può essere utilizzato anche per guidare il reperimento dei vasi e il posizionamento degli accessi venosi, aumentando la precisione e riducendo l’invasività di procedure particolarmente delicate nei neonati.
Uno dei principali vantaggi è la possibilità di effettuare questi controlli direttamente in sala parto oppure in sala operatoria nel caso di un parto cesareo. Quando le condizioni cliniche lo permettono, si evitano così trasferimenti non necessari e si può ridurre la separazione del bambino dalla mamma e dall’altro genitore proprio nelle prime fasi dopo la nascita.
L’utilizzo dell’ecografo prosegue poi durante la degenza. La tecnologia wireless e le dimensioni contenute consentono ai sanitari di portarlo sull’isola neonatale, vicino all’incubatrice o al lettino e nei reparti di Terapia Intensiva e Subintensiva Neonatale.
Gli esami possono inoltre essere ripetuti con facilità per monitorare l’evoluzione delle condizioni del bambino e verificare la risposta alle terapie. Una possibilità particolarmente importante per i neonati prematuri o in presenza di quadri clinici complessi, che richiedono controlli frequenti delle funzioni polmonari e cardiocircolatorie.
È il principio di una tecnologia realmente “a misura di neonato”: anziché trasferire il piccolo paziente verso le apparecchiature diagnostiche, è lo strumento a raggiungerlo. Un supporto in più per i professionisti del Sant’Anna, utilizzabile fin dai primi minuti di vita e durante l’intero percorso di assistenza neonatale.
Con applicazioni anche in campo aerospaziale e antisismico
Un nuovo ERC Starting Grant al Politecnico di Torino per lo sviluppo di metastrutture prenderà il via con il progetto R3DEFINE, una metodologia avanzata di modellazione agli elementi finiti sviluppata dal gruppo MUL2 e finalizzata allo sviluppo di un nuovo framework computazionale multifisico basato sulla Carrera Unified Formulation (CUF). Con il progetto R3DEFINE, il dottore ricercatore Riccardo Augello svilupperà nuovi modelli computazionali capaci di attenuare le vibrazioni senza rinunciare alla robustezza, con possibili applicazioni dal settore aerospaziale alla protezione antisismica.
“Con R3DEFINE vogliamo superare uno dei principali compromessi dell’isolamento delle vibrazioni: ottenere una risposta efficace a frequenze ultra-basse senza rinunciare alla capacità di sostenere carichi elevati – ha dichiarato il dottor Riccardo Augello – progetteremo metastrutture tridimensionali riconfigurabili, combinando simulazioni basate sulla Carrera Unified Formulation con la fabbricazione e la validazione sperimentale di prototipi. L’obiettivo è sviluppare soluzioni compatte e omnidirezionali, applicabili in tutti gli ambiti nei quali sia necessaria una marcata attenuazione delle vibrazioni in ingresso”.
Le metastrutture sono strutture ingegnerizzate le cui proprietà dipendono non soltanto dai materiali impiegati, ma soprattutto dalla geometria e dall’architettura interna. Modificando la disposizione dei loro elementi, è possibile farle passare da una configurazione all’altra e variare gli intervalli di frequenza nei quali le vibrazioni vengono isolate o filtrate. R3DEFINE sfrutterà questi meccanismi per ottenere un isolamento efficace a frequenze ultra-basse, mantenendo allo stesso tempo la robustezza e la capacità di sostenere carichi elevati.
Le simulazioni numeriche guideranno la progettazione e l’ottimizzazione di prototipi, che saranno successivamente fabbricati e validati attraverso prove sperimentali in più direzioni. L’obiettivo non è quindi soltanto sviluppare nuovi modelli computazionali, ma realizzare una piattaforma di metastrutture tridimensionali riconfigurabili, capaci di adattare la propria risposta e di attenuare vibrazioni provenienti da direzioni diverse. Una sfida che, se vinta, aprirebbe la strada a una nuova generazione di materiali e componenti per applicazioni avanzate. In ambito aerospaziale, un’applicazione concreta riguarda l’adattatore che collega il satellite al lanciatore. Durante il lancio, il carico utile è sottoposto a intense vibrazioni che possono danneggiarne i componenti o comprometterne il corretto funzionamento. L’integrazione di metastrutture nell’interfaccia potrebbe ridurre la trasmissione delle vibrazioni e aumentare la protezione del satellite durante le fasi più critiche della missione.
Anche nell’ingegneria antisismica le potenzialità sono significative: i dispositivi di isolamento sismico sfruttano spesso una bassa rigidezza dinamica per ridurre la trasmissione delle vibrazioni generate dai terremoti, ma questa caratteristica può comportare limitazioni nella capacità di sostenere carichi elevati. Le soluzioni sviluppate in R3DEFINE mirano a combinare elementi con elevata capacità portante ed elementi progettati per ridurre la rigidezza dinamica, contribuendo alla realizzazione di sistemi di protezione sismica più efficienti.
Uno degli obiettivi più ambiziosi di R3DEFINE è ottenere un isolamento omnidirezionale, capace cioè di attenuare le vibrazioni indipendentemente dalla direzione dalla quale provengono. Il raggiungimento di questo risultato richiede architetture realmente tridimensionali, la cui complessità rende oggi estremamente onerosa la simulazione e porta molti modelli a limitarsi a rappresentazioni bidimensionali.
Mara Martellotta
Aurora, tre denunce per droga
E’ morto nel Bresciano durante il rally Mille Miglia uno spettatore che stava seguendo la gara con la moglie. Si tratta di un 63enne di Caselle Torinese, Francesco de Pasquale, investito e ucciso da un’auto in gara. I due coniugi erano giunti dal Piemonte per assistere alla corsa automobilistica. L’incidente è avvenuto durante il passaggio del rally a Bione, in Valsabbia. La manifestazione è stata sospesa. L’uomo è stato investito mentre stava scattando delle fotografie all’altezza di una curva.