CRONACA- Pagina 3

Aperti per ferie a Torino. Ecco i negozi e locali che non chiudono a Ferragosto e dintorni

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Le settimane a cavallo di Ferragosto rappresentano da sempre un periodo particolarmente delicato per chi resta in città: molte attività sospendono temporaneamente il servizio per le ferie estive e trovare negozi, servizi alimentari e locali aperti può diventare più complesso.

Quest’anno saranno 107 gli esercizi commerciali e i locali che garantiranno l’apertura nelle due settimane centrali di agosto, cinque in più rispetto allo scorso anno. Si tratta di attività che hanno aderito volontariamente ai turni predisposti dalla Città di Torino, che ne ha pubblicato gli elenchi ufficiali suddivisi per circoscrizione: un punto di riferimento per residenti e turisti che trascorreranno il periodo di Ferragosto in città.

Dei 107 esercizi aperti, 62 sono attività di vendita alimentare – tra panetterie, macellerie, latterie, gastronomie, discount e supermercati – mentre 45 sono bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie ed enoteche.

Per quanto riguarda il settore alimentare e la grande distribuzione, resteranno aperti numerosi punti vendita In’s Mercato distribuiti in diverse zone della città, oltre ad altri esercizi di vicinato che garantiranno il servizio, generalmente con apertura mattutina festiva. Tra questi figurano il Drugstore (Cuor di Crai) di via Salbertrand, il Pastificio Defilippis di via Lagrange e le panetterie Perino Vesco, presenti sia in centro sia in corso Dante.

Anche l’offerta della ristorazione sarà ampia per il giorno di Ferragosto e per le giornate immediatamente precedenti e successive. In centro saranno aperti, tra gli altri, il ristorante Arcadia in Galleria Subalpina, il Ristorante Solferino, il Bar Francia di via Garibaldi, il Caffè Ariston, il Pastificio Defilippis, Dal Bugiardino, Porto di Savona, Sfashion Café e M*Bun.

Nelle circoscrizioni 2 e 3 saranno operativi i McDonald’s di piazza Santa Rita, via Pio VII e via Monginevro, mentre nelle circoscrizioni 4, 6 e 7 resteranno aperti, tra gli altri, i McDonald’s di via Livorno e corso Giulio Cesare, Angolo di Vino, l’Antica Trattoria “Con Calma”, il Ristorante F.lli La Cozza e Bacalhau Osteria. In circoscrizione 8 saranno invece aperti il bar di via Nizza 360, la Pasticceria Dell’Agnese e il Ristorante Birilli.

Gli elenchi completi delle attività aderenti e i relativi turni di apertura sono disponibili sul sito della Città di Torino.

Volpiano, approvato il progetto per l’asilo nido

Approvato il progetto esecutivo per l’intervento nella struttura di via Novara. Il sindaco Panichelli: «Investire sulla sicurezza dei luoghi dedicati ai bambini è una priorità». L’assessore Cisotto: «Ora possiamo procedere verso l’avvio dei lavori»

Un investimento da 158mila euro per la sicurezza dell’asilo nido “Giardino dei Piccoli” di via Novara. La Giunta comunale di Volpiano ha approvato, giovedì 6 agosto 2026, il progetto esecutivo dei lavori di manutenzione straordinaria che interesseranno la struttura del piano interrato dell’edificio. L’intervento rientra nel programma di manutenzione e messa in sicurezza degli edifici comunali e consentirà di intervenire su alcune parti strutturali dell’edificio.

«Il Giardino dei Piccoli è un luogo importante per tante famiglie volpianesi e intervenire sulla sua sicurezza significa investire direttamente sulla qualità dei servizi che offriamo alla comunità – dichiara il Sindaco Giovanni Panichelli –. Abbiamo scelto di destinare risorse significative a questo intervento perché la cura degli edifici frequentati ogni giorno dai nostri bambini deve avere la massima attenzione. Non si tratta soltanto di manutenere un immobile pubblico, ma di prenderci cura di uno spazio che appartiene alla vita quotidiana di tante persone».

L’investimento complessivo ammonta a 158mila euro e comprende, oltre ai lavori, le spese necessarie per progettazione, sicurezza, verifiche e collaudi. L’opera è già inserita nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028.

«Con l’approvazione del progetto esecutivo abbiamo concluso un passaggio fondamentale e possiamo ora procedere verso la fase dei lavori – spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Andrea Cisotto –. È un intervento importante, studiato per garantire la sicurezza della struttura e realizzato cercando di limitare il più possibile i disagi per il servizio e per le famiglie. L’obiettivo è procedere rapidamente e sfruttare al meglio il periodo di pausa delle attività».

Per consentire di accelerare i tempi, la Giunta ha dichiarato il provvedimento immediatamente eseguibile, con l’obiettivo di permettere il tempestivo avvio dei lavori al termine della pausa estiva.

«La sicurezza e la manutenzione del patrimonio comunale sono una responsabilità che richiede continuità e programmazione – conclude il Sindaco –. In questo caso interveniamo su una struttura dedicata ai più piccoli: un investimento che riteniamo particolarmente importante per Volpiano e per le sue famiglie».

Auto piomba su dehors: feriti un uomo e una donna

Nel pomeriggio di oggi a Jouvenceaux, frazione di  Sauze d’Oulx, una vettura ha investito il dehors di un bar. Un uomo e un donna  70enni hanno riportato traumi e sono stati trasportati in elicottero al  CTO in codice rosso. Non  sarebbero in pericolo di vita. Alla guida dell’auto una donna di mezza età che ha perso il controllo del veicolo.

Il trekking tra il CAI di Volpiano e i randonneurs di Castries

Dal 3 all’8 agosto il tradizionale trekking tra il CAI di Volpiano e i randonneurs di Castries. Ventiquattro partecipanti per sei giorni di escursioni, condivisione e amicizia. Nel 2027 il passaggio di consegne: sarà Volpiano a ospitare gli amici francesi.

Dal 3 all’8 agosto le montagne del Jura francese hanno fatto da cornice all’edizione 2026 del tradizionale trekking che riunisce il CAI di Volpiano e i randonneurs di Castries, la città francese gemellata con Volpiano. Un appuntamento che negli anni è diventato molto più di un’esperienza escursionistica: un’occasione per rinnovare un rapporto di amicizia che coinvolge direttamente cittadini e associazioni delle due comunità e che rappresenta una delle espressioni più autentiche del gemellaggio tra Volpiano e Castries, avviato nel 2010.

Quest’anno il gruppo era composto da 24 partecipanti: 13 escursionisti del CAI di Volpiano e 11 randonneurs di Castries. Insieme hanno trascorso sei giorni tra sentieri, paesaggi e ambienti naturali del Jura, alternando le escursioni a momenti di incontro e convivialità.

Il trekking si è svolto nel migliore dei modi, in un clima sereno e rilassato che ha confermato ancora una volta quanto, con il trascorrere degli anni, il rapporto tra i partecipanti italiani e francesi sia diventato una vera e propria amicizia. Un ritrovarsi ogni volta con la naturalezza di vecchi amici, capaci di riprendere il cammino insieme come se non si fossero mai separati.

È proprio questo uno degli aspetti più significativi dell’esperienza: il gemellaggio non rimane soltanto un rapporto istituzionale tra due Comuni, ma diventa un gemellaggio vissuto dalle persone, attraverso esperienze condivise, conoscenza reciproca e relazioni che si consolidano nel tempo.

L’organizzazione del trekking avviene ad anni alterni tra Italia e Francia. Il coordinamento del gruppo di Volpiano è affidato a Franco Rolando, mentre per Castries il referente è Serge Escuret. Al termine dell’edizione 2026, una stretta di mano tra Rolando ed Escuret ha rappresentato il simbolico passaggio di consegne tra Castries e Volpiano: nel 2027 saranno infatti gli escursionisti volpianesi ad accogliere gli amici francesi e a organizzare il nuovo appuntamento.

«Il trekking tra Volpiano e Castries rappresenta molto bene il significato che vogliamo attribuire al nostro gemellaggio – sottolinea il Sindaco di Volpiano Giovanni Panichelli –. I rapporti tra città acquistano ancora più valore quando riescono a uscire dalla sola dimensione istituzionale e diventano occasioni di incontro tra le persone. In questi anni, grazie anche all’impegno delle associazioni, sono nate relazioni e amicizie che continuano nel tempo. La stretta di mano che idealmente consegna a Volpiano l’edizione del prossimo anno è una bella immagine di questa continuità e saremo felici di accogliere nuovamente gli amici di Castries nel 2027».

Il trekking conferma così il ruolo fondamentale svolto dall’associazionismo nel mantenere vivi e concreti i rapporti di gemellaggio, favorendo occasioni di scambio che uniscono sport, territorio, socialità e conoscenza reciproca. Dopo le giornate trascorse sulle montagne del Jura, il cammino proseguirà dunque in Italia: nel 2027 toccherà a Volpiano raccogliere il testimone e ricambiare l’ospitalità, per aggiungere un nuovo capitolo a una storia di amicizia che continua, passo dopo passo, oltre i confini.

Foto: alcuni momenti del trekking 2026 nel Jura francese; la stretta di mano tra Franco Rolando e Serge Escuret che sancisce il simbolico passaggio di consegne a Volpiano per l’edizione 2027.

Verso EuroPride 2027, Amsterdam passa il testimone a Torino

Amsterdam ha passato ufficialmente il testimone a Torino, che il prossimo anno ospiterà l’EuroPride, la più importante manifestazione europea dedicata ai diritti delle persone LGBTQIA+.

La cerimonia si è svolta ieri sera sul palco dell’EuroPride di Amsterdam al termine della parata, sancendo simbolicamente il passaggio di consegne tra la capitale dei Paesi Bassi e il capoluogo piemontese, che dal 18 al 26 giugno 2027 accoglierà l’evento internazionale.

Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore ai Diritti della Città di Torino Jacopo Rosatelli, cinque rappresentanti del Comitato EuroPride Torino 2027 e uno per il Servizio LGBT dell’Amministrazione comunale. La delegazione torinese ha preso parte anche alla Conferenza sui diritti umani, organizzata ad Amsterdam nell’ambito delle iniziative che hanno accompagnato l’EuroPride e il WorldPride 2026.

L’assegnazione dell’EuroPride 2027 a Torino era stata decisa nel novembre 2024 dall’Assemblea generale dell’European Pride Organisers Association (EPOA), riconoscendo il valore della candidatura del capoluogo piemontese, promossa dal Coordinamento Torino Pride con il sostegno della Città.

“La cerimonia è stata un momento emozionante e carico di significato. Ricevere il testimone da Amsterdam significa assumere una responsabilità importante e confermare l’impegno di Torino per i diritti, la libertà e l’inclusione di tutte le persone – dichiara Jacopo Rosatelli, assessore ai Diritti della Città di Torino -. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare insieme al Comitato EuroPride 2027, alle associazioni del coordinamento Torino Pride e alle altre istituzioni per costruire un evento partecipato e capace di coinvolgere l’intera città. L’EuroPride è una grande manifestazione che serve a ribadire che i diritti fondamentali devono essere garantiti ovunque e a chiunque, contro ogni manifestazione.

È emblematico che qui ad Amsterdam si stiano celebrando i 25 anni del matrimonio egualitario, una conquista di civiltà che in Italia resta ancora da raggiungere e per la quale Torino, insieme alle altre città della rete Ready e alle amministrazioni impegnate sui diritti civili, continuerà a impegnarsi fortemente”.

Nato nel 1992, l’EuroPride rappresenta la più importante manifestazione europea dedicata ai diritti delle persone LGBTQIA+ e ogni anno viene ospitata in una diversa città del vecchio continente, nella quale richiama migliaia di partecipanti. Promosso dall’EPOA, l’evento rappresenta un’occasione di confronto sui temi dell’inclusione, dell’uguaglianza e della lotta alle discriminazioni.

Dopo Amsterdam, dal 18 al 26 giugno 2027 la manifestazione tornerà così in Italia, sedici anni dopo l’edizione di Roma del 2011, facendo di Torino la capitale europea dei diritti con una settimana di eventi culturali, sociali e politici di rilievo internazionale che culminerà con una grande parata per le vie della città.

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Addio a Livio Berruti, campione olimpico torinese

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E’ morto a 87 anni a Torino il campione olimpico dei 200 metri di Roma 1960  (nella foto), Livio Berruti. Nel 2006 fu uno degli otto italiani porta-bandiera olimpica alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali torinesi. I funerali si svolgeranno in forma privata.

Commenta il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo:
“Dopo essere divenuto noto in tutto il mondo per il risultato alle Olimpiadi di Roma nel 1960 fu tra i protagonisti più attivi quando la fiaccola olimpica si accese nella nostra città, nel 2006, ricordandoci che le Olimpiadi sono un momento di sport ma anche un potente messaggio di fratellanza e di pace in tutto il mondo”.

Il CONI scrive: “Addio a Livio Berruti, olimpionico a Roma 1960. Campione inarrivabile. Bandiere a mezz’asta al CONI e minuto di silenzio.

Il mondo dello sport italiano saluta una delle sue più grandi icone, protagonista di una pagina indimenticabile della storia olimpica”.

Nel portaombrelli e nel cappellino: i trucchi per nascondere la droga

Alto e basso canavese, sino alla prima cintura di Torino, abbracciando anche la collina della città

metropolitana. Sono queste le aree che hanno interessato una parte degli ultimi arresti per

detenzione ai fini di spaccio da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Torino.

Tra gli espedienti più curiosi c’è quello risalente ad alcuni giorni fa tra Chieri e Pino Torinese.

È stato un vistoso cappello da donna dallo stile tirolese indossato dal conducente di un crossover ad

attirare l’attenzione dei militari della Sezione Radiomobile di Chieri. L’equipaggio, insospettito

anche da una brusca manovra dell’autovettura, ha fermato il veicolo all’altezza di Corso Chieri, in

direzione di Pino Torinese. Il conducente, di origine nordafricana e in regime di detenzione

domiciliare, si accompagnava con un passeggero centrafricano. Visibilmente nervosi durante le fasi

del controllo, i militari hanno rinvenuto nell’auto, nascosti in una borsa frigo, 2.3 kg di cocaina, 4.200

euro in contanti e un’accetta. Entrambi sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di

sostanze stupefacenti e tradotti al Lorusso e Cutugno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

A Cuorgnè, in Frazione Salto, i Carabinieri della locale Stazione, insieme ai militari di Rivarolo

Canavese e di Castellamonte, hanno tratto in arresto un anziano di 72 anni che nel suo giardino

coltivava 17 piante di canapa, di cui 5 con infiorescenze; oltre che al possesso di diversi barattoli in

vetro con all’interno marijuana, dal peso di oltre mezzo kg. Le piante, successivamente estirpate,

hanno rivelato un peso complessivo rilevante, pari a ben 9,9 kg. In questo caso, l’intervento era

scaturito in modo del tutto insolito, a seguito di una banale lite tra vicini. L’anziano, infatti, aveva

appiccato un fuoco di sterpaglie nel terreno del vicino di casa, scatenando il dissidio con il vicino

che aveva richiesto l’intervento dei Carabinieri. L’uomo è stato poi collocato presso la propria

abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa di convalida. Competente la Procura di Ivrea.

Un altro espediente curioso per celare sostanza stupefacente è stato quello utilizzato da un 48enne

residente nella prima cintura. L’uomo, sorpreso a cedere nei pressi della sua abitazione 0,71 grammi

di cocaina, al suo ritorno a casa ha pensato di nascondere ulteriore sostanza stupefacente (pari a 76

grammi) all’interno di un calzino riposto nel portaombrelli del vano condominiale. I militari

della Sezione Operativa e Radiomobile della Compagnia di Venaria, estendendo il controllo anche in

casa, hanno potuto poi attribuirne il possesso al 48enne a seguito del rinvenimento dell’altro

calzino, per marca e caratteristiche identico a quello nascosto nel portaombrelli. Nell’abitazione,

l’uomo è stato trovato in possesso anche di un bilancino di precisione e 830 euro in contanti.

L’arresto è stato poi convalidato dall’Autorità Giudiziaria di Torino che ha disposto il regime

degli arresti domiciliari.

Infine, sempre dalla Sezione Operativa e Radiomobile di Venaria, a Nole Canavese è stato arrestato

in flagranza un uomo di 73 anni, anch’egli sorpreso a cedere della sostanza stupefacente ad una

donna. All’atto del controllo, l’uomo è stato oggetto di perquisizione personale veicolare.

Nell’abitacolo, occultata vicino allo sterzo, i Carabinieri hanno rinvenuto un involucro

termosaldato di cocaina. L’esito positivo della perquisizione ha poi portato gli investigatori ad

approfondire il controllo anche in casa, dove, all’interno di un pacchetto di gomme di masticare,

sono stati trovati 18 grammi circa di cocaina, 16 grammi di sostanza da taglio, un bilancino di

precisione, materiale per confezionamento, 1.650 euro in contanti e diversi manoscritti riportanti

importi e nominativi di presumibili soggetti acquirenti.

L’uomo risulta attualmente sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla

Polizia Giudiziaria, come disposto dalla Procura di Ivrea, che procede.

Pnrr, il Piemonte si trasforma: 2.419 interventi per 1,78 miliardi. E ci sono anche i giardini storici

I grandi interventi finanziati dal Pnrr cominciano a tradursi in opere e risultati concreti, raccontati attraverso le immagini e le testimonianze delle persone che li stanno realizzando. È questo l’obiettivo di “Racconti PNRR – Storie da un territorio in continua evoluzione”, il progetto multimediale istituzionale della Regione Piemonte che accompagna il pubblico alla scoperta delle principali iniziative realizzate grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Nel complesso, la Regione ha gestito 2.419 interventi, per un valore di 1,78 miliardi di euro, raggiungendo il 100% degli obiettivi programmati.

Tra i primi progetti raccontati c’è quello dedicato alla tutela dei parchi e dei giardini storici, un patrimonio verde formatosi nel corso dei secoli e oggi considerato parte integrante del patrimonio culturale e paesaggistico piemontese. L’intervento, inserito nella Missione 1, Componente 3 del Pnrr, ha un valore complessivo di 721 mila euro e punta a coniugare la conoscenza scientifica del paesaggio con la formazione di nuove professionalità specializzate nella cura dei giardini storici.

Una parte fondamentale del progetto è stata la realizzazione del censimento e della catalogazione di 400 parchi e giardini storici di particolare pregio. Le informazioni sono state raccolte attraverso schede georeferenziate elaborate con il contributo di esperti del mondo universitario. L’attività, sostenuta con 120 mila euro, rappresenta una base conoscitiva utile anche per future strategie di valorizzazione turistica e culturale.

La mappatura comprende alcuni dei luoghi più significativi del patrimonio piemontese: dall’Abbazia di Vezzolano – Giardino del Chiostro di Albugnano al Castello di Miasino, dalle Cascine e Serre del Castello di Racconigi al Giardino di Villa della Regina a Torino, fino al Giardino del Sacro Monte di Varallo, al Giardino di Villa Schneider a Biella, al Parco del Castello di Marengo ad Alessandria e a Villa San Remigio a Verbania.

Il progetto non si è però limitato alla conoscenza e alla catalogazione del patrimonio. Una quota significativa delle risorse Pnrr è stata destinata alla formazione di nuove figure professionali. Attraverso il sistema regionale delle agenzie formative accreditate sono stati infatti attivati otto percorsi specialistici, finanziati con oltre 600 mila euro, che hanno consentito a 111 persone di ottenere una qualificazione come giardinieri d’arte.

La formazione ha previsto una combinazione di lezioni teoriche e attività pratiche. Gli allievi hanno potuto affiancare maestri d’arte e tecnici specializzati, svolgendo centinaia di ore di tirocinio direttamente all’interno di alcune delle più importanti dimore storiche piemontesi.

«Valorizzare la professione dei giardinieri d’arte significa investire nella tutela di un patrimonio unico, trasformandolo in opportunità di sviluppo, occupazione qualificata e competenze altamente specialistiche – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Formazione Daniela Cameroni –. Per una Regione che ha scelto l’eccellenza come motore della propria crescita, formare professionalità dedicate anche alla cura della botanica storica significa fare del patrimonio culturale e paesaggistico una leva concreta per costruire il futuro».

Secondo Cirio e Cameroni, le Residenze Reali e più in generale il patrimonio storico, artistico e paesaggistico piemontese rappresentano un’importante risorsa per il turismo e per l’economia regionale, con ricadute sull’occupazione e sull’intera filiera della valorizzazione culturale. In questo sistema, spiegano, i giardinieri d’arte assumono un ruolo centrale nella conservazione di un patrimonio che appartiene all’identità del Piemonte.

La professione richiede infatti una preparazione specifica, perché intervenire su un giardino storico significa prendersi cura di un’opera che, a differenza di un bene architettonico, è composta anche da elementi viventi. La manutenzione di siepi secolari, alberi monumentali, fontane e specchi d’acqua richiede conoscenze botaniche, capacità tecniche e una particolare attenzione alle caratteristiche storiche e paesaggistiche del luogo.

Il racconto multimediale della Regione porta così il pubblico anche dietro le quinte delle attività di conservazione, mostrando attraverso fotografie e video il lavoro quotidiano degli operatori impegnati nella tutela del patrimonio verde.

«La scelta del linguaggio visivo ci consente di mostrare alla cittadinanza le azioni concrete delle istituzioni, offrendo uno sguardo diretto sul lavoro svolto tra rilievi tecnici e momenti di apprendimento quotidiano – concludono Cirio e Cameroni –. Il progetto dimostra l’efficacia di un intervento strategico: da un lato mappare e valorizzare con un rigore scientifico senza precedenti l’immenso patrimonio verde regionale, dall’altro investire sui giovani e sulle competenze, creando nuove opportunità di lavoro qualificato con la figura del giardiniere d’arte».

Un intervento che punta quindi a unire tutela del patrimonio, formazione e occupazione, trasformando la conservazione dei giardini storici in una concreta occasione di valorizzazione culturale ed economica per il Piemonte.

Piemonte, un’estate a rischio incendi Territori sotto pressione: nuove strategie di prevenzione

È un’estate difficile sul fronte degli incendi boschivi in Piemonte, dove il caldo intenso, la scarsità delle precipitazioni e i periodi prolungati di siccità stanno creando condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme. Dalle aree montane alle colline, diverse zone della regione sono state interessate da roghi che hanno richiesto l’intervento coordinato delle squadre a terra e dei mezzi aerei. La situazione ha portato la Regione Piemonte a dichiarare dall’8 luglio lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale, sulla base delle valutazioni del Centro funzionale di Arpa Piemonte e dell’andamento meteorologico.

Tra le aree interessate dagli incendi nelle ultime settimane figurano Valprato Soana, nel territorio del Parco nazionale del Gran Paradiso, e diversi comuni della Valsesia, tra cui Cravagliana, Boccioleto, Cervatto, Fobello e Varallo. Situazioni problematiche si sono registrate anche nell’Alessandrino, nel territorio di Mornese, nell’Alto Ovadese, così come nel Verbano-Cusio-Ossola, nella Valle Cannobina e in alcune zone del Cuneese. In territori montani e particolarmente impervi l’azione di spegnimento può risultare complessa e richiedere un massiccio impiego di mezzi aerei a supporto delle squadre impegnate da terra.

A fronte di questa situazione, il sistema regionale antincendi boschivi ha mobilitato le diverse componenti operative: Vigili del Fuoco, volontari del Corpo AIB Piemonte, Carabinieri Forestali, Protezione civile, elicotteri regionali e, quando necessario, la flotta aerea dello Stato. È proprio il coordinamento tra queste forze a consentire di intervenire rapidamente sui fronti e di contenere, per quanto possibile, l’espansione degli incendi.

Ma l’emergenza non si affronta soltanto quando le fiamme sono già divampate. Il 28 luglio la Giunta regionale ha approvato il nuovo Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, valido per il periodo 2026-2030. Il documento rappresenta il quadro di riferimento per i prossimi cinque anni e punta a ridurre la superficie interessata dagli incendi, migliorando al tempo stesso l’efficacia degli interventi e la sicurezza degli operatori. Alla sua elaborazione hanno partecipato le strutture regionali competenti, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Corpo Volontari AIB Piemonte, Arpa Piemonte, IPLA, Università di Torino e i Parchi nazionali della Val Grande e del Gran Paradiso.

Il nuovo approccio tiene conto anche dei cambiamenti climatici, che stanno modificando le caratteristiche del rischio. L’aumento delle temperature, la variazione nella distribuzione delle piogge e periodi di siccità più lunghi possono rendere la vegetazione maggiormente vulnerabile e favorire incendi più estesi e difficili da controllare. Per questo la Regione punta sempre più sulla prevenzione e sulla gestione del territorio, affiancando alla lotta attiva interventi destinati a ridurre la quantità di materiale vegetale facilmente combustibile e a proteggere le aree più esposte.

Un altro tassello riguarda la manutenzione del patrimonio forestale. Il Programma triennale dei lavori forestali 2026-2028 prevede infatti attività di cura dei boschi, manutenzione della viabilità minore e della rete escursionistica, oltre all’attuazione degli interventi previsti dai piani di prevenzione degli incendi. La Regione sta inoltre portando avanti interventi per migliorare i punti di approvvigionamento idrico destinati alle operazioni antincendio, comprese opere sulle vasche presenti in diverse aree del territorio piemontese.

Nel frattempo, dopo gli incendi che hanno interessato diverse zone regionali, è stata avviata anche la programmazione degli interventi di ripristino dei boschi danneggiati. L’obiettivo è intervenire quando le condizioni del terreno lo permetteranno, valutando prima la capacità di rigenerazione naturale delle aree colpite e stabilendo soltanto successivamente dove sarà necessario procedere con interventi forestali specifici.

In una stagione così delicata, però, la prevenzione dipende anche dai comportamenti individuali. Durante il periodo di massima pericolosità, entro 100 metri dalle aree boscate, arbustive e pascolive è vietato compiere attività che possano provocare l’innesco di un incendio. Sono quindi vietati, tra gli altri, l’accensione di fuochi e fuochi d’artificio, l’utilizzo di apparecchiature che producano fiamme, scintille o brace, il fumo e l’abbandono di mozziconi o fiammiferi accesi. È inoltre vietato lasciare veicoli a motore a contatto con materiale vegetale facilmente combustibile e utilizzare fiamme libere non controllabili, comprese le lanterne volanti.

La prudenza deve valere anche per chi frequenta boschi e aree montane: non bisogna abbandonare rifiuti, accendere fuochi o effettuare attività che possano generare scintille e, soprattutto, non si deve ostacolare il lavoro delle squadre impegnate nello spegnimento. In caso di avvistamento di fumo o di un principio d’incendio, la segnalazione deve essere effettuata tempestivamente al 112, fornendo indicazioni precise sulla posizione. Un intervento rapido può infatti fare la differenza tra un focolaio circoscritto e un incendio di grandi dimensioni.

Piemonte, banche in ritirata: così interi territori rischiano di restare senza servizi

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C’è un silenzio che avanza nei piccoli centri del Piemonte. Non è quello delle piazze vuote, ma quello delle serrande abbassate degli sportelli bancari. Un fenomeno che procede da anni e che oggi assume i contorni di una vera emergenza economica e sociale. La cosiddetta desertificazione bancaria continua infatti a restringere la presenza degli istituti di credito, lasciando cittadini e imprese sempre più lontani da un servizio essenziale.

A fotografare questa trasformazione è un’indagine della CNA, che colloca il Piemonte tra le regioni italiane più colpite. Oltre sei Comuni su dieci non dispongono più di una banca. Un dato che racconta una realtà fatta di chilometri da percorrere per effettuare un’operazione allo sportello, ma soprattutto di un rapporto sempre più fragile tra il sistema creditizio e il tessuto produttivo locale.

A pagare il prezzo più alto sono le piccole imprese, ossatura dell’economia piemontese. Per un artigiano, un commerciante o una piccola azienda, la filiale non rappresenta soltanto un luogo dove eseguire operazioni bancarie, ma un interlocutore con cui confrontarsi per ottenere credito, finanziare investimenti o affrontare momenti di difficoltà. Quando quello sportello chiude, viene meno anche un punto di riferimento che difficilmente può essere sostituito da un’app o da una consulenza telefonica.

La provincia di Torino è quella che evidenzia con maggiore forza il problema, con il numero più elevato di imprese localizzate in Comuni ormai privi di una banca. Ma il fenomeno interessa l’intera regione. Anche territori tradizionalmente ben serviti, come Cuneo e Asti, vedono progressivamente ridursi la copertura: gli sportelli restano concentrati nei centri maggiori, mentre i paesi più piccoli vengono progressivamente esclusi dalla rete bancaria.

Il risultato è un doppio divario. Da una parte quello geografico, che obbliga cittadini e imprenditori a spostamenti sempre più lunghi; dall’altra quello digitale, perché non tutti possono o vogliono affidarsi esclusivamente ai servizi online. Anziani, attività commerciali e imprese continuano ad avere bisogno di un contatto diretto con il proprio istituto di credito.

Per la CNA il rischio è che la razionalizzazione delle filiali finisca per impoverire ulteriormente territori già alle prese con spopolamento e riduzione dei servizi pubblici. La banca, infatti, non è soltanto un’attività economica: rappresenta un presidio che contribuisce alla vitalità di una comunità e sostiene lo sviluppo del sistema produttivo locale.

Da qui l’appello dell’associazione a istituzioni e operatori del credito affinché la modernizzazione del settore non si traduca in un progressivo abbandono delle aree periferiche. Perché se è inevitabile che il sistema bancario cambi, è altrettanto necessario evitare che l’innovazione lasci indietro interi territori.