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Anpas: prove di maxi emergenza all’Allianz Stadium

Si è svolta sabato 28 marzo, presso l’Allianz Stadium, un’importante esercitazione di maxiemergenza che ha coinvolto complessivamente 500 persone, tra operatori e figuranti, con l’obiettivo di testare e rafforzare la capacità di risposta in caso di incidenti maggiori durante eventi sportivi.

Nel dettaglio, la simulazione ha visto la partecipazione di 250 comparse, suddivise tra pubblico illeso e figuranti feriti, 150 steward dislocati nelle aree interessate e 100 operatori sanitari tra soccorritori Anpas, medici e infermieri. Sono state impiegate sei ambulanze, di cui tre dedicate al soccorso sanitario avanzato. Determinante anche il contributo dei truccatori specializzati, incaricati di ricreare realisticamente diverse tipologie di lesioni sui soggetti coinvolti.

Lo scenario ipotizzato ha riguardato un incidente causato da un movimento di massa non controllato all’interno del settore ospiti del primo anello, generato dall’esultanza per un goal. È stato simulato anche un intervento di emergenza in campo per un caso di arresto cardiaco.

L’esercitazione ha avuto come finalità principale quella di consolidare e migliorare i protocolli di gestione delle emergenze durante le partite di calcio disputate all’Allianz Stadium, verificando l’efficacia del coordinamento tra soccorso sanitario e steward. Particolare attenzione è stata posta sul lavoro di squadra e sull’integrazione operativa tra le diverse componenti.

All’evento hanno preso parte attiva anche i rappresentanti del Gruppo Operativo Sicurezza (GOS), a cui appartengono Polizia, Facilities Management Director di Juventus, Delegato per la Gestione dell’Evento di Juventus, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Responsabile Sanitario di Anpas. Questa giornata di formazione sul campo ha permesso di verificare con successo la sinergia tra tutti gli enti coinvolti nell’organizzazione e gestione dell’evento.

Lorenzo Odetto, medico anestesista rianimatore: «Questa simulazione ha avuto l’obiettivo di testare, in un contesto realistico, la capacità di risposta a una maxiemergenza con numerosi feriti, come può verificarsi in situazioni di grande affluenza. Grazie a essa è stato possibile verificare i tempi di intervento, il coordinamento tra le diverse componenti – sanitarie, di sicurezza e organizzative – e la capacità di gestione sul campo, dal triage all’evacuazione dei pazienti. Non si è trattato soltanto di un addestramento tecnico, ma di un momento fondamentale per migliorare la consapevolezza e la preparazione di tutte le parti impegnate, al fine di garantire una risposta efficace in caso di eventi reali.

Infine, la simulazione di intervento in caso di arresto cardiaco sul campo di gioco ha consentito ad anestesisti rianimatori, infermieri di area critica e soccorritori Anpas di migliorare la performance di un team chiamato a svolgere un intervento decisivo per la vita e la sua qualità».

Vincenzo Sciortino, presidente Anpas Piemonte: «Esercitazioni come questa rappresentano un passaggio imprescindibile per garantire standard elevati di sicurezza durante eventi che richiamano migliaia di persone. Il valore aggiunto risiede nella capacità di lavorare insieme, mettendo in rete competenze diverse e affinando procedure condivise. Per Anpas Piemonte significa continuare a investire nella formazione dei volontari e nella qualità del servizio, con l’obiettivo di assicurare risposte tempestive, efficaci e coordinate in ogni situazione di emergenza»

L’Anpas Comitato Regionale Piemonte garantisce l’assistenza sanitaria all’Allianz Stadium in modo continuativo dal 2014, in occasione delle partite di Serie A, Coppa Italia e competizioni UEFA, oltre alle eventuali amichevoli organizzate dalla Juventus Football Club. Anpas Piemonte assicura inoltre il servizio sanitario presso lo Juventus Museum durante i fine settimana e i giorni festivi, attraverso un’ambulanza di base con equipaggio di soccorritori.

L’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte Odv rappresenta 81 associazioni di volontariato con 17 sezioni distaccate, 11.066 volontari (di cui 4.542 donne), 5.069 soci, 796 dipendenti, di cui 94 amministrativi che, con 469 autoambulanze, 274 automezzi per il trasporto disabili, 248 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 2 imbarcazioni, svolgono annualmente 602.324 servizi, di cui 207.271 in emergenza-urgenza 118, con una percorrenza complessiva di 20.564.920 chilometri, di cui 4.865.399 chilometri riferiti all’emergenza-urgenza 118.

Pasqua solidale, 300 uova di cioccolato ai bimbi dell’Ospedale Regina Margherita

Torino, 28 marzo – Un gesto semplice ma carico di significato per portare un sorriso ai più piccoli: in occasione delle festività pasquali, le associazioni Solid ODV, Amici di Mirko ODV, Rinoceronti Rugby e Ardea APS, come già da diversi anni, hanno consegnato oltre 300 uova di Pasqua ai bambini ricoverati presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.

“Questa iniziativa nasce dalla volontà condivisa delle nostre quattro associazioni di essere concretamente vicine ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, offrendo un momento di gioia e leggerezza in un contesto delicato come quello ospedaliero pediatrico” – hanno dichiarato in una nota congiunta le associazioni – “le uova di Pasqua, simbolo di rinascita e speranza, rappresentano un segno tangibile di affetto e attenzione verso chi sta affrontando un percorso di cura e quanto sia importante fare rete per sostenere il territorio e, soprattutto, i più fragili. Anche un piccolo gesto può fare la differenza e regalare un sorriso a questi bambini non ha prezzo.”

“Ringraziamo tutti i volontari e i sostenitori che hanno reso possibile questa iniziativa donando uova o il loro tempo” – ha concluso la nota – “contribuendo a trasformare anche la Pasqua di questi piccoli eroi in un momento di festa!”

La storia di Damiano: in un solo anno dal trapianto di cuore alla Mezza Maratona di Torino

Tutto inizia proprio un anno fa. Era una corsa come tante altre. Dieci chilometri, il ritmo abituale, il respiro cadenzato. Poi, all’improvviso, un dolore al petto. Un segnale breve, apparentemente innocuo. Ma era l’inizio di qualcosa che avrebbe cambiato tutto. Nel giro di pochi giorni, le condizioni di Damiano, 49 anni, runner amatoriale, precipitano. La diagnosi è severa: miocardite fulminante a cellule giganti. Una malattia mortale perché il cuore non riesce più a sostenere il corpo ed il tempo diventa un fattore critico.

Trasferito d’urgenza all’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, Damiano attraversa le fasi più delicate del suo percorso: inizialmente seguito in Unità di Terapia Intensiva Coronarica (coordinata dal dottor Simone Frea della Cardiologia Universitaria del professor Gaetano Maria De Ferrari), viene quindi trasferito in Terapia Intensiva della Cardiochirurgia (coordinata dalla dottoressa Anna Trompeo di Anestesia e Rianimazione 1 del professor Luca Brazzi), dove le sue condizioni peggiorano rapidamente fino a richiedere il supporto con ECMO: una macchina che tiene in vita mentre l’équipe medica combatte contro il tempo. La situazione è estrema: viene inserito in lista trapianto in urgenza nazionale.

Eppure, anche nei momenti più difficili, Damiano non si arrende. Ancora allettato, collegato all’ECMO, comprende istintivamente che restare immobile non è un’opzione. Inizia a muoversi, a esercitare i muscoli, a sedersi, a provare a stare in piedi. Cade, si rialza, ci riprova. Ogni piccolo gesto è una sfida alla malattia, un passo verso la vita.

Dopo otto giorni di supporto con ECMO è arrivata la svolta: nella notte si è reso disponibile un cuore compatibile” — ricorda il professor Massimo Boffini, che ha eseguito l’intervento insieme alla dottoressa Erika Simonato — “le condizioni erano estremamente critiche, ma proprio in questi casi il trapianto rappresenta l’unica possibilità concreta di sopravvivenza. L’intervento è stato complesso, ma è andato bene ed ha permesso di dare a Damiano una nuova possibilità di vita.”

Il decorso post-operatorio prosegue per il meglio fino al trasferimento all’IRCCS Fondazione Maugeri di Veruno per la riabilitazione, sotto il controllo del dottor Massimo Pistono. Ma la vera sfida inizia dopo. La ripresa è lunga, impegnativa. Il corpo deve imparare di nuovo a muoversi, a fidarsi, a spingersi oltre. E Damiano non si ferma mai. Cammina, si allena, insiste. Torna al lavoro. Poi, un giorno, torna a correre. All’inizio pochi passi. Poi chilometri. Sempre di più. Damiano ha ripreso ad allenarsi anche insieme ad alcuni medici dell’équipe del professor Mauro Rinaldi, in particolare con il dottor Matteo Giunta.

Oggi, a un anno dal trapianto, Damiano si prepara a correre la Mezza Maratona di Torino, proprio il 19 aprile, in concomitanza con la Giornata Nazionale per la Donazione e il Trapianto di organi e tessuti 2026. Con lui correranno anche i medici delle Molinette per testimoniare tutti insieme come l’attività fisica sia uno strumento fondamentale per la salute. Con la sua storia Damiano testimonia la possibilità di tornare ad una vita normale dopo un trapianto, anche grazie allo sport. Si tratta di un traguardo importante per una persona che ha avuto la sua esperienza e conferma l’importanza dello sport a livello terapeutico.

 

Per me ritornare a correre e partecipare a questa gara” – dichiara Domenico – “significa chiudere il cerchio che si era aperto proprio un anno fa”.

Non è solo una gara: è un simbolo potente, un ringraziamento silenzioso, un messaggio che attraversa ogni chilometro, proprio quando festeggiamo il traguardo dei 1300 trapianti” – commenta il professor Mauro Rinaldi – “Il nostro Centro ha saputo evolversi nel tempo, segnando tappe importanti nella Medicina dei Trapianti sia a livello nazionale che internazionale”.

 

Ancora una volta il mio pensiero va a tutti i pazienti che vivono le loro fragilità all’interno dei nostri ospedali e a tutti gli operatori che li accolgono e li assistono in maniera amorevole. La storia di Damiano è davvero incredibile perchè in un solo anno, dopo un trapianto di cuore, è tornato ad una vita normale ed è ora pronto per affrontare la Mezza Maratona di Torino insieme ai nostri professionisti che lo hanno accolto e curato a 360° e che ora lo accompagnano in questo evento podistico” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Una storia di medicina, certo. Ma soprattutto una storia di volontà, di resilienza e del valore inestimabile della donazione. Perché a volte, per ricominciare, serve un cuore nuovo… e qualcuno che abbia scelto di donare.

Al Centro di Trapianto di Cuore e di Polmone dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretto dal professor Mauro Rinaldi, si celebra in questi giorni un traguardo storico: 1300 trapianti eseguiti dall’inizio dell’attività. Un numero che racconta esperienza, organizzazione e vite salvate. L’attività di trapianto cardiaco è iniziata nel 1990, mentre il primo trapianto di polmone è stato effettuato nel 1993. Da allora il Centro ha conosciuto una crescita costante, sia in termini di volumi sia per l’innovazione clinica e tecnologica introdotta nel corso degli anni. Dei 1300 totali, finora sono stati 800 i trapianti di cuore (dei quali 17 combinati) e 500 quelli di polmone (dei quali 169 polmone singolo, 313 polmone doppio e 18 combinati).

L’attività del Centro ha consolidato posizioni di rilievo nel panorama nazionale del trapianto cardiaco e del trapianto polmonare, distinguendosi per risultati clinici, complessità dei casi trattati e sviluppo di programmi innovativi, come ad esempio i trapianti multiorgano (cuore – polmoni, cuore – fegato, etc…).

Un ulteriore contributo a questi risultati deriva dalla collaborazione tra Fondazione DOT – Donazione Organi Trapianti (ente non profit fondato dalla Città della Salute, Città di Torino, Regione Piemonte, Università e Politecnico, che promuove la ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e la cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule) e Reale Foundation, la Fondazione Corporate di Reale Group, impegnata nel sostegno a iniziative ad alto impatto sociale, in linea con i valori mutualistici del Gruppo e con una visione di sviluppo sostenibile e inclusivo.

La collaborazione tra le due organizzazioni si concretizza nel progetto triennale ITT – InnovaTrapianto a Torino, che mira a rafforzare l’eccellenza della medicina dei trapianti attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate a supporto dei centri trapianto di Città della Salute.

Nel 2025 il progetto ha consentito di dotare il Centro Trapianti di Cuore e Polmone di nuove strumentazioni: un ecografo di ultima generazione Esaote MyLab X8 e XP per il monitoraggio dei pazienti immunodepressi dopo il trapianto e 9 kit del sistema PerTravel per il trasporto avanzato degli organi (cuore).

Torino e’ una citta’ vecchia. Solitudine e squilibrio demografico

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I quartieri piu’ anziani: Borgo Po, Mirafiori e Pozzo Strada.

Torino è oggi una delle città più anziane d’Italia. I dati dell’ISTAT parlano chiaro: l’età media supera i 48 anni e oltre il 26 per cento dei residenti ha più di 65 anni. Un primato che non resta confinato alle statistiche, ma si riflette nella vita quotidiana, nei ritmi della città, nel modo in cui gli spazi vengono vissuti e attraversati.Molti anziani vivono soli con la speranza di restare autonomi; abitano in case grandi, pensate per famiglie che nel tempo si sono ridotte o scomparse. Oltre alla povertà economica, a pesare è la solitudine: una condizione diffusa e silenziosa che raramente diventa emergenza, ma che segna profondamente la qualità della vita. A Torino la solitudine è diventata una delle forme più diffuse di fragilità urbana.

Molti anziani conducono una vita ordinata e autonoma, ma con relazioni sempre più ridotte. Il quartiere, un tempo rete di conoscenze e vicinanza, si è progressivamente assottigliato. Le giornate scorrono tra casa, piccoli acquisti e qualche visita medica. Non è un isolamento drammatico, ma una solitudine lenta e quotidiana. Questo invecchiamento non è casuale, e’ il risultato di una storia lunga: Torino è stata città industriale, città del lavoro stabile, della permanenza.

Chi oggi è anziano ha spesso vissuto tutta la propria vita nello stesso quartiere, nello stesso palazzo: le radici sono profonde. I giovani, invece, arrivano per studiare o per le prime esperienze lavorative, ma difficilmente restano a lungo. La città forma competenze, ma fatica a trattenere le nuove generazioni. Il risultato è uno squilibrio demografico che tende a crescere nel tempo. Accanto a questa Torino anziana esiste però una città giovane e temporanea, migliaia di studenti arrivano ogni anno nelle università cittadine e si concentrano soprattutto in quartieri come San Salvario, Vanchiglia o Aurora. La loro presenza porta movimento, nuovi locali, affitti brevi, ma raramente si trasforma in radicamento stabile.

È una vitalità che anima i quartieri, ma che spesso resta di passaggio. Da un punto di vista territoriale, dunque, Torino non invecchia in modo uniforme: alcuni quartieri presentano una popolazione molto anziana, con un ricambio quasi assente. È il caso delle zone residenziali storiche come la collina torinese, Borgo Po, Mirafiori e alcune aree di San Paolo e Pozzo Strada, dove vivono soprattutto famiglie di lunga data e pensionati. In questi quartieri la città appare più ferma, i cambiamenti più lenti, le relazioni spesso consolidate ma ristrette. Ne emerge una Torino divisa anche per età, dove l’invecchiamento segue linee geografiche precise e contribuisce a creare città diverse dentro la stessa città. In questo equilibrio fragile svolge un ruolo importante anche il lavoro di cura.

In molte case torinesi l’assistenza agli anziani è affidata a donne straniere, soprattutto dell’Est Europa e dell’America Latina. Le badanti, infatti, sono diventate una presenza quotidiana insostituibile nei condomini e nei quartieri, svolgono, infatti, un ruolo fondamentale nel mantenere l’autonomia delle persone anziane, ma restano spesso invisibili nel racconto pubblico della città. Questa situazione pone una sfida importante.

Da un lato aumentano i bisogni di assistenza, di servizi di prossimità e di politiche per la non autosufficienza. Dall’altro, il rischio è quello di una città sempre più statica, poco attrattiva per chi è giovane. Eppure gli anziani non sono soltanto un problema da gestire, rappresentano, al contrario, una risorsa: tempo, esperienza, memoria, presenza nei quartieri. La vera questione è se Torino saprà trasformare il proprio invecchiamento in un progetto di città più solidale e inclusiva, oppure se continuerà semplicemente a invecchiare, lentamente, in silenzio.

Di Maria La Barbera

Violenza sessuale su studenti: insegnante indagato

Violenza sessuale aggravata e reiterata ai danni di studenti: è questa l’accusa rivolta a un insegnante in servizio nel Novarese.

I carabinieri della Tenenza di Borgomanero hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare, disposta dal GIP del Tribunale di Novara, che prevede la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio nei confronti del docente, in servizio presso un istituto superiore della provincia.

Domenica 29 marzo si corre la Deejay Ten. Previste modifiche viabili

Domenica 29 marzo torna a Torino la Deejay Ten, gara podistica non agonistica organizzata dall’emittente radiofonica Radio Deejay. Saranno due i percorsi possibili, da 10 km e da 5 km con partenza e arrivo in piazza Castello, dove sarà allestito anche il Deejay Village (lato Prefettura).
PERCORSI

Percorso da 10 km con partenza alle 9,30
Via Pietro Micca (PARTENZA all’angolo con piazza Castello), piazza Castello, viale 1° Maggio, viale dei Partigiani, corso San Maurizio (km 1), via Giovanni Francesco Napione (km 2), corso Regina Margherita, piazzale Regina Margherita, Lungo Po Alessandro Antonelli (km 3,4), Ponte Sassi, piazza Alberto Pasini, corso Casale (km 5,6,7), Ponte Vittorio Emanuele I, Murazzi del Po Gipo Farassino (km 8), corso Cairoli, Lungo Po Armando Diaz (km 9), piazza Vittorio Veneto, via Po, piazza Castello (ARRIVO).

Percorso da 5 km con partenza alle 9,40
Via Pietro Micca (PARTENZA all’angolo con piazza Castello), piazza Castello, viale 1° Maggio, Rondò Rivella, corso San Maurizio (km 1), via Giovanni Francesco Napione (km 2), corso Regina Margherita, Lungo Po Niccolò Machiavelli, Murazzi del Po Ferdinando Buscaglione (km 3), piazza Vittorio Veneto, via Po (km 4), piazza Castello (ARRIVO).

DIVIETI DI TRANSITO

Il divieto di transito è previsto per tutte le categorie di veicoli con l’eccezione per i veicoli delle Forze di Polizia, della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco, del 118 e dell’organizzazione specificatamente dalla stessa autorizzati, su tutto il percorso della Deejay Ten (10 Km) e della Deejay Five (5 Km) dalle 8.45 sino a cessate esigenze.

Divieto di transito veicolare dalle 4 alle 14 e comunque sino a cessate esigenze anche in piazza Castello, per tutto il piano viabile, compresa la corsia riservata GTT e in via Viotti, via Monte di Pietà tra via Viotti e via XX Settembre, via Barbaroux tra via Pietro Micca e via XX Settembre e via Pietro Micca tra via XX Settembre e piazza Castello.

STRADE CHIUSE
  • Corso Regina Margherita tratto Vanchiglia – Ponte in direzione fiume Po;
  • Corso Tortona tratto Belgio – Ponte Regina Margherita in direzione fiume Po;
  • Corso Casale tratto Pasini – Gran Madre in direzione Moncalieri;
  • Corso Casale tratto Aurelio – Borromini entrambe le direzioni;
  • Corso Cairoli in direzione Piazza Vittorio Veneto.

La chiusura avverrà in concomitanza con la chiusura dei percorsi e fino a cessate esigenze.

DIVIETI DI SOSTA

Divieti di sosta con rimozione forzata per tutte le categorie di veicoli in: dalle 7 di giovedì 26 marzo alle 19 di domenica 29 marzo in piazza Castello, area allestimenti, piazzale pedonale; dalle 7.30 del 26 marzo alle 14 del 29 marzo in corso San Maurizio, lato nord della carreggiata laterale sud e area di sosta su banchina alberata del controviale del tratto Rondò Rivella e viale di Partigiani; dalle 7 del 28 marzo alle 14 del 29 marzo in piazza Castello, area pedonale fronte Galleria Subalpina e sulla banchina del Teatro Regio; dalle 20 del 28 marzo fino a cessate esigenze del 29 marzo in corso Casale 195, area parcheggio Parrocchia Madonna del Pilone, tratto lato carreggiata; dalle 00.30 alle 14 del 29 marzo in: piazza Castello, carreggiata sud, tratto Roma-Po; corso San Maurizio, lato sud del controviale sud tratto Rondò Rivella e viale dei Partigiani; viale Primo Maggio; viale Partigiani, ambo i lati; lungo Po Macchiavelli, tutto; piazza Pasini, carreggiata laterale sud da ponte di Sassi a corso Casale comprese aree di sosta al di fuori della carreggiata lato sud e lato fiume Po; dalle 00.30 del 29 marzo fino a cessate esigenze, divieto di sosta (rimoz. Forzata) anche in corso Casale, ambo i lati tratto da piazza Marco Aurelio a piazza Borromini;

PONTI CHIUSI

Dalle 9 a dopo le 11 e comunque sino a cessate esigenze:

  • Ponte Regina Margherita;
  • Ponte Sassi in direzione collina;
  • Ponte Vittorio Emanuele I (Gran Madre).
PONTI APERTI
  • Ponte Umberto I;
  • Ponte Isabella;
  • Ponte Balbis;
  • Ponte Sassi (in direzione corso Belgio).
PARCHEGGI

Interrato via Roma
Il 29 marzo chiusi gli ingressi su piazza Castello (dalle 6) e uscita su via Viotti (dalle 4), sino a cessate esigenze.

AREE TAXI

Area di piazza Castello fronte Galleria Subalpina: sospensione dalle 7 del 28 marzo fino a cessate esigenze del 29 marzo; area di piazza Castello/via Pietro Micca: sospensione dalle 4 alle 14 e fino a cessate esigenze del 29 marzo.

TRASPORTO PUBBLICO

I percorsi di alcuni mezzi di trasporto pubblico transitanti nelle aree interessate dalla manifestazione subiranno deviazioni. Per dettagli sulle linee deviate è possibile consultare il sito internet di GTT: https://www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/12572-manifestazioni-podistiche-deejay-ten-e-deejay-five-variazioni-linee-domenica-29-marzo

È sospesa la via riservata ai mezzi pubblici in via XX Settembre, tra via Pietro Micca e corso Regina Margherita dalle 8,45 alle 12 del 29 marzo e fino a cessate esigenze.

DIVIETO DI VENDITA E DETENZIONE CIBI E BEVANDE IN CONTENITORI IN VETRO O METALLO

Dalle 6 di domenica 29 marzo e sino a cessate esigenze, sarà vietata la vendita, la cessione a qualsiasi titolo, anche da distributori automatici, il consumo e la detenzione in luogo pubblico di cibi e bevande contenuti in contenitori che possano costituire pericolo per la pubblica incolumità nell’intera area di piazza Castello.

TorinoClick

Donna di 27 anni trovata morta mentre era in casa con i bambini

A Torino una donna di 27 anni, originaria della Nigeria, è stata trovata morta nella sua abitazione in via Masserano, parrebbe per cause naturali. La giovane lascia due figli, di 5 e 7 anni.

L’allarme è stato dato dal compagno. L’uomo non rientrava a casa da alcuni giorni. Insospettito da una telefonata, durante la quale uno dei bambini gli avrebbe riferito che la madre “dormiva da tanto tempo”, l’uomo ha subito temuto il peggio, facendo scattare i soccorsi.

Torino: Torna il Sicilia Express, destinazione Siracusa e Palermo

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Sono disponibili da oggi, sabato 28 marzo, i biglietti del Sicilia Express. Il treno, realizzato grazie alla collaborazione tra FS Treni Turistici Italiani (Gruppo FS) e l’Assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Siciliana, collegherà Torino alla Sicilia giovedì 2 aprile, con ritorno previsto per martedì 7 aprile.

Chi sceglierà di viaggiare con il Sicilia Express potrà optare per il servizio cuccette o per posti a sedere in comodi scompartimenti, a partire da 29,90 euro per la tratta da Torino a Palermo o Siracusa e a partire da 24,90 euro da Salerno fino alle due città siciliane.

Il Sicilia Express di Pasqua partirà martedì 2 aprile da Torino Porta Nuova alle ore 11:50 ed effettuerà fermate di sola salita a Milano Lambrate (14:16), Parma (15:36), Modena (16:01), Bologna Centrale (16:29), Firenze Santa Maria Novella (17:39), Roma Tiburtina (22:29) e Salerno (02:02). Dopo l’attraversamento dello Stretto, il convoglio fermerà a Messina (08:40) e si dividerà in due sezioni: quella diretta a Siracusa proseguirà verso Taormina (10:11), Giarre-Riposto (10:34), Acireale (10:47), Catania Centrale (11:07), Lentini (11:40) e Augusta (12:04), con arrivo a Siracusa alle 12:30; la sezione diretta a Palermo toccherà invece Milazzo (09:07), Capo d’Orlando (09:48), Santo Stefano di Camastra (10:23), Cefalù (10:51), Termini Imerese (11:15) e Bagheria (11:19), con arrivo nel capoluogo siciliano alle 12:05.

Martedì 7 aprile la partenza da Palermo sarà alle ore 12:45, il treno poi effettuerà fermate intermedie a Bagheria (12:57), Termini Imerese (13:29), Cefalù (13:58), S. Stefano di Camastra (14:36), Capo d’Orlando (15:25), Capo d’Orlando (15:25) con arrivo a Messina alle ore 17:05. La sezione proveniente da Siracusa partirà alle 13:55 con fermate ad Augusta (14:14), Lentini (14:34), Catania Centrale (14:59), Acireale (15:17), Giarre Riposto (15:31), Alcantara (15:40), Taormina (15:50) e Messina (17:10). Una volta superato lo Stretto, il Sicilia Express effettuerà fermate di sola discesa a Salerno (00:31), Roma Tiburtina (3:36), Firenze SMN (7:41), Bologna Centrale (09:34), Modena (10:03), Parma (10:48), Milano Lambrate (12:30) per arrivare a Torino Porta Nuova alle 14:40.

I titoli di viaggio potranno essere acquistati sul sito www.fstrenituristici.it e su tutti i canali di vendita Trenitalia, inclusi l’app Trenitalia, le biglietterie di stazione, i distributori self-service e le agenzie di viaggio convenzionate.

Per ulteriori dettagli e aggiornamenti, si invita a consultare il sito ufficiale di FS Treni Turistici Italiani.

Fondo assistenza Polizia, consegnate le uova pasquali

Il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, in qualità di Presidente del Fondo Assistenza per il personale della Polizia di Stato, ha inviato alle articolazioni sul territorio un dono pasquale per i figli dei dipendenti inseriti nel piano assistenza continuativa del Fondo Assistenza per il personale della Polizia di Stato “Marco Valerio”.

Questa mattina, il Questore di Torino Massimo Gambino ha consegnato alle famiglie le uova artigianali inviate dal Presidente del Fondo Assistenza per il personale della Polizia di Stato.

Un piccolo segno di attenzione e di sostegno nei confronti di chi affronta con coraggio le difficoltà della quotidianità, da parte di una comunità attenta ai valori più autentici.

La consegna delle uova è stata l’occasione di un momento di vicinanza e convivialità per salutare i dipendenti della Polizia di Stato, i loro i figli e i familiari invitati.