CRONACA- Pagina 3

Visita del Partito Radicale nel carcere di Torino

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SOVRAFFOLLAMENTO, CARENZA DI AGENTI, CRITICITÀ STRUTTURALI

Nell’ambito delle visite in carcere del Partito Radicale organizzate in tutta Italia, questa mattina si è svolta la visita della delegazione del Partito Radicale al carcere di Torino, composta da Mario Barbaro (componente del Consiglio Generale), On. Alberto Nigra (parlamentare della XIV legislatura) ed Ezio Dore.

Mario Barbaro al termine della visita della delegazione: ““Nulla di particolarmente incoraggiante rispetto alle visite precedenti. Oggi da più parti si parla di ‘emergenza carceri’, ma non è un’emergenza: è una situazione fuori legge, stabile e documentata. Lo denunciamo da tempo, e le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo lo confermano. Con il Partito Radicale abbiamo più volte provato ad affrontare le cause strutturali, con proposte di legge e iniziative referendarie. Sono rimaste senza risposta. I numeri parlano da soli: oltre 1.500 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di poco più di 1.000 posti, e una carenza di circa 200 agenti rispetto alla pianta organica. A questo si aggiungono le criticità strutturali dell’istituto. Non serve immaginare nulla: questa è la realtà quotidiana.”

Alberto Nigra commenta:
“Sconforta constatare come passino gli anni, i governi e i ministri della Giustizia e non si riesca mai ad ottenere un miglioramento della situazione, a Torino così come nella maggior parte dei nostri istituti di pena.
Se il carcere deve essere punitivo per i reati commessi o di cui si è accusati l’obiettivo é pienamente raggiunto, tanto più quando le temperature esterne arroventano gli ambienti interni sovraffollati, se invece la pena deve avere un valore rieducativo e di reinserimento nella società, come previsto da Costituzione, allora bisogna prendere atto del totale fallimento di questo principio, che nulla c’entra con la certezza della pena.
Si noti che solo l’abnegazione, con la quale la maggior parte del personale in servizio, svolge i propri compiti, mitiga e affievolisce i rischi di una tensione che in momenti di condizioni estreme, come quelle di un’estate eccezionalmente calda, potrebbe esplodere in qualunque momento.
La politica italiana, con rare eccezioni, si occupa di un detenuto solo se eccellente e strumentalizzabile, visita le carceri solo quando é certa che all’esterno vi siano telecamere e media, altrimenti dimentica e rimuove un problema imprescindibile per uno stato civile, di diritto e di civiltà.”

Esodo estivo, traffico intenso anche in Piemonte: nel weekend ridotti i cantieri e rafforzati i controlli

Secondo fine settimana dell’esodo estivo e circolazione destinata ad aumentare sensibilmente anche in Piemonte, dove le principali direttrici verso la Liguria, la Valle d’Aosta e i laghi registreranno un forte incremento dei flussi. Le tratte autostradali Torino-Savona, Torino-Bardonecchia, Torino-Aosta e le principali statali di collegamento con le località turistiche saranno tra le più frequentate, in un fine settimana che rappresenta uno dei momenti di maggiore mobilità dell’intera estate.

Su scala nazionale, le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas prevedono oltre 26 milioni di spostamenti tra ieri e domenica 2 agosto lungo la rete di competenza dell’azienda. Per agevolare la circolazione sono stati sospesi o chiusi 1.175 cantieri, pari all’83% dei 1.414 attualmente presenti sulla rete, misura che resterà in vigore fino al 7 settembre.

Per fronteggiare il previsto aumento del traffico, Anas ha inoltre rafforzato il presidio operativo con circa 2.500 addetti tra personale tecnico, operatori delle sale operative territoriali e della Sala Situazioni Nazionale.

L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, richiama gli automobilisti alla massima prudenza: nelle giornate contrassegnate dal bollino nero, spiega, è fondamentale programmare il viaggio in anticipo, verificare le condizioni del mezzo, consultare meteo e traffico e adottare comportamenti responsabili alla guida. Il rispetto dei limiti di velocità, della distanza di sicurezza, l’assenza di distrazioni e soste regolari durante i tragitti più lunghi rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di incidenti.

Secondo le previsioni di Viabilità Italia, la mattinata di sabato 1° agosto sarà caratterizzata dal bollino nero, mentre è previsto il bollino rosso nei pomeriggi di venerdì, sabato e domenica. Le partenze interesseranno soprattutto gli spostamenti dai grandi centri urbani verso le località di vacanza, mentre domenica pomeriggio è atteso il tradizionale flusso di rientro.

Anche il traffico commerciale subirà limitazioni. Il divieto di circolazione per i mezzi pesanti sarà in vigore venerdì dalle 16 alle 22, sabato dalle 8 alle 22 e domenica dalle 7 alle 22.

Tra gli itinerari che potrebbero registrare i maggiori volumi di traffico figurano le principali direttrici turistiche nazionali, dalle arterie verso il Sud Italia alle strade che conducono alle località balneari e montane del Nord, comprese la SS36 del Lago di Como, la SS26 della Valle d’Aosta e le direttrici verso i valichi di confine.

I consigli per partire in sicurezza

In vista del weekend di maggiore affluenza, Anas invita gli automobilisti ad adottare alcune semplici precauzioni:

  • controllare lo stato del veicolo, con particolare attenzione a pneumatici, luci e livelli dei liquidi;
  • consultare le previsioni meteo e la situazione del traffico prima della partenza;
  • portare con sé una scorta d’acqua, soprattutto in caso di temperature elevate;
  • evitare di mettersi alla guida dopo aver assunto alcol o sostanze stupefacenti;
  • utilizzare sempre le cinture di sicurezza e i dispositivi di ritenuta per i bambini;
  • rispettare i limiti di velocità e mantenere un’adeguata distanza di sicurezza;
  • fermarsi nelle aree di servizio ai primi segnali di stanchezza;
  • non utilizzare lo smartphone o altri dispositivi che possano distrarre durante la guida.

Per restare aggiornati sulle condizioni della viabilità sono disponibili i servizi di infomobilità di Anas, l’app “VAI”, il numero verde dedicato, il portale CCISS e i bollettini trasmessi dalle principali emittenti radiofoniche nazionali.

Anas ricorda infine le campagne di sensibilizzazione dedicate alla sicurezza stradale “Quando guidi, Guida e Basta” e alla prevenzione degli incendi “La strada non è un posacenere”, con l’obiettivo di favorire una mobilità più sicura e responsabile durante tutta l’estate.

Sequestrati smartphone in carcere

 

Nuovo importante risultato operativo della Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, dove nella giornata di oggi il personale in servizio ha sequestrato due telefoni cellulari illecitamente detenuti da alcuni ristretti.

A darne notizia sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Vicente Santilli, segretario regionale del SAPPE per il Piemonte, che esprimono il loro plauso agli agenti protagonisti dell’operazione.

Nel corso di un controllo effettuato intorno alle ore 15.10 presso la V Sezione del Padiglione B, il personale di Polizia Penitenziaria ha notato l’atteggiamento sospetto di un detenuto di nazionalità marocchina che cercava di occultare un oggetto all’interno degli indumenti. Invitato a consegnare quanto nascosto, il ristretto estraeva spontaneamente uno smartphone.

L’attività di controllo è poi proseguita con un’accurata perquisizione in un’altra camera detentiva della stessa sezione, occupata da due detenuti stranieri, dove gli agenti hanno rinvenuto un secondo telefono cellulare abilmente occultato all’interno di un armadietto.

«Rivolgiamo il nostro sincero apprezzamento al personale di Polizia Penitenziaria della Casa circondariale di Torino – dichiarano Capece e Santilli – che ancora una volta ha dato prova di elevata professionalità, attenzione, intuito investigativo e assoluto senso del dovere. Il ritrovamento di due smartphone rappresenta un risultato di grande rilievo sotto il profilo della sicurezza, perché è ormai noto che questi dispositivi vengono utilizzati per mantenere contatti con l’esterno, impartire ordini, organizzare traffici illeciti, introdurre droga e telefoni negli istituti e, in alcuni casi, continuare a delinquere anche dal carcere».

Il SAPPE evidenzia come l’operazione assuma un valore ancora maggiore alla luce delle croniche difficoltà in cui il Corpo è chiamato ad operare.

«Nonostante una grave carenza di organico, turni sempre più pesanti e una popolazione detenuta in costante crescita, le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria continuano a garantire, con sacrificio e competenza, la sicurezza degli istituti penitenziari italiani. È grazie alla loro presenza costante e alla loro capacità di osservazione che vengono quotidianamente intercettati telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e altri oggetti vietati destinati ad alimentare circuiti criminali all’interno delle carceri».

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria rinnova infine la richiesta al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia affinché vengano potenziati gli organici, rafforzati i sistemi tecnologici di contrasto all’introduzione illecita di telefoni cellulari – a partire dai jammer e dagli strumenti di rilevazione – e assicurati maggiori investimenti per consentire al Corpo di svolgere con sempre maggiore efficacia la propria delicata missione istituzionale.

«Il lavoro svolto oggi a Torino dimostra ancora una volta che la Polizia Penitenziaria rappresenta il principale baluardo della legalità all’interno delle carceri. A tutto il personale in servizio va il ringraziamento e il plauso del SAPPE per l’impegno quotidiano profuso al servizio dello Stato».

(comunicato stampa SAPPE)

Grazie all’Apple Watch recupera lo zaino rubato e fa arrestare il ladro

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi, nel quartiere Aurora di Torino, un cittadino marocchino di 27 anni destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Cuneo, che aveva disposto l’aggravamento della misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Avigliana cui l’uomo era sottoposto. Il 27enne è stato, inoltre, denunciato per il reato di ricettazione.
L’intervento è scattato a seguito della segnalazione giunta alla Centrale Operativa da parte di un cittadino italiano che, grazie al sistema di geolocalizzazione del proprio Apple Watch, era riuscito a individuare la posizione dell’orologio, custodito all’interno del suo zaino, asportato poco prima dalla sua autovettura in sosta presso un centro commerciale di Settimo Torinese.
Gli agenti del Commissariato di P.S. “Dora Vanchiglia” hanno individuato un uomo corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima, con uno zaino successivamente riconosciuto come quello rubato. Sottoposto a perquisizione personale, il 27enne è stato trovato in possesso dello zaino rubato e dell’intera refurtiva, composta da un Apple Watch, un paio di scarpe, degli occhiali da sole, due magliette, un impermeabile e una torcia da trekking, beni che sono stati restituiti al legittimo proprietario.
Accompagnato in Questura per gli accertamenti di rito, è emersa a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Cuneo, conseguente all’aggravamento della misura cautelare precedentemente applicata.
Al termine delle attività, il 27enne è stato arrestato in esecuzione del provvedimento restrittivo ed è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per ricettazione.

Sistema educativo 0-6, siglato accordo

Tra Regione, Ufficio scolastico regionale, ANCI Piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo

Sottoscritto un accordo di collaborazione tra Regione Piemonte, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, ANCI Piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo per sostenere lo sviluppo del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni. L’intesa resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027 e punta a favorire il coordinamento tra istituzioni, scuole, Comuni e altri soggetti coinvolti nella gestione dei servizi educativi per l’infanzia.

L’accordo prevede una serie di iniziative rivolte in particolare alla formazione del personale e al rafforzamento della rete territoriale, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione del sistema educativo 0-6 e supportare gli enti locali nell’esercizio delle competenze previste dalla normativa regionale.

Tra le prime attività in programma figurano percorsi di alta formazione destinati ai Coordinatori dei Coordinamenti pedagogici territoriali, figure chiamate a coordinare la rete dei servizi educativi sui territori. Sono inoltre previsti interventi di accompagnamento rivolti ai Comuni per il trasferimento delle competenze in materia di autorizzazione, accreditamento e vigilanza dei servizi educativi per la fascia 0-3.

L’intesa comprende anche iniziative di ricerca e monitoraggio delle esperienze sviluppate negli ultimi anni, comprese quelle finanziate attraverso il PNRR, oltre a momenti di formazione congiunta rivolti agli operatori del settore, con l’intento di favorire il raccordo tra i servizi educativi e la scuola dell’infanzia.

Per seguire l’attuazione del programma sarà istituita una Cabina di regia coordinata dalla Regione Piemonte, con compiti di indirizzo, monitoraggio e valutazione delle attività previste.

«L’educazione non comincia il primo giorno di scuola, ma fin dai primi anni di vita. È in quella fase che si costruiscono le basi del futuro di ogni bambino e, insieme, della nostra società. Per questo abbiamo scelto di investire prima di tutto nelle competenze di chi ogni giorno lavora nei servizi educativi. Questo accordo rappresenta un cambio di passo: il suo punto di forza è il supporto concreto che offre nel guidare e accompagnare i Comuni verso la piena presa in carico delle competenze in materia di autorizzazione, vigilanza e accreditamento dei servizi 0-3. Si tratta di una funzione prevista dalla legge, essenziale per rendere i Comuni il punto di riferimento diretto per le comunità locali e garantire una gestione diretta e consapevole di servizi che operano sul proprio territorio», dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

Il presidente di ANCI Piemonte, Davide Gilardino, sottolinea il ruolo dell’accordo nel supportare gli enti locali, in particolare quelli di dimensioni più ridotte: «È un accordo che parte da un bisogno concreto dei nostri Comuni, in particolare di quelli più piccoli, che si trovano ad affrontare da soli il passaggio delle competenze autorizzatorie, di accreditamento e vigilanza sui servizi 0-3. Grazie a questa intesa i Comuni potranno contare su un supporto stabile e su percorsi di formazione mirati per chi lavora ogni giorno accanto ai bambini. Investire sulla qualità dei servizi educativi significa investire sul futuro dei nostri territori, con una governance che mette finalmente a sistema Regione, scuola e Comuni».

Per la Fondazione Compagnia di San Paolo, il presidente Marco Gilli evidenzia il valore della collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti: «Sostenere l’educazione fin dalla prima infanzia significa costruire – da oggi – le condizioni per il pieno sviluppo dei bambini e delle bambine e, al contempo, favorire la capacità delle comunità di costruire il proprio futuro. Per questo crediamo che il rafforzamento del sistema integrato 0-6 passi innanzitutto dalla crescita delle competenze di chi ogni giorno opera per costruire una governance condivisa attraverso l’integrazione dei servizi e delle opportunità per la prima infanzia, con attenzione a ridurre le barriere di accesso e le diseguaglianze educative. La formazione continua e la ricerca educativa sono strumenti essenziali per condividere conoscenze, sperimentare innovazione e, a partire dalle evidenze, trasformare le esperienze in un patrimonio comune. Questo Accordo – sottolinea Marco Gilli, Presidente Fondazione Compagnia di San Paolo – si inserisce in una visione pienamente coerente con l’impegno della Fondazione Compagnia di San Paolo che, attraverso Città dell’Educazione, promuove ecosistemi educativi capaci di garantire qualità e pari opportunità fin dai primi anni di vita e con Next Generation Schools ha accompagnato i territori piemontesi e liguri affiancando gli investimenti del PNRR con percorsi di apprendimento condiviso, innovazione di processi e di pratiche, sviluppo duraturo delle comunità educanti».

Secondo l’Ufficio scolastico regionale, l’accordo rappresenta uno strumento per consolidare il raccordo tra i servizi per la prima infanzia e la scuola dell’infanzia.

«Per l’USR per il Piemonte il rafforzamento del Sistema integrato 0-6 rappresenta una priorità strategica in quanto la continuità educativa tra i servizi per la prima infanzia e la scuola dell’infanzia costituisce una condizione imprescindibile per garantire a tutte le bambine e a tutti i bambini percorsi di crescita inclusivi e di qualità, riducendo gli svantaggi culturali e sociali già dalla primissima infanzia, e sostenendo il ruolo educativo delle famiglie», afferma Stefano Suraniti, direttore dell’USR Piemonte.

«L’Ufficio Scolastico Regionale metterà a disposizione le competenze maturate negli ultimi anni nella promozione del Sistema integrato 0-6, contribuendo alla progettazione dei percorsi formativi, alla valorizzazione delle esperienze sviluppate nelle scuole e nei territori e alla diffusione di una cultura della qualità, della ricerca e del miglioramento continuo. Siamo convinti che solo attraverso un’alleanza istituzionale solida, fondata sulla collaborazione e sulla condivisione delle responsabilità, sia possibile costruire un sistema educativo sempre più innovativo, inclusivo e orientato al benessere e allo sviluppo delle nuove generazioni», conclude Suraniti.

Il Po a Torino soffoca nel caldo e continua l’emergenza alghe

In numerosi tratti del fiume Po a Torino la superficie è invasa da estese formazioni di vegetazione acquatica che rallentano il corso dell’acqua e modificano profondamente il paesaggio. E’ uno dei simboli negativi di una stagione segnata da temperature elevate e scarsissime precipitazioni.

Per contenere il fenomeno sono stati effettuati interventi di rimozione meccanica nei tratti più interessati del Po cittadino. Le operazioni sono state pianificate cercando di limitare il rischio che frammenti delle piante rimanessero in acqua, poiché molte specie invasive sono in grado di riprodursi proprio a partire da piccole porzioni del fusto. Per questo motivo il materiale recuperato è stato raccolto e trasferito a terra per il successivo smaltimento.

La crescita anomala delle piante acquatiche è favorita  dalla combinazione tra caldo intenso e ridotta portata del fiume. Quando il livello dell’acqua diminuisce e la corrente perde velocità, le condizioni diventano ideali per uno sviluppo molto rapido della vegetazione. Si tratta di una situazione che negli ultimi anni si è ripresentata con una certa regolarità, ma che nel 2026 ha assunto dimensioni particolarmente evidenti già all’inizio dell’estate.

Nonostante gli interventi, il caldo persistente di luglio ha favorito una nuova e rapida espansione della vegetazione. In diversi punti del fiume le piante sono tornate a occupare ampie superfici, creando disagi soprattutto alle attività nautiche. I circoli remieri e le società sportive hanno dovuto fare i conti con percorsi più difficili da affrontare, mentre alcune imbarcazioni hanno riscontrato problemi dovuti alla vegetazione che si impiglia nelle eliche.

Tra le specie maggiormente diffuse figura anche Elodea nuttallii, una pianta acquatica originaria del Nord America che da tempo si è insediata in numerosi corsi d’acqua italiani. La sua straordinaria capacità di propagarsi rende particolarmente complesso il controllo della sua diffusione, soprattutto durante le estati più calde e in presenza di acque poco profonde.

Il caso del Po rappresenta anche un indicatore degli effetti che il cambiamento climatico sta producendo sui grandi corsi d’acqua del Nord Italia. Estati sempre più lunghe, ondate di calore frequenti e periodi di siccità prolungata modificano infatti le condizioni ambientali, favorendo fenomeni che fino a pochi anni fa erano molto meno estesi.

Per questo motivo il contenimento della vegetazione acquatica non può limitarsi a interventi occasionali durante l’estate. Sempre più spesso tecnici e amministratori sottolineano la necessità di una gestione programmata, con monitoraggi costanti e operazioni preventive già nei mesi primaverili, quando la crescita delle piante è ancora limitata e più facilmente controllabile.

Gli specialisti ricordano però che la presenza di questa vegetazione non è necessariamente sinonimo di inquinamento. La proliferazione dipende soprattutto dalle condizioni climatiche e idrologiche. Tuttavia, quando la crescita diventa eccessiva, possono verificarsi alterazioni dell’equilibrio dell’ecosistema fluviale, con effetti sulla circolazione dell’acqua, sull’ossigenazione e sulle attività che si svolgono lungo il fiume.

Incidente in scooter: muore una donna, grave il conducente

Il drammatico incidente, avvenuto nella tarda serata di giovedì 30 luglio lungo la Strada Provinciale tra Bagnolo Piemonte e la località di Montoso, è costato la vita a una donna di 66 anni e ha provocato il grave ferimento del conducente dello scooter.

La vittima, residente nel Pinerolese, viaggiava come passeggera a bordo di uno scooter di grossa cilindrata. Alla guida del mezzo si trovava un uomo di 62 anni, anch’egli residente nella pianura piemontese.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, lo scooter stava affrontando il tratto in discesa quando, all’altezza di un tornante e per cause ancora in corso di accertamento, il conducente avrebbe perso il controllo del veicolo

Primo test su strada per i nuovi Bus Rapid Transit

Non è un tram, ma quasi. Oggi i nuovi Bus Rapid Transit di GTT hanno lasciato per la prima volta il deposito di Venaria per affrontare un primo tratto di strada: il debutto, tra collaudi e verifiche tecniche, dei mezzi destinati a entrare prosismamente in servizio sulla rete torinese. Sul posto anche l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, insieme ai tecnici di GTT.

A colpo d’occhio sembrano tram, e in un certo senso lo sono: il BRT è un autobus elettrico che si ricarica ai capolinea, ma nella sostanza – velocità, capacità di trasporto, comfort – punta a competere con i mezzi su rotaia. Lungo 18 metri, viaggerà per buona parte del percorso su corsie riservate o protette o con priorità ai semafori, per non restare incolonnato nel traffico.

I 28 mezzi sono già tutti arrivati a Torino: si tratta di uno degli investimenti più consistenti del piano di rinnovo della flotta firmato GTT e Città di Torino. Dopo le prove di questi giorni e la sistemazione definitiva dei capolinea, i BRT prenderanno servizio sulla linea 2, lungo l’asse corso Sempione-Gottardo-Grosseto-Lecce-Trapani-Siracusa-Traiano: un collegamento strategico che toccherà l’ospedale Giovanni Bosco, i parchi Ruffini, Sempione e Carrara e il polo Stellantis di Mirafiori.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: rendere il trasporto pubblico davvero competitivo rispetto all’auto privata, spingendo la velocità commerciale dei mezzi verso l’alto grazie a corsie protette e semafori “amici” del bus.

Da oggi, insomma, tenete gli occhi aperti: nei prossimi giorni i BRT si faranno vedere in giro per la città durante i test, in attesa del grande giorno del debutto ufficiale in servizio.

TorinoClick

Sulla Mole: “Questo caldo è una scelta politica”

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La notte scorsa gli attivisti di Extinction Rebellion hanno  proiettato sulla cupola della Mole lo slogan “Questo caldo è una scelta politica”, già diffuso nelle settimane scorse nei quartieri della città. 

“Un modo per sottolineare le responsabilità di Regione e Governo nello smantellamento delle politiche europee di contrasto alla crisi climatica, che proprio in queste settimane mostra la sua gravità.   Spagna, Francia e Italia sono devastate da terribili incendi e il Piemonte, come tutto il territorio della pianura padana, vive una nuova crisi idrica, dopo quella terribile del 2022″, dicono gli attivisti

Dal Comune di Rivoli 95mila euro per il Terzo Settore

Aperto il bando 2026 per le associazioni del territorio

Risorse concrete per dare forza e respiro alle idee che animano la comunità locale. È ufficialmente aperto l’Avviso pubblico con cui il Comune di Rivoli mette a disposizione 95.000 euro di contributi a fondo perduto destinati al tessuto associativo e al Terzo Settore per l’anno 2026. L’iniziativa, fondata sul principio costituzionale di sussidiarietà, consentirà all’Amministrazione comunale di coprire fino all’80% delle spese sostenute dalle realtà no-profit per la realizzazione di progetti, iniziative ed eventi di pubblico interesse sul territorio.
«Le associazioni e i volontari rappresentano il cuore pulsante di Rivoli e un presidio fondamentale per la coesione sociale della nostra città» – sottolinea la Vicesindaco e Assessore all’Associazionismo e Volontariato Silvia Romussi – «Con questo intervento economico vogliamo dare un sostegno tangibile a chi ogni giorno si spende con passione per la comunità, offrendo garanzie e risorse concrete per trasformare in realtà progetti di forte impatto per il nostro territorio».

Il bando si rivolge agli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, alle associazioni presenti nell’Albo Comunale, agli enti di rappresentanza economica senza scopo di lucro e a tutti i soggetti privati no-profit che promuovono attività ad alto valore sociale e culturale, con la sola esclusione di partiti politici e sindacati. Per accedere al finanziamento i richiedenti dovranno garantire la regolarità contributiva e amministrativa, l’assenza di cause di esclusione a contrarre con la Pubblica Amministrazione e la sottoscrizione di adesione ai valori fondamentali della Costituzione Italiana. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate tassativamente ed esclusivamente tramite PEC all’indirizzo comune.rivoli.to@legalmail.it entro e non oltre le ore 12:00 del 30 settembre 2026.
Tutte le informazioni sul sito della Città di Rivoli.