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Droni, potenzialità e sviluppo: un protocollo tra Città e Enac

Si potranno trasferire velocemente farmaci, campioni biologici, vaccini e sangue senza il rischio di restare bloccati nel traffico. Ma con i voli si potrebbero trasportare pure apparecchiature salvavita e addirittura organi per il trapianto.

 

C’è anche il ‘delivery sanitario’ tra le sperimentazioni congiunte che la Città di Torino ed Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione civile, si impegnano a promuovere con un protocollo di intesa approvato  dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora all’Innovazione Chiara Foglietta. Una firma che intende rafforzare l’impegno reciproco per favorire e incentivare lo sviluppo di nuovi servizi innovativi abilitati dai droni che potranno avere un un ruolo centrale per migliorare l’accessibilità e la mobilità delle aree metropolitane e dei territori, con ricadute positive sulla qualità dell’ambiente, della vita e della sicurezza dei cittadini.

Nello specifico la collaborazione potrà riguardare l’identificazione e la realizzazione a Torino di una o più aree tipo ‘sandbox’, sorta di laboratori di prova all’interno dei quali testare processi, prodotti, servizi e nuovi progetti innovativi. L’obiettivo è arrivare, dalle attuali aree come il Parco Dora e il Parco del Valentino, alla definizione e alla realizzazione di un corridoio di volo più esteso, dal Parco del Valentino e lungo il fiume Po, per poi sperimentare un U-space urbano, ovvero uno spazio aereo dove sia possibile far volare i droni in modo ordinato, spedito e sicuro anche oltre la linea di vista visiva attraverso un sistema di controllo automatizzato.

La bozza di protocollo prevede inoltre il supporto e il monitoraggio delle attività già previste o pianificate nell’ambito dei progetti di Torino City Lab e CTE NEXT, quali ad esempio ‘Sumeri 2‘, in collaborazione con Leonardo S.p.A. e la cooperazione con la Regione Piemonte finalizzata alla condivisione e allo sviluppo di soluzioni e servizi di interesse sovralocale.

“Le potenzialità di impiego dei droni sono innumerevoli – spiega l’Assessora all’Innovazione Chiara Foglietta – L’intesa con Enac ci permette di rispondere alle esigenze di sviluppo e progresso di un settore in continua evoluzione con applicazioni che potranno migliorare la qualità della vita dei cittadini e servizi che per le generazioni saranno di uso quotidiano”.

Dal Comune un sostegno ai negozi di via Po

Torino – La Giunta Comunale, su proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, ha approvato le linee d’indirizzo e i criteri per la redazione del bando e la concessione di contributi a fondo perduto come sostegno alle micro e piccole imprese situate in via Po.

Il bando prevede il cofinanziamento pubblico per interventi diretti ad ammodernare e migliorare la parti esterne delle attività commerciali (vetrine, insegne, facciate, tende, pergole, dehor, illuminazione esterna…) attuando così una riqualificazione urbana coerente con i principi di sostenibilità ambientale ed efficentamento energetico.

Le linee di indirizzo e i criteri approvati oggi dall’esecutivo di Palazzo Civico, sono stati prima discussi e condivisi dai componenti della Cabina di Regia – organo deliberativo del Distretto del Commercio di Torino – composta da rappresentanti della Città, di Ascom Confcommercio e di Confesercenti e saranno espressamente dettagliati nel bando.

In generale, oltre all’individuazione di via Po quale area oggetto di intervento e alla definizione delle platea dei potenziali beneficiari – micro, piccole e nuove imprese che svolgono attività di vendita diretta al dettaglio di beni e quelle esercenti l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in sede fissa, stabiliscono anche di offrire un contributo massimo a fondo perduto (fino a 5.000 euro, pari al 75% della spesa stimata, che potrà essere maggiorato sino a un massimo di 7.000 euro solo nel caso di tipologie di interventi e spese ammissibili che riguardino l’apertura di una nuova attività economica o di una nuova unità locale presso un locale che risulti sfitto alla data del 1 Gennaio 2023) e che l’investimento minimo ammissibile, oggetto di richiesta di contributo, sia almeno pari a 500 euro.

Nel caso dovessero avanzare dei fondi, la Cabina di Regia del Distretto dovrà valutare il loro utilizzo tra diverse opzioni: finanziamento dei progetti valutati ammissibili ma non finanziati in sede di prima istanza; redistribuzione delle risorse residue a tutti i progetti aggiudicatari in modo proporzionale al contributo assegnato in prima istanza, con contestuale riduzione della quota di cofinanziamento a carico del beneficiario (in ogni caso il contributo non potrà superare l’80% della spesa finanziata), quindi aumentando il contributo a fondo perduto oltre i massimali di cui sopra (5.000 euro per imprese già attive e 7.000 euro per apertura presso locali sfitti) fino all’utilizzo di tutte le risorse disponibili; nuovo bando.

Sarà inoltre valutata l’ammissibilità delle seguenti tipologie: quelli volti all’ammodernamento e al miglioramento dell’esterno delle attività commerciali (vetrine, insegne, facciate, tende, pergole, dehors, illuminazione esterna, abbattimento delle barriere architettoniche, ecc.); quelli indirizzati alla fidelizzazione della clientela; quelli a sostegno di nuove attività o apertura di nuove unità locali (acquisto di macchinari, attrezzature, apparecchi); quelli volti alla realizzazione di servizi innovativi fra gli operatori dell’area e a vantaggio dei consumatori e, infine, gli interventi per l’implementazione digitale delle singole imprese (solo spese in conto capitale).

Non saranno, invece, considerate ammissibili le spese inerenti alla ristrutturazione/sistemazione interna degli immobili delle imprese del commercio.

L’ ammissibilità delle domande sarà stabilita da una Commissione di Valutazione che, dopo aver verificato la regolarità formale e la conformità al bando dei documenti, entrerà nel merito valutando una serie di criteri (coerenza degli interventi con le finalità del bando, loro chiarezza, adeguatezza della componente finanziaria, imprese aperte da meno di 24 mesi, storicità del negozio, presenza giovanile e femminile all’interno dell’impresa, apertura in un locale sfitto da inizio 2023) e premialità (basate su tematiche di sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico, inclusività e accessibilità – come riduzione e/o abolizione delle barriere architettoniche – e riqualificazione in relazione con lo spazio pubblico).

Le risorse finanziarie messe a disposizione per l’erogazione dei contributi sono pari a euro 120.576,48, di cui euro 96.461,18 di fondi regionali ed euro 24.115,30 di fondi comunali. Il Comune, inoltre, si riserva la possibilità di aumentare ulteriormente la dotazione finanziaria se vi fossero risorse proprie aggiuntive disponibili e le domande presentate eccedessero le disponibilità sopra indicate. (e.b.)

Foto Paolo Liguori

Regionale di Trenitalia, dal 5 agosto arriva il nuovo biglietto digitale

  •      maggiore flessibilità nell’organizzazione del viaggio
  •      i passeggeri dovranno effettuare il “Check-In” sul proprio smartphone prima di salire sul treno

Trenitalia, società capofila del Polo Passeggeri del Gruppo FS, introdurrà, a partire dal 5 agosto, il nuovo biglietto digitale per i treni regionali, acquistabile su App, sito di Trenitalia, agenzie di viaggio e altri operatori abilitati. Si tratta di una modalità innovativa di viaggiare in maniera ancora più flessibile: una volta acquistato il biglietto, sarà infatti possibile effettuare un numero illimitato di cambi data e ora fino alle 23:59 del giorno precedente il viaggio, mentre il giorno del viaggio sarà possibile effettuare un numero illimitato di cambi ora fino alle 23:59, anticipando o posticipando la partenza.

L’altra importante novità è rappresentata dal check-in che convalida il biglietto e che il viaggiatore dovrà effettuare prima di salire a bordo del treno scelto. Il check-in si può effettuare, come utente registrato nell’area «i miei viaggi» del sito, oppure dell’App Trenitalia. Chi non è registrato potrà effettuare il check-in collegandosi al link presente nell’e-mail o SMS ricevuto al momento dell’acquisto del biglietto.

La funzione di check-in è disponibile dalle 00:00 del giorno del viaggio e fino all’ora di partenza programmata del treno selezionato all’atto dell’acquisto: sul tasto è riportato il messaggio: «fai il Check-in e viaggia». Una volta effettuato il check-in, il biglietto risulta valido per viaggiare.

Maggiori informazioni su trenitalia.com

Iaad, il progetto di reinterpretazione dell’Alfa Romeo 4C

Garavini Perenne

Il progetto di reinterpretazione dell’Alfa Romeo 4C, affidato da Garavini agli studenti del Master in Transportation design di IAAD.

 

 

Nell’anno del decennale dell’Alfa Romeo 4C, l’auto sportiva di alta gamma che ha decretato il vero rilancio del marchio, Garavini, in collaborazione con gli studenti IAAD. del Master in Transportation Design, reinterpreta la nuova auto sportiva Alfa Romeo 4C by Garavini che combina la tradizione italiana dell’eleganza e dello stile con l’innovazione e l’artigianato di alta qualità.

Il progetto di una nuova Alfa Romeo 4C prende ispirazione da quanto fatto dallo storico marchio Garavini negli anni ‘30 con l’Alfa Romeo 6C 1750 by Garavini, protagonista della dolcevita italiana e della nascita del movimento per le auto d’epoca in Italia.

 

Anima del progetto: Luca Babbini, giovane imprenditore, partito dallo IAAD. e con esperienza nell’ambito ricerca e sviluppo per diverse industrie, in particolare, dell’automotive. «Quando ho incrociato il percorso di Garavini – spiega Luca Babbini, Design Director Garavini – con origini familiari e valori riconducibili ai miei, ho pensato che fosse un segno: la consapevolezza di quest’affinità ha permesso di dare vita a nuovo capitolo, una realtà in cui la passione per l’artigianalità, il lusso e l’eredità familiare si uniscono. La Garavini Perenne sarà l’occasione per valorizzare il territorio di Torino ma in chiave internazionale, grazie alla freschezza e alla voglia di fare che solo un team giovane, come quello di Garavini e come quello del Master in Transportation Design dello IAAD., possono garantire. La valorizzazione dei giovani è infatti un aspetto chiave del progetto, da qui la partnership con IAAD., l’Istituto in cui mi sono formato. Qui ho sperimentato la maggior ricchezza nell’approccio didattico, che va oltre al piano di studi, avvicinandosi a quella che è la realtà lavorativa».

 

Il progetto è seguito e coordinato da Dario Olivero, coordinatore del Master e Davide Tealdi, docente e project leader.

Il concept vede la realizzazione di una prima serie di 15 esemplari, che mirano a diventare un modello senza tempo. Le linee sono classiche, ispirate ad un uso sportivo che profuma di aria fresca e velocità. Il piacere di guida è alla base della progettazione con un set up dedicato all’usabilità su strada oltre che su pista.

 

Monitoraggio diabete, garantito aggiornamento tecnologie

«Proprio perché “le tecnologie nel campo del monitoraggio del diabete sono in costante evoluzione”, la Regione Piemonte si è dotata da anni di strumenti decisionali che vengono mantenuti costantemente aggiornati. Per la formulazione di proposte di attività efficaci e sostenibili condivise con le Aziende sanitarie regionali orientate al miglioramento dell’Area Endocrino-Diabetologica, è stato costituito il Gruppo tecnico di coordinamento della Rete Endocrino-Diabetologica regionale».

Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, in risposta ad un’interrogazione consiliare sulle Linee guida riguardanti i dispositivi di monitoraggio della glicemia dei pazienti diabetici.

«Le attività del Gruppo tecnico, fra l’altro, dovranno accogliere le innovazioni e le esigenze cliniche dei pazienti e saranno alla base della costruzione dei capitolati di gara. Uno dei primi compiti del Gruppo tecnico di coordinamento – osserva l’assessore Icardi – sarà quello di prevedere eventuali aggiornamenti delle Linee di indirizzo regionali, prendendo in considerazione l’efficacia e l’impatto innovativo delle continue nuove immissioni sul mercato di nuovi dispositivi».

Temperature giù di 10 gradi. Dopo il grande caldo un anticipo d’autunno a Torino

Si fa ancora sentire l’anticiclone africano Caronte, almeno fino  al weekend quando arriverà sull’Italia (Piemonte compreso) il Ciclone Circe. Bel tempo dunque fino a mercoledì 2 agosto tranne qualche nube sulle regioni alpine e prealpine con possibili isolati temporali  nelle ore più calde.

Ma tra giovedì 3 e venerdì 4, dal Nord Europa scenderà un vortice ciclonico foriero di temporali durante il fine settimana. Notevole il crollo delle temperature, di 10-12°C rispetto all’inizio della settimana.

Consultori Grugliasco e Vallette: soluzioni alternative

L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’ LUIGI ICARDI

«La Direzione Asl To3 conferma che non è possibile attualmente ripristinare la sede delle attività consultoriali a Grugliasco, in quanto gli spazi sono oggetto di importante ristrutturazione, attraverso le progettualità già a suo tempo condivise nei tavoli preposti del Pnrr. I tempi di attuazione sono comunque in linea con il cronoprogramma.

L’Asl To3 ribadisce, inoltre, che nel frattempo tutte le attività consultoriali per i cittadini di Grugliasco vengono soddisfatte nello stesso ambito territoriale, distrettuale di Collegno-Grugliasco».

Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, in risposta ad un’interrogazione consiliare sui consultori di Grugliasco e del quartiere Vallette di Torino.

«La Direzione Asl – aggiunge l’assessore Icardi -, nelle more dell’allocazione già precedentemente definita presso la nuova Casa della Comunità di Grugliasco, sta valutando alternative di collocazione temporanea nell’ottica di una attenta e oculata gestione delle risorse pubbliche.

Con riferimento al consultorio famigliare del quartiere Vallette, l’Asl Città di Torino comunica che è in corso la valutazione degli spazi sanitari, nell’ambito del percorso previsto dal Pnrr, per trovare una idonea collocazione delle attività del Consultorio Familiare del quartiere Vallette, all’interno della stessa Circoscrizione 5».

Bimbo di 9 anni salva il papà colpito da infarto

Un bambino di 9 anni ha salvato suo padre di 51. Erano nella loro casa, a Pessione, quando l’uomo ha avuto un infarto. Il bimbo ha composto il 112 e ha dato ai soccorritori l’indirizzo di casa. Nel frattempo era arrivata a casa anche la moglie. Poi i sanitari del 118 sono accorsi e l’uomo è stato salvato.

A dicembre riapre il Museo di scienze naturali

Oltre 8,3 milioni di euro già spesi per i lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione. Altri 4 milioni già previsti per lavori nel 2024

 La galleria dei reperti, l’arca con gli animali, lo scheletro di balena, l’elefante Fritz, tornano ad abitare gli spazio del Museo di Scienze naturali di Torino. A dieci anni dall’esplosione che ha reso necessaria la chiusura del palazzo e determinato una lunga serie di interventi strutturali, di ristrutturazione e di messa a norma degli impianti, si è svolto oggi un sopralluogo per verificare l’avanzamento dei lavori in vista dell’apertura degli spazi a dicembre.

 

«Una meraviglia del Piemonte, di livello nazionale e internazionale – hanno sottolineato il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura, Vittoria Poggiodeve essere fruibile e quindi noi riapriremo questo museo per i torinesi, per i ricercatori, per gli studiosi e per i turisti che verranno a visitare Torino e il Piemonte. La vicenda del Museo di Scienze naturali è una di quelle che abbiamo trovato bloccate quando ci siamo insediati, come la Tav, il grattacielo della regione, l’autostrada Asti-Cuneo: questo museo era chiuso da 10 anni. Abbiamo lavorato duramente per riaprirlo e messo a posto anche questo, nel rispetto dei vincoli della soprintendenza e riapriremo questa perla di Torino, del Piemonte e dell’Italia entro l’anno spendendo 8,3 milioni e stanziandone altri 4 per tutti gli interventi a completamento dell’operazione. Da oggi Torino sarà più forte di ieri grazie a questa nuova meraviglia che riaprirà entro l’anno».

«Questo – ha detto il Sindaco Stefano Lo Russoè un luogo straordinario che viene restituito alla città, grazie all’impegno della Regione, con cui stiamo lavorando in sinergia sui grandi progetti di infrastrutturazione culturale. Torino è una città che ha dato tantissimo alle storie delle scienze naturali, grazie a scienziati come Quintino Sella, alle fondazioni mineralogiche, all’attività di ricerca dell’Università degli Studi. La riapertura del Museo di scienze naturali darà il via ad un 2024 di straordinaria grandezza per la cultura torinese con il bicentenario del Museo Egizio, un’altra importante collezione che, come questa, attrae gli appassionati ma abbraccia anche un pubblico più generalista, grazie alla sua capacità di arricchimento culturale e divulgazione».

 

«L’Università di Torino – ha sottolineato il vicerettore dell’Università di Torino, Cristopher Cepernichha accolto con entusiasmo la notizia della riapertura del Museo di Scienze Naturali, che presto tornerà a valorizzare le sue collezioni di straordinario interesse storico e scientifico. Si potenzia così di molto il tessuto museale a tema scientifico che è una grande risorsa per il territorio, dove anche il ricco sistema museale di Ateneo contribuisce alla vocazione di Torino come città della scienza. Nella città centro del Positivismo italiano, nella quale ha lavorato Piero Angela, è d’obbligo fare un passo in più. Costruire quella narrazione unitaria di Torino come città della scienza che incontra più che mai l’interesse di un pubblico numeroso, giovane, fatto di attenti e sensibili osservatori dell’ambiente e della natura».

 

L’esplosione avvenuta nella notte del 3 agosto del 2013 ha comportato, oltre a una serie di opere di ripristino e messa in sicurezza della zona coinvolta dallo scoppio, anche strutturali interventi di adeguamento complessivo dell’edificio. Opere particolarmente complesse, poiché inserite in un contesto architettonico antico e di particolare pregio. La completa riorganizzazione degli spazi ha convinto il Museo a riunire, in una unica sede, anche i reperti delle collezioni paleontologiche che erano precedentemente conservati a Palazzo Carignano: ora tutto il patrimonio del Museo si trova quindi in un unico luogo che sarà visitabile al pubblico. Qui sono stati puliti e ora sono conservati anche reperti di grandi dimensioni, tra cui alcune zanne di mastodonte lunghe oltre 2 metri.

 

A dicembre è prevista l’apertura delle sale al piano terreno che riguardano il Museo storico di Zoologia, l’Arca e lo spazio denominato Esposizioni temporanee con la sistemazione del nuovo ingresso da via Accademia Albertina: gli interventi di allestimento delle sale riguarderanno le teche storiche con gli esemplari zoologici di recente restaurati collocati per continente geografico, il radicale rinnovamento dell’Arca con il racconto dei viaggi che nel corso del Settecento e dell’Ottocento hanno portato al Museo torinese reperti di rilevante valore scientifico e delle modalità attuali di arricchimento delle collezioni, la realizzazione di un’esposizione temporanea volta a valorizzare elementi significativi delle collezioni paleontologiche, entomologiche, botaniche e mineralogiche con un significativo focus sul Piemonte. 

 

Gli interventi, avviati a partire dal 2015, sono stati intrapresi dalla Regione Piemonte anche attraverso una serie di convenzioni con la Società di Committenza Regionale, realizzati dal Settore Tecnico e Sicurezza ambienti di lavoro della Direzione Risorse Finanziarie e Patrimonio e dal Settore Museo Regionale di Scienze Naturali della Direzione Cultura e Commercio della Regione Piemonte. Gli interventi hanno riguardato in particolare lavori di ripristino della struttura, di adeguamento degli impianti a servizio dell’edificio (impianto antincendio, elettrico, termico, condizionamento, Evac,..) e per la messa in sicurezza dell’edificio. Oltre ai danni materiali, si è infatti reso necessario acquisire nuovamente l’agibilità dell’intero edificio, attraverso la messa a norma degli impianti ormai non più conformi alle norme vigenti. Sono stati poi realizzati anche interventi edili di abbattimento pareti, spostamento e sostituzione porte antincendio e controsoffitti, oltre al riallestimento delle sale in corso di completamento.

 

Nel complesso per il ripristino e il restauro di impianti e locali sono stati investiti oltre 8,3 milioni di euro, di cui buona parte a partire dal 2020. in particolare: 2,3 milioni sono stati spesi per la messa a norma degli impianti e l’agibilità dopo l’esplosione tra il 2015 e il 2017. Altri 2 milioni per interventi impiantistici ed edili necessari per il rilascio del certificato di agibilità dei locali dell’Arca, dello Storico Museo di Zoologia, della Crociera Manica Sud piano terreno e dei locali “Esposizione Permanente Paleontologia” tra la fine del 2017 e il 2021: i lavori oggetto di questo finanziamento si sono svolti in piena pandemia su una parte dei locali che saranno visitabili a dicembre. 

 

Nel 2020, sempre in piena pandemia, sono stati autorizzati altri 2,2 milioni di lavori, di tipo impiantistico ed edile per il recupero e l’allestimento di spazi e depositi visitabili per la conservazione e la tutela di reperti di particolare valore storico e scientifico presso il Museo: i lavori, consegnati a giugno 2022, e sono tuttora in corso. Oggi, in occasione del sopralluogo, sono stati consegnati ulteriori lavori per 1,7 milioni: si tratta degli interventi di sistemazione dell’ingresso già presente su via Accademia Albertina, realizzato negli anni 30 del Novecento per accedere alla parte del museo dedicata alle collezioni di zoologia. Tale ingresso, non più utilizzato da molto tempo, richiede interventi di tipo edile, impiantistico e di recupero degli spazi, con inserimento di una nuova biglietteria con bookshop, nuovi servizi igienici, nuovo guardaroba, affrontando innanzitutto il tema del superamento delle barriere architettoniche. Questo ingresso, ora necessario per consentire la visita al pubblico dei locali dell’Arca, dello Storico Museo di Zoologia e dell’Esposizione temporanea, manterrà la sua importanza anche quando, nel prossimo futuro, l’ingresso principale tornerà a svolgere la sua funzione, previo completamento di alcuni interventi allestitivi sulla manica di via Giolitti.

 

Intanto la Regione ha dato incarico a Scr di progettare la ristrutturazione degli altri spazi del Museo, per programmare ulteriori interventi per riaperture progressive a partire dal 2024, per cui la Regione ha già previsto, anche grazie a fondi Fsc, un ulteriore stanziamento di 4 milioni di euro. 

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, situato nel prestigioso edificio progettato nel XVII secolo da Amedeo di Castellamonte, un tempo sede dell’Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino, è stato istituito nel 1978 dalla Regione Piemonte con lo scopo di salvaguardare e valorizzare un patrimonio scientifico unico in Italia. Si tratta delle collezioni storiche naturalistiche dei Musei universitari torinesi integrate con esemplari e campioni acquisiti dal Museo regionale a partire dagli anni Ottanta del Novecento e confluiti nelle sezioni di Botanica, Entomologia, Mineralogia-Petrografia-Geologia, Paleontologia e Zoologia. Il patrimonio del Museo è di incredibile valore: oltre 5,5 milioni di reperti tra Collezioni Paleontologiche, Zoologiche, Entomologiche, Botaniche, Mineralogiche e Petrografiche.

 

Il Museo ospita esemplari di particolare valenza estetica come, ad esempio, lo scheletro quasi completo di un rinoceronte rinvenuto presso Roatto (AT), i resti di un sirenide nei dintorni di Nizza Monferrato e importanti raccolte di pesci a Pecetto di Valenza (AL) e a Cherasco (CN). Fuori dai confini regionali sono da citare gli scavi effettuati nel 1993 in Francia nei pressi di Bayeux e di Caen, che hanno arricchito le collezioni del MRSN di oltre 2.000 campioni in particolare di ammoniti.

Le collezioni universitarie si sono formate a partire dalla seconda metà del Settecento e sono andate incrementandosi fino a pochi decenni or sono con campioni di grande importanza, tra cui i crani di bisonti e cervi di Arena Po nel pavese, i resti ossei di mastodonti di varie località dell’astigiano, i vertebrati delle ligniti di Cadibona (SV), oltre a migliaia di invertebrati, in particolare gasteropodi, bivalvi e ammoniti, corrispondenti a circa 50.000 esemplari. Tra tutte, di inestimabile pregio scientifico è la collezione denominata “Bellardi & Sacco” dal nome dei due illustri paleontologi che l’hanno costituita, fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: si tratta di oltre 21.000 campioni di molluschi del Piemonte e della Liguria, tra i quali sono conservati più di 2.000 “tipi”, cioè i reperti utilizzati per descrivere specie nuove, oggetto di frequente consultazione da parte di specialisti di tutto il mondo.

Gravissimo bimbo di due anni, stava per annegare in piscina

Un bimbo di due anni stava facendo un bagno nella piscina di casa nell’Astigiano. A un certo punto avrebbe perso i sensi. La piscina è una piccola piscina domestica allestita in occasione della stagione estiva in giardino. Il bambino, in gravi condizioni, ha rischiato l’annegamento ed è stato portato in elisoccorso al Regina Margherita di Torino.