Chiusura della stagione della De Sono

Quartetto Prometeo tra antico e contemporaneo

 conservatorio

È un ” Ritorno al futuro” con le musiche di Gyorgy Kurtag il concerto conclusivo dell’associazione diretta da Francesca Incisa Camerana

 

Un concerto tra antico e contemporaneo. “Ritorno al futuro” è, appunto, il titolo ossimorico del concerto in programma mercoledì 10 giugno alle 20.30, a chiusura della programmazione della De Sono, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi.  Con questo appuntamento, che vedrà impegnato il quartetto Prometeo,  l’associazione torinese ritorna alle proprie origini, con un concerto incentrato  su un  compositore contemporaneo, cui vengono affiancate pagine di grandi autori del passato, che hanno in qualche modo influito sulla sua formazione poetica e musicale.  A distanza di 26 anni dal lontano 1989, in cui prese avvio l’attività concertistica della De Sono, con un programma dedicato a Luigi Nono, cui furono affiancate musiche di Josquin Desprez e Giuseppe Verdi, ora il compositore individuato dal direttore artistico Francesca Camerana è Gyorgy Kurtag,  a cui la De Sono, tra il 1999 e il 2001, dedicò una serie di quattro concerti monografici. La scelta degli interpreti rimanda alla storia dell’associazione,  che ospita il violoncellista Francesco Dillon, che ricevette negli anni ’97’-99 una borsa di studio. Il concerto vedra’ anche la partecipazione straordinaria di un altro ex borsista della De Sono, Michele Marelli, che introdurrà il concerto con il brano di Kurtag, intitolato “In nomine all’ongherese”, nella versione per corno. Prima dell’esecuzione Marelli conversera’ con Andrea Malvano sulla genesi di questa versione. A seguire il Quartetto sarà interprete dei Due Microludes op. 13 e dei Six moments musicaux op. 44, alternati ai Contrappunti 1 e 5 dell’Arte della Fuga della Johann Sebastian Bach. A completamento del programma, nella seconda parte,  verrà eseguito il quartetto op. 41 n. 3 di Robert Schumann, capolavoro della produzione quartettistica ottocentesca.

 Mara Martellotta

L’ingresso è libero.