In occasione della XXIV edizione di Luci d’Artista, vista l’ampia partecipazione e la risposta positiva del precedente anno, la Città di Torino, con la collaborazione della Fondazione per la Cultura, il sostegno dell’Associazione Abbonamento Musei, ha organizzato la seconda edizione del concorso fotografico realizzato su Instagram ‘Obiettivo sulle Luci’.
L’intento di questa iniziativa – a cui nel 2021/22 hanno partecipato molti appassionati fotografi, con la pubblicazione di oltre 190 scatti e più di 22mila ‘like’ – è valorizzare e divulgare la bellezza artistica delle installazioni luminose attraverso la partecipazione delle persone che visitano la città o che la vivono.
La giuria – composta dai rappresentanti dei dipartimenti educativi della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, dalla Fondazione per la Cultura Torino, da Fondazione Camera Centro Italiano per la Fotografia, dal Comune di Torino Ufficio Luci e tenendo conto del parere espresso dal pubblico dei social attraverso i ‘like’ – ha individuato due scatti vincenti.
Il premio assegnato dalla commissione è andato alla foto di Alessandro Panerati (nickname: Hari_Seldon) che ha immortalato l’opera ‘Volo su…’di Francesco Casorati in via Di Nanni con la motivazione “l’immagine che meglio ha saputo raccontare la magia che avvolge le opere luminose”.
L’altro scatto vincitore è quello che ha ricevuto più like, 1685, da parte del pubblico ed è stato di Silvia Locati (nickname: bianconiglio88) relativo all’opera ‘Palomar’di Giulio Paolini in via Po.
La giuria, all’unanimità, ha deciso inoltre di attribuire una menzione ad altre 3 immagini tra quelle pervenute. Quelle di hari_seldon (via Po, che ha totalizzato 1112 like); di giorgino_it (via Po, con 775 like) e di hari_seldon (via Garibaldi, con 604 like).
“Il livello di partecipazione e l’entusiasmo dimostrato – commenta l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia – ci rendono particolarmente orgogliosi di questa iniziativa. A tutti i partecipanti il mio più sentito ringraziamento e a coloro che hanno ottenuto il premio della giuria, i miei complimenti. È intenzione dell’assessorato – continua l’assessora – verificato l’interesse generato dal contest, estendere la modalità di coinvolgimento dei cittadini, al mondo della scuola, per offrire ai bambini, ai giovani studenti e, indirettamente, ai loro genitori l’opportunità di entrare in contatto e conoscere il patrimonio artistico rappresentato dalle Luci d’artista che da 25 anni arricchiscono il panorama urbano della nostra città”.
Per informazioni su ‘Obiettivo sulle Luci’: azioneculturale@comune.torino.it


Trame, tessuti, filati. Voci antiche coniugate in arte nei molteplici linguaggi della contemporaneità. Ovunque. Nel tempo e nello spazio. Come “abbracci” totali al mondo. Dai geometrici e vivaci “Kimoni” orientali al “quilt” afro-americano, abito-oggetto di Marialuisa Sponga (elaborato in trapunte a tre strati) fino alle “foglie essiccate” e tessute con gentilezza (espressione della trasformazione del tempo che muta l’aspetto della vita senza disperderne l’essenza) della francese Marie Noelle Fontan o al “dittico” di polline invernale (allegoria di germogli sboccianti in ogni stagione) che prende forma dall’utilizzo di teli dalle molte velature dell’hawaiana Akiko Kotani. Sono 40, a firma di 26 artisti (rappresentanti tutti i continenti), le opere-installazioni in cui si articola la mostra “Un grande Abbraccio al Mondo”, terzo appuntamento ospitato all’“Imbiancheria del Vajro”, del progetto “RestART!”, il cui obiettivo è quello di raccontare, attraverso cinque mostre nell’arco di due anni, “Trame d’Autore”, la preziosa Collezione Civica di “Fiber Art” del Comune di Chieri, comprendente oltre 300 opere realizzate da artisti di tutto il mondo, patrimonio di valore e di forte rilevanza internazionale. Direttrice artistica del progetto e curatrice della mostra all’“Imbiancheria” è Silvana Nota, che spiega: “La ‘Fiber Art’, per sua natura, è un grande abbraccio al mondo. Alle origini di questo movimento artistico sviluppatosi negli anni Sessanta, vi è, infatti, l’interesse per le culture di ogni luogo e tempo rilette attraverso i patrimoni antichi e contemporanei della tessitura”. Patrimoni che sono tema comune in cui si riflette “l’empatia – prosegue Silvana Nota – che unisce esseri viventi, natura e angoli tra i più famosi o sperduti della Terra, impressi e declinati in opere multiformi per poetiche, materiali e tecniche”. Ospite d’eccezione della mostra, il cui percorso espositivo è stato ideato dall’“exhibit designer” Massimo Tiberio, è l’artista, editore e collezionista Ezio Gribaudo (Torino, 1929), per il quale il viaggio, il nomadismo e gli incontri sono da sempre fonte e filosofia di vita e che già a partire dagli anni Settanta ha avuto modo di sperimentare il “tessuto” nelle sue opere. Per il grande Maestro si tratta di un ritorno a Chieri, dove nel 1967 ricevette il Premio “Navetta d’oro” (collaborando in seguito a molti progetti sul territorio) e dove alla rassegna odierna si collega con l’installazione site specific di mappamondi “Mappamondo e farfalle. Il mondo è pura bellezza” (2013-2022) all’opera aperta condivisa “L’Arte Moltiplica l’Arte”, frutto dei
lavori successivi di tre artiste, Cristina Mariani, Adele Oliva ed Elisa Oliva, dove ogni opera diventa moltiplicatrice di altre opere. “Accogliere l’invito – sottolinea Gribaudo – di collegarmi a un’installazione che di artista in artista esprime le differenti percezioni interiori suscitate dell’abitare in luoghi lontani rispetto al proprio Paese di origine, spinti dal vento delle situazioni che cambiano o da scelte dell’anima, mi è sembrato coinvolgente, in sintonia con il mio spirito cosmopolita, il mio amore per la condivisione artistica, e per la convinzione che il futuro sia sempre ricco di promesse”. Davvero poetico e suggestivo il racconto “moltiplicato” delle tre artiste cui s’è collegato il “papà” dei Logogrifi e Flani, “il Cristoforo Colombo dell’arte”, come Gribaudo venne definito per aver portato nel ‘61, fra i primi in America, Fontana, in veste di editore della sua prima monografia. La web designer Cristina Mariani in un arazzo non convenzionale ha raccontato il viaggio di un seme d’acero che, portato dal vento, raggiungerà mete lontane dove potrà germogliare. Adele Oliva, artista oltre che neuropsicologa, ha realizzato una performance di acrobazia aerea con tessuto, al fine di disegnare nello spazio con il proprio corpo il volteggiare del seme e trasmettere un messaggio sulle possibilità di superamento dei limiti, che spesso ci autoimponiamo. Elisa Oliva, videoartista ed artista di circo contemporaneo, ha infine riprodotto la performance della sorella Adele in esterno tra le montagne valdostane in un’opera di video art, a significare l’ineguagliabile libertà cui può condurre lo sconfinamento di ogni frontiera. Da un piccolo seme d’acero il racconto diventa globale. Fino ad abbracciare il mondo. Senza limite alcuno..