ARTE- Pagina 140

Estate di cultura a Torino Gli appuntamenti della seconda metà di agosto dei Musei Reali  

Anche la seconda metà del mese di agosto prevede un calendario ricco di eventi per tutti coloro che vorranno trascorrere del tempo tra le bellezze dei Musei Reali.  

 

Venerdì 26 agosto, dalle 19.30 alle 23.30, apertura della Galleria Archeologica, con il Teatro Romano, e della Galleria Sabauda, sezione dei Maestri del Rinascimento in Piemonte (ultimo ingresso ore 22.45)Tariffa di ingresso speciale a 5 Euro. Per la rassegna Torino. Crocevia di sonorità, alle ore 21, concerto Mozart nel Teatro Romano a cura della Scuola di Musica d’Insieme per Archi del Conservatorio di Torino.

Ingresso riservato ai visitatori dei Musei Reali, fino a esaurimento dei posti disponibili.

In caso di pioggia, i concerti si terranno nel Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale.

Per informazioni: Aperture serali e concerti estivi ai Musei Reali. Torino Crocevia di Sonorità – Musei Reali Torino (beniculturali.it) Visite serali in occasione di “Torino Crocevia di sonorità” | CoopCulture).

 

Giovedì 25 agosto alle ore 17, ultimo appuntamento con il ciclo di conferenze gratuite “Chiamata alle ArtiVite parallele. Storie di uomini e animali”. Tema dell’incontro Animali al cinema. Donata Pesenti Campagnoni, già Capo Curatrice del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dialoga con Barbara Tuzzolino, responsabile Comunicazione dei Musei Reali.

Per informazioni: Chiamata alle Arti – Vite parallele. Storie di uomini e animali – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

Le conferenze di approfondimento intorno alla mostra Animali a Corte proseguiranno all’Accademia delle Scienze da giovedì 8 settembre (info: Accademia delle Scienze di Torino)

 

Attività per famiglie

Domenica 28 agosto, alle ore 16, appuntamento per famiglie con l’attività “In tutti i sensi”, a cura di CoopCulture. I 5 sensi sono gli strumenti attraverso i quali percepiamo il mondo che ci circonda. In questo percorso un po’ fuori dagli schemi i partecipanti potranno concentrarsi sulle proprie sensazioni e a esplorare i Giardini Reali soffermandosi di volta in volta su un senso diverso. Vista, tatto, Un viaggio sensoriale che avrà come obiettivo quello di creare il proprio personalissimo “Libretto dei 5 sensi”.

Per informazioni: In Tutti i Sensi | CoopCulture

 

I Giardini della Cavallerizza Reale sono nuovamente aperti al pubblico. Il patrimonio verde del museo ritorna completamente accessibile grazie a iniziative e attività gratuite, rivolte a bambini e famiglie, realizzate in collaborazione con Xké? ZeroTredici, società consortile vincitrice della manifestazione d’interesse per l’assegnazione del servizio di valorizzazione dei Giardini della Cavallerizza. Le modalità di accesso e il programma degli appuntamenti sono pubblicati sul sito dei Musei Reali al link Racconti Reali. Un’estate per giocare con la cultura nei Giardini della Cavallerizza – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Le attività con CoopCulture

Sabato 20, domenica 21, sabato 27 e domenica 28 agosto, alle ore 11 e alle 15.30, appuntamento con Benvenuto a Palazzo. Le guide e gli storici dell’arte CoopCulture vi aspettano per condurvi in una visita guidata alla scoperta delle sale di rappresentanza del primo piano di Palazzo Reale e dell’Armeria, un itinerario per scoprire o riscoprire la storia e la magnificenza della prima reggia d’Italia.

Costo dell’attività: 7 Euro oltre al biglietto di ingresso ridotto ai Musei Reali (13 Euro ordinario, 2 Euro da 18 a 25 anni, gratuito under 18). Biglietti online su Benvenuto a Palazzo! | CoopCulture– e-mail info.torino@coopculture.it

 

Le mostre in corso ai Musei Reali

 

Fantasmi e altri misteri – Fumetti in mostra. Fino a domenica 11 settembre, nello Spazio Scoperte al secondo piano della Galleria Sabauda, è visitabile la mostra Fantasmi e altri misteri – Fumetti in mostra. L’iniziativa del Ministero della cultura Fumetti nei Musei, in collaborazione con Coconino Press-Fandango, è stata realizzata per avvicinare i ragazzi al patrimonio artistico italiano. Le tavole originali della graphic novel “Io più fanciullo non sono” della fumettista e vignettista Lorena Canottiere, ispirata alla figura del Principe Eugenio di Savoia-Soissons, sono presentate con alcune opere dei Musei Reali legate al condottiero collezionista, con una selezione di lavori dei fumettisti che hanno partecipato al progetto e si sono confrontati con il tema del mistero e dei fantasmi. L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto dei Musei Reali. 

Informazioni: Fantasmi e altri misteri. Fumetti in mostra – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Animali a Corte. Vite mai viste nei Giardini Reali, curata da Stefania Dassi e Carla Testore, è la proposta con cui fino al 16 ottobre i Musei Reali intendono creare un percorso di visita innovativo nel quale le tecniche e i linguaggi dell’arte contemporanea dialogano con la cornice dell’antica residenza. Il percorso si snoda in parte nei Giardini Reali, elemento fondante dell’identità del museo, nonché prezioso luogo d’incontro e di socialità per cittadini e turisti. Le opere popolano non solo l’esterno, ma anche alcune sale di Palazzo Reale, Armeria e Galleria Sabauda per stabilire rimandi e connessioni tra le sculture e gli animali raffigurati nelle opere che costituiscono il patrimonio dei musei. Gli artisti in mostra sono Paolo Albertelli e Mariagrazia Abbaldo, Maura Banfo, Nazareno Biondo, Nicola Bolla, Stefano Bombardieri. Jessica Carroll, Fabrizio Corneli, Cracking Art, Diego Dutto, Ezio Gribaudo, Michele Guaschino, Luigi Mainolfi, Gino Marotta, Mario Merz, Pino Pascali e Velasco Vitali.

L’ingresso alla sezione della mostra nelle sale dei Musei Reali è compreso nel biglietto ordinario. Accesso gratuito per la sezione ospitata nei Giardini Reali. Informazioni: Animali a Corte. Vite mai viste nei Giardini Reali – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Le novità digitali

Tra le novità che accompagnano la visita ai Musei Reali, l’inedita applicazione di gamification MRT Play è disponibile gratuitamente sui principali store. Ideata dai Musei Reali in collaborazione con Visivalab SL e il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando SWITCH_Strategie e strumenti per la digital transformation nella cultura, l’applicazione di realtà aumentata offre una nuova esperienza di fruizione innovativa e accattivante, per approfondire la conoscenza delle opere della Galleria Sabauda attraverso giochi e indovinelli, in compagnia di personaggi storici e professionisti della cultura.

 

Per visitare Palazzo Reale, la Galleria Sabauda e il Museo di Antichità con curiosi personaggi pronti a raccontare le loro coinvolgenti storie è disponibile l’Audioguida Kidsrealizzata dai Servizi Educativi dei Musei Reali in collaborazione con CoopCulture. Lungo il percorso sono presenti dei QR-code da scansionare per ascoltare gratuitamente le tracce audio pensate per i giovanissimi visitatori, per un’esperienza di visita coinvolgente e divertente (età consigliata: 5/12 anni).

 

La Biblioteca Reale

Dal 13 al 20 agosto 2022 la Biblioteca Reale resterà chiusa. Servizio di informazione attivo dalle 10 alle 12 scrivendo a mrt-to.bibliotecareale@cultura.gov.it. Da lunedì 22 agosto sarà ripristinato l’orario consueto.

Per conoscere le modalità di accesso e registrazione consultare la pagina Orari e modalità di apertura della Biblioteca Reale – Musei Reali Torino (beniculturali.it).

 

Caffè Reale

Nella suggestiva Corte d’Onore di Palazzo Reale è possibile rigenerarsi con una pausa al Caffè Reale Torino, ospitato in una ambientazione unica ed elegante, impreziosita da suppellettili in porcellana e argento provenienti dalle collezioni sabaude. Informazioni e prenotazioni al numero 335 8140537 o via e-mail all’indirizzo segreteria@ilcatering.net.

Ogni venerdì di agosto, il Caffè Reale resterà aperto anche dalle 19.30 alle 23 in occasione della rassegna Torino. Crocevia di sonorità.

 

Museum Shop

Per rimanere sempre aggiornati sulle pubblicazioni dei Musei Reali e per dedicarvi un pensiero, il Museum Shop è aperto.

È disponibile anche online Musei Reali (shopculture.it).

 

Forme dell’“altro mondo” alla Reggia di Venaria

Gigantesche, misteriose, indecifrabili ma terribilmente attraenti … Niente paura! Sono le opere del grande scultore inglese Tony Cragg

Fino all’8 gennaio 2023

“Ci sono molte più cose che non esistono di quelle che esistono”: pensiero e parole di Tony Cragg, fra i massimi e più acclamati esponenti della scultura contemporanea a livello mondiale. Pensiero e parole che ci fanno da guida sapiente nell’addentrarci in quell’universo di forme non poco spaesate e inquietanti che paiono essere misteriosamente calate da altri mondi per invadere la sacralità dei Giardini e dei magnifici esterni della “Reggia di Venaria”. Se infatti Cragg, classe ’49, nato a Liverpool ma dagli anni Settanta residente in Germania, a Wuppertal (dove ha dato vita nel 2008 allo “Skulpturenpark Waldfrieden”, un grande parco dove sono visibili le opere scultoree di tanti celebri artisti contemporanei) la pensa così, ci sentiamo decisamente meno impreparati e più incoraggiati ad affrontare la mostra – curata dal direttore della Venaria Guido Curto – e a lui dedicata, fino all’8 gennaio del prossimo anno, nel percorso espositivo permanente della Reggia,  dal ’97 Patrimonio Mondiale dell’Umanità-UNESCO. Quelle opere di notevolissime dimensioni, monumentali, dalle forme mosse e sinuose, plasmate usando svariati materiali – dal bronzo al legno, dalla vetroresina all’acciaio – e in tanti casi in lite accesa (così sembra a prima vista) con le leggi dell’equilibrio, ci raccontano allora quale sia per l’artista il ruolo da lui attribuito all’arte scultorea.

Ovvero, partire dall’inquieta e straniante manipolazione della materia e dal suo casuale rapportarsi con l’ambiente reale di cui siamo parte (uomo e opera d’arte) per scoprire e dare vita a nuove forme e significati “ai sogni e ai linguaggi” ad essi associati. Di qui l’immensa, perfino indescrivibile, suggestione delle dieci sculture, realizzate da Cragg fra il 1997 e il 2021, allocate negli spazi esterni della Reggia ( dalla Corte d’Onore al Parco Alto dei Giardini fino all’atrio delle Scuderie Juvarriane ) “in una sorta di ridefinizione post – moderna dello stile Barocco e Rococò”. Non dissimili, per concezione filosofica, alle tre sculture in bronzo (Titolo: “Punti di vista”) dalle “insolite forme di colonne sinuosamente tortili, con spirali ellittiche che si elevano verso il cielo” e che svettano in bella mostra a Torino, in corso Sebastopoli, di fronte all’ingresso dello “Stadio Olimpico” (ex “Stadio Comunale”) così ridefinito in occasione delle Olimpiadi invernali di “Torino 2006”. Uguale meraviglia, altra location. Senza paragone.  Di maggiore carica poetica, ovviamente, la mostra nei Giardini della Reggia. Che s’affianca, se vogliamo, a quella dedicata dalle “Gallerie degli Uffizi” alle opere di Cragg nel 2019 all’interno del “Giardino di Boboli”. Sedici opere disseminate nei luoghi più suggestivi del Giardino, nei pressi della “Grotta del Buontalenti”, nell’“Anfiteatro” e di fronte alla “Palazzina della Meridiana”. Teatro perfetto, per le sculture dell’artista. Al pari della “Reggia di Venaria”. “Infatti – ebbe giustamente a scrivere in quell’occasione Eike Schmidt, direttore degli ‘Uffizi’ – il tema della scultura nel parco è centrale nella poetica dello scultore e include necessariamente forme ispirate alla natura e alla sua forza misteriosa, che Cragg crea per suscitare una reazione forte nell’osservatore, che sia di pura emozione o di interpretazione intellettuale”.

Parallelamente alla mostra di Tony Cragg viene presentata ufficialmente alla Reggia, al centro del Gran Parterre dei Giardini (dov’è esposta in permanenza da diversi anni), anche l’opera “Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più” di un altro grande maestro contemporaneo, Giovanni Anselmo, 88 anni, di origini eporediesi, esponente di spicco di quell’“Arte Povera” che a Torino accomunò – sotto le ali protettive del grande critico Germano Celant – artisti della levatura di Mario e Marisa Merz, di Giuseppe Penone e Gilberto Zorio, per citarne alcuni. Doveroso rendere omaggio oggi ad Anselmo. Scrive in proposito Guido Curto: “Questo suo lavoro, costituito da sei gigantesche lastre di granito nero, con sopra scandita e incisa in profondità la scritta che dà origine al titolo, rimanda a una sorta di bradisismo alto approssimativamente quanto la misura di una mano aperta; l’opera, su cui si può salire, consente alle stelle, che notte e giorno si avvicendano sulla sua verticale, di avvicinarsi di una spanna in più”.

Gianni Milani

“Tony Cragg alla Reggia di Venaria”

Reggia di Venaria, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino), te. 011/4992300 o www.lavenaria.it

Fino all’8 gennaio 2023

Orari: dal mart. al ven. 10/13 e 13,30/15,30; sab. dom. e festivi 10/13 e 13,30/17

Ph: Pino Dell’Aquila

–       Tony Cragg: “Runner”, bronzo, 2015

–       Tony Cragg: “Senders”, fibra di vetro, 2018

–       Tony Cragg: “Outspan”, bronzo, 2008

–       Giovanni Anselmo: “Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più”, lastre di granito con iscrizioni incise, 2001 – 2013

Lunedì 15 agosto i musei sono aperti con biglietto speciale

FERRAGOSTO AL MUSEO

 

1€ per le collezioni e 1€ per le mostre di GAM, MAO e Palazzo Madama

World Press Photo 2022 a ingresso ridotto 10€

 

 

 

Per chi trascorre la giornata di Ferragosto in città, la Fondazione Torino Musei propone l’apertura straordinaria di GAM e MAO, l’ingresso speciale a 1€ alle collezioni e, aggiungendo 1€, alle mostre di GAM, MAO e Palazzo Madama, con l’eccezione di World Press Photo 2022 che sarà accessibile a prezzo ridotto: un’opportunità imperdibile per visitare le collezioni permanenti dei musei e le mostre temporanee.

ORARI E TARIFFE

Lunedì 15 agosto GAM, MAO e Palazzo Madama saranno aperti dalle 10 alle 18.

Le collezioni e mostre in corso nei tre musei saranno a tariffa speciale di 1€, con la sola eccezione di World Press Photo alla GAM, che sarà visitabile a tariffa ridotta 10€ (gratuito per possessori di Abbonamento Musei).

Durante la giornata sarà inoltre proposto un ricco programma di visite guidate.

COSA SI POTRÀ VISITARE

Alla GAM | Con il biglietto unico a 1€ saranno accessibili le collezioni permanenti del Novecento e Una collezione senza confini, che espone una selezione di opere contemporanee, insieme alle mostre I Maestri Serie Oro di Flavio Favelli, progetto vincitore dell’avviso pubblico PAC2020 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e l’esposizione dedicata a Jannis Kounellis in Videoteca, l’ultimo dei sei appuntamenti dedicati alla storia del video d’artista italiano tra anni Sessanta e Settanta e realizzati in collaborazione con l’Archivio Storico della Biennale di Venezia.

L’esposizione World Press Photo 2022, che raccoglie il meglio del fotogiornalismo a livello internazionale sarà visitabile con biglietto ridotto a 10€ (gratuito per possessori di Abbonamento Musei). La mostra chiude il 18 settembre

Al MAO | Con il biglietto unico a 1€ i visitatori potranno accedere alle gallerie delle collezioni permanenti e, aggiungendo 1€, potranno visitare anche la mostra temporanea Il Grande Vuoto, un’esposizione multisensoriale che propone al visitatore un incontro inedito con la collezione buddhista del Museo, in chiusura il 4 settembre.

A PALAZZO MADAMA | Acquistando il biglietto a 1€ il pubblico potrà accedere alla collezione permanente con opere databili dal periodo romano all’Ottocento, esposte in un palazzo unico al mondo, perfetta compenetrazione di duemila anni di storia: da porta romana a castello medievale, da capolavoro del Barocco europeo a sede del Senato. Aggiungendo 1€ per mostra il pubblico avrà accesso alle esposizioni Invito a Pompei con un percorso espositivo che si snoda attraverso gli ambienti maggiormente rappresentativi delle case più lussuose della Pompei del I secolo d.C. e Da San Pietro in Vaticano. La tavola di Ugo da Carpi per l’altare del Volto Santo, la mostra nata in collaborazione con la Fabbrica di San Pietro in Vaticano e con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Torino, che espone un’opera di straordinaria importanza per arte e fede: una tavola “fatta senza pennello”, come è scritto dall’autore accanto alla firma e come riferisce Giorgio Vasari che la vide in San Pietro insieme a Michelangelo. Entrambe le mostre chiudono il 29 agosto.

 

LE VISITE GUIDATE:

 

GAM | ore 10:30 e ore 15 Collezioni del ’900

ore 12:00 Mostra Una Collezione senza confini

ore 16:30 Mostra World Press Photo Exhibition 2022

MAO | ore 10:30 e ore 15 Gallerie dedicate a Cina e Giappone

            ore 12 e ore 16:30 Tra India e Himalaya. Le collezioni del museo e la mostra Il Grande Vuoto

PALAZZO MADAMA | ore 10:30 e ore 15 Collezioni permanenti

ore 12 e ore 16:30 Mostra Invito a Pompei

Costo della visita guidata: 6€ a partecipante (10€ collezioni + mostra). Prenotazione obbligatoria.

Informazioni e prenotazioni: 011 5211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

La tariffa a 1€ è valida per tutti i visitatori, compresi i possessori di Abbonamento Musei, le cui tessere non potranno essere registrate. L’abbonamento è invece valido per la mostra World Press Photo.

Ingresso gratuito: possessori di Torino Piemonte Card e aventi diritto.

ORARIO DI APERTURA: dalle 10 alle 18.

Le biglietterie chiudono alle 17. Prenotazione consigliata ma non obbligatoria  al numero 011 5211788 o via mail a ftm@arteintorino.com

Alla GAM di Torino le “dorate” elaborazioni cartacee di Flavio Favelli

“I Maestri Serie Oro”

Dal 26 maggio al 6 novembre

Personalmente, ne ricordo tre con grande affetto. Affetto perché, giovane studente di Lettere a Palazzo Nuovo, mi permisero di completare la mia preparazione a un Seminario di Storia dell’Arte sulla “Pittura veneta del ‘500” e di portarmi a casa un bel 30 con lode assegnatomi dal mitico  indimenticabile professor Aldo Bertini che, in quell’occasione, mi propose (inascoltato, con rammarico) di laurearmi con lui, sotto la guida dell’anche lui grande, allora suo assistente, Gianni Carlo Sciolla. Correvano gli Anni ’70. E i tre che mi porto in mente con affetto erano tre fascicoli de “I Maestri del Colore” (Fratelli Fabbri Editori) che avevo trovato sulle storiche bancarelle (tutt’oggi meta d’obbligo per gli appassionati di libri d’antan) di via Po, davanti al Palazzo delle segreterie delle Facoltà Umanistiche dell’Ateneo torinese. Primo fascicolo “Giorgione”, con un eccelso approfondimento sulla “Tempesta” (fra le opere ancora oggi più misteriose della storia dell’arte italiana), il secondo e il terzo dedicati a “Giovanni Bellini” e a “Tiziano”, in copertina due stupefacenti “Madonne col Bambino” fra le tante realizzate dai due Maestri veneti. Già! Chi non ricorda la storica serie pubblicata, fra il 1963 ed il 1967, a fascicoli settimanali dalla “Fabbri”, dedicati ogni volta a un Maestro o ad una Corrente dell’arte internazionale, con testi critici particolarmente chiari puntuali e divulgativi accompagnati da tavole con illustrazioni a colori di grande formato (la copertina, del resto, misurava ben 35,5 cm, di altezza)? Fascicoli indimenticabili. Ancora oggi presenti nelle librerie di molte case italiane e ancora oggi reperibili, con facilità, nei vari mercatini dell’Antiquariato o sempre fra le suggestive bancarelle (lì, il tempo sembra essersi fermato!) di via Po. Fenomeno culturale che rivoluzionò allora il mercato editoriale legato alla storia dell’arte, quei fascicoli rappresentarono per molte famiglie italiane un oggetto simbolico, “una dichiarazione di appartenenza a una fascia sociale in crescita, attraversata da un desiderio di cultura e di benessere intrecciati insieme”. Ebbene, sorpresa! Quegli stessi volumi, raggruppati in un’unica opera composta di ben 278 fascicoli li ritroviamo oggi in mostra, fino al 6 novembre, nella “Wunderkammer” della GAM di Torino, sotto il titolo de “I Maestri Serie Oro”, singolarmente elaborati dalla fervida intrigante e inquieta immaginazione creativa del fiorentino (bolognese d’adozione) Flavio Fanelli. Su ciascuna delle iconiche copertine, l’artista– presente nelle più grandi Istituzioni e Rassegne di livello internazionale – è infatti intervenuto utilizzando una o più cartine dorate dei famosi cioccolatini “Ferrero Rocher” “per occultare – come spiega la curatrice della rassegna Elena Volpato – i volti dei ritratti, le scene aneddotiche, le porzioni di quadri, affreschi e mosaici dove campeggia la figura umana, dove gli sguardi dipinti sembrano cercare la risposta e la complicità dello sguardo degli osservatori”. In un sottile gioco di sottintesi. Di nascondimenti e riscoperte. Non gioco blasfemo. Tutt’altro. Seguendo, par quasi, l’istinto di riportare su un piano alto capolavori troppo arditamente posti alla mercé di tutti. E di riaffermarne la “sacralità” attraverso una copertura dorata, che ben attesti la grandezza dell’opera. Esposti in tre file, ad abbracciare interamente lo spazio della “Wunderkammer”, i 278 fascicoli/collages sembrano esaltare pur anche lo spirito enciclopedico cui l’impresa editoriale volle tendere. “Ma la scelta di Favelli – sottolinea ancora la Volpato – di spezzare le linee del disegno, di complicare la bidimensionalità della pittura, di nascondere il senso di completezza e perfezione che emana da molte di quelle opere esprime un’inquietudine estetica tutta contemporanea, per la quale la pienezza di senso e di forma non è mai data e ogni Maestro è allo stesso tempo riconosciuto e obliterato, oggetto di una celebrazione sincera ed insieme finta, come finta è la foglia d’oro di Favelli: luccicante, ma di carta, d’aspetto prezioso, ma prelevata da una scatola di praline”. L’opera “I Maestri Serie Oro”, che entra a far parte delle collezioni del Museo, rappresenta un nuovo sviluppo del lavoro di Favelli che negli ultimi anni ha più volte indagato il tema dell’oro (ricordiamo la mostra del 2021 “Profondo Oro” alla “Gori Tessuti” di Calenzano – Firenze) sotto molteplici forme, rispecchiando il proprio animo nella lucentezza opaca e cieca di questo materiale prelevato da latte di biscotti, da fondi di specchi, da cartelli pubblicitari di gelati: “una lucentezza pervasiva, da Eldorado, in cui la nostra cultura – conclude la Volpato – si specchia alla ricerca di un bagliore di cui ammantarsi proprio mentre si va offuscando”.

Gianni Milani

“I Maestri Serie Oro”

GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, via Magenta 31, Torino; tel. 011/4429523 o www.gamtorino.it

Fino al 6 novembre

Orari: dal mart. alla dom. 10/18

Nelle foto:

–       Flavio Favelli: “I Maestri Serie Oro”, 278 collages con carte di cioccolatini su fascicoli, 2021 – ‘22

Street Art Torino: le 10 opere da non perdere

La città e i suoi muri come tavolozze dove imprimere colori, idee, riflessioni. La street art nasce per colorare gli agglomerati urbani, renderli meno grigi e con più sfumature ma è anche un veicolo, potentissimo, per far giungere all’ignaro passante importanti messaggi. 

Ma quali sono le opere di street art più belle, iconiche e rappresentative a Torino? Ecco le assolutamente da non perdersi. 

Millo – “Habitat” in Barriera di Milano 

Il quartiere di Barriera di Milano negli ultimi anni è diventato variopinto e decisamente più accattivante. Merito anche del progetto di arte pubblica. B.ART – Arte in Barriera, un bando internazionale di arte pubblica teso a migliorare la qualità urbana e l’attrattività ambientale nel quartiere. Come? Grazie anche ad interventi artistici diffusi di cui uno dei più eclatanti porta la firma dello street art Millo.

L’artista pugliese ha trasformato 13 facciate cieche del quartiere sito a nord di Torino in straordinarie opere di arte pubblica. Il complicato rapporto tra l’uomo e il tessuto urbano è raccontato attraverso gli emblematici “bambini” di Millo, murales in grandi dimensioni in bianco e nero.

Nevercrew – Black Machine al Teatro Colosseo 

Un orso polare bianco enorme e bianchissimo. Fino a un certo punto. Le sue zampe anteriori e posteriori poi mutano  in una triste colorazione petrolio. Il progetto di Nevercrew, un duo di artisti italo-svizzeri, nasce con l’intento di colpire. Colpire chi si ritrova con il naso all’insù proprio nei pressi del Teatro Colosseo di Torino. L’opera di street art è infatti oltre maestosa nella sua realizzazione (25 metri di lunghezza) ma anche nel messaggio che reca con sé. Se si guarda bene accanto all’orso polare di petrolio investito c’è una piccola sedia. L’intento infatti è quello di sottolineare come il comportamento umano stia rompendo il fragile equilibrio naturale facendo sedere lo spettatore davanti ad una sorta di “rappresentazione della realtà”

Bordalo II -The Big Bear al Teatro Colosseo 

Un altro orso, questa volta composto da rottami di automobili e ingranaggi recuperati, emerge, letteralmente, dalla facciata del Teatro Colosseo di Torino. Si tratta di “The Big Bear” dell’artista Bordalo II che con quest’opera tridimensionale lancia un messaggio critico alla società e alla distruzione ai danni dell’ambiente che tutti noi stiamo compiendo con le nostre stesse mani.

Mau – Il Museo di Arte Urbana nel quartiere Campidoglio 

Il Mau è il Museo di Arte Urbana di Torino. Un affascinante museo a cielo aperto. Nel quartiere Campidoglio vi sono oltre 180 opere dipinte sui muri, che colorano palazzine, panchine, giardini e aree comuni. Da ammirare e riammirare in una passeggiata artistica cittadina senza precedenti.

Il Mau è nato ufficialmente nel 1995 con l’intento di riqualificare questa borgata che per certi aspetti di città ha poco e racchiude dettagli e particolari suggestivi da vecchio borgo di paese.

Camilla Falsini  – Città delle Dame in Corso Belgio 

Sul fianco di un palazzo di corso Belgio a Torino c’è un intero muro colorato. Chi passa da quelle parti a piedi oppure anche in bicicletta e anche in macchina giungendo dal centro città non può non notarlo. “La città delle dame” è un’opera stilizzata dell’artista romana Camilla Falsini che raffigura Christine de Pizan, la prima donna scrittrice considerata anche nella Storia la prima femminista. Un’opera di street art che strizza l’occhio al gender equality e all’empowerment di tutte le donne.

Mr. Fijodor “Life Below Water”  ovvero La balena di via Valprato 68 

“Salvaguardiamo il mare e gli oceani”. La maestosa opera che fa capolino su un muro di via Valprato a Torino urla questo importante messaggio. Il murales dell’urban artist Mr. Fijodor raffigura l’enorme cetaceo interamente ricoperto da rifiuti metallici. Una grave problematica che attanaglia i nostri oceani, quella dell’inquinamento marino. E Mr. Fijodor ha deciso di soffermarsi su questo importante messaggio per cercare di cambiare rotta.

La Donnola di Roa – Lungo Dora Savona 30

Maestosa, impertinente e sibillina. La “donnola” dell’artista belga Roa è difficile non notarla. Occupa l’intero lato di un palazzo di 6 piani nel quartiere di Aurora a Torino. L’artista l’ha raffigurata in piedi sopra un cumulo di scheletri e in una delle zampe stringe forte la coda di un piccolo topo. Il messaggio allarmante che lo street art ha voluto gridare con questa sua creazione è verso gli umani, responsabili del disequilibrio naturale e dei forti scombussolamenti negli ecosistemi.

Mantra – “The ode of collapse” in via Parma

La biodiversità perde terreno e a rimetterci siamo solo noi. Ammirando “The ode of collapse” ad un primo acchito potrebbe essere un’opera piena di vita, colorata ma in realtà racconta, tramite la pittura, un’altra faccia della medaglia. Le farfalle che compongono il murales sono in realtà morte, estinte a causa dei cambiamenti climatici che stanno sempre più attanagliando il mondo.

Louis Masau –  Corso Moncalieri 61

Animali di grandi dimensioni, sempre rappresentati con differenti sfumature, sempre con un messaggio ed una tematica importante alle spalle nonostante i murales a primo acchito diano l’impressione di qualcosa di spensierato. E così è anche il lavoro che l’artista di street art inglese ha impresso su un muro in zona Crimea a Torino: un elefante vestito di patchwork colorato, sospeso nel vuoto ma ahimé con le zanne tagliate, un chiaro riferimento al terribile bracconaggio di avorio, pratica che ogni anno, si stima stermina circa l’8% degli elefanti nel continente africano.

La volpe di Dzmitryi Kashtalyan – Via Nizza 199

Portamento, eleganza e savoir faire. Tutte queste caratteristiche sembrano appartenere alla strana volpe rappresentata su un lato di un palazzo in via Nizza a Torino. Si tratta dell’opera di Dzmitryi Kashtalyan, street art rumeno che ha scelto questo soggetto per raccontare lo sviluppo sostenibile: la volpe protagonista di questo murales ha infatti 4 mani e solo due sono naturali mentre le altre sono meccaniche. Con sé ha un casco spaziale, un libro e regge anche in una delle mani anche il nostro Pianeta Terra.

Quest’opera, come molte altre citate nell’articolo, sono all’interno del progetto Toward 2030, What are you doing?”, promosso dalla Città di Torino e da Lavazza che ha permesso di trasformare Torino in un grande museo a cielo aperto.

Rossella Carluccio

 

La GAM di Torino tra i vincitori della seconda edizione del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea  del Ministero della Cultura

Grazie a questi fondi la GAM acquisirà 12 dipinti di Michele Tocca

La GAM di Torino annuncia che anche quest’anno il museo è tra i vincitori della seconda edizione del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.  Grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero la GAM acquisirà 12 dipinti di Michele Tocca (Subiaco, Roma, 1983) realizzati tra il 2016 e il 2022.

Le opere acquisite, insieme ad altri dipinti di Tocca, saranno oggetto nel 2023 di una mostra, Michele Tocca. Repoussoir, che porrà il suo lavoro in dialogo con alcuni, meditati, esempi di dipinti tratti dalla collezione di Ottocento della GAM, tra cui opere di Giovanni Battista De Gubernatis, Massimo D’Azeglio, Antonio Fontanesi. La mostra e la pubblicazione renderanno evidente come l’opera di Tocca sappia incarnare una fertile contraddizione: la prima volta dello sguardo che si pone di fronte al mondo per scoprirlo nuovamente nella dimensione dell’istante, e la consapevolezza del “vedersi vedere” –  come avrebbe detto Valery – che è la consapevolezza dell’artista di essere immerso nel mondo che va dipingendo e di tutte le strutture di pensiero, di tutti i meccanismi della visione, di tutte le tradizioni dell’arte che entrano in gioco nel suo osservare e nel suo fare.

I 12 dipinti di Tocca rappresentano quanto di meglio la pittura contemporanea sta producendo in Italia e il tramandarsi di sensibilità, di attenzione e d’intelligenza che, attraverso le stagioni dell’arte, approdano a una visione schiettamente attuale dove le premesse concettuali del lavoro sono inscindibili dalla bellezza dell’espressione pittorica e dalla qualità della mano.

La GAM intende dare nuovo spazio d’attenzione all’odierna pittura che si sta dimostrando arte densa di pensiero e di sensibilità insieme. Nelle opere di Tocca, nei tagli e negli affondi del suo sguardo che sembra voler solo aderire alla superficie delle cose, alla più volatile e minuta percezione, emerge non solo la lezione del primo paesaggismo en plein air di Sette e Ottocento, ma tutta la densa stratificazione del tempo. Quel tempo plurimo che appartiene tanto al mondo osservato – con le indelebili tracce della storia – quanto all’atto del vedere da cui Tocca non intende cancellare tutti gli sguardi esercitatisi sulla natura prima del suo, ma sa sorvegliarne la presenza, riconoscerne l’azione e la memoria.

Il titolo Repoussoir è un termine tratto dalla pittura di paesaggio. Dal Seicento olandese alla pittura romantica tedesca, elementi posti in primo piano, come tronchi d’albero o massi, avevano la funzione di spingere, rilanciare lo sguardo dell’osservatore verso la profondità del dipinto e verso il centro dell’immagine.  Con funzione simile, in alcuni noti paesaggi della storia dell’arte – da Friedrich a Courbet, ad esempio – degli osservatori sono ritratti di spalle, volti verso il panorama. A volte si tratta dell’artista stesso. Michele Tocca ritraendo di spalle la propria giacca da pioggia, usata per le sue sedute en plein air, trasforma sé stesso – o meglio, l’oggetto che più lo rappresenta – in un repoussoir, isolato in una sorta di umile maestà: un oggetto carico di memoria ma anche un dispositivo della visione pittorica la cui presenza trasforma l’opera in una riflessione sui codici dell’arte.

Tanti appuntamenti per l’agosto dei Musei Reali

Continua l’offerta culturale dei Musei Reali con tanti appuntamenti che terranno compagnia ai torinesi che passeranno il mese di agosto in città e ai turisti che sceglieranno Torino per trascorrere le proprie vacanze. Tra questi anche l’iniziativa Domenica al Museo e l’apertura straordinaria di lunedì 15 agosto.

 

Giovedì 4 e giovedì 11 agosto alle ore 17, appuntamento con il ciclo di conferenze “Chiamata alle ArtiVite parallele. Storie di uomini e animali”. 

Tema dell’incontro di giovedì 4 agostoAnimati Animali. Spunti sull’immagine e il ruolo degli animali nel film d’animazioneChiara Magri, del Centro Sperimentale di Cinematografia dialogherà con Stefano Benedetto.

Tema dell’incontro di giovedì 11 agosto: I cavalli dell’Armeria RealePietro Passerin d’Entrèves, Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, dialogherà con Giorgio Careddu.

Per informazioni: Chiamata alle Arti – Vite parallele. Storie di uomini e animali – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Venerdì 5 agosto, dalle 19.30 alle 23.30, apertura del percorso ordinario di Palazzo Reale con l’Armeria (ultimo ingresso ore 22.45). Tariffa di ingresso speciale a 5 Euro. Le opere della mostra Animali a Corte allestite nelle sale di Palazzo Reale saranno illustrate alle ore 19.30 da una guida di CoopCulture (info: Visite serali in occasione di “Torino Crocevia di sonorità” | CoopCulture). Per la rassegna Torino. Crocevia di sonorità, alle ore 21, al Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale, Omaggio alla mostra “Animali a Corte”Suoneranno gli allievi del Conservatorio di Torino, scuole di Composizione (Giorgio Colombo Taccani e Giuseppe Elos), Musica da Camera (Michele Nurchis), Violoncello (Dario Destefano), Violino (Sergio Lamberto). Al pianoforte, la professoressa Valeria De Bernardi. Ingresso riservato ai visitatori dei Musei Reali, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni: Aperture serali e concerti estivi ai Musei Reali. Torino Crocevia di Sonorità – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Domenica 7 agosto torna l’iniziativa del Ministero della Cultura Domenica al museo, che offre l’ingresso gratuito ai luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. L’ingresso gratuito ai Musei Reali è concesso esclusivamente con prenotazione online al link Biglietto Musei Reali di Torino | CoopCulture a partire da mercoledì 3 agosto.

 

Lunedì 15 agosto i Musei Reali saranno aperti al pubblico e il giorno di chiusura sarà mercoledì 17.

 

Le attività con CoopCulture

Per il mese di agosto un nuovo calendario di appuntamenti con Benvenuto a Palazzo. Le guide e gli storici dell’arte CoopCulture vi aspettano per condurvi in una visita guidata alla scoperta delle sale di rappresentanza del primo piano di Palazzo Reale e dell’Armeria, un itinerario per scoprire o riscoprire la storia e la magnificenza della prima reggia d’Italia:

sabato 6 agosto alle ore 11 e alle 15.30;

martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11 agosto alle ore 11;

venerdì 12 agosto alle ore 10, 12, 14, 15.30 e 17;

sabato 13 agosto alle ore 10, 12, 14, 15.30 e 17; 

domenica 14 agosto alle ore 10, 12, 14, 15.30, 17;

lunedì 15 agosto alle ore 10, 12, 14, 15.30 e 17;

martedì 16 agosto alle ore 11.

Costo dell’attività: 7 Euro oltre al biglietto di ingresso ridotto ai Musei Reali (13 Euro ordinario, 2 Euro da 18 a 25 anni, gratuito under 18). Biglietti online su Musei Reali di Torino | CoopCulture – e-mail info.torino@coopculture.it

 

È possibile prenotare una visita ai percorsi speciali dei Musei Reali:

– sabato 13 e domenica 14 agosto alle 17.30: visita alle Cucine di Palazzo Reale, impreziosita dalla lettura a due voci di menù e ricette del tempo, per far rivivere un passato lontano.

Costo delle visite speciali: 10 Euro oltre al biglietto di ingresso ridotto ai Musei Reali (13 Euro ordinario, 2 Euro da 18 a 25 anni, gratuito under 18). Biglietti online su Musei Reali di Torino | CoopCulture – e-mail info.torino@coopculture.it

 

I Giardini della Cavallerizza Reale sono nuovamente aperti al pubblico. Il patrimonio verde del museo ritorna completamente accessibile grazie a iniziative e attività gratuite, rivolte a bambini e famiglie, realizzate in collaborazione con Xké? ZeroTredici, società consortile vincitrice della manifestazione d’interesse per l’assegnazione del servizio di valorizzazione dei Giardini della Cavallerizza.  Per le famiglie che ad agosto restano in città, due appuntamenti liberi e gratuiti il 7 e 14 agosto alle ore 16.30. Le modalità di accesso e il programma degli appuntamenti sono pubblicati sul sito dei Musei Reali al link Racconti Reali. Un’estate per giocare con la cultura nei Giardini della Cavallerizza – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Le mostre in corso ai Musei Reali

 

Fantasmi e altri misteri – Fumetti in mostra. Fino a domenica 11 settembre, nello Spazio Scoperte al secondo piano della Galleria Sabauda, è visitabile la mostra Fantasmi e altri misteri – Fumetti in mostra. L’iniziativa del Ministero della cultura Fumetti nei Musei, in collaborazione con Coconino Press-Fandango, è stata realizzata per avvicinare i ragazzi al patrimonio artistico italiano. Le tavole originali della graphic novel “Io più fanciullo non sono” della fumettista e vignettista Lorena Canottiere, ispirata alla figura del Principe Eugenio di Savoia-Soissons, sono presentate con alcune opere dei Musei Reali legate al condottiero collezionista, con una selezione di lavori dei fumettisti che hanno partecipato al progetto e si sono confrontati con il tema del mistero e dei fantasmi. L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto dei Musei Reali. 

Informazioni: Fantasmi e altri misteri. Fumetti in mostra – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Animali a Corte. Vite mai viste nei Giardini Reali, curata da Stefania Dassi e Carla Testore, è la proposta con cui fino al 16 ottobre i Musei Reali intendono creare un percorso di visita innovativo nel quale le tecniche e i linguaggi dell’arte contemporanea dialogano con la cornice dell’antica residenza. Il percorso si snoda in parte nei Giardini Reali, elemento fondante dell’identità del museo, nonché prezioso luogo d’incontro e di socialità per cittadini e turisti. Le opere popolano non solo l’esterno, ma anche alcune sale di Palazzo Reale, Armeria e Galleria Sabauda per stabilire rimandi e connessioni tra le sculture e gli animali raffigurati nelle opere che costituiscono il patrimonio dei musei. Gli artisti in mostra sono Paolo Albertelli e Mariagrazia Abbaldo, Maura Banfo, Nazareno Biondo, Nicola Bolla, Stefano Bombardieri. Jessica Carroll, Fabrizio Corneli, Cracking Art, Diego Dutto, Ezio Gribaudo, Michele Guaschino, Luigi Mainolfi, Gino Marotta, Mario Merz, Pino Pascali e Velasco Vitali.

L’ingresso alla sezione della mostra nelle sale dei Musei Reali è compreso nel biglietto ordinario. Accesso gratuito per la sezione ospitata nei Giardini Reali. Informazioni: Animali a Corte. Vite mai viste nei Giardini Reali – Musei Reali Torino (beniculturali.it)

 

Le novità digitali

Tra le novità che accompagnano la visita ai Musei Reali, l’inedita applicazione di gamification MRT Play è disponibile gratuitamente sui principali store. Ideata dai Musei Reali in collaborazione con Visivalab SL e il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando SWITCH_Strategie e strumenti per la digital transformation nella cultura, l’applicazione di realtà aumentata offre una nuova esperienza di fruizione innovativa e accattivante, per approfondire la conoscenza delle opere della Galleria Sabauda attraverso giochi e indovinelli, in compagnia di personaggi storici e professionisti della cultura.

 

Per visitare Palazzo Reale, la Galleria Sabauda e il Museo di Antichità con curiosi personaggi pronti a raccontare le loro coinvolgenti storie è disponibile l’Audioguida Kidsrealizzata dai Servizi Educativi dei Musei Reali in collaborazione con CoopCulture. Lungo il percorso sono presenti dei QR-code da scansionare per ascoltare gratuitamente le tracce audio pensate per i giovanissimi visitatori, per un’esperienza di visita coinvolgente e divertente (età consigliata: 5/12 anni).

 

La Biblioteca Reale

Dal lunedì 8 a venerdì 12 agosto 2022, la Biblioteca Reale sarà aperta in orario 9 – 13,30. Dal 13 al 20 agosto, la Biblioteca Reale resterà chiusa. Servizio di informazione attivo dalle 10 alle 12 scrivendo a mrt-to.bibliotecareale@cultura.gov.it.

Per conoscere le modalità di accesso e registrazione, consultare la pagina Orari e modalità di apertura della Biblioteca Reale – Musei Reali Torino (beniculturali.it).

 

Caffè Reale

Nella suggestiva Corte d’Onore di Palazzo Reale è possibile rigenerarsi con una pausa al Caffè Reale Torino, ospitato in una ambientazione unica ed elegante, impreziosita da suppellettili in porcellana e argento provenienti dalle collezioni sabaude. Informazioni e prenotazioni al numero 335 8140537 o via e-mail all’indirizzo segreteria@ilcatering.net.

Ogni venerdì di agosto, il Caffè Reale resterà aperto anche dalle 19.30 alle 23 in occasione della rassegna Torino. Crocevia di sonorità.

 

Museum Shop

Per rimanere sempre aggiornati sulle pubblicazioni dei Musei Reali e per dedicarvi un pensiero, il Museum Shop è aperto.

È disponibile anche online Musei Reali (shopculture.it).

 

Il pittore astratto Demarchi ritorna con una mostra monografica al Museo Diocesano

Il pittore astratto Roberto Demarchi ritorna con una mostra monografica ospitata al Museo Diocesano di Torino presso il Duomo, dal titolo “Origine’, di carattere veterotestamentario, visitabile dal 15 settembre prossimo

 

Atteso ritorno del pittore torinese Roberto Demarchi con una mostra che sarà visitabile dal 15 settembre al 14 novembre prossimi presso gli spazi del Museo Diocesano, allestito nella cripta del Duomo di Torino, la cattedrale di San Giovanni Battista, nell’omonima piazza.
Roberto Demarchi torna, così, protagonista di una mostra monografica a Torino, dal titolo ‘Origine’ e di tema veterotestamentario. Si tratta dell’esposizione di sedici tavole su legno dedicate alla prima parte “Origine” del tema sconfinato del viaggio dell’essere umano “Dall’origine alla salvezza”.
Le tele sono dedicate a episodi e personaggi dell’Antico Testamento: ”La caduta di Lucifero”, “La creazione di Adamo”, “La creazione di Eva”, “L’ albero della conoscenza”, “Cacciata dall’Eden”, “Caino e Abele”, “La riconciliazione dopo il diluvio”, La torre di Babele”, “Abramo e la Fede”, “Abramo sotto le stelle”, “Il sacrificio di Isacco”, “La scala di Giacobbe”, “Mosè e il roveto ardente”, Mosè e le tavole della Legge”, La morte di Mosè”, “Il profeta Elia”.
La seconda antologica, ideale prosecuzione della prima, sarà organizzata negli stessi spazi del Museo Diocesano nel 2023, in data ancora da definire, e avrà quale titolo “Salvezza”, dedicata ai temi neotestamentari.
“È quella di Demarchi – spiega il professor Claudio Strinati nella presentazione – un’astrazione quale fattore visivo germinale della vibrazione luminosa e della configurazione di figure geometriche, cariche di senso recondito, ma non inattingibile; e quel senso va ricercato proprio nell’intento dell’artista di conferire una forma congruente a questioni di carattere etico, determinanti per il nostro essere e per il nostro vivere”.
Il percorso artistico di Roberto Demarchi, nato a Torino nel 1951, città dove ha compiuto studi classici e di architettura, inizia piuttosto precocemente, perfezionandosi, a partire dal 1966, sotto la guida del pittore torinese Riccardo Chicco. La sua prima mostra ebbe luogo nel 1969 presso la galleria Cassiopea di Torino, con la presentazione da parte del critico e storico dell’arte Angelo Dragone.
Demarchi è stato docente di storia dell’arte contestualmente all’esercizio della professione di architetto, coltivando, nel corso degli anni, anche un attento studio della filosofia, della letteratura e della musica.
All’inizio degli anni Novanta a Torino fu protagonista di una mostra dal titolo “Alogia”, un “percorso nel buio della coscienza e della memoria”, che segnò il passaggio da un linguaggio figurativo, attento alla potenzialità espressiva di materiali e tecniche inusuali, all’astrazione, che ebbe la sua espressione nel successivo ciclo “Peri Physeos” del marzo 2001. Qui, con un linguaggio pittorico binario rigorosamente ridotto all’uso di quadrati e rettangoli, l’artista riflette sul momento aurorale del pensiero occidentale e, in particolare, su quello dei filosofi presocratici. Su questo suo lavoro pittorico viene presentata un’ampia monografia a Roma, in Campidoglio, nel 2003, e a Torino a palazzo Bricherasio (editore Concetti). Alla stesura di questa monografia hanno contribuito alcuni tra i massimi esponenti europei della letteratura, poesia e filosofia, tra cui Zanzotto, Bonnefoys, Kunert, Raboni, Patrikios e Severino.
Da allora in poi la ricerca di Demarchi si è declinata sulle opere del poeta tragico Eschilo e sull’interpretazione e rappresentazioni veterotestamentarie e tratte dal Nuovo Testamento. Nel 2007 si tenne presso l’Archivio di Stato di Torino la mostra “Genesi”, curata da Enrico Paolucci, già direttore degli Uffizi di Firenze e già direttore dei Musei Vaticani, che avrebbe poi curato, tra il 2008 e il 2009, la mostra di Demarchi intitolata “Genesi del Mondo e Genesi dell’Arte”, nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma.
Nell’aprile 2011 Claudio Strinati presentò, alla Biblioteca Ambrosiana a Milano, il trittico dedicato alla Passione secondo Matteo, riflessione in astrazione sull’omonima opera di J.S. Bach.
Una interessante pubblicazione dell’artista è stata quella risalente al 2013, per i tipi Allemandi, del volume sulla Tempesta, in cui Demarchi ha proposto un’innovativa lettura cronologica del noto dipinto del Giorgione, accompagnata da una sua interpretazione in astrazione.
Una successiva mostra, tenutasi nel 2014, inaugurata presso l’Istituto Italiano di Cultura, Ministero degli Esteri a Tokyo, è stata quella intitolata “Haiku”, comprendente 17 dipinti capaci di restituire, con un linguaggio pittorico astratto, altrettanti componimenti poetici giapponesi.
Dal 9 luglio al 17 settembre 2016 la Fondazione Bottari Lattes organizzò una triplice mostra delle opere dell’artista, dal titolo Forma, materia e spirito”, a palazzo Tovegni a Murazzano, nello spazio Don Chisciotte a Torino e nella sua sede di Monforte. Nel luglio 2018 veniva pubblicato il libro di Demarchi intitolato “La moneta di Caravaggio “, con la prefazione di Claudio Strinati, disvelamento di un’inedita scoperta da parte di Demarchi di un particolare della “Vocazione di Matteo” di Caravaggio.
Le ultime esposizioni dell’artista sono state, nel novembre 2018, presso l’Archivio di Stato di Torino, dal titolo “Alle radici”, e la successiva mostra antologica dal titolo “Il Rinascimento ritorna”, nella storica sede fiorentina del Convitto della calza.

Mara Martellotta

Marilyn, una “notte speciale” per ricordare la scomparsa della “diva delle dive”

“Forever MARILYN Special Night”

Giovedì 4 agosto, dalle 19 alle 23

Certo, alla “Palazzina di Caccia di Stupinigi”, dove dagli inizi di luglio e fino al 18 settembre prossimo, è in corso la mostra “Forever Marilyn”in occasione dei sessant’anni dalla scomparsa dell’eterna icona di bellezza del cinema americano, l’anniversario non poteva non essere ricordato e celebrato. L’appuntamento è per giovedì 4 agosto. Fu, infatti, nella notte fra il 4 ed il 5 agosto del 1962 che Norma Jeane Mortenson Baker, in arte Marilyn Monroe (“la bellissima bambina”, come l’aveva chiamata Truman Capote, che per lei scrisse il racconto “Colazione da Tiffany”, trasformato poi da Hollywood nel mitico film interpretato da Audrey Hepburn) fu trovata dalla governante Eunice Murray nel suo letto priva di vita al 12305 di Fifth Helena Drive a Brentwood – Los Angeles. Marilyn aveva solo 36 anni. Il fatto suscitò il clamore e l’interesse dell’opinione pubblica mondiale. Da subito infatti quella morte apparve avvolta in un fitto mistero, abitato da tanti personaggi “sbagliati” e famosi (celebrità di cui appena si potevano sussurrare i nomi), e che ancora oggi, a sessant’anni di distanza, resta senza certezze assolute. Suicidio? Omicidio? Complotto? Mentre la versione ufficiale dichiarò il suicidio per un mix di barbiturici, tante furono le tesi controverse sul suo decesso, tra cui morte per omicidio commissionato da Robert Kennedy (suo ultimo amante; nelle ridda delle voci comparve anche il nome di Peter Lawford, attore e cognato di Kennedy) e commesso da Ralph Greenson – psichiatra di Marilyn – con un’iniezione letale; oppure omicidio perpetrato nientemeno che dalla mafia di Chicago per vendicarsi dei Kennedy. Molte domande, nessuna risposta. E indagini forse non sempre limpide, come avrebbero dovuto e potuto muoversi. Una cosa è certa. La sua morte sconvolse il mondo. Al punto che una settimana dopo si registrò un’impennata di suicidi: nella sola città di New York ben dodici nello stesso giorno. “Se la più meravigliosa cosa nel mondo non ha avuto niente per cui valesse la pena vivere, allora neanch’io”, lasciò scritto in un biglietto una vittima. E poco più di dieci anni dopo Elton John dedicò alla scomparsa di Marilyn la celebre “Candle in the Wind” per celebrare la fragilità della donna-attrice; brano solo successivamente riadattato per commemorare la principessa Diana.

Fatto è che, da quella tragica notte del 1962, il mito – Marilyn è rimasto immutato, eterno. Come il sorriso nelle sue foto (alcune iconiche come quella, vestito svolazzante, sulla metropolitana di New York nella pellicola di “Quando la moglie è in vacanza”) scattate – a colori e in bianco e nero – dall’amico storico Sam Shaw ed esposte in mostra a Stupinigi accanto ad oltre ottanta memorabilia originali (articoli di bellezza, abiti, scarpe, oggetti di scena e perfino quattro bigodini che ancora conservano, oggetto di venerazione, un suo capello biondo) raccolti da Ted Stampfer, il maggior collezionista al mondo di cose “di” e “su” Marilyn. Foto e concreti ricordi, cui giovedì 4 agosto, ci si potrà avvicinare e goderne la suggestione amplificata dal tempo, proprio partecipando alla “special night”, organizzata da “Next Exhibition” (promotrice della mostra) per commemorare Marilyn nel 60° della scomparsa. Per l’occasione, la rassegna, dopo la chiusura delle 18, riaprirà dalle 19 alle 23, con ultimo ingresso alle ore 22. Nel viale antistante la “Palazzina” di Stupinigi (piazza Principe Amedeo 7, Nichelino-Torino) verranno esposte delle bellissime auto americane in collaborazione con il partner della mostra “West Custom Italy” e ulteriore protagonista dell’evento la motrice di un camion interamente brandizzata “a tema Marilyn” con luci e musica, opera customized da Andrea Sandrone.

Per accompagnare la visita sarà a disposizione del pubblico anche un “corner food and drink”, in collaborazione con “GusTo Italia” per chi volesse gustare una bibita fresca o un piatto in stile americano.

E’ possibile acquistare i biglietti per la serata già in prevendita con il circuito “Ticket Master”. Sarà anche attiva la biglietteria della mostra la sera dell’evento. Biglietto intero: 12 euro. Biglietto ridotto (partnersunder 12 anni, over 65 e studenti universitari): 10 euro

Per ulteriori informazioni e/o per prenotazione gruppi è possibile scrivere all’indirizzo e-mail: info@forevermarilyn.it

g.m.

Nelle foto:

–       Sam Shaw: da “Quando la moglie è in vacanza”

–       Sam Shaw: “Marilyn Monroe”

–       “Motrice Marilyn”