5-6 novembre 2022 “Le stanze chiuse del re” è il nome della visita guidata straordinaria, in programma sabato 5 e domenica 6 novembre, all’appartamento di Ponente di Carlo Felice con le sue particolari decorazioni a tema marino. Opposto allo speculare appartamento di Levante, l’appartamento in attesa di restauro è l’insieme delle stanze appartenute al Re Carlo Felice e alla duchessa Cristina di Borbone.
Gli spazi vennero ampliati sotto la direzione di Benedetto Alfieri nel XVIII secolo per accogliere le stanze di Vittorio Emanuele, duca d’Aosta e figlio di re Vittorio Amedeo III. L’appartamento si apre all’ingresso con un atrio contraddistinto da due statue in marmo dei fratelli Collino rappresentanti rispettivamente Meleagro e Atalanta. Le due anticamere successive sono contraddistinte da una decorazione della seconda metà del XVIII secolo ascrivibili alla scuola del Cignaroli con scene di caccia e di vita agreste. Tutte le sovraporte degli ambienti raffiguranti Marine, datate 1755, sono riconducibili alla maniera di Francesco Antoniani. Nelle camere da letto i lampadari in vetro di Murano con bracci a cornucopie, risalgono alla fine del XVIII secolo così come i letti intagliati e laccati. I camini di tutto l’appartamento sono in marmo di Valdieri, il pavimento in seminato alla veneziana.
La visita rientra nel programma di Passepartout, le visite guidate straordinarie alla (ri)scoperta degli spazi segreti, normalmente chiusi al pubblico, della Palazzina di Caccia di Stupinigi. L’appartamento di Ponente, gli ambienti della servitù e la cupola juvarriana sono gli spazi della corte, in alcuni casi aperti per la prima volta ai visitatori, che raccontano la storia della Palazzina nelle sue diverse fasi abitative e il progetto architettonico alla base della sua costruzione.
INFO
Palazzina di Caccia di Stupinigi
piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)
Le stanze chiuse del re – Visita all’appartamento di Ponente
Sabato 5 novembre, ore 10.30, 12, 14.30 e 16
Domenica 6 novembre, ore 10.30, 12, 14.30 e 16
Durata: un’ora circa.
Prossimi appuntamenti: 12 novembre
Costo del biglietto: 17 euro.
Per partecipare alle visite guidate è obbligatoria la prenotazione.
Prenotazione obbligatoria al numero: 011 6200633, dal martedì al venerdì 10-17,30, entro il venerdì precedente la visita.


Le grandi superfici cucite sono state create nell’ambito di una serie di workshop in collaborazione con le partecipanti al progetto “Lalàgeatelier – Dispositivi Vestimentari”nella sua nuova sede nel quartiere “Le Vallette” di Torino in collaborazione con le residenti del quartiere, le utenti della “Comunità Fragole Celesti” e “Cooperativa progetto tenda Onlus”. Arte e sociale. “Un lavoro corale dove la ricerca fra ‘abito’ e ‘habitus’ confluisce nell’atto performativo”. E proprio in linea con questi principi, Sara Conforti ha fondato a Torino, nel 2016, “hòferlab”, associazione culturale volta a sensibilizzare sui temi della giustizia sociale ed ecologica, dei diritti umani e del lavoro nelle filiere del tessile globale. Memoria e intreccio, rapporti e tessiture sono chiave di volta anche dell’esposizione interna, dove troviamo la grande installazione interattiva, “Centosettantaperottanta – What comes first?”, uno spazio di esplorazione dedicato all’universo femminile, un archivio di “reminescenze vestiamentarie” condivise, attraverso la redazione dei “taccuini esperienziali”, un’opera collettiva che ha dato vita al “taccuino d’artista” donato alla “Collezione di Moleskine Foundation” di Milano ed esposto a febbraio al “Palais de Tokyo” a Parigi e a maggio al “One World Observatory” presso il “One World Trade Center” a New York. Il “taccuino d’artista” è eccezionalmente esposto al “Museo del Tessile di Chieri, per la prima volta in Italia, grazie al prestito dalla “Collezione di Moleskine Foundation”. L’opera invita il visitatore a fruire di una curiosa “formula partecipata” che rimanda ai “Libri della Fortuna”, in gran voga nel Rinascimento. Il pubblico, rivolgendo a sé stesso la domanda “What comes first?” potrà interagire con le opere delle partecipanti ai workshop, estraendo un numero da un insieme di piccoli sassi cifrati che a sua volta coincide con quello di un taccuino e di uno dei ricami rilegati nel libro, a loro volta numerati e messi a disposizione del pubblico. Attraverso la loro lettura il pubblico potrà entrare in contatto empatico con la storia e le memorie scritte dall’anonima compilatrice dell’opera, casualmente chiamata a dare risposta alla domanda iniziale. A completare, infine, la mostra una serie di fotografie e speciali opere tessili in “cotone BCI – Better Cotton Initiative” (il più grande programma di sostenibilità del cotone al mondo) e “Denim”realizzate grazie alla collaborazione con “Thecolorsoup” e “Berto Industria Tessile”.