franco tosi- Pagina 3

230 Risultati trovati.

Graglia premia le giovani promesse del baseball e softball

Il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia ha ricevuto  a Palazzo Lascaris le squadre cuneesi under 12 di baseball di Boves e di Fossano e di softball under 13 di Fossano, che si sono distinte, classificandosi nella terna dei vincitori, nelle gare disputate al Torneo delle Regioni svoltosi in Sardegna a inizio ottobre.

Graglia, cui è stata donata una simbolica palla da baseball, ha lodato gli atleti e i loro accompagnatori – il presidente e il vicepresidente del Fossano Miranda Scotto Sabrina Olivero e gli allenatori del Fossano Claudio Sandrone e del Boves Andrea Melis – per i risultati conseguiti, sottolineando l’importanza “di regole e disciplina per conseguire, con impegno e passione, obiettivi importanti”.
Prima dei saluti, Graglia ha donato ai giovani atleti e ai loro accompagnatori una pergamena. Con i primi si è congratulato “per l’eccellente risultato sportivo ottenuto con grinta e determinazione al Torneo delle Regioni 2025”; con i secondi si è complimentato “per l’impegno e la passione con la quale si sono dedicati alle società sportive e ai ragazzi”: risultati che rappresentano un indubbio motivo di orgoglio per tutto il Piemonte.

Orgoglio piemontese a Palazzo Lascaris: premiati giovani campioni cuneesi

Il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia ha ricevuto a Palazzo Lascaris la giovane tiratrice Alice Giavelli e gli atleti della Nazionale giovanile della Federazione italiana pallapugno (Fipap), protagonista quest’anno del Campionato europeo in Belgio.

Originaria di Argentera (Cn) e accompagnata dai genitori, la quattordicenne Giavelli, tesserata per la società Tsn Mondovì, si è particolarmente distinta nel Trofeo Coni 2025, disputatosi a Lignano Sabbiadoro (Ud) a settembre coinvolgendo oltre 4.500 partecipanti, nella disciplina Uits di carabina C10, dove si è aggiudicata il secondo posto.

La Nazionale – formata dagli atleti Paolo RolfoLuca BertorelloMartina GiubergiaFrancesco RinaldiGiorgio BattaglinoGiovanni Cerruti e Pietro Oreglia e accompagnata dal direttore tecnico Giorgio Vacchetto, dal dottore Roberto Campini, da Luca Giaccone e Romano Sirotto – ha regalato al vicepresidente Graglia un palla da pallapugno autografata.

“Con grinta e determinazione – ha sottolineato il vicepresidente, ricevendo il dono – avete difeso i colori italiani e del Piemonte”.

Giavelli e alla Nazionale di pallapugno Graglia ha donato una pergamena per gli eccellenti risultati ottenuti, “un successo sportivo – si legge – che è motivo di orgoglio per tutto il nostro Piemonte”.

UFFICO STAMPA CRP

Bartoli: “Le malattie rare ci ricordano che la sanità è prima di tutto comunità, ascolto e solidarietà”

 

Torino, 16 ottobre 2025 – Il Consigliere Regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione (Ambiente), Sergio Bartoli, ha portato il saluto istituzionale della Regione Piemonte all’evento “La gestione delle malattie rare in Regione Piemonte”, svoltosi questa mattina all’Hotel NH Collection Santo Stefano di Torino.
Nel suo intervento, Bartoli ha sottolineato come “le malattie rare ci ricordino quanto la sanità pubblica debba essere anche una comunità di ascolto, di prossimità e di solidarietà: è da qui che passa la qualità del nostro sistema sanitario e la fiducia dei cittadini”.
L’incontro, promosso da Motore Sanità, ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, mondo scientifico e associazioni dei pazienti, con l’obiettivo di fare il punto sullo stato della rete piemontese delle malattie rare e sul suo percorso di riordino.
Tra gli interventi di rilievo, quelli di Franco Ripa, Dirigente della Direzione Sanità e Welfare della Regione Piemonte; Federica Riccio, Direttore S.C. Medicina Territoriale e Reti di Patologia di Azienda Zero; Roberta Rossini, Direttore di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera “Santa Croce e Carle” di Cuneo; Giuseppe Limongelli, Professore di Scienze Mediche Traslazionali all’Università “Luigi Vanvitelli” ed esperto ERN Guard-Heart; Walter Grosso Marra, Direttore di Cardiologia dell’Ospedale di Ivrea (ASL TO4); e Alessandra Chinaglia, Direttore di Cardiologia e del Dipartimento Area Medica Specialistica dell’AOU San Luigi Gonzaga.
Il confronto ha posto l’accento sulla necessità di una rete regionale più capillare e omogenea, capace di ridurre la mobilità passiva dei pazienti e garantire diagnosi tempestive, formazione continua del personale sanitario e percorsi terapeutici personalizzati.
“Il Piemonte – ha ricordato Bartoli – sta lavorando per rafforzare i centri prescrittori, migliorare l’integrazione tra ospedale e territorio e valorizzare il ruolo delle associazioni, che rappresentano un punto di riferimento indispensabile per i pazienti e le loro famiglie.”
L’evento ha confermato il ruolo del Piemonte come Regione impegnata a costruire una sanità più equa, solidale e innovativa anche nel campo delle malattie rare.

Sebastiano Vassalli e le sue terre d’acque

Il 26 luglio di nove anni fa si spegneva dopo una malattia fulminante e incurabile, avvolta nel più stretto riserbo, lo scrittore Sebastiano Vassalli.

Genovese di nascita (con madre toscana e padre lombardo) e novarese d’adozione, nella “terra d’acque” (come s’intitola anche uno dei suoi romanzi) ambientò alcune delle sue opere più significative, come Cuore di pietra, romanzo storico pubblicato nel 1996 da Einaudi nella collana Supercoralli, dove la maestosa casa del conte Basilio Pignatelli s’intuisce essere la novarese Villa Bossi, splendida dimora sul baluardo Quintino Sella, all’angolo con via Pier Lombardo. Laureatosi in Lettere con una tesi sull’arte contemporanea e la psicanalisi con Cesare Musatti ( il controrelatore fu Gillo Dorfles),Vassalli è stato uno dei più grandi scrittori italiani. Tra le sue opere, tradotte in molti paesi, una in particolare gli consentì di conoscere un importante successo nel 1990 quando gli venne assegnato il Premio Strega per La chimera, romanzo storico ambientato nella campagna novarese del Seicento. Il libro narra la storia di un processo (un episodio realmente accaduto) a una strega nella Milano dei Promessi Sposi, risalente al 1628. E la “chimera” altro non era che il monte Rosa per come appariva allo sguardo dei contadini che, tormentati dall’afa e chini sulle risaie del novarese, alzavano gli occhi verso l’orizzonte e vedevano stagliarsi lontano il massiccio della montagna innevata. Nelle opere di Vassalli la componente territoriale ha sempre avuto una rilevanza particolare, con la cornice del Piemonte e in particolare delle “terre del riso” nelle pianure a nordest. Nel 2011, Franco Esposito (poeta, direttore della rivista Microprovincia di Stresa) curò la monografia “La parola e le storie in Sebastiano Vassalli”. Un modo intelligente per festeggiare l’autore di tanti libri importanti da Abitare il vento a La notte della cometa ( romanzo sulla vita del poeta Dino Campana) , ai già citati Cuore di pietra e La chimera fino agli ultimi, molto belli, Le due chiese, Terre selvagge , Il confine e Io, Partenope. In quel numero della rivista, unendo gli sforzi editoriali delle Edizioni Rosminiane a quelli della novarese Interlinea, vennero proposti testi dello stesso Vassalli, belle foto e disegni oltre agli scritti di una lunga serie di intellettuali e letterati come Giorgio Bárberi Squarotti, Roberto Cicala, Franco Cordelli, Fulvio Papi e altri. Dalla prima stagione di Vassalli e dall’esperienza con la neoavanguardia del “Gruppo 63” all’originalissima cifra della sua opera letteraria, dal suo grande amore per la poesia alla fedeltà rara alla Einaudi (la casa editrice dello Struzzo) scorrendo le pagine di Microprovincia si intravvedeva tutta la complessità di questo scrittore straordinario. Una figura importante per la letteratura ma anche per il giornalismo al quale dedicò molte collaborazioni con le principali testate, da La Stampa, il Corriere della Sera e La Repubblica. Vassalli, uomo estremamente riservato, nel tempo aveva stretto un rapporto molto personale con la seconda città del Piemonte, il suo dialetto appartenente al ramo occidentale della lingua lombarda, il carattere degli abitanti e i luoghi novaresi. La cascina Marangana di Biandrate era il suo rifugio letterario,un buen retiro immerso tra le risaie a una dozzina di chilometri da Novara. Sulla porta d’ingresso di questa ex canonica trasformata in abitazione campeggia una scritta lapidaria, che vale più di tanti discorsi: i soli stanno soli e fanno luce. Vassalli sosteneva che “il mestiere dello scrittore consiste nel raccontare storie“. E aggiungeva: “Così era ai tempi di Omero e così è ancora oggi. È un mestiere antico come il mondo, che risponde a una necessità degli esseri umani, a un loro bisogno fondamentale: quello di raccontarsi. Finché ci saranno nel mondo due persone, ci sarà chi racconta una storia e ci sarà chi la ascolta“. La casa è ora un museo grazie al progetto dell’archivio Sebastiano Vassalli. Una felice intuizione tesa a costituire un centro di consultazione pubblica, a beneficio di studiosi e di quanti vorranno consultare il patrimonio culturale di questo grande scrittore.

Marco Travaglini

I vincitori di Job Film Days. I premi della sesta edizione

Si è  conclusa al cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema la sesta edizione di Job Film Days, festival diretto da Annalisa Lantermo, tenutosi dal 30 settembre al 5 ottobre 2025.
La giuria, presieduta da Paola Randi e composta da Eva Parey, Paola Valentini, Matteo Berardini e Domenico Princigalli ha assegnato il premio come miglior film a “Mr Nobody Agaist Putin” di David Borenstein ( Danimarca/ Repubblica Ceca 2025, 90’).

Eccone la motivazione: realizzato tramite footage girato e trafugato con grande rischio per la sicurezza personale, ‘Mr Nobody Against Putin” è un documentario che testimonia anzitutto il coraggio del suo protagonista, Pasha, disposto a fronteggiare ritorsioni ed esilio pur di denunciare la deriva autoritaria della società russa seguita all’invasione in  Ucraina. Pasha è un insegnante, un lavoro determinante che diamo spesso per scontato e che, invece, si fa ancora più importante nel momento in cui propaganda, culto dell’autorità  e militarizzazione si impossessano della quotidianità scolastica.  Il film si costruisce su un punto di vista privilegiato e originale in grado  di svelare i meccanismi interni di un’autocrazia che promuove una cultura bellica radicata nel concetto di invasione, coltivata nell’etnocentrismo e nella mancanza di empatia, senza dimenticare la sofferenza vissuta dalle famiglie dei soldati caduti e lo spavento mal nascosto del machismo dei più giovani pronti a partire. Il documentario dimostra la sua assoluta necessità, in tempi in cui la società appare cieca e pronta a perpetrare simili orrori.

Il Gran Premio della Giuria è  stato assegnato a “How to Talk to Lydia” di Rusudan Gaprindashvili (Georgia/ Germania 2025, 72’)
La motivazione seguente: sorretto da un’intuizione che è assai potentemente cinematografica  e assai pertinente rispetto ai temi della salute e della sicurezza sul posto di lavoro. Si tratta di un documentario che pone in rilievo l’interazione tra l’uomo e l’intelligenza artificiale come va configurandosi nel capitalismo neoliberista di oggi. Raccontando una storia di migrazione economica in cui il lavoratore è  costretto ad “indossare” l’intelligenza artificiale  divenendo il suo supporto e completamento fisico, il film espone con molta chiarezza la doppia valenza di tale relazione, per cui ai vantaggi dell’automazione corrispondono nuovi rischi, a partire dalla stortura, paradossale, di rendere tale dinamica patologica nel suo sovvertimento. È  Lydia la voce generata dal dispositivo indossabile, che impartisce istruzioni dettagliate al lavoratore perché possa compiere incarichi fisici con maggior accuratezza e velocità, esponendosi, però, alle operazioni più rischiose del processo. L’alienazione generata passa anche per il linguaggio, che risulta appiattito ad una serie di istruzioni essenziali che trasformano la quotidianità verbale in un mantra solitario.

Il Premio al miglior film sulle tematiche inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro è andato ex aequo a “Naima’, film della regista Anna Thommen, (Svizzera 2024), e al film intitolato “Bad reputation” di Marta Garcia e Sol Infante (Uruguay Argentina 2024, 78’)

Il premio Job for the Future  JFD della Camera di Commercio di Torino è  stato assegnato come miglior cortometraggio  a “They can hear your smile” di Michael Jiřinic (Repubblica Ceca, 2024, 12′). Il premio al miglior soggetto in relazione alle tematiche del bando di concorso è  stato assegnato  a +10K di Gala Hernández López ( Spagna, Francia, 2025, 31′).
Il premio al miglior regista che abbia sviluppato temi di interesse per il Piemonte è stato assegnato  al film di Edoardo Brighenti “Dream Car Wash” ( Italia/ Regno Unito 2024, 13′).
La giuria composta da studentesse e studenti dell’Università di Torino, Politecnico di Torino e Scuola Holden  ha assegnato il primo premio per il miglior cortometraggio a “Queen Ant” di Michal Mróz (Polonia 2024, 8′).
La giuria studentesca assegna inoltre una menzione speciale a “The office Farewell” di Mehdi Pierret ( Belgio, 2024, 18′) e a “Dream Now Revolution Tomorrow” di Francesco Manzato ( Italia, 2024, 9′).

Per quanto riguarda il Premio “Decent work for All” , la giuria presieduta  da Dagmawi Yimer e composta da Cristina Voto, Paola Babos, Mattia Temponi  e Annamaria Gallone ha assegnato il premio come miglior cortometraggio  a “Patron Saint” di Fanie Soto ( Messico 2024, 15′)
ll premio al miglior soggetto in relazione alle tematiche del bando di concorso  è  stato assegnato a “The Weeper” di  Hamed Ghasemi (Iran , 2024, 20′).
Il premio per la miglior regia è stato assegnato a ”The Rocks Speaks” di Francois Knoetze e Amy Louise Wilson ( Sud Africa, Stati Uniti, Congo, 2024, 7′).
La giuria ha assegnato inoltre una menzione speciale  a “Touch” di Pedro Carvalho ( Brasile, 2024, 20′).

Per quanto riguarda i laboratori di scrittura “Dall’idea al soggetto Job Film Days” la giuria presieduta da Monica Repetto e composta da Fabrizio Bontempo  e Massimo Arvat ha assegnato il premio per il miglior soggetto a Giacomo Mosca con “Ritratto di un giovane indiano che scompare nell’indifferenza generale”. Il secondo premio è stato conseguito da Riccardo Berca e Rocco Zaupa per “Il nido della gru”. Il terzo premio è stato assegnato a Francesca Dursi per “Fuori servizio”.

Mara Martellotta

Torna Il Nizza È

Appuntamento dal 4 al 6 ottobre a Nizza Monferrato

Piemonte e Toscana, Monferrato e Maremma, il Nizza e il Bolgheri.
Due straordinarie DOC e DOCG che s’incontrano e confrontano a Nizza Monferrato, dove il 4-5-6 ottobre 2025 si svolgerà la SESTA EDIZIONE de Il Nizza È.
Sarà un’edizione extra lusso di un evento che fa del vino simbolo di due meravigliosi territori patrimonio dell’Umanità dell’universo enologico.

La grande apertura
Ad inaugurare Il Nizza È sarà – sabato 4 ottobre alle 10, nei giardini di Palazzo Crova, nel cuore di Nizza Monferrato – una tavola rotonda sul tema “Denominazioni che hanno il nome del territorio: gli elementi fondamentali per la loro affermazione”, e la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo vitivinicolo e accademico.
Presenti :
Simone Nosenzo (Sindaco di Nizza Monferrato), e Mauro Damerio (Presidente Enoteca Regionale del Nizza),
Stefano Chiarlo (Presidente Associazione Produttori del Nizza),
Daniele Parri (Direttore del Consorzio Bolgheri e Bolgheri Sassicaia)
Professor Michele A. Fino (Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo).
Poi consegna delle borse di studio del premio “Tullio Mussa” e una conversazione con il professor Fino, autore del libro “Non me la bevo”.
L’incontro (moderato da Franco Binello) proseguirà con l’intervento di un rappresentante della Cassa di Risparmio di Asti e si concluderà, intorno alle 12 con un brindisi finale

nizza
Alcuni commenti :
Mauro Damerio (presidente Enoteca regionale di Nizza Monferrato): «Il Nizza È, unitamente al Giro del Nizza, è la nostra manifestazione di riferimento sul Nizza DOCG, da ormai 5 anni. La novità di quest’anno sarà il momento introduttivo dell’evento che, dato anche il periodo di incertezza mondiale che stiamo attraversando, è stato pensato sotto forma di tavola rotonda, con la partecipazione dello scrittore e professore Michele A. Fino e il direttore del Consorzio DOC Bolgheri Daniele Parri, al fine di capire quali potrebbero essere le strategie e gli elementi chiave fondamentali per l’affermazione di una denominazione territoriale come il Nizza DOCG nel prossimo futuro. Da quest’anno il premio Tullio Mussa sarà trasformato in una borsa di studio, destinata agli studenti più meritevoli, scelti ad anni alterni tra gli studenti dell’Istituto Pellati di Nizza Monferrato e la UNISG di Pollenzo che si impegnano nella promozione dei prodotti enograstronomici del nostro bellissimo territorio ».
Stefano Chiarlo (presidente Associazione Produttori del Nizza: «Si apre una edizione de Il Nizza È sempre più ricca e che cresce in termini di prestigio nazionale e direi anche internazionale. quest’anno si sfioreranno le 130 etichette (contro le 110 della passata edizione) tra Nizza, Nizza Riserva e Cru. E l’incontro e il confronto con il Bolgheri rappresentano una straordinaria occasione di crescita per il nostro territorio in un momento in cui la nostra denominazione sta attraversando una fase storica di crescita ed evoluzione. Il Bolgheri ha tracciato una strada che per noi rappresenta un modello da seguire. E la presenza del professor Fino ci servirà da stimolo ulteriore per capire come lavorare sul fronte della comunicazione del vinolo».
Daniele Parri (direttore Consorzio per la Tutela dei Vini DOCBolgheri e Bolgheri Sassicaia): «Il nostro Consorzio è felice di aver accettato l’invito a partecipare alla manifestazione Il Nizza È, condividendo valori comuni di eccellenza, territorialità e cultura del vino. Sarà un’occasione preziosa per un confronto tra territori e per promuovere insieme il valore del vino italiano».
Chi è. Daniele Parri dopo la laurea in viticoltura ed Enologia all’Università di Pisa ha cominciato una serie di esperienze tecniche in Toscana, Piemonte, Francia e Nuova Zelanda. Per approfondire il lato commerciale del mondo del vino ha frequentato un Master e poi esperienza all’azienda Caiarossa di Riparbella per 7 anni. Dalla fine 2024 è direttore del Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e Bolgheri Sassicaia.
Nizza e Bolgheri: i numeri
Il Nizza: un milione e 150 mila bottiglie vendute nel 2024 con 250 ettari in produzione e 140 produttori, di cui 96 riuniti nella Associazione Produttori del Nizza
Il Bolgheri: 7 milioni e 100 mila bottiglie vendute nel 2024, con circa 1400 ettari e 75 produttori (per la quasi totalità aderenti al Consorzio)

Borsa di studio. Il premio Tullio Mussa (giunto alla diciottesima edizione) dal 2025 il premio avrà una nuova formula: verrà conferito non più ad un personaggio ma bensì attraverso una borsa di studio, finanziata dall’Associazione Produttori del Nizza, dalla Enoteca Regionale di Nizza e da Slow Food Alessandria e Colline Nicesi APS. La borsa di studio riguarderà, ad anni alterni, l’Istituto Tecnico Statale Pellati di Nizza Monferrato e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo .

Vino e letteratura. “Non me la bevo”, è il libro di Michele Antonio Fino articolato in 10 capitoli dedicati a svelare quello che spesso la narrazione dominante e il marketing tendono a nascondere o in qualche modo impediscono ai consumatori di conoscere. La convinzione alla base del libro è che soltanto dei consumatori che abbiano la possibilità di sapere che cosa sia il vino. Per questo, è molto importante conoscere le radici del vino oggi, che affondano nella retorica ottocentesca e che nel Novecento si sono giovati di apporti fondamentali come quelli di Luigi Veronelli e Mario Soldati.
Una grande attenzione è dedicata alla storia delle denominazioni di origine .
Non mancano curiosità riguardo al Prosecco fatto in Australia o ai dazi che non sono comparsi all’orizzonte solo quest’anno e naturalmente ci sono aneddoti sparsi riguardanti grandi territori vinicoli che influenzano il nostro immaginario, come quelli francesi, accanto a personalità che non ci si aspetterebbe di incontrare in un libro sul vino come quella degli americani Ancel e Margaret Keys.
L’autore. Michele Antonio Fino (Revello, 1973) è professore ordinario di Fondamenti del Diritto Europeo nell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Formatosi tra Torino e Ferrara, coltiva lo studio storico del diritto, con particolare attenzione per la storia degli istituti. Scrive su riviste tecniche di temi legati all’agricoltura, ha curato due guide alla etichettatura dei vini edite da Vignaioli Piemontesi, e su Instagram svolge divulgazione giuridica con lo pseudonimo di @ermezio. Collabora con Treccani, Vite e Vino, L’informatore agrario, Corriere della Sera – Cook, Linkiesta Gastronomika, Gambero Rosso.

Programma ed eventi.
Sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 20 – per pubblico, stampa e operatori di settore

Le sfumature del Nizza DOCG:
i banchi d’assaggio con oltre 120 Nizza DOCG, di oltre 70 diversi produttori, in degustazione. Organizzati in 6 postazioni per conoscere e apprezzare le differenze tra le principali zone di terroir della DOCG, guidati dai sommelier AIS. Ingresso a turni – durata 3 h – prenotazione obbligatoria della fascia oraria

Le suggestioni del Bolgheri DOC. Con un banco d’assaggio dedicato, grazie alla collaborazione con il Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia

Il Nizza È…Roccaverano
Banco d’assaggio dedicato, grazie alla collaborazione con il Consorzio dei Produttori del pregiatissimo I Roccaverano Dop.

Mostra fotografica.
Si intitola “Dentro il vigneto” e raccoglie foto e immagini suggestive di Chiara Galliano, fotografa Fine Art e artista visiva, con paesaggi e vigne del Monferrato. Immagini che si sposano – dice l’autrice – con una suggestiva video installazione realizzata nell’azienda agricola
“Il Botolo”. La mostra dal 4 ottobre a Nizza.

Modalità di accesso alla tre giorni del Nizza
Ingresso al pubblico INTERO € 25 – calice di degustazione in omaggio https://shorturl.at/JkEj
Ingresso al pubblico RIDOTTO (esclusivo per SOCI AIS, FISAR, FIS, ONAV, ASPI e SLOW FOOD esibendo tessera associativa) € 15 – calice di degustazione in omaggio https://shorturl.at/nX6ju
Ingresso gratuito previa registrazione per operatori di settore e stampa https://shorturl.at/gWglz
Link pagina di atterraggio all’interno del sito di Enoteca del Nizza https://enotecanizza.it/eventi/il-nizza-e/

Partner e sostenitori. Il Nizza È un evento organizzato da Enoteca Regionale di Nizza, Città di Nizza Monferrato e Associazione Produttori del Nizza. Con il contributo della Regione Piemonte ed il supporto tecnico della delegazione astigiana di AIS Piemonte. In collaborazione con Banca di Asti, il Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Bolgheri e Bolgheri Sassicaia, Consorzio dei Produttori del Roccaverano DOP, Valverde e Mario Fongo. Realizzato grazie al patrocinio della Provincia di Asti, della Comunità Collinare Vigne & Vini e dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe RTorna Il Nizza È
Appuntamento dal 4 al 6 ottobre
a Nizza Monferrato

Piemonte e Toscana, Monferrato e Maremma, il Nizza e il Bolgheri.
Due straordinarie DOC e DOCG che s’incontrano e confrontano a Nizza Monferrato, dove il 4-5-6 ottobre 2025 si svolgerà la SESTA EDIZIONE de Il Nizza È.
Sarà un’edizione extra lusso di un evento che fa del vino simbolo di due meravigliosi territori patrimonio dell’Umanità dell’universo enologico.

La grande apertura
Ad inaugurare Il Nizza È sarà – sabato 4 ottobre alle 10, nei giardini di Palazzo Crova, nel cuore di Nizza Monferrato – una tavola rotonda sul tema “Denominazioni che hanno il nome del territorio: gli elementi fondamentali per la loro affermazione”, e la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo vitivinicolo e accademico.
Presenti :
Simone Nosenzo (Sindaco di Nizza Monferrato), e Mauro Damerio (Presidente Enoteca Regionale del Nizza),
Stefano Chiarlo (Presidente Associazione Produttori del Nizza),
Daniele Parri (Direttore del Consorzio Bolgheri e Bolgheri Sassicaia)
Professor Michele A. Fino (Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo).
Poi consegna delle borse di studio del premio “Tullio Mussa” e una conversazione con il professor Fino, autore del libro “Non me la bevo”.
L’incontro (moderato da Franco Binello) proseguirà con l’intervento di un rappresentante della Cassa di Risparmio di Asti e si concluderà, intorno alle 12 con un brindisi finale
Alcuni commenti :
Mauro Damerio (presidente Enoteca regionale di Nizza Monferrato): «Il Nizza È, unitamente al Giro del Nizza, è la nostra manifestazione di riferimento sul Nizza DOCG, da ormai 5 anni. La novità di quest’anno sarà il momento introduttivo dell’evento che, dato anche il periodo di incertezza mondiale che stiamo attraversando, è stato pensato sotto forma di tavola rotonda, con la partecipazione dello scrittore e professore Michele A. Fino e il direttore del Consorzio DOC Bolgheri Daniele Parri, al fine di capire quali potrebbero essere le strategie e gli elementi chiave fondamentali per l’affermazione di una denominazione territoriale come il Nizza DOCG nel prossimo futuro. Da quest’anno il premio Tullio Mussa sarà trasformato in una borsa di studio, destinata agli studenti più meritevoli, scelti ad anni alterni tra gli studenti dell’Istituto Pellati di Nizza Monferrato e la UNISG di Pollenzo che si impegnano nella promozione dei prodotti enograstronomici del nostro bellissimo territorio ».
Stefano Chiarlo (presidente Associazione Produttori del Nizza: «Si apre una edizione de Il Nizza È sempre più ricca e che cresce in termini di prestigio nazionale e direi anche internazionale. quest’anno si sfioreranno le 130 etichette (contro le 110 della passata edizione) tra Nizza, Nizza Riserva e Cru. E l’incontro e il confronto con il Bolgheri rappresentano una straordinaria occasione di crescita per il nostro territorio in un momento in cui la nostra denominazione sta attraversando una fase storica di crescita ed evoluzione. Il Bolgheri ha tracciato una strada che per noi rappresenta un modello da seguire. E la presenza del professor Fino ci servirà da stimolo ulteriore per capire come lavorare sul fronte della comunicazione del vinolo».
Daniele Parri (direttore Consorzio per la Tutela dei Vini DOCBolgheri e Bolgheri Sassicaia): «Il nostro Consorzio è felice di aver accettato l’invito a partecipare alla manifestazione Il Nizza È, condividendo valori comuni di eccellenza, territorialità e cultura del vino. Sarà un’occasione preziosa per un confronto tra territori e per promuovere insieme il valore del vino italiano».
Chi è. Daniele Parri dopo la laurea in viticoltura ed Enologia all’Università di Pisa ha cominciato una serie di esperienze tecniche in Toscana, Piemonte, Francia e Nuova Zelanda. Per approfondire il lato commerciale del mondo del vino ha frequentato un Master e poi esperienza all’azienda Caiarossa di Riparbella per 7 anni. Dalla fine 2024 è direttore del Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e Bolgheri Sassicaia.
Nizza e Bolgheri: i numeri
Il Nizza: un milione e 150 mila bottiglie vendute nel 2024 con 250 ettari in produzione e 140 produttori, di cui 96 riuniti nella Associazione Produttori del Nizza
Il Bolgheri: 7 milioni e 100 mila bottiglie vendute nel 2024, con circa 1400 ettari e 75 produttori (per la quasi totalità aderenti al Consorzio)

Borsa di studio. Il premio Tullio Mussa (giunto alla diciottesima edizione) dal 2025 il premio avrà una nuova formula: verrà conferito non più ad un personaggio ma bensì attraverso una borsa di studio, finanziata dall’Associazione Produttori del Nizza, dalla Enoteca Regionale di Nizza e da Slow Food Alessandria e Colline Nicesi APS. La borsa di studio riguarderà, ad anni alterni, l’Istituto Tecnico Statale Pellati di Nizza Monferrato e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo .

Vino e letteratura. “Non me la bevo”, è il libro di Michele Antonio Fino articolato in 10 capitoli dedicati a svelare quello che spesso la narrazione dominante e il marketing tendono a nascondere o in qualche modo impediscono ai consumatori di conoscere. La convinzione alla base del libro è che soltanto dei consumatori che abbiano la possibilità di sapere che cosa sia il vino. Per questo, è molto importante conoscere le radici del vino oggi, che affondano nella retorica ottocentesca e che nel Novecento si sono giovati di apporti fondamentali come quelli di Luigi Veronelli e Mario Soldati.
Una grande attenzione è dedicata alla storia delle denominazioni di origine .
Non mancano curiosità riguardo al Prosecco fatto in Australia o ai dazi che non sono comparsi all’orizzonte solo quest’anno e naturalmente ci sono aneddoti sparsi riguardanti grandi territori vinicoli che influenzano il nostro immaginario, come quelli francesi, accanto a personalità che non ci si aspetterebbe di incontrare in un libro sul vino come quella degli americani Ancel e Margaret Keys.
L’autore. Michele Antonio Fino (Revello, 1973) è professore ordinario di Fondamenti del Diritto Europeo nell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Formatosi tra Torino e Ferrara, coltiva lo studio storico del diritto, con particolare attenzione per la storia degli istituti. Scrive su riviste tecniche di temi legati all’agricoltura, ha curato due guide alla etichettatura dei vini edite da Vignaioli Piemontesi, e su Instagram svolge divulgazione giuridica con lo pseudonimo di @ermezio. Collabora con Treccani, Vite e Vino, L’informatore agrario, Corriere della Sera – Cook, Linkiesta Gastronomika, Gambero Rosso.

Programma ed eventi.
Sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 20 – per pubblico, stampa e operatori di settore

Le sfumature del Nizza DOCG:
i banchi d’assaggio con oltre 120 Nizza DOCG, di oltre 70 diversi produttori, in degustazione. Organizzati in 6 postazioni per conoscere e apprezzare le differenze tra le principali zone di terroir della DOCG, guidati dai sommelier AIS. Ingresso a turni – durata 3 h – prenotazione obbligatoria della fascia oraria

Le suggestioni del Bolgheri DOC. Con un banco d’assaggio dedicato, grazie alla collaborazione con il Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia

Il Nizza È…Roccaverano
Banco d’assaggio dedicato, grazie alla collaborazione con il Consorzio dei Produttori del pregiatissimo I Roccaverano Dop.

Mostra fotografica.
Si intitola “Dentro il vigneto” e raccoglie foto e immagini suggestive di Chiara Galliano, fotografa Fine Art e artista visiva, con paesaggi e vigne del Monferrato. Immagini che si sposano – dice l’autrice – con una suggestiva video installazione realizzata nell’azienda agricola
“Il Botolo”. La mostra dal 4 ottobre a Nizza.

Modalità di accesso alla tre giorni del Nizza
Ingresso al pubblico INTERO € 25 – calice di degustazione in omaggio https://shorturl.at/JkEj
Ingresso al pubblico RIDOTTO (esclusivo per SOCI AIS, FISAR, FIS, ONAV, ASPI e SLOW FOOD esibendo tessera associativa) € 15 – calice di degustazione in omaggio https://shorturl.at/nX6ju
Ingresso gratuito previa registrazione per operatori di settore e stampa https://shorturl.at/gWglz
Link pagina di atterraggio all’interno del sito di Enoteca del Nizza https://enotecanizza.it/eventi/il-nizza-e/

Partner e sostenitori. Il Nizza È un evento organizzato da Enoteca Regionale di Nizza, Città di Nizza Monferrato e Associazione Produttori del Nizza. Con il contributo della Regione Piemonte ed il supporto tecnico della delegazione astigiana di AIS Piemonte. In collaborazione con Banca di Asti, il Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Bolgheri e Bolgheri Sassicaia, Consorzio dei Produttori del Roccaverano DOP, Valverde e Mario Fongo. Realizzato grazie al patrocinio della Provincia di Asti, della Comunità Collinare Vigne & Vini e dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato
Si invita al consumo responsabile delle bevande alcoliche

Enoteca Regionale di Nizza Monferrato
Aperta da: Lunedì al Venerdì 9,30/13,00 – 15,00/19,30 Sabato e Domenica 9,30/13,00 – 14,30/19,00 Wine Shop e Uffici: Palazzo Crova, Via Crova 2 – 14049 Nizza Monferrato (AT) Nuovo recapito telefonico: 0141/439294 320 141 4335 segreteria@enotecanizza.it – www.enotecanizza.it – www.facebook.it/enotecanizza

About Associazione Produttori del Nizza
Dal 2002 l’Associazione Produttori del Nizza custodisce e valorizza il Nizza DOCG, espressione d’eccellenza del Barbera prodotto in un’area di 18 comuni nel cuore del Monferrato. Oggi l’Associazione conta 95 produttori e lavora per accrescere e consolidare l’identità del vino e del suo territorio, con l’obiettivo di attestarlo, in Italia e all’estero, al pari delle grandi denominazioni italiane.

Alla prossima !
LUCA GANDINoero e Monferrato
Si invita al consumo responsabile delle bevande alcoliche

Enoteca Regionale di Nizza Monferrato
Aperta da: Lunedì al Venerdì 9,30/13,00 – 15,00/19,30 Sabato e Domenica 9,30/13,00 – 14,30/19,00 Wine Shop e Uffici: Palazzo Crova, Via Crova 2 – 14049 Nizza Monferrato (AT) Nuovo recapito telefonico: 0141/439294 320 141 4335 segreteria@enotecanizza.it – www.enotecanizza.it – www.facebook.it/enotecanizza

About Associazione Produttori del Nizza
Dal 2002 l’Associazione Produttori del Nizza custodisce e valorizza il Nizza DOCG, espressione d’eccellenza del Barbera prodotto in un’area di 18 comuni nel cuore del Monferrato. Oggi l’Associazione conta 95 produttori e lavora per accrescere e consolidare l’identità del vino e del suo territorio, con l’obiettivo di attestarlo, in Italia e all’estero, al pari delle grandi denominazioni italiane.

Alla prossima !
LUCA GANDIN

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

/

A cura di Elio Rabbione

Alpha – Drammatico, horror. Regia di Julia Ducournau, con Melissa Boros, Tahar Rahim e Golshifteh Farahani. Nel nord della Francia, negli anni Ottanta. La giovanissima Alpha, una ragazza di origini berbere, cresciuta con la madre, un giorno torna a casa con un vistoso tatuaggio sul braccio e la madre inizia a sospettare che quel segno sia il frutto di una malattia trasmessa con il sangue che rende di pietra ogni individuo, al fratello Amin è già successa la stessa cosa anni prima. Durata 128minuti. (Centrale V.O., Fratelli Marx sala Harpo)

Bolero – Biografico. Regia di Anne Fontaine, con Raphaël Personnaz, Emmanuelle Devos e Vincent Perez. Il francese Maurice Ravel è un ragazzo con un orecchio speciale, che percepisce la musica ovunque, anche nei rumori meccanici di una fabbrica. La vita sulle prime non sembra sorridergli, viene escluso dal Prix de Rome per l’ennesima volta, si infortuna per via di una distrazione, tuttavia fa incontri che segneranno la sua vita e la sua carriera, come quello con Ida Rubinstein, Marguerite Long, Misia Sert e anche con l’America dove conosce il jazz. Da una parte c’è il lavoro forsennato per la composizione definitiva del “Boléro”, dall’altra l’incombere della malattia neurologica, nel mezzo di un processo creativo geniale, eppure profondamente distruttivo. Durata 120 minuti. (Centrale, Classico)

Casa in fiamme – Commedia drammatica. Regia di Dani de la Orden, con Emma Vilarasau e Enric Auquer. Montse, una donna di mezza età divorziata dallo spirito esuberante, ha finalmente l’opportunità che attendeva da tempo: un fine settimana con tutta la famiglia nella sua casa sulla Costa Brava, a Cadaqués, dove un tempo trascorrevano le estati più serene. La casa, che rischia di essere venduta, diventa per la donna il teatro di una sfida personale per realizzare il fine settimana perfetto, anche se le sue reali intenzioni vanno ben oltre il semplice trasloco. Nonostante i suoi due figli ormai adulti la ignorino da tempo, presi dalle loro vite instabili e incerte, il suo ex marito abbia una nuova compagna ed ex terapeuta, e i conti con il passato non siano ancora saldati, Montse è determinata a fare in modo che tutto vada come previsto, cercando disperatamente di ricostruire l’unità perduta. Non si fa abbattere da nulla, nemmeno dalla morte improvvisa di sua madre, che decide di ignorare pur di non rinunciare al weekend tanto atteso. Sogna da troppo tempo questo momento e, pur di farlo andare secondo i suoi piani, è pronta a fare qualsiasi cosa, persino a distruggere la propria casa fino alle fondamenta, portando alla luce segreti familiari, tensioni represse e bugie sepolte. Un weekend che potrebbe segnare un nuovo capitolo della sua vita, dove ogni cosa dovrà essere a sua immagine e somiglianza, anche se ciò può comportare l’annientamento di tutto quello che c’è stato sino a quel momento, incluse le illusioni che ha coltivato per anni e il legame fragile con le uniche persone a cui tiene davvero. Durata 105 minuti. (Greenwich Village sala 3)

Come ti muovi, sbagli – Commedia. Di e con Gianni di Gregorio, con Greta Scarano e Iaia Forte. Riuscire a evitare tutti i fastidi della vita quotidiana, mettersi in salvo da ogni rottura di scatole è sufficiente per essere felici? Il professore a settant’anni suonati ha trovato finalmente la serenità, ha una bella casa, una discreta pensione, degli amici con cui scherzare, una signora con cui trascorrere qualche giornata. Si dedica solo a cose piacevoli. Fino a quando la sua vita è messa sottosopra dall’arrivo della figlia, in crisi coniugale, e dei due più che ingombranti nipotini. Nuove preoccupazioni, nuove angosce, ma anche nuovi affetti. Comincia così un’avventura nelle vite sentimentali degli altri, e nella sua, che gli farà capire che l’amore vale sempre la pena di essere vissuto, anche se porta tribolazioni, sacrifici e patimenti. Un film che riflette sull’amore e sull’inesorabile istinto degli esseri umani a mischiare il proprio destino con quello degli altri, con tutto quello che ne può derivare: fatiche ma anche gioie, e l’impressione di aver vissuto veramente. Durata 90 minuti. (Romano sala 1)

Downton Abbey: il gran finale – Drammatico, storico. Regia di Simon Curtis, con Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern e Laura Carmichael. Gli anni bussano alle porte di Downton Abbey: Morta la contessa Violet, le redini della tenuta sono in mano a Lady Mary, chiamata a difenderne gli interessi nell’élite londinese, divisa com’è tra la tradizione nobiliare e il desiderio di traghettare la sua famiglia verso la modernità. Così, mentre Lord e Lady Grantham supervisionano la tenuta preparandosi poi al congedo, i Ceawley si riuniscono per definirne il futuro in un’epoca segnata dalle turbolenze della Grande Depressione. Per l’occasione tornerà dall’America anche l’eccentrico zio Harold, mina vagante che svelerà verità dimenticate e intrighi sepolti che coinvolgono vari membri della casata. Durata 123 minuti. (Massaua, Eliseo, Romano sala 3 anche V.O., Uci Lingotto)

Duse – Drammatico. Regia di Pietro Marcello, con Valeria Bruni Tedeschi, Noémie Merlant e Fausto Russo Alessi. Negli anni tra la Prima Guerra Mondiale e l’ascesa del fascismo, la Divina sceglie di tornare nel luogo dove la sua vita ha avuto inizio: il palcoscenico. Costantemente in lotta con la brutalità degli eventi e del potere, e aggrappandosi alla possibilità dell’utopia, fa della sua arte un atto rivoluzionario, anche a costo di sacrificale salute e affetti. E affronta il suo viaggio finale consapevole di poter rinunciare alla vita stessa ma non alla sua vera natura. Il film è stato designato “Film dellaCritica” dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: “Mentre il corpo del Milite Ignoto attraversa l’Italia in treno per essere sepolto a Roma, Eleonora Duse vive gli ultimi anni della sua vita: non la fermano né la tisi né i debiti perché le interessano solo tre cose: “lavorare, vivere. morire”. E Pietro Marcello affida a una straordinaria Valeria Bruni Tedeschi il compito di illustrare il dramma di chi è disposta a scendere a patti anche col potere per poter continuare a confrontarsi con l’arte del teatro. Un film dove il materiale d’archivio s’intreccia alla finzione per scavare dentro la vita di una donna pronta a sacrificare anche l’amore materno per tener fede alla sua missione d’attrice.” Durata 125 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, Eliseo Grande, Fratelli Marx sala Groucho, Massimo sala Cabiria, Nazionale sala 2, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri) – Valeria Bruni Tedeschi sarà presente, venerdì 19 settembre, al Nazionale dopo lo spettacolo delle ore 18,45 e ai Due Giardini dopo lo spettacolo delle ore 21 per un incontro con il pubblico.

Elisa – Drammatico. Regia di Leonardo Di Costanzo, con Barbara Ronchi, Roschdy Zem e Valeria Golino. Elisa, una ragazza di buona famiglia, è in carcere da dieci anni per aver ucciso brutalmente la sorella. I suoi ricordi confusi si chiariscono nell’incontro con il criminologo Alaoui, che conduce uno studio sui delitti di famiglia. La verità che emerge per Elisa è sconvolgente. Un dolore che forse è l’inizio di una redenzione. Durata 105 minuti. (Eliseo, Nazionale sala 3)

Honey don’t! – Drammatico. Regia di Ethan Coen, con Margaret Qualley, Aubrey Plaza e Chris Evans. Film in solitaria per Ethan senza la collaborazione – che i due si siano divisi per sempre? o che l’intervallo debba finire dio voglia un giorno o l’altro? – del fratello Joel. La storia vede al centro la detective del titolo, di cognome fa O’Donahue, che si mette a indagare su un incidente poco chiaro di una coppia californiana. Finirà a rovistare su una setta che ha il suo in padre Dean, piccolo criminale che gioca con il sesso ad oltranza e con la manipolazione degli adepti e oltre. Al tutto s’aggiunge la comparsa del vecchio padre con i suoi abusi nell’infanzia e una poliziotta con cui intrecciare una caldissima relazione. Durata 90 minuti. (Massaua, Ideal, Massimo V.O.)

I Roses – Commedia. Regia di Jay Roach, con Benedict Cumberbatch e Olivia Colman, La vita sembra facile per la coppia apparentemente perfetta formata da Theo e Ivy: carriere di successo, figli fantastici, una vita sessuale invidiabile. Ma sotto la facciata della famiglia perfetta si celano competizioni e risentimenti, che si accendono quando i sogni professionali di Theo si infrangono. Durata 90 minuti. (Ideal)

Jane Austen ha stravolto la mia vita – Commedia drammatica. Regia di Laura Piani, con Camille Rutherford, Charlie Anson e Pablo Pauly. Agathe, una ragazza goffa e al tempo stesso affascinante e piena di contraddizioni, si ritrova ad affrontare la sua solitudine. Sogna un amore simile ai personaggi di un romanzo di Jane Austen e la sua massima aspirazione è diventare una scrittrice. Invece trascorre le sue giornate vendendo libri nella leggendaria libreria britannica Shakespeare&Company, a Parigi. Invitata in Inghilterra alla residenza per scrittori di Jane Austen, deve combattere con le sue insicurezze: fino a quando non accade qualcosa di inaspettato e la sua vita cambia come per magia. Durata 94 minuti. (Classico anche V.O., Due Giardini sala Ombrerosse)

Material Love – Commedia. Regia do Celine Song, con Dakota Johnson, Pedro Pascal e Chris Evans. Strana occupazione quella di Lucy nella New York di oggi. La sua è quella di abbinare tra loro i vari single che incontra, secondo le rispettive affinità, la condizione socio-economica e la attrazione fisica, ad esempio. Invitata al matrimonio di una delle coppie che lei stessa è riuscita a formare, Lucy incontra casualmente John, in qualità di cameriere, l’uomo con cui aveva avuto una lunga e ineguagliata storia d’amore ma che lei stessa aveva abbandonato, dal momento che, attore senza il becco di un quattrino, sapeva che no avrebbe potuto garantirle una vera stabilità economica per il futuro. Ma seduto al tavolo dei single si siede anche Harry, decisamente ricco, affascinante e spiritoso, insperatamente deciso a costruire una seria relazione. Imponendosi una scelta, chi? Durata 116 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Nazionale sala 4 V.O., Reposi sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Pomeriggi di solitudine – Documentario. Regia di Albert Serra, con Andrés Roca Rey e Francisco Manuel Duràn. Il regista catalano entra nell’arena per descrivere lo sfarzo e la brutalità della corrida in un documentario sul giovane e carismatico torero originario del Perù, Andrés Roca Rey. Immersione ipnotica e sensoriale in uno degli spettacoli più duri e violenti dei nostri tempi, una rappresentazione monumentale della persistenza del primitivo nel presente, un rituale di violenza che vede la tecnica contro l’istinto, l’uomo contro la bestia. Durata 125 minuti. (Greenwich Village sala 3)

La riunione di condominio – Commedia drammatica. Regia di Santiago Requejo, con Raùl Fernàndez De Pablo, Clara Lago e Tito Valverde. Una “semplice” riunione di condominio a Madrid in cui si discute della sostituzione dell’ascensore (“Votemos” è il titolo originale di questo prodotto spagnolo). Tutto fila liscio finché quello che doveva essere un incontro ordinario e pacifico, si trasforma nell’incubo temuto da tutti: viene annunciato l’arrivo di un nuovo inquilino con problema di salute mentale (“si scatena il bigottismo morale e la fantasia malata di chi già vede l’horror sul pianerottolo e un giovane serial killer con coltello insanguinato”, scrive Maurizio Porro nelle colonne del Corriere della Sera. Tutto ciò scatenerà una serie di relazioni inaspettate, scontri e ipocrisie, mettendo in luce pregiudizi e paure nei confronti del possibile nuovo arrivato. Ancora Porro: “Un po’ didascalico e prevedibile certo con una sorpresina, il film è piacevolmente offensivo, non feroce, segnalando i gusti classici della ipocrisia e dei pregiudizi, merito del buon gioco della squadra attoriale, con dialoghi serviti sul piatto da Freud.” Durata 88 minuti. (Nazionale sala 4)

Sotto le nuvole – Documentario. Regia di Gianfranco Rosi. Tra il Golfo e il Vesuvio, la terra talvolta trema, le fumarole dei Campi Flegrei segnano l’aria. Sulle tracce della Storia, delle memorie del sottosuolo, in bianco e nero, una Napoli meno conosciuta si popola di vite. Sotto le nuvole c’è un territorio attraversato da abitanti, devoti, turisti, archeologi che scavano il passato, da chi, nei musei, cerca di dare ancora vita, e senso, a statue, frammenti e rovine. La circumvesuviana attraversa il paesaggio, cavalli da trotto si allenano sulla battigia. Un maestro di strada dedica il suo tempo al doposcuola per bambini e adolescenti, i vigili del fuoco vincono le piccole e grandi paure degli abitanti, le forze dell’ordine inseguono i tombaroli. Una nave siriana, nel porto di Torre Annunziata, scarica il grano ucraino. La terra intorno al golfo è un’immensa macchina del tempo. Durata 115 minuti. (Romano sala 2)

The Life of Chuck – Drammatico, fantascienza. Regia di Mike Flanagan, con Tom Hiddleston, Karen Gillian e Mark Hamill. Una serie di eventi sta sconvolgendo il mondo così come lo conoscevamo. Internet non funziona più, la California si sta staccando dagli Stati Uniti in seguito a eventi tellurici, le scuole non hanno studenti. Sui pochi mezzi di comunicazione ancora funzionanti compare il ringraziamento al contabile Chuck Krantz per i suoi 39 anni di contributo all’umanità. Da qui inizia il percorso à rebours che ce ne illustra la vita e la passione per il ballo. Durata 110 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 2, Ideal, Lux sala 3, Reposi sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri V.O.)

Tutto quello che resta di te – Drammatico. Regia di Cherien Dabis, con Saleh Bakri e Cherien Dabis. Quando un adolescente palestinese resta ferito in uno scontro con soldati israeliani durante una protesta, la madre ripercorre gli eventi che hanno condotto la famiglia fino a quel fatidico momento. Con un appassionante racconto che abbraccia tre generazioni, la donna rivela le continue lotte di una famiglia palestinese che non ha mai smesso di combattere per la propria identità, a partire dal 1948, quando il nonno subì lo sfollamento da parte dell’esercito israeliano. Durata 145 minuti. (Nazionale sala 1)

Una scomoda circostanza – Thriller. Regia di Darren Aronofsky, con Austin Butler, Zoe Kravitz e Liev Schreiber. Hank Thompson è un giocatore di baseball sull’orlo di una crisi di nervi che tenta di rimanere a galla nella spietata New York degli anni 90. Suo malgrado si ritrova però inconsapevolmente coinvolto negli affari del sottobosco criminale ed è costretto a lottare selvaggiamente per sopravvivere. Durata 109 minuti. (Centrale V.O.)

Una sconosciuta a Tunisi – Drammatico. Regia di Mehdi Barsaoui, con Fatma Sfarr. La vicenda s’ispira a un autentico fatto di cronaca, svoltosi nel 2011, dopo la rivoluzione che ha messo fine alle violenze del dittatore Ben Ali, in un paese che tuttavia non ha ancora cancellato del tutto la corruzione e le continue contraddizioni. Aya ha quasi trent’anni, vive con i vecchi genitori nel sud della Tunisia, lavora in un albergo come cameriera e ogni giorno si reca in città, a bordo di un piccolo bus. Sempre le stesse azioni, giorno dopo giorno, una vita di giovane ragazza con i ritmi di sempre. Un giorno il bus ha un grave incidente e soltanto Aya sembra essersi salvata. Non rintracciata e da tutti creduta morta, la ragazza coglie l’occasione per rifarsi una nuova esistenza, raggiunge Tunisi, frequenta nuove amicizie, persone e locali: ma è testimone di un fatto di cronaca in cui vengono coinvolti alcuni poliziotti – l’uccisione di un uomo, mentre questi erano in borghese -, fatto cui inizialmente Aya offre una testimonianza che si rivelerà falsa. Durata 123 minuti. (Fratelli Marx sala Chico)

La valle dei sorrisi – Horror. Regia di Paolo Strippoli, con Michele Riondino, Giulio Feltri, Paolo Pierobon e Romana Maggiora Vergano. Sergio è un insegnante di educazione fisica che un giorno è trasferito a Remis, un piccolo paese delle Alpi: vi trova un pugno di abitanti incredibilmente felici e una serenità che invade ognuno, e che si rinforza ad ogni appuntamento di uno strano rituale notturno. Una volta la settimana, ogni abitante incontra e abbraccia il giovane Matteo, che possiede valori e poteri straordinari, capaci di alleviare definitivamente da ogni angoscia. Anche Sergio incontrerà il ragazzo ma come finirà quell’incontro? Durata122 minuti. (Reposi sala 4, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

L’assenteismo valdostano del 10 agosto

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
.
Il referendum confermativo svoltosi in Valle d’Aosta, in pieno periodo feriale, il 10 agosto  ha registrato un’assenteismo record: ha votato solo il 16 per cento degli aventi diritto. La riforma elettorale che reintroduce tre preferenze di cui almeno una  alle candidate donne, è stata approvata con il 52 per cento dei voti contro il 48 per cento dei contrari. Gli astenuti non  ci sono stati. La Valle d’Aosta, se si escludono i tempi di Chabod, di Passerin d’Entreves e di Pedrini, unico consigliere regionale  liberale in Valle, ha avuto periodicamente una politica fortemente condizionata,  in termini corruttivi, dalla presenza del Casino di Saint – Vincent, come  Sanremo e Campione  per il  loro  Casinò. Il movimento autonomista valdostano, per quanto fiancheggiatore del PCI, fu interessato a vari scandali. Ora sembra che le cose siano migliorate e il centro-sinistra ha voluto modificare la legge elettorale. Favorire la presenza femminile  in consiglio regionale e ‘ sicuramente bene, anche se le tre preferenze non garantiscono una effettiva par condicio. Il tempo delle quote rosa  ad ogni costo appare lontano. Ma il punto dolens è un altro: la partecipazione di quel 16 per cento di elettori che vanifica la stessa politica delle buone intenzioni. I valligiani non hanno più le virtù civiche dei loro padri montanari. Oggi in valle ci sono tantissimi meridionali che hanno modificato l’immagine stessa valdostana  . Quel 16 per cento dovrebbe essere un campanello d’allarme per le elezioni future . Anche in Valle il disamore per la politica ha fatto breccia. I tempi un po’ utopistici ,ma nobili di Emile  Chanoux e della Carta di Chivasso sono lontani. Non a caso Federico Chabod non partecipò, alla stesura di quella Carta, se non mandando un breve testo. Il suo realismo politico, maturato nei suoi studi su Machiavelli, non gli consentì  di stare con i sognatori, oggi del tutto dimenticati in Valle ,dove si confonde l’autonomismo con il federalismo.

E’ di scena MOV Summer Festival 2025

Musica, spettacolo e cultura: ritornano le grandi serate estive di “Mondovicino Outlet Village”

Dal 24 luglio al 14 agosto

Mondovì (Cuneo)

Segnatevi ben bene la data: giovedì 24 luglio (ore 21, stesso orario per tutti gli spettacoli con ingresso gratuito), piazza Centrale di “Mondovicino Outlet Village” a Mondovì (Cuneo). Sarà la grande Ivana Spagna (da Valeggio sul Mincio, in passato “Spagna” e basta) ad aprire la rassegna del “MOV Summer Festival” che da giovedì 24 luglio a giovedì 14 agosto tornerà a trasformare  “Mondovicino” in un palcoscenico a cielo aperto con cinque serate dedicate alla musica italiana e al più vario intrattenimento, con ospiti di rilievo e un programma fatto su misura per tutte le generazioni.

Icona intramontabile della “musica pop” italiana e internazionale, con oltre 30milioni di dischi venduti e una carriera che l’ha portata dalle “piste dance” europee alle “colonne sonore Disney”, Spagna è certamente una delle cantanti più versatili e amate dal pubblico più eterogeneo. Non poteva esserci dunque scelta migliore dell’affidare a lei il testimone della lunga “staffetta” che, anche quest’anno, impegnerà il monregalese “Mondovicino” nel clou della stagione estiva. Dopo il successo planetario di “Easy Lady” e “Call Me”, che l’ha consacrata anche nel mercato anglosassone, Ivana Spagna ha saputo reinventarsi “in italiano” con hit emozionanti come “Gente come noi” e “Siamo in due”. E forse pochi sanno che ha perfino scritto ed interpretato l’inno della squadra del cuore, il “ChievoVerona Calcio”. Lo show a Mondovicino sarà, come sempre, un viaggio musicale tra energia e sentimento, per cantare e ballare sulle note che hanno segnato un’epoca.

Classe 2006, fra le voci emergenti del panorama canoro nazionale e vincitrice dell’edizione 2024 di “Amici”, sarà invece la vigevanese Sarah Toscano a salire sul palco, nella serata di giovedì 31 luglio. Il suo primo EP ha subito scalato le classifiche, grazie anche ai singoli “Touché” e “Sexy Magica” , mentre la sua partecipazione al “Festival di Sanremo 2025” con “Amarcord” (classificatosi al 17° posto e in seguito al 19° della classifica “Top Singoli” fino alla certificazione di “disco d’oro”) l’ha ufficialmente consacrata tra i nuovi talenti della musica italiana. A Mondovì porterà l’energia del suo primo tour, già sold out nelle principali città.

A seguire. Dalla musica allo spettacolo più vario e spassoso. Ecco allora, venerdì 1° agosto un appuntamento originale e sorprendente: ParalleleBipedi a confronto” , il talk show condotto dal mitico comico cabarettista cantautore attore e scrittore spezzino Dario Vergassola , talk giunto alla sua quarta edizione. Nessun dubbio: sarà una serata tutta fuori dagli schemi, un mix di ironia, pensiero e spettacolo, ispirata – con spirito giocoso – all’imprevedibilità e al “trionfo dell’irregolarità” delle “bocce quadre”, tradizione ludica locale che a Mondovì attira centinaia di persone a giocare sotto i portici del centro. Vedere per credere. E per ridere!

E dopo il Vergassola? Udite, udite: giovedì 7 agosto sarà la volta di un vero personaggio cult della storia della musica e dell’intrattenimento italiano, il leggendario (anche lui non aspetta più i settanta!) Claudio Cecchetto . Produttore discografico, dj, conduttore radiofonico e televisivo (inventore di “Radio Deejay” e più volte conduttore del “Festival di Sanremo”), nonché scopritore di artisti come Gerry Scotti, Jovanotti, Fiorello, Max Pezzali e Amadeus, Cecchetto torna dietro alla consolle con il suo “Deejay Show” , uno spettacolo in cui musica, immagini e aneddoti si fondono in un racconto travolgente attraverso quarant’anni di “cultura pop”. Dagli Anni ‘70 alla “Dance 2000”, passando per momenti cult come “Gioca Jouer” , il pubblico sarà invitato a cantare, ballare e rivivere le stagioni più esuberanti della musica italiana. Dimenticando che intanto gli anni (quelli “più esuberanti”) per molti, purtroppo, se ne sono andati.

Ed eccoci, al “gran finale”. Giovedì 14 agosto sarà una serata tutta dedicata alla comicità targata Zelig” . Tre volti storici del celebre cabaret televisivo saliranno sul palco del “MOV Summer Festival” per un Ferragosto all’insegna delle risate: Gianluca Fubelli , in arte “Scintilla”, con il suo umorismo grottesco e surreale, Franco Neri , torinese doc e “calabrese nell’anima”, e Marco Marzocca , maestro del “nonsense” e della parodia, il celebre “Ariel” di “Zelig”, collaboratore domestico filippino di Claudio Bisio. Un mix esplosivo di sketch e battute per concludere il festival con leggerezza e allegria.

Si ricorda ancora che, durante le serate, i negozi e i punti food di “Mondovicino” resteranno aperti per permettere ai visitatori di vivere il “Villaggio” anche dopo lo spettacolo, tra shopping, musica e convivialità.

g.m.

Nelle foto: Ivana Spagna; Dario Vergassola; Claudio Cecchetto (Ph.Giovanni Gastel)

Assonanze, dalla carta all’acciaio Corten

Cinque artisti alla Galleria del Ponte, sino al 15 luglio

 

Scrivevo, soltanto un paio di mesi fa, della mostra che Stefano e Stefania Testa – della Galleria del Ponte – avevano ideato, con la cura di Armando Audoli, intorno alla figura di Clotilde Ceriana Mayneri, scomparsa a ottantatré anni nel marzo del 2023, “uno sguardo completo alla sua parabola artistica”, punto d’orgoglio per i responsabili nell’accrescerne sempre più l’interesse e sottrarla a quelle oscurità dentro cui post mortem ricadono certi artisti (“Molti l’hanno guardata, nessuno l’ha vista”, era il titolo della mostra, già di sfiducia se si pensa di voler guardare alle spalle di una esistenza intera). Quindi “un approfondimento, quel riconoscimento che le è dovuto” davanti alle “forme” in bronzo e a quelle terrecotte ricercate come a quei diversi materiali che vanno ben oltre “un semplice assemblaggio”, scrivevo: “sono ricordi tutti colti per intervalli, suggestioni, incontri fortuiti, scelte improvvise, affermazioni di sensazioni, emozioni che nessun altro capirebbe, sono il filo rosso che la lega alla sua scrittrice dell’animo, la Dickinson; quasi la ricerca musicale all’interno del mondo della natura”. In questi giorni (e fino al 15 luglio) Ceriana Mayneri occupa ancora alcuni spazi della medesima galleria, in buona – anzi, buonissima – compagnia, di Sandro Cherchi, di Franco Garelli, di Umberto Mastroianni, e di Riccardo Cordero (unico vivente del gruppo, è nato ad Alba nel 1942, ancora nuove opere in Italia e all’estero), in una mostra dal titolo “Impressioni oltre la materia”, dal vivace interesse, riflessione che vuole esplorare dentro quel rapporto stretto che intercorre – “quasi sempre indissolubile” – tra la scultura e i lavori su carta, o su altri supporti che mettano comunque in relazione il fare tridimensionale dell’artista con una tensione verso la bidimensionalità.”

Qua e là, mentre ci si aggira attraverso le sale, si percepisce con forza sempre maggiore quanto l’idea prima di una scultura venga posata nelle proprie due dimensioni per ampliarsi poi al pensiero “massiccio” dell’autore che coinvolge i valori plastici e i conseguenti “materiali diversi, differenti tecniche e l’uso del colore, pur restando sempre e soltanto ‘scultura’, anche se non a tutto tondo e non ‘plasmata’ nella materia” come noi la riconosciamo. Pertanto ecco lì diversi “ragionamenti intorno alla scultura”, di cinque artisti legati in vario modo al territorio piemontese, una decina di opere su carta esposte o fatte con la carta, come nel caso della “contessina Clotilde”, o ancora lavori che vedano l’uso di materiali cartacei, come i cartoni operati e dipinti di Mastroianni. Dalle pareti agli angoli più interni delle stanze il passo è breve per ammirare quel singolo esempio, al massimo due, di ogni singolo artista di un operato che definiremo davvero “scultura”, posto in dialogo con quella che è stata la propria radice.

Quindi gli assemblage di Ceriana, un polimaterico come “Crimea” del 2012 raggiungere la bidimensionalità attraverso carte e intrecci, fili colorati e quasi impercettibili rami, sovrapposizioni, scritture e rimandi linguistici che guardano a Emily Dickinson, pezzi di natura disposti poeticamente per guardare all’intimità. Da pensare all’interno di un ventennio che corre tra i Cinquanta e i Settanta le opere di Sandro Cherchi (è morto nel 1998, genovese di nascita ma torinese d’adozione, uno dei protagonisti della scultura informale italiana ed europea, un rapporto privilegiato con il disegno fin dagli anni di “Corrente”, piccola rivista fondata a Milano nel 1938 da Ernesto Trecani appena diciassettenne, punto di riferimento di un’azione artistico-culturale collettiva), una cartella di disegni – monocromi o alcune volte interessati da interventi di colore -, tecniche miste su carta con sagome umane, veloci e raffinate, che ruotano attorno a “Cassandra”, bronzo del 1955. Sono realizzati tra il 1960 e il ’66 i dieci pezzi inediti di Franco Garelli (nativo di Alba e trasferitosi a Torino con i genitori all’indomani della Grande Guerra, una laurea in Medicina e Chirurgia, scomparso nel 1973), interessanti smalti e collage su carta e tecniche miste su cartoncino, sovrapposizioni dove spiccano i bianchi e i gialli, vivacemente squillanti, o quelle ampie macchie rosate che s’alternano al nero (“Collage”), esperimenti che lo trasportano a una realtà esplicitamente tridimensionale, di cui qui è esempio “Nastri” del 1961. Personalità di spicco nel panorama della cultura e della scultura torinesi del Novecento, Mastroianni ci offre il misteri di tante atmosfere, “La foresta impenetrabile “ e “Vascello fantasma”, entrambi del 1967, su carta incisa, sbalzata e strappata, ne sono i validi esempi, mentre “Maternità”, bronzo del 1962, “restituisce tutta la forza espressiva del gesto plastico di Mastroianni, in grado di essere al tempo stesso delicato e brutalmente incisivo.”

Di Riccardo Cordero – ancora una nascita ad Alba, classe 1942, allievo di Cherchi e Garelli – in mostra opere che ricoprono un arco d’anni che va dal 1964 sino ai giorni nostri (progetti eseguiti con grafite, carbone, carbone pressato, sanguigna e rari interventi di spray), dove il visitatore non dovrà lasciarsi sfuggire il “Giocatore di baseball”, carbone e acrilico su carta del 1964, espresso con grande vitalismo nella scelta del bianco nero e grigio, con un nervosismo di tratti che ben lascia individuare il guizzo dinamico del campione; come le linee ricurve e verticali e le semicirconferenze dei progetti “053” e “054” accompagnano facilmente al recente bozzetto in acciaio Corten per la scultura “Aletai”, ispirata all’omonimo meteorite ritrovato nel 1898 nella regione settentrionale dello Zinjiang, in Cina. Sottolineava – e ampliava – Martina Corgnati in occasione della mostra “Giganti dell’età del ferro. 1960 – 2013”, realizzata al Filatoio di Caraglio dodici anni fa: “Non a caso, già nel 1964, si affaccia nella sua elegantissima produzione un interessante elemento di rottura: penso a quei giocatori di baseball, o di football, a quegli astronauti che l’artista realizza per lo più in poliestere, dichiaratamente artificiali e violenti. Questi ometti dotati di elmetti che li rendono simili a guerrieri, sembrano parenti stretti, o meglio eredi, delle creature ‘nucleari’ inventate da Enrico Baj negli anni Cinquanta per rappresentare l’umanità futura. Ecco, ancora una volta, un riferimento alle avanguardie milanesi e anche all’umanesimo implicito in quelle ricerche che risalivano all’inizio del decennio precedente e che attribuivano all’arte una intensa responsabilità dell’uomo, della civiltà e della natura.”

In occasione della mostra, da segnalare, in galleria, oggi giovedì 26 giugno alle ore 18, una conversazione dal titolo “Anima Corpo Materia”, a cura di Ettore Ghinassi.

Elio Rabbione

Nelle immagini: Riccardo Cordero, “Studio giocatore baseball”, 1964, carbone e acrilico su carta, cm 70 x 49,8; Franco Garelli, “Collage”, tecnica mista su carta, 1960; Clotilde Ceriana Mayneri, “Mosaico”, tessere musive e ferro, s.d.