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Onoranze Funebri Torino Giubileo, il Commiato raffinato

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Cerimonie di addio discrete ed eleganti per l’ultimo atto di amore. Da 25 anni un leader negli onori funebri.

Dal 1998 sono passati ben 25 anni all’insegna di trasparenza, discrezione, eleganza. Serietà, qualità, competenza. Sono questi, infatti, i fiori all’occhiello in termini di valori che da sempre fanno di Onoranze Funebri Torino Giubileo un punto di riferimento assoluto per chi la sceglie quale partner serio e affidabile nell’ora più difficile. L’azienda di Corso Bramante 56 ospita infatti al proprio interno una realtà multidisciplinare e coeso in grado di assistere al meglio chi le dà fiducia. Incluse pratiche pensionistiche e recupero ratei, servizio prezioso e interamente reso gratuito.

Ma c’è di più. Giubileo risolve, pensando al domani di chi resta. Giungendo così ad arrivare a una panoramica più ampia su valutazioni più complesse in ambito di gestione patrimoni, beni mobili e immobili e pianificazioni successorie, con tutti i benefici di legge annessi e connessi mediante consulenze fondate, attente e mirate per ciascuna esigenza.

Onoranze Funebri Torino Giubileo pone la persona al centro del proprio agire. Indistintamente. E questo vale tanto per i protagonisti delle cerimonie di addio, quanto per i loro cari. Ai quali è dedicata e riservata, su richiesta, un’importante occasione di supporto psicologico finalizzata alla corretta elaborazione della perdita. Metabolizzando il dolore con l’aiuto di professionisti titolati ed esperti per ritornare a sorridere alla vita, riprendendo il cammino quotidiano con rinnovato slancio e altrettanto vigore.

Onoranze Funebri Torino Giubileo è una realtà in continua evoluzione in grado di assolvere con passione e professionalità all’intera filiera dell’arte del Commiato. Celebrando l’omaggio alla storia di una vita senza distinzione, nel rispetto di ogni tradizione. Sull’onda di una evoluzione costante con al centro formazione e innovazione per tutti coloro che, giorno dopo giorno, contribuiscono a farne un’eccellenza comprovata in ogni settore.

Con protocolli sempre aggiornati nel rispetto di normative di settore complesse ed esigenti, parco mezzi all’avanguardia e una moderna Casa Funeraria che costituisce la massima evoluzione delle Camere Ardenti private: per accogliere con dignità, discrezione ed eleganza chi si è tanto amato in vita prima della partenza per il viaggio più importante.

Onoranze Funebri Torino Giubileo, inoltre, è storicamente l’unica onoranza funebre italiana a essere stata accolta all’interno dei propri palinsesti pubblicitari dalle reti televisive del Gruppo Mediaset, protagonista di una preziosa campagna d’informazione che pone l’accento sul valore sociale propedeutico della pianificazione corretta del proprio domani per vivere meglio già oggi.

Il rispetto per una persona lo si misura dal saluto. E dalla gratitudine sincera verso chi ci ha donato amore.

Tutte le informazioni sul sito www.giubileo.com.

Leumann, un villaggio fuori dal tempo alle porte di Torino

“C’è un villaggio fuori dal tempo alle porte di Torino. Si tratta di un agglomerato operaio edificato a fine ottocento per ospitare costruito da Napoleone Leumann,  imprenditore, che spostó l’azienda di famiglia a Torino. Sono ancora visibili, e abitate, le case, la chiesa e l’ufficio postale. Il Villaggio Leuman, questo il nome, si snoda lungo corso Francia a Collegno. Sul lato opposto, si trova anche la caratteristica stazione ferroviaria in legno”.

Testo e foto di Lori Barozzino

 

La dieta ipoistaminica. Come un allergico può destreggiarsi tra gli alimenti

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Destreggiarsi tra gli alimenti per un allergico può essere un vero incubo. Questa ragione ha spinto il Dott. Davide Iozzi, Biologo Nutrizionista, ad approfondire tutto sull’argomento.

L’allergia è ancora un tema poco conosciuto e spesso molti si ritrovano a sottoporsi a svariate visite specialistiche senza raggiungere una soluzione definitiva. Il connubio tra il dott. Iozzi e l’istamina non è arrivato per caso. Lo stesso infatti aveva sofferto per alcuni anni di orticaria cronica idiopatica e grazie alla sua sete di conoscenza e alla continua ricerca, ha ridotto tutti quegli alimenti che contenevano tale molecola. I benefici immediati e visibili, hanno convinto il dott. Iozzi a continuare a cercare, studiare e approfondire per creare diete adatte per tutti i soggetti allergici.

Recentemente il dott. Iozzi ha deciso di raccogliere tutta la sua conoscenza sull’allergia e trasferirla su un libro, “La dieta Ipoistaminica” (https://www.amazon.it/dieta-ipoistaminica-Davide-Iozzi/dp/884814358X/ref=sr_1_1?crid=320IE067F0QW7&keywords=la+dieta+ipoistaminica&qid=1671570964&sprefix=la+dieta+ipoi%2Caps%2C524&sr=8-1) All’interno troverete non solo le classiche nozioni necessarie per capire cosa sia l’istamina, ma anche tutti gli effetti della stessa sull’organismo. Facile da capire e suddiviso in capitoli correlati da menù in modo da fornire, a chi voglia cimentarsi, gli strumenti adatti per poter combattere l’allergia.

Per chi vuole approfondire il tema potete visitare le sue pagine social: Facebook (https://www.facebook.com/dottdavideiozzi) e Instagram (https://www.instagram.com/davideiozzi/) per restare sempre aggiornati sul tema alimentazione e non solo.

 

Verso l’infinito. Due artisti a confronto, Rolando Rovati e Davide Tornielli

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Nella mostra aperta fino all’8 aprile presso la galleria Malinpensa by Telaccia

 

È  dedicata a due artisti, Rolando Rovati, e Davide Tornielli, l’esposizione dal titolo “Verso l’infinito”, ospitata dal 28 marzo all’8 aprile prossimo presso la galleria d’arte Malinpensa by Telaccia.

Il percorso espositivo dell’artista Rolando Rovati è  espressione di un temperamento molto vivo e di un’autentica maestria interpretativa, che egli realizza con creatività irrefrenabile, unita a una magistrale ricerca ricca di effetti estetici, di simboli costanti e di un’espressione geometrica in cui la sicurezza tecnica è  unita aun marchio scenico di affascinante resa scenografica.

 

Il gioco dei colori caldi si accompagna nelle opere di Rovati a un’interessante originalità.

Vengono raggiunti risultati di sicura maturità artistica, unita alla consapevolezza dei mezzi espressivi utilizzati.

I rossi e i verdi compongono una sinfonia piuttosto suggestiva, in cui il timbro cromatico e l’armonia ritmica raggiungono un notevole punto di equilibrio.

La sua attività  artistica, che ha riscosso anche un notevole successo di pubblico e di critica, rivela un linguaggio moderno interpretato  alla luce di un sicuro simbolismo, altamente personale, che non passa di certo inosservato.

La capacità  di racconto, unita alla dinamica strutturale prospettica e all’espressione della materia mista su tavola, scandiscono l’opera di Rolando Rovati. L’artista compone le sue immagini accompagnandole a un elemento di meditazione  che rafforza un’idea progettuale di notevole risonanza.

L’elaborazione costante di nuove progettazioni strutturali e il loro legame  si materializzano in un’azione costruttiva di notevole campitura cromatica e di rara comunicazione emotiva. La stesura fluida della materia su tavola di legno attraversa un dialogo incessante, trasformandosi in emozione pura.

L’arte di Davide Tornielli va al di là  della resa della tecnica e del piacevole lirismo cromatico, diventando una realtà pittorica più interiore che esteriore, intrisa di contenuti e di valori.

Il suo mondo pittorico rivela  una verità  di espressione pura, che si trasforma in uno stato d’animo e in una struttura coerente in cui i movimenti cromatici giungono al limite dell’astratto, creando unimpatto visivo e simbolico di notevole effetto.

Tornielli traduce l’emozione con una manualità tecnica particolare e l’immagine della natura coglie una fantasia che si accende di una chiarezza cromatica unica e irripetibile. La magistrale stesura dell’olio a spatola su tela, la valenza materica e l’armonia compositiva avvolgono l’opera di una carica volumetrica graduale, capace di accrescere sempre più  il senso di interpretazione, l’immediatezza pulsante del colore, il segno del tratto dinamico e il rigore assoluto della tecnica.

L’immagine della natura che si coglie sulla tela di Davide Tornielli si carica di riflessività e di vitalità,  i bagliori intensi della foglia in oro e argento sono  capaci di cogliere diversi toni chiaroscurali, ottenendo un’unità di sintesi formale e un equilibrio esatto nella scansione degli spazi.

Il suo linguaggio è  condotto alla luce di una dinamica compositiva in costante equilibrio, con un’atmosfera cromatica pregnante di stile e di un significato che esplora in profondità l’animo umano.

MARA MARTELLOTTA

 

Galleria d’arte Malinpensa by Telaccia,  corso Inghilterra 51, Torino

Orario 10.30- 12.30; 16-19.

Chiusura lunedì e festivi.

Tel 0115628220

Lidia Poet, Torino è l’ambientazione della serie Netflix

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Una nuova serie tv targata Groenlandia ha scalato le classifiche italiane, arrivando quasi al livello della tanto amata “Mare fuori”. Dalla sua uscita infatti ha conquistato il badge delle “più viste” dagli utenti della piattaforma di streaming, riscuotendo un enorme consenso. Si tratta de La legge di Lidia Poet, ambientata a Torino. La ricetta del suo successo è facilmente giustificabile dato che racchiude in sé tutti gli ingredienti per affascinare il grande pubblico: il recupero di una figura poco conosciuta, la fiction storica e una componente noir. La storia della prima donna ammessa all’esercizio dell’avvocatura viene dunque ripresa in una versione più pop e contemporanea che però non ha mancato di far storcere il naso ad alcuni.

La legge di Lidia Poët. Eduardo Scarpetta as Jacopo Barberis, Matilda De Angelis as Lidia Poet in episode 101 of La legge di Lidia Poët. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2023

La storia fra realtà e finzione

Nella finzione la protagonista (Matilda De Angelis) non segue in toto le azioni del personaggio storico. L’unico segmento della trama che si attiene alla realtà è quello che la vede laurearsi in Legge presso l’Università di Torino, svolgere regolarmente il praticantato e superare l’esame per avvocati. Dopo l’iscrizione all’albo arriva però una contestazione che le vieta di praticare l’attività in quanto donna. Il motore narrativo della vicenda consiste nel suo desiderio di presentare un ricorso, mentre collabora con il fratello in qualità di sua assistente legale.

Lidia Poet Torino finestre I Il Torinese

I dettagli però cambiano vertiginosamente. Nello sceneggiato la donna continua a lavorare, occultandosi dietro ad Enrico Poet e  accettando i clienti al posto suo. Difende dei casi disperati, caratterizzati da condizioni sociali difficilmente riscattabili e da scarse possibilità economiche con un solo intento: svelare la verità. Con l’aiuto di suo cognato, il giornalista Jacopo Barberis (Eduardo Scarpetta), riesce a indagare sul campo e a ottenere delle informazioni decisive per la difesa dei propri imputati. Finge infatti di essere una sua collega e così riesce ad interrogare i sospettati ed esaminare i luoghi del delitto. L’estrema vicinanza dei due porterà allo sviluppo di un interesse amoroso e a un inaspettato risvolto politico. I sei episodi si esauriscono sulla scia di diversi casi risolti dall’avvocata-detective, che alla fine riuscirà a raggiungere i propri scopi.

Lidia Poet e Torino

La maggior parte delle scene all’interno del tribunale sono state girate presso l’Ex Curia Maxima di Via Corte d’Appello e Palazzo Falletti Barolo. Invece la redazione della testata giornalistica in cui Barberis scrive è situata a Palazzo dei Cavalieri. Inoltre le riprese dall’alto della città presentano una chicca che gli spettatori più attenti sicuramente avranno notato: una versione incompleta della Mole Antonelliana, priva della cosiddetta “Lanterna”. Infatti la serie è ambientata nel 1883, momento in cui la guglia non era ancora presente.

Le voci fuori dal coro

Questo adattamento però non ha mancato di scatenare delle polemiche, soprattutto dagli eredi di Lidia Poet stessa. La pronipote infatti ha dichiarato di non avere apprezzato questa rappresentazione della propria antenata e di non capire come mai non si sia dato più credito alla vicenda reale. Altri parenti invece sono rimasti infastiditi dal modo in cui la protagonista è stata resa una caricatura, inappropriata per le limitazioni imposte all’epoca. Inoltre pare che fosse una donna seria e schiva, molto diversa dal carattere che dimostra lungo il corso di tutta la narrazione.

Non è poi tardata ad arrivare una precisazione: la prima avvocata d’Italia è databile a ben quattro secoli prima e corrisponde al nome di Giustina Rocca. Ciò non toglie la rilevanza di Lidia Poet e delle sue battaglie per il suffragio universale femminile e per la difesa delle fasce di popolazione più emarginate e indigenti. La sua caparbietà e la sua fermezza la porteranno a rientrare nell’ordine degli avvocati nel 1920, all’età di sessantacinque anni.

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Francesca Pozzo