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L’Inter è Campione d’Italia: il 21° Scudetto è il trionfo della rinascita firmata Chivu

 

C’è qualcosa di profondamente simbolico, quasi poetico, nella conquista del 21° Scudetto da parte dell’Inter. Non è soltanto una vittoria sportiva: è la celebrazione di una ricostruzione, di un percorso umano e mentale prima ancora che tecnico. Ed è impossibile raccontare questo trionfo senza fermarsi sulla figura di Cristian Chivu, l’uomo che ha raccolto i frammenti di una squadra smarrita e li ha ricomposti con pazienza, visione e coraggio.

Perché questa Inter, a un certo punto, era davvero come un vaso rotto. I cocci sparsi sul pavimento: certezze svanite, fiducia incrinata, identità smarrita. Una squadra che sembrava aver perso il proprio riflesso, incapace di riconoscersi. In molti avrebbero provato a sostituire quel vaso, a buttarlo via e ripartire da zero. Chivu no.

Chivu ha scelto la via più difficile: raccogliere ogni singolo pezzo.

Con una calma quasi artigianale, ha rimesso insieme ciò che sembrava irrecuperabile. Non ha nascosto le crepe, non ha finto che non esistessero. Le ha accettate, comprese, trasformate. Ed è proprio qui che nasce la grandezza del suo lavoro: quel vaso, una volta ricomposto, non è tornato com’era prima. È diventato qualcosa di diverso. Più forte. Più autentico. Persino più bello.

Il merito più grande di Chivu non è stato solo tattico. È stato psicologico.

Ha lavorato sulla testa dei giocatori prima ancora che sulle loro gambe. Ha restituito fiducia a chi l’aveva smarrita, ha ridato centralità a chi si sentiva ai margini, ha ricostruito un senso di appartenenza che sembrava dissolto. Ha trasformato un gruppo fragile in una squadra consapevole, capace di soffrire e reagire, di cadere e rialzarsi.

Ogni partita vinta, ogni punto conquistato, è stato un piccolo passo in questo processo di ricostruzione emotiva. E quando la pressione si è fatta più intensa, quando il peso dello Scudetto ha iniziato a farsi sentire, l’Inter non si è spezzata. Ha resistito. Come quel vaso, ormai ricomposto, che porta i segni delle sue fratture ma proprio per questo è più resistente.

Il 21° Scudetto non è solo un numero. È un simbolo. È la prova che dalle crepe può nascere bellezza, che dalla fragilità può emergere forza. È il trionfo di un’idea di calcio che mette al centro l’uomo, prima ancora del giocatore.

E allora sì, questo titolo porta un nome chiaro e forte: Cristian Chivu. L’allenatore che non ha avuto paura dei cocci, che ha saputo vedere oltre la rottura, che ha trasformato una squadra spezzata in un’opera compiuta.

Un vaso nuovo, certo. Ma fatto della stessa materia di quello vecchio. Solo, infinitamente più prezioso.

Luca Bellone
Tifoso interista doc

Testo raccolto da Enzo Grassano

Il fascino della storia “granata”

Maggio, tra le molte altre cose, è anche un mese “granata”. Certo, quando si parla di sport, e di calcio soprattutto, le date più o meno storiche si rincorrono rapidamente. Ma quando si parla del Torino, o del Toro per dirla con i suoni tifosi, o della maglia granata, il mese di maggio nessuno lo dimentica. Perchè proprio nel mese di maggio ci sono due date che restano scolpite nella storia di questo storico club.

Innanzitutto il 4 maggio 1949. Una data tragica e sconvolgente. E cioè la data che ricorda la tragica scomparsa del Grande Torino. Superga, la Basilica di Superga, di ritorno da Lisbona, dopo aver disputato un’amichevole contro la squadra del Benfica il cui capitano era un grande amico di Valentino Mazzola, storico capitano e guida dello squadrone granata. L’aereo, come tutti sappiamo, si schianta contro il muraglione posteriore della Basilica. Ormai conosciamo quasi a memoria le dinamiche di quel tragico schianto in una giornata caratterizzata da una tempesta di pioggia e di vento gelido che nascondeva Torino e la sua collina. Appunto, nascondeva agli occhi del pilota la Basilica di Superga. Ma da quel giorno il 4 maggio è diventata una data dove il calcio si ferma e riflette. E non solo a Torino e in Piemonte. O nella vasta ed articolata comunità granata. Ma in tutta Italia. Anche perchè la scomparsa del Grande Torino, una squadra che in quegli anni non aveva rivali in campo da potere contendere trofei e scudetti, ha segnato la storia del calcio nazionale, europeo ed internazionale. Una tragedia che, infatti, non solo viene ricordata ogni anno a Torino con l’ormai celebre marcia sino alla Basilica di Superga ma che viene raccontata attraverso i media e i social in tutto il mondo. Appunto, una tragedia che ha segnato in profondità la storia, la cultura, la tradizione e il cammino del club granata. E anche quest’anno, come tutti gli anni del resto, il 4 maggio vedrà la presenza del “popolo granata” ai piedi della Basilica.

Ma, accanto alla tragedia, maggio ricorda anche un’altra data. Questa volta una gioia, una immensa gioia che purtroppo non si è più ripetuta. Parliamo dell’ultimo Scudetto conquistato, il 16 maggio 1976. Che si aggiunge agli Scudetti conquistati, appunto, dal Grande Torino negli anni ‘40. Ma quel 16 maggio del ‘76 fu una giornata importante non solo per lo Scudetto conquistato meritatamente sul campo ma perchè coincise anche con una stagione difficile se non addirittura drammatica per il nostro paese. E per la stessa città di Torino. Basti ricordare che il giorno dopo la conquista dello storico Scudetto con uno splendido goal di Paolo Pulici, vero “mito” granata, pareggiando nell’ultima giornata contro il Cesena al Comunale, proprio a Torino iniziava lo storico processo alle Brigate Rosse guidato e coordinato dal giudice Gian Carlo Caselli. Lo ha ricordato molte volte il magistrato stesso, grande tifoso granata e presente lui stesso il 16 maggio allo Stadio Comunale.

Ecco perchè il club granata rappresenta una storia che è destinata a fare epoca nel calcio mondiale. Vittima di una tragedia che non sarà mai cancellata dai ricordi dei suoi tifosi e degli stessi appassionati di calcio ad ogni latitudine del mondo e avaro, al tempo stesso, di gioie vere. Quelle, per intenderci, che vengono maturate sul campo verde. E non è un caso, del resto, che lo Scudetto conquistato ben 50 anni fa sarà celebrato e ricordato con una grande manifestazione popolare e di massa. Non solo con una partita allo stadio Grande Torino presenti le “vecchie glorie” che conquistarono quel trofeo – anche se non scenderanno in campo per la partitella…- ma anche con incontri e momenti pubblici che ricorderanno, appunto, quella memorabile giornata.

Perchè, come recitava uno dei tanti celebri slogan della tifoseria granata quando il Torino purtroppo tornò in serie B, “la fede non retrocede”. E il ricordo del passato fatto di gioie e dolori, tragedie e vittorie, per noi granata resta un grande patrimonio culturale, sportivo e forse anche etico con cui fare i conti tutti i giorni. Insomma, non possiamo non ricordare, ancora una volta, il “maggio granata”.

Giorgio Merlo

Il Grande Torino non si dimentica mai

Il 4 maggio non è una data qualsiasi per il calcio italiano. È il giorno in cui si ferma il tempo, per ricordare il Grande Torino e la tragedia di Tragedia di Superga.
Il 4 maggio 1949, l’aereo che riportava a casa la squadra granata da Lisbona si schiantò contro la collina di Superga. Non ci furono superstiti: persero la vita giocatori, staff e giornalisti. Se ne andò in un attimo una squadra leggendaria, capace di dominare il campionato italiano con uno stile moderno, spettacolare e vincente. Il Torino di quegli anni non era solo una squadra: era la spina dorsale della Nazionale, un simbolo di rinascita per un Paese uscito dalla guerra.
A distanza di 77 anni, il Grande Torino rappresenta ancora molto più di un ricordo sportivo. È il simbolo di valori profondi: appartenenza, sacrificio, gioco di squadra. È una memoria collettiva che unisce generazioni diverse, non solo tifosi granata ma tutti gli amanti del calcio.
Ogni 4 maggio, il silenzio e la commozione salgono fino alla Basilica di Superga, dove i nomi di quei campioni vengono letti uno a uno. Non è solo commemorazione: è un modo per tenere viva una storia che continua a insegnare.
Perché il Grande Torino non è soltanto passato. È un esempio che, ancora oggi, continua a parlare al presente.

Enzo Grassano

L’Inter è Campione d’Italia

Con 3 turni d’anticipo

L’Inter torna sul tetto d’Italia e scrive una nuova pagina della sua storia. Con la vittoria sul Parma, i nerazzurri conquistano il 21° Scudetto, un traguardo che consolida il loro prestigio nel calcio italiano.
Un successo costruito con continuità, qualità e determinazione, che permette all’Inter di superare il Milan, fermo a 19 titoli, e di avvicinarsi – almeno simbolicamente – alla Juventus, ancora leader con 36 campionati vinti.
A San Siro la festa è stata totale: tifosi in delirio, squadra compatta e consapevole della propria forza. Questo Scudetto non è solo un numero, ma il segno di un ciclo vincente e di una società tornata stabilmente ai vertici del calcio italiano.

Enzo Grassano

Passo falso Juve, fermata sull’1-1

 

Passo falso per la Juventus, fermata sull’1-1 da un Verona già retrocesso ma tutt’altro che arrendevole. Allo Stadium i bianconeri fanno la partita, costruiscono di più e colpiscono anche una traversa con Bremer ma pagano ancora una volta la mancanza di concretezza.
A sorpresa è l’Hellas a passare in vantaggio nel primo tempo con Bowie, bravo a sfruttare una delle poche occasioni concesse. Nella ripresa la squadra di Spalletti reagisce: dentro Vlahovic, che trova il pareggio con una punizione precisa. La Juve continua a spingere, sfiora il gol con il palo di Zhegrova, ma non riesce a completare la rimonta.
Il Verona resiste con ordine e orgoglio fino al fischio finale, strappando un punto che vale soprattutto per il morale. Per la Juventus, invece, un’occasione persa: niente aggancio al Milan e classifica che resta un rimpianto.

Enzo Grassano

La Tuttadritta torna a Torino!

DOMENICA 10 MAGGIO UNA DELLE 10 KM PIÙ VELOCI D’EUROPA PRONTA A CONQUISTARE 7.000 RUNNER 

Torino è pronta ancora una volta a correre. Dopo il grande successo della Mezza e della Dieci di Torino, Base Running riporta i runner tra le strade del centro con una delle gare più iconiche e amate: la TuttaDRITTA. Domenica 10 maggio prenderà il via la ventunesima edizione di un appuntamento ormai storico per la città, nato nel 2005 da un’idea di Luigi Chiabrera e organizzato da Base Running capace ogni anno di coinvolgere migliaia di appassionati di sport. 7000 i runner pronti a partire. Con i suoi 10 chilometri certificati, la TuttaDRITTA si conferma come una delle 10 km più veloci d’Europa, grazie a un tracciato unico nel suo genere: una linea retta che attraversa Torino, con partenza da Piazza Solferino e arrivo nella straordinaria cornice della Palazzina di Caccia di Stupinigi. La linearità del percorso rappresenta una sfida affascinante: pochi cambi di ritmo, massima concentrazione e la possibilità concreta di migliorare il proprio tempo personale. È proprio questa caratteristica a rendere la TuttaDRITTA una gara unica, capace di attrarre sia atleti agonisti alla ricerca della prestazione, sia amatori e appassionati desiderosi di vivere una giornata all’insegna del benessere e del divertimento. La gara è aperta a tutti, disponibile sia in modalità competitiva sia non competitiva (a partire dai 14 anni), con l’obiettivo di raggiungere quota 7.000 partecipanti. Un lunghissimo e colorato serpentone di runner e camminatori animerà la città, trasformando le strade in un grande palcoscenico di sport, energia e condivisione. In questo contesto si inserisce anche il contest aziende “La mia azienda corre”, giunto alla XXI edizione, dedicato a dipendenti, collaboratori e consulenti delle aziende del territorio. Un’iniziativa che valorizza la sportività, la competizione pulita e lo spirito di gruppo, promuovendo il team building attraverso la corsa. CRAI sarà Title Sponsor del contest e premierà le tre aziende più numerose e le tre aziende più veloci, contribuendo a rendere ancora più coinvolgente la partecipazione. A rendere ancora più distintiva l’edizione 2026 è anche la maglia ufficiale TuttaDRITTA, firmata Diadora, partner tecnico della manifestazione, proposta in due versioni, una da uomo e una da donna, ciascuna caratterizzata da una diversa sfumatura di viola: stessa identità visiva, ma con un design pensato per adattarsi al meglio a ogni runner. Il programma della giornata prevede il ritrovo a partire dalle ore 7:30 presso il Race Village in Piazza Solferino, cuore pulsante dell’evento. La partenza ufficiale è fissata per le ore 9:00, mentre l’arrivo sarà, come da tradizione, nello scenario suggestivo della Palazzina di Caccia di Stupinigi, dove storia e natura accoglieranno i partecipanti in un finale spettacolare. Un servizio navetta sarà messo a disposizione degli atleti da Stupinigi a Torino pre e post gara. L’evento è realizzato con il patrocinio di Città di Torino, Città di Nichelino con il supporto degli sponsor Crai, Digital Runner, Diadora, Acqua Mood, Reale Mutua e Birra La Mezza, partner che contribuiscono a rendere possibile una manifestazione sempre più partecipata e di respiro internazionale, capace di coniugare sport, partecipazione e valorizzazione del territorio, trasformando la città in un grande palcoscenico a cielo aperto. “Sono molto emozionato – commenta Alessandro Giannone, Presidente di Base Running – di organizzare la tuttaDRITTA per il quarto anno di fila con Base Running. Questa competizione fa parte della mia vita da sempre: ho corso la prima edizione nel 2005, che partiva proprio da Piazza Solferino e dopo diverse partecipazioni sono anche salito sul podio come terzo assoluto. Contribuire a farla crescere, facendo correre domenica 10 maggio 7000 runner, è per me una grande gioia!” Luigi Chiabrera “Un grande in bocca al lupo a tutti i partecipanti. La TuttaDRITTA è sempre stata una grande festa e sono felice che lo spirito che da 25 anni ci accompagna sulla direttrice verso Stupinigi continui a ispirare questa manifestazione. Nata come gara IAAF Gold e palcoscenico per il debutto di grandi campioni e campionesse, oggi continua a essere un evento di riferimento. Mi auguro possa proseguire nel suo percorso di crescita, mantenendo intatta la sua identità e la sua energia.”

Tutte le informazioni sul sito www.baserunning.it

Oggi il Toro era in gita: l’Udinese vince 2-0

 

A Udine finisce 2-0 per l’Udinese contro il Torino, con i granata mai veramente in partita. Un ko netto, senza appello, che lascia più di qualche rimpianto.
La gara si sblocca nel recupero del primo tempo, quando Ehizibue trova la zampata vincente. Nella ripresa, al 51’, arriva il raddoppio firmato da Kristensen, bravo a svettare di testa su corner battuto da Miller. Un uno-due che spegne definitivamente le ambizioni del Toro di arrivare almeno al pareggio.
La squadra granata fatica a reagire, costruisce poco e non riesce mai a rendersi davvero pericolosa. Dall’altra parte, l’Udinese gestisce e prova anche ad affondare con le giocate di Zaniolo, senza però modificare ulteriormente il risultato.
Ora servono risposte. Le prossime tre partite offrono al Torino l’occasione per riscattarsi: prima il Sassuolo in casa, poi la trasferta di Cagliari e infine un derby che vale molto più dei tre punti. Perché dopo una prova così, rialzarsi non è solo una necessità: è un obbligo.

Enzo Grassano

Pronti per una nuova sfida verticale!

A VARESE LA SECONDA TAPPA DI COPPA ITALIA LEAD

Magnesite sulle mani, sguardo all’insù, imbrago pronto per far scorrere la corda fino al moschettone più alto, concentrazione unita alla giusta carica di tensione: sono solo alcuni degli ingredienti per la tappa di Coppa Italia Lead, che andrà in scena sabato 2 e domenica 3 maggio a Varese, presso il nuovissimo impianto Salewa Cube. A questo appuntamento parteciperanno 110 atleti, fra i migliori atleti di tutta la nazione. Si tratta della seconda prova del circuito, che ha avuto il suo esordio ad aprile alla Climbing District a Pero, e che avrà la sua conclusione a Campitello di Fassa, presso la palestra Adel Climbing Wall, il 13-14 giugno. Da non trascurare però l’appuntamento più atteso a livello nazionale: il Campionato Italiano Lead, che si disputerà il 16-17 maggio nel Centro Tecnico Federale di Arco (TN). Ad affiancare la FASI nell’organizzazione di questa competizione è l’ASD Rock Brescia, mentre la struttura ospitante, di recentissima apertura, vanta oltre 1000 m² di superficie, con 132 linee pensate per i vari livelli, e rappresenta uno scenario moderno e di altissima qualità per gli scalatori che saranno impegnati sulle sue pareti. Fra le 56 atlete che parteciperanno alla gara fari puntati su Claudia Ghisolfi (Fiamme Oro), argento nella prima tappa, su Valentina Arnoldi (Ragni di Lecco), bronzo a Pero, sulle atlete reduci dalla Coppa Europa Boulder di Kaunas, Matilda Liù Moar (AVS Brixen) e Federica Papetti (Rock Brescia), e sulle altre azzurre Savina Nicelli (Fiamme Oro) e Bettina Dorfmann (AVS Brixen). Fra i 54 esperti di moschettoni e imbraghi che scaleranno la parete varesina figurano i veterani Davide Colombo (Fiamme Oro) e Giorgio Tomatis (Centro Sportivo Esercito), e alcuni fra i più promettenti giovani azzurri, come Andrea Ludovico Chelleris (Fiamme Oro), vice Campione Italiano Giovanile, ed Ernesto Placci (Carchidio-Strocchi), 4° ai Trial Nazionali, che a breve competerà in Coppa del Mondo in Cina. Ad assistere alla gara e a premiare i vincitori interverranno il Sindaco di Varese, Davide Galimberti, e l’Assessore allo Sport, Stefano Malerba. Programma di gara Sabato 2 maggio ore 10.00 qualifiche maschili e femminili domenica 3 maggio ore 10,00 semifinali ore 16,00 finali ore 17,15 cerimonia di premiazione. Sarà possibile seguire la diretta streaming delle fasi di Semifinale e Finale della competizione sul canale ufficiale Climbing TV ai seguenti link: SportFace: https://tv.sportface.it/watch/0a0c0b00-b7f6-4227-83c3-0e06ca37dfd4 Link all’app: https://apps.apple.com/it/app/sportface/id6450705990

Conclusi a Pau i mondiali giovanili di rafting

Si sono conclusi a Pau i mondiali giovanili di rafting, a cui hanno partecipato numerosi atleti dell’Ivrea Canoa Club, ottenendo risultati di alto livello. Primo su tutti il titolo di campione del mondo conquistato dell’equipaggio Mix Under 23 di Ester Viola e Stefano Gambella, con Leonardo Ferraris, a cui si aggiungono i podi degli equipaggi maschili U 19 e femminile U 23.
Per quanto riguarda le classifiche di specialità, l’equipaggio Mix U 23 ha vinto la medaglia d’oro nel rafting rx e ottenendo la medaglia d’argento sprint. Eccellenti prestazioni anche per l’equipaggio maschile U 19 di Leonardo Ferraris, Stefano Gambella, Enea Beltrando e Davide Montaldo, che hanno conquistato il secondo posto sprint e il terzo posto rx, nella categoria Woman U 23, con le medaglie di bronzo sprint e rx delle nostre Viola Gambella e Maryam Zariate, insieme a Laura Labroni e Viola Zolesi del Garfagnana Rafting. Molto bene nella specialità slalom il terzo posto U 19 del team Stallions e dell’equipaggio femminile U 23 Ivrea Canoa Club Garfagnana. Non sul podio, ma rilevanti, i risultati degli altri equipaggi.

Mara Martellotta

Scherma, bronzo nazionale per il circolo Ramon Fonst

Sono in corso di svolgimento a Riccione i Campionati Nazionali GOLD per le categorie U17-U20-ASSOLUTI. Per la Ramon Fonst di Torino è arrivato il podio di Luca JURAVLE, che si piazza al 3° posto nella categoria Under20, al termine di una gara condotta sempre con sicurezza dove ha battuto in fila il pesarese Giorgini 15-6, il vicentino Berti 15-13, il moglianese Cardin 15-8, il mestrino Vianello 15-13 e nel derby il torinese Laera 15-7, prima di cedere in semifinale al monzese Cazzani, figlio d’arte (il padre fu campione del mondo U20). Sottotono la prestazione degli altri atleti arancioneri presenti nella cittadina romagnola. Alessio ZUDDAS si piazzava 80° nell’U17 e 129° nella cat. Assoluti, Robert GHETU 67° e Tommaso GIRAUDO 109° tra gli U20, ed infine Matteo BORGOGNO 74° nella cat. Assoluti. A rappresentare il Circolo a Roma, nei Campionati Italiani, ci saranno quindi Robert GHETU tra i “Cadetti” e Luca JURAVLE tra i “Giovani”.

Le parole del Maestro del Circolo torinese Paolo Cuccu:

“Grandissima prova per Luca Juravle, che bissa il podio che ottenne lo scorso anno nella stessa gara. Qualche rimpianto per la semifinale, però adesso la concentrazione deve spostarsi sulle gare di Roma, lì il podio sarà di quelli prestigiosi e dobbiamo lavorare per giocarci le nostre chance. Gli altri fiorettisti hanno patito l’importanza della competizione, nella scherma ci si gioca tutto non solo in una gara ma anche in una sola giornata. Alessio Zuddas ha pagato l’inesperienza, è solo al primo anno tra i Cadetti e per lui qualificarsi a due gare è già un bel risultato, per Matteo Borgogno e Tommaso Giraudo il discorso è diverso, hanno sulle spalle pochi allenamenti per via degli infortuni per il primo e l’università per l’altro, non potevano fare questa difficile gara in modo maggiormente performate, come sarebbe nelle loro possibilità. Meno spiegabile la performance di Robert Ghetu, se non con quelle giornate dove tutto va storto dal principio, peccato perché non si è qualificato direttamente per Roma per solo 2 millesimi di punto, e sarebbe stata una bella occasione per lui disputare due campionati italiani”

La lunga parentesi agonistica di Riccione si chiuderà la prima settimana di maggio, con in pedana i nostri U14, tra i favoriti per il titolo italiano Francesco Lou FORNERIS e Maria Giulia LEVRONE, entrambi cat. Allievi (2012), quotata outsider per il podio anche Letizia GHIGO tra le Giovanissime (2014).