IL RICORDO
di Carlo Alfonso Maria Burdet
Non sempre si sceglie così bene il giorno per una dipartita! Ma… Marco se n’è andato proprio per San Luigi Gonzaga (non per la Consolata, e neppure per San Giovanni Battista, ma) al solstizio d’estate. Ci sono forti richiami tra il santo mantovano dei giovani e dei puri (che in Piemonte passò anche per Chieri) e l’amico nostro (con i suoi primi anni veneti): due uomini univoci, giusti e forti, esempio e riferimento di fede in momenti di incertezza e confusione! E loro, così necessari per riequilibrare il tutto, pronti davanti a noi a indicare la via… come le statue che, sui carri cinesi, davano la direzione per il cammino.
E non solo questo… ché, da sempre, Marco fu molto, e molto di più...
Uomo di Fede, apostolo convinto del cammino e della lotta, sempre pronto a suggerire, a dare, a aiutare, senza tirarsi mai indietro, senza mai agire per men che nobili scopi… pensava alla grande, amava il bello, era sempre pronto a lottare per la Verità.
Esempio di fede che trasmette gioia, e perciò è grande, onesta, pacata, sempre reale.
Nel collezionismo generoso al quale dedicava l’attenzione, recuperava oggetti, quadri, libri, carte, poi tutto metteva a disposizione per lo studio degli altri, tutto poteva poi donare perché nel museo giusto, nella collezione appropriata, si colmassero quelle lacune che aveva rilevato: quale differenza coni gelosi che stuzzicano soltanto gli interessi altrui ostentando parzialmente ciò che possiedono ma solo sanno negare perché si riempiono soltanto di vanagloria con un vano possedere!
Marco Albera e Carlo Tancredi Falletti di Barolo… Sì! E ritroviamo Marco, teste al processo storico di beatificazione del Marchese, che certamente fu fonte di ispirazione per lui, che al «Convegno Felicità – Verità – Bellezza (I volti della carità di Carlo Tancredi di Barolo)» il 14 novembre 2008, concludeva il suo intervento con le parole che Giulia Colbert de Maulevrier aveva dettato per l’epigrafe del suo amato consorte:
«Ha fatto del bene a molti e molto, avrebbe voluto farne a tutti».
Parole che possano, anche per lui, fissarsi in epigrafe, e … noi lo ricorderemo ancora!






