ATT riprende servizio al bar della Buvette del Consiglio Comunale

Nella giornata del 4 maggio, ATT avrà l’opportunità di gestire il servizio bar della Buvette del Consiglio Comunale a Palazzo Civico, alternandosi con la Cooperativa Frassati, come previsto dal relativo bando. Si tratta di una bellissima iniziativa di inclusione e di un’occasione per confermare la profonda vocazione sociale per Torino.

ATT è un’impresa sociale torinese che si occupa dell’inserimento lavorativo rivolto a persone con disabilità cognitiva e nello spettro autistico. Giovani tra i 20 e i 30 anni che iniziano a sperimentarsi nel mondo del lavoro, a prendere fiducia nelle proprie potenzialità e a sviluppare competenze specifiche e altre trasversali. ATT sviluppa diversi percorsi occupazionali in ambito ristorativo, e il principale consiste nella preparazione e vendita di merende nelle scuole superiori di Torino e Settimo, dove un ben preparato team di addetti alle vendite affronta l’assalto di studenti che arrivano dalle aule nei pochi minuti di ricreazione. ATT ha sviluppato un proprio settore catering, così da proporre ai propri dipendenti un momento di formazione ulteriore. Tale servizio permette di relazionarsi con mondi, contesti diversi, arricchendo il ventaglio di esperienze.

I giovani che lavorano in ATT diventano protagonisti nelle proprie scelte in autonomia e indipendenza, e l’esperienza della Buvette può rappresentare il culmine di tale percorso, in relazione al periodo trascorso in azienda.

Per conoscere meglio la realtà di ATT si può consultare il sito www.awww.attimpresasociale.it

C’era una volta Porta Palazzo

C’era una volta Porta Palazzo nelle fotografie di Marilaide Ghigliano, Mario Gabino, della collezione Hugo Daniel e dell’Archivio Storico di Torino. In mostra all’Antica tettoia dell’orologio.

Igino Macagno

Il Salone OFF a Villa della Regina

 

8-17 maggio 2026

Conferenze, visite, musica e laboratori tra gli spazi della residenza e i giardini

 

 

 

Sette giorni, più linguaggi, un unico contesto: il Salone Off a Villa della Regina, in occasione della rassegna culturale QU.EEN narrazioni d’arte a natura a Villa della Regina, mette in relazione libri, arti e ricerca attraverso un programma distribuito tra sale e giardini.

 

Il primo appuntamento, venerdì 8, è la conferenza Il sogno di Citera. Il giardino storico tra visioni letterarie, modelli umanistici e teatralità barocca, seconda tappa di un percorso dedicato al giardino come costruzione culturale, realizzato insieme alle Ville e residenze monumentali fiorentine e alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Interviene Paolo Cornaglia del Politecnico di Torino.

Sabato 9, Guida per un giorno affida agli studenti del Liceo Valsalice di Torino le visite alla Villa e alla collezione permanente di arte contemporanea.

Domenica 10 il programma si apre con Percorsi, concerto del Sedicetto PoliEtnico del Politecnico di Torino diretto da Matteo Gentile. Il programma attraversa secoli, lingue e geografie, intrecciando madrigali, canti popolari, spiritualità contemporanea e scrittura corale del nostro tempo. Ogni brano è una tappa di un viaggio reale e immaginario, dove la voce esplora confini, memorie e altrove sonori. In dialogo con il tema della rassegna QU.EEN, il canto diventa gesto di scoperta, gioco e meraviglia, capace di abitare la natura e l’artificio di Villa della Regina. Un percorso vocale che invita a muoversi, ascoltando, nello spazio e nel tempo. Il concerto è diviso in tre sezioni: “natura e artificio” sul viaggio come scoperta, esplorazione, gioco, meraviglia; il “viaggio nel tempo”; “altrove” sul viaggio al di là dei confini. Nel pomeriggio, la Biblioteca Vivente, a cura dell’associazione Il Bandolo, trasforma il Salone d’Onore in uno spazio di confronto diretto: attraverso la lettura di un Libro Umano, i lettori potranno confrontarsi con emozioni, pregiudizi e storie spesso fuori dai margini raccontate da SiaMOVoce, il movimento eterogeneo e inclusivo nato per dare voce alle persone con esperienza di sofferenza mentale.

Giovedì 14 Trame di relazioni e tessiture politiche tra i volumi della Biblioteca della Regina riporta l’attenzione sul libro come dispositivo di relazione: Marzia Dina Pontone, direttrice della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, presenta il fondo appartenuto a Margherita di Savoia, mettendo in evidenza reti, dediche e strategie culturali. La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino conserva infatti in deposito un imponente fondo librario appartenuto alla Regina, composto da circa 13.560 volumi. Tra le carte compaiono numerose dediche personali, che rivelano la fitta rete di relazioni intessute dalla sovrana negli anni, raccontando una politica al femminile sapientemente alimentata anche attraverso l’oggetto libro.

Venerdì 15 con Metamorfosi. Pittura tra sogno, mito e spiritualità, Ciro Palumbo presenta il proprio lavoro attraverso il secondo volume del catalogo ragionato e della raccolta Mnèmes. I quaderni della memoria, editi da Archeion – Archivio Ciro Palumbo, in dialogo con Roberto Mastroianni, curatore e docente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino; Martina Cavallarin, curatrice e critica indipendente; Anna Marchitelli, scrittrice e giornalista. Le due pubblicazioni documentano e approfondiscono il percorso artistico dell’autore attraverso un rigoroso lavoro critico e archivistico.

Sabato 16, nei Giardini e al Padiglione dei Solinghi, il laboratorio Alla ricerca del giardino perduto, in collaborazione con la Villa medicea della Petraia di Firenze, propone un viaggio nel tempo e nello spazio, dal giardino rinascimentale delle ville medicee fiorentine al giardino all’italiana di Villa delle Regina, con la guida di un esperto viaggiatore dell’epoca che condurrà in un mondo dove realtà e fantasia si intrecciano. Attraverso giochi, esplorazioni e attività creative per famiglie, si scopriranno somiglianze e differenze tra i due spazi verdi, vivendo il giardino come un luogo di scoperta e meraviglia, in cui passato e presente dialogano tra loro.

Chiude il programma, domenica 17, Maria Cristina di Savoia e le regine d’Italia: i giornalisti Luciano Regolo e Mario Cinelli, vicedirettore vicario di iO Donna, il femminile del Corriere della Sera, ricostruiscono profili e traiettorie delle figure femminili della dinastia sabauda, tra dimensione privata e quadro storico.

 

Durante gli eventi di QU.EEN sarà disponibile il nuovo punto ristoro di Villa della Regina nei giardini all’italiana della residenza. L’accesso al punto ristoro è libero e non vincolato al biglietto di ingresso al museo.

IL CALENDARIO

 

Venerdì 8 maggio, ore 16

Salone d’Onore e Giardini

Il sogno di Citera. Il giardino storico tra visioni letterarie, modelli umanistici e teatralità barocca.

Conferenza a cura di Residenze reali sabaude, Ville e residenze monumentali fiorentine e Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino con la partecipazione di Paolo Cornaglia, docente di Storia dell’architettura al Politecnico di Torino.

La conferenza rientra fra le attività di formazione in collaborazione con la Fondazione Ordine Architetti di Torino. Per prenotazioni e per il riconoscimento dei crediti consultare il sito web della Fondazione OAT.

 

Sabato 9 maggio, ore 10-18

Piano nobile e Salone d’Onore

Guida per un giorno

Visite guidate a Villa della Regina e alle opere della collezione permanente di arte contemporanea, a cura dagli studenti del Liceo Valsalice di Torino (progetto Formazione Scuola-Lavoro).

 

Domenica 10 maggio, ore 11

Salone d’Onore

Percorsi

Concerto corale eseguito dal Sedicetto PoliEtnico del Politecnico di Torino, diretto dal Maestro Matteo Gentile.

 

Domenica 10 maggio, ore 14.30

Salone d’Onore

Biblioteca Vivente

A cura dell’associazione il Bandolo.

 

Giovedì 14 maggio, ore 16

Salone d’Onore

Trame di relazioni e tessiture politiche tra i volumi della Biblioteca della Regina

Conferenza di Marzia Dina Pontone, direttrice della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

 

Venerdì 15 maggio, ore 16

Salone d’Onore

Metamorfosi. Pittura tra sogno, mito e spiritualità

Incontro con l’artista Ciro Palumbo a cura dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Intervengono Roberto Mastroianni, curatore e docente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino; Martina Cavallarin, curatrice e critica indipendente; Anna Marchitelli, scrittrice e giornalista.

 

Sabato 16 maggio, ore 10.30

Giardini e Padiglione dei Solinghi

Alla ricerca del giardino perduto

Laboratorio nell’ambito di Villa in famiglia, in collaborazione con la Villa medicea della Petraia di Firenze.

 

Domenica 17 maggio, ore 11

Salone d’Onore

Maria Cristina di Savoia e le Regine d’Italia

Incontro con Luciano Regolo, autore di volumi sulle regine Maria Cristina di Savoia, Margherita di Savoia, Elena del Montenegro e Maria José del Belgio, e Mario Cinelli, giornalista, vicedirettore vicario di Io Donna. L’incontro è promosso dal Salone Internazionale del Libro di Torino in collaborazione con la casa editrice Edizioni Ares.

 

INFORMAZIONI

Villa della Regina

Strada Santa Margherita 79, Torino

 

ORARIO:

martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 18 (ultimo ingresso 17)

lunedì chiuso

Aperture straordinarie:

sabato 23 maggio dalle 9.30 alle 20.30 (ultimo ingresso 20), in occasione della Notte Europea dei Musei; dalle 18 ingresso al costo simbolico di 1 euro

Modalità di partecipazione agli eventi della rassegna:

Ingresso gratuito per conferenze e talk

Ingresso incluso nel biglietto di accesso al complesso museale per le altre attività (visite alle mostre, visite guidate, laboratori artistici e didattici, concerti): all’interno della residenza biglietto Villa+Giardini, intero € 10; all’esterno biglietto Giardini, intero € 5

Prenotazione obbligatoria:

per visite alle mostre, visite guidate, laboratori artistici e didattici: drm-pie.villadellaregina@cultura.gov.it; 011 8195035

per concerti, conferenze e talk sul sito web Musei Italiani oppure tramite App Musei Italiani

Tariffe:

Biglietto Villa+Giardini: € 10

Biglietto Giardini: € 5

Ridotto € 2: dai 18 ai 25 anni; persone in possesso della carta “Io leggo di Più” del Circolo dei lettori Torino; iscritti Scuola Holden Torino

Gratuito per: minori di 18 anni; docenti della scuola, di ruolo o con contratto a termine, su presentazione della certificazione del proprio stato di docente; docenti e studenti delle facoltà di architettura, di conservazione dei beni culturali, di scienze della formazione e dei corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico delle facoltà di lettere e filosofia, delle accademie di belle arti o dei corsi e degli istituti corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea (il biglietto gratuito è rilasciato agli studenti mediante esibizione del certificato di iscrizione per l’anno accademico in corso); titolari dell’Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card e Royal Pass; personale Ministero della cultura; membri ICOM; giornalisti muniti di tessera professionale; persone con disabilità e relativi accompagnatori; operatori delle associazioni di volontariato che svolgano, in base a convenzioni in essere stipulate con il Ministero ai sensi dell’articolo 112, comma 8, del Codice, attività di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali; possessori di Passaporto Culturale – progetto Nati con la Cultura.

Biglietto € 1 sabato 23 maggio dalle 18 alle 20.30 (ultimo ingresso alle 20), in occasione della Notte Europea dei Musei.

 

Il finto maresciallo “Mario Rossi” truffava gli anziani: arrestato a Torino

 
La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino italiano di 39 anni per furto aggravato in abitazione e per possesso di segni distintivi contraffatti.
L’intervento, condotto dalla Squadra Mobile di Torino nell’ambito di attività di contrasto ai reati predatori in danno delle “fasce deboli”, nasce a seguito dell’individuazione di un soggetto, già noto ai poliziotti, al suo arrivo alla stazione cittadina di Torino Porta Nuova a bordo di un treno proveniente dal Sud Italia.
Gli agenti, insospettiti dal comportamento del “trasfertista”, lo pedinavano, vedendolo aggirarsi con circospezione per le vie adiacenti, e fare diverse soste in alcuni bar della zona mentre si manteneva in costante contatto telefonico con qualcuno, fin quando non saliva a bordo di un taxi.
Gli agenti seguivano il taxi fino in corso Montecucco, dove l’uomo scendeva, introducendosi all’interno di un palazzo.
Dopo circa venti minuti, il soggetto è uscito frettolosamente dallo stabile; a questo punto, l’uomo è stato fermato per un controllo dagli operatori, che hanno rinvenuto nelle sue tasche la somma di denaro contante di 695 euro ed un sacchetto in velluto rosso contenente diversi monili in oro, fra cui bracciali e una collanina con un ciondolo, appena sottratti a una coppia di ultraottantenni residenti nel condominio. Inoltre, a suo carico è stato anche rinvenuto e sequestrato un falso tesserino intestato a un sedicente “Maresciallo Mario Rossi”, presumibilmente utilizzato per carpire la fiducia dei due anziani.
I poliziotti della Squadra Mobile hanno ricostruito una tecnica fraudolenta consolidata: complici da remoto (i “centralinisti”) contattano telefonicamente le vittime, fingendosi membri delle Forze dell’Ordine, raccontando di un grave incidente o dell’arresto di un familiare. Successivamente, l’emissario si presenta alla porta, esibendo falsi distintivi, per farsi consegnare somme di denaro o preziosi come “cauzione” per successive necessità da svolgere.
L’attività di polizia giudiziaria ha portato all’arresto dell’uomo, residente nel napoletano, per furto aggravato in abitazione e possesso di segni distintivi contraffatti; i preziosi e il denaro recuperati sono stati restituiti agli anziani coniugi.
In occasione di questa operazione, la Polizia di Stato rinnova l’appello alla massima prudenza, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione. Si ricorda che:
–       Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli per chiudere indagini o per “cauzioni”
–       Diffidate di chi si presenta in borghese: se qualcuno afferma di appartenere a una Forza di Polizia, chiedete sempre di esibire il tesserino di riconoscimento.
–       In caso di dubbio, chiamate subito il 112: prima di far entrare chiunque in casa, contattate il Numero Unico di Emergenza per verificare l’effettiva presenza di operazioni di servizio nella vostra zona.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato sino alla sentenza definitiva.

Pensione? No, grazie

Anche se la pensione, il ritiro del lavoro, sta diventando una meta sempre più lontana, per effetto della legislazione che la parametrizza con l’aumentare della vita media, non di meno è un momento che molti agognano giunti ad un certo punto della propria anzianità, anagrafica e lavorativa.

Ho sentito frasi come “Quando andrò in pensione farò…” oppure “Con i soldi del TFR comprerò…” fin da quando ero ragazzo e sentivo i colleghi anziani di allora, alcuni conoscenti o, semplicemente, persone incontrate per caso pensare al momento della pensione come ad un momento di svolta, in meglio si intende.

Da alcuni anni, al contrario, assisto ad un vero terrore nei confronti di quel momento, sia da parte di uomini che di donne.

“Cosa farò dopo?”, “Non avrò niente da fare tutto il giorno” denotando che per quelle persone il lavoro fosse tutto, anche se avevano detto peste e corna dei colleghi, dei dirigenti o anche solo maledetto di doversi alzare al mattino, di non poter andare in ferie quando avrebbero voluto, ecc.

È palese che la nostra società sia cambiata e ogni cambiamento sia sempre più rapido ma, alla base di queste lamentele, c’è evidentemente qualcosa di più, qualcos’altro.

Io ho sempre pensato, perlomeno da dieci anni a questa parte, che il giorno in cui fossi andato in pensione avrei dedicato del tempo a me stesso. Non vuol dire passare ore allo specchio o prendere la residenza dall’estetista ma fare le cose che piacciono: ad esempio visitare musei, andare al cinema, passeggiare per la città o andare alla presentazione di un libro. Anche leggere sul divano, o sul terrazzo, pare non avere controindicazioni.

Prima le missioni in tutta Italia, poi turni di lavoro, in seguito cariche politiche, l’insegnamento erano tutti impegni che, di fatto, mi hanno costretto a modificare i miei orari e gli impegni su quanto deciso da altri.

Naturalmente tra i miei desiderata c’è anche viaggiare, trovarsi con gli amici, magari passandoli a trovare in negozio o in studio, per rinvigorire quei rapporti di amicizia sopiti.

Sento, però, molte persone alla soglia della pensione lamentarsi, preoccupate; la cosa preoccupante è che, in una società che molti definiscono patriarcale, siano soprattutto le donne a lamentarsi non sapendo come impiegare il tempo quando non dovranno più bollare la cartolina.

Ho fatto un calcolo approssimativo: pulire un appartamento di 70 mq, con costanza, richiede circa un giorno-un giorno e mezzo alla settimana, compreso lavare le tende, i lampadari, ecc. Fare la spesa, stirare, rammendare, ecc. richiede, a esagerare, un’altra giornata. E siamo a due giorni alla settimana. Possibile che a queste persone non sia venuto in mente che negli altri 5 giorni potrebbero (a scelta): frequentare l’Università popolare o l’Unitré per approfondire una passione, insegnare nei suddetti Enti una materia in cui sono ferrati (magari diritto oppure comunicazione, informatica o fotografia), andare in palestra, frequentare un’associazione, andare con un amico o amica (ne avrete almeno uno!) al cinema, a visitare un museo, a fare una gita in giornata, a fare volontariato in un ospedale, in un canile, in un’associazione d’arma come simpatizzanti, oppure scrivere, suonare, dipingere, tenere conferenze e molto altro ancora.

Allora mi viene in dubbio fondato: che non sia solo una non-preparazione al cambio di vita ma sia il risveglio da un’anestesia mentale che per tutta la durata lavorativa ci ha tenuto in stato vegetativo.

Sveglia, caffè, auto (o bus o metro, non importa), ufficio, mensa, colleghi (non amici), ferie scandite dal capoufficio, auto, spesa, casa. Un’eccezione sarebbe portare i figli a scuola prima di entrare al lavoro e ritirarli prima di tornare a casa.

E questo per 43 anni circa, dall’inizio dell’attività lavorativa a quando il Ministero del lavoro dice che siamo abbastanza vecchi da non incidere troppo sul bilancio dell’INPS ma non troppo per poter ancora lavorare fino a quel giorno.

La verità è che non ci fermiamo mai a pensare, a riflettere, ad analizzare la nostra vita per apportare eventuali, indifferibili, modifiche a ciò che facciamo, a come viviamo e a ciò che stiamo progettando. Se aspettiamo la pensione, con l’erogazione del TFR, unicamente per comprare finalmente la berlina da 90 mila euro mi sa che siamo sulla strada sbagliata; all’aumentare dell’età diminuisce notevolmente la capacità reattiva, si allungano i tempi di reazione con il rischio che la macchina duri poco prima di abbracciare un guardrail o vedere un camion troppo da vicino.

Pensiamo a noi stessi, a valorizzare il nostro essere, con le nostre passioni, i nostri interessi, le nostre doti, culturali, emotive e affettive. Vogliamo andare in giro in auto? Con i soldi che non spendiamo nell’acquisto dell’auto sai quante volte possiamo pagare benzina, autostrada disturbo, ad un amico che ci porti dove vogliamo? O, se proprio non abbiamo amici, ad un’impresa di noleggio.

Sergio MOTTA

Giornata dell’Infermiere: a Torino un programma tra formazione, prevenzione, educazione  

Torino si prepara a celebrare la Giornata Internazionale dell’Infermiere con un calendario di iniziative che coinvolgeranno professionisti, istituzioni e studenti tra l’8 e il 10 maggio 2026. L’iniziativa, promossa dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche, propone un format strutturato che unisce approfondimento scientifico, promozione della salute, orientamento scolastico e riflessione sul futuro della professione.

Il momento centrale sarà il 10 maggio in piazza Castello, dove a partire dalle ore 10.00 prenderà vita un grande spazio aperto alla città con l’allestimento di 100 gazebo e la partecipazione di 50 enti tra aziende sanitarie, società scientifiche e strutture universitarie. Un’occasione pensata per avvicinare cittadini e professionisti, valorizzando il ruolo dell’infermieristica attraverso attività concrete e accessibili: dalla misurazione dei parametri vitali alle iniziative di prevenzione, fino a momenti dedicati alle famiglie e ai più piccoli con attività e giochi pensati per coinvolgere anche i bambini.

Nel corso della giornata si svilupperà un percorso articolato in tre talk tematici dedicati alle principali evoluzioni del settore. Il primo appuntamento, in programma alle ore 11:00, sarà dedicato a «Quali opportunità di sviluppo per le professioni infermieristiche», con un approfondimento sui percorsi di laurea magistrale e sulle prospettive di crescita.

Alle ore 12:00 seguirà il secondo talk, «Salute e sicurezza sul lavoro dalla prospettiva di genere», con l’obiettivo di mettere al centro il tema della tutela e delle condizioni lavorative nel sistema sanitario.

Nel pomeriggio, alle ore 14:30, l’attenzione si sposterà sul tema «Sanità privata accreditata risorsa del servizio sanitario», analizzato come componente integrata in grado di contribuire alla gestione delle prestazioni e al supporto del sistema pubblico.

La giornata proseguirà con un momento istituzionale che vedrà il coinvolgimento dei rappresentanti delle istituzioni regionali, cittadine, universitarie e delle aziende sanitarie, insieme ai direttori generali e ai direttori delle professioni sanitarie. Nell’ambito del programma è prevista anche la partecipazione di don Luigi Ciotti.

Il programma si sviluppa inoltre su più giornate. L’8 maggio, alle ore 14:30 presso l’Aula Magna Regina Margherita, è previsto un appuntamento dedicato all’infermieristica pediatrica, con un focus sulle competenze e sulle specificità del settore. Il 9 maggio, dalle 10:30 alle 12:00, l’Aula Magna delle Molinette ospiterà invece una proiezione rivolta agli studenti del primo anno, seguita da un momento di confronto sui contenuti e sul valore formativo dell’iniziativa.

«L’intero programma si inserisce in una visione che mira a rafforzare il ruolo dell’infermieristica all’interno del sistema sanitario, valorizzandone le competenze, le opportunità di crescita e il contributo sociale, anche attraverso linguaggi nuovi e momenti di coinvolgimento diretto», commenta Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino.

Quaglieni: “Stiamo con Buttafuoco”

Le pressioni politiche del governo e i giudizi faziosi dell’opposizione sulla Biennale di Venezia rivelano una assoluta mancanza di quel senso di  libera cultura che è alla base della Biennale e dell’attività culturale in generale. La cultura non può allinearsi con la politica estera dei governi.Questo è il principio irrinunciabile difeso da Pietrangelo Buttafuoco che ha dimostrato ancora una volta la sua sensibilità e indipendenza intellettuale. Siamo dalla parte del Presidente Buttafuoco che ha dimostrato equilibrio e ha tutelato l’idea storica di una Venezia, luogo di incontro di culture diverse e luogo in cui si esercita la tolleranza fin dai tempi di Paolo Sarpi. Mario Pannunzio che  fu un appassionato visitatore della Biennale, si sentirebbe  oggi come liberale dalla parte di Buttafuoco, anche per la scelta di non discriminare Israele.
Pier Franco Quaglieni
presidente del Centro “Pannunzio”

Un grande Barbareschi per un corrosivo Mamet

All’Alfieri, sino al 3 maggio

 

“November” di David Mamet – acclamato autore di teatro e cinema, sceneggiatore e regista – ebbe il suo debutto a New York nel gennaio del 2008, protagonista quel Nathan Lane – attore ahimè misconosciuto da noi per quanto bravo e premiatissimo – che forse qualcuno ricorderà in compagnia di Robin Williams e Gene Hackman nel “Vizietto” targato States. “November” (sino a domani per la stagione dell’Alfieri) ha una ventina d’anni ma sembra scritto ai giorni nostri, urticante e corrosivo e lontano finalmente dal politically correct imperante, reso meravigliosamente – ovvero senza peli sulla lingua, zeppo di zampate d’autore, acidamente realistico – dalla traduzione di Luca Barbareschi che riempie altresì, ça va sans dire, l’immensa figura del presidente degli Stati Uniti d’America Charles Smith. Come a dire un Mario Rossi qualsiasi. “November” è ancora una volta l’incontro tra un attore e il suo autore d’oltreoceano preferito, studiato, amato, tutto en amitié, fatto conoscere al pubblico italiano con le precedenti proposte di “Oleanna”, “Glengarry Glen Ross”, “American Buffalo”, “Perversioni sessuali a Chicago” e altri titoli.

Il luogo è lo Studio Ovale della Casa Bianca, l’eleganza che possiamo aver intravisto, telefoni che squillano in continuazione, bandiera e tappeti, divani e fatidica scrivania e tante tante chiacchiere (la scena è di Lele Moreschi). Per un’America e un mondo migliori, s’intende. Il tempo è il novembre dell’anno delle elezioni presidenziali con il presidente Smith uscente e con poche probabilità di essere rieletto, visto il recente calo di consensi che lo ha colpito e dai fondi che hanno preso a scarseggiare. Si parla di guerre e di testate nucleari come se nulla fosse, di ammiccamenti ai quattro venti e di intrallazzi, si fa confusione tra Iran e Iraq, si guarda in casa propria e si tiene d’occhio il mondo. In mezzo a giornate in cui lo staff del presidente sente già aria di vacanza e la moglie pensa alla libreria che dovrà stare in casa loro quando avranno sloggiato dalla aureolata residenza, Smith continua a cercare idee e l’occasione per realizzarle, non ultime la grazia a due tacchini prima che scocchi il Giorno del Ringraziamento e il matrimonio tra l’eccezionale speechwriter che è alle sue dipendenze e la sua compagna, che già hanno adottato una bambina andandosela a prendere – assolutamente non comprata, no, queste cose non si fanno – nella lontana Cina. Ci si dovrà pure inventare qualcosa pur di risalire nei sondaggi, vincere le nuove elezioni e non dover abbandonare quella poltrona su cui da quattro anni mister Smith sta comodamente seduto.

L’affresco di uomo con ogni sua meschinità, con la corruzione che ha sparso e continua a spargere, con la ricerca di ogni mezzo che gli consenta di mantenere quel potere che comicamente gli sta sfuggendo; e di un intero paese che somiglia tanto a quello di oggi, se senti parlare di Alaska immediatamente la “confondi” con la Groenlandia di facile acquisto o occupazione, il divertimento che spesso si fa amaro non t’impedisce di collegarti in un attimo a quanto la tivù ti mostra e a quel che i giornali ti riportano. Si ride e si pensa, in uno dei più begli esempi teatrali di questi ultimi anni: e se a volte, nel logorroico instancabile presidente, spuntano veloci aree di relativo appiattimento altrettanto velocemente ci pensa Mamet – e Barbareschi gli è di enorme aiuto – a risollevare con una fragorosa risata il proseguo dello spettacolo. “Questa è satira con il pungiglione di uno scorpione” ha scritto “Variety” mentre “The Villager” gli ha fatto eco con “Una delle prime commedie intelligenti e leggere con sostanza che abbiamo visto da molto tempo”: e potete star tranquilli che la scrittura di Mamet tutta lampi e fuochi d’artificio, in ogni sua opera, sa sempre dove andrà a parare.

Chiara Noschese, come sempre, la butta in simpatia e questa volta non si risparmia anche dal filosofeggiare nelle vesti della collaboratrice che spera nella nuova legge del presidente, oltre a firmare una regia che non conosce soste, liberissima, divertita e assolutamente divertente, capace di cucinare a dovere tutta la sua squadra. Dice: “November è un circo a tre piste dove tutto è lecito pur di continuare ad avere soldi e potere. Il protagonista è un equilibrista di professione, feroce ma buffo, vulnerabile e capriccioso, tenero e impietoso, al centro di quel circo di spudorata venalità, dove tutto è concesso”. E lo spettatore vede con quanta sicurezza, con quanta sfacciata bravura Barbareschi stia su quel filo sospeso per aria, quanto si destreggi – da grande, gigionesco attore di razza: gesti, balletti, facce, parole parole parole, tutto una gran meraviglia – all’interno di quel circo che sta perdendo i pezzi (con il sospetto da parte nostra, ben venga!, che abbia lavorato di suo, nell’attualizzazione, in una Storia che cambia giorno dopo giorno). Simone Colombari, Nico Di Crescenzo, come esagitato rappresentante associazione nazionale produttori tacchini, speso a tutto pur di salvare le sue creature da una presunta aviaria e dalle luci della tivù troppo forti e infette che dovrebbero accompagnare l’intervista, e Brian Boccuni come grande capo indiano Dwight Grackle offeso nell’onore della moglie, completano il successone della serata.

Elio Rabbione

Le immagini dello spettacolo sono di F. Di Benedetto.

Treni Torino Lingotto – Pinerolo, modifiche in vista

 CIRCOLAZIONE SULLA LINEA SFM2  

Torino, 29 aprile 2026 – Modifiche alla circolazione per i lavori infrastrutturali e tecnologici programmati in due fasi: da sabato 9 maggio a domenica 14 giugno nella tratta tra None e Pinerolo, a cu seguirà un secondo periodo da lunedì 15 giugno a domenica 26 luglio lungo l’intera linea da Torino Lingotto a Pinerolo.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con servizio bus nella tratta tra None e Pinerolo per i treni della linea SFM 2 con fermate intermedie in tutte le stazioni.

Dal 15 giugno il servizio bus sarà attivo tra Torino Lingotto e Pinerolo fino al 26 luglio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia eccetto i cani da assistenza.

Molise, “Ritorno al tratturo”

Lunedì 4 maggio, alle 21.15, sarà organizzata al Cineteatro Baretti una proiezione-evento prodotta da Own Air, in collaborazione con Aiace Torino e il Circolo ARCI Amici del Cinema. Saranno presenti in sala il regista Francesco Cordio, l’autore e co-sceneggiatore del documentario, Filippo Tantillo, e il produttore Alfredo Borrelli. Condurrà l’incontro il coordinatore di Aiace Torino, Enrico Verra.

“Ritorno al tratturo” è un documentario girato in Molise nelle sale italiane a ridosso dell’evento che ha portato la piccola regione al centro delle cronache, testimoniando con la frana di Petacciato l’estrema fragilità del nostro territorio. Il film viene presentato in prima torinese al Cineteatro Baretti con una proiezione-evento, e rappresenta un viaggio nel cuore dell’Italia nascosta e dimenticata nelle aree interne, che costituiscono il 60% del territorio, abitato da 13 milioni di persone. Si tratta di luoghi lontani da tutto, in cui mancano scuole, ospedali, distributori di benzina, rete e segnale, in cui vivere rappresenta una sfida quotidiana. Il Molise è spesso citato come metafora dell’oblio, di ciò che non esiste, e diventa nel film l’emblema di tanti territori analoghi in Italia e in Europa, vittime dell’abbandono e del progressivo spopolamento. Eppure, lungo i tratturi, antichi sentieri della transumanza che si addentrano nelle montagne percorsi da uomini e animali, qualcosa resiste: a fare da guida nel cammino sono Filippo Tantillo, uno dei massimi esperti di aree interne in Italia, e l’attore Elio Germano, molisano di origine e diventato “ambasciatore” della sua regione.

Il film incontra uomini e donne che hanno scelto di restare, di intrecciare legami, di costruire comunità e avviare attività. Si tratta di allevatori, contadini e artigiani, piccoli imprenditori e studenti che intessono reti locali e lavorano in alternativa a un paradigma di crescita che divora risorse, consuma il suolo, inquina, genera diseguaglianze economiche incolmabili. In questi luoghi, in cui lo Stato non investe più, ma non rinuncia a farsi sentire in forma di burocrazia asfissiante per chi vuole investire, l’impegno di questi uomini è comunitario, accomunati dall’imperativo “ognuno si salvi da solo”, e prospetta un’altra idea di futuro e una cura condivisa della terra, che diventa resistenza e modello di uno sviluppo possibile.

Mara Martellotta