Maldive, recuperati i corpi degli ultimi due sub: sono Sommacal e Oddenino

Si sono concluse alle Maldive le operazioni di recupero dei corpi dei cinque sub italiani morti durante una tragica immersione nella grotta marina di Alimathà. Questa mattina sono state recuperate le salme di Giorgia Sommacal e della ricercatrice Muriel Oddenino. Si trattava degli ultimi due corpi dispersi ancora intrappolati nella parte più profonda della cavità sommersa.

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Maldive, recuperati i corpi degli ultimi due sub: sono Sommacal e Oddenino

“La vita di San Genesio” al Teatro Baretti

Giovedì 21 maggio alle 21 e venerdì 22 maggio alle 20 il Teatro Baretti ospiterà, nell’ambito della stagione Aurea Familia, “La vita di San Genesio”, nuovo progetto della compagnia CTRL+ALT+CANC con Mattia Lauro, Raimonda Meraviglia e Francesco Roccasecca. Testo e regia sono firmati da Alessandro Paschitto.

Il ritorno della compagnia sul palco del Baretti è tra gli appuntamenti più attesi della stagione. Nato nel 2020, il collettivo si è distinto per una ricerca teatrale capace di indagare il reale attraverso un linguaggio condiviso, aperto e fortemente contemporaneo. Una cifra artistica che trova piena maturazione proprio in “La vita di San Genesio”, spettacolo che affronta il rapporto tra rappresentazione e verità scenica.

La figura al centro del racconto è quella di San Genesio, patrono degli attori, dei giullari e dei guitti. Mimo e interprete nella Roma dell’epoca di Diocleziano, intorno al 300 d.C., Genesio stava portando in scena una parodia quando qualcosa cambiò improvvisamente: la finzione si trasformò in esperienza autentica, l’interpretazione lasciò spazio a una visione che lo condusse alla conversione. Quel presunto gioco teatrale si trasformò così in un evento miracoloso, destinato a costargli la vita. Torturato e ucciso poco dopo, Genesio divenne martire e simbolo di un teatro capace di oltrepassare la semplice rappresentazione.

Da questa vicenda prende forma uno spettacolo che riflette sul confine sottile tra rito e scena, interrogandosi su ciò che accade quando il teatro tenta davvero di generare ciò che racconta. La messinscena si sviluppa come un dispositivo teatrale che, progressivamente, si svuota e si trasforma in una celebrazione alienata, quasi una parodia dei gesti e delle abitudini quotidiane.

In un presente attraversato da smarrimento e precarietà, dove anche le soluzioni più semplici sembrano irraggiungibili, emerge il desiderio ostinato di un miracolo. Tra algoritmi, sistemi che promettono controllo e nuove inquietudini collettive, resta una richiesta sommessa, un appello lanciato nell’incertezza nella speranza che qualcosa possa ancora rispondere.

“Vita di San Genesio” attraversa questi interrogativi mescolando registri e linguaggi differenti: il dialogo diretto con il pubblico, il rito, l’immaginario pop e la performance convivono in una narrazione che mette in discussione le forme tradizionali del teatro per cercare, più che risposte definitive, un gesto vivo e necessario.

Per informazioni: 011 6551187.

Mara Martellotta

Nel cuore di Torino

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LE FOTO DEI LETTORI

In queste foto scattate da Isotta Meliga alcuni scorci del centro storico di Torino. Due immagini di piazza Carlina e  la Mole vista da via San Massimo.

Riaperto il 16° piano con il reparto di degenza di Ortopedia e Traumatologia 1 del Cto

Dopo più di 5 anni dalla chiusura, riapre il 16° piano dell’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino con il reparto di degenza e i posti letto per l’ortopedia e la traumatologia e per accorciare le relative liste d’attesa. E’ stato inaugurato alla presenza della campionessa olimpica Federica Brignone, di Andrea Tronzano, Livio Tranchida, Alessandro Massé, Paola Cassoni, Lorenzo Angelone.

Il piano era stato chiuso definitivamente ad aprile 2021 a causa di una grave insufficienza degli impianti di climatizzazione esistenti.

Il costo dell’opera è stato di circa 805mila euro. A partire da luglio 2025 il reparto è stato interessato da un intervento di ristrutturazione degli impianti di climatizzazione e di ricambio dell’aria al fine di permetterne la riattivazione definitiva, finanziato con i fondi ex art. 71 Legge 448/1998 per un valore di circa 584mila euro.

E’ stato contestualmente effettuato, attraverso fondi aziendali (circa 221mila euro), un intervento di adeguamento alla normativa cogente sugli impianti di illuminazione, antincendio, gas medicali e relativa umanizzazione.

Il reparto, dotato di 21 posti letto (dieci stanze da due letti e una singola), è stato attivato a partire dalla giornata di ieri. Inizialmente verranno utilizzati 10 posti letto.

Sarà assegnato alla Ortopedia e Traumatologia 1 universitaria (diretta dal professor Alessandro Massé) ed accoglierà la patologia elettiva, in particolar modo protesica.

Il nuovo assetto strutturale ed organizzativo del reparto risponde pienamente ai più moderni criteri di sicurezza, funzionalità ed umanizzazione degli spazi di cura, oltre che garantire una maggiore ricettività verso la chirurgia di elezione, sempre in sofferenza per la crescente richiesta traumatologica.

“La riapertura del reparto di degenza di Ortopedia e traumatologia 1 al 16mo piano dell’ospedale Cto è un tassello importante per la struttura torinese che è un centro di riferimento per tutto il territorio – dichiarano il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli Assessori alla Sanità Federico Riboldi e al Bilancio Andrea Tronzano – Ringraziamo la Direzione generale e tutti coloro che hanno contribuito a questo importante risultato, a distanza di 5 anni dalla chiusura. È un segnale di inversione di tendenza rispetto al passato che ci stimola a proseguire nel lavoro di ammodernamento della Città della Salute e della Scienza in attesa della nuova sede. Negli ultimi anni abbiamo affrontato e stiamo affrontando sfide molto impegnative, portando avanti un percorso serio di rafforzamento della rete sanitaria attraverso interventi concreti e programmati. Le risorse pubbliche devono tradursi in opere utili, servizi migliori e maggiore capacità di risposta ai territori. Questa inaugurazione dimostra che quando istituzioni, direzioni sanitarie e personale lavorano insieme, i risultati arrivano. Un ringraziamento particolare va ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari e a tutto il personale del CTO. Dietro ogni reparto che apre o si rinnova ci sono professionalità, dedizione e spirito di servizio. È grazie al loro lavoro quotidiano se il nostro sistema sanitario continua ad essere un presidio fondamentale di coesione sociale e tutela della persona”.

“Riaprire il 16° piano dell’ospedale Cto dopo più di cinque anni dalla chiusura è una tappa significativa e fondamentale. Dal mio insediamento sono stati chiusi 43 cantieri e ne abbiamo aperti 36 negli ospedali di Città della Salute. Dopo la riapertura del blocco operatorio del quarto piano e del 16° piano, la nostra attenzione è rivolta al cantiere del Pronto soccorso del Cto, i cui lavori sono in fase di ultimazione. Colgo l’occasione per ricordare che a breve partirà il cantiere della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette con nuove sale operatorie e nuova terapia intensiva, atteso da oltre trent’anni. Poi entro l’autunno entrerà nel vivo il cantiere del Pronto soccorso delle Molinette con l’avvio della Fase 1” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

La tragedia di Modena un fatto da non sottovalutare

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Ascoltando i tg e leggendo i giornali, oltre alle dichiarazioni di molti politici e intellettuali, la strage di Modena sembra avere mille cause. L’attentatore di seconda generazione è passato in secondo piano. E’ la vecchia, stantia vulgata volta  a socializzare i fatti che non sono in primis responsabilità personale degli individui, ma riflessi di una società inadeguata e incapace di prevenire le deviazioni. E’ roba vecchia quella del Naturalismo francese di Zola che non venne ripreso neppure dal Verismo verghiano. Siamo tutti immersi nella brodaglia della sociologia, siamo ancora fermi alla “sbornia sociologica“ denunciata da Francesco Compagna prima del ‘68 e che fu il preludio della contestazione. Attribuire ogni colpa alla società significa mitigare le responsabilità se non assolvere chi commette reati .  “Tout comprendre, tout  pardonner” di Tolstoj può portare ad aberranti conclusioni perdoniste. Gli unici veri responsabili di reati appaiono oggi  in Italia i mafiosi.  Anche per  i terroristi sì è trovata la strada della clemenza se non del perdono.
Il problema della integrazione che non può significare l’inclusione automatica e universale per tutti gli immigrati,  e’ problema reale che va affrontato con realismo e senza demagogia di nessun tipo. La tragedia di Modena non deve prestarsi a strumentalizzazioni politiche di nessun tipo, non deve avere come obiettivo ultimo una sentenza “esemplare. Deve però portare a galla il problema mai risolto dalla Legge Basaglia che si è limitata a chiudere i manicomi senza farsi carico dei malati di mente: non esiste una rete di assistenza e cura di questi malati in Italia.
Senza dare il via ad una caccia alle streghe la strage di Modena deve anche  far riflettere sulla integrazione degli immigrati di seconda generazione in generale non solo per le diverse maranze più o deviate, ma anche in senso più ampio. A volte la cittadinanza,  come è accaduto in Francia, non basta. Occorre ben altro ed a volte nulla è sufficiente per integrare chi identifica la legge religiosa con quella politica e non rinuncerà mai ai suoi usi e costumi,
anche se incompatibili o addirittura illegali rispetto all’Italia. Porsi certi problemi significa prevenire e combattere la mala pianta del razzismo e della xenofobia.  Il modo lungimirante di affrontare i problemi del terzo Mondo da parte di Marco Pannella e’ l’unico sulla lunga distanza che si rivela praticabile. Sembrava il più utopistico ed invece appare come il più praticabile.

Motociclista muore a Caselle nello scontro con un’auto

E’ ancora da accertare la dinamica dello scontro tra una moto e una vettura ieri a Caselle in strada Ciriè, nel quale un motociclista di 38 anni ha perso la vita. I soccorsi giunti sul posto non hanno potuto fare nulla per salvarlo.

Grande ritorno di Flor al Parco del Valentino

 

A ingresso libero e gratuito, da venerdì 22 a domenica 24 maggio

Organizzata da Orticola del Piemonte, l’edizione 2026 di FLOR avrà  quale fil rouge il tema “Aquarium”. E, come da tradizione, a chiudere il Festival del Verde, sarà  proprio FLOR, la mostra florovivaistica più  amata del Piemonte, in programma al Parco del Valentino da venerdì  22 a domenica 24 maggio, dalle 9.30 alle 19 tutti i giorni, mentre l’area food sarà aperta fino a tarda sera.
Si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini per FLOR in quanto il Parco del Valentino, uno dei primi parchi pubblici in Italia, fu teatro della prima storica edizione della mostra florovivaistica nel 1961, in occasione dei festeggiamenti per il centenario dell’Unità d’Italia. La manifestazione è tornata al Valentino nel 2009 per diventare, anno dopo anno, uno degli appuntamenti florovivaistici più importanti a livello nazionale. La grande novità di quest’anno sarà  la gratuità dell’ingresso.

“FLOR è  la prima storica manifestazione che abbiamo organizzato e quella alla quale siamo più legati – ha spiegato  il presidente di Orticola del Piemonte Giustino Ballato – Negli anni siamo passati dal Valentino a via Carlo Alberto, da piazza San Carlo ai Giardini Reali, per fare ritorno al parco del Valentino.  In ognuno di questi magnifici luoghi FLOR ha mantenuto inalterata la propria filosofia, quella di mettere in mostra il meglio che la natura può offrirci e, allo stesso tempo, diffondere una cultura del verde, proponendo un’alternativa di pianeta in cui l’uomo e la natura possano vivere in armonia. Per questa edizione abbiamo deciso di lasciare l’ingresso libero e gratuito perché vogliamo ringraziare tutti coloro che in questi anni ci hanno seguito e sostenuto con il loro entusiasmo”.
Il cuore centrale di FLOR sarà  la mostra mercato di fiori e piante, con la presenza di oltre cento tra florovivaisti, artigiani e agricoltori provenienti da tutta Italia.
Tra i banchi del Parco del Valentino sarà possibile trovare molte proposte di alta qualità per abbellire il proprio giardino, balcone, terrazzo, appartamento, dalle rose alle piante aromatiche o officinali, dagli agrumi alle orchidee, dalle cactacee alle succulente. Accanto ai vivai saranno presenti artigiani con i loro prodotti tipici, quali gioielli in vetro e argento, decorazioni in metallo riciclato per il giardino, ceramiche, oggettistica in legno fino ai prodotti per la cosmetica naturale.  I produttori agricoli proporranno tipicità alimentari come taralli e nocciole, marmellate e miele, distillati e erbe aromatiche.
Tema centrale di questa edizione è  “Aquarium” , un richiamo diretto alle mostre oceanografiche che il Parco del Valentino ha ospitato sia nel 1884 per l’Esposizione generale Italiana sia nel 1911 per l’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro. In occasione di FLOR sarà  a prezzo ridotto l’ingresso all’Orto Botanico dell’Università di Torino.
L’Associazione Italia ’61 sarà  parte attiva della manifestazione organizzando una mostra fotografica in grado di far rivivere la celebre Esposizione Internazionale del Lavoro ospitata da Torino e dal Parco del Valentino nel 1961, per celebrare i 100 anni dell’Unità d’Italia e quando si tenne la prima edizione di FLOR.
“Il grande fiume racconta”, a cura dell’artista Ludovica Paschetta, è il titolo della mostra interattiva  ospitata da FLOR, comprendente un insieme di acquerelli capaci di indagare il rapporto tra memoria, paesaggio e identità dei luoghi, per dare voce al paesaggio fluviale come spazio vivo, capace di custodire storie, trasformazioni e biodiversità.
L’acqua sarà  anche protagonista dell’appuntamento in programma venerdì 22 febbraio a partire dalle ore 18 presso Maxela Chalet , in viale Virgilio 25 dal titolo “Ghiaccio. La forma invisibile dell’acqua tra crisi climatica e cultura del gusto”, un evento a ingresso a pagamento a 15 euro.
Presso FLOR sarà  presente anche la Fattoria Sociale Paideia che, nel proprio stand, proporrà attività e laboratori riservati ai più  piccoli, offrendo a tutti la possibilità di conoscere meglio il progetto sociale e i prodotti realizzato dalla Fattoria.
Sarà  possibile compiere un percorso multisensoriale alla scoperta dei profumi della natura, tra cui il profumo d’ambiente agrumato “Riflessi di loggia” presso lo stand di Tarantello, vivaista specializzato in agrumi, dove sarà  presente la profumeria artigianale Via Stampatori Parfum.

Mara Martellotta

La Polizia di Stato dona al centro antiviolenza i beni sequestrati

La Polizia di Stato, attraverso un’iniziativa del Commissariato di P.S. Mirafiori di Torino, ha richiesto all’Autorità Giudiziaria di destinare ai più bisognosi alcuni beni sequestrati durante le attività di controllo del territorio.
I beni in questione erano stati rinvenuti e sequestrati nel dicembre 2022, a seguito di un intervento di soccorso pubblico, in un appartamento della zona di Mirafiori all’interno del quale gli agenti del Commissariato avevano trovato, ancora imballati in due scatoloni, porcellane pregiate e spazzole elettriche professionali, di cui l’inquilino non aveva saputo giustificare la provenienza.
Nei giorni scorsi, il materiale sequestrato è stato consegnato all’Associazione Centro Antiviolenza E.M.M.A. ETS di Torino, attiva nel supporto alle donne in difficoltà vittime di violenza.
L’ente beneficiario utilizzerà questi articoli per sostenere le attività dei centri e offrire un segnale concreto di vicinanza alle donne accolte, trasformando beni sottratti al mercato illecito in una risorsa utile per la collettività.

Furgone esce dalla carreggiata, conducente in ospedale

Un furgone esce fuori dalla carreggiata e il conducente viene portato in ospedale. È accaduto nel tardo pomeriggio di ieri a San Carlo Canavese, in Strada San Giovanni. Sul posto è giunta la Croce Reale per il 118, che ha trasportato il conducente del mezzo pesante all’ospedale di Ciriè; fortunatamente è rimasto ferito in modo lieve. Sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Venaria Reale e il distaccamento dei vigili del fuoco di San Maurizio Canavese, poiché poi il mezzo aveva sversato gasolio sull’asfalto.

VI.G