La Cassazione ha annullato la condanna a Luca Pasquaretta, il giornalista che fu portavoce dell’ex sindaca di Torino Chiara Appendino. Gli era stato dato un anno e 8 mesi per la consulenza di 5 mila euro al Salone del Libro nel 2017. Ma il fatto non sussiste: vale per Pasquaretta, per l’ex vice direttore del Comune Ferrari e per Montalcini, allora vice presidente della Fondazione che organizza il Salone torinese.
Oltre 60mila presenze a Biennale Tecnologia
Il Politecnico di Torino riconosciuto da ANVUR al primo posto tra gli atenei italiani per Terza Missione e impatto sociale
Appuntamento alla VI edizione nel 2028
Si è conclusa domenica 19 aprile la V edizione di Biennale Tecnologia, la manifestazione culturale organizzata dal Politecnico di Torino, che ha invitato il pubblico di quest’anno a chiedersi in che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo. Il tema di quest’anno, Soluzioni, è stato sviluppato attraverso un approccio trasversale e interdisciplinare, con l’obiettivo di avvicinare le scienze tecnologiche e quelle umane, in linea con il claim della manifestazione: “Tech Cultures”.
LA V EDIZIONE
Con oltre 60.000 presenze Biennale Tecnologia conferma il suo successo, inserendosi in un contesto di eccellenza per il Politecnico di Torino, appena riconosciuto da ANVUR come primo ateneo in Italia per Terza Missione e impatto sociale nella VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) 2020–2024.
La V edizione di Biennale Tecnologia si è inoltre distinta per la sua presenza diffusa nello spazio urbano: per la prima volta oltre agli ambienti accademici del Politecnico di Torino, che è rimasto la sede centrale, si è estesa in maniera diffusa e capillare nella città nelle oltre 20 sedi che hanno accolto il programma di Biennale Tecnologia.
Tra le altre novità di questa edizione, la presenza dei co-curatori, che hanno affiancato il curatore scientifico Guido Saracco. In particolare, Saracco ha coordinato l’intero programma e nello specifico si è focalizzato sul filone dedicato all’impatto dell’IA e alle trasformazioni che implica nella società e nel rapporto con l’essere umano; Simone Arcagni sul rapporto tra cultura e tecnologia; il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche si è occupato di incontri che in maniera trasversale toccano più argomenti, dallo spazio alla salute; Federico Bomba (Sineglossa), invece, ha curato due mostre inserite nel programma, Framing Problems e Dati Sensibili.
Nel corso delle cinque giornate, Biennale Tecnologia ha visto confrontarsi oltre 300 relatori da tutto il mondo per un totale complessivo di 120 incontri animati dalla grande partecipazione di un pubblico di ogni età, coinvolgendo cittadini torinesi e anche molti turisti presenti in città nel weekend. Oltre 14.000 persone hanno partecipato agli incontri, registrando molti sold out.
Si è confermato l’impegno per le scuole, nell’ambito del progetto della Città “Torino Futura”: oltre 2600 bambini e ragazzi che hanno partecipato ad attività didattiche nello Spazio 0-14 e laboratori, tra cui quelli di Politecnico Aperto. Tecnologia in Piazza ha portato in piazza San Carlo 22 Team studenteschi dell’Ateneo, coinvolgendo sabato e domenica oltre 25.000 persone.
Esauriti tutti gli spettacoli che hanno visto protagonisti, tra gli altri, da Marco Paolini alle OGR, a Stefano Accorsi al Teatro Carignano, passando per Tecnomusik al Conservatorio Giuseppe Verdi, La sussurratrice al Teatro Vittoria, Retrofuturo e Prometeo Talks al Politecnico, con oltre 4.000 spettatori complessivi.
Quest’anno è stato dato grande rilievo alla relazione tra tecnologia e mondi espressivi percepiti tradizionalmente distanti dalle discipline tecniche, attraverso i format delle esposizioni artistiche e le mostre. Più di 15.000 persone hanno visitato le mostre.
In calce il link al press kit digitale contenente il la nota conclusiva completa, le dichiarazioni, i loghi e le foto della V edizione di Biennale Tecnologia.
Foto Lapone e Ujetto
Se c’è stato un inizio, l’inizio è quella scatola da scarpe strapiena di fotografie in bianco e nero di nudi ottocenteschi, ritrovata tra i banchi del mercato di Porta Portese a Roma, fotografie che, racconta India Evans, “sembravano chiedere di essere riportate alla visibilità”. Poi è stata la continua ricerca tra gli archivi, le librerie, i mercati di New York, per richiamare altre esistenze al presente, per inserire nel mondo di oggi, per dare nuove forme e vita. Evans è nata nel ’78 a New York, ha studiato in Italia presso la Scuola d’Arte Lorenzo de’ Medici di Firenze, ha esposto in Italia e Russia, nel Regno Unito e negli States. Sino al 16 maggio sue opere, differenti collage quasi sempre di piccole dimensioni, sono presenti negli spazi espositivi della galleria “Gliacrobati”, via Ornato 4 (zona Gran Madre), le ha prese a cuore Gloria Alderuccio, sin dal primo momento che le vide, in quell’ambiente domestico dove coabitavano anche le opere del padre John – scomparso nel 2012, cresciuto in California e studi a Chicago, conosciuto per i collage costruiti con i tanti oggetti rinvenuti nelle strade del East Village, ricavati da biglietti da visita, pacchetti di sigarette, ritagli di giornali, volantini, adesivi, istantanee -: “il collage si rivela così come una lingua familiare, un gesto ereditato ma radicalmente riformulato; se nel lavoro del padre il frammento diventa strumento per raccontare una comunità e un tempo storico, in quello di India il collage si fa dispositivo di interrogazione al femminile”, scrive Alderuccio.
Balzano fuori da una memoria collettiva i corpi “antichi” di Evans, il nudo di donna in ricostruzioni d’ambiente, piccoli angoli di camere, tavolini e seggiole d’epoca, inguantato o avvolto da una natura ricostruita o da una larga ragnatela finissima ma pure con il viso intercambiato con quello di una cerva, o devastato da serpenti e teschi, o a grondare sangue tra le grinfie di un coccodrillo come all’interno di una vasca da bagno a esalare spiriti che riportano ai trucchi rabberciati dei vecchi film del secolo passato, tra un recinto che ripropone la Fontana della Vita medievale con il realismo di oggi. La donna – salva spesso (troppo spesso?) la componente dell’eros – come una feroce lupa ad assalire membri virili, o a veder crescere infiorescenze dal proprio pube, immersa in un luogo magico del lontano oriente, al centro di languide immaginazioni: con qualche perplessità, anche nella lettura dei titoli che come ricami sono posti all’interno dei vari collage, mi chiedo se la mostra sia il resoconto di una perfetta manualità o un pressare di suggestioni e angosce e terrori sanguinolenti, oppure un omaggio alle trasformazioni femminili, o ancora le visioni dei pericoli dettati in principal modo dall’elemento maschile, forza contraria in perenne agguato, forse di uno sguardo sul passato che si riverbera senza alcuna fatica sui nostri giorni.
Nell’immagine, di India Evans, “Women into the Depths of the self”. tecnica mista, 2009.
Elio Rabbione
Torino: la sindrome della “città vetrina”
L’OPINIONE
Le recenti perplessità di Evelina Christillin su una possibile candidatura olimpica per Torino sono solo l’ultimo segnale di un malessere che la città non vuole affrontare. Al di là dei singoli pareri, la questione di fondo resta una: Torino è davvero pronta a gestire un grande evento, o siamo ormai ostaggi della “sindrome della vetrina”?
Siamo diventati campioni nel vestire a festa la città per pochi giorni, come accade con le ATP Finals. Luci, sponsor e visibilità internazionale: tutto perfetto. Ma poi? Appena si spengono i riflettori, Torino torna a fare i conti con la propria quotidianità, fatta di problemi infrastrutturali irrisolti e di una programmazione che sembra svuotarsi appena finisce il mega-evento di turno.
Il paragone con Milano, che inseguiamo affannosamente, è impietoso. La differenza non è nella capacità di gestire una cerimonia, ma nella sostanza dei giorni che seguono. Milano corre tutto l’anno; Torino, invece, vive di “fiammate” che lasciano dietro di sé più costi di gestione che eredità concrete.
Prima di sognare nuovi loghi olimpici, dovremmo chiederci se sia saggio sobbarcarsi un altro fardello economico per infrastrutture che rischiano di diventare l’ennesimo monumento all’incompiuto. Torino non ha bisogno di un altro grande evento per sentirsi importante; ha bisogno di una gestione che sappia guardare oltre il taglio del nastro. Perché se non impariamo a far funzionare la città per chi ci vive 365 giorni l’anno, resteremo sempre e solo una bellissima comparsa nel panorama dei grandi eventi. E, forse, è ora di smetterla di recitare questo copione.
Chiara Vannini
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Pro e contro. Le conseguenze economiche e turistiche dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 sul territorio piemontese
I Giochi Olimpici Invernali del 2006 hanno rappresentato per Torino e per l’intero Piemonte molto più di un evento sportivo: sono stati un punto di svolta capace di incidere in modo profondo sull’economia locale, sull’organizzazione del territorio e sull’attrattività turistica. A distanza di anni, è possibile osservare come quell’appuntamento abbia contribuito a ridefinire il ruolo della città e della regione, avviando un processo di trasformazione duraturo.
Dal punto di vista economico, le Olimpiadi hanno attivato un ingente flusso di investimenti, sia pubblici sia privati. Le risorse impiegate per la costruzione degli impianti sportivi, il miglioramento delle infrastrutture e la riqualificazione urbana hanno avuto un impatto significativo sull’economia locale. In particolare, si è registrato un effetto positivo sulla crescita, con un incremento stimato intorno allo 0,2% del PIL a livello nazionale e fino a circa il 3% per il Piemonte. Questo impulso ha favorito lo sviluppo di settori come l’edilizia, i trasporti e i servizi, contribuendo a modernizzare il sistema territoriale.
Uno degli effetti più rilevanti è stato il cambiamento dell’immagine di Torino. Prima del 2006, la città era principalmente associata alla grande industria automobilistica; dopo i Giochi, ha iniziato a essere percepita come una destinazione culturale e turistica. Musei, residenze storiche, eventi e gastronomia sono diventati elementi centrali nella promozione del territorio, aumentando la visibilità internazionale della città.
Sul piano turistico, i risultati sono stati evidenti soprattutto nel medio-lungo periodo. Gli arrivi turistici sono cresciuti in modo molto significativo: si registra un aumento di circa il 90% in Piemonte e di oltre il 100% nell’area di Torino. Anche le presenze (pernottamenti) hanno seguito lo stesso andamento, con un incremento di circa il 52% a livello regionale e di circa il 73% nell’area torinese.
Questa crescita si riflette anche nei dati più recenti: il Piemonte ha raggiunto circa 17 milioni di pernottamenti annui, di cui circa 4,5 milioni concentrati nella città di Torino. Il turismo è diventato così un settore sempre più importante, arrivando a rappresentare oltre il 10% del PIL regionale.
L’aumento dei flussi turistici ha avuto ricadute diffuse sul tessuto economico locale. Da un lato, si è registrato un incremento dell’occupazione nei servizi legati all’accoglienza; dall’altro, si è rafforzato l’indotto, comprendente trasporti, commercio e attività culturali. Inoltre, l’esperienza organizzativa maturata con le Olimpiadi ha reso il territorio più capace di ospitare eventi di rilievo, consolidando ulteriormente la sua attrattività.
Le criticità
Tuttavia, non sono mancate alcune criticità. Alcune strutture costruite per i Giochi hanno incontrato difficoltà nel trovare un utilizzo stabile nel tempo, mentre i benefici economici non si sono distribuiti in modo uniforme tra tutte le aree. Inoltre, una parte dell’occupazione generata è rimasta legata a lavori stagionali o poco qualificati. Questi aspetti mostrano come l’impatto di un grande evento debba essere gestito con politiche mirate per garantirne la sostenibilità nel lungo periodo.
Nel complesso, l’eredità di Torino 2006 può essere considerata positiva. I Giochi hanno contribuito a diversificare l’economia locale, riducendo la dipendenza dal settore industriale e rafforzando il ruolo del turismo e della cultura. Hanno inoltre migliorato le infrastrutture e favorito un cambiamento nella percezione della città e della regione.
Era sul punto di buttarsi dal balcone del suo appartamento al quarto piano: soccorso in tempo dalla polizia locale. È successo sabato pomeriggio in piazza Cavour, quando un uomo di circa 60 anni ha tentato il gesto estremo. L’allarme è partito da un testimone nelle vicinanze, che ha avvistato l’individuo pericolosamente proteso oltre la balaustra.
Sul posto sono accorse le volanti della polizia locale, tra cui una squadra in borghese del reparto operativo speciale. Grazie all’aiuto di un condomino, gli agenti hanno individuato l’alloggio e sono entrati silenziosamente, sfruttando una porta socchiusa. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo -in preda all’agitazione, con il corpo a cavalcioni sulla ringhiera e visibilmente tremante- è stato afferrato dai tre operatori sotto copertura, supportati da due colleghi in divisa: l’hanno stretto per braccia e busto, riportandolo dentro casa proprio mentre rischiava di precipitare.
Una volta in salvo, il sessantenne ha rivelato agli intervenuti i suoi tormenti profondi: gravi problemi economici, solitudine e un’eccessiva assunzione di farmaci. Rassicurato dal confronto con la polizia, è stato affidato ai medici del 118 Azienda Zero e trasferito all’ospedale Molinette per controlli e cure.
VI.G
Cambio al vertice delle truppe alpine
Il Generale Alberto Vezzoli è il nuovo Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito
Bolzano, 20 aprile 2026 – Si è svolta presso l’auditorium Eurac di Bolzano, alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario e di numerose autorità civili e militari, la cerimonia di cambio al vertice delle Truppe Alpine. Al Generale di Divisione Michele Risi, che lascia il servizio attivo dopo 45 anni, è subentrato il Generale di Divisione Alberto Vezzoli.
Nel suo discorso di commiato, il Generale di Divisione Michele Risi ha richiamato il significato della professione militare, sottolineando il valore della formazione, dell’addestramento e della costante proiezione verso il futuro. “Prepararsi oggi significa rendere più sicuro il domani”, ha affermato, evidenziando come ogni fase della vita militare – dalla formazione iniziale agli impieghi operativi – sia orientata ad affrontare le sfide future. Ha quindi rimarcato il ruolo delle Truppe Alpine, capaci di coniugare tradizione e innovazione, forti del legame con il territorio e al tempo stesso pronte a operare in nuovi scenari, anche in ambienti estremi, mantenendo saldi i valori di servizio, disciplina e dedizione al Paese.
Il Generale di Divisione Alberto Vezzoli, già Capo di Stato Maggiore delle Truppe Alpine, ha assunto l’incarico evidenziando il senso di responsabilità con cui affronta la nuova esperienza di comando, in un contesto operativo in continua evoluzione. Nel suo intervento ha posto al centro il valore delle persone e delle relazioni, sottolineandone l’importanza per garantire efficacia operativa e coesione dell’Esercito. Ha quindi ribadito la necessità di proseguire nel solco tracciato, preservando il patrimonio di valori, tradizioni e professionalità delle Truppe Alpine e rafforzando la capacità di adattamento alle sempre mutevoli esigenze operative. Nel delineare le direttrici del proprio mandato, ha indicato nei principi di concretezza, empatia e responsabilità i fondamenti dell’azione di comando.
Non un furto qualunque, ma aggravato perché commesso ai danni di un paziente ricoverato: arrestato. È successo nei giorni scorsi all’ospedale Maria Vittoria, nel quartiere Campidoglio.
Un paziente in barella, in attesa di cure urgenti, è stato derubato. A dare l’allarme sono stati il personale sanitario e le persone presenti con lui in corsia. L’uomo avrebbe approfittato della vulnerabilità della vittima, intrufolandosi nelle corsie e rubando telefono e portafoglio dagli effetti personali, per tentare poi la fuga. Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura con la Volante del Commissariato San Donato, che hanno bloccato l’uomo, un 45enne italiano, poco dopo.
Gli agenti sono riusciti a recuperare la refurtiva e l’hanno restituita subito al proprietario. Nella tasca della giacca sono emerse forbici da 10 cm e carte di debito intestate a estranei: le indagini proseguono per chiarirne l’origine. Il procedimento resta nelle fasi preliminari, con presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
VI.G
Un rider ieri sera è morto cadendo dalla bici su una strada della collina torinese, nei pressi del parco Europa, in zona Cavoretto. L’uomo, di 32 anni, è stato trovato dal 118 tra la vegetazione, vicino alla sua bicicletta, rimasta sulla strada. Gli sono stati riscontrati diversi traumi. Verso le 23 una passante ha chiamato i soccorsi, vedendo il mezzo rimasto in strada. Gli accertamenti verificheranno se la vittima è stata urtata da un veicolo.
Incontro informativo a Villarbasse sulla Tav
A Villarbasse si terrà giovedì 23 aprile alle 21, nel Salone parrocchiale dia via Le Carrè 4, un incontro informativo sul progetto del treno Alta Velocità (TAV), con la partecipazione di Alberto Poggio, membro della Commissione tecnica dell’Unione Montana Valle di Susa e del Comune di Rivoli. Ad organizzare l’incontro il gruppo Villarbasse in Cammino.
“L’obiettivo della serata è informare le persone in seguito alla presentazione del progetto definitivo proposto da Rete Ferroviaria Italiana ( RFI) per la realizzazione della nuova linea tra Bivio Pronda, innesto scalo merci di Torino Orbassano e Avigliana, che prevede, tra l’altro, la realizzazione di una galleria naturale a doppia canna di otto chilometri sotto la collina morenica tra Rivoli e Rosta”.
Mara Martellotta
In occasione della Giornata Mondiale della Terra 2026
Un evento pilota che invita il pubblico a raggiungere a piedi il Planetario di Torino, sede del Museo dell’Astronomia e dello Spazio. Il motto è “Più passi meno CO²”, che rappresenta, in occasione della Giornata Mondiale della Terra 2026, le sperimentazione di una nuova modalità di accesso al sito museale, capace di unire missione scientifico divulgativa e supporto agli obiettivi di riduzione dell’impronta di carbonio.
Il 22 aprile, in cui si festeggia la giornata mondiale della Terra, il pubblico attraverserà il bosco della collina torinese all’interno della Riserva della Biosfera, MAB UNESCO Collina Po, lungo l’ultimo tratto del Sentiero dei Pianeti, accompagnati da guide esperte dell’Associazione Artena e dei Botanici del Viridarium Lab Garden. Si tratta di un percorso di 1109 passi che trasforma il tragitto in un’esperienza educativa immersiva alla scoperta del patrimonio Botanico e faunistico locale, dove natura e scienza si incontrano in unico racconto che parte dalla Terra per approdare all’Universo.
La passeggiata rappresenta la prima tappa di un più ampio progetto che entrerà stabilmente nell’offerta didattica per le scuole a partire dall’anno scolastico 2026/2027, con appuntamenti mensili.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito del programma T.E.R.E., Transizione Ecologica del Terzo Settore, promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Santagata, che si occupa di accompagnare organizzazioni del terzo settore verso la sostenibilità, mediante lo sviluppo di azioni per la decarbonizzazione delle attività, lo sviluppo di buone pratiche, il monitoraggio delle emissioni e il rafforzamento della cultura della sostenibilità.
“Questo progetto- spiega Eleonora Monge, direttrice di Infini.to- Planetario di Torino – rappresenta per noi il proseguimento di un percorso già in atto per connetterci nuovamente, come Polo culturale e scientifico, alla Riserva della Biosfera CollinaPo, di cui facciamo parte.
Si tratta di un’iniziativa che nel futuro intendiamo promuovere in particolar modo per arricchire l’esperienza di visita delle scuole e degli altri gruppi organizzati che intendano raggiungere il Planetario. Salire a piedi verso le stelle diventa una potente metafora del percorso di transizione ecologica, un cammino impegnativo, capace di restituire al visitatore una nuova consapevolezza del posto che occupa nell’Universo e sulla Terra”.
Mara Martellotta