










GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA
Lunedì. Al teatro Alfieri la cantante Silvia Mezzanotte rende un omaggio a Mina.
Martedì. Al Vinile si esibisce il cantautore Gerardo Balestrieri. Al Circolo Mossetto suona il trio Monne.
Mercoledì. Al Blah Blah sono di scena i The Fuzztones. All’Osteria Rabezzana si esibisce il quartetto di Federica Gerotto, con un tributo a Amy Winehouse.
Giovedì. Al Teatro Colosseo Angelo Branduardi e Aldo Cazzullo, presentano lo spettacolo “Francesco”. Al Blah Blah suonano i The Fire. Alla Divina Commedia sono di scena i Not Very Blues.
Venerdì. Al Blah Blah si esibiscono i Small Jackets. Al Magazzino sul Po è di scena Kety Fusco. Alla Divina Commedia suona la The Lost Track Band. Al Magazzino di Gilgamesh si esibisce la Vanja Sky Band. Al Circolino suona Miriam Jitaru Quartet.
Sabato. Allo Ziggy sono di scena The Spiritual Bat + Varg I Veum.
Domenica. Al teatro Colosseo arrivano i Jethro Tull. Al Blah Blah suonano i Swirl + Cromia.
Pier Luigi Fuggetta







A Torino, parlare di alta pasticceria significa inevitabilmente evocare una tradizione solida, stratificata, fatta di grandi classici e di una cultura del gusto che affonda le radici nella storia sabauda. In questo contesto si inserisce il lavoro di Fabrizio Racca, maestro pasticcere che negli anni ha costruito un percorso riconoscibile, fondato su rigore tecnico, materie prime selezionate e una costante tensione verso la contemporaneità.
La sua pasticceria è oggi uno spazio in cui il dolce diventa espressione di studio e sensibilità. Le vetrine raccontano una produzione ampia e articolata: dalla piccola pasticceria alle torte moderne, dai lievitati alle monoporzioni di design, fino alle creazioni dedicate alle festività. Ogni proposta rivela una ricerca attenta sugli equilibri, sulle consistenze e sull’intensità aromatica, con un’attenzione particolare alla pulizia del gusto e alla precisione delle finiture.
Tradizione piemontese e linguaggio contemporaneo
Il legame con il territorio resta centrale. I grandi riferimenti della tradizione piemontese non vengono semplicemente replicati, ma reinterpretati con misura. Il cioccolato, materia identitaria per Torino, è declinato in diverse forme e lavorazioni, così come la frutta secca, le creme e le basi classiche della pasticceria italiana. L’approccio è quello di chi conosce profondamente le regole del mestiere e sceglie, quando necessario, di riscriverle con coerenza.
La produzione spazia dalle torte da ricorrenza alle proposte da banco quotidiane, con una linea moderna che punta su forme essenziali e su un’estetica raffinata. Le monoporzioni, in particolare, rappresentano uno dei tratti distintivi della casa: piccole architetture dolciarie in cui ogni elemento è calibrato, dalla base croccante alla mousse, fino alle glasse e agli inserti.
Le monoporzioni di Cioccolató
In occasione di Cioccolató 2026, la manifestazione dedicata al cioccolato che anima il centro cittadino, Fabrizio Racca ha presentato una selezione di monoporzioni pensate per dialogare con il pubblico e con la tradizione torinese, senza rinunciare a un’impronta innovativa.
Tra le proposte, una creazione che unisce pesca, cioccolato e amaretti: un incontro tra la dolcezza della frutta, la profondità del cacao e la nota aromatica tipica dell’amaretto, in un gioco di consistenze che alterna cremosità e friabilità. Un’altra monoporzione è stata dedicata alle rose, con un profilo più delicato e floreale, capace di sorprendere per equilibrio e finezza. Infine, il gusto bicerin, omaggio alla bevanda simbolo di Torino, reinterpretato in chiave dolce: caffè, cioccolato e crema si fondono in una composizione che richiama la stratificazione del celebre bicchiere, trasformandolo in un dessert contemporaneo.
Queste creazioni hanno confermato la capacità del laboratorio di confrontarsi con eventi di rilievo cittadino proponendo prodotti coerenti con la propria identità, ma al tempo stesso pensati per un pubblico ampio e curioso.
Qualità, ricerca e visione
Alla base di ogni produzione c’è una selezione rigorosa delle materie prime e una lavorazione che privilegia freschezza e stagionalità. L’innovazione non è mai fine a sé stessa, ma si traduce in studio delle tecniche, sperimentazione controllata e aggiornamento costante. È questo equilibrio tra tradizione e slancio creativo a definire il percorso di Fabrizio Racca nel panorama torinese.
In una città dove la cultura del dolce è parte integrante dell’identità collettiva, la sua pasticceria rappresenta un esempio di come sia possibile rinnovare il linguaggio della tradizione senza snaturarlo. Un laboratorio in continua evoluzione, capace di raccontare Torino attraverso il gusto, con uno sguardo rivolto al futuro.
.
NOEMI GARIANO

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60
Continua il nostro viaggio alla ricerca di incisioni di garage rock e psychedelic rock anche nell’ambito di etichette nate e connotate da generi ben diversi da quelli che stiamo studiando in questa rubrica. La grande area metropolitana di New York è sempre stata luogo fecondo per la compresenza di generi musicali differenziati ed eterogenei, fenomeno ben visibile nella produzione delle varie etichette qui nate e cresciute. Segnaliamo qui Laurie Records”, fondata nel 1958 dai fratelli Robert e Gene Schwartz e Allan I. Sussel e presto affermatasi come “label” attiva nel rock’n’roll, doo-wap, soul, rock classico, pop rock. Sottolineiamo che molto importante fu il suo ruolo di volano di diffusione di svariati successi della “British Invasion” sul suolo americano, fin dai primordi dell’”ondata”. Meritorio è il carattere sempre autonomo di “Laurie Records”, che seppe restare orgogliosamente indipendente nel tempo, evitando di essere inglobata e fagocitata dalle grandi etichette, che non di rado “cannibalizzavano” serialmente per legge di mercato. Tra le incisioni non sono rari “singles” divenuti pepite preziose in varie “compilations” di settore degli anni ‘80 e ‘90, molto amate da cultori ed appassionati.
Si elencano qui di seguito i soli 45 giri “Laurie Records” di garage e psychedelic rock:
– THE BARBARIANS “Are You A Boy Or Are You A Girl / Take It Or Leave It” (3308) [1965];
– THE BARBARIANS “What The New Breed Say / Susie-Q” (3321) [1965];
– THE GIRL-GETTERS “I’m Getting Tired / The Girl-Getters” (LR 3310) [1965];
– JACK LONDON & THE SPARROWS “If You Don’t Want My Love / It’s Been One Of Those Days Today” (LR 3285) [1965];
– THE TEARDROPS “Hey Gingerbread / Champaign Lady” (LR 3325) [1966];
– THE BARBARIANS “Moulty / I’ll Keep On Seeing You” (3326) [1966];
– THE NEWPORTS “I Want You / The Trouble Is You” (3327) [1966];
– THE SAVAGES “Little Miss Sad / If You Left Me” (LR 3328) [1966];
– THOSE TWO “Baby I Know / I’m Gonna Walk With You” (LR 3329) [1966];
– THE TROPICS “You Better Move / It’s You I Miss” (LR 3330) [1966];
– THE STAR FIRES “You Done Me Wrong / Like Socks And Shoes” [LR 3332] (1966);
– FREDDIE & THE FREELOADERS “Patty / The Octopus Song” (3334) [1966];
– THE FALLEN ANGELS “Everytime I Fall In Love / I Have Found” (LR 3343) [1966];
– SCOTT FREE “Come On Down To Earth / Calm Before The Storm” (3346) [1966];
– THE SHAPES OF THINGS “So Mystifying / Last Night Wasn’t There” (3351) [1966];
– THE SHAGS “I Call Your Name / Hide Away” (LR 3353) [1966];
– THE MARAUDERS “Jugband Music / Out Of Sight, Out Of Mind” (3356) [1966];
– THE ROYAL GUARDSMEN “Baby Let’s Wait / Leaving Me” (3359) [1966];
– THE GRAY THINGS “Charity / Lovers Melody” (3367) [1966];
– THE FALLEN ANGELS “A Little Love From You Will Do / Have You Ever Lost A Love” (3369) [1966];
– THE MUSIC EXPLOSION “I See The Light / Little Bit O’Soul” (LR 3380) [1967];
– THE FURY’S “I Walk Away / Gone In The Night” (LR 3382) [1967];
– ORCHESTRA OF THE MIND “Athens To America / And Tell Me” (LR 3387) [1967];
– THE ENERGY PACKAGE “This Is The Twelfth Night / See That I Come Home” (LR 3392) [1967];
– THE UNCALLED FOR “Do Like Me / Get Out Of The Way” (3394) [1967];
– THE SOUND INVESTMENT “Don’t Stop The Carnival / Like My Girl” (3398) [1967];
– THE BIRDWATCHERS “Turn Around Girl / You Got It” (3399) [1967];
– THE MUSIC EXPLOSION “Sunshine Games / Can’t Stop Now” (3400) [1967];
– THE KORDS “Boris The Spider / It’s All In My Mind” (3403) [1967];
– THE BALLOON FARM “A Question Of Tempature / Hurtin’ For Your Love” (3405) [1967];
– HOPPI & THE BEAU HEEMS “I Missed My Cloud / So Hard” (3411) [1967];
– THE BOYS FROM NEW YORK CITY “These Are The Things / Take It Or Leave It” (3412) [1967];
– THE MUSIC EXPLOSION “We Gotta Go Home / Hearts And Flowers” (3414) [1967];
– THE CENTRAL NERVOUS SYSTEM “It Takes All Kinds / I’m Still Hung Up On You” (LR 3421) [1968];
– THE MUSIC EXPLOSION “What You Want / Road Runner” (3429) [1968];
– SOUL, INC. “I Belong To Nobody / Love Me When I’m Down” (LR 3430) [1968];
– THE WHETHER BUREAU “Why Can’t You And I / White And Frosty” (3431) [1968];
– THE BOYS FROM NEW YORK CITY “Mary And John / I’m Down Girl” (3434) [1968];
– MONTAGE “I Shall Call Her Mary / An Audience With Miss Priscilla Gray” (LR 3438) [1968];
– THE SOUND INVESTMENT “Come Back Baby / The Beat” (3442) [1968];
– THE CASTELS “Rocky Ridges / I’d Like To Know” (3444) [1968];
– THE MUSIC EXPLOSION “Yes Sir / Dazzling” (3454) [1968];
– THE PRETTY THINGS “Talkin’ About The Good Times / Walking Through My Dreams” (3458) [1968];
– ENDLESS PULSE “You Turned Me Over / Just You” (LR 3468) [1968];
– THE YELLOW BRICK ROAD “She’s Coming Home / I’m Thinking Of You” (LR 3481) [1969];
– SIXTH DAY CREATION “Cherry Pie / You’re Better By Far” (LR 3483) [1969];
– ENDLESS PULSE “Nowhere Chick / Wake Me Shake Me” (LR 3488) [1969];
– THE MUSIC EXPLOSION “Little Black Egg / Stay By My Side” (LR 3500) [1969].
Gian Marchisio
Una ricetta della cultura contadina, tipica del Monferrato.
Una ricetta antica dal sapore delicato ed aromatico riproposta oggi anche nei ristoranti piu’ raffinati. Si chiama cosi’ perche’ la carne del coniglio, dopo la cottura, sara’ conservata sotto’olio a macerare con aglio ed aromi e diventera’ tenera e saporita proprio come… il tonno.
Ingredienti
1 kg. di coniglio intero
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
6 spicchi di aglio
2 chiodi di garofano
2 bacche di ginepro
1 mazzetto di salvia
4 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
1ciuffo di prezzemolo
Olio evo
Sale, pepe q.b.
Lavare bene il coniglio in acqua e aceto. Tagliare a pezzi la carota, il sedano e la cipolla, metterli in una pentola con due litri di acqua, unire tutti gli aromi (tranne la salvia e l’aglio), il pepe, il sale, portare a bollore, aggiungere il coniglio e cuocere per circa 90 minuti. A cottura ultimata, lasciar raffreddare e spolpare la carne a pezzi non troppo piccoli. Pelare gli spicchi di aglio, lavare e asciugare la salvia. Prendere un contenitore, preferibilmente in vetro, versare dell’olio sul fondo, fare uno strato di coniglio con foglie di salvia e aglio, aggiungere altro olio e proseguire con gli strati sino ad esaurimento degli ingredienti, coprire il tutto con altro olio. Lasciare riposare in frigo per almeno 48 ore. Servire a temperatura ambiente decorando a piacere.
Paperita Patty
A Torino l’aperitivo è irrinunciabile. Buonissimo. Però spesso si propongono molte cose a base di pane, pasta e focacce. I fritti sono spesso a base di patate, o riso, e come se non bastasse tante volte sono ripieni di carne, formaggio e salumi. Verdura? Poca. Per chi non vuole rinunciare agli aperitivi e alla frittura, ma tiene alla linea, c’è una soluzione: friggere la verdura e renderla poco unta. In autunno si cominciano a trovare i broccoli e il cavolo nero, per esempio. La forza di questa ricetta sta in più cose: la prima è che è incredibilmente croccante come le patatine, la seconda è che questa croccantezza resta per ore (anzi, anche un giorno intero), la terza è che è gluten free e fatta con la farina integrale.
Tempi: Preparazione (15 min); Cottura (15 min);
Attrezzatura necessaria: Contenitore rotondo a bordi alti, frusta, tagliere e coltello a lama liscia, casseruola a bordi alti per friggere, schiumarola, carta assorbente. Se avete un’affettatrice o una mandolina taglia-verdure farete più in fretta a preparare le carote.
Difficoltà (da 1 a 3): 1
Costo totale: 3,55 €
Per la pastella
Per friggere
Verdure autunnali da friggere
Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link.

FASE 1: LA PREPARAZIONE DELLE VERDURE
Lavate e asciugate molto bene le verdure prima di immergerle nella pastella, altrimenti l’olio fritto schizzerà molto. Pelate le carote e tagliatele in due o tre parti per avere dei pezzi di circa 7-8 cm. Poi affettatele per lungo, con uno spessore di circa 3-4 mm. Se avete un’affettatrice o una mandolina taglia-verdure sarà più facile avere delle fette regolari. Più sottili saranno le fettine, meglio sarà per avere una frittura croccante. Preparate i broccoli a piccoli tocchetti, grossi come una noce al massimo (il gambo di ogni pezzetto deve essere molto sottile). Tagliate il cavolo nero a piccoli rettangoli (circa 5 cm di lato). Asportate la parte centrale della foglia dove è troppo spessa, altrimenti resterà troppo dura anche dopo la frittura. Spelate lo zenzero e….
FASE 2: LA PASTELLA
Pesate nel contenitore a bordi alti le due farine e miscelatele con l’acqua gasata (fredda di frigo). Mescolate con la frusta finché il composto diventa omogeneo. Non aggiungete sale.
FASE 3: LA FRITTURA
Intanto mettete l’olio a scaldare a fuoco abbastanza alto. Usate tutta la bottiglia di olio perché, se la verdura non è immersa bene nell’olio, impiegherà più tempo a friggere e quindi sarà più unta. L’olio non dovrà mai fumare (se avete un termometro, verificate che non si superi la temperatura di 170-175° C). Immergete nella pastella un tipo di verdura alla volta e provate ad affogarne un pezzo nell’olio: se inizia a sfrigolare è ora di iniziare a friggere! Immergete le verdure (in modo da riempire tutta la superficie della casseruola). Il tempo di cottura dei pezzi è di circa 3 minuti (girando una volta a metà cottura). Scolate con la schiumarola e posate su carta assorbente per eliminare l’olio in accesso. Salate da ogni lato.
FASE 4: TEMPI DI CONSERVAZIONE
Potete preparare la frittura anche il giorno prima e conservarla in frigorifero, in un contenitore chiuso. Rimarrà perfettamente croccante. Al momento di servire, potrete passare in forno a 100° C per un paio di minuti e sarà perfetta. Se invece la preparate solo qualche ora prima, potete anche conservarla a temperatura ambiente e non ci sarà neanche bisogno di scaldarla.
La Cuoca Insolita (Elsa Panini) è nata e vive a Torino. E’ biologa, esperta in Igiene e Sicurezza Alimentare per la ristorazione, in cucina da sempre per passione. Qualche anno fa ha scoperto di avere il diabete insulino-dipendente e ha dovuto cambiare il suo modo di mangiare. Sentendo il desiderio di aiutare chi, come lei, vuole modificare qualche abitudine a tavola, ha creato un blog e organizza corsi di cucina. Il punto fermo è sempre questo: regalare la gioia di mangiare con gusto, anche quando si cerca qualcosa di più sano, si vuole perdere peso, tenere a bada glicemia e colesterolo alto o in caso di intolleranze o allergie alimentari.
Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà .
La scorsa settimana abbiamo attraversato i secoli attraverso immagini di ambienti dall’eleganza solenne degli stili d’ispirazione storica, è quindi naturale oggi fare un passo in avanti nel tempo.
Se il Classico, il Neoclassico e il Barocco raccontano la casa come rappresentazione, gli stili contemporanei e minimal raccontano la casa come scelta consapevole.
Meno scenografia, più intenzione.
Meno decorazione, più funzione.
Con il Novecento e poi con il nuovo millennio, l’abitare cambia profondamente: si riducono le superfici, si semplificano i nuclei familiari, si cercano luce, fluidità, praticità. Lo spazio non deve più dimostrare, ma funzionare. E possibilmente farlo con eleganza.

Dobbiamo dunque distinguere tra stile moderno , minimale e contemporaneo che spesso vengono confusi tra loro:
Stile Moderno
Lo stile moderno nasce con il razionalismo e con l’idea che la forma debba seguire la funzione. Linee pulite, geometrie chiare, volumi netti. Gli arredi si alleggeriscono, le superfici diventano lisce, i materiali industriali – vetro, acciaio, cemento – entrano nella quotidianità domestica.
I colori sono spesso neutri, con contrasti calibrati tra chiari e scuri. Non c’è spazio per l’ornamento superfluo: ogni elemento deve avere una ragione. È uno stile che comunica ordine mentale prima ancora che estetico.
A Torino lo si ritrova spesso nelle nuove costruzioni, negli appartamenti ristrutturati con taglio contemporaneo, nelle case di chi desidera pulizia visiva e rigore.
Stile Minimal
Il minimalismo è un passo ulteriore. Non è solo riduzione, è sottrazione.
“Less is more” non è uno slogan, ma un principio progettuale.
Gli ambienti minimal sono ariosi, essenziali, quasi silenziosi. Le palette cromatiche si muovono tra bianco, beige, grigi chiari, talvolta interrotti da un unico accento deciso. Gli arredi sono pochi, selezionati, spesso integrati nell’architettura stessa.
Il rischio del minimal è la freddezza; la sua forza è la purezza. Funziona quando è accompagnato da materiali di qualità, luce naturale ben studiata e proporzioni corrette. Non è povertà decorativa: è disciplina.
Stile Contemporaneo
Spesso confuso con il moderno, lo stile contemporaneo è in realtà più fluido. Non si lega a un’epoca precisa ma interpreta il presente, accogliendo innovazioni tecnologiche, nuove sensibilità ambientali e contaminazioni.
Linee pulite sì, ma con maggiore morbidezza. Spazi aperti, cucina e living integrati, attenzione alla sostenibilità dei materiali. Le palette restano neutre, ma possono accogliere nuance calde, texture materiche, elementi di design iconico.
È lo stile più diffuso oggi nelle abitazioni urbane: rassicurante, elegante, adattabile. Permette di mescolare con equilibrio pezzi moderni e dettagli più personali.
Il filo conduttore
Ciò che accomuna moderno, minimal e contemporaneo è una nuova idea di abitare: la casa non come vetrina, ma come organismo funzionale. Un luogo che deve semplificare la vita, non complicarla.
In un momento storico in cui i metri quadri si riducono e la qualità dello spazio diventa centrale, questi linguaggi rispondono a un bisogno reale: ordine, luce, proporzione, leggerezza.
Eppure, anche qui, la differenza non la fa l’etichetta. La fa il progetto.
Un minimal improvvisato può diventare anonimo. Un contemporaneo mal calibrato può risultare impersonale. È sempre la misura a determinare l’eleganza.
Nel prossimo appuntamento della rubrica continueremo questo viaggio attraversando gli stili urbani e naturali, quelli che mescolano industriale e materia, Nord Europa e Mediterraneo. Perché conoscere i linguaggi dell’arredo non serve a catalogare le case, ma a comprendere quale spazio ci rappresenta davvero.