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Il successo del turismo a Torino: boom negli hotel e nuovi record per eventi internazionali

Nel corso del 2025 l’occupazione media delle camere alberghiere ha raggiunto il 70%, confermando e rafforzando i risultati positivi degli ultimi due anni. Parallelamente si registra una lieve ma costante crescita dei turisti stranieri, che sempre più spesso abbinano al soggiorno in città la visita ad altre mete piemontesi di eccellenza.

Rispetto al 2024, i mesi che hanno evidenziato i maggiori incrementi sono gennaio, con un’occupazione prossima al 60%, luglio oltre il 65% e agosto sopra il 55%. Dati che testimoniano il successo delle politiche di destagionalizzazione, sostenute dalla scelta di programmare grandi eventi anche nei periodi tradizionalmente considerati di bassa stagione. In particolare, il mese di agosto ha beneficiato della presenza di importanti manifestazioni internazionali, come i Mondiali di Twirling e la Vuelta. Maggio e ottobre hanno registrato tassi di occupazione vicini all’80%, mentre novembre si conferma uno dei mesi di punta della destinazione, con valori compresi tra l’80% e l’85%.

Torino si afferma così come una destinazione sempre più trasversale, capace di intercettare tutte le principali tipologie di turismo – leisure, business, sportivo, congressuale e fieristico – beneficiando anche della significativa crescita del comparto MICE, che nel 2024 ha fatto registrare un aumento del 12,83% degli eventi rispetto all’anno precedente (fonte: Turismo Torino).

Secondo Federalberghi Torino, questi risultati rendono il territorio sempre più attrattivo per nuovi investimenti. Per consolidare ulteriormente il posizionamento della destinazione e attivare un circuito virtuoso anche sul piano occupazionale e sociale, l’Associazione auspica un deciso rafforzamento del segmento MICE, attraverso lo sblocco di progetti strategici rimasti a lungo in sospeso. In questo contesto viene accolta positivamente l’apertura di SET – Scalo Eventi Torino, struttura polivalente capace di ospitare eventi di diversa natura. Si avverte inoltre la necessità di istituire una cabina di regia snella ma rappresentativa, affidata a professionisti del settore, in grado di promuovere e commercializzare la destinazione, anticipare le candidature ai grandi eventi internazionali e offrire servizi dedicati a organizzatori e visitatori, aumentando l’attrattività complessiva del territorio anche oltre la dimensione turistica.

L’incremento del turismo internazionale e l’attrazione di eventi di alto profilo richiedono servizi moderni e competitivi: in quest’ottica appare prioritario superare le criticità normative legate all’apertura dei servizi interni agli hotel, in particolare bar e ristoranti, anche alla clientela non alloggiata.

Sul tema della tassa di soggiorno, Federalberghi Torino ribadisce la propria contrarietà, ritenendola una misura fortemente iniqua, chiedendo al contempo che le risorse raccolte vengano destinate in modo mirato al rafforzamento del posizionamento competitivo della destinazione. L’Associazione invita inoltre il Comune a una riflessione approfondita sulle strategie di promozione della città, sui canali di comunicazione, sulla qualità delle campagne, sui messaggi veicolati e sui mercati e target di riferimento.

«Il turismo è un settore trasversale, capace di generare benefici diffusi, favorire la coesione sociale e attrarre investimenti anche in altri comparti – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino –. Torino consolida i risultati degli ultimi anni, rafforzando il proprio posizionamento nel mercato turistico e confermandosi tra le principali destinazioni per eventi nazionali e internazionali. Il turismo rappresenta un asset strategico per il tessuto economico e sociale del territorio, al di là di sterili contrapposizioni con altri settori produttivi. Le nostre destinazioni sono cresciute, ma possono compiere un ulteriore salto di qualità affrontando e risolvendo alcune criticità storiche. Apprezziamo il lavoro svolto da Regione, Comune e Camera di Commercio, ma ora è il momento di osare: massimizzare l’eredità dei grandi eventi, rafforzare il comparto fieristico-congressuale, coinvolgere maggiormente i professionisti del settore nella governance del turismo, risolvere il tema dei servizi agli esterni, riconoscere pienamente il settore nel PRGC e istituire uno sportello unico per le attività turistico-ricettive. Solo così sarà possibile rispondere alle evoluzioni del mercato, aumentare la competitività delle imprese e migliorare in modo duraturo l’esperienza del visitatore e l’attrattività delle nostre destinazioni».

Manifestanti in piazza per Askatasuna, Torino blindata

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I manifestanti si sono dati appuntamento alle 14,30 davanti a Palazzo Nuovo, storica sede delle facoltà umanistiche dell’università. Il corteo, aperto dallo striscione “Torino Partigiana que viva Askatasuna”cercherà di raggiungere la questura, la prefettura e Palazzo Civico. La  manifestazione vede la partecipazione di rappresentanti antagonisti provenienti da Genova e Bologna, dalla Lombardia e dal Veneto. Imponente lo schieramento delle forze dell’ordine con centinaia di agenti in tenuta antisommossa.

Vasta operazione antidroga della Polizia: 384 arresti e 655 denunce, coinvolto anche il territorio torinese

La Polizia di Stato, con l’impegno degli investigatori delle Squadre Mobili presenti su tutto il territorio nazionale, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, ha concluso una vasta operazione nazionale ad alto impatto investigativo finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, talvolta anche attraverso i c.d. cannabis shop, e dei connessi reati di c.d. criminalità diffusa.

Le condotte criminose contrastate sono state quelle riconducibili ai c.d. “regolamenti di conti”, ad alcune tipologie di reati contro il patrimonio, al porto illegale di armi e, più in generale, agli episodi di violenza.

In tale contesto, inoltre, hanno assunto una particolare rilevanza le nuove modalità di approvvigionamento e utilizzo delle sostanze stupefacenti, come peraltro chiaramente emerso nella recente relazione della Direzione centrale per i servizi antidroga.

L’attività degli investigatori, con il supporto di equipaggi del Reparto Prevenzione crimine e di altri uffici delle Questure, ha consentito di:

  • identificare 95.164 persone sospette, di cui 16.701 stranieri e 10.848 minorenni, soprattutto in aree di spaccio o di c.d. “mala-movida”, su un migliaio delle quali sono in corso di valutazione eventuali provvedimenti amministrativi di prevenzione;
  • arrestare 384 soggetti, di cui 166 stranieri e 6 minorenni, e indagarne in stato di libertà 655, di cui 256 stranieri e 39 minorenni, soprattutto per reati contro la persona e il patrimonio nonché per spaccio di sostanze stupefacenti e porto illegale di armi;
  • sequestrare kg 35 di cocaina, 1.370 di cannabinoidi e 1 di eroina;
  • sequestrare 41 armi da fuoco e 80 armi bianche nonché oltre 300.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio;
  • elevare 565 sanzioni amministrative di diversa natura, la maggior parte delle quali per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione illegale di bevande alcoliche;
  • individuare diversi profili social sui quali sono in corso verifiche sui contenuti, apparentemente riconducibili ai fenomeni criminali in questione, per l’eventuale segnalazione alle competenti Autorità giudiziarie ai fini dell’oscuramento.

Nel medesimo ambito, sono stati altresì svolti mirati controlli per verificare l’applicazione del nuovo quadro normativo introdotto con il decreto legge 48/2025, convertito in legge n. 80/2025, inerente anche alla vendita di prodotti a base di canapa nei c.d. cannabis shop. I controlli specifici hanno consentito di:

  • sequestrare 5 cannabis shop, in 3 diverse città;
  • arrestare 3 soggetti e denunciarne in stato di libertà 141, titolari o gestori di cannabis shop;
  • controllare 312 cannabis shop;
  • sequestrare kg 296 di cannabinoidi risultati, dalle prime analisi, avere le caratteristiche di stupefacenti.

   Nella provincia torinese, la Squadra Mobile ha condotto attività di investigazione con interventi diretti nelle principali piazze di spaccio e svolto verifiche sull’adeguamento dei c.d. “Cannabis shop” alle recenti modifiche normative.

   In tale ambito, sono stati predisposti servizi di controllo straordinari del territorio, ad alto impatto, con il coinvolgimento e la partecipazione dei commissariati di P.S. competenti per territorio, di personale dell’UPGSP e del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”. Ai servizi hanno concorso anche il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica e l’Ufficio Immigrazione, per quanto di competenza.

L  l’attività ha consentito di arrestare 8 persone e denunciarne 3, a vario titolo responsabili della violazione della normativa in materia di stupefacenti.Sono stati sequestrati oltre 7 kg di cannabinoidi oltre 500 grammi di cocaina e 890 pastiglie di un farmaco oppioide.

In particolare, una delle attività è avvenuta a Bussoleno (TO), dove le donne e gli uomini della Questura di Torino hanno arrestato un cittadino italiano di 32 anni che aveva adibito una parte della sua abitazione a serra indoor professionale con tubi di areazione, ventilatori, sistema di irrigazione automatizzato, centralina per la regolazione della temperatura e dell’umidità oltre a un impianto di illuminazione per accelerare l’accrescimento delle piante.

Nel corso della conseguente perquisizione, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato: 3 chili e 700 grammi di inflorescenza essiccata risultata essere marijuana; 17 buste contenenti 1 chilo e 300 grammi della stessa sostanza; 200 piante di marijuana; 13 panetti contenenti hashish per un peso complessivo superiore a un chilo e 200 grammi; il materiale necessario al confezionamento delle dosi. L’uomo è risultato avere nella disponibilità un altro immobile, a Sant’Antonino di Susa (TO), dove gli agenti hanno scovato altri 300 grammi di marijuana.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Il Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato sino alla sentenza definitiva.

Il confine tra dissenso e illegalità

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Pier Franco Quaglieni

Da Pasquino a Barbero, alla Cgil,  a pezzi del Pd,  per non parlare di Verdi e sinistra italiana, a partire dal piccolo leader locale Grimaldi e’ apparsa un’area estesa di gente che di fatto dissente dallo sgombero del centro sociale Askatasuna. Dicono che non bisogna reprimere il dissenso, ma fingono di dimenticare che l’edificio è occupato illegalmente da trent’anni ed è un covo della sovversione violenta a Torino e in valle di Susa a sostegno dei No Tav che autorevoli magistrati di sinistra ritengono eversivi. Non sono dei Ghandi, sono dei professionisti della eversione e del vandalismo.  Difendere Askatasuna significa difendere l’indifendibile e schierarsi come conniventi di gente che commette gravi reati a danno della società.  C’è addirittura chi ha parlato di fascismo da parte del governo, tesi delirante che ci riporta a Lotta continua, all’assassinio di Calabresi,  alle Brigate Rosse. Alcuni stanno raccattando dalla spazzatura le tesi di Tony Negri e dei suoi compagni. Chi continua a vedere in Askatasuna un interlocutore va denunciato come nemico della democrazia. Non c’è spazio per sottilizzare alla maniera di Pasquino, così come non si può dimenticare che Barbero e’ stato più volte un “compagno di merende”, ospite come oratore, in quel centro di corso Regina Senza mai trascurare l’aggressione alla “ Stampa”, un giornale che non ha mai denunciato le illegalità di quel covo. Uso proprio la parola covo,  come faceva Carlo Casalegno. Sullo sgombero non ci sono mezze misure, ma una sola: quella di tutelare, sia pure in ritardo di trent’anni, la legalità repubblicana, come diceva Casalegno. Il ritorno ai compagni che sbagliano, anzi alla loro difesa codarda è un campanello di allarme che dovrebbe scuotere le coscienze democratiche,  superando i piccoli interessi dei “politicanti di quartiere” come Grimaldi.

Semaforo antismog: da sabato 20 dicembre scatta il livello 1 (arancio)

 

Da  sabato 20 dicembre, e fino a lunedì 22 dicembre 2025 compreso (prossimo giorno di controllo), le misure di limitazione del traffico passeranno al livello 1 (arancio).

I dati previsionali forniti  da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento del valore di 50 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria per tre giorni consecutivi.

Alle limitazioni strutturali in vigore, per il trasporto persone si aggiungerà il blocco dei veicoli diesel con omologazione Euro 5 valido tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19, mentre il blocco dei veicoli diesel Euro 3 e Euro 4 si prolungherà alle giornate di sabato e domenica, sempre dalle ore 8 alle 19. Stessa regola anche per i veicoli adibiti al trasporto merci, che vedranno il divieto di circolazione estendersi ai diesel con omologazione Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 su tutti i giorni (festivi compresi), sempre con orario 8-19.

Con l’attivazione del livello arancio si fermeranno anche tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”, in quanto comunque soggetti alle limitazioni temporanee della circolazione veicolare conseguenti alle previsioni di perdurante accumulo degli inquinanti nell’aria.

Si ricorda infine che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute.

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Il sindaco su Askatasuna: “Percorso di dialogo ma condanna di ogni violenza”

Pubblichiamo integralmente l’intervento pubblicato sui social dal sindaco di Torino Lo Russo sul caso Askatasuna 

La nostra amministrazione, sul patto di collaborazione di corso Regina 47, si è fatta interprete di una linea di dialogo con la società e con i movimenti sociali che è da sempre nelle corde di una città come la nostra, profondamente democratica e antifascista.

La Città, con una delibera coraggiosa e lungimirante, ha voluto dare una prospettiva a uno spazio così importante non solo per il quartiere di Vanchiglia.
Penso fosse dovere di questa amministrazione provare a risolvere una questione rimasta ferma per ventinove anni, che nessuno prima aveva saputo o voluto affrontare. Far finta di niente, dal nostro punto di vista, avrebbe significato rinunciare alla responsabilità di governo e alla cura di un bene comune della città.

Mentre i procedimenti giudiziari faranno sempre e comunque il loro corso, la tutela di un bene comune risponde ad altre logiche: politiche e amministrative. Ci siamo assunti consapevolmente la responsabilità di tentare un percorso che sapevamo non sarebbe stato facile, nel quale crediamo ancora oggi, perché fondato sul dialogo, sulla partecipazione e sulla responsabilità collettiva, nel solco dei valori della Costituzione della Repubblica, che riconosce e promuove l’autonomia delle comunità e la funzione sociale dei beni.

Sento il dovere di essere chiaro nel condannare con fermezza ogni episodio di violenza e di aggressione avvenuto durante o a margine dei cortei di questi mesi, e in modo particolare gli attacchi alle sedi di giornali e organi di informazione, presìdi fondamentali di democrazia e libertà. Nulla può giustificare la violenza, né sul piano politico né su quello civile.
Le responsabilità penali sono e restano sempre personali e in capo ai singoli individui: questo è un principio cardine della democrazia liberale e dello Stato di diritto, che rifiuta ogni forma di responsabilità collettiva e ogni generalizzazione.

Noi crediamo nella coesione, nella cura del bene comune e nella partecipazione, e non accettiamo strumentalizzazioni che alimentano tensioni e paure, allontanando le persone invece di unirle.

La vera sfida delle città oggi è saper gestire una convivenza civile, unire e non dividere, mediare e non radicalizzare.

Da Sindaco di una città Medaglia d’Oro della Resistenza e fortemente impegnata nella tutela dei diritti, voglio ribadire che Torino dissente profondamente dalle scelte e dall’impostazione culturale di questo Governo. Proprio per questo, l’amministrazione che rappresento non intende modificare le proprie priorità né cambiare approccio: continueremo a lavorare per promuovere il confronto e la solidarietà, affrontando sempre la critica e il dissenso con maturità democratica, nel rispetto dei diritti costituzionali, della legalità e della dignità di tutte e di tutti.

Lo faremo anche guardando al futuro di corso Regina 47, con l’obiettivo di mantenere nella città uno spazio a piena vocazione sociale e pubblica: un luogo di inclusione, di servizi di prossimità, di attività culturali e formative, aperto al quartiere, alle famiglie, ai giovani e a chi oggi fatica a trovare risposte.

Stefano Lo Russo

Nel futuro del Museo del Cinema di Torino anche una mostra interattiva su Orson Welles

Al Museo Nazionale del Cinema di Torino approderà nel 2026, dal 31 marzo al 5 ottobre, la mostra su Orson Welles, grande attore, regista e produttore del cinema del Novecento. La mostra sarà integrata dai materiali provenienti dal Fondo Orson Welles del Museo, rispetto a quella in corso alla Cinématheque Française, e vanterà una significativa componente interattiva e didattica, con un focus sui rapporti con il cinema italiano. Questa mostra sarà integrata anche con un fondo spagnolo di proprietà del Museo del Cinema, e sarà in programma al Cinema Massimo una rassegna dei suoi film d’attore, spaziando tra i suoi film e le sue esperienze artistiche da illusionista. Ad annunciarlo sono stati il presidente Enzo Ghigo e il direttore Carlo Chatrian, che hanno illustrato le iniziative previste per l’anno 2026, soprattutto l’avvio del progetto esecutivo del giardino e l’apertura, da febbraio, del Museum Store. Entro sei mesi dovrebbe essere pronto il progetto, se ne capiranno i costi, circa 8 milioni previsti, e i lavori potrebbero partire nel 2027. Per far fronte ai costi della struttura, dall’1 gennaio i prezzi del biglietto del Museo aumenterà di 2 euro, salendo a 18 euro. Questo anno si chiuderà con 750 mila visitatori, in calo rispetto all’anno record 2024, quando le presenze erano state stimolate dalla mostra su Tim Burton, e anche dalla prolungata chiusura estiva per manutenzione dell’ascensore della Mole. Il primo progetto che ha avuto il via libera dalla Sovrintendenza riguarda il giardino accanto alla Mole, dove una struttura coperta ospiterà le biglietterie. Il progetto è dell’architetto Gianfranco Gritella, che si era già occupato della ristrutturazione a fine anni Novanta e che conosce bene quegli spazi. Dal giardino ci saranno due accessi separati: uno per il sotterraneo, con una superficie di 400 mq, che sarà adibita a spazio espositivo dedicato alla realtà immersiva, l’altro al Museo. Al piano Zero, dove oggi sorgono biglietteria e caffetteria, ci sarà un’area per mostre temporanee e installazioni multimediali. Da febbraio il bookshop verrà trasformato e rinnovato, diventando un Museum Store con tanto di merchandising. Sarà allestita anche una sala conferenze con una acustica migliore di quella attuale, e aumenterà la capienza complessiva del Museo, che sarà di 600 visitatori, più 300 per i nuovi spazi. È in programma, nella tarda primavera, una mostra con Eni sulla storia dei distributori di benzina attraverso il cinema, nata da un’idea di Sergio Toffetti, ed è presente una retrospettiva su Mario Martone dal 9 gennaio prossimo.

Mara Martellotta

Askatasuna, Torino il giorno dopo

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Torino vive una giornata di forte tensione all’indomani dello sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto ieri nello stabile di corso Regina Margherita che per quasi trent’anni è stato uno dei luoghi simbolo dei movimenti cittadini. L’intervento delle forze dell’ordine è scattato nelle prime ore del mattino con un’operazione coordinata che ha portato alle perquisizioni all’interno dell’edificio e, successivamente, alla sua liberazione e al sequestro dello stabile. L’azione si inserisce in un’indagine più ampia legata a episodi di scontri e disordini verificatisi negli ultimi mesi durante alcune manifestazioni, episodi che secondo gli inquirenti avrebbero avuto collegamenti con l’area di riferimento del centro sociale.

La notizia dello sgombero ha provocato una reazione immediata. Già nel corso della giornata di ieri, e poi in serata, si sono svolti presidi e proteste nei pressi dell’edificio, con slogan e striscioni contro il governo e contro le istituzioni locali. In alcuni momenti la tensione è salita e si sono registrati contatti tra manifestanti e forze dell’ordine, che sono intervenute per contenere la situazione ed evitare un peggioramento dell’ordine pubblico. Il clima resta comunque teso, mentre in città continua il dibattito sulle modalità e sulle conseguenze dell’intervento.

Sul piano politico, lo sgombero ha diviso nettamente. Dal governo e dai partiti di centrodestra è arrivato un sostegno deciso all’operazione, considerata un atto necessario per ristabilire legalità e sicurezza e per porre fine a una situazione ritenuta non più tollerabile. Di segno opposto le reazioni provenienti dalla sinistra politica, dai movimenti e da parte del mondo sindacale, che parlano di una scelta repressiva e di un atto politico mirato a colpire uno spazio di aggregazione e di conflitto sociale, in un contesto di crescente rigidità nella gestione delle proteste.

Il Comune di Torino, con il sindaco Stefano Lo Russo, ha spiegato che la decisione è legata al venir meno delle condizioni previste da precedenti accordi con Askatasuna, richiamando le valutazioni espresse dalla Prefettura e dagli organi di sicurezza. Nel frattempo, per domani è prevista una manifestazione di sostegno al centro sociale, annunciata dai movimenti cittadini come risposta allo sgombero e come momento di mobilitazione contro quella che viene definita una stretta repressiva. Il “day after” restituisce così l’immagine di una città divisa, in cui lo sgombero di Askatasuna rischia di aprire una fase di conflitto più ampia, con possibili ripercussioni non solo a livello locale ma anche nel dibattito nazionale sul rapporto tra istituzioni, sicurezza e dissenso.

Space Economy: Torino al centro dell’innovazione spaziale europea

15 startup in rappresentanza di 8 Paesi europei protagoniste al Demoday del programma di accelerazione SpaceFounders, promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana e dpixel

Torino, 18 dicembre 2025 – Con la “Turin Space Tech Night” si è conclusa la settimana di eventi che – dopo Monaco e Tolosa – ha visto Torino protagonista del DemoDay di SpaceFounders, il programma di accelerazione paneuropeo promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) attraverso dpixel, la divisione di Fintech District che supporta la crescita delle startup e l’innovazione delle imprese favorendo le opportunità di business attraverso progetti di open innovation.

Il programma si concentra principalmente su ricerca spaziale, tecnologie satellitari, comunicazione e Osservazione della Terra. 15 le startup selezionate, provenienti da 8 diversi Paesi europei, che hanno incontrato investitori e aziende del settore. Durante il DemoDay, presso l’ESCP Business School – Turin Campus, le startup, scelte su un totale di 74 candidature (di cui 20 provenienti dall’Italia), hanno presentato i loro progetti innovativi confermando il ruolo centrale di Torino nell’ecosistema dell’innovazione spaziale europea.

SpaceFounders, iniziativa congiunta promossa a partire dal 2025 dall’ASI, dal CNES (Centre National d’Etudes Spatiales) e dall’Università della Bundeswher di Monaco, si propone di supportare le startup selezionate nell’ambito del progetto offrendo attività di mentoring di esperti del settore, workshop e masterclass dedicate.

dpixel è responsabile, sino a tutto il 2027, di gestire la partecipazione italiana al programma SpaceFounders per conto di ASI, interfacciandosi con i partner stranieri e offrendo il proprio supporto nelle attività di comunicazione dei batch per quanto riguarda le candidature provenienti dal nostro Paese. Collabora, inoltre, nelle fasi di selezione delle startup, nella gestione del programma di accelerazione e nella costruzione del bootcamp e Demoday italiano.

Nel corso del 2025, le 15 aziende selezionate hanno partecipato a un programma virtuale di Masterclass (Recruitment and Scaling; Sales Strategy for Space Startups: From First Customers to Growth; Cap Table & Equity Story; VC Due Diligence) e a tre Bootcamp europei (Monaco, Tolosa, Torino), ciascuno comprendente un Demoday finale per presentarsi a investitori e aziende locali. Parallelamente al ciclo di Masterclass, le 15 startup del Batch #6 sono state suddivise in tre gruppi da cinque, ciascuno affidato a uno dei partner nazionali del programma, in funzione delle rispettive aree di expertise per momenti di coaching.

Nel corso dell’evento, inoltre, è intervenuto Paolo Ferri – che ha lavorato per quasi quarant’anni alla European Space Agency (ESA) inizialmente come astronomo, per poi passare rapidamente al settore delle operazioni di missione, tra cui Rosetta. Con il suo key note speech dal titolo “To Conquer Space – Considerations of an Orphan of Apollo”, ha preparato il terreno per le startup che si sono alternate sul palco della Turin Space Tech Night 2025, cui ha consigliato di seguire il mercato e i propri sogni.

Matteo Coletta, Head of Sector – New Space Economy & Study Centre dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha commentato: “La collaborazione europea alla base del progetto SpaceFounders rappresenta uno strumento fondamentale nella costruzione di una Space Economy competitiva e innovativa per tutta l’Europa. Attraverso programmi di accelerazione come SpaceFounders, diamo alle startup gli strumenti per consolidare idee all’avanguardia e generare nuove soluzioni per il mercato, rafforzando l’intera catena del valore. Questa iniziativa riflette l’impegno dell’Agenzia Spaziale Italiana nel promuovere la cooperazione internazionale e nel creare un ecosistema solido in cui le nuove imprese possano crescere, guidando la leadership tecnologica e lo sviluppo sostenibile del futuro della Space Economy europea”.

Clelia Tosi, Head of Fintech District, dichiara: “Siamo orgogliosi di portare il nostro contributo, insieme all’Agenzia Spaziale Italiana, nell’ambito di un progetto di livello internazionale come SpaceFounders. Per una realtà come dpixel, fortemente orientata all’Open innovation e che ha fatto della co-operazione cross-settoriale una componente fondamentale delle sue attività, rappresenta un’opportunità unica di confronto con attori di prima importanza in un settore strategico per l’Europa come quello aerospaziale. Con la Space Tech Night, Torino si conferma punto di riferimento per il comparto, alimentando un ecosistema fatto di startup, PMI innovative, grandi industrie e centri accademici”.

Askatasuna, scontri tra polizia e manifestanti: 10 agenti feriti

Verso le 20  la polizia ha fatto nuovamente uso degli idranti in corso Regina Margherita, di fronte al centro sociale Askatasuna, contro i manifestanti riunitisi per dare il via a un corteo di protesta.

Dopo un principio di scontro tra agenti e manifestanti, la tensione si è placata, ma il bilancio è di 10 agenti feriti. Per sabato è stata organizzata una nuova manifestazione.

Critico Paolo Ferrero, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino:

“Il corteo di solidarietà con il Centro sociale di Askatasuna, che si stava svolgendo in modo del tutto pacifico, è stato aggredito dalle forze di polizia con idranti e lo sparo di lacrimogeni. Si tratta di una scelta ingiustificata, illegale e non provocata. Si tratta dell’ennesima decisione scellerata assunta da un governo che non riuscendo a raccogliere il consenso dei cittadini sulle sue scelte cerca di procurarselo con la repressione e la costruzione di capri espiatori. Il governo e il sindaco saranno contenti: finalmente danno la parola alle botte e alla repressione invece che al dialogo. Questa aggressione ad un pacifico corteo di protesta, in una situazione già tesa, è una scelta criminale, finalizzata con ogni evidenza ad “alzare il livello dello scontro”. Una scelta che noi comunisti condanniamo nel modo più netto”.
Negli altri articoli del Torinese le reazioni di tutte le forze politiche.

 

 

Il commento del sindacatoFsp Polizia: “Dieci poliziotti dei Reparti mobili feriti e la solita guerriglia dei ben noti delinquenti. Altro che mero centro culturale, altro che costruzione di iniziative dal basso, altro che sostegno agli ultimi. Gli attacchi alle forze dell’ordine in strada questa sera a Torino confermano con ulteriore chiarezza anche a tutte le anime belle di questo paese con chi si ha a che fare quando si parla di Askatasuna. Anni di illegalità e aggressioni a chi rappresenta lo Stato, violenze e devastazioni e ancora dobbiamo sentire che fermare tutto questo sarebbe un’ingiustizia? Non è ammissibile alcuna tolleranza di fronte all’illegalità”.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, sulla manifestazione a sostegno di Askatasuna.

“Bombe carta, bottigliate e lancio di oggetti per ferire e se possibile uccidere, come inneggiano le scritte vergate sui muri dai sostenitori di Askatasuna che chiedono ‘più sbirri morti’. Ecco il linguaggio di questi ‘pacifisti’ che, a loro dire, lo Stato vorrebbe fermare solo perché chiedono la pace in Palestina. Siamo francamente stufi, ed è sempre troppo tardi quando si decide di mettere un freno ai delinquenti da strada che ancora pensano di poter essere al di sopra della legalità, delle Istituzioni e degli altri cittadini onesti ostaggio della loro violenza. Chiuso giustamente il centro sociale ora ‘minacciano’ di operare nelle strade, ma purtroppo ci siamo tristemente abituati al ‘terrorismo’ di piazza visto che per mano di questo genere di criminali abbiamo portato a casa fin troppi feriti fra le forze dell’ordine. Gli ultimi questa sera, a cui rivolgiamo la nostra solidarietà, ammirando la loro professionalità, sapendo che nessuno dei colleghi verrà meno al proprio dovere lasciando campo libero a questa gentaglia