Il candidato premier M5S Luigi Di Maio nel suo post sul blog di Beppe Grillo affronta il caso delle indagini sulla sindaca di Torino: “Il Movimento è sotto attacco. Stanno provando ad accerchiarci da tutti i lati: Tv e giornali, partiti e dirigenti pubblici lottizzati sanno che rischiano di perdere tutto. Oggi questo sistema attacca Chiara Appendino”. E prosegue: “Sono passati a dare addosso a Chiara Appendino, dopo che le due richieste di archiviazione a Virginia Raggi hanno dimostrato che il “caso Raggi-Romeo” era una bolla di sapone, su cui però la magistratura era tenuta a fare chiarezza. Ma da oggi non staremo più zitti, ora si inizia a ribattere colpo su colpo. E’ il momento di metterci la faccia. Io ce la metterò ogni qualvolta ci sarà da raccontare la verità”.
Critica la situazione anche a Vercelli, con 9 sforamenti consecutivi negli ultimi giorni e 52 in tutto il 2017
La qualità dell’aria a Torino non migliora e sabato il blocco del traffico, in vigore per i veicoli fino a diesel Euro 4 compresi, probabilmente sarà esteso agli Euro 5. I dieci giorni consecutivi di sforamento del limite di 50 microgrammi al metro cubo di ‘polveri sottili’, che dovrebbero essere raggiunti giovedì , danno l’avvio a quello che è il secondo livello, il “rosso”, previsto dalle principali Regioni del nord Italia e adottato anche dalla Città di Torino. L’ Arpa – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha registrato 8 giorni consecutivi di superamento della soglia massima alla stazione Rebaudengo di Torino, dove dall’inizio dell’anno i giorni con aria molto inquinata sono stati 69 cioè il doppio del massimo consentito di 35. Critica la situazione anche a Vercelli, con 9 sforamenti consecutivi negli ultimi giorni e 52 in tutto il 2017.
(foto: il Torinese)
La sindaca Chiara Appendino è indagata dalla Procura di Torino per falso. Il tema è bilancio 2016 e il reato ipotizzato riguarda l’inchiesta sull’area ex Westinghouse, per un debito di 5 milioni di euro nei confronti di Ream “sparito” dallo stesso bilancio. L’indagine aveva preso il via mesi fa dopo un esposto dei capigruppo di opposizione Alberto Morano, della lista Morano, e Stefano Lo Russo del Pd. “Intendo essere ascoltata appena possibile per chiarire gli aspetti di una vicenda complessa relativa all’individuazione dell’esercizio di bilancio al quale imputare un debito che questa amministrazione non ha mai voluto nascondere”, dice la prima cittadina. E aggiunge: “Sono serena e pronta a collaborare con la magistratura, certa di aver sempre perseguito con il massimo rigore l’interesse della Città e dei torinesi”. Così Appendino commenta l’avviso di garanzia ricevuto. L’inchiesta coinvolge anche il capo di gabinetto, Paolo Giordana, e l’assessore al bilancio, Sergio Rolando. Si ipotizza che dal bilancio comunale sia stato espunto un debito di 5 milioni verso la società Ream all’insaputa dei revisori dei conti che, a a luglio, avevano anch’essi inviato una segnalazione in procura.
(foto: il Torinese)
I riscontri di un accertamento epidemiologico commissionato dalla procura a un esperto di Firenze in relazione agli effetti dell’inquinamento ambientale in città indicherebbero indici di mortalità più elevati di quelli attesi. Queste le indiscrezioni trapelate che indicano come i dati siano in linea con una serie di studi già effettuati nel corso degli anni, che dovranno essere approfonditi. Sarà il nucleo Noe dei carabinieri a svolgere accertamenti. E’ stato intanto aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, dopo la denuncia di un cittadino. Si indaga per inquinamento ambientale. E a Torino, dopo Milano, da mercoledì scatta il divieto di circolazione: gli Euro 4 privati non potranno circolare dalle 8 alle 19 tutti i giorni, festivi inclusi. Per i mezzi commerciali ad alimentazione diesel il blocco vale fino alla classe euro 4, con orario 8,30-14 e 16-19 dal lunedì al venerdì, 8.30-15 e 17-19 sabato e giorni festivi. Il Comune predisporrà inoltre una delibera quadro con le misure per combattere l’inquinamento atmosferico nei prossimi mesi.
Sarà sospeso per due settimane il mercato del libero scambio di via Carcano, dopo l’accoltellamento mortale di ieri. E’ stato deciso dal Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza convocato dal prefetto Renato Saccone. Il tema del cosiddetto Suk ( o mercato del libero scambio) secondo la sindaca Appendino “non può essere affrontato dimenticando che è legato a sicurezza, povertà e immigrazione E’ impensabile che un sindaco da solo possa risolvere il problema”. Ha proseguito la prima cittadina nel suo intervento in Consiglio comunale: “per rendere davvero un
servizio alla città bisogna distinguere tra gestione, su cui sono già iniziati accertamenti, e temi legati al mercato del libero scambio, che è un problema europeo. La Giunta si assume la responsabilità di trovare una soluzione: ci siamo provando ma ad oggi, e molte città italiane ed europee lo hanno dimostrato, un modello vincente non esiste. Ma chiedere la chiusura di ‘Barattolo’ senza proporre un modello alternativo vincente è solo strumentale”. La famiglia di Maurizio Gugliotta, l’uomo ucciso ieri lancia intanto un appello riportato dall’Ansa: “Il nostro dolore non sia strumento per crearne altro. Non vogliamo che diventi la bandiera di qualcuno per andare sui giornali a predicare odio e razzismo”.
Un uomo, di 52 anni, italiano, è morto questa mattina a Torino colpito da una coltellata al collo. Il delitto è avvenuto nel corso di una lite al mercato, ad ucciderlo è stato un nigeriano di 27 anni, Khalid Be Greata, di 27 anni, arrestato dalla Polizia Municipale. Il mercato alla periferia nord della città, ’ il mercatino del libero scambio ‘Il Barattolo’, in via Carcano, la
cui presenza in altre zone della città ha suscitato in passato tante polemiche tra i cittadini. Sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale chiamati da alcune persone e hanno fermato il nigeriano che aveva appena aggredito anche un altro uomo, rimasto però ferito lievemente al petto, grazie agli abiti pesanti che indossava, che hanno fatto da scudo. I soccorritori hanno tentato inutilmente di rianimare l’uomo accoltellato, per quasi 40 minuti. Il mercatino è’ rimasto aperto. Sono ancora da accertare le cause del litigio. Alcuni dei presenti sostengono che i soccorsi sono stati ritardati dall’eccessivo affollamento del mercato.
(foto: archivio il Torinese)
Non piove da più di un mese e ci vorrà del tempo prima che le sorgenti del Po, sul Monviso, tornino a zampillare. Le parole di Stefano Fenoglio, collaboratore del Parco del Monviso e docente di Ecologia fluviale all’Università del Piemonte orientale, rilasciate all’Ansa, non lasciano spazio a equivoci: “Non sarà sufficiente un temporale, per rivedere la sorgente ‘originale’ bisognerà attendere la prossima primavera. Una questione preoccupante per l’azzeramento di molti nevai e ghiacciai, e la mancanza totale di pioggia da mesi”. La storica fonte a Pian del Re, a 2.020 metri di quota, che sbuca tra le rocce ed è segnalata dall’antica scritta del Cai “Qui nasce il Po”, non ha una goccia d’acqua da inizio settembre. Nelle ultime 4 settimane anche a Torino e su tutto il Piemonte, si sono visti pochi millimetri di pioggia. Preoccupazione al Parco del Monviso, che ha creato un osservatorio permanente sui fiumi alpini in sinergia con le Università del Piemonte Orientale e di Torino e con il Politecnico.
E’ stata ancora alta tensione in piazza Santa Giulia, nella notte. La polizia, che sta ricostruendo i fatti, ha ricevuto una segnalazione da parte di diversi ragazzi che hanno assistito ad una lite di massa tra una trentina di persone, alcune di loro erano incappucciate. I protagonisti – per ora ignoti – della rissa si fronteggiavano armati di tavolini dei bar, sedie e bottiglie rotte. Un’ipotesi è che si tratti di gruppi di tifoserie avversarie. La zona della movida torinese è la stessa dove l’estate scorsa ci furono gli scontri tra antagonisti e forze dell’ordine che suscitarono polemica.
In Piemonte migliora la qualità delle prestazioni sanitarie: il monitoraggio della “Griglia Lea” relativo al 2015 pubblicato dal Ministero della Salute assegna al nostro territorio il secondo posto a livello nazionale

La graduatoria è guidata dalla Toscana con 212 punti (su un massimo di 225), il Piemonte sale dal terzo al secondo a pari merito con l’Emilia Romagna a 205 punti, seguono Veneto con 202, Lombardia con 196 e Liguria con 194. “Questo monitoraggio conferma ulteriormente la qualità elevata della sanità piemontese e non può che essere motivo di grande soddisfazione – commenta l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta – Ci confortano inoltre i miglioramenti riscontrati rispetto al passato: questo significa che, nonostante i sacrifici effettuati per portare la Regione fuori dal piano di rientro e restituire alla nostra sanità l’equilibrio economico, il livello delle prestazioni è allo stesso tempo cresciuto”. La Griglia Lea (Livelli essenziali di assistenza) è considerata un importante strumento di valutazione del livello della sanità: si compone di 35 indicatori differenti, che spaziano dalla prevenzione all’assistenza territoriale ed ospedaliera. Il Ministero registra in particolare progressi nell’assistenza ai pazienti disabili e ai malati terminali, nella copertura vaccinale antinfluenzale per gli anziani con più di 65 anni e nella prevenzione alimentare. L’unico valore al di sotto della soglia minima di sicurezza è quello delle vaccinazioni per morbillo, parotite e rosolia nei bambini a 24 mesi, che comunque vede il Piemonte ai primi posti in Italia per tasso di copertura.La soglia minima che individua un giudizio positivo è di 160 punti, quindi con 205 il Piemonte è ampiamente adempiente agli standard qualitativi definiti dal Ministero. Il dato è oltretutto in crescita, poiché nel 2014 la valutazione era di 200 punti e nel 2012 di appena 186.
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Dal 10 ottobre è nuovamente in vigore in Piemonte lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi: a dichiararlo il settore Protezione civile e antincendi boschivi della Regione sulla base delle condizioni meteorologiche previste

I cittadini sono pertanto tenuti alla dovuta attenzione ed al rispetto delle regole richiamate nel provvedimento, secondo le quali a meno di cento metri dal bosco sono vietate le azioni che possono determinare anche solo potenzialmente l’innesco di incendio: in particolare accendere fuochi, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, motori, fornelli o inceneritori che producono faville o brace, accendere fuochi d’artificio, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale e combustibile o compiere ogni altra azione operazione che possa creare comunque pericolo di incendio. Le violazioni sono punite anche penalmente. È anche utile ricordare che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente al numero di soccorso 115 dei Vigili del Fuoco e al numero unico di emergenza 112 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Fornendo informazioni il più possibile precise, si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni all’ambiente, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività, prima che l’incendio aumenti di forza e di capacità distruttiva. La cessazione dello stato di massima pericolosità sarà determinata quando cesseranno le condizioni meteorologiche di rischio.
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