PRIMA PAGINA- Pagina 731

Elezioni regionali, meglio (quasi) non si poteva

/

Di Pier Franco Quaglieni
Le elezioni regionali si sono concluse quasi nel modo migliore possibile. Sottolineo il quasi perché la netta prevalenza leghista nella coalizione può sicuramente creare  dei problemi al nuovo presidente Alberto Cirio che rappresenta una risorsa molto importante
Chiamparino ha chiuso la sua esperienza politica con cinque anni di grigiore e di errori, in primis i tagli troppo forti alla Sanità che hanno penalizzato i cittadini in un settore nel quale, specie per  la sinistra, la salute dovrebbe essere un diritto assoluto. Chiamparino e’ riuscito a riemergere, dopo il deficit pauroso lasciato in Comune del quale pochi parlano, a causa della strumentalizzazione mediatica delle “mutande verdi” che ha interrotto la legislatura nel corso della quale il governatore Cota aveva dimostrato buone qualità di governo. A sua volta Cota aveva interrotto la non esaltante esperienza di Mercedes Bresso legata a sua volta allo scandalo altrettanto mediatico del Premio Grinzane Cavour e del povero Giuliano Soria , sicuramente un disonesto, ma un disonesto molto capace e intraprendente non solo per se’ ma anche per la cultura e il Piemonte. A sua volta la Bresso aveva posto fine al decennio di Enzo Ghigo, sicuramente il migliore presidente della Regione Piemonte insieme ad Aldo Viglione. Alberto Cirio, indimenticato assessore al turismo della Giunta Cota, rappresenta una svolta importante perché è uomo saldamente legato al territorio piemontese, come ha dimostrato il vastissimo consenso elettorale  raccolto, che però  guarda ai problemi  del Piemonte dall’alto della sua esperienza di deputato europeo. Egli sintetizza nella sua persona il meglio della tradizione piemontese che ha sempre saputo guardare oltre le Alpi, una virtù che Chiamparino nel suo piemontesismo un po’ piemontardo di moncalierese doc non ha mai posseduto. Cirio significa Alba, ma anche capacità di guardare lontano in una dimensione internazionale che l’uomo di Moncalieri non ha mai posseduto. Nel Partito democratico spiccano il risultato importante  di  Mauro Salizzoni, grande chirurgo e scienziato che sarebbe stato sicuramente un ottimo assessore alla  sanità  e il successo di Daniele Valle, nonché quello di Monica Canalis, esponenti di un Pd senza derivazioni storiche dall’ ex PCI . Sicuramente manca un uomo come Boeti che anche nella nuova legislatura avrebbe portato una  testimonianza civile e civica importante. E ‘ stato un grave errore della segreteria del Pd privarsi di persone come lui, anche se il distacco di voti tra i due schieramenti  si è rivelato davvero incolmabile.
.
Il Pd ha tenuto soprattutto a Torino, ma ha dovuto cedere nel resto del Piemonte . Il fenomeno grillino che sembrava inarrestabile e che ha portato a Torino ad un sindaco pentastellato rivelatasi inadeguata ed incapace ,sembra essersi bruscamente ridimensionato sia perché hanno pesato l’operato di Appendino, sia perché il governo giallo verde ha dimostrato l’incapacità a governare dei grillini. Tra il resto Appendino, visto il crollo dei voti a Torino, dovrebbe forse dimettersi come fece con grande sensibilità istituzionale il presidente del Consiglio D’Alema nel 2000 quando le elezioni regionali le vinse Berlusconi. I risultati non hanno premiato Forza Italia che è apparsa quasi anchilosata su se’ stessa, incapace di un adeguato impegno politico, malgrado l’alto numero dei parlamentari eletti in Piemonte solo  lo scorso anno. E’ stata una presenza quasi inesistente sul territorio  in particolare a Torino. Il più impegnato e’ stato l’ex governatore Ghigo che aveva abbandonato la politica attiva. La sinistra estrema si è rivelata del tutto marginale trascurabile. Anche le alleanze con Pizzarotti si sono dimostrate politicamente ed elettoralmente insignificanti. I moderati hanno dimezzato i seggi ed hanno eletto Silvio Magliano, re delle preferenze nel mondo cattolico, già pupillo di Gian Piero Leo che questa volta ha dato invece un contributo importante all’elezione di Cirio. L’esperimento  elettorale di Portas e’ palesemente fallito e finirà nel nulla. Già nel 2016 l’elezione di un solo consigliere comunale a Torino era stato un campanello d’allarme. In queste elezioni  abbiamo assistito ad un qualcosa di davvero curioso : l’assessore regionale in carica Giovanni Maria Ferraris, moderato, ha rotto con il suo gruppo schierandosi  dall’altra parte. Ferraris potrebbe dire ciò che davvero e’ stata la Giunta Chiamparino perché quell’esperienza l’ha vissuta dall’interno.
.
Gli elettori di “Fratelli d’Italia” hanno preferito l’ex Forza Italia Roberto  Rosso che ha fatto una campagna elettorale sfarzosa, a Marrone, organico al partito. Non hanno comunque premiato in modo significativo – malgrado gli sforzi del capace  coordinatore regionale  Fabrizio Comba – la Meloni che sul Piemonte aveva contato molto. I tempi di An di Martinat e Ghiglia appartengono ad un’altra epoca. La Lega sarà il soggetto principale della prossima legislatura. La  sua crescita in Piemonte e’ stata notevole, anche se la  nuova classe dirigente rappresenta una scommessa perché le donne e gli uomini migliori sono a Roma o vanno in Europa come Gianna Gancia. Si vedrà se saprà essere una Lega capace di governare, partendo dall’onda del voto di protesta. Certamente molti “buonisti” che hanno inneggiato all’accoglienza comunque hanno sulla coscienza il successo di Salvini che ha vinto persino a Riace dove l’ex sindaco Lucano era stato beatificato dalla sinistra. Proprio l’esempio di Riace dovrebbe far riflettere molti che ritengono il politicamente corretto come una sorta di galateo. Il successo della Lega dimostra che il populismo e’ una realtà con cui fare i conti e che l’arroganza presuntuosa di quattro giornalisti come Lerner e Travaglio non serve affatto ad arginarlo .Non basta  neppure l’impegno dei giornali del gruppo De Benedetti che si rivelano incapaci di affrontare la nuova realtà. Le censure non servono più . Un mio amico ha scritto su Facebook che Chiamparino che ha escluso dal Salone il libro di Salvini, e’ stato a sua volta escluso dalla Regione. C’è sicuramente un fondo di verità in questa battuta. Due ultime osservazioni. Più Europa della Bonino  ha totalizzato un consigliere nella persona molto stimabile di Elena Loewenthal, scrittrice e giornalista  ,lasciando fuori il faziosissimo  ed assai poco laico , ex Lotta Continua, Silvio Viale non mai molto  considerato da Pannella, a voler essere gentili. I radicali arrivarono in passato a far eleggere due consiglieri in Piemonte, oggi la Bonino ha dimostrato che, uscendo dal percorso pannelliano per seguire quello di Monti, non si può raccogliere un consenso ne’ Radicale ne’ tanto meno liberale. Un’ultima osservazione . L’assessore alla cultura della Regione  Parigi con la sonora sconfitta di quello che molti chiamavano  amichevolmente Sergio, non rientrerà più nel suo ufficio, malgrado, pur non candidata, abbia fatto animosamente campagna elettorale in modo vistoso in qualità di assessore. E’ un fatto molto positivo perché chi si occupa di cultura in Piemonte difficilmente potrà  rimpiangere il suo protagonismo e la sua assai discutibile idea che la cultura debba essere un’impresa come il suo circolo dei lettori. E’ stata spesso settaria. La sua e’  comunque una storia che è finita  definitivamente il 26 maggio 2019.
 

scrivere a quaglieni@gmail.com

Verso il matrimonio Fca – Renault

/

Dopo che Fca ha presentato una proposta per una fusione con il gruppo Renault allo scopo di  creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo, le borse hanno reagito positivamente. La società che deriverà dalla fusione sarà  per il 50% degli azionisti di Fca e per il 50%  di Groupe Renault. Si tratterà di una  governance paritetica con una maggioranza di consiglieri indipendenti. La proposta di  Fca è stata formulata attraverso  una lettera non vincolante inviata a Renault.

“Ho perso e me ne vado”. La scelta di Chiamparino

/

Quando in serata pare ormai certa la vittoria di Alberto Cirio, lo sfidante uscente, Sergio Chiamparino  dichiara: “Mi sono sentito di combattere questa ultima battaglia e l’ho persa. E quando si perde è sempre il comandante dell’esercito che si assume la responsabilità. Valuterò le modalità con cui lasciare il seggio in Consiglio in modo che si trovino soluzioni che aiutino a portare energia nuova”. Lasciando il seggio che gli spetta di diritto come candidato alla presidenza, subentrerà un altro consigliere e Chiamparino potrebbe lasciare la politica. Cirio esprime apprezzamento per la figura dello sfidante. “E’ Una persona perbene, ci siamo sentiti e nei prossimi giorni avverrà il passaggio delle consegne. Io mi metterò subito al lavoro”,  dice il nuovo presidente del Piemonte.

Lega boom in Piemonte. Pd primo a Torino, crollo M5S

In Piemonte sono definitivi  i risultati delle elezioni europee, che vedono la Lega primo partito, con il 37,1% dei voti. Il carroccio è seguito dal Pd: con il 23,9% dei consensi supera il Movimento 5 Stelle, precipitato al 13,2%. Forza Italia si ferma al 9,08%, Fratelli d’Italia il 5,98%. +Europa – Italia in Comune conquista il 3,3% d, il 2.31% Europa Verde e l’1,5% La Sinistra. Sotto  l’1% Partito Comunista (0,94%), Partito Animalista (0,81%), Popolo della Famiglia (0,57%), Casapound (0,36%), Popolari per l’Italia (0,26%), Partito Pirata (0,26%), Forza Nuova (0,15%) e Autonomie per l’Europa (0,14%). Il Pd a Torino è il primo partito, con  il 33,47% dei voti. I 5 Stelle, il partito della sindaca Chiara Appendino non va oltre il 13.33%.

Chiamparino: "Attendo i risultati, ma vittoria Cirio pare netta"

Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino twitta dopo la mezzanotte: “Un commento sul voto regionale sarà possibile solo sulla base dello spoglio reale, ma è evidente che se gli exit poll venissero confermati, la vittoria di Cirio e del cdx sarebbe netta. In attesa dei risultati ufficiali, ringrazio chi mi ha votato e chi mi ha sostenuto ed aiutato”.

Cirio presidente della Regione secondo gli exit poll

/

In base agli  exit poll il candidato alla presidenza del Piemonte, Alberto Cirio, del centrodestra, otterrebbe un risultato compreso tra il 45 e il 49 per cento, e sarebbe così eletto come nuovo presidente della Regione, mentre il governatore uscente Sergio Chiamparino del centrosinistra si fermerebbe al 36.5 / 40.5, rispetto al 47,09  per cento del 2014. Il candidato del M5s, Giorgio Bertola otterrebbe un risultato tra il 12 e il 16 per cento. Infine  Valter Boero,  tra lo 0 e l’1%. 

Regionali, europee e comunali: i piemontesi al voto


AGGIORNAMENTO
L’affluenza alle elezioni regionali del Piemonte alle ore 19 è del 51,81% con i dati di 695 comuni su 1.181 totali. Risultato in linea con la precedente tornata, quando votò il 51,90.
   .
I dati del Viminale indicano che l’affluenza alle regionali del Piemonte alle ore 12 è del 20,6% (era stata del 20,57% alla precedente tornata elettorale)  in relazione ai dati di 943 sezioni su 1.181.
.
Oltre alle elezioni per la Regione e il Parlamento europeo, in Piemonte domenica 26 vanno al voto tre  capoluoghi di provincia: Vercelli, Biella e Verbania. Alle urne altre 16 città con oltre 15mila abitanti, dove e’ possibile il ballottaggio, e  807 Comuni di medie, piccole e piccolissime dimensioni, due terzi dei 1.181 Comuni piemontesi. Tra i piu’ importanti con i tre capoluoghi di provincia, Casale Monferrato, Chieri, Collegno, Alba, Bra, Rivoli, Settimo Torinese e Novi Ligure. Per la prima volta voteranno gli elettori di sette nuovi Comuni, nati da recenti fusioni o incorporazioni: Gattico-Veruno in provincia di Novara, Lu e Cuccaro Monferrato (Alessandria), Quaregna Cerreto e Valdilana (Biella), Val di Chy e Valchiusa (Torino), e Valle Cannobina (Vco). Gli elettori in Piemonte sono circa 3,5 milioni.
QUALCHE INFORMAZIONE IN PIU’
Seggi aperti dalle 7 alle 23 di domenica di in tutto il Piemonte. Alla chiusura inizia lo spoglio delle Europee. Poi alle 14 di lunedì quello per le Regionali e, a seguire, per le Comunali. Quattro i candidati alla presidenza della Regione, l’ultima del Nord ancora a guida centrosinistra. Sergio Chiamparino è sostenuto da Pd, Luv, i Moderati, + Europa, Piemonte del si, Demos e Italia in Comune. Il centrodestra presenta  l’eurodeputato di Forza Italia Alberto Cirio, sostenuto anche da Lega, FdI, Udc e lista civica Si Tav, Piemonte nel cuore. Il consigliere regionale Giorgio Bertola è il candidato del Movimento 5 stelle, il professore Valter Boero del Popolo della Famiglia.

Fermati la madre e il compagno per la morte del piccolo Leonardo

Leonardo , il bimbo di due anni morto all’arrivo in ospedale a Novara, è stato picchiato, secondo quanto sostiene la Procura  che ha disposto il fermo della madre, di 22 anni, e del compagno, di 23 anni. Sono entrambi accusati di omicidio volontario pluriaggravato. Lui è nel carcere di Novara lei , incinta, è ai domiciliari. Secondo gli inquirenti il bambino era “martoriato da lesioni multiple” e il quadro  è di “maltrattamenti pregressi”.

Elezioni regionali, ecco che cosa c'è da sapere

/

Per l’election day di lunedì 27 maggio la sede dell’Assemblea regionale  sarà il centro operativo media

Qui tutte le informazioni sulle elezioni regionali.

Come si vota: qui il video e le istruzioni.

Qui tutte le informazioni sulle elezioni europee.

 

 
 
 
Ecco, in sintesi, alcuni dati statistici utili e le principali regole che porteranno all’elezione del nuovo Presidente piemontese e del Consiglio regionale
***
ELEZIONI REGIONALI 26 MAGGIO 2019
MODALITÀ DI ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA E DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
Il Consiglio regionale è composto dal Presidente della Giunta regionale e da 50 consiglieri.
E’ eletto Presidente della Giunta regionale il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale. 40 seggi sono assegnati nelle circoscrizioni provinciali col sistema elettorale proporzionale (quozienti interi e resti più alti). 10 seggi, corrispondenti ai candidati della lista regionale del Presidente regionale eletto, (listino regionale) sono assegnati col sistema maggioritarioTale assegnazione maggioritaria si dimezza a 5 seggi (e cioè i primi 5 candidati del listino) nel caso in cui le liste provinciali collegate al Presidente eletto abbiano già ottenuto 25 dei 40 seggi proporzionali.
 

Dettaglio dei seggi assegnati con il sistema proporzionale
CIRCOSCRIZIONI
Popolazione  censimento generale

del 21 ottobre 2001

Seggi spettanti ad ogni circoscrizione

Alessandria

427229

4

Asti

217573

2

Biella

182192

2

Cuneo

586378

5

Novara

365559

3

Torino

2247780

21

Verbano-Cusio-Ossola

160264

1

Vercelli

176941

2

TOT.

4363916

40

 
L’assegnazione dei 40 seggi proporzionali è effettuata secondo le seguenti modalità:
– i voti di ciascuna lista circoscrizionale vengono divisi per un quoziente (totale dei voti di tutte le liste della circoscrizione diviso il numero dei seggi della circoscrizione aumentato di una unità). Il numero intero di tale divisione corrisponde ai seggi assegnati a quoziente intero alla lista.
– i seggi rimanenti vengono assegnati in un collegio unico regionale ai gruppi di liste, ovvero all’insieme delle liste provinciali presentate in tutte le circoscrizioni, con il sistema proporzionale dei quozienti interi e dei resti più alti sulla base dei voti residui di ciascun gruppo di liste, che corrispondono a quelli che non sono stati sufficienti per ottenere nelle circoscrizioni un seggio a quoziente intero o che eccedono quelli necessari alla sua conquista.
– sulla base di una graduatoria decrescente ottenuta dividendo i resti di ciascuna lista circoscrizione per il relativo quoziente circoscrizionale si procede all’assegnazione nelle circoscrizionI dei seggi ottenuti da ciascun gruppo di liste nel collegio unico regionale.
 
È prevista una soglia di sbarramento del 3% dei voti validi per il gruppo di liste provinciali, a meno che tale gruppo sia collegato a una lista regionale che ha superato la percentuale del 5%.
 
È anche eletto consigliere anche il candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente. A tal fine viene riservato l’ultimo seggio assegnato alle liste circoscrizionali collegate al Presidente secondo classificato.
***
DATI DEMOGRAFICI
POPOLAZIONE AL 01/01/2018 (dati fonte ISTAT)
 
Maschi            2.123.610
Femmine         2.252.255
Totale             4.375.865
 
POPOLAZIONE DELLE CIRCOSCRIZIONI REGIONALI, SUDDIVISA PER GENERE,  AL 1° GENNAIO 2018

Circoscrizioni

Maschi

Femmine

Totale

 Torino

1 096 998

1 172 122

2 269 120

 Vercelli

83 449

88 858

172 307

 Novara

179 715

189 880

369 595

 Cuneo

290 059

298 500

588 559

 Asti

105 529

110 355

215 884

 Alessandria

205 726

218 448

424 174

 Biella

84 921

92 146

177 067

 Verbano-Cusio-Ossola

77 213

81 946

159 159

Totale

2.123.610

2.252.255

4.375.865

 
CORPO ELETTORALE (al 45° giorno antecedente quello delle elezioni – dati fonte Ministero Interni)
 
Maschi            1.752.600
Femmine         1.869.196
Totale             3.621.796
 
DICIOTTENNI PARTECIPANTI AL VOTO SUDDIVISI PER GENERE (dato aggiornato al 31/12/2018 – dati fonte Ministero Interni)
 
Maschi      9540
Femmine  9215
 

DATI SULLA PARTECIPAZIONE AL VOTO

ELEZIONI REGIONALI IN PIEMONTE

 

Anno     Elettori Votanti Percentuale
2014 3.620.349      2.405.228  66,44%
2010 3.635.069 2.338.487     64,33%
2005 3.651.878 2.606.687 71,38%
2000 3.671.146 2.641.647   71,96%

 
 
ELEZIONI REGIONALI SVOLTE NEL 2019 (REGIONI A STATUTO ORDINARIO)
Regione Abruzzo     Elettori 1.211.204  Votanti 643.87     pari al 53,11%
Regione Basilicata   Elettori 573.970     Votanti 307.188   pari al 53,52%
 
NUMERO LISTE E CANDIDATI ALLE  ELEZIONI REGIONALI
2019
Liste circoscrizionali 14 
Candidati circoscrizionali  537
Candidati presidente e relative liste regionali  4
Candidati liste regionali (listino) 40
 

www.cr.piemonte.it

(foto: il Torinese)

"Non c'è un pianeta b", studenti in piazza per l'ambiente

Centinaia di studenti sono scesi in piazza in occasione di un nuovo Friday for future, per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sul tema dei cambiamenti climatici. Gli studenti torinesi hanno marciato pacificamente da via Cernaia fino a piazza Castello, all’insegna dello slogan, «there is no Planet b», non c’è un pianeta b. Il traffico è stato chiuso nell’area della manifestazione.