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Gli autobus torinesi sulle strade di Kharkiv. L’aiuto di Torino all’Ucraina

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Erano partiti nello scorso mese di dicembre i primi cinque autobus del secondo lotto che GTT e Comune di Torino hanno donato alla città ucraina di Kharkiv, cui si aggiungeranno altri cinque in questo mese di gennaio. Mezzi da poco dismessi e destinati a ricostruire il trasporto pubblico della città ucraina devastata dai bombardamenti russi. L’accordo, nato dal dialogo tra il sindaco Stefano Lo Russo con il collega ucraino Ihor Terekhov, prevede che entro la fine del 2026 siano fino a 70 gli autobus inviati complessivamente.

I primi mezzi, con nuovi colori, hanno già iniziato a circolare sulle strade della città ucraina. Lo ha annunciato ieri sera con un post su Facebook il sindaco di Kharkiv Ihor Terekhov, ringraziando Torino e il sindaco Lo Russo per la solidarietà ricevuta. “Voglio esprimere la mia sincera gratitudine al collega e grande amico di Kharkiv, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo” ha scritto. E ha aggiunto: “Grazie Torino per non esserti stancata di aiutare, per essere coerente nel tuo sostegno. Per Kharkiv, che vive e lavora, nonostante tutto, una tale dimostrazione di solidarietà ha un valore estremamente prezioso”.

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Misure restrittive per gli antagonisti violenti a Torino

Violenza privata aggravata, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e rapina sono le accuse mosse dagli inquirenti a 13 antagonisti, alcuni dei quali appartenenti al centro sociale Askatasuna di Torino, da cui sembra essere partita l’organizzazione delle violenze di piazza. Nella mattinata del 9 gennaio sono scattate per 13 persone misure restrittive, quali l’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria, l’obbligo di dimora nel capoluogo e di non allontanamento dalla propria abitazione nelle ore serali e notturne, in attesa degli accertamenti da parte della Procura. Queste misure cautelari rappresentano la conseguenza dei recenti episodi di scontro con le forze dell’ordine, delle irruzioni nelle sedi della Leonardo e della Mole Antonelliana e dei molteplici atti di vandalismo.

Attesa a Torino per la liberazione di Mario Burlo’ dalle carceri venezuelane

A Torino si vive un’attesa carica di tensione e speranza per Mario Burlò, imprenditore torinese detenuto da oltre un anno in Venezuela e al centro di una complessa vicenda internazionale. Familiari, amici e conoscenti seguono con apprensione le notizie che arrivano da Caracas, dove nelle ultime settimane si è aperto uno spiraglio concreto per la liberazione di alcuni detenuti stranieri, tra cui potrebbero esserci anche cittadini italiani.

Burlò si trovava in Venezuela per motivi di lavoro quando, nel 2024, è stato fermato dalle autorità locali e successivamente trasferito in una struttura penitenziaria della capitale. Da allora, le informazioni sulle ragioni del suo arresto sono rimaste frammentarie e poco chiare, alimentando le preoccupazioni della famiglia, che ha più volte denunciato la difficoltà di mantenere contatti regolari con lui. Le comunicazioni, rare e sempre controllate, hanno restituito l’immagine di una detenzione pesante, segnata dall’isolamento e dall’incertezza.

Negli ultimi giorni, tuttavia, l’annuncio da parte del governo venezuelano di un piano di rilascio per alcuni detenuti, inclusi stranieri, ha riacceso la speranza anche a Torino. Alcune liberazioni già avvenute hanno rafforzato l’idea che si stia aprendo una fase nuova, seguita con attenzione dalle autorità italiane. La Farnesina, attraverso l’ambasciata e il consolato a Caracas, continua a lavorare sul piano diplomatico per garantire tutela e assistenza ai connazionali ancora trattenuti nel Paese.

Lavoro, maternità, e crescita professionale: un aiuto alle donne con i fondi per il welfare aziendale

La Regione Piemonte scende in campo per affrontare una delle sfide decisive del nostro tempo: rimuovere gli ostacoli che troppo spesso costringono le donne a scegliere tra lavoro e famiglia.

Uno stanziamento di 17 milioni di euro provenienti risorse dal programma nazionale Giovani Donne e Lavoro e dal Fondo Sociale Europeo Plus, consentirà di finanziare programmi di welfare aziendale delle imprese e voucher di conciliazione, con l’obiettivo di rendere compatibili lavoro, maternità, cura e crescita professionale.

Questa iniziativa, denominata “Piano A.L.Fa” (Accordo Lavoro Famiglia), contiene un pacchetto di misure pensate per tutte le classi d’età, dare attenzione alle fasce medie e semplificare le procedure.

«Con il Piano A.L.Fa la Regione compie una scelta politica chiara e coerente – ha affermato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro e Welfare aziendale, nel corso della conferenza stampa di presentazione nel Grattacielo Piemonte – Alle donne non offriamo scorciatoie, ma condizioni reali per restare o rientrare nel mercato del lavoro senza rinunciare alla famiglia. In sinergia con le politiche nazionali costruiamo un welfare che accompagna le persone lungo tutto l’arco della vita e che sostiene chi produce, educa e si prende cura. Mai come con la Giunta Cirio il sostegno alle famiglie e alle donne è stato così centrale e tangibile».

Secondo Chiorino «il welfare aziendale, vera politica attiva del lavoro, è oggi una leva strategica irrinunciabile: non solo per le istituzioni e le imprese, ma per i lavoratori stessi, sempre più attenti alla qualità del tempo, ai servizi di conciliazione, al benessere complessivo della propria vita. Per questo la Regione non lascia soli gli imprenditori nel vincere questa sfida. Al contrario, tende loro la mano e li affianca concretamente affinché possano progettare e offrire ai propri dipendenti misure capaci di migliorare davvero la qualità della vita, rendendo le imprese più attrattive, responsabili e competitive. È un’alleanza fondata su responsabilità reciproca: istituzioni, imprese e lavoratori dalla stessa parte».

Torino, passo decisivo per la Metro linea 2: aggiudicato l’appalto per la tratta Rebaudengo–Porta Nuova

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Il cronoprogramma della linea 2 della metropolitana di Torino entra in una fase decisiva: la conclusione dei lavori resta fissata al 2032, ma ora si avvicina concretamente l’apertura dei cantieri. Il commissario straordinario Bernardino Chiaia ha infatti aggiudicato a Hitachi Rail STS la progettazione e la realizzazione delle opere di sistema, oltre alla fornitura del materiale rotabile, per la tratta Rebaudengo–Politecnico. L’appalto appena assegnato riguarda la tratta centrale, lunga 16 chilometri, che comprenderà 10 stazioni e collegherà Rebaudengo a Porta Nuova.  Il valore complessivo è di 481 milioni 587 mila 865 euro, di cui oltre 114 milioni destinati ai costi della manodopera e più di 12 milioni alla sicurezza, voci non soggette a ribasso; in fase di gara Hitachi ha ottenuto un punteggio di 99,22 punti, risultando la migliore offerente. Una volta completata, la linea 2 avrà una configurazione a “Y” e collegherà 32 stazioni lungo un percorso totale di 27 chilometri, suddiviso in tre tratte principali. I convogli saranno a guida automatica, una scelta pensata per ridurre i tempi di attesa e garantire un servizio più frequente in tutte le fasce orarie. Il progetto complessivo prevede poi un’estensione verso sud: entro il 2029 il Comune punta a reperire le risorse necessarie per realizzare le due fermate mancanti tra Porta Nuova e il Politecnico. Da qui, il tracciato dovrebbe proseguire fino a Orbassano, aggiungendo 7 stazioni su un percorso di circa 6 chilometri. È prevista anche un’ulteriore espansione verso nord, di pari lunghezza, con 4 fermate che consentiranno di raggiungere Pescarito–San Mauro; per questi ultimi due lotti, tuttavia, tempi e finanziamenti non sono ancora stati definiti.

Smog, fino a venerdì 9 gennaio confermato il livello 0 (bianco)

 

Prosegue fino a venerdì 9 gennaio compreso –  giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

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Produzione in (lieve) ripresa e occupazione stabile: industria piemontese, nuovo ciclo nel 2026?

Torino e Piemonte industriali, 2025 anno di svolta lenta

Il 2025 si chiude per l’industria piemontese con un bilancio fatto di prudenza, segnali di recupero e molte incognite ancora aperte. Dopo due anni di rallentamento, il sistema produttivo regionale ha cominciato a rimettersi in moto, ma senza ancora imprimere una vera accelerazione. Torino resta al centro di questa fase di riassestamento, tra la crisi dell’automotive tradizionale e la crescita dei comparti tecnologicamente più avanzati.

Nel corso dell’anno la produzione industriale ha mostrato una dinamica moderatamente positiva, con una crescita media che oscilla attorno all’1% e picchi superiori al 2% nei mesi centrali del 2025. A trainare il recupero sono stati soprattutto l’alimentare, l’aerospazio e parte della meccatronica, mentre la metalmeccanica legata alla filiera dell’auto continua a scontare un rallentamento strutturale. Il risultato è un quadro a macchia di leopardo: aziende in piena trasformazione tecnologica convivono con realtà ancora ferme in una fase di attesa.

Anche sul fronte dell’occupazione il segnale è di tenuta. Nei primi mesi dell’anno il saldo regionale ha superato le duemila nuove posizioni lavorative, con la Città metropolitana di Torino che ha concentrato la maggior parte delle assunzioni. Molte imprese hanno mantenuto organici stabili e una quota crescente ha avviato piani di inserimento di figure tecniche e digitali, segnale di una domanda di competenze che sta cambiando volto.

A sostenere questa fase sono anche gli investimenti, con circa un quarto delle imprese che ha programmato spese per rinnovare macchinari, digitalizzare processi e introdurre automazione. È una trasformazione silenziosa ma profonda, che sta ridisegnando il profilo industriale piemontese, sempre meno ancorato alla monocultura dell’auto e più orientato verso produzioni ad alto valore aggiunto.

Le prospettive per il 2026 restano improntate alla cautela, ma con un clima più fiducioso rispetto al recente passato. Le attese indicano una possibile crescita più strutturata, trainata dall’aerospazio, dalla manifattura green, dall’alimentare evoluto e dalla riconversione della filiera automotive verso l’elettrico e la mobilità intelligente. I rischi non mancano: mercati internazionali instabili, concorrenza asiatica e costi energetici ancora elevati continuano a pesare sulle strategie delle imprese.

Il 2026 potrebbe però segnare l’inizio di un nuovo ciclo industriale per Torino e il Piemonte: meno basato sui grandi volumi, più orientato all’innovazione, alla qualità e alle competenze. Una crescita lenta, ma potenzialmente più solida e duratura.

John Elkann, pronta la richiesta della procura di rinvio a giudizio per l’eredità Agnelli

La Procura di Torino ha predisposto la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di John Elkann e del commercialista Gianluca Ferrero nell’ambito dell’indagine legata alla complessa vicenda dell’eredità di Gianni Agnelli. L’iniziativa arriva dopo che il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’imputazione coatta, respingendo in parte la precedente richiesta di archiviazione avanzata dai magistrati.

Al centro del procedimento vi sono due ipotesi di reato di natura fiscale che, secondo la valutazione del giudice, non possono essere considerate assorbite dall’accusa di truffa, come invece sosteneva inizialmente la Procura. Questa impostazione potrebbe avere conseguenze rilevanti per il presidente di Stellantis, che ora rischia di non poter accedere alla messa alla prova, istituto che consente l’estinzione del reato attraverso lo svolgimento di lavori di pubblica utilità.

Lo scorso luglio, Elkann – in qualità di vertice di Exor – aveva già versato 183 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate per sanare gli effetti delle contestazioni fiscali e tentare così di accedere ai benefici previsti dalla normativa. Con le nuove contestazioni, tuttavia, lo scenario potrebbe ora orientarsi verso l’apertura di un vero e proprio processo.

A Torino torna il clima olimpico con l’arrivo della torcia dei Giochi 2026

Torino respirerà nuovamente per qualche ora il clima olimpico del 2006, accogliendo il ritorno della Torcia nel capoluogo piemontese domenica 11 gennaio 2026. La città della Mole sarà il traguardo della trentacinquesima tappa italiana del Viaggio della Fiamma, un percorso che coinvolge complessivamente 25 comuni del Piemonte e 4 siti UNESCO. Prima capitale d’Italia, Torino rappresenterà la destinazione conclusiva della giornata, suggellando un itinerario che, nell’arco di due mesi, attraversa tutte le regioni e le 110 province del Paese.

La tappa 35 seguirà l’asse Bra – Alba – Asti – Moncalieri – Torino, con passaggi scanditi da orari precisi: Bra alle 08:25, Alba alle 09:40, Asti alle 11:35, Moncalieri alle 13:50 e arrivo a Torino previsto alle 19:30. Già a partire dalle 17:00, Piazza Castello si animerà con un evento aperto al pubblico che trasformerà lo spazio urbano in un luogo di racconto e partecipazione: un Master of Ceremony accompagnerà i presenti tra narrazione, musica e momenti di intrattenimento dedicati al viaggio della Fiamma Olimpica. Nel corso del pomeriggio sono previsti interventi istituzionali e la presentazione dei partner ufficiali con iniziative speciali, mentre il momento più atteso arriverà alle 19:00 con l’ingresso dell’ultimo tedoforo, seguito alle 19:30 dall’accensione del braciere, simbolo di continuità tra passato e futuro, tra sport e territorio, in vista di Milano Cortina 2026. A portare la Torcia saranno alcune e alcuni dei 10.001 tedofori e tedofore del Viaggio della Fiamma, tra cui Federico Basso, Marina Lubian, Carlotta Gilli e Francesco “Pecco” Bagnaia, protagonisti di una staffetta che unisce sport, istituzioni e comunità lungo tutto il Paese.

La fiamma olimpica passa davanti alla Mole Antonelliana e al Museo Nazionale del Cinema domenica  tra le 18 e le 18.30

Domenica 11 gennaio , tra le 18 e le 18.30, la fiamma olimpica passerà davanti alla Mole Antonelliana, sede del Museo Nazionale del Cinema, per poi approdare in piazza Castello. Proprio davanti al Museo Nazionale del Cinema vi sarà il bacio delle torce con il cambio di testimone tra due tedofori. Si tratta di un momento molto suggestivo che ricorda quello di venti anni fa quando, in occasione delle Olimpiadi di Torino 2006, fu l’allora direttore del Museo Alberto Barbera a portare la fiamma olimpica al Museo Nazionale del Cinema.

“È per noi un onore che la torcia delle Olimpiadi passi di nuovo davanti al Museo Naionale del Cinema e alla Mole Antonelliana – hanno sottolineato Enzo Ghigo e Carlo Chatrian , rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema. Noi saremo lì con il comitato di gestione del museo a rappresentare non solo l’istituzione, ma anche a rendere omaggio a uno degli eventi sportivi più importanti al mondo”.

Mara Martellotta

Transizione ecologica, più verde nei Comuni piemontesi

La Giunta regionale approva la misura per la transizione ecologica proposta dall’assessore Marnati

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, una delibera che prevede il finanziamento di progetti finalizzati al rafforzamento della tutela della natura, della biodiversità e delle infrastrutture verdi, nonché alla riduzione delle diverse forme di inquinamento negli ambiti urbani.

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 30 milioni di euro, destinati a sostenere interventi che migliorino la qualità ambientale delle città piemontesi, promuovendo modelli di sviluppo più sostenibili e resilienti.

Le risorse sono ripartite tra Fesr – Fondo europeo di sviluppo regionale (40%), Stato (42%) e Regione Piemonte (18%). I contributi, erogati sotto forma di sovvenzione sulla base delle spese effettivamente sostenute, sono riservati esclusivamente agli enti pubblici e mirano a supportare le amministrazioni locali nella programmazione e nella realizzazione di interventi capaci di rendere i centri urbani più sostenibili e adattabili alle sfide ambientali.

Con il provvedimento è stata approvata la scheda tecnica della Misura “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti”, inserita nel Programma regionale Fesr 2021/2027, nell’ambito della Priorità II “Transizione ecologica e resilienza”. L’iniziativa è orientata in particolare al miglioramento della qualità dell’aria e alla vivibilità dei centri abitati.

«Con l’approvazione di questa scheda tecnica facciamo un passo decisivo verso la transizione ecologica delle nostre città – dichiara l’assessore all’Ambiente Marnati -. Stanziamo 30 milioni di euro, risorse importanti e concrete che la Regione mette a disposizione degli Enti Pubblici per combattere l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno. L’obiettivo è chiaro: dobbiamo rendere i nostri centri urbani più resilienti e sani. Intervenire sugli ambiti urbani con infrastrutture verdi e soluzioni innovative per ridurre le emissioni non è solo un obbligo europeo, ma una priorità assoluta per la salute dei cittadini e per la tutela del territorio. Vogliamo supportare le amministrazioni locali affinché possano realizzare opere che abbiano un impatto reale e immediato sulla vita delle comunità. Questa Giunta conferma, ancora una volta, il suo impegno per uno sviluppo sostenibile che guardi al futuro del Piemonte»

La misura, in coerenza con gli obiettivi di mobilità sostenibile e rigenerazione urbana e in attuazione del Piano regionale della qualità dell’aria, finanzierà una serie di interventi promossi dai Comuni piemontesi per il miglioramento della qualità dell’aria, con particolare riferimento alle polveri sottili e agli ossidi di azoto. Gli interventi sono finalizzati alla promozione di una mobilità attiva, sicura, integrata e attrattiva, contribuendo al rientro, nel più breve tempo possibile, dei valori degli inquinanti entro i limiti previsti, anche in sinergia con le misure nazionali.

Le azioni previste permetteranno di ridurre le emissioni derivanti dal traffico veicolare e di limitare l’esposizione degli utenti più vulnerabili all’inquinamento di prossimità, favorendo al contempo l’uso di modalità di spostamento alternative all’auto privata e riducendo la congestione stradale, soprattutto nelle ore di punta, con un conseguente consolidamento dell’uso della bicicletta negli ambiti urbani.

Sono ammissibili progetti che prevedano interventi infrastrutturali di ridisegno degli spazi pubblici in prossimità di poli attrattori urbani, come scuole e aree pubbliche. Tra le opere finanziabili rientrano la definizione, la riorganizzazione e la segnalazione delle aree soggette a limitazioni per i veicoli più inquinanti, l’installazione di segnaletica verticale, l’istituzione o l’estensione di aree pedonali e di zone con limite di velocità a 30 km/h.

La misura comprende inoltre la trasformazione di piazze, parchi, giardini e aree gioco, la creazione di scuole car-free mediante percorsi pedonali e ciclabili casa-scuola, l’attivazione di iniziative per gli spostamenti sicuri verso gli istituti scolastici (come pedibus e bike to school), l’estensione e l’efficientamento delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale e la realizzazione di nuovi percorsi ciclabili urbani.

Tra gli interventi finanziabili rientrano anche la deimpermeabilizzazione del suolo e la realizzazione di nuove infrastrutture verdi, funzionali all’adattamento ai cambiamenti climatici.

Le risorse saranno assegnate a partire dal 2026 fino al 2030, assicurando una programmazione pluriennale degli interventi. La Giunta ha inoltre previsto uno stanziamento aggiuntivo di 189.591,36 euro per l’assistenza tecnica necessaria alla gestione della Misura. I contributi potranno coprire fino al 90% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 630.000 euro per i piccoli Comuni e di 1,8 milioni di euro per i capoluoghi e per i Comuni con oltre 10.000 abitanti.

I fondi, ripartiti tra Unione europea, Stato e Regione, saranno assegnati tramite bando a sportello. La gestione della Misura è affidata alla Direzione regionale “Ambiente, Energia e Territorio”, attraverso il settore “Qualità dell’Aria e Innovazione Tecnologica per l’Ambiente”, che curerà la predisposizione del bando attuativo, la definizione delle procedure per la presentazione delle domande e la selezione degli interventi secondo i criteri approvati dal Comitato di Sorveglianza del Pr Fesr 2021-2027, garantendo trasparenza e coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile della Regione Piemonte.