Oggi, lunedì 27 aprile, tornano in fabbrica 250 lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori. Tutti disporranno di un kit di due mascherine e guanti monouso
Obbligatorie le misure di sicurezza anti coronavirus. Si entra uno alla volta e solo dalla Porta 2 attraverso una tenda nella quale verrà controllata a ciascuno la temperatura con una telecamera termica e il termo-scanner. Se qualcuno avrà più di 37,5 gradi di febbre, dovrà passare un secondo controllo e se la febbre sarà confermata, il lavoratore dovrà tornare a casa.
Le misure di sicurezza sono state stabilite nell’accordo con i sindacati Fim, Fiom e Uilm.
Il turno sarà soltanto uno: dalle 8 alle 16. I lavoratori si dedicheranno alla 500 elettrica e alle relative le pre – serie, oltre all’attività di ricerca e sviluppo
La Resistenza iniziata dopo l’8 settembre 1943, ma già anticipata idealmente dagli antifascisti esiliati, incarcerati e confinati dal regime, rappresentò un elemento importante della Guerra di Liberazione, anche se, senza il determinante apporto degli Alleati angloamericani ,il riscatto sarebbe stato molto problematico. Fu guerra di popolo, di volontari armati che ricorda il Risorgimento, ma anche una guerra regolare del Regio Esercito ricostituito al Sud che diede un contributo non solo simbolico, come per troppo tempo sostenuto.
I provvedimenti di distanziamento sociale e di restrizione della libera circolazione adottati dalle autorità nazionali e regionali ci obbligano ad essere responsabili. Nessuno si sarebbe immaginato di dover ricordare l’anniversario della Liberazione in queste condizioni, compiendo una scelta di responsabilità a tutela della salute di tutti. Settantasette anni fa la stessa Resistenza nacque da una scelta. Lo sgomento dei giorni che seguirono l’armistizio dell’8 settembre ’43 si trasformò per molti in voglia d’azione, le tante umiliazioni patite in desiderio di riscatto. In quei venti mesi si affermò un sentimento nuovo, potente e due fronti opposti – il fascismo e l’antifascismo – si diedero battaglia. 