Lo studio assiduo e smisurato di Gennaro Sasso

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

All’età di 97 anni è morto a Roma Gennaro Sasso rinomato  studioso di storia della filosofia e direttore per decenni  dell’ istituto di studi storici  fondato da  Benedetto Croce a Napoli. Si potrebbe ripetere per lui il celebre Soliloquio di Croce: la vita intera è preparazione alla morte. Infatti lo studio assiduo e perfino smisurato ha riempito la sua vita. Fu allievo di Carlo Antoni e si laureò con una tesi su Machiavelli che ebbe correlatore Federico Chabod, grande studioso del Segretario fiorentino e direttore dell’ Istituto di studi storici di Napoli dove Sasso  divenne borsista. Era presidente della Fondazione Giovanni Gentile ed a lui si deve un lavoro intenso per favorire  uno studio non aprioristicamente  divisivo di Gentile e Croce. Ho conosciuto e frequentato Sasso a Napoli e a Roma . Ritengo la sua opera il lavoro di un grande eredito che avrebbe desiderato oltrepassare con il suo pensiero Croce e Gentile che studiò a lungo, senza raggiungere l’obiettivo. Di sicuro interesse è la sua interpretazione di Machiavelli  che vede nel suo totale rifiuto del Cristianesimo  colpevole di aver cancellato  i valori del mondo classico. Meno convincente è il fatto di averlo accostato agli Esistenzialisti per una visione sulla caducità che sarebbe comune: un accostamento forzato perché Machiavelli fu uomo del’ 500 e del Rinascimento, mentre l’esistenzialismo espresse  la crisi profonda della società decadente del Novecento. Avemmo anche qualche discussione sui temi della laicità: lui sostenitore ferreo del laicismo, io formato alla scuola di Bobbio ma anche di Croce, laico, rispettoso di ogni fede e portato non solo a “dirsi cristiano , ma ad una fede depurata da ogni forma di intolleranza alla maniera di Tocqueville. Era un carattere malinconico e chiuso, direi quasi algido. Me lo disse Alda Croce prima ancora del nostro primo incontro avvenuto a Palazzo Filomarino a Napoli. Si occupò anche di studi danteschi che hanno interessato anche Cacciari. Vidi in lui il vecchio Azionismo“ che gli impedì di essere un  liberale. Il Partito d’azione, tanto odiato da Croce, era destino che, dopo aver fulminato le figlie e il genero, dovesse restare di casa a palazzo Filomarino. Un azionismo meridionale alla De Ruggiero, vicino anche a Guido Calogero   di cui aveva sposato la figlia, un azionismo  per fortuna non gobettiano. Muore con lui un grande studioso che  non divenne mai filosofo come invece  Nicola Matteucci, cresciuto anche lui all’ Istituto di Napoli, ma subito aperto ad interessi e studi  internazionali.

Lavoratore cade da una tettoia: trasportato in ospedale

È precipitato da una tettoia mentre stava lavorando e finisce in ospedale. Questo è l’incidente sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi in un’azienda di via Orbetello a Madonna di Campagna. L’uomo sarebbe caduto per alcuni metri e avrebbe riportato diversi traumi. Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 di Azienda Zero, che hanno prestato le prime cure e trasportato l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi.

Sono intervenuti anche gli agenti della polizia e i vigili del fuoco con la squadra del distaccamento di Corso Regina Margherita, impegnati nelle operazioni di soccorso. Lo Spresal dell’Asl Torino ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Le indagini sono in corso.

VI.G

Auditorium Rai, “Cratere”, una prima assoluta di Leonardo Marino

Con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo direttore principale Orozco-Estrada, il 28 maggio

Il poema sinfonico “Also sprach Zarathustra”(Così parlò Zarathustra), op.30 di Richard Strauss, viene proposto per la chiusura del concerto di giovedì 28 maggio, alle 20.30, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, con trasmissione in live streaming sul portale di Rai Cultura e in replica venerdì 29 maggio alle ore 20. Protagonista l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il direttore principale Andrés Orozco-Estrada. La serata si aprirà con la prima esecuzione assoluta di “Cratere” per Grand’Orchestra di Leonardo Marino, classe 1992, formatosi al Conservatorio di Milano e Ginevra con maestri del calibro di Alessandro Solbiati e Michael Jarrel.

“Sono cresciuto alle pendici di un vulcano – afferma il compositore – e fin da piccolo, come tutti gli abitanti dell’etneo ho convissuto con lo stupore per la bellezza della montagna e con il timore della sua forza distruttrice, con lo spettacolo delle eruzioni che illuminano il cielo notturno, togliendo il fiato, anche quando se ne conoscono le possibili conseguenze; con la consapevolezza della fertilità della terra vulcanica e della inesorabili della lava; con le immagini del cratere come entità apparentemente immobile e silenziosa, ma anche come bocca dell’inferno, come concavità e al tempo stesso convessità. In ‘Cratere’ risuonano queste contraddizioni: il brano non parla dell’Etna come fenomeno naturale, bensì della sua carica simbolica e paradossale, e della reazione, altrettanto paradossale, che gli spettatori provano di fronte ad essa. ‘Cratere’ è un brano sonoro, a tratti inquietante e rassicurante, statico ed esplosivo”.

Segue poi il concerto n.22 in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra K 482 di Mozart, scritto nel 1785 ed eseguito per la prima volta a Vienna il 23 dicembre del medesimo anno. Il brano si distingue per l’uso pionieristico dei clarinetti, capaci di conferire all’orchestra una profondità timbrica dal respiro squisitamente operistico. L’opera è stata resa celebre per il suo tragico andante in do minore, un’architettura monumentale che bilancia la grandiosità solare e la malinconia profonda, una sintesi del Mozart della maturità.

A interpretare il concerto sarà Emanuel Ax, polacco di origine, nato in Ucraina, a Leopoli, ma cresciuto in Canada e formatosi negli Stati Uniti e in Francia, vincitore del concorso pianistico internazionale “Arthur Rubinstein” di Tel Aviv nel 1974, a 25 anni.

Auditorium Rai Arturo Toscanini – piazza Rossaro – tel: 011 8104996 – biglietti in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium – 011 8104653 – biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta

Cosa vedremo ad Artissima: le novità della XXXIII edizione

Tornerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1⁰ novembre  sotto la guida dello storico direttore Luigi Fassi

Artissima presenta la sua trentatreesima edizione della fiera, che si svolgerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre prossimi per il quinto anno sotto la direzione di Luigi Fassi nel Padiglione OVAL di Lingotto Fiere.
Il tema di Artissima 2026 è  “Fancy: a Flexible Acrobatic Body”. Un titolo che nasce da un’ immagine della filosofa Martha C.Nussbaum per affermare che il linguaggio dell’arte, guidato dalla fancy, la proiezione in avanti della fantasia, possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità  e differenze e di avvicinarci alla pluralità di chi è altro da noi.
L’arte non si limita a dare forma a ciò che esiste, ma apre il campo a ciò che potrebbe esistere, diventando un’intelligenza pubblica cruciale, capace di  nutrire e arricchire le istituzioni democratiche di una comunità. Artissima incarna perfettamente questo esercizio dell’immaginazione e diventa incontro fisico, intenso, accelerato con le opere d’arte.

“Il tema di quest’anno – spiega il direttore di Artissima Luigi Fassi – racconta la qualità acrobatica della fancy, la forza proiettiva dell’immaginazione resa possibile dall’arte. Secondo Martha C. Nussbaum, la fancy è un linguaggio che va continuamente allenato, una facoltà capace di spingersi oltre l’evidenza, di trascendere l’oggetto e aprire uno sguardo più benevolo verso l’altro nelle nostre relazioni civiche, morali e politiche.
In questa capacità trasformativa risiede una delle funzioni più profonde dell’arte, modificare chi guarda, affinando la possibilità di riconoscersi nell’esperienza altrui. È  la forma stessa dell’arte, corporea, complessa, mobile, a guidarci verso questa apertura, in un esercizio democratico dello sguardo, che si oppone alla rigidità e alle chiusure, attraverso il movimento libero della fantasia.
Artissima è, da sempre, il luogo in cui il pensiero prende forma attraverso incontri inattesi, tra opere, corpi, idee e sensibilità differenti. Fancy pare allora una parola  capace di raccontare non solo l’energie dell’arte contemporanea, ma il movimento continuo della fiera stessa, il suo essere uno spazio vivo di sperimentazione, intuizione e scoperta”.
Artissima conferma il comitato di selezione 2026 delle gallerie partecipanti alle sezioni storiche, Main Section, Monologue/ Dialogue, New Entries e Art Editions, composto da galleristi internazionali.

Main Secton risulta la sezione dedicata alle gallerie più affermate sulla scena internazionale per offrire a collezionisti e pubblico una rassegna di altissima qualità. New Entries accoglie le gallerie internazionali emergenti più interessanti con meno di cinque anni di attività, alla loro prima partecipazione alla fiera. Monologue/ Dialogue è riservata alle gallerie emergenti che mostrino un approccio sperimentale e che intendano presentare uno stand monografico o il dialogo tra i lavori di due artisti. Art Editions rappresenta la sezione speciale dedicata alle gallerie e agli spazi non profit che presentano edizioni, stampe, multipli di artisti internazionali.

Per il terzo anno consecutivo Léon Kruijswijk, performance curator al Mudam di Lussemburgo , e Joel Valabrega, curatrice indipendente di Porto e Milano, saranno i curatori della sezione Present Future, quella dedicata ai talenti emergenti, che ospita progetti monografici con l’obiettivo di porre in risalto le nuove tendenze  che caratterizzano il panorama artistico internazionale. Jacopo Crivelli Visconti,  direttore della Albuquerque Foundation di Sintra e Heike Munder, curatrice indipendente e scrittrice di Zurigo, sono stati riconfermati per il terzo anno quali curatori di Back to the future, la sezione di Artissima che presenta progetti monografici di pionieri dell’arte contemporanea che, in momenti e luoghi diversi, tra gli anni 1930- 1990, hanno avuto il coraggio di opporsi a ciò che ritenevano sbagliato.
Per Disegni è  confermata la curatela per il quinto anno di Irina Zucca Alessandrelli , curatrice della collezione Romo di Milano e della Milano Drawing Week. La sezione, unica nelle fiere italiane dedicate al mezzo espressivo del disegno, presenta progetti concepiti come mostre personali capaci di valorizzare l’autenticità e l’autonomia dell’opera su carta.

Mara Martellotta

Moncalieri e Alpignano al centrosinistra, Venaria al centrodestra

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In Piemonte cala la partecipazione al voto: l’affluenza complessiva si è attestata al 54,43%. La provincia con il maggior numero di votanti è stata Vercelli, con il 63,41% degli aventi diritto, seguita da Asti (60,39%), Novara (57,73%), Cuneo (57,57%), Alessandria (56,08%), Verbano-Cusio-Ossola (54,78%), Biella (54,75%) e Torino (51,89%).

Nei piccoli Comuni chiamati alle urne spicca il dato di Monteu da Po, nel Torinese, dove ha votato il 100% degli aventi diritto.

Per quanto riguarda i centri con oltre 15 mila abitanti, tre dei cinque Comuni hanno già eletto il sindaco: il centrosinistra prevale a Moncalieri e Alpignano, mentre il centrodestra conquista Venaria. A Trecate e Valenza si andrà invece al ballottaggio tra due settimane.

Maratona Fruttero

Spotify, Calcio Nostalgia: il podcast dedicato a Pulici e allo scudetto del 1976 

Nell’anniversario dei 50 anni dello storico settimo scudetto granata, un podcast, permette a tutti gli appassionati di sport e del Toro in particolare, di rivivere le gesta di Paolo Pulici, uno dei principali protagonisti di quell’impresa sportiva ormai leggendaria.

Con i contributi audio sarà anche possibile rivivere le emozioni delle reti di Pulici, nel derby di andata e della partita scudetto con il Cesena, che permise al Toro di vincere il testa a testa con la Juventus, nell’ultima giornata del campionato 1975/1976. Ampio spazio nel racconto è riservato agli inizi della carriera del futuro campione, noto come Puliciclone. Partendo dal provino fallito con l’Inter di Herrera e dalle difficoltà realizzative affrontate nei primi anni nel Toro, legate al cambio di piede forte con cui colpire il pallone, suggeritogli da Oberdan Ussello, leggendario responsabile delle giovanili granate. Pulici un campione, che dopo il ritiro si è allontanato, senza rimpianti dal mondo del calcio che non riconosceva più, perché privo di quella umanità, umiltà e voglia di sacrificarsi e dare tutto in campo, provate quando giocava nel Toro. Valori veri che lo avevano reso un beniamino della tifoseria granata e che adesso non rivede più nel calcio di alto livello, tenendosi occupato, nel piccolo paese dove vive, in riva all’Adda, ad insegnare gratuitamente calcio ai bambini. Ricordando loro, prima di tutto, che il calcio è solo un gioco e tale deve rimanere. Pulici sta bene così, respirando aria pura, la stessa che respirava da ragazzino al Filadelfia, lontano da una serie A, dove tutto è diventato business, anche se chi ci gioca adesso, spesso commette errori tecnici, per lui imperdonabili. Il Podcast è disponibile gratuitamente su Spotify sul canale Calcio Nostalgia, una collana di racconti audio dedicati alle bandiere delle squadre di calcio anni ’70,’80 e ’90, che contengono estratti di radio/telecronache dell’epoca e di interviste ai protagonisti delle storie. Attualmente sono disponibili anche gli episodi dedicati a Gigi Cagni, Igor Protti ed ai Gemelli Filippini, bandiere rispettivamente di Sambenedettese, Livorno e Brescia.

Partendo dal podcast sono stati pubblicati degli articoli dal magazine online “Il Catenaccio”:

https://il-catenaccio.it/amarcord/igor-protti-lo-zar-romantico-livorno.html

https://il-catenaccio.it/amarcord/quando-il-calcio-aveva-un-anima-gigi-cagni-e-l-epopeadella-sambenedettese.html

 

Francesco Ruggieri per Calcio Nostalgia

 

Email: calcionostalgia@proton.me

Instagram: https://www.instagram.com/calcionostalgia8090/#

Spotify: https://open.spotify.com/show/1Jw5ihX4IKi6PlhmPqcAnA?si=e08cc27c8ca2460d

Tosca, eroina tragica, in scena al Teatro Regio di Torino

In scena al Teatro Regio di Torino il nuovo allestimento del capolavoro di Giacomo Puccini, “Tosca”, per la regia di Stefano Poda, con il direttore musicale Andrea Battistoni sul podio per l’ultima produzione della stagione

Al Teatro Regio, da venerdì 12 a domenica 21 giugno, sarà in scena Tosca, con la visione totale di Stefano Poda per il nuovo allestimento del capolavoro di Giacomo Puccini. Stefano Poda firmerà regia scene, luci, costumi e coreografia. Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di Voci Bianche del Regio sarà il Direttore Andrea Battistoni. Protagonisti saranno tre solisti di fama internazionale: Chiara Isotton, Martin Muehle e Roberto Frontali. I cori saranno istruiti da Gea Geratti Ansini e da Claudio Fenoglio. Collaboratore alla regia sarà Paolo Giani Cei.

Dopo il recente successo de “La Juive”, che ha ottenuto il Premio Abbiati 2023, Stefano Poda ritorna il palcoscenico del Regio, sugellando un legame artistico profpmdomche ha dato vita a produzioni oniriche memorabili come il Thaïs del 2008, Leggenda del 2011, Fausto del 2015 e Turandot del 2018. In questa nuova coproduzione con l’Abay, Kazach, National Opera, il,regista firma uno spettacolare allestimento capace di meravigliare per la forza simbolica e l’inconfondibile estetica visionaria, compiendo un’opera radicale spogliando il capolavoro di Puccini dai clichè storici per restituirlo alla sua dimensione di dramma universale e rito collettivo.

Tosca viene concepita come una grande installazione contemporanea dedicata alla romanità; la scena è dominata da una materia imponente di marmo e simboli, arricchita da reperti trasformati in ologrammi, in un dialogo costante tra archeologia e contemporaneità.

“Il mondo visivo dello spettacolo si fonda su un forte dualismo storico e simbolico – dichiara il regista Stefano Poda – da un lato il Settecento, l’universo dell’Ancien Regime, con le sue gerarchie e il suo splendore ormai corroso, rappresentato da Scarpia, figura di potere decadente, di in mondo destinato a dissolversi. Dall’altro lato c’è l’Ottocento nascente, portatore di nuove idee politiche, modernità e cambiamento, incarnato simbolicamente da Cavaradossi”.

Floria Tosca compie la sua parabola di eroina tragica, e la sua vicenda privata viene stimolata da un meccanismo di potere che Puccini traduce in una partitura di spietata modernità. Si tratta dello scontro tra la brama del vecchio mondo e l’anelito di una modernità nascente, che si risolve in un finale dirompente.

“Per restituire Tosca alla sua vera universalità – spiega Stefano Poda -il regista dal palcoscenico deve imparare a disimparare, cosiccome lo spettatore non deve solo vedere, ma ascoltarsi e vedersi”.

Per il direttore musicale Andrea Battistoni, Tosca costituisce un vertice musicale italiano, capace di anticipare logiche narrative moderne attraverso una perfetta fusione tra musica, parola e ritmo teatrale.

“Si tratta di un’opera che sento visceralmente – dichiara Andrea Battistoni, sottolineando come la capacità di Puccini di reinventare il genere per il nuovo secolo provochi una tensione emotiva inesorabile”.

Chiara Isotton, che interpreta il personaggio di Tosca, è un soprano di autentica scuola italiana che padroneggia il ruolo con vocalità morbida e presenza scenica magnetica, fondendo temperamento e raffinata sensibilità. Martin Muehle, nel ruolo di Cavaradossi, è interprete di riferimento per il repertorio drammatico spinto. Presta la sua voce brunita a un pittore rivoluzionario di nobile intensità. Il vertice del ruolo baritonale è rappresentato da Roberto Frontali, nel ruolo di Scarpia, che domina la scena con autorevolezza, rendendo il personaggio impeccabile e dalla gelida eleganza . L’opera sarà presentata mercoledì 3 giugno, alle ore 18, presso il Piccolo Regio Puccini nel corso della conferenza-concerto condotta dalla giornalista Susanna Franchi, a cui interverranno il direttore musicale Andrea Battistoni e il regista Stefano Poda. In questa occasione, il Polo Culturale di Marengo, insieme all’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei, consegnerà ai due artisti la medaglia di Marengo, che celebra la loro interpretazione del capolavoro pucciniano evidenziando il legame profondo tra la vittoria di Napoleone del 14 giugno 1800 e il libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.

Ingresso libero

Info: www.teatroregio.torino.it – biglietteria@teatroregio.torino.it – info@teatroregio.torino.it – 011 8815241

Orari da lunedì a sabato ore 11-19 / domenica ore 10.30-15.30 e un’ora prima degli spettacoli.

Mara Martellotta

A Rivara gelati da tutta Italia

 

Quattro giorni nel parco di Villa Ogliani con 13 maestri gelatieri da 10 regioni, gusti inediti costruiti su ingredienti di territorio, la Merenda Sinoira canavesana in prima assoluta, una Cena Gourmet con sei chef e tanti momenti per i bambini. Attesi 20 mila visitatori

Torino, 26 maggio 2026 — Dal 4 al 7 giugno 2026, il Parco di Villa Ogliani a Rivara (Torino) ospita la quarta edizione del Festival del Gelato Italiano — artigianale e gastronomico. Tredici maestri gelatieri provenienti da dieci regioni italiane — da Valle d’Aosta alla Basilicata — portano a Rivara gusti inediti creati appositamente per l’evento, ciascuno costruito attorno a un ingrediente tipico del proprio territorio: dalla castagna affumicata dell’entroterra ligure al caffè dei pescatori di Fano, dal mosto cotto delle cantine umbre al latte delle asine allevate in Canavese. Il festival è organizzato da Associainsieme ETS, con il Comune di Rivara e il maestro gelatiere Marco Nicolino di Rivarolo Canavese come direttore artistico, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, di Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e di ASCOM Confcommercio Torino e provincia. L’ingresso è gratuito. Attesi 20 mila visitatori.

Il gelato sarà il cuore del Festival: nel parco sarà possibile seguire passo dopo passo la produzione dei gelati e assaporare nuovi gusti, pensati sia per i più piccoli sia per i palati più curiosi. Un gusto sarà dedicato al sociale per l’ADMO, uno celebrerà gli 80 anni della Vespa con il raduno del Vespa Club, uno sarà creato dagli studenti dell’alberghiero di San Benigno e molte altre sorprese. Intorno al gelato si sviluppa un programma ricco di dimostrazioni, masterclass, show-cooking e racconti che permetteranno di scoprire il lavoro e la passione che ogni giorno animano i Maestri Gelatieri, conoscere le loro tecniche e i retroscena del dolcissimo mondo del gelato.

Il Festival non è solo degustazione di gelati, ma anche grande valorizzazione del territorio. Il Parco ospita infatti ilVillaggio del Canavese con la promozione dei suoi 16 Comuni cui si affiancano i Maestri del Gusto della Camera di commercio di Torino, le proposte artigianali ed enogastronomiche e un susseguirsi di eventi e iniziative che iniziano al mattino, con la colazione siciliana, e terminano con le passeggiate notturne nei boschi delle streghe. Anche le attività commerciali di Rivara partecipano, con aperture straordinarie durante il week end.

Il Festival è stato presentato oggi nella sede di ASCOM Confcommercio Torino e provincia alla presenza della presidente Maria Luisa Coppa, del sindaco di Rivara Maurizio Giacoletto, del direttore artistico Marco Nicolino e del presidente di Associainsieme Luciano Gays.

Il gelato artigianale rappresenta un comparto in crescita nell’agroalimentare italiano. Secondo le elaborazioni presentate al Sigep di Rimini nel 2025 il settore ha fatturato oltre 3 miliardi di euro, con una previsione di crescita ulteriore nel 2026, fino al 3,5%. Confcommercio stima in oltre 90.000 gli addetti e 39.000 gli esercizi che producono o vendono gelato artigianale in Italia — 9.300 gelaterie, 12.000 pasticcerie, 18.000 bar — per un totale 600 milioni di porzioni vendute nel solo 2024.

Il Piemonte vanta circa 800 laboratori di gelateria, di cui 600 artigianali, che impiegano più di 19 mila addetti, con unfatturato di oltre 200 milioni di euro.

«Il Festival del Gelato di Rivara — ha dichiarato la presidente di ASCOM Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa — racconta il Canavese nel modo migliore: con garbo e con serietà, ma anche con quella fantasia e quella capacità di sorprendere che si ritrovano nella scelta delle proposte e delle innovazioni di ogni edizione. Questo territorio ha molto da dire, e lo dice bene. Non è un caso che sempre più turisti lo scoprano e tornino: il Canavese sa accogliere con autenticità, offrire esperienze genuine, mettere in tavola — o in questo caso in coppetta — il meglio di sé».

«Per quattro giorni il nostro paese— ha sottolineato il sindaco di Rivara Maurizio Giacoletto — diventa un palcoscenico del gelato italiano. Siamo orgogliosi di ospitare un evento che ci consente di promuovere Rivara e il nostro Canavese: il centro storico con visite guidate, le nostre tradizioni enogastronomiche e non solo. Vi aspettiamo numerosi per assaggiare, condividere e scoprire insieme Rivara e il suo territorio con una coppetta di gelato in mano».

Il tema conduttore dell’edizione 2026 è il territorio come ingrediente. Ogni maestro gelatiere non porta semplicemente un gusto: porta una storia di luogo. Guido Cortese (Liguria) lavora la castagna affumicata di Osiglia, un borgo di 350 abitanti dell’entroterra savonese dove sopravvive l’antico seccatoio tradizionale. Ercole Baldelli (Marche) trasforma in gelato la Moretta Fanese, il caffè corretto dei pescatori del porto di Fano, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Simone Belia (Umbria) usa il mosto cotto delle cantine umbre. Giancarlo Gamarra porta a Rivara il gelato al latte d’asina di Asilait — San Benigno Canavese: tra tutti i latti animali il più simile al latte materno umano, prodotto da animali allevati a pochi chilometri dal festival.

«Per noi di Associainsieme – ha commentato il presidente di Associansime di Rivara, Luciano Gays, organizzatore della manifestazione – il Festival del Gelato Italiano è molto più di un evento: è un progetto culturale e comunitario che unisce territori, professionisti e famiglie. La nostra vera forza sono le molte decine di volontari che, insieme ai maestri gelatieri, alle istituzioni e alle realtà del territorio, rendono possibile un appuntamento di questa portata. Ogni edizione nasce dal lavoro condiviso di una comunità che crede nel valore dell’accoglienza e nella capacità del Canavese di raccontarsi con autenticità. Rivara apre le porte al Canavese e all’Italia intera, mostrando come anche un piccolo paese possa diventare un punto di riferimento nazionale quando mette al centro qualità, collaborazione e rispetto per il territorio

Tra le novità più attese dell’edizione 2026 la Merenda Sinoira Canavesana, proposta per la prima volta come momento ufficiale del festival: un cestino di specialità piemontesi — salame, acciughe al verde, toma, giardiniera, crostata — da gustare ai tavoli all’ombra del parco, con un calice di vino dei giovani vignaioli ‘Condio’ in abbinamento. Due versioni, classica e vegetariana, a 18 o 23 euro. Un’esperienza che porta direttamente a tavola la tradizione contadina del Canavese, a pochi passi dagli stand dei maestri gelatieri.

Giovedì 4 giugno, il Festival si apre con la Cena Gourmet al Circolo Amici del Mulino: sette portate, ciascuna abbinata a un gelato gastronomico di Marco Nicolino, realizzate da sei chef del Canavese. Conduce il foodteller Fabio Bongiorni; la nutrizionista Simona Reordino illustra l’equilibrio di ogni portata.

«Ogni edizione, ma in particolare quest’anno – ha evidenziato il direttore artistico del Festival, Marco Nicolino, della gelateria Buono e Sano di Rivarolo – mi sorprende per la passione e il piacere della condivisione dei gelatieri che partecipano al Festival. Vengono da tutta Italia e con grande generosità lasciano per molti giorni i loro laboratori. Oggi, con la carenza di personale che affligge il settore, non è affatto scontato. Giovani alle prime esperienze e veterani con decenni di esperienza, insieme, per condividere tecniche e passione. Quest’anno sono davvero orgoglioso di avere con noi anche un docente dell’istituto alberghiero CNOS-FAP di San Benigno che, insieme ai suoi ragazzi, ha creato un gusto appositamente per il festival: per me la formazione delle nuove generazioni è un valore irrinunciabile».

Il programma delle quattro giornate include, oltre alla distribuzione dei gelati dei maestri, iniziative quali le visite guidate gratuite di Rivara, Gelatolandia (area bambini 4–14 anni con laboratori e attestato da Apprendista Gelatiere), talk-show e masterclass nella tensostruttura, la camminata notturna “Nei Boschi delle Streghe” con visita alla Chiesa di San Giovanni Decollato e la sua infiorata, la Masterclass Vermouth Ducale trasformato in gelato (domenica 7 giugno), e spettacoli musicali serali — tra cui la Soundtruck Movie Music Movin’ Band (sabato) e il concerto bandistico “La mia banda suona il pop!” (domenica). Un occhio di riguardo per la formazione, con il coinvolgimento degli studenti dell’istituto alberghiero di San Benigno che creeranno un gusto di gelato, che sarà in vendita durante il Festival e i 220 bambini delle scuole locali che scoprono il mondo della gelateria artigianale.

Media partner del Festival, GRP TV, con un vero salotto tv all’interno del parco, aperto al pubblico, con ospiti e interviste. L’intero racconto del Festival andrà poi in onda sabato 13 e domenica 14 giugno alle 20.30 con due diverse puntate di Non vedo l’ora – Speciale Festival del Gelato.

FESTIVAL DEL GELATO ITALIANO — RIVARA 2026

Dove: Parco di Villa Ogliani e centro storico, Rivara (TO)

Quando: 4–7 giugno 2026

Ingresso: Gratuito (Cena Gourmet, Merenda Sinoira e Gelatolandia su prenotazione)

Parcheggio: Gratuito, navetta ogni 15 minuti

Prenotazioni: www.festivaldelgelatoitaliano.it

Email: info@associainsiemerivara.it

www.festivaldelgelatoitaliano.it

Approvato il bilancio Sagat

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L’Assemblea dei Soci di SAGAT S.p.A. ha approvato oggi il Bilancio d’esercizio 2025 della Capogruppo e il Bilancio consolidato 2025 del Gruppo SAGAT, il quale si chiude con un risultato netto positivo pari a 6,8 milioni di euro.

Di seguito i principali indicatori economici:

  • Valore della produzione: 63,5 milioni di euro
  • EBITDA: 11,9 milioni di euro
  • Risultato Netto: 6,8 milioni di euro
  • Investimenti: 11,1 milioni di euro
  • Indebitamento Finanziario Netto: 7,4 milioni di euro

Pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gruppo SAGAT

È stato inoltre pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gruppo SAGAT, che rendiconta in modo trasparente il contributo dell’azienda al raggiungimento dei propri obiettivi ESG, in coerenza con una visione strategica di lungo periodo.

Dopo aver integrato la sostenibilità nella propria strategia aziendale attraverso la Mission di Sostenibilità, la Policy di Sostenibilità e il Piano di Sostenibilità pluriennale, il Gruppo SAGAT mette a disposizione dei propri stakeholder un documento che dà conto dell’avanzamento delle principali iniziative realizzate nel corso del 2025.

Tra i principali risultati emersi dal Bilancio di Sostenibilità 2025:

  • il 2025 è stato un nuovo anno record per il traffico dell’aeroporto, con 5.006.169 passeggeri movimentati, in aumento del +6,7% rispetto al 2024 e del +26,7% rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemico. È inoltre il primo anno in cui lo scalo supera la soglia dei 5 milioni di passeggeri;
  • nel 2025 l’Aeroporto di Torino ha ottenuto l’ASQ Award come “Airport with the Most Dedicated Staff in Europe”, riconoscimento che valorizza la dedizione e l’impegno del personale aeroportuale nel garantire la qualità dell’esperienza dei passeggeri;
  • l’Aeroporto di Torino ha mantenuto la certificazione al Livello 3+ “Neutrality” del programma ACA-Airport Carbon Accreditation, confermando il proprio percorso verso la decarbonizzazione e l’obiettivo Net Zero al 2040;
  • nel 2025 l’impianto fotovoltaico aeroportuale, ulteriormente ampliato, ha prodotto 2.209 MWh di energia elettrica, coprendo il 17% del fabbisogno energetico dello scalo; il restante fabbisogno elettrico è stato acquistato da fonte rinnovabile certificata con Garanzia d’Origine;
  • il 58% del parco mezzi aeroportuali è costituito da veicoli ibridi o elettrici e presso l’aeroporto sono disponibili 41 stalli elettrificati per la ricarica dei veicoli;
  • il Gruppo SAGAT ha proseguito le attività del progetto Torino Green Airport e del consorzio europeo TULIPS, nell’ambito del quale nel 2025 sono continuate le sperimentazioni per la produzione e l’utilizzo di idrogeno verde in ambito aeroportuale;
  • sul fronte della sostenibilità sociale, il Gruppo SAGAT rafforza il proprio impegno verso la comunità locale e le future generazioni attraverso collaborazioni strutturate con scuole e istituti accademici del territorio e percorsi di formazione e orientamento: nel corso del 2025 le Aziende del Gruppo hanno infatti concretizzato progetti di formazione e tirocinio nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), rivolti a 78 allievi e allieve, attivato 6 tirocini e coinvolto complessivamente 120 studenti nei progetti realizzati con scuole e istituti di formazione, favorendo l’avvicinamento al mondo del lavoro;
  • in base al modello dell’Economic Impact Calculator di ACI Europe, l’impatto economico diretto generato dalle aziende che operano direttamente in aeroporto è pari a 225,8 milioni di euro.