PRIMA PAGINA- Pagina 624

Il bollettino covid: 29 vittime e 4878 contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30

 

36.993 PAZIENTI GUARITI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono complessivamente 36.993così suddivisi su base provinciale: Alessandria 4145, Asti 1997, Biella 1181, Cuneo 4090, Novara 3241, Torino 19.067, Vercelli 1646, Verbano-Cusio-Ossola 1217, extraregione 238, oltre a 171 in fase di definizione.

I DECESSI SONO 4549

Sono 29 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 2 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora 4549 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 725 Alessandria, 282 Asti, 238 Biella, 438 Cuneo, 444 Novara, 1993 Torino, 248 Vercelli, 138 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 43 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 89.458 (+ 4878 rispetto a ieri) di cui 2022 (41%) sono asintomatici.

I casi sono così ripartiti: 2429 screening, 1091 contatti di caso, 1358 con indagine in corso; per ambito: 604 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 429 scolastico, 3845 popolazione generale.
La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 7977 Alessandria, 4266 Asti, 2936 Biella, 11.033 Cuneo, 6704 Novara, 49.343 Torino, 3210 Vercelli, 2445 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 582 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 962 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 268 (+19 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 3871 (+173 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 43.777

I tamponi diagnostici finora processati sono 1.117.280 (+ 21.288 rispetto a ieri),di cui 614.148 risultati negativi.

Piemonte zona rossa, ecco tutto ciò che c’è da sapere

Un’ordinanza emanata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, classifica il Piemonte come “zona rossa”.

L’intero territorio è fatto rientrare nello “scenario di tipo 4” e con un livello di rischio “alto” previsto dall’art.3 del Dpcm del presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre.

Le disposizioni per il Piemonte

In tutto il Piemonte, dal 6 novembre e per un periodo di 15 giorni, si deovranno quindi osservare le seguenti disposizioni particolari:

Spostamenti. E’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territorio regionale e all’interno di esso, salvo se motivato da comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza, da giustificare con autocertificazione.

Sono comunque permessi gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza dove è consentita. E’ sempre ammesso il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

Negozi chiusi. Sono chiusi i negozi di commercio al dettaglio ed i servizi alla persona, ad eccezione di alcune categorie: tra le altre, alimentari, edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, fiorai, librerie, cartolerie, lavanderie, profumerie, parrucchieri e barbieri, negozi per bambini e neonati, di biancheria, di giocattoli, di prodotti informatici, articoli sportivi, ottica, ferramenta. Chiusi i mercati non alimentari.

Ristorazione. Chiusura per bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione di mense e catering. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, con asporto e divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Scuola e Università. Le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente a distanza, ad eccezione delle scuole materne, elementari e del primo anno della media. Consentite le attività di laboratorio e quelle per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

E’ sospesa l’attività in presenza in Università e istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica.

Sport e attività motoria. Sono sospese le attività sportive anche nei centri all’aperto e tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva. E’ consentito svolgere attività motoria individuale in prossimità della propria abitazione e nel rispetto della distanza di almeno un metro, con obbligo di indossare la mascherina.

Smart working. I datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili, anche in ragione della gestione dell’emergenza.

Disposizioni per tutta l’Italia

In Piemonte sono anche in vigore dal 6 novembre al 3 dicembre le misure previste dallo stesso Dpcm a livello nazionale:

Spostamenti serali. Bloccati dalle ore 22 alle ore 5 ,tranne quelli per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute.

Scuole. Nelle scuole aperte è obbligatoria la mascherina per gli alunni, tranne che per chi ha meno di 6 anni e per chi ha patologie o disabilità incompatibili con il suo utilizzo.

Trasporti pubblici. A bordo dei mezzi del trasporto locale e ferroviario regionale è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50%.

Mostre e musei. Sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura

Centri commerciali. Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione di farmacie, parafarmacie presidi sanitari, generi alimentari, tabaccai, edicole.

Sport. Continuano ad essere sospesi gli sport di contatto e l’attività di piscine e palestre.

Il commento del presidente Cirio

Mancano una visione complessiva e un metodo di valutazione oggettiva per tutti – afferma Cirio – Che fosse necessario irrobustire anche duramente le misure di contenimento al virus era evidente, tant’è che io lo avevo già anticipato con le ordinanze che avevano riguardato la scuola, la capienza del trasporto pubblico e i centri commerciali. E mancano anche le risorse: ristori immediati e esenzione delle tasse per le attività chiuse sono indispensabili”.

“Il fatto che il Governo abbia scelto sulla base di dati vecchi di dieci giorni – prosegue il presidente – rischia però di non tenere in considerazione tutti questi elementi, pone in una situazione più critica Regioni che sono in fase di miglioramento e non tiene invece conto del peggioramento di altre realtà del nostro Paese. In Piemonte l’Rt è passato da 2,16 a 1,91 grazie alle misure di contenimento adottate. Si riscontra una fragilità dell’impianto scientifico della classificazione: almeno 4 o 5 Regioni non erano valutabili, perché non hanno trasmesso tutti i dati. Chiedo che il Piemonte venga classificato per i dati reali, come le altre Regioni. Per questo ho chiesto una verifica“.

Antinfluenzale, la Regione: “Le dosi di vaccino non mancano”

In meno di due settimane dall’inizio della campagna vaccinale antinfluenzale (26 ottobre) sono stati vaccinati oltre 318 mila cittadini piemontesi rientranti nelle fasce a rischio (65 anni e soggetti fragili) e con età superiore ai 60 anni.

I medici di medicina generale hanno ancora a disposizione, in questo momento, oltre 170 mila dosi e 50 mila sono in consegna. Altre 150 mila dosi arriveranno la settimana prossima.

Come rilevano i tecnici del Settore Prevenzione della Sanità regionale, l’efficacia del vaccino inizia dopo circa due settimane dalla vaccinazione e quindi è assolutamente utile vaccinarsi anche a gennaio, tenendo conto che negli ultimi anni il punto massimo dell’epidemia si è spostato a fine gennaio, inizio febbraio.

«Fin dal mese di giugno – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – abbiamo concordato con le associazioni di categoria dei medici di medicina generale che le prenotazioni vengano diluite il più possibile in modo omogeneo per tutta la durata della campagna vaccinale, tenuto conto delle modalità di approvvigionamento previste dalle ditta che ha vinto l’appalto, oltre che dell’esigenza di evitare assembramenti e di consentire una corretta conservazione del vaccino, evitando sprechi di dosi. Può verificarsi che l’errata programmazione da parte di alcuni medici di medicina generale che non hanno tenuto conto della disponibilità del vaccino nella gestione delle prenotazioni abbia causato delle carenze di vaccino in alcune realtà locali, ma deve essere chiaro che il vaccino non manca e la campagna sta procedendo secondo la normale programmazione dei mesi scorsi, con la fattiva collaborazione degli stessi medici».

“La Regione Piemonte si è inoltre impegnata, a fronte del mancato rispetto degli impegni assunti dal Governo, a fornire alle farmacie, che non sono riuscite ad acquistare sul mercato dosi di vaccino da vendere al pubblico, oltre 16 mila dosi, stornandole dall’appalto regionale. Ma l’impossibilità di acquistare il vaccino in farmacia per coloro che non hanno diritto alla vaccinazione da parte del Servizio sanitario nazionale non dipende dalla Regione, perché, da un lato, mancano da parte del Ministero le indicazioni amministrative necessarie per poter fornire le dosi di vaccino concordate, dall’altro la situazione di mercato non ha permesso alle farmacie di disporre di altri vaccini.”

Covid: in Piemonte altri 3171 contagi e 39 morti

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17,30

 

36.086 PAZIENTI GUARITI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono complessivamente 36.086così suddivisi su base provinciale: Alessandria 4060, Asti 1936, Biella 1155, Cuneo 3906, Novara 3213, Torino 18.670, Vercelli 1609, Verbano-Cusio-Ossola 1197, extraregione 238, oltre a 75 in fase di definizione.

I DECESSI SONO 4520

Sono 39 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 9 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora 4520 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 723 Alessandria, 281 Asti, 238 Biella, 435 Cuneo, 440 Novara, 1978 Torino, 245 Vercelli, 137 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 43 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 84.580(+ 3171 rispetto a ieri) di cui 1477 (46%) sono asintomatici.

I casi sono così ripartiti: 1069 screening, 699 contatti di caso, 1043 con indagine in corso; per ambito: 255 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 357 scolastico, 2559 popolazione generale.
La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 7720 Alessandria, 4041 Asti, 2730 Biella, 10.390 Cuneo, 6435 Novara, 46.389 Torino, 3050 Vercelli, 2370 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 564 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 891 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 249(+16 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 3698 (+173 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono40.027

I tamponi diagnostici finora processati sono 1.095.992 (+16.885 rispetto a ieri), di cui 603.246 risultati negativi.

Covid e zona rossa, Appendino bacchetta Cirio: “Non è il momento delle polemiche”

Dopo il post su Facebook del governatore Cirio che si lamenta della decisione del governo di indicare il Piemonte come zona rossa, mentre altre regioni in situazioni altrettanto difficili non subiranno il lockdown, interviene la sindaca di Torino, Chiara Appendino:

”in questo momento drammatico, le istituzioni devono assumersi le proprie responsabilità. Il Governo l’ha fatto, stabilendo dei criteri di rischio per le Regioni.” Scrive la prima cittadina sulla propria pagina Facebook.

“Adesso bisogna mettere subito in atto un piano dettagliato e concreto che ci faccia uscire dalla fascia rossa e che porti Torino e il Piemonte fuori dal lockdown il prima possibile.

Sono migliaia i piemontesi bloccati in casa da un sistema sanitario che per stessa ammissione della regione, non sta reggendo.
Sono migliaia le imprese obbligate a chiudere che potrebbero non riaprire più.

Ogni minuto perso a fare polemica è un minuto in meno dedicato a loro”, aggiunge la sindaca riferendosi evidentemente alle parole del Governatore.

“Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare pancia a terra per uscirne fra 14 giorni.Punto.“ conclude la sindaca.

Piemonte zona rossa, Campania no. Cirio: “Il governo spieghi la logica delle scelte”

Il governatore del Piemonte esprime il proprio stupore sulle scelte adottate dal governo che ha collocato il Piemonte in zona rossa, attraverso un post pubblicato questa mattina presto su Facebook

“Ho passato le ore a rileggere i dati, regione per regione, – commenta Alberto Cirio – a cercare di capire come e perché il Governo abbia deciso di usare misure così diverse per situazioni in fondo molto simili. Perché si sia voluto assumere scelte così importanti sulla base di dati vecchi di almeno 10 giorni. Perché il netto miglioramento dell’Rt del Piemonte (sceso nell’ultima settimana grazie alle scelte di prudenza che la Regione aveva già saputo adottare) non sia stato preso in nessuna considerazione”.

Aggiunge Cirio: “Perché per regioni con situazioni gravi si sia usato un metro diverso. Voglio che mi si spieghi la logica di queste scelte. Il rispetto delle istituzioni fa parte della mia cultura. Ed io rispetto lo Stato. Ma anche il Piemonte merita rispetto. Lo meritano i Piemontesi e le tante aziende che forse non riapriranno. Ed io per loro pretendo dal Governo chiarezza”.

Il Governo cambia idea, la zona rossa scatta venerdì

L’inserimento del Piemonte nella zona rossa non scatterà oggi, ma venerdì

La decisione di farlo slittare di 24 ore è del ministro Speranza che l’ha comunicato telefonicamente al governatore Cirio.

I commercianti e le attività produttive sono disorientati per la carenza di informazioni sulle nuove restrizioni, a proposito delle quali neanche le associazioni di categoria sono state messe in grado di conoscere modalità e dettagli. Fino alla conferenza stampa del premier di mercoledì sera.

Bollettino Covid, 37 vittime e 3577 contagi in più

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17,30

 

35.351 PAZIENTI GUARITI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono complessivamente 35.351 così suddivisi su base provinciale: Alessandria 4001, Asti 1938, Biella 1150, Cuneo 3779, Novara 3194, Torino 18.243, Vercelli 1599, Verbano-Cusio-Ossola 1180, extraregione 235, oltre a 32 in fase di definizione.

I DECESSI SONO 4481

Sono 37 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 4 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora 4481 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 722 Alessandria, 278 Asti, 236 Biella, 430 Cuneo, 435 Novara, 1958 Torino, 242 Vercelli, 137 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 43 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 81.409 (+ 3577 rispetto a ieri) di cui 1567 (44%) sono asintomatici.

I casi sono così ripartiti: 1701 screening, 880 contatti di caso, 996 con indagine in corso; per ambito: 297 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 371 scolastico, 2909 popolazione generale.
La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 7540 Alessandria, 3932 Asti, 2643 Biella, 9979 Cuneo, 6264 Novara, 44.465 Torino, 2954 Vercelli, 2238 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 548 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 846 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 233 (+20 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 3525 (+146 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 37.819

I tamponi diagnostici finora processati sono 1.079.137 (+16.022 rispetto a ieri), di cui 594.140 risultati negativi.

In allegato la tabella riassuntiva

Torino e il Piemonte zona rossa

Aggiornamento: il Governo fa slittare a venerdì le nuove misure. Lo ha comunicato il ministro Speranza al governatore Cirio

I negozi, gran parte delle  scuole, musei e uffici non essenziali a Torino e in Piemonte saranno chiusi a partire da giovedì, come nel mese di marzo, dopo la firma del dpcm

Aperti negozi alimentari, tabaccherie, farmacie, edicole, librerie, fiorai, negozi per animali,  attività professionali, ferramenta, negozi di telefonia e informatica, e (deciso all’ultimo) anche i parrucchieri. Aperte le fabbriche. Chiusi bar e ristoranti che potranno effettuare consegne a domicilio fino all’età 22. Le altre attività si fermeranno per due settimane. Per quanto riguarda la scuola con le superiori passeranno alla didattica a distanza anche le medie, tranne le classi prime. Ci si potrà spostare dal proprio comune solo per motivi di comprovata necessità.

Un tricolore al balcone per il 4 Novembre

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Se la festa del IV novembre, giornata della Vittoria, delle Forze Armate e dell’Unità nazionale è stata da  molto tempo bistrattata ed eliminata dalle feste nazionali, quest’anno essa per volontà del ministro della Difesa sarà di fatto annullata in gran parte delle città. Lo comunica una circolare del ministro degli Interni Lamorgese. Per la Regione Piemonte è stata scelta Torino, mentre a Cuneo non si terranno manifestazioni.

.
Tuttavia sono tanti i comuni della cintura torinese  che faranno qualcosa per ricordare una delle poche  date della nostra storia meritevoli di essere ricordate e celebrate. Certamente il COVID costringe a limitare e contenere  la partecipazione perché i livelli di guardia raggiunti non consentono assembramenti o almeno li sconsigliano. La manifestazione nefasta di piazza Castello degenerata in violenze inaudite e quella tranquilla di piazza Vittorio si sono fatte, malgrado il divieto di assembramento. Scegliendo una piazza di grandi dimensioni tutto resta possibile purché sia mantenuto il distanziamento sociale. Se fosse per il 25 aprile tutte queste restrizioni quasi sicuramente non ci sarebbero state. Il IV novembre e’ estraneo a chi ci governa e dobbiamo esserne orgogliosi. Loro la storia non la conoscono. Ma oggi non dobbiamo discutere e dobbiamo con disciplina obbedire. Così ci hanno insegnato i soldati della Grande Guerra caduti per l’ Italia. Così ci hanno insegnato i nostri nonni che hanno combattuto nelle trincee del Piave e che oggi nessuno più ricorda. Il 4 novembre  1918 si è compiuto il sogno del Risorgimento con Trento e Trieste italiane. Ma questi signori stanno disfacendo l’Italia. Non ci vorrebbe molto per leggere il bollettino della Vittoria del generale Diaz e non certi messaggi di circostanza che non dicono nulla e sono pieni di parole melensi , anzi  eunuche, come diceva il Baretti, parlando dell’ Arcadia. Ma l’idea migliore l’ha avuta il Comune di Cavour, invitando i cittadini ad esporre il Tricolore. Il Tricolore non crea assembramenti ,ma esprime dei sentimenti veri. Io quando vedo un Tricolore garrire al vento sento i brividi di quando eravamo  soldati e portavo le stellette E’ un gesto che rivela patriottismo e senso della storia ,cose molto distanti dall’Italia dello sfascio di oggi che non sa trovare valori nazionali che unifichino un paese allo stremo. Oggi esporre il tricolore ha un senso ben diverso dalla primavera scorsa quando le movide  e gli aperitivi si combinavano con le bandiere e le canzoni di Modugno. Il Tricolore del IV novembre è quello che sventolò  a Trieste sulla Torre di San Giusto e diede orgoglio di grande Nazione all’Italia. Non dimentichiamolo mai.
.
Scrivere a quaglieni@gmail.com