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Aumenti in vista per i medici del pronto soccorso

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Aumentare da 60 a 100 euro lordi la tariffa oraria per le prestazioni aggiuntive volontarie dei medici del Pronto soccorso. Lo prevede il Disegno di legge 241, “Disposizioni per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza nel sistema dell’emergenza-urgenza”, sul quale la Commissione Sanità, presieduta da Alessandro Stecco, ha espresso parere favorevole.

Il provvedimento, illustrato dal presidente della Giunta Alberto Cirio e dall’assessore alla Sanità Luigi Icardi, dovrebbe approdare oggi in Aula.

Definiti i relatori di maggioranza Stecco (Lega) e Paolo Ruzzola (Fi) e di minoranza Domenico Ravetti (Pd), Sarah Disabato (M5s) e Francesca Frediani (M4o-Up).

Cirio ha sottolineato che, dopo la riorganizzazione dei Pronto soccorso, anche questo provvedimento rientra nella strategia regionale per ovviare alla carenza di personale nei pronto soccorso e limitare il ricorso alle esternalizzazioni. Giovedì è previsto un incontro con le associazioni sindacali per prevedere riconoscimenti anche per infermieri e operatori sanitari.

Icardi ha osservato che i medici urgentisti svolgono un lavoro particolarmente stressante e non di rado si trovano a ricoprire anche un ruolo di servizio sociale, visto l’alto numero di codici verdi e di accessi impropri al Pronto soccorso.

Sono intervenuti, per richieste di delucidazioni, i consiglieri Domenico Ravetti, Raffaele Gallo (Pd), Disabato (M5s), Frediani(M40-Up), Mario Giaccone (Monviso) e Ruzzola (Fi).

Movida, multe per quasi 40 mila euro. Un arresto

 

Nello scorso fine settimana hanno avuto luogo, come di consueto, i controlli congiunti della Polizia di Stato e delle altre forze di polizia nelle aree cittadine interessate dal fenomeno della  “movida”: Piazza Vittorio Veneto, i Murazzi del Po,  la zona di Piazza Santa Giulia ed il quartiere San Salvario.

L’attività, espletata tramite pattuglie appiedate e presìdi fissi svolti, per quanto riguarda la Polizia di Stato, da personale del Comm.to di P.S. Barriera Nizza, del Comm.to di P.S. Centro, dell’Ufficio Prevenzione Generale e del Reparto Mobile di Torino, ha consentito l’identificazione di circa 200  persone  e il controllo di 16 attività commerciali, ubicate in via Santa Giulia, via Matteo Pescatori, Lungo Po CadornaPiazza Vittorio Veneto, Via Baretti, Corso Raffaello, corso Moncalieri, via Valperga Caluso e via Pellico.

All’interno di  una pizzeria kebap sita nel quartiere Barriera Nizza, gli operatori del Comm.to di P.S. di zona hanno rinvenuto e sequestrato oltre 23 kg di alimenti destinati alla vendita e alla somministrazione al pubblico in cattivo stato di conservazione, denunciando il titolare dell’attività; elevate, nel contesto, sanzioni per un importo di oltre 21000 €.

Altre 6 attività sono state sanzionate per irregolarità di natura igienico e strutturali per oltre 17000 € dalla Polizia Municipale e dall’ASL- SIAN.

Infine, durante un controllo straordinario del territorio  effettuato lo scorso venerdì sera da personale del Comm.to di P.S. Barriera Nizza coadiuvato da operatori dell’RPC Piemonte e dall’unità cinofila dell’UPGSP, gli agenti hanno notato sotto i portici di via Nizza dei movimenti sospetti fra 2 soggetti, verosimilmente riconducibili alla cessione di sostanza stupefacente. Fermato il presunto acquirente, il controllo permetteva di rinvenirgli addosso una dose di crack, verosimilmente appena acquistata da  un cittadino gambiano di 31 anni, che è stato arrestato per violazione della Legge sugli stupefacenti.

I procedimenti penali si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati, sino alla sentenza definitiva.

I servizi di polizia nelle aree sopra menzionate continueranno con cadenza regolare.

Torino, il vero inverno arriva adesso. E martedì (forse) porta la neve

La causa scatenante del vero inverno sarà un nucleo di aria gelida che a inizio settimana  giungerà sull’Europa. Il  maltempo a Torino e in Piemonte sarà connotato da precipitazioni nevose sulle montagne. In particolare lunedì 16 gennaio l’aria gelida in alta montagna  farà scendere la quota neve a 400-500 metri. In pianura sarà poco nuvoloso con probabili nebbie. Le temperature a Torino e nella regione saranno  in netto calo, con minime fino a -3 gradi in pianura e massime non oltre i 5-7 gradi. Martedì aria fredda e temperature basse in città con possibili nevicate.

Peste suina africana Gli agricoltori lanciano l’allarme

IN LIGURIA PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

7 gennaio 2022. Viene accertato il primo caso di peste suina africana (PSA) ad Ovada. “Un anno dopo – con 86 casi Liguria e 150 in Piemonte su un totale di 284 accertati in tutta Italia – siamo nel pantano.
Nessun abbattimento, nessuna risorsa. E soluzioni abbozzate e inconcludenti che fanno riferimento a dati indecifrabili se non contraddittori”, dicono gli agricoltori.
Nella stagione 2022/2023 i piani PRIU regionali prevedono che vengano abbattuti 50.000 cinghiali in Piemonte e 38.000 in Liguria.
“Ma rimaniamo sempre nel campo delle ipotesi irrealizzabili – chiarisce Stefano Roggerone, presidente Cia Liguria -. E’ un obiettivo impossibile da raggiungere visto che ad oggi nella zona rossa è stato abbattuto un numero di capi irrisorio rispetto agli obiettivi e NON sono state messe a punto neppure le battute di caccia. Le aziende vivono una situazione surreale: gli agricoltori continuano a subire danni dai cinghiali, gli allevatori hanno dovuto abbattere i suini (6499 maiali macellati in Piemonte, 286 in Liguria macellati: tutti sani) e ad oggi NON hanno visto un quattrino per il danno subito anche rispetto all’impossibilità di reintroduzione degli animali in allevamento, ancora bloccato visto il protrarsi dello stato di emergenza”.
I dati sono impietosi. E confusi.
Il numero totale (sottostimato) dei cinghiali è di 104.816 in Piemonte, in Liguria tra i 35.000 e i 56.000: due dati a dir poco sorprendenti per l’inusuale precisione da una parte e per la “forchetta” amplissima dall’altra.
“Si confida sull’attività venatoria, ma in Liguria i cacciatori attivi nella stagione 2011- 12 erano 20.524; dieci anni dopo sono 13.885. In Piemonte in vent’anni si sono dimezzati: oggi sono meno di 17.000. . Non è un caso che in questi anni l’obiettivo prefissato di capi da abbattere – a fronte oltretutto di una popolazione abbondantemente sottostimata – non sia mai stato raggiunto.
Nella Zona Rossa le regole che hanno imposto hanno portato ad uno “sciopero” dei cacciatori che NON hanno nessuna convenienza a fare le battute di caccia. Risultato: nella parte della Zona Rossa soggetta a maggiori restrizioni per le possibilità di infezioni, in Liguria sono stati abbattuti solo 98 capi, in Piemonte 346” aggiungono gli agricoltori.

Se si prende il totale dei capi abbattuti tra Zona Rossa e zone libere il dato è altrettanto allarmante rispetto agli obiettivi prefissati: in Liguria 10648 capi abbattuti rispetto ai 38.000 previsti; in Piemonte 9004 capi abbattuti rispetto ai 50.000 ipotizzati.
Non esiste una “logistica” della gestione delle carcasse. Di fronte ad un obiettivo di depopolamento di quasi 90.000 capi, si sarebbe dovuto mettere in piedi un coordinamento stretto tra tutti i soggetti coinvolti, per realizzare un’organizzazione strutturata – con celle, luoghi di lavorazione e laboratori – per gestire il sistema di smaltimento e le diverse situazioni di carni infette o sane.
“La recinzione – sulla cui effettiva utilità abbiamo più di un dubbio – aggiungono –  va a rilento: ad oggi sono stati installati 105 Km sui 170 previsti. NON si hanno certezze di quando l’opera verrà completata in una fase di forte ripresa dei casi”.
«È un’emergenza nazionale e come tale va trattata – spiega Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte -. Gli sforzi attuati finora NON sono stati sufficienti. Cia intende riportare la condizione naturale della fauna selvatica nel rispetto dell’attività degli imprenditori agricoli, che producono cibo e preservano il territorio. Insistiamo nel chiedere al nuovo Governo la revisione della legge in materia, 157/92, spostando l’attenzione dal concetto di “tutela” a quello di “gestione dei selvatici, anche per l’incolumità pubblica e la sicurezza stradale».
E a proposito di sicurezza stradale in Liguria negli ultimi 5 anni i daini hanno causato almeno un incidente alla settimana, i cinghiali anche qualcosa di più. E anche in questi casi sono dati sottostimati, visto che in tanti non denunciano il sinistro. In Piemonte solo che nel 2021 la media è di due incidenti al giorno.
“Un pantano dove non si capisce chi ha veri poteri di coordinamento e decisionali. Ministero Agricoltura, Ministero Sanità, Regioni, ATC, Comprensori alpini: tanti i soggetti in campo con competenze che rimangono spezzettate. E’ stato nominato un commissario ma di fatto senza il potere effettivo di operare. Se rimane così la figura del Commissario NON serve a nulla”.
«Si tratta di definire le priorità che per Cia sono la tutela del territorio e dell’impresa agricola – sottolinea Daniela Ferrando, presidente provinciale di Cia Alessandria -. Le strategie finora adottate hanno cercato di conciliare le diverse esigenze
(ambientali, agricole, faunistiche), senza dare reale supporto a nessuna. La gestione della PSA riguarda l’economia di un vasto indotto, che sta pagando le conseguenze di un anno di burocrazia e rimpalli di competenze. Troppi organi su tanti livelli stanno intervenendo, tutti si rimbalzano responsabilità, creando ritardo: NON
possiamo più aspettare».
Dal 2018 al 2021 le domande di rimborso sono aumentate del 40%. Ma le risorse disponibili sono rimaste le stesse. Risultato: la maggior parte degli agricoltori rinuncia a chiedere il rimborso dei danni che Cia Liguria stima intorno ai 5 milioni annui ( si pensi solo alla distruzione dei muretti a secco), Cia Piemonte stima intorno ai 10 milioni.

“ In Liguria lo scorso autunno abbiamo raccolto oltre 6000 firme in strada per cambiare la legge regionale, garantendo rimborsi giusti e più tutele per il lavoro degli agricoltori – ricorda Federica Crotti, presidente provinciale Cia Liguria di Levante -. Ma NON sono stati fatti passi in avanti per dare soluzioni concrete e con la peste suina la situazione è ulteriormente precipitata. Nella Zona Rossa le aziende agricole e agrituristiche continuano da una parte a sopportare le conseguenze dei limiti imposti agli spostamenti anche turistici sul territorio, dall’altra vedono le proprie produzioni locali costantemente massacrate dai cinghiali che rimangono all’interno della recinzione ad oggi realizzata”.
Per “uscire dal pantano”, Cia Liguria e Cia Piemonte chiedono
– Rimborsi immediati per gli allevatori e certezza su quando si potranno riprendere le attività di allevamento sospese
– Nuove risorse per coprire i danni subiti dagli agricoltori e gli oneri per i piani di abbattimento
– Certezza su numero e tempistica degli abbattimenti dentro e fuori la Zona Rossa (compresi eventuali sistemi incentivanti)
– Chiarimento definitivo dei poteri del Commissario
– Revisione delle legge nazionale 157/92
– Adozione del “modello Umbria”
che ha liberalizzato l’utilizzo delle gabbie. Un
sistema che obbliga chi le adotta a segnalarne la presenza nonché la cattura
del cinghiale. E che ha dimostrato un’ottima percentuale di successo.

Rivolta in carcere a Torino. Poliziotti feriti, celle danneggiate

DETENUTI CONTESTANO I TRASFERIMENTI. SAPPE: ORA BASTA!

 

Mattinata di follia nel carcere di Torino per la protesta di un gruppo di detenuti che hanno dato vita ad una violenta rivolta  dopo avere saputo di un loro trasferimento in altre sedi. E protesta con veemenza la Polizia Penitenziaria, per una situazione esplosiva che era stata annunciata da mesi ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria nazionale e regionale ma rispetto alla quale nessun provvedimento era stato assunto. Ricostruisce l’accaduto Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Si è vissuta nel carcere di Torino una situazione di altissima tensione. Intorno alle 9 una decina di detenuti, preso atto del loro trasferimento presso altri istituti penitenziari, hanno   dato vita a una forte protesta sfociata in atti di autolesionismo e danni celle (incendio, distruzione neon e suppellettili, etc). Nella fase di esecuzione delle disposizioni di trasferimento, un ispettore e due agenti sono stati aggrediti riportando traumi e contusioni, poi giudicate guaribili dai 10 ai 5 giorni. Si tratta di eventi violenti conseguenza della grave situazione penitenziaria già ampiamente annunciata dal SAPPE, aggravata anche dalla mancanza di personale di Polizia nel carcere torinese”. 

Per Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, “i gravi episodi avvenuti nel carcere di Torino, che non hanno avuto un tragico epilogo grazie all’attenzione ed alla prontezza del personale di Polizia penitenziaria, riporta drammaticamente d’attualità la grave situazione penitenziaria”. Capece ricorda che poche settimane fa  “il SAPPE aveva preannunciato lo stato di agitazione del Personale per l’assenza di provvedimenti che contrastino le continue violenze in carcere e le aggressioni alle donne e agli uomini in divisa. Riteniamo che la grave situazione in cui versano le carceri italiane imponga un’inversione di marcia da parte del vertice politico e amministrativo del Ministero della Giustizia e più in generale del governo. Il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria poco e nulla hanno fatto per porre soluzione alle troppe problematiche che caratterizzano la quotidianità professionale dei poliziotti penitenziari: ma non si può continuare a tergiversare! Non si perde altro prezioso tempo nel non mettere in atto immediate strategie di contrasto del disagio che vivono gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria è irresponsabile”.

Da sabato 14 gennaio “livello arancione” per le limitazioni al traffico

Da sabato 14 gennaio, e fino a lunedì 16 gennaio 2023 compreso (prossimo giorno di controllo), le misure di limitazione del traffico passeranno al livello 1 (arancio).

I dati previsionali forniti  da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento del valore di 50 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria per tre giorni consecutivi.

Alle limitazioni strutturali in vigore, per il trasporto persone si aggiungerà il blocco dei veicoli diesel con omologazione Euro 5 valido tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19, mentre il blocco dei veicoli diesel Euro 3 e Euro 4 verrà esteso alle giornate di sabato e domenica, sempre dalle ore 8 alle 19.

Per i veicoli adibiti al trasporto merci si bloccheranno anche i diesel con omologazione Euro 3 ed Euro 4, tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19.

Si ricorda che con l’attivazione del livello arancio si fermeranno anche tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e del percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/emergenzaambientale

Covid, in Piemonte contagi in calo

FOCUS SETTIMANALE SULLA SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA E VACCINALE

In Piemonte la curva dei contagi presenta un andamento decrescente rispetto al periodo precedente: siamo alla sesta settimana consecutiva di calo.

L’occupazione dei posti letto ordinari si attesta al 5,8%, quella dei posti letto in terapia intensiva è all’1,4%, mentre la positività dei tamponi è al 3,6%: tutti dati in calo rispetto a sette giorni fa.

Anche per questa settimana il Piemonte registra dati migliori rispetto a quelli nazionali.

SOTTOVARIANTE OMICRON BQ.1.1 DOMINANTE IN TRE DEPURATORI

Dai dati diffusi da Arpa, gli esiti delle analisi di sequenziamento delle acque reflue sui campioni prelevati il 27 dicembre evidenziano la dominanza della sottovariante di Omicron BQ.1.1 nei depuratori di Alessandria, Castiglione Torinese e Cuneo, mentre nel depuratore di Novara la variante dominante è BE.1.1.

Per quanto riguarda le sottovarianti ricombinanti, si osserva nel depuratore di Alessandria la presenza di mutazioni specifiche ed univoche con bassa frequenza appartenenti alla sottovariante XBF Exbc.1.

Non si osservano mutazioni specifiche ed univoche per le sottovarianti Omicron BA.1, BA.3 e BA.4.

VACCINAZIONI

Tra venerdì 6 gennaio e giovedì 12 gennaio sono state vaccinate 17.019 persone: 44 hanno ricevuto la prima dose, 105 la seconda, 346 la terza, 8.551 la quarta, 7.973 la quinta.

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate in Piemonte 10.786.332 dosi, di cui 3.345.079 come seconde, 2.962.690 come terze, 757.803 come quarte, 113.817 come quinte.

FOCUS CONTAGI NELLE PROVINCE

In Piemonte nel periodo dal 6 gennaioal 12 gennaio i casi medi giornalieri dei contagi sono stati 387. Suddivisi per province: Alessandria 49, Asti 21, Biella 16, Cuneo 33, Novara 36, Vercelli 12, VCO 13, Torino città 74, Torino area metropolitana 117.

In totale, su base regionale, i casi degli ultimi 7 giorni sono stati 2.706 (-2.489).
Questa la suddivisione per province: Alessandria 341 (- 257), Asti 147 (-160), Biella 110 (-116), Cuneo 234 (-313), Novara 255 (-208), Vercelli 87 (-92), VCO 93 (-106), Torino città 520 (-380), Torino area metropolitana 821 (-774).

INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI

Nella settimana dal 6 gennaio al 12 gennaio l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è stata 63.6 con andamento calante (-48%) rispetto ai 122.2 dei sette giorni precedenti.

Nella fascia di età 19-24 anni l’incidenza è 31.1 (-40.8%).

Nella fascia 25-44 anni è 61.1 (-38,8 %).

Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 68.1 (-48,1%).

Nella fascia 60-69 anni è 78.8 (-50,2%).

Tra i 70-79 anni è 84.4 (-54,5%).

Nella fascia over80 l’incidenza risulta 110.8 (-54,3%).

INCIDENZA DEL CONTAGIO IN ETÀ SCOLASTICA

In età scolastica, nel periodo dal 6 gennaio al 12 gennaio, l’incidenza rispetto ai sette giorni precedenti è in calo nelle fasce di età 0-2, 11-13 e 14-18 anni.

Nel dettaglio: nella fascia di età 0-2 anni l’incidenza è 37.6 (31,1%), nella fascia 3-5 anni si registra un’incidenza di 13.9 (+17,8%), nella fascia tra i 6 ed 10 anni l’incidenza è 14.2 (+9,2%), nella fascia 11-13 anni l’incidenza è 13.8 (-15,9%), nella fascia tra i 14 ed i 18 anni l’incidenza è 15.5(-9,4%).

Just the woman I am si corre il 5 marzo E’ la decima edizione

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Presentata la decima edizione 

Nella Cavallerizza Reale di via Verdi a Torino si è svoltala conferenza stampa di presentazione della decima edizione di JUST THE WOMAN I AM al via domenica 5 marzo 2023. La manifestazione torna in presenza dopo lo stop causato dalla pandemia. Dal 2014 l’evento organizzato dal Centro Universitario Sportivo torinese in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e il Politecnico di Torino accompagna per le vie del capoluogo piemontese i cittadini, le associazioni e i sostenitori, tutti accomunati dalla scelta di non mancare per raccogliere i fondi a sostegno della ricerca universitaria sul cancro attraverso una corsa/camminata di 5 km non competitiva. A questa si affiancano le iniziative collaterali che promuovono la prevenzione, i corretti stili di vita, l’inclusione e la parità di genere.

Hanno aperto la conferenza stampa il padrone di casa Stefano Geuna (Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino) e Guido Saracco  (Magnifico Rettore del Politecnico di Torino).

I relatori della conferenza stampa sono stati: Alberto Rainoldi (Vice Rettore per il Welfare, la sostenibilità e lo sport dell’Università di Torino), Laura Montanaro (Prorettrice Politecnico di Torino), Riccardo D’Elicio (Presidente Centro Universitario Sportivo torinese), Andrea Tronzano (Assessore Bilancio, Finanze, Programmazione economico-finanziaria, Patrimonio, Sviluppo delle attività produttive e delle piccole e medie imprese della Regione Piemonte), Jacopo Suppo (Vicesindaco Città Metropolitana di Torino) e Maria Grazia Grippo (Presidente del Consiglio Comunale della Città di Torino). In chiusura di conferenza sono intervenuti la Dott.ssa Floriana Fortunato, responsabile delle risorse umane di TGV INOUI, sostenitore principale e sponsor di pettorale della JTWIA, ed Elia Pinna, CEO Veronica One Hit Station, ancora una volta radio ufficiale della manifestazione. E’ stato trasmesso anche il video saluto del Vicepresidente Vicario CONI Nazionale Silvia Salis, che ha rinnovato il sostegno e l’adesione all’evento.

Just The Woman I Am si svolge rigorosamente nella prima settimana di marzo, in concomitanza con la Festa della Donna. Un’esperienza di sport divertente e unica aperta a tutte e tutti, dagli Under 18 agli Over 60, come singoli o in gruppo. L’appuntamento per il 2023 è il 3-4-5 marzo nella suggestiva piazza San Carlo di Torino, dove verrà allestito il Villaggio della Prevenzione e del Benessere, mentre la partenza della corsa-camminata non competitiva di 5 chilometri è prevista da piazza Castello domenica 5 marzo alle 16.00. Venerdì e sabato saranno le giornate dedicate alla prevenzione per il mondo della scuola grazie alla collaborazione con l’ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le istituzioni scolastiche potranno aderire a JTWIA compilando la scheda di adesione (https://jtwia.org/scuole/). Il villaggio verrà realizzato grazie al supporto dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino, dell’ASL Città di Torino, dell’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino e delle numerose associazioni, che ormai da anni intervengono in piazza e nel mondo della scuola come LILT, Gruppo Lions, Walce, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e molte altre.

La donazione per l’iscrizione è di 20 euro a persona fino alla data del 25 febbraio 2023 per la Modalità Virtual e fino al 3 marzo 2023 per la Modalità In Presenza; il 4 e 5 marzo 2023 sarà a offerta libera a partire da €25,00.

Sarà possibile partecipare alla corsa-camminata in Presenza oppure in modalità Virtual, scegliendo in autonomia il luogo di svolgimento, il proprio percorso di 5 km e condividendo l’esperienza sui Social. La modalità Virtual si conferma anche per l’edizione 2023, come ulteriore possibilità per i Singoli iscritti e per i Gruppi JTWIA di tutto il mondo di partecipare “distanti ma uniti”. I Team JTWIA sono, da sempre, il cuore pulsante della manifestazione, il modo migliore per sostenere la ricerca universitaria sul cancro e per vivere più intensamente l’esperienza di JTWIA fin dal primo passo, quello dell’iscrizione, con la possibilità di personalizzare il retro della maglietta con un logo a scelta senza costi aggiuntivi con un minimo di 20 partecipanti. Ogni partecipante all’evento, all’atto dell’iscrizione, potrà scegliere la modalità di iscrizione (in Presenza/Virtual, Singola/in Gruppo) sulla pagina dedicata del sito https://jtwia.org/iscrizioni/ e potrà ricevere Kit di Iscrizione e Welcome Bag direttamente a casa (con la maggiorazione di 3 euro per il servizio di consegna) oppure optare la consegna gratuita ed eco-friendly presso uno dei punti di ritiro diffusi sul territorio nazionale, grazie alla partnership con Decathlon Italia.

Una kermesse, un evento trasversale. JTWIA è impegnata sugli obiettivi 3, 4, 5, 11 e 17 dell’Agenda 2030 dell’ONU. Nello specifico il punto 3 ha come obiettivo di assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età; punto 4: fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti;  punto 5: raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze;  punto 11: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili; punto 17: rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.

L’edizione 2023 supera nuovamente i confini e si conferma come evento internazionale, grazie al supporto di TGV INOUI, sostenitore principale. Da sempre attento alle tematiche di sensibilizzazione, TGV INOUI ha scelto di partecipare a JTWIA 2023 per sostenere messaggi solidali e sociali importanti senza perdere di vista l’impegno verso la ricerca e l’attuazione di processi di miglioramento per ridurre l’impatto ambientale. Un traguardo possibile grazie alla capacità di creare sinergie all’interno della Rete JTWIA formata da Associazioni, Fondazioni, Enti e Comuni (tutti su www.jtwia.org) e un grande supporto anche dal mondo delle imprese, in particolare grazie al contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, Reale Group, Decathlon, Torino 2025, Fantolino, COOP, Yogi Tea, Torino Outlet Village, Battaglio, Via Mazzini, ESCP, Radio Veronica One.

Infine il monitoraggio dei dati e dei numeri sono fondamentali per dare una restituzione concreta dell’impatto dei grandi eventi sportivi e sono da sempre un importante focus del Centro Universitario Sportivo torinese che attraverso lo sport si pone l’obiettivo di contribuire alla  promozione del territorio e del sistema universitario. Sul sito https://jtwia.org/ sarà disponibile a breve la valutazione d’impatto di JTWIA; l’indagine è stata condotta in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino ad opera del gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Paolo Biancone.

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Pnrr, infrastrutture, Metro 2 e Olimpiadi: Lo Russo e Cirio in missione a Roma

Per la Metro 2 chiesta la possibilità di un commissario straordinario come già autorizzato per il Parco della Salute

Missione congiunta ieri a Roma del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e del sindaco di Torino Stefano Lo Russo per fare il punto su alcuni dei dossier prioritari per il territorio.

Con il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto è stato affrontato lo stato di attuazione del Pnrr, che porterà in Piemonte almeno 6 miliardi di euro, 4,6 dei quali destinati a Regione, Comune di Torino ed altri Enti locali (il resto arriverà attraverso i bandi a cui si sono candidati in modo diretto gli atenei, le aziende e i soggetti privati). È stata concordata per metà marzo una visita a Torino del Ministro, che ha anche espresso il proprio apprezzamento per la scelta di Regione e Comune di istituire una cabina di regia, una esperienza unica in Italia che verrà portata a esempio nazionale come modello virtuoso di coordinamento.

Incontro anche con il ministro per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati per un confronto in particolare sul nuovo Codice degli appalti, che sarà approvato entro fine marzo e sul quale Presidente e Sindaco hanno ribadito la necessità di procedure veloci e il più possibile semplificate per alleggerire il carico burocratico di aziende e istituzioni, ancor più in questa fase di attuazione delle progettualità del Pnrr.

Terzo importante incontro della giornata romana quello con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Sul tavolo in particolare la richiesta da parte di Comune e Regione di prevedere per la realizzazione della Metro 2 una figura commissariale con poteri straordinari, in maniera analoga a quanto già autorizzato dal Governo per il Parco della Salute. 

«Questo ci permetterebbe di avere garanzie su procedure e tempi della gara e del cantiere per un’altra delle opere strategiche e urgenti che il nostro territorio aspetta da anni – spiegano il presidente Cirio e il sindaco Lo Russo -. Il ministro Salvini si è mostrato disponibile a farsi portavoce della nostra richiesta. Abbiamo anche affrontato il tema dell’avanzamento dei lavori per la Tav, che vede nel 2023 un anno decisivo con l’affidamento dei lavori per la tratta italiana del tunnel di base, un cantiere che il Ministro tornerà presto a visitare di persona».

È stato fatto il punto anche sull’Asti-Cuneo: dopo lo sblocco proprio nei giorni scorsi del via libera all’ultimo lotto 2.6/A da parte del Ministero dell’Ambiente, è stata garantita da parte del Ministero delle Infrastrutture la massima attenzione affinché si proceda rapidamente con l’ultima definitiva autorizzazione in capo al Ministero dei Beni Culturali.

L’incontro con il ministro Salvini è stato, infine, l’occasione per ribadire la disponibilità di Torino e del Piemonte a mettere a disposizione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 il proprio patrimonio di impianti olimpici.

Torino città universitaria: negli appartamenti sfitti lo studentato diffuso

Oggi, mercoledì 11 gennaio,  nel Salone del Rettorato, è stato presentato alla stampa il progetto di residenzialità studentesca Torino Student Housing, promosso dall’Università e dal Politecnico di Torino con l’obiettivo di offrire locazioni di qualità agli studenti fuorisede, mettendo in uso gli appartamenti sfitti in Città. Sono intervenuti Stefano Geuna, Rettore dell’Università di Torino, Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino, Jacopo Rosatelli, Assessore al Welfare del Comune di Torino, Carlotta Salerno, Assessora all’Istruzione e Paolo Biancone, Professore ordinario di economia aziendale dell’Università di Torino.

Torino Student Housing nasce sia per dare risposta all’esigenza di studenti fuori sede nazionali e internazionali degli Atenei torinesi di trovare alloggi di qualità, sia per rimettere in uso appartamenti sfitti che molto spesso non sono adeguati né per affitto a lungo termine né a breve poiché da ristrutturare totalmente. Il progetto, che coinvolge stakeholder diversi (proprietari di casa, imprese di ristrutturazione, manutenzione e gestione, ordini professionali, etc.) in un’ottica inclusiva, prevede benefici per tutti gli attori coinvolti, consentendo di migliorare la qualità dell’ospitalitàanche in riferimento al settore turistico e all’housing più in generale.

Secondo le stime dell’Associazione Piccoli Proprietari Immobiliari, nella sola Città di Torino sono circa 50 mila gli appartamenti che, per motivi diversi, sono inutilizzati: alcuni oggetto di eredità in attesa di destinazione, altri per la necessità di importanti ristrutturazioni, altri ancora per inerzia della proprietà nei confronti di una messa in affitto con il rischio di morosità.

La messa in uso di appartamenti distribuiti su tutto il territorio torinese permette di bonificare alcuni quartieri, creando occasioni di aggregazione e presidio, elevando il valore immobiliare e sociale. L’attrazione di un maggior numero di studenti internazionali e nazionali non residenti porta inoltre ad un aumento dei consumi, che si riversa sul territorio con un forte impatto sociale. Gli studenti molto spesso usufruiscono infatti di attività economiche di quartiere (bar, locali, negozi ecc.) creando quindi poli-centri che possono rappresentare ecosistemi innovativi per la Città.

La ristrutturazione funzionale può diventare una forma di circulareconomy che consente il riutilizzo di spazi antropizzati senza il consumo di suolo e con ridotti consumi energetici. Il riutilizzo di arredi e complementi d’arredo attraverso un circuito di economia circolare potrebbe abbattere la produzione dei rifiuti e la messa in uso di attrezzature ancora funzionali. La ristrutturazione degli appartamenti consentirà alle imprese del territorio di sviluppare la propria attività economica facendo lavorare la filiera di fornitura e i professionisti locali.

Il progetto prevede standard di ristrutturazione con livelli di servizio definiti (numero di servizi/studente, dimensione delle stanze, arredi, wifi etc.) con materiali di qualità, ma nello stesso tempo scontati in virtù delle quantità acquisite; un canone sostenibile dell’appartamento indipendentemente dalla localizzazione territoriale e dalle caratteristiche dell’immobile e il supporto per la gestione delle locazioni attraverso l’utilizzo di operatori e piattaforme multilingua verso studenti internazionali, potenziando così l’attrattività degli atenei in contesti internazionali e valorizzando Torino come hubinternazionale di conoscenza e formazione.

Torino Student Housing, partito oggi con il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder, prevede la creazione di tavoli di lavoro per la definizione di standard di servizio e protocolli di intesa per il perfezionamento delle operazioni. La realizzazione di un cantiere pilota di sperimentazione consentirà poi di analizzare dettagliatamente gli aspetti per la creazione del circolo virtuoso. Infine si partirà operativamente con la ristrutturazione e messa in affitto degli appartamenti che man mano verranno messi a disposizione del progetto da parte dei proprietari.

“I fuori sede che studiano e vivono a Torino, internazionali e nazionali, sono oggi parte significativa e importante della popolazione torinese – dichiara il Rettore di UniTo, Stefano Geuna. Segno anche di come la città sia cambiata negli ultimi anni anche grazie all’Università con la sua crescente attrattività. Sono infatti circa 40 mila le studentesse e gli studenti che hanno scelto i nostri atenei, ponendo anche nuovi bisogni di residenzialità e di socialità. Torino Student Housing rappresenta una grande opportunità per aumentare il potenziale di recettività e gli standard di qualità. Incontrare questi nuovi bisogni è oggi una priorità inderogabile per gli Atenei, che stanno lavorando in questa direzione, ma anche per tutto il territorio, perché studentesse e studenti formati ed in empatia con la città sono il capitale fondamentale sul quale costruire il futuro di Torino”.

“Il progetto – aggiunge il Rettore del Politecnico, Guido Saracco è strategico per consentire agli Atenei del territorio di essere attrattivi non solo in termini di didattica e ricerca, ma anche nel garantire spazi residenziali a studenti fuori sede e stranieri sempre in crescita. Gli studenti stranieri che formiamo ai nostri valori sono una grande opportunità per il Paese di attenuare gli effetti della denatalità. Particolarmente meritorio poi quello che sapremo realizzare per l’accoglienza degli studenti provenienti da Paesi poveri o da zone di guerra”.

“Hanno dimostrato interesse le principali banche del territorio, l’Api, l’associazione proprietari di casa, le centrali cooperative, la Camera di Commercio e gli ordini professionali – sottolinea Paolo Biancone, professore di economia aziendale di Unito e ideatore del progetto -, ogni categoria dovrà fare la sua parte mettendo a disposizione risorse ed entusiasmo. La previsione è quella di mettere a disposizione circa 10.000 appartamenti nell’arco dei prossimi cinque anni”.

“Tutte le azioni che servono a dinamizzare il mercato delle locazioni private dichiarano gli Assessori Carlotta Salerno e Jacopo Rosatelli convincendo i proprietari a mettere a disposizione alloggi sfitti, sono benvenute. Crediamo fortemente nel potenziale delle studentesse e degli studenti universitarie/i, per questo motivo la Città offre loro diversi servizi e spazi affinché l’esperienza di studio sia il più dinamica, stimolante e funzionale possibile. L’iniziativa di Torino Student Housing sposa perfettamente questi obiettivi e come Assessori con delega alla casa, Torino città universitaria e politiche giovanili, non possiamo quindi che fare un plauso agli Atenei Torinesi, auspicando in una collaborazione sempre più sinergica anche sotto questo aspetto”.

“L’iniziativa presentata questa mattina risponde ad una delle esigenze più strategiche per la nostra città – commenta Alessandro Ciro Sciretti, Presidente di Edisu Piemonte -, offrire un mercato immobiliare accessibile, supportando sia la proprietà che gli studenti, è ormai essenziale per proseguire nello sviluppo universitario di Torino. Ringrazio Università e Politecnico per questa iniziativa che Edisu Piemonte sosterrà con determinazione e con le competenze che la nostra struttura matura ogni giorno nell’erogazione del servizio abitativo per la popolazione universitaria piemontese. Infine, in concomitanza del percorso di avvicinamento verso l’Universiade del 2025, potenziare la ricettività torinese aiuterà a promuovere ulteriormente l’attrattività internazionale del nostro territorio”.