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Rivoli e Collegno, sindaci insieme per i lavori della Metro: “si faccia presto”

“Dopo 6 anni di cantiere e vista la situazione che si è venuta a creare con la ditta appaltatrice chiediamo di concentrare fin da subito le risorse e forze per chiudere i cantieri di superficie nel più breve tempo possibile, riducendo gli spazi occupati laddove non si possa eliminarli del tutto, e restituendo, almeno in parte, normalità alla viabilità e al commercio locale”. Lo chiedono in una lettera a Infra.To i due sindaci di Collegno e Rivoli Matteo Cavallone e Alessandro Errigo dopo le notizie di stampa dei giorni scorsi sul precipitare della situazione finanziaria della ditta appaltatrice dei lavori.

Il cantiere aperto dal 2019 grava infatti da oltre sei anni su cittadini e attività di corso Francia. «La viabilità è congestionata, i commercianti vedono calare i fatturati e la manutenzione stradale nell’area è quasi impossibile», scrivono i sindaci. Una situazione che, senza un cambio di passo, rischia di esasperare ancora di più territori che attendono la metro come opera strategica per ridisegnare la mobilità dell’area ovest.

Al centro delle preoccupazioni delle Amministrazioni vi sono lo stato della viabilità e delle principali infrastrutture stradali dei territori di Collegno e Rivoli, insieme alla necessità di ottenere garanzie certe sul completamento del prolungamento della Linea 1 della metropolitana fino a Cascine Vica. Pur confermando la fiducia nella capacità di Infra.To di gestire la nuova situazione, i Sindaci chiedono un maggiore coinvolgimento nei processi decisionali che riguarderanno le scelte operative dei prossimi mesi.

Il sindaco di Collegno ha ricordato che le stazioni di Certosa e Collegno Centro sono realizzate per oltre l’80% e che, con un’impresa solida, «mancherebbe meno di un anno a fine lavori». Se serviranno nuove risorse per i lavori in superficie, ha assicurato, il Comune «farà la sua parte sia a livello economico sia per mantenere alta l’attenzione da parte del Ministero» – dichiara Matteo Cavallone.

«È indispensabile – soprattutto in questa fase – dare continuità al cantiere principale e garantire le lavorazioni, perché dopo oltre cinque anni di cantieri aperti è urgente chiudere e ridurre il più possibile le interferenze in superficie. I residenti, i commercianti e la viabilità di corso Francia stanno vivendo difficoltà significative e prolungate, e per la nostra comunità questo pesa ancora di più: i lavori, partiti da Collegno, hanno lasciato il cantiere di Rivoli in una situazione ancor più arretrata rispetto agli altri tratti. – afferma il sindaco di Rivoli Alessandro Errigo – Per questo chiediamo che venga data priorità assoluta alla chiusura dei cantieri in superficie e alla messa in sicurezza della circolazione stradale. Nel frattempo, come Comune, abbiamo già predisposto il progetto di riqualificazione del tratto di corso Francia tra via Tagliamento e via Pavia, con risorse stanziate e con la recente integrazione della relazione paesaggistica richiesta dalla Soprintendenza.

Per accelerare gli interventi stiamo valutando di suddividerlo in lotti: questo ci permetterà di partire subito nelle aree già libere dai cantieri, in particolare nel tratto tra via Pavia e via Tevere, restituendo ai cittadini spazi riqualificati e una viabilità più fluida nel più breve tempo possibile»

Le Amministrazioni chiedono di completare l’opera nel minor tempo possibile e di accelerare la chiusura dei cantieri di superficie, garantendo al contempo sicurezza e continuità delle lavorazioni. Dove la chiusura non è immediata, si sollecita una riduzione delle aree di cantiere per contenere l’impatto su viabilità e attività locali.

Inalpi Arena e Teatro Regio, due scenari d’eccezione per il Capodanno di Torino

Un doppio concerto che abbraccia generi e pubblici diversi e luoghi simbolo della città. Quest’anno il Capodanno della Città di Torino si sposta al chiuso, ospite di due spazi iconici e prestigiosi: il 31 dicembre all’Inalpi Arena, per una grande notte di musica con artisti di primo piano della scena italiana e internazionale, il 1° gennaio al Teatro Regio, per il tradizionale concerto di musica classica.“Ci prepariamo a dare il benvenuto al nuovo anno – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – con due grandi spettacoli e una proposta musicale in grado di accontentare un pubblico davvero trasversale. Quest’anno, con il cantiere in corso per la pedonalizzazione di via Roma, non festeggeremo in piazza ma in due luoghi simbolo della nostra città: l’Inalpi Arena, che ha da poco salutato il successo delle Nitto ATP Finals, e il Teatro Regio, che ha fatto da cornice all’apertura del Torino Film Festival appena concluso. Due luoghi e due programmi da non perdere con cui daremo il benvenuto al 2026 insieme alle torinesi, ai torinesi e alle turiste e ai turisti che sceglieranno Torino per festeggiare l’anno nuovo”.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti relativi ai due concerti di Capodanno sono disponibili sul sito della Città di Torino alla pagina eventi.comune.torino.it.

“TORINO TIME”, IL CONCERTO DEL 31 DICEMBRE ALL’INALPI ARENA

Dal pop al rock, dall’urban all’elettronica, tra artisti affermati e nuove voci della scena contemporanea: “Torino Time”, il concerto del 31 dicembre, sarà un racconto musicale collettivo, capace di intrattenere e divertire un pubblico variegato. Una grande festa, ma anche un omaggio alla storia, ricordando gli 80 anni dal referendum del 1946 e il primo voto delle donne italiane.

“Grazie a una proposta musicale ampia e trasversale, che mette in dialogo generi e stili differenti, Torino Time sarà una grande festa aperta a tutta la comunità cittadina – dichiara l’assessore ai Grandi eventi Domenico Carretta -. La scelta dell’Inalpi Arena, la venue indoor più capiente d’Italia, ci permette di accogliere fino a 14 mila persone, accomunate dalla voglia di divertirsi nell’unico modo che ormai Torino conosce: insieme”.

Ad accompagnare il pubblico verso la mezzanotte, una line-up che combina fenomeni musicali amatissimi, icone della scena elettronica italiana e talenti della creatività torinese. Apriranno lo spettacolo le giovani irossa, gruppo nato dal contest Pagella Non Solo Rock e finalista del Torino Music Forum. Seguiranno le Bambole di Pezza, storica formazione rock-pop-punk tutta al femminile, attiva da oltre vent’anni e impegnata sui temi dei diritti e dell’uguaglianza di genere. La festa proseguirà con una delle realtà italiane più conosciute nel mondo, i Planet Funk, collettivo che da 25 anni segna la scena elettronica internazionale con album, collaborazioni e brani entrati nell’immaginario collettivo.

Sul palco sarà presente anche la rapper torinese Beba, in doppia veste di performer e co-conduttrice insieme a Marco Maccarini, figura di riferimento della scena musicale televisiva e radiofonica italiana, già volto dei programmi cult di MTV, conduttore di due edizioni del Festivalbar e protagonista di trasmissioni radiofoniche e format musicali.

Lo spettacolo continuerà anche dopo la mezzanotte, con Deejay Time Live, progetto dal vivo nato dallo storico format radiofonico creato da Albertino con FargettaMolella e Prezioso. Un viaggio nei successi dagli anni ’90 a oggi, con visual, luci e un impatto scenico da grande evento, che celebrerà la storia della dance italiana nel mondo.

“Torino Time” sarà anche un omaggio alla storia d’Italia e della nostra città. Il 2026 non è un anno qualunque per il nostro Paese: segna la ricorrenza degli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana, avvenuta con il referendum del 2 giugno 1946, il primo voto libero dopo la fine della guerra, a cui parteciparono anche le donne. Una pagina fondamentale della storia italiana, che sarà omaggiata dalle esibizioni di Beba, le Bambole di Pezza e Margherita Anna Ferracini degli irossa, tre voci diverse e contemporanee del protagonismo femminile nella musica.

Immagine guida della comunicazione grafica dell’evento è il Toret, la storica fontanella torinese, reinventata in chiave pop con grandi cuffie da DJ, un omaggio all’identità cittadina e allo spirito festoso della serata.

L’ingresso al concerto sarà gratuito previa cauzione di 5 euro, modalità già sperimentata con successo lo scorso anno, grazie al supporto del partner Satispay. Ai partecipanti all’evento la cauzione sarà automaticamente restituita, mentre in caso di mancata partecipazione la cauzione sarà trattenuta e devoluta alla Fondazione Ricerca Molinette. Ciascun partecipante potrà prenotare il proprio posto nel palazzetto, che sarà assegnato, sia in tribuna sia nel parterre, fino al raggiungimento della capienza massima.

Per favorire un’organizzazione ottimale, la vendita dei biglietti avverrà secondo un sistema a scaglioni. Una prima finestra early bird sarà aperta mercoledì 3 dicembre alle ore 12.30, in collaborazione con Satispay. I restanti biglietti saranno resi disponibili, fino a esaurimento dei posti disponibili, in più tranche nelle date di lunedì 8, lunedì 15 e lunedì 22 dicembre. Ogni partecipante potrà scegliere il proprio posto, che sarà sempre assegnato, sia in platea che nel parterre. Ulteriori informazioni sulle modalità di accesso e di prenotazione saranno disponibili sui canali ufficiali della Città di Torino.

 “Torino Time” è un progetto della Città di Torino, prodotto da Eventi 3 Srl, partner NH Hotels & Resorts e NH Collection Hotels & Resorts, parte di Minor Hotelsvenue Inalpi Arena.

“TORINO SEI REGIO!”, IL CONCERTO DI MUSICA CLASSICA DEL PRIMO GENNAIO

Il nuovo anno si aprirà nel solco della tradizione, con il concerto di musica classica del primo gennaio, giunto alla sua terza edizione e ospitato al Teatro Regio. “Torino Sei Regio!” sarà una serata all’insegna della grande musica, che proporrà alcune tra le pagine più amate dell’opera – da Verdi a Puccini, Rossini, Bizet, Zandonai e Mozart – ma anche un momento per celebrare il Teatro Regio e con esso tutta la città, attraverso una serie di proiezioni che ripercorrono la storia del Teatro, dalle origini settecentesche fino alle più recenti produzioni, passando per i grandi successi del Novecento, il ricordo dell’incendio del 1936 e la rinascita nel 1973.

“Il concerto di musica classica del primo gennaio – dichiara l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia – è un appuntamento consolidato e partecipato del calendario culturale della nostra città. Dopo due edizioni in piazza Castello, protagonista l’Orchestra Filarmonica di Torino, la terza edizione coinvolgerà un’altra eccellenza del nostro territorio, il Teatro Regio, e ne omaggerà la sua storia secolare e il suo prestigio, che ne fanno oggi il secondo teatro d’opera in Europa. Una serata ricca di bellissima musica, che abbiamo voluto il più possibile condivisa e inclusiva e che infatti sarà proiettata anche al Teatro Alfieri, in diretta tv grazie a Sky Classica e in differita grazie a Rete 8. Questo evento è il frutto di un grande lavoro di squadra. I miei più sentiti ringraziamenti vanno quindi a tutti i partner che hanno contribuito al valore artistico dell’iniziativa e alla sua realizzazione”.

Accanto all’Orchestra del Teatro Regio si esibirà un cast composto dal soprano Roberta Mantegna, dal mezzosoprano Antoinette Dennefeld, dai tenori Julien Henric e Pablo Martínez, dal baritono Roberto de Candia e dal basso Davide Giangregorio. Sul podio il Maestro Marco Alibrando, chiamato a bissare il successo del concerto dello scorso primo gennaio.

Il programma si aprirà con la sinfonia e l’aria “Mercé, dilette amiche” dai Vespri siciliani di Verdi. Seguirà “Ehi di casa, buona gente” dal Barbiere di Siviglia di Rossini. Dalla Carmen di Bizet sono tratti invece la ”Habanera” e “Je vais danser en votre honneur”, a cui seguirà l’aria “Paolo, datemi pace!” dalla Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, titolo che ha inaugurato la stagione del Regio. Di Puccini saranno eseguiti l’Intermezzo sinfonico da Manon Lescaut e due momenti da La bohème: il duetto “O soave fanciulla” e la romanza “Vecchia zimarra”. Conclude la serata la celebre aria di Leporello “Madamina, il catalogo è questo” dal Don Giovanni di Mozart.

L’accesso all’evento avverrà attraverso una formula che coniuga accessibilità e solidarietà. Il biglietto avrà un costo simbolico di 5 euro oltre commissioni. L’intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. I biglietti saranno acquistabili a partire da martedì 2 dicembre sulla piattaforma Vivaticket.

Una volta esauriti i posti al Regio, sarà possibile prenotare gratuitamente un posto al Teatro Alfieri, dove il concerto sarà trasmesso in diretta streaming e tramite la piattaforma +Classica. Il concerto sarà anche trasmesso in diretta televisiva alle ore 18 su Sky Classica (canale 121 della piattaforma Sky e 125 sugli apparecchi Sky Glass) e in differita alle ore 23.30 su TV8.

In linea con lo spirito di festa e condivisione che caratterizza il Capodanno torinese, il concerto sarà anche un momento di convivialità: grazie alla collaborazione con Confesercenti ed Epat Ascom, a tutti i partecipanti verrà consegnato un voucher che darà la possibilità di gustare una cioccolata calda presso i bar aderenti all’iniziativa.

“Torino Sei Regio!” è un progetto della Città di Torino, realizzato da Fondazione per la Cultura TorinoSky Classica e Teatro Regio, in collaborazione con Turismo TorinoTeatro AlfieriEPAT e Confesercenti, main sponsor Intesa Sanpaolo, con il sostegno di Fondazione CRT, sponsor Enel, charity partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

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Impianti di sci più sicuri: un investimento per il turismo

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La Regione Piemonte accoglie con grande favore la graduatoria pubblicata dal Ministero del Turismo relativa ai contributi del Fondo per l’ammodernamento, la sicurezza e la dismissione degli impianti di risalita e di innevamento artificiale. Una misura di carattere nazionale che, per il Piemonte, rappresenta una leva di grande rilevanza strategica per sostenere il turismo montano, aumentare la sicurezza delle infrastrutture e accompagnare i territori verso una gestione più moderna, resiliente e sostenibile del sistema neve.

Il Fondo – dotato di oltre 160 milioni di euro nel periodo 2023-2026 – finanzia interventi di ristrutturazione, manutenzione straordinaria, innovazione tecnologica, miglioramento dei sistemi di innevamento, realizzazione di bacini e opere idriche funzionali, nonché la dismissione degli impianti obsoleti. Una misura che si rivolge direttamente alle imprese funiviarie, comprese quelle aggregate in consorzi o società di gestione.

«Queste risorse rappresentano una leva strategica per il Piemonte – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo –. Significa investire in sicurezza, innovazione e competitività. I nostri comprensori hanno bisogno di impianti moderni, efficienti, capaci di garantire qualità dell’esperienza sportiva e turistica. È un sostegno concreto alle vallate, alle imprese e all’economia della montagna, che oggi vive tutte le stagioni: non solo lo sci, ma outdoor, turismo lento e nuove forme di fruizione del territorio».

Per un territorio alpino articolato e ad alta vocazione turistica come quello piemontese, il Fondo costituisce un sostegno essenziale per aumentare la sicurezza delle infrastrutture in un contesto climatico complesso; supportare gli operatori negli investimenti più onerosi; modernizzare impianti e innevamento per garantire qualità e continuità delle attività; favorire la sostenibilità ambientale e la razionalizzazione delle strutture obsolete; rafforzare l’attrattività turistica dei comprensori alpini piemontesi.

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IMPIANTI PIEMONTESI FINANZIATI

Dalla graduatoria ministeriale risultano finanziati i seguenti soggetti piemontesi:

• Colomion Spa – Bardonecchia. Contributo: € 2.030.288,73

  • Limone Impianti Funiviari e Turistici Spa – Limone Piemonte. Contributo: € 8.811.355,43
  • Monterosa 2000 SpA – Alagna Valsesia e Alpe di Mera. Tre contributi per complessivi € 9.950.000,00

Pur non risultando finanziati in questa fase, diversi impianti piemontesi hanno ottenuto valutazioni molto elevate e rimangono in graduatoria per eventuali risorse aggiuntive:

• Prato Nevoso Spa – Frabosa Sottana

• Colomion Spa – Bardonecchia

• Artesina Spa – Frabosa Soprana

• Domobianca Srl – Domodossola

• Macugnaga Trasporti e Servizi Srl – Macugnaga

• Alpe Devero Ski Srl – Baceno

• Sestrieres Spa – Sestriere/Via Lattea

• Vigezzo & Friends Srl – Valle Vigezzo / Piana di Vigezzo

• Alpe Campo Srl – Alto Sermenza

Mercoledì 3 dicembre, presso il Grattacielo Piemonte, saranno presentati gli esiti del Bando Neve da 50 milioni di euro dedicato all’ammodernamento e alla valorizzazione degli impianti piemontesi. Misura che evidenzia la piena complementarità tra il lavoro svolto a livello ministeriale e le politiche regionali.

Le due azioni – il Fondo nazionale e il Bando Neve regionale – concorrono infatti a un unico obiettivo: rafforzare il sistema neve del Piemonte, rendendolo più sicuro, moderno e competitivo. La conferenza sarà l’occasione per illustrare nel dettaglio i progetti finanziati e la strategia complessiva con cui la Regione intende sostenere il settore nei prossimi anni, integrando investimenti pubblici, innovazione tecnologica e nuove opportunità per i territori montani.

Torino si prepara per la candidatura a Capitale Europea della Cultura

Si è riunito il Tavolo Strategico per la candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033, che vede coinvolti Comune e Città Metropolitana di Torino, Regione Piemonte, Camera di commercio, Politecnico e Università degli Studi di Torino, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo.

Presieduto dal sindaco Stefano Lo Russo, l’incontro ha visto la partecipazione dell’assessora regionale Marina Chiarelli, dell’assessora comunale Rosanna Purchia, del presidente della Camera di commercio Massimiliano Cipolletta, della vicerettrice del Politecnico Silvia Barbero, della rettrice dell’Università Cristina Prandi, della presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi e di Matteo Bagnasco per la Fondazione Compagnia di San Paolo. La riunione ha rappresentato un tassello decisivo nel percorso verso la presentazione del dossier, offrendo agli enti l’occasione di fare il punto sulle attività in corso, consolidare una visione comune e delineare le priorità per i prossimi anni.

Nel corso del 2025 sono stati compiuti passi significativi: sono nati tre think tank dedicati a intelligenza artificiale, libro e democrazia, che hanno coinvolto università, fondazioni, realtà culturali e imprese in processi di ricerca e co-progettazione. Parallelamente, Università, Politecnico, CeVIS e Torino Social Impact hanno avviato la creazione di un sistema sperimentale di valutazione dell’impatto, mentre la Città ha mappato l’intero ecosistema culturale urbano e metropolitano. Grazie all’accordo con Fondazione Piemonte dal Vivo e Hangar Piemonte sono inoltre partiti percorsi di partecipazione e formazione rivolti a operatori culturali, reti civiche e cittadinanza, estesi all’intero territorio regionale.

Ha preso avvio anche un ampio programma di partecipazione civica: più di 200 volontarie e volontari stanno portando il progetto tra le persone in occasione di eventi e appuntamenti pubblici. A questo si aggiunge il progetto di creative bureaucracy, che coinvolge 60 dipendenti comunali in un percorso formativo orientato a favorire innovazione sociale e collaborazione tra uffici e settori.

La candidatura dispone ora anche di un logo ufficiale, ideato con la collaborazione di oltre cento studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie torinesi e presentato in occasione del concerto di San Giovanni in piazza Vittorio Veneto, portando il progetto in uno dei momenti simbolici della vita cittadina.

Sul piano europeo, Torino ha intensificato le relazioni con numerose città del continente, sviluppando un rapporto privilegiato con i Paesi Bassi – partner nel ciclo delle Capitali Europee della Cultura 2033 – e partecipando a reti e conferenze internazionali che hanno contribuito a posizionare la candidatura come luogo di sperimentazione e cooperazione culturale.

Il Tavolo Strategico ha definito le direttrici operative per il 2026, anno in cui si passerà dalla mappatura alla progettazione concreta, attraverso percorsi condivisi con istituzioni culturali, scuole, presidi sociali e reti artistiche. A livello internazionale, l’obiettivo sarà consolidare i rapporti con le Capitali Europee della Cultura passate e future e definire più compiutamente la dimensione europea della candidatura, in linea con le indicazioni dell’Unione Europea.

A commento della riunione, il direttore della candidatura Agostino Riitano ha dichiarato:
“Questa riunione del Tavolo segna un passaggio significativo del nostro percorso – spiega Agostino Riitano, direttore della candidatura – e dimostra che Torino sta assumendo la candidatura a Capitale Europea della Cultura non come un esercizio formale, ma come un processo collettivo di interpretazione del presente e di immaginazione del futuro. In questi mesi abbiamo costruito un metodo, una rete e un orizzonte. Il metodo è quello della cooperazione tra istituzioni, università, fondazioni, comunità culturali e cittadini; una collaborazione che non si limita a sommare energie, ma produce una visione condivisa. La rete è quella che stiamo tessendo con le città europee, con cui non cerchiamo semplicemente alleanze, ma uno scambio di prospettive, linguaggi e responsabilità comuni. L’orizzonte è quello di una Torino che mette al centro le persone, che valorizza i talenti e le risorse vitali, che affronta le complessità del presente con curiosità, coraggio e spirito di apertura. Il 2026 sarà l’anno decisivo per trasformare gli indirizzi in progettualità, le intuizioni in programmi, le relazioni in partenariati strutturali. Sarà l’anno in cui il dossier inizierà a rivelare la sua forma, la sua architettura e la sua ambizione: raccontare una città che vuole proporre all’Europa un modello culturale fondato sul dialogo, sull’innovazione sociale, sulla prossimità, sulla qualità della vita urbana e sulla capacità di costruire fiducia. Torino sta dimostrando di avere una visione ampia, un’identità forte e una comunità pronta a partecipare. È da questa energia civile che nasce la candidatura e da questa energia continuerà a crescere”.

Il cammino verso il 2033 continuerà con il sostegno della Fondazione per la Cultura Torino, attraverso il coinvolgimento attivo di cittadini, istituzioni culturali, scuole, imprese e società civile. Nei prossimi mesi saranno presentati nuovi incontri pubblici, progetti di co-progettazione, azioni di comunicazione e iniziative territoriali che accompagneranno la redazione del dossier e il rafforzamento della dimensione europea della candidatura.

Torino per la Giornata mondiale contro l’AIDS del 1° dicembre

 

Ogni anno, dal 1988, la Giornata mondiale contro l’AIDS del 1° dicembre rappresenta un momento chiave per richiamare l’attenzione pubblica sul tema dell’HIV, per promuoverne la prevenzione, combattere lo stigma e ribadire la solidarietà verso le persone che vivono con il virus.

Anche quest’anno la Città aderisce alla ricorrenza, proseguendo un percorso avviato nell’ambito della rete internazionale Fast Track Cities, alla quale Torino partecipa dal 2020, che promuove strategie locali per rafforzare prevenzione, testing, accesso ai trattamenti e contrasto alle discriminazioni.

In questa direzione, a partire dal 2022 la Città ha attivato un articolato processo di copro­grammazione e coprogettazione con il Terzo Settore che ha portato alla realizzazione del progetto “Torino Fast Track City”.

Nel quadro della Giornata mondiale 2025, la Città – insieme ai partner del progetto ASL Città di Torino e le associazioni Anlaids, Arcobaleno Aids, Casa Arcobaleno, Croce Rossa Torino, Giobbe, Gruppo Abele, Lila Piemonte – propone un programma di azioni mirate alla sensibilizzazione e all’informazione.

Tra queste, il rilancio della campagna “U=U – Impossibile sbagliare”, diffusa tramite affissioni e locandine elettroniche sui mezzi GTT, per ribadire il messaggio “Undetectable = Untransmittable” e contrastare stigma e discriminazioni.

Ad amplificare il messaggio, si affiancano l’illuminazione della Mole Antonelliana il 30 novembre, con la proiezione del fiocco rosso e del logo U=U  a cura di IREN, la proiezione gratuita del film “Positive” di Alessandro Radaelli, programmato per il 1° dicembre al Cinema Massimo grazie alla collaborazione del Museo Nazionale del Cinema, e la promozione delle attività di testing previste dal progetto sui canali istituzionali della Città.

Il progetto “Torino Fast Track City” prevede, tra le altre azioni, la gestione degli spazi comunali di via Mazzini 44E quale check point dedicato al testing e alla promozione della salute sessuale, con attività di screening, counseling, formazione e comunicazione pubblica contro lo stigma e il minority stress. I dati riferiti alle attività di testing effettuate nel corso del 2025 attraverso Torino Fast Track City dicono che i test HIV effettuati da inizio anno, e fino al 17 ottobre, sono stati complessivamente 1175, di cui 668 quelli registrati al check point.

«Anche quest’anno la Città rinnova con convinzione il proprio impegno nella lotta all’HIV e contro ogni forma di stigma – afferma Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. Continuare a informare, offrire occasioni di testing e rendere visibile il nostro sostegno, anche attraverso gesti simbolici come l’illuminazione della Mole, significa ribadire che la nostra comunità è al fianco delle persone che vivono con il virus e di chi ogni giorno si impegna per contrastare discriminazioni e pregiudizi

Torino Click

In carcere sbarre di ferro, punteruoli e macchina per tatuaggi

Non c’è pace nel carcere di Torino: lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, a seguito dei ritrovamenti in alcuni spazi detentivi dopo una accurata perquisizione degli Agenti.

“Nel corso della notte, presso il Padiglione B della VI Sezione, è stata effettuata un’ispezione all’interno di una cella. Durante il controllo, occultato dietro un portarotolo di carta igienica artigianale, è stato rinvenuto un telefono cellulare di tipo smartphone, introdotto illecitamente all’interno dell’istituto”, spiega il segretario provinciale Taibbi Jean Francois. “Successivamente, nel locale adibito a barberia, sono stati rinvenuti ulteriori oggetti non autorizzati, tra cui sbarre in ferro, punteruoli di fattura artigianale, un caricabatterie e una macchinetta rudimentale per tatuaggi”,

“Tali ritrovamenti”, sottolinea il sindacalista, “confermano, ancora una volta, la persistente e preoccupante presenza di materiali non consentiti all’interno della struttura penitenziaria. Il personale in servizio presso il Padiglione B, nonostante l’evidente stato di affaticamento e la crescente pressione dovuta alla gestione quotidiana di situazioni critiche, continua a operare con elevato senso del dovere, professionalità e spirito di abnegazione, garantendo la sicurezza e l’ordine all’interno dell’istituto”. Per il SAPPE, “la situazione nel carcere di Torino è ormai divenuta insostenibile. Si rende necessario e urgente un intervento concreto da parte delle istituzioni competenti, volto all’adozione di misure più stringenti e normative più severe nei confronti di tali comportamenti illeciti. Solo attraverso un impegno deciso e strutturale sarà possibile tutelare l’incolumità del personale e assicurare il corretto funzionamento dell’istituto penitenziario”.

Vicente Santilli, segretario SAPPE per il Piemonte, condanna duramente l’accaduto, evidenziando la pericolosità di un sistema che sottovaluta le segnalazioni e lascia soli gli agenti a fronteggiare situazioni così critiche. “Il carcere è una costante pentola a pressione pronta ad esplodere. È intollerabile l’indifferenza di chi continua a ignorare le responsabilità nel garantire un ambiente di lavoro sicuro e dignitoso per il personale, favorendo così il verificarsi di eventi critici e pericolosi che taluni degli oggetti sequestrati nella notte dai Baschi Azzurri avrebbero potuto causa”.

Torna a sollecitare urgenti provvedimenti a tutela della Polizia penitenziaria in servizio Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto. Servono poliziotti e regole d’ingaggio chiare, tecnologia e formazione per chi sta in prima linea nelle Sezioni, strumenti di difesa e contrasto delle violenze”. Il riferimento del leader nazionale del SAPPE è alla necessità di “prevedere l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene e la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario”. Ma Capece torna anche a sollecitare, per la Polizia Penitenziaria, “la dotazione del taser, che potrebbe essere lo strumento utile per eccellenza in chiave anti aggressione (anche perché di ogni detenuto è possibile sapere le condizioni fisiche e mediche prima di poter usare la pistola ad impulsi elettrici)”. 

Operata per un tumore al cervello in gravidanza, Chiara dà alla luce Mattia alle Molinette

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Salvi mamma e neonato presso la Città della Salute di Torino
A volte le storie che nascono dalla paura diventano testimonianze straordinarie di forza, professionalità e speranza. È il caso di Chiara, giovane fisioterapista di 38 anni, che a metà agosto, nel pieno della sua seconda gravidanza, ha visto la sua vita cambiare all’improvviso. Alla 22ª settimana, improvvise crisi epilettiche l’hanno portata d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino. Lì, pochi minuti dopo i primi accertamenti, è emersa una diagnosi inattesa e drammatica: un voluminoso tumore cerebrale che comprimeva profondamente i lobi frontali.
I medici si sono trovati di fronte ad una decisione complessa: intervenire immediatamente, garantendo la massima sicurezza non solo per Chiara, ma anche per il suo bambino.
Nelle ore successive, l’équipe neurochirurgica, guidata dal professor Diego Garbossa, (Direttore della Neurochirurgia universitaria e del Dipartimento di Neuroscienze della Città della Salute e della Scienza di Torino) e dal dottor Nicola Marengo, ha eseguito un intervento altamente delicato. L’operazione richiedeva rapidità, precisione assoluta e perdite ematiche minime, per non alterare la perfusione del feto. In meno di tre ore, i chirurghi sono riusciti ad asportare completamente il tumore, rivelatosi poi benigno.
Ciò che ha reso possibile questo risultato è stata la perfetta integrazione delle diverse specialità coinvolte.
L’équipe della Ginecologia e Ostetricia 4, diretta dal dottor Saverio Danese con la dottoressa Elisa Picardo ed il dottor Carlo Maria Carmazzi, ha monitorato in continuo la vitalità fetale in tutte le fasi del percorso.
L’anestesia, calibrata con una meticolosità straordinaria dal team di Anestesia e Rianimazione 2, diretto dal dottor Maurizio Berardino e gestita dal dottor Christoph Meier, ha garantito sicurezza totale a mamma e feto.
Accanto ai medici, un ruolo fondamentale lo hanno svolto infermieri, ostetriche, tecnici di neurofisiologia ed OSS, che, con cura, competenza e tempestività, hanno sostenuto ogni passaggio dell’intervento e dell’assistenza. Una macchina perfetta, animata da professionalità ed umanità.
Il decorso post-operatorio di Chiara è stato sorprendentemente rapido. Dimessa in pochi giorni, ha proseguito la gravidanza sotto stretto controllo dei ginecologi.
Poi finalmente, pochi giorni fa, il percorso si è illuminato della gioia più grande: la nascita del piccolo Mattia. Nato alla 36ª settimana, 2.480 grammi, è stato preso in carico dalla Terapia Intensiva Neonatale ospedaliera (TINO), sotto la supervisione della dottoressa Maria Francesca Campagnoli, della Neonatologia diretta dalla dottoressa Caterina Carbonara. Il parto cesareo è stato eseguito dalla dottoressa Elisabetta Cantanna, con il supporto anestesiologico del dottor Alfio Bonanno del reparto di Anestesia e Rianimazione 4 (diretto dalla dottoressa Mariella Maio).
«Questa storia rappresenta l’eccellenza della medicina multidisciplinare» hanno sottolineato i medici coinvolti. «Il lavoro di squadra è stato determinante. Oggi celebriamo non solo la nascita di Mattia, ma anche il valore della collaborazione tra professionisti».
Ieri Chiara ha lasciato l’ospedale, mentre continuerà i controlli con l’équipe neurochirurgica per monitorare il percorso di completa guarigione. Mattia per ora resta ricoverato in ospedale. 
“Una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze multidisciplinari della nostra Città della Salute e della Scienza. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).
«Fare rete e condividere competenze e professionalità tra i nostri ospedali deve essere al centro della sanità piemontese – sottolinea Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte – e questa storia a lieto fine conferma, ancora una volta, l’efficacia di questo approccio. La buona riuscita dell’intervento e la nascita di Mattia sono ancora una volta la dimostrazione dell’eccellenza che la Città della Salute e della Scienza di Torino rappresenta per la nostra regione e di come sia un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale».

Borgo Campidoglio: dall’1 dicembre via alla pedonalizzazione

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C’è tempo fino al 2 febbraio per registrare la propria targa sul sito della Città

 

Da lunedì primo dicembre 2025 Borgo Campidoglio diventa ufficialmente una nuova zona pedonale della Città di Torino. Nell’area compresa tra Via Cibrario, Via S. Rocchetto, Via Balme e Via Ceres entreranno in funzione (fino al due febbraio 2026 in fase di pre-esercizio senza applicare sanzioni) cinque varchi videosorvegliati connessi a un sistema di controllo elettronico. L’obiettivo è quello di creare uno spazio pubblico più sicuro, vivibile e accessibile, dove muoversi a piedi, in bicicletta o con mezzi non motorizzati in modo semplice e naturale.

Questa trasformazione è il risultato di un intenso lavoro congiunto tra la Città di Torino e la Circoscrizione 4, che negli ultimi mesi hanno collaborato per definire un modello di pedonalizzazione capace di rispondere alle esigenze di residenti, famiglie e attività locali. Un percorso costruito attraverso confronti continui sul territorio, ascolto delle istanze e ricerca di soluzioni equilibrate, con l’obiettivo condiviso di valorizzare il quartiere e migliorarne la qualità della vita.

L’area pedonale rappresenta un investimento sul futuro del quartiere. Una trasformazione che punta a ottenere più sicurezza per i bambini e le famiglie, maggiore attrattività per le attività commerciali e ricettive e vuole far nascere un ambiente più tranquillo, sostenibile e di qualità, pensato per essere vissuto e attraversato da tutti.

“La pedonalizzazione di Borgo Campidoglio rappresenta un passo importante nel percorso che Torino sta portando avanti per restituire ai quartieri spazi più sicuri, più vivibili e a misura di persone – dichiara l’assessora alla Mobilità e ai Trasporti Chiara Foglietta -. Con l’avvio dei nuovi varchi e della regolamentazione degli accessi vogliamo valorizzare la qualità urbana di un’area unica della nostra città, sostenendo al tempo stesso residenti, famiglie e attività economiche, che saranno accompagnati in questo percorso. Borgo Campidoglio è un luogo speciale: con questo intervento lo rendiamo ancora più accogliente, sostenibile e bello da vivere”.

Deroghe e permessi

L’accesso per i veicoli a motore sarà vietato, fatta eccezione per i mezzi in servizio di emergenza (autoambulanze, veicoli delle forze armate, veicoli degli organi Statali di Polizia, veicoli del corpo dei Vigili del Fuoco, veicoli della Polizia Municipale di Torino, veicoli dei comuni della Regione Piemonte, veicoli adibiti ai Servizi Sanitari diversi dalle autoambulanze, veicoli adibiti ai Servizi di Soccorso e Protezione Civile individuati dai contrassegni di Istituto), e per quelli dei tecnici comunali in reperibilità.

Il transito e la sosta sarà consentito alle biciclette, ai veicoli al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria, muniti di specifico contrassegno, agli autocarri e alle autocisterne di peso, a pieno carico, inferiore ai 50 quintali destinate al rifornimento di combustibile negli stabili collocati all’interno della nuova area pedonale e ai veicoli adibiti al trasporto merci, per l’approvvigionamento delle attività commerciali dell’area (il transito e la fermata sarà permessa esclusivamente dalle ore 10 e 30 alle ore 12 e 30 dei giorni feriali).

Transito e sosta consentiti anche ai veicoli in servizio pubblico di piazza (TAXI / NCC) il cui servizio ha origine o destinazione nell’area interessata dal divieto e ai mezzi di servizio delle aziende erogatrici di pubblici servizi, assimilando a questi anche quelli di eventuali ditte appaltatrici. Anche per loro varrà il limite di pesare meno di 50 quintali a pieno carico.

Accesso e transito (ma non sosta su strada) sarà consentito anche ai veicoli dei residenti, dei domiciliati, dei dimoranti e delle attività del terziario ubicate nell’area interessata dalla pedonalizzazione. La fermata sarà autorizzata esclusivamente per effettuare operazioni di salita e discesa di persone in caso di eccezionale necessità. Sarà necessaria l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione della Città e l’inserimento nella White List del Comune.

Per registrarsi (accedendo con SPID o CIE) è necessario utilizzare il seguente link:
https://www.comune.torino.it/servizi/accesso-aree-pedonali-fuori-ztl

Per le consegne dei fornitori, l’accesso sarà sempre consentito nella fascia 10 e 30 – 12 e 30. Se un cliente, un fornitore o un artigiano avessero invece bisogno di entrare al di fuori della fascia 10 e 30 – 12 e 30, sarà sufficiente richiedere l’esenzione a posteriori sul portale GTT dedicato, entro 10 giorni:
https://www.gtt.to.it/cms/aree-pedonali/250-aree-pedonali/12270-autorizzazioni-occasionali-esenti-a-posteriori

Accompagnamento minori alla scuola materna “Coniugi Verna”

L’accesso, il transito e la fermata per il tempo strettamente necessario, sarà consentito ai veicoli utilizzati per l’accompagnamento dei minore presso la scuola materna “Coniugi Verna”. L’orario di apertura del varco sarà dalle ore 08 alle ore 10, con ingresso e uscita solamente da via Corio. Ogni famiglia potrà registrare un massimo di 2 targhe per ogni minore iscritto alla scuola.

Per registrarsi (accedendo con SPID o CIE) è necessario utilizzare il seguente link:
https://www.comune.torino.it/servizi/accesso-aree-pedonali-fuori-ztl

Dall’1 dicembre 2025 al 2 febbraio 2026, in fase di pre-esercizio, i varchi saranno attivi ma senza applicazione di sanzioni, così da permettere a residenti e utenti di completare la registrazione dei veicoli.

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Ai “Gardens” dell’olandese Knibbe il premio per il miglior film del 43° TFF… e l’anno prossimo sarà Marilyn!

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Va all’olandese Morgan Knibbe per il suo “The Gardens of Eartly Delights” il premio per il miglior film del 43° Torino Film Festival, con i suoi 20.000 euro, scelta della giuria guidata da Ippolita Di Majo con altri quattro membri a rappresentare Francia, Belgio, Ucraina e Italia. Inevitabilmente, ognuno rimarrà della propria idea portandosi nel cuore i titoli che più l’hanno interessato o entusiasmato o le scelte che già aveva osato fare uscendo dalla settimana di proiezioni del TFF (come a dire che rimangono per primi nella memoria la solitudine disperata e il rapporto non più ricostruibile di Eugen con il padre in “Mo papa” e le simbologie del nipponico “Black Ox”): ma ha convinto appieno tutti quanti la vicenda di Ginto e del suo migliore amico Jojo che vagano per le strade di Manila, riempiendo le giornate e le notti di metanfetamine, tra piccoli furti e la lotta che intraprendono per un sacco di immondizia, tra le luci del quartiere della prostituzione e lo squallore della baraccopoli in cui vivono mentre la sorella del primo, Asia, si prostituisce nella speranza di una vita migliore, mentre il turista che scivola a poco a poco nella infelice frenesia personale del turismo sessuale li osserva dall’alto della piscina posta sul terrazzo del suo albergo. Una realtà lontana da noi, certo, ma “ho iniziato a scrivere il film cercando di spingere il pubblico a riconoscere e accettare l’umanità di chi è stato disumanizzato per secoli”, confessava il regista Morgan Knibbe, una lunga storia di sfruttamento, di forza e di mancanza di ogni rispetto, una storia che si disperde attraverso le fabbriche e le miniere, le piantagioni e i bordelli. Prostituzione giovanile e perversioni adulte, avevamo scritto, strade contorte verso un vuoto e desolato giardino delle delizie, esistenze senza vie d’uscita, con un racconto estremamente crudo, che guarda al caso personale ma che farebbe in fretta a espandersi per l’intera città, che non nasconde nulla, anzi mette lo spettatore dinanzi a una quotidianità da raccapriccio. Knibbe si fa ammirare nel rendere in maniera esatta la discesa agli inferi, all’interno di un girone che non sappiamo neppure immaginare, alla infelicità di tutti, ai sensi di colpa, all’urlo fatto per sopravvivere, lo fa senza compiangere, senza accusare, paradossalmente senza giudicare, lucidamente. Lasciando però più di un immenso amaro in bocca.

Gli altri premi vanno a “Ida who sang so badly even the dead rose up and joined her in song” di Ester Ivakič, storia della ragazzina di un piccolo villaggio sloveno convinta di impedire la morte della nonna entrando nel coro della scuola (premio speciale della Giuria, 7000 euro) e ad “Ailleurs la nuit” della canadese Marianne Métivier, l’intrecciarsi delle giornate di quattro giovani donne nel corso di una torrida estate, premio per la miglior sceneggiatura, lontanissimo dalle preferenze di chi scrive. La giuria composta dai critici cinematografici Igor Angjelkov (Macedonia), Chiara Spagnoli Gabardi (Italia) e Paul Risker (Regno Unito) assegna il premio FIPRESCI (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) a “La anatomìa de los caballos” del regista Daniel Vidal Toche, produzione Perù/Spagna, con la motivazione: “Il film riflette su una verità necessaria: la rivoluzione è fatta di azione e spargimento di sangue, ma è uno stato d’animo destinato al fallimento. Questa sensibile esplorazione della cultura indigena prende vita attraverso un realismo magico, attingendo allo spirito di Eadweard Muybridge. Come opera di poesia visiva, inattaccabile dal tempo, il film dimostra che ciò che l’uomo ha tenuto in cattività è più libero dell’essere umano”.

Intanto il Comitato di Gestione del Museo Nazionale del Cinema, presieduto da Enzo Ghigo, ha deliberato il rinnovo a Giulio Base (“per l’ottimo lavoro sin qui svolto”; non soltanto il suo, quello anche di Dame Tiziana Rocca in Base, statuaria e bionda, efficientissima tessitrice di trattative, di arrivi e partenze dei vari divi che in questi giorni Torino ha ricevuto, con la gibigianna delle Stelle della Mole o no, delle visite per la città a tallonarli e proteggerli come un granatiere, un lavoro che crediamo davvero di fino e che – volenti o nolenti, simpatizzanti o rimpiangenti – ha portato il TFF fuori della propria nicchia per spalancarlo forse al mondo) quale direttore artistico del Torino Film Festival per l’edizione 2026. Lui ha immediatamente messo sul tavolo la sua prima carta vincente. A Marilyn Monroe (sarà il centenario della nascita di Norma Jeane Mortenson Baker) verrà dedicata l’immagine e la retrospettiva del TFF numero 44: “Dopo due centenari che era doveroso celebrare, Brando e Newman – ha detto il direttore -, nel 2026 la retrospettiva sarà dedicata a una donna, nel centesimo anniversario della sua nascita. Non soltanto attrice, ma un mito, un’icona luminosa dell’immaginario collettivo. L’immagine scelta per il 44° Torino Film Festival proviene dal suo ultimo servizio fotografico, realizzato pochi giorni prima della scomparsa: uno scatto che custodisce bellezza e fragilità, con quel lieve senso di nostalgia del futuro, come se sapesse di essere destinata a vivere nell’eternità più che nel presente.” Un’immagine che venne scattata dal fotografo George Barris a Santa Monica il 13 luglio 1962, all’interno di un servizio conosciuto come “The Last Photos”. Nel 1997 il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha comprato all’asta a Los Angeles tre stampe fotografiche con i ritratti realizzati sulla spiaggia che riportano la firma del fotografo e che sono oggi esposte alla Mole in un corner dedicato all’attrice e alla diva, insieme ad altre foto, oggetti personali e gioielli.

Elio Rabbione

Nelle immagini, Marilyn Monroe fotografata da George Barris e icona del prossimo TFF 2026, ancora sotto la direzione di Giulio Base; Il giovane protagonista del film vincitore, “The Garden of Earthly Delights” dell’olandese Morgan Knibbe e “La anatomia de los caballos”, premio Fipresci.

Incendio a teatro, evacuato l’Alfieri

Momenti di paura questo pomeriggio nel centro di Torino. Un incendio è scoppiato all’interno del Teatro Alfieri, in piazza Solferino. Le fiamme, divampate sul palco, si sono propagate mentre nella struttura erano presenti tecnici e personale.

Non sono ancora note le cause del rogo, sono in corso accertamenti. L’allarme è stato lanciato immediatamente e il teatro è stato  evacuato. L’intervento dei vigili del fuoco di Torino, giunti in breve tempo sul posto, ha permesso di spegnere l’incendio in pochi minuti, impedendo che il fuoco si estendesse ad altre aree dell’edificio.