Zangrillo: “Forza Italia per un Paese più giusto”
“La battaglia che stiamo portando avanti per la riforma della Giustizia ha un denominatore comune: la difesa della libertà di ogni cittadino. Vogliamo una giustizia giusta, equa, davvero al servizio delle persone. Una battaglia che ha un nome e un volto: quello di Silvio Berlusconi. Oggi il nostro impegno, quello di Forza Italia, del viceministro Francesco Paolo Sisto, è portare avanti le idee e i valori che ci contraddistinguono per garantire una giustizia più giusta a tutti gli italiani.” Lo ha dichiarato il senatore Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione e segretario regionale di Forza Italia in Piemonte, intervenendo a Torino all’evento dedicato alla riforma della giustizia.
Un incontro molto partecipato, occasione di ascolto e confronto, che ha ribadito il ruolo di Forza Italia come forza liberale, garantista e moderata. Zangrillo nel suo intervento ha sottolineato come gli stessi principi stanno guidando anche il lavoro di modernizzazione della Pubblica amministrazione: “Partiamo dai bisogni concreti dei cittadini, semplifichiamo i processi, rendiamo i servizi più accessibili e trasparenti. Anche nella Pubblica amministrazione, come nella giustizia, l’obiettivo è uno solo: rendere il rapporto tra Stato e cittadini più efficace”, ha precisato il ministro.
Zangrillo ha infine ribadito il ruolo di Forza Italia all’interno della coalizione di centrodestra: “Non siamo solo la casa dei moderati. Siamo la forza della buona amministrazione, del pragmatismo, della responsabilità. Lavoriamo ogni giorno per un’Italia più giusta e più moderna. La nostra visione non nasce per caso: è il frutto di un progetto politico e culturale che portiamo avanti con passione e coerenza. Un progetto che vive grazie all’impegno dei nostri amministratori e dei nostri militanti. Un progetto che porta la visione di Silvio Berlusconi, che proprio qui in Piemonte ha ricevuto uno degli abbracci più forti e sinceri”.
POLITICA
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Merlo: Il Centro non è una tenda nè un rifugio
“Quando il Centro viene pianificato a tavolino da chi ne è politicamente estraneo è di tutta
evidenza che lo si considera come un semplice ornamento che non deve disturbare chi guida la
macchina di una coalizione. È quello che capita a sinistra con il duo Bettini/Renzi che prevedono
per il Centro nella coalizione guidata da Schlein, Conte, Fratoianni/Bonelli e Landini un ruolo
politicamente gregario e del tutto irrilevante. Insomma, l’esatto contrario di quello che fecero nel
passato Franco Marini con il Ppi o Francesco Rutelli con la Margherita.
Il Centro, e la ‘politica di centro’, hanno un senso e una mission specifici solo se sono protagonisti
in una coalizione e non una semplice comparsa. Peraltro disegnata e progettata da chi
politicamente e culturalmente non ne fa parte.
Per queste ragioni chi costruisce tende, rifugi e accampamenti lavora per rafforzare la sinistra e
per annichilire definitivamente qualunque riferimento ad un Centro riformista e di governo”.
On. Giorgio Merlo
Dopo il pronunciamento del TAR circa la Stanza dell’Ascolto in supporto alle donne in gravidanza presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino, continuano le strumentalizzazioni della sinistra. Una cosa però è chiara, la posizione ferma e convinta pro vita e pro mamme in difficoltà di Fratelli d’Italia, ribadita con forza dalla dichiarazione che segue del Capogruppo in Consiglio Regionale, Carlo Riva Vercellotti.
“Le sinistre che cantano vittoria a sproposito sappiano che, con l’assessore Marrone, non rinunceremo mai a sostenere quel volontariato pro vita a sostegno delle future mamme in difficoltà. La sospensione provvisoria della Stanza dell’Ascolto e le osservazioni del TAR saranno utili per definire la nuova convenzione e proseguire nel lavoro intrapreso. Per troppi anni le istituzioni hanno ignorato centinaia di donne e coppie fragili, disapplicando volutamente quella parte della legge 194 che afferma invece la tutela sociale della maternità”
Le scritte ingiuriose, tra cui ‘Giorgia Meloni terrorista’, comparse questa mattina in via Garibaldi, sono la fotografia di una Torino ostaggio dei centri sociali e del mondo antagonista”. Ad affermarlo Paola Ambrogio, Senatore di Fratelli d’Italia.
“E’ il risultato – continua la Ambrogio – delle politiche di tolleranza messe in campo dal Sindaco Lo Russo nei confronti delle frange più estreme, con tanto di percorso di legalizzazione e sostegno per chi diffonde odio e violenza, come Askatasuna”.
“Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: è inaccettabile avvicinare le Istituzioni a certi mondi per proprio tornaconto politico. Non ci può essere dialogo con chi non riconosce e rispetta gli equilibri e le strutture democratiche”.
Il dibattito in consiglio regionale sullo stato di salute della sanità piemontese si chiude con le stesse perplessità e le stesse critiche già mosse alla vigilia. La relazione dell’assessore Federico Riboldi non rassicura né sugli investimenti nelle strutture, né sulla distribuzione delle competenze per rispondere alle richieste dei piemontesi e delle piemontesi.

“Non sappiamo ancora una volta quali siano gli investimenti e i punti di caduta di questa giunta sul fronte sanitario. Attendiamo un piano socio-sanitario che non arriva, ma non capiamo dalle parole dell’assessore quale sia il percorso della giunta per arrivare a quali obiettivi – ha spiegato la capogruppo Gianna Pentenero, che da settimane chiede quali siano i conti delle aziende sanitarie, dove e quanto si voglia investire -. Abbiamo servizi da sviluppare, come la sanità territoriale e di base, abbiamo cure specialistiche che sono carenti rispetto alla richiesta. E le risposte quali sono? Tutti piani futuri senza cifre e senza date. Senza neanche una visione chiara che possa ispirare l’azione di questa amministrazione regionale”.
“Sull’edilizia in generale, pur plaudendo ad alcune istanze generali, come ad esempio la necessità di nuove strutture per garantire qualità, sicurezza, attrattività ed efficienza, l’importanza di un portale per monitorare i lavori, le buone condizioni creditizie offerte da Inail, restano importanti perplessità. La prima è che nessuna Regione ha ancora realizzato un ospedale con Inail e nessuna Regione ha chiesto così tanto. La seconda è che Inail chiederà la restituzione di quei fondi e ancora manca una quantificazione di quanto queste restituzioni peseranno sui bilanci e quindi sui servizi ai cittadini. Serve una due diligence su questo piano di edilizia sanitaria, generale e su ciascun intervento, che consideri i costi del nuovo e risparmi o costi del vecchio, a seconda delle intenzioni, per poterne valutare la sostenibilità e l’eventuale impatto sui servizi ai cittadini” ha affermato il vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle.
Rispetto alla programmazione e alle esigenze del sistema, è intervenuto Mauro Salizzoni, già primario di chirurgia all’Ospedale Molinette. Il suo è stato un appello per arrivare finalmente al taglio del nastro del Parco della Salute, così come un’attenzione al periodo che intercorrerà fino a quel traguardo. Il suo appello per strutture prossime e costruite secondo criteri adeguati è stato arricchito dal racconto in materia di trapianti. “Non ha senso creare due centri distinti e distanti: uno per adulti e uno per bambini. Perché il lobo sinistro di un fegato si può trapiantare su un bambino e usare il resto per un adulto. Ma tutto questo può avvenire se le strutture sono vicine: un unico centro che consenta alle equipe di lavorare insieme – ha detto Salizzoni -. Pensiamo a staccare gli ospedali in modo che ciascuno possa continuare a comandare in casa sua, ma le apparecchiature sono le stesse: per esempio non esiste una risonanza magnetica per bambini”.