Oramai quello che si dice oggi magari tra 15 giorni non vale più. Chi non molla assolutamente è Anna Rossomando. L’ultimo orizzonte politico è l’elezione di Mauro Salizzoni, uno dei più grandi ed apprezzati chirurghi a livello mondiale. Ma non basta. Una delle icone di chi era o si sentiva a sinistra, il più di sinistra possibile. Gioiello di Rifondazione comunista.
casa madre o astenersi, spronato dalla sinistra sbrindellata all’ astensione. E Chiampa rischia. Rischia tanto, fin troppo. Accettando il Grimaldi di turno acquista un voto ma ne perde almeno dieci. Il gioco sta nel chi sbaglia di meno. Poche, pochissime le certezze sul dopo voto. La prima: Bertola pentastellato tagliato fuori. Conterà su uno zoccolo duro ma ampiamente insufficiente per essere competitivo. Secondo: vincerà sicuramente un pro Tav. Conclusioni: Chiampa e Cirio stanno evidenziando le incoerenze altrui, con le pasionarie un po’ in sordina ora che la si deve buttare in politica. I tentativi di bloccare l’opera sono ridicolmente falliti .
Riccardo Molinari oramai tra i numeri due di Salvini. Loro non vogliono tante liste d’ appoggio a Cirio. Bartolomeo Giachino è relegato ad un ruolo secondario. Magari rientrerà dalla finestra come assessore ai Trasporti, pane per i suoi denti. Il centrodestra è favorito nella vittoria, ma come si dice: mai vendere la pelle dell Orso prima di averlo ucciso. E qualcosa di possibile non è detto che sia probabile. Una lotta all’ ultimo voto? Non so. Le conseguenze del voto piemontese avranno una rilevanza nazionale se non europea. Speriamo che la classe politica locale sappia giocarsela ottimamente per gli interessi del Piemonte. Ma su questo siamo decisamente pessimisti.













