Ecco il testo integrale del post pubblicato dal presidente uscente della Regione Piemonte
“Ancora un grazie di cuore a tutte le elettrici e gli elettori che mi hanno dato la loro fiducia; a tutti coloro che mi hanno sostenuto nella recente campagna elettorale; ai tanti che mi hanno fatto sentire il loro calore ed il loro affetto sia durante la campagna sia ora, in questi giorni amari ma sereni, dopo una sconfitta
pesante e senza appello. Un grazie ai miei più stretti collaboratori, e prima ancora amici, con cui ho condiviso larga parte delle giornate nei cinque anni trascorsi e ancor di più nei mesi di campagna elettorale; un grazie infine alla squadra con cui abbiamo governato il Piemonte in questi anni in cui, ne resto profondamente convinto, abbiamo ridato dignità credibilità ed
utilità alla Regione Piemonte. Tuttavia, come già accennato, la sconfitta è stata netta e pesante e la responsabilità è prima di tutto di chi ha guidato l’amministrazione e la battaglia elettorale. Confermo quindi la rinuncia al seggio che mi verrà assegnato in quanto candidato classificato al secondo posto, come segnale di assunzione piena di responsabilità, in modo da lasciare spazio ai nuovi eletti, senza condizionamenti del passato. Di conseguenza chiudo questo spazio pubblico di confronto, ringraziando ancora tutti coloro che mi sono stati vicini in questi ormai tanti anni di impegno pubblico per Torino ed il Piemonte”.
“Muri per difendere sanità, trasporti e diritto allo studio. Ponti perché il Piemonte resti aperto, giusto e solidale”Inutile dire che, in questa situazione, tutto sembra più difficile, ma non ci sottrarremo. La nostra opposizione sarà “di sana e robusta Costituzione”, per non far arretrare il nostro territorio dai diritti e dalle opportunità conquistate: il 100% delle borse di studio universitarie, il fondo “salva sfratti” e il fondo “salva mutui”, la difesa della legge 194, dei consultori, della libertà riproduttiva delle donne, il contrasto al gioco d’azzardo, il divieto del cottimo per i lavoratori delle piattaforme digitali, la giusta retribuzione negli appalti e molto altro. Gli unici muri che vogliamo alzare sono quelli per difendere la sanità e il trasporto pubblico. Costruiremo ponti e reti per arginare la piccola secessione mascherata dietro l’autonomia differenziata “in salsa veneta” e per non smantellare le politiche di accoglienza e integrazione. Al contrario, il nord ha bisogno di unirsi per migliorare la qualità dell’aria e cancellare la nuvola nera che incombe sulla Pianura Padana.
Grazie al sostegno straripante di tanti concittadini, con più di 4 mila e trecento preferenze, sono l’unico eletto di Liberi Uguali Verdi. Voglio ringraziare i tanti che hanno permesso questo risultato: prima di tutto le forze politiche, le candidate e i candidati che hanno reso possibile questo seggio, fino a poche ore fa impossibile, e soprattutto i colleghi Valter Ottria e Silvana Accossato, senza i quali questa lista non sarebbe esistita. Tuttavia, per quanto il risultato, in questo contesto, sia incredibile, le europee e le regionali purtroppo dimostrano che è finito il tempo del voto di opinione, anche perché spesso l’opinione nei confronti del mondo della sinistra organizzata è negativo.
Grazie al Presidente Chiamparino per le parole di ieri, che dimostrano la serietà e la credibilità che ha saputo rappresentare in questi anni.
Non c’è niente da festeggiare, ma voglio ringraziare tutte le persone che in questo tsunami sono rimaste in piedi a dannarsi per me e per noi. Grazie per i tanti messaggi di speranza. Cercherò di non deludere mai chi mi ha dato la sua fiducia. Continueremo a studiare, agitarci e organizzarci. Lo faremo con tutta la nostra forza.
Matteo Salvini stravince. Luigi Di Maio straperde. Chi vince oltre ragionevoli speranze ora concentra la sua attenzione su come é andata in Europa. Lì i sovranisti non sono andati così bene da impensierire chi governerà ancora. Giggino è sparito. Quasi tutti i Pentastellati sono spariti. E fa onore alla Castelli l’ essersi, per prima, fatta vedere. Bocca cucita ma almeno si è fatta vedere. Ora Giggino ha il non invidiabile primato di aver letteralmente dimezzato il proprio consenso elettorale. Insidia il record a Renzi che ci ha impiegato quattro anni nel raggiungere simile risultato. Giggino, invece, ci ha impiegato solo 12 mesi. Potenza degli apprendisti stregoni. Di dimissioni non se ne parla assolutamente. Meglio fare lo zerbino. E mi sa che i suoi seguiranno il suo esempio. Ma questa vittoria leghista sarebbe incompleta se non ci fosse stata la vittoria della Meloni. I due partiti superano insieme il 40 %, soglia per potere governare. Ma per potere governare da soli il centrodestra deve ricorrere a nuove elezioni. Più precisamente la destra, visto che Berlusca sembra tagliato fuori. E il dettaglio delle elezioni non è proprio un dettaglio. Zingaretti gongola. Non avrà vinto ma ha tamponato l’ emorragia. Con un altro dato: se si
assommano Bonino, verdi e sinistra sbrindellata si supera il 9 %, che aggiunto al 24, si arriva per il centro sinistra ad una cifra ragguardevole. Ma si sa che in politica le somme molte volte si fanno in modo diverso. Un 9 % inutile non produrrà nessun seggio. Il Pd torna ad essere il primo partito in molte grandi città. I leghisti non scherzano nella Livorno rossa: il 30 % è loro e se si votasse oggi la sinistra perderebbe anche la Toscana. Analoga cosa è avvenuta in Piemonte. Centrodestra che stravince in ogni dove. Chiampa è primo solo in Provincia di Torino, comunque intorno al 40% e Cirio in tutte le altre dal 55 in su. Bertola si accontenta di un misero 10 % con punte del 13 %. Era nell’aria, aria che si respira tra la gente, tra gli elettori. Onore allo sconfitto . Almeno ci ha tentato, con i Moderati che non superano il 3 %. La montagna ha partorito il topolino. Addirittura la quarta proiezione dava Cirio al 53 % e Chiampa al 34. Ed ecco la scelta dello sconfitto di dimettersi anche da consigliere. Altra cosa che gli fa onore. Ora comincia la lunga marcia del PD per tornare ai fasti di una volta. In Piemonte ci sarà stabilità per 5 anni a meno che non ci siano terremoti non prevedibili. A bocce ferme Cirio rasenta il 50%, probabilmente un record. Con piccole ma significative rivoluzioni
interne allo schieramento. Andrea Tronzano fa il miracolo di portare Forza Italia prima di Fratelli d Italia. Scontato non era. Con il personale successo di quasi 5000 preferenze. Ed ecco il ritorno in pompa magna di Roberto Rosso. Ritorno in Consiglio regionale, visto che dalla politica non si era mai ritirato. Aveva prodotto qualche problema alla giunta Cota. Ma acqua passata non macina più. Serafici i 17 consiglieri della Lega, tanto ci pensa il nostro Matteo Salvini. Malconcio il PD con un nuovo gruppo capitanato da Salizzoni, leader di preferenze. A Torino il partito ha retto, ma in giro per il Piemonte una debacle. La notte dei lunghi coltelli, mi sa, è già cominciata. Sinistra sbrindellata fuori da tutto, tranne Grimaldi. Sì spera per loro che qualche domanda se la pongano. Giachino non è riuscito ma ha già prenotato un posto per alto commissario Tav. Con i
no Tav spariti anche in Val di Susa. Valsusini che stanchi dei loro inutili no hanno votato centrodestra ed il PD è inchiodato al 13%. Bertola si sta ancora chiedendo cosa è successo con i pentastellati a Torino. Nelle periferie ecco barriera di Milano, operaia ed antifascista che dà la maggioranza ai leghisti che una volta erano arrabbiati con i meridionali e ora tanto con quelli di colore. Così i meridionali di Barriera di Milano stanchi degli spacciatori di colore votano per il Capitano Matteo Salvini. Ed anche questo era previsto. Cari compagni di sinistra, vietato stupirsi. Quando il popolo
vota a sinistra è saggio e democratico e quando vota a destra è immaturo e corrotto? Destra e sinistra non sono concetti politici superati . In queste elezioni mi sembra che ne esca malconcio il centro politico, senza per questo asserire che essere di destra vuol dire essere fascista, come essere di sinistra vuol dire essere comunista. Ma mi sa che la storia poco insegni a chi ha commesso errori e non li vuole riconoscere. I sovranisti piemontesi sanno ora a chi rivolgersi. Mercedes Bresso per la prima volta non ce l’ ha fatta. Toccherà a leghisti e pentastellati la rappresentanza, francamente un brivido mi attraversa la schiena. Perché Matteo Salvini sempre lombardo è. Magari si inseriranno Pisapia o il ligure Benifei. O più realisticamente dovrà pensarci Cirio che è stato parlamentare Europeo. Le elezioni in Piemonte le ha vinte in coppia con Matteo Salvini e noi confidiamo nelle qualità diplomatiche del nuovo Governatore. Come le elezioni regionali sono state perse in coppia da Chiamparino ed il PD. Come Chiampa si è già di fatto dimesso dovrebbero fare i vertici del Pd. Ma mi sa che questa è pura illusione. Per ora Matteo Salvini si gode la sua vittoria. Il prossimo appuntamento è
trattare con l’Europa. Magari si porta dietro Conte e Tria. Ci tiene al bon ton istituzionale. Forse il crocefisso che si porta dietro gli sarà d’ aiuto, mentre la burocrazia e tedeschi sono più sensibili ai conti. Soprattutto al farli quadrare, i conti. Loro sono fatti così. Nel mentre i leghisti locali hanno già presentato il conto a Cirio. Anzi, più precisamente era negli accordi iniziali: 80 % degli assessori. Sicuramente quello della Sanità, in arrivo un vercellese. Poi al carroccio anche il presidente del Consiglio e l’ 80 % delle presidente di Commissione. Insomma, ritocca a loro e non vogliono fare la fine di Cota. Ma, appunto, acqua passata non macina più e sono tante le cose da fare. E vigilerà Molinari, alessandrino tra i “bracci destri” del nostro Immortale e sempre presente Matteo Salvini. E statene certi che anche Cirio gli sarà riconoscente.
Di Pier Franco Quaglieni
Le elezioni regionali si sono concluse quasi nel modo migliore possibile. Sottolineo il quasi perché la netta prevalenza leghista nella coalizione può sicuramente creare dei problemi al nuovo presidente Alberto Cirio che rappresenta una risorsa molto importante
Chiamparino ha chiuso la sua esperienza politica con cinque anni di grigiore e di errori, in primis i tagli troppo forti alla Sanità che hanno penalizzato i cittadini in un settore nel quale, specie per la sinistra, la salute dovrebbe essere un diritto assoluto. Chiamparino e’ riuscito a riemergere, dopo il deficit pauroso lasciato in Comune del quale pochi parlano, a causa della strumentalizzazione mediatica delle “mutande verdi” che ha interrotto la legislatura nel corso della quale il governatore Cota aveva dimostrato buone
qualità di governo. A sua volta Cota aveva interrotto la non esaltante esperienza di Mercedes Bresso legata a sua volta allo scandalo altrettanto mediatico del Premio Grinzane Cavour e del povero Giuliano Soria , sicuramente un disonesto, ma un disonesto molto capace e intraprendente non solo per se’ ma
anche per la cultura e il Piemonte. A sua volta la Bresso aveva posto fine al decennio di Enzo Ghigo, sicuramente il migliore presidente della Regione Piemonte insieme ad Aldo Viglione. Alberto Cirio,
indimenticato assessore al turismo della Giunta Cota, rappresenta una svolta importante perché è uomo saldamente legato al territorio piemontese, come ha dimostrato il vastissimo consenso elettorale raccolto, che però guarda ai problemi del Piemonte dall’alto della sua esperienza di deputato europeo. Egli sintetizza nella sua persona il meglio della tradizione piemontese che ha sempre saputo guardare oltre le Alpi, una virtù che Chiamparino nel suo piemontesismo un po’ piemontardo di moncalierese doc non ha mai posseduto. Cirio significa Alba, ma anche capacità di g
uardare lontano in una dimensione internazionale che l’uomo di Moncalieri non ha mai posseduto. Nel Partito democratico spiccano il risultato importante di Mauro Salizzoni, grande chirurgo e scienziato che sarebbe stato sicuramente un ottimo assessore alla sanità e il successo di Daniele Valle, nonché quello di Monica Canalis, esponenti di un Pd senza derivazioni storiche dall’ ex PCI . Sicuramente manca un uomo come Boeti che anche nella nuova legislatura avrebbe portato una testimonianza civile e civica importante. E ‘ stato un grave errore della segreteria del Pd privarsi di persone come lui, anche se il distacco di voti tra i
due schieramenti si è rivelato davvero incolmabile.
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Il Pd ha tenuto soprattutto a Torino, ma ha dovuto cedere nel resto del Piemonte . Il fenomeno grillino che sembrava inarrestabile e che ha portato a Torino ad un sindaco pentastellato rivelatasi inadeguata ed incapace ,sembra essersi bruscamente ridimensionato sia perché hanno pesato l’operato di Appendino, sia perché il governo giallo verde ha dimostrato l’incapacità a governare dei grillini. Tra il resto Appendino, visto il crollo dei voti a Torino, dovrebbe forse dimettersi come fece con grande sensibilità istituzionale il presidente del Consiglio D’Alema nel 2000 quando le elezioni regionali le vinse Berlusconi. I risultati non hanno premiato Forza Italia che è apparsa quasi anchilosata su se’ stessa, incapace di un adeguato impegno politico, malgrado l’alto numero dei parlamentari eletti in
Piemonte solo lo scorso anno. E’ stata una presenza quasi inesistente sul territorio in particolare a Torino. Il più impegnato e’ stato l’ex governatore
Ghigo che aveva abbandonato la politica attiva. La sinistra estrema si è rivelata del tutto marginale trascurabile. Anche le alleanze con Pizzarotti si sono dimostrate politicamente ed elettoralmente insignificanti. I moderati hanno dimezzato i seggi ed hanno eletto Silvio Magliano, re delle preferenze nel mondo cattolico, già pupillo di Gian Piero Leo che questa volta ha dato invece un contributo importante all’elezione di Cirio. L’esperimento elettorale di Portas e’ palesemente fallito e finirà nel nulla. Già nel 2016 l’elezione di un solo consigliere comunale a Torino era stato un campanello d’allarme. In queste elezioni abbiamo assistito ad un qualcosa di davvero curioso : l’assessore regionale in carica Giovanni Maria
Ferraris, moderato, ha rotto con il suo gruppo schierandosi dall’altra parte. Ferraris potrebbe dire ciò che davvero e’ stata la Giunta Chiamparino perché quell’esperienza l’ha vissuta dall’interno.
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Gli elettori di “Fratelli d’Italia” hanno preferito l’ex Forza Italia Roberto Rosso che ha fatto una campagna elettorale sfarzosa, a Marrone, organico al partito. Non hanno comunque premiato in modo significativo – malgrado gli sforzi del capace coordinatore regionale Fabrizio Comba – la Meloni che sul Piemonte aveva contato molto. I tempi di An di Martinat e Ghiglia appartengono ad un’altra epoca. La Lega sarà il soggetto principale della prossima legislatura. La sua crescita in Piemonte e’ stata notevole, anche se la nuova classe dirigente rappresenta una scommessa perché le donne e gli uomini migliori sono a Roma o vanno in Europa come Gianna Gancia. Si vedrà se saprà essere una Lega capace di governare, partendo dall’onda del voto di protesta. Certamente molti “buonisti” che hanno inneggiato all’accoglienza comunque hanno sulla
coscienza il successo di Salvini che ha vinto persino a Riace dove l’ex sindaco Lucano era stato beatificato dalla sinistra. Proprio l’esempio di Riace dovrebbe far riflettere molti che ritengono il politicamente corretto come una sorta di galateo. Il successo della Lega dimostra che il populismo e’ una realtà con cui fare i conti e che l’arroganza presuntuosa di quattro giornalisti come Lerner e Travaglio non serve affatto ad arginarlo .Non basta neppure l’impegno dei giornali del gruppo De Benedetti che si rivelano incapaci di affrontare la nuova realtà. Le censure non servono più . Un mio amico ha scritto su Facebook che Chiamparino che ha escluso dal Salone il libro di Salvini, e’ stato a sua volta escluso dalla Regione. C’è sicuramente un fondo di verità in questa battuta.
Due ultime osservazioni. Più Europa della Bonino ha totalizzato un consigliere nella persona molto stimabile di Elena Loewenthal, scrittrice e giornalista ,lasciando fuori il faziosissimo ed assai poco laico , ex Lotta Continua, Silvio Viale non mai molto considerato da Pannella, a voler essere gentili. I radicali arrivarono in passato a far eleggere due consiglieri in Piemonte, oggi la Bonino ha dimostrato che, uscendo dal percorso pannelliano per seguire quello di Monti, non si può raccogliere un consenso ne’ Radicale ne’ tanto meno liberale. Un’ultima osservazione . L’assessore alla cultura della Regione Parigi
con la sonora sconfitta di quello che molti chiamavano amichevolmente Sergio, non rientrerà più nel suo ufficio, malgrado, pur non candidata, abbia fatto animosamente campagna elettorale in modo vistoso in qualità di assessore. E’ un fatto molto positivo perché chi si occupa di cultura in Piemonte difficilmente potrà rimpiangere il suo protagonismo e la sua assai discutibile idea che la cultura debba essere un’impresa come il suo circolo dei lettori. E’ stata spesso settaria. La sua e’ comunque una storia che è finita definitivamente il 26 maggio 2019.
scrivere a quaglieni@gmail.com
ELEZIONI. BOETI : “LA POLITICA È CONFRONTO”
All’indomani del trionfo della destra populista, trovo singolare polemizzare contro i 5Stelle e la loro presunta identità politica. Distribuire patenti di destra e di sinistra, oltre a peccare di presunzione, potrebbe rivelarsi un esercizio sterile se non dannoso. Credo, invece, che in alcuni Comuni dove ci attende il ballottaggio sia scelta responsabile tentare di dialogare con i 5 Stelle, partendo da sensibilità e temi affini, a cominciare dall’ambiente e dalla difesa del territorio. Valori che mi paiono da sempre essere di sinistra. Ieri andavano bene i patti con Berlusconi e Verdini, mentre oggi si demonizzano i 5Stelle forse per affossare qualsiasi tentativo di confronto: la teoria delle due destre può avere solo una funzione, quella di alibi per le nostre sconfitte presenti e future. Compito della politica è costruire alleanze e progetti, non sostituirsi ai politologi. Chiudere la porta ad ogni dialogo con i 5Stelle significa una sola cosa: continuare a far vincere Salvini. Gli abbiamo consegnato il Paese, forse possiamo evitare di consegnargli anche molti Comuni. Altrimenti, da sconfitti e senza contare un bel niente, non ci resterà che stare a discettare tra chi è più di destra.
Nino Boeti
Presidente del Consiglio regionale

Quando in serata pare ormai certa la vittoria di Alberto Cirio, lo sfidante uscente, Sergio Chiamparino dichiara: “Mi sono sentito di combattere questa ultima battaglia e l’ho persa. E quando si perde è sempre il comandante dell’esercito che si assume la responsabilità. Valuterò le modalità con cui lasciare il seggio in Consiglio in modo che si trovino soluzioni che aiutino a portare energia nuova”. Lasciando il seggio che gli spetta di diritto come candidato alla presidenza, subentrerà un altro consigliere e Chiamparino potrebbe lasciare la politica. Cirio esprime apprezzamento per la figura dello sfidante. “E’ Una persona perbene, ci siamo sentiti e nei prossimi giorni avverrà il passaggio delle consegne. Io mi metterò subito al lavoro”, dice il nuovo presidente del Piemonte.
In base agli exit poll il candidato alla presidenza del Piemonte, Alberto Cirio, del centrodestra, otterrebbe un risultato compreso tra il 45 e il 49 per cento, e sarebbe così eletto come nuovo presidente della Regione, mentre il governatore uscente Sergio Chiamparino del centrosinistra si fermerebbe al 36.5 / 40.5, rispetto al 47,09 per cento del 2014. Il candidato del M5s, Giorgio Bertola otterrebbe un risultato tra il 12 e il 16 per cento. Infine Valter Boero, tra lo 0 e l’1%.
Notte elettorale al Polo del '900
– Ore 21.00: Saluti
Sergio Soave (Polo del ‘900)
Giulio Biino (Circolo dei Lettori)
– Ore 21.15: Introduzione
Collettivo Fridays For Future Torino – Italy
Alessandro Cavalli
Alba Garavet
– Ore 22.15: CORNER EXIT POLL
– Ore 22.30: Cultura
Christian Greco
Paolo Verri
Max Casacci
– Ore 23.15 – CORNER EXIT POLL
– Ore 23.30: Collegamento con Lorenzo Pregliasco
– Ore 23.45: Società
Carlo Greppi
Davide Mattiello
Lucio Levi
– Ore 00.30 – CORNER EXIT POLL
– Ore 00.45: Economia
Adriana Castagnoli
Flavio Brugnoli
Gianmaria Ajani
Lorenzo Vai
Piergaetano Marchetti (in collegamento)
Gianni Borsa (in collegamento da Bruxelles)
– Ore 1.30 – CORNER EXIT POLL
– Ore1.45: Informazione
Valentina Parasecolo (video)
Marinella Belluati
Christoper Cepernich
Marek Lenhert (in collegamento da Roma)
Steven Forti (in collegamento da Barcellona)
– Ore 2.45 – CORNER EXIT POLL
Animano il corner exit poll Fabio Cassanelli e Andrea Sorbello.
Conducono Riccardo Porcellana e Chiara Priante.
Per l’election day di lunedì 27 maggio la sede dell’Assemblea regionale sarà il centro operativo media
Qui tutte le informazioni sulle elezioni regionali.
Come si vota: qui il video e le istruzioni.
Qui tutte le informazioni sulle elezioni europee.

Ecco, in sintesi, alcuni dati statistici utili e le principali regole che porteranno all’elezione del nuovo Presidente piemontese e del Consiglio regionale
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ELEZIONI REGIONALI 26 MAGGIO 2019
MODALITÀ DI ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA E DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
Il Consiglio regionale è composto dal Presidente della Giunta regionale e da 50 consiglieri.
E’ eletto Presidente della Giunta regionale il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale. 40 seggi sono assegnati nelle circoscrizioni provinciali col sistema elettorale proporzionale (quozienti interi e resti più alti). 10 seggi, corrispondenti ai candidati della lista regionale del Presidente regionale eletto, (listino regionale) sono assegnati col sistema maggioritario. Tale assegnazione maggioritaria si dimezza a 5 seggi (e cioè i primi 5 candidati del listino) nel caso in cui le liste provinciali collegate al Presidente eletto abbiano già ottenuto 25 dei 40 seggi proporzionali.
| CIRCOSCRIZIONI |
Popolazione censimento generale
del 21 ottobre 2001 |
Seggi spettanti ad ogni circoscrizione |
| Alessandria |
427229 |
4 |
| Asti |
217573 |
2 |
| Biella |
182192 |
2 |
| Cuneo |
586378 |
5 |
| Novara |
365559 |
3 |
| Torino |
2247780 |
21 |
| Verbano-Cusio-Ossola |
160264 |
1 |
| Vercelli |
176941 |
2 |
| TOT. |
4363916 |
40 |
L’assegnazione dei 40 seggi proporzionali è effettuata secondo le seguenti modalità:
– i voti di ciascuna lista circoscrizionale vengono divisi per un quoziente (totale dei voti di tutte le liste della circoscrizione diviso il numero dei seggi della circoscrizione aumentato di una unità). Il numero intero di tale divisione corrisponde ai seggi assegnati a quoziente intero alla lista.
– i seggi rimanenti vengono assegnati in un collegio unico regionale ai gruppi di liste, ovvero all’insieme delle liste provinciali presentate in tutte le circoscrizioni, con il sistema proporzionale dei quozienti interi e dei resti più alti sulla base dei voti residui di ciascun gruppo di liste, che corrispondono a quelli che non sono stati sufficienti per ottenere nelle circoscrizioni un seggio a quoziente intero o che eccedono quelli necessari alla sua conquista.
– sulla base di una graduatoria decrescente ottenuta dividendo i resti di ciascuna lista circoscrizione per il relativo quoziente circoscrizionale si procede all’assegnazione nelle circoscrizionI dei seggi ottenuti da ciascun gruppo di liste nel collegio unico regionale.
È prevista una soglia di sbarramento del 3% dei voti validi per il gruppo di liste provinciali, a meno che tale gruppo sia collegato a una lista regionale che ha superato la percentuale del 5%.
È anche eletto consigliere anche il candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente. A tal fine viene riservato l’ultimo seggio assegnato alle liste circoscrizionali collegate al Presidente secondo classificato.
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DATI DEMOGRAFICI
POPOLAZIONE AL 01/01/2018 (dati fonte ISTAT)
Maschi 2.123.610
Femmine 2.252.255
Totale 4.375.865
POPOLAZIONE DELLE CIRCOSCRIZIONI REGIONALI, SUDDIVISA PER GENERE, AL 1° GENNAIO 2018
|
Circoscrizioni |
Maschi |
Femmine |
Totale |
| Torino |
1 096 998 |
1 172 122 |
2 269 120 |
| Vercelli |
83 449 |
88 858 |
172 307 |
| Novara |
179 715 |
189 880 |
369 595 |
| Cuneo |
290 059 |
298 500 |
588 559 |
| Asti |
105 529 |
110 355 |
215 884 |
| Alessandria |
205 726 |
218 448 |
424 174 |
| Biella |
84 921 |
92 146 |
177 067 |
| Verbano-Cusio-Ossola |
77 213 |
81 946 |
159 159 |
| Totale |
2.123.610 |
2.252.255 |
4.375.865 |
CORPO ELETTORALE (al 45° giorno antecedente quello delle elezioni – dati fonte Ministero Interni)
Maschi 1.752.600
Femmine 1.869.196
Totale 3.621.796
DICIOTTENNI PARTECIPANTI AL VOTO SUDDIVISI PER GENERE (dato aggiornato al 31/12/2018 – dati fonte Ministero Interni)
Maschi 9540
Femmine 9215
DATI SULLA PARTECIPAZIONE AL VOTO
ELEZIONI REGIONALI IN PIEMONTE
| Anno | Elettori | Votanti | Percentuale |
| 2014 | 3.620.349 | 2.405.228 | 66,44% |
| 2010 | 3.635.069 | 2.338.487 | 64,33% |
| 2005 | 3.651.878 | 2.606.687 | 71,38% |
| 2000 | 3.671.146 | 2.641.647 | 71,96% |
ELEZIONI REGIONALI SVOLTE NEL 2019 (REGIONI A STATUTO ORDINARIO)
Regione Abruzzo Elettori 1.211.204 Votanti 643.87 pari al 53,11%
Regione Basilicata Elettori 573.970 Votanti 307.188 pari al 53,52%
NUMERO LISTE E CANDIDATI ALLE ELEZIONI REGIONALI
2019
Liste circoscrizionali 14
Candidati circoscrizionali 537
Candidati presidente e relative liste regionali 4
Candidati liste regionali (listino) 40
www.cr.piemonte.it
(foto: il Torinese)
TAVOLO ANIMALI & AMBIENTE: INCONTRI CON I CANDIDATI
Il Tavolo Animali & Ambiente, costituito dalle associazioni ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO NATURA e SOS Gaia, ha incontrato i candidati alla Presidenza della Regione Piemonte e i singoli candidati al Consiglio regionale per confrontarsi sui temi del documento programmatico “Il Piemonte che sogniamo” già presentato a tutte le forze politiche. Ecco i risultati.
Il Tavolo si è incontrato con i 4 candidati alla presidenza: Sergio Chiamparino, Alberto Cirio, Giorgio Bertola, Valter Boero.
Sergio Chiamparino (Coalizione Centrosinistra) ha accolto a parole solo alcuni temi marginali della proposta delle associazioni. Nel programma regionale del PD, se si eccettuano alcuni richiami all’acqua pubblica e alla riduzione di consumo di suolo, non compaiono altri temi proposti dal Tavolo. La parola animali in tutto il programma non compare e non è stato inviato nessun riscontro sul recepimento del programma.
Alberto Cirio (Coalizione Centrodestra) ha dimostrato una personale attenzione verso diverse tematiche del documento “Il Piemonte che sogniamo” e sensibilità verso il benessere degli animali, tuttavia non c’è stata intesa sul tema dei metodi alternativi all’abbattimento dei cinghiali e dei caprioli. Non è stato inviato un riscontro sul recepimento del programma.
Al di là della sensibilità personale, è da segnalare che Cirio è sostenuto da liste manifestamente schierate a favore dell’attività venatoria.
Valter Boero (Partito della Famiglia) ha dichiarato fin dall’inizio dell’incontro, e in un documento successivo, la visione antropocentrica, sia personale sia del suo partito. Concezione secondo cui tutto ciò che è nell’universo è stato creato per l’uomo e per i suoi bisogni. Una visione pertanto molto lontana dallo spirito e dalle tematiche del Tavolo.
Giorgio Bertola (Movimento 5 Stelle) è stato il primo candidato presidente a incontrare il Tavolo. Ha dimostrato sensibilità per tutti i temi proposti che trovano spazio nel programma elettorale per le elezioni regionali del Movimento 5 Stelle. Nel suo programma si evidenziano le scelte energetiche, la tutela dei beni comuni a partire dall’acqua pubblica.
E’ l’unico candidato presidente che presenta un programma avanzato in difesa degli animali a partire da quelli negli allevamenti, passando per i laboratori di sperimentazione e per la drastica riduzione della caccia.
All’incontro era presente anche Francesca Frediani, candidata al Consiglio regionale, che ha sottoscritto tutti i punti del documento.
Segnialiamo inoltre che gli unici ad aver sottoscritto il punto sull’abbandono del progetto TAV Torino-Lione, questione centrale per le associazioni ambientaliste, sono stati i candidati 5 Stelle Bertola, Frediani e Disabato.
Nell’ambito dello “Sportello Animali & Ambiente” il Tavolo ha incontrato alcuni singoli candidati al Consiglio regionale che hanno richiesto di confrontarsi con le associazioni.
Stefano Chiariglione (Moderati per Chiamparino) ha dichiarato di condividere lo spirito e le idee del documento programmatico e se sarà eletto si impegnerà per portare avanti tutte le proposte delle associazioni, in particolare in tema di agricoltura e foreste, alimentazione, benessere animale, energia, fauna selvatica, parchi e aree protette, rifiuti, urbanistica e territorio.
Riccardo Gorrieri (Moderati per Chiamparino) ha inserito nel suo programma le proposte delle associazioni in tema di benessere animale, alimentazione e fauna selvatica.
Monica Cerutti (Italia in Comune) ha dimostrato sensibilità personale sui temi del documento, tuttavia nei 10 punti programmatici di Italia in Comune nessuno dei temi del Tavolo viene preso in considerazione.
Sarah Disabato (M5S) ha dimostrato grande sensibilità e disponibilità e ha sottoscritto interamente il documento programmatico, così come il movimento di cui fa parte.
Giuseppe Sammatrice (Liberi Uguali Verdi) ha dimostrato sensibilità personale e ha accolto nel suo programma molti temi del documento programmatico delle associazioni, relativi al benessere animale, all’ambiente, all’alimentazione, all’energia e alla fauna selvatica.
Per quanto riguarda il programma dei singoli candidati ci sembra opportuno precisare che sarà in ogni caso il candidato presidente a determinare il programma della coalizione e le politiche che verranno attuate dal vincitore.
Come già annunciato nella conferenza stampa della presentazione del documento programmatico “Il Piemonte che sogniamo”, dopo le elezioni il Tavolo Animali & Ambiente, nel corso della legislatura, monitorerà le adesioni di candidati e partiti alle proposte delle associazioni, in modo da avere un quadro di rispondenza dei comportamenti alle promesse e agli impegni. Allo stesso modo, verranno anche monitorate l’attività della Giunta, degli Assessori e dei Consiglieri regionali.
Per il Tavolo Animali & Ambiente:
Rosalba Nattero
Presidente SOS Gaia
