A Serralunga d’Alba (Cuneo), la “Fondazione Emanuele di Mirafiore” presenta il nuovo romanzo di Francesco Carofiglio
Giovedì 14 maggio, ore 18,30
Serralunga d’Alba (Cuneo)
Barese, classe 1964, Francesco Carofiglio è proprio “tante cose”, oltre ad essere fratello dell’ex magistrato e arci-noto scrittore Gianrico Carofiglio, “papà letterario” del “fragile” avvocato Guerrieri. Architetto, artista, attore e regista e … anche lui, il Francesco, eccellente e decisamente prolifico scrittore. Vizio di famiglia, direbbe qualcuno. Buon e benvenuto vizio, di famiglia! Aggiungo io.
Per chi volesse incontrarlo di persona e ascoltare dalla sua voce i più “segreti passaggi” e le trame narrative ed emozionali del suo ultimo romanzo, la cosa è fattibile. Sarà infatti proprio lui l’ospite del primo appuntamento della XVI edizione (linea primavera – estate) delle “Passeggiate Letterarie” che la “Fondazione Emanuele di Mirafiore” (nell’ambito del cosiddetto “Laboratorio di Resistenza Permanente”) organizza, per volontà di Oscar Farinetti, dal 2010, all’interno del “Villaggio di Fontanafredda”, trasformando il “Bosco dei Pensieri” in luogo “sacro” dedicato alla lettura ed al confronto diretto con autrici ed autori della scena culturale contemporanea. Rassegna che, anche per l’anno in corso, conferma la propria formula “capace di unire natura, parola condivisa e incontro diretto con i protagonisti della letteratura e del pensiero”.
Orbene, l’appuntamento con Francesco Carofiglio, nella “Tenuta di Fontanafredda”, sarà per il prossimo giovedì 14 maggio.
Alle 18,30, lo scrittore leggerà e racconterà i passi più salienti legati alla nascita del suo nuovo romanzo “Tutto il mio folle amore”, edito nel 2025 per i tipi di “Garzanti”.
Quella raccontata, con coinvolgente passione, dall’autore barese, nelle pagine di questo nuovo libro è “una storia di coraggio, amicizia e amore, in cui i sogni dell’adolescenza si intrecciano con la realtà dolorosa di un’Italia ferita dalla guerra”. Sullo sfondo del 1943 e delle vicende che accompagnano la caduta del regime fascista e l’armistizio, i giovani protagonisti Alessandro, Lallo e Carolina attraversano il passaggio all’età adulta dentro una stagione segnata dalla violenza, dalla perdita e dalla nascita di una nuova speranza, che trova nella voce di “Radio Bari” uno dei suoi simboli più forti. Ambientato tra il luglio e il settembre del 1943, il romanzo “segue le vite di ragazzi sospesi sul margine della Storia, costretti a crescere in fretta mentre il Paese cambia volto. Tra passioni civili, desiderio di libertà e slancio sentimentale, il libro restituisce il clima di una generazione chiamata a scegliere da che parte stare, raccontando una Resistenza intesa come gesto collettivo e responsabilità condivisa”.
“Ragazzi sospesi sul margine della Storia”: ma quanto è cambiato da allora? Verrebbe, purtroppo, da dire ben poco, se oggi appare tristemente possibile trovarci in una situazione pressoché uguale. In tempi in cui rischiamo – o dove forse già ci siamo impantanati – un’uguale, ristagnante (recuperabile?) situazione. E il discorso abbraccia la tragicità di situazioni mai risolte, riciclate nel tempo, o falsamente risolte. A livello nazionale e oggi, ancor di più, a livello internazionale. “Romanzo storico”, in tal senso, quello di Carofiglio dinanzi al quale viene lecito giocare e mettere in tavola carte inquietanti, ma vere, di un’allarmante attualità. L’incontro servirà anche per meglio chiarire tali dubbi e domande e supposizioni.
Al centro dell’incontro-dibattito nel “Bosco dei Pensieri” di Fontanafredda, sarà infatti la lettura “profonda” di quel suo recente “Tutto il mio folle amore”, ultimo romanzo, in ordine di tempo, di una serie di opere letterarie già ben nutrita e iniziata nel 2005 con “With or Without you” (BUR-Rizzoli, titolo “rubato” al singolo degli “U2” datato1987), seguito tra il 2008 (“L’estate del cane nero”, Marsilio) ed il 2025 da una decina di altri romanzi, tra cui “Ritorno nella valle degli angeli” (“Premio Strega”, 2010), “L’Estate dell’incanto” (“Premio Selezione Bancarella”, 2020), oltre che da due (la graphic novel “Cacciatori nelle tenebre”, e “La casa nel bosco”, Rizzoli 2007 e 2014), scritti a quattro mani con il “fratellone” (di tre anni più “anziano”) Gianrico. Due modi d’intendere trame narrative parallele, accomunate sempre dal forte impulso della passione, dalla volontà di entrare nella carne viva delle “storie” e da un istinto al racconto decisamente fruttuoso e ammaliante. Anche di questo si parlerà in quel magico “Bosco” naturale e culturale creato con saggia avvedutezza da Natale Oscar Maria Farinetti, ma chiamatelo, più semplicemente, Oscar.
Per info: “Fondazione Emanuele di Mirafiore”, via Alba 15, Serralunga d’Alba (Cuneo); tel. 0173/626424 – 377/0969923 o www.fondazionemirafiore,it
Gianni Milani
Nelle foto: Francesco Carofiglio; Cover “Tutto il mio folle amore”

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