A cura di piemonteitalia.eu
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Il sindacato della dirigenza medica CIMO Piemonte comunica di aver provveduto, in ottemperanza alle norme statutarie, ad eleggere la nuova Segreteria Regionale.
Il dottor Vladimir Erardi Bacic è stato nominato nuovo Segretario Regionale. Al suo fianco il dottor Bruno Zampaglione, come Vice Segretario Vicario; il dottor Alberto Papaleo, come Vice Segretario; il dottor Martino De Leo come Segretario Regionale Amministrato. Come revisori dei conti sono stati invece scelti il dottor Valter De Michelis, il dottor Alfonso Papa e il dottor Filippo Perotti.
La nuova Segreteria Regionale è sin da oggi ufficialmente autorizzata a rappresentare, a tutti gli effetti sindacali, l’Organizzazione Sindacale CIMO Regione Piemonte presso le Aziende Sanitarie, le Aziende Ospedaliere, le Aziende Ospedaliero-Universitarie, gli Enti della Regione Piemonte e le Autorità competenti.
“La Segreteria eletta conferma il proprio impegno a tutela dei dirigenti medici piemontesi, nel rafforzamento del confronto istituzionale e nella promozione di un sistema sanitario regionale efficiente, equo e attento alla qualità degli ambienti di lavoro dei professionisti, con conseguenti positive ricadute sulla qualità delle cure offerte all’utenza. Proseguiremo il lavoro svolto dal compianto dottor Sebastiano Cavalli che tanto ha dato al nostro sindacato in termini di rappresentanza e di tutela della professione medica” ha dichiarato il neo segretario regionale, dottor Vladimir Erardi Bacic
Per attuare la sua politica tariffaria, Trump si era basato nel 2025 su tre principali fonti giuridiche:
Solo l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) era stata sin da subito contestata nei tribunali statunitensi ed una corte d’appello aveva stabilito, lo scorso 29 agosto, che la maggior parte dei dazi imposti da Trump era illegittima, affermando che l’IEEPA non conferisce al presidente l’autorità per imporli. Il presidente aveva immediatamente inoltrato un ricorso alla Corte Suprema.
Quest’ultima, massimo organo giuridico in materia costituzionale e federale, dopo mesi di incertezza ed indiscrezioni, si è, infine, espressa nei giorni scorsi.
Considerando che la Corte Suprema ha una maggioranza conservatrice di 6 a 3, con sei giudici nominati da presidenti repubblicani, di cui tre da Trump stesso, appariva piuttosto improbabile una sua pronuncia contro il presidente.
E invece… è arrivata una sentenza di bocciatura, con un netto 6 a 3, che rappresenta molto più di un semplice stop tecnico.
È un segnale politico, economico e istituzionale destinato a produrre effetti rilevanti nel medio periodo.
L’esito del voto è stato particolarmente significativo perché tre dei giudici conservatori, John Roberts, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett, si sono uniti ai tre progressisti nel dichiarare illegittima la base normativa utilizzata dalla Casa Bianca per imporre le tariffe.
Il verdetto non obbligherà il presidente a mutare radicalmente strategia, ma incrina la narrativa dell’onnipotenza esecutiva in materia commerciale ed apre crepe in una politica dei dazi già considerata imperfetta, sia per metodo sia per impatto economico.
La Corte ha stabilito che la legge del 1977 (International Emergency Economic Powers Act, IEEPA) non può essere impiegata per introdurre dazi generali e illimitati.
Lo ha spiegato bene il Chief Justice (Presidente della Corte Suprema) John Roberts, conservatore, nominato da George W. Bush, secondo cui il testo normativo non conferisce al presidente un potere così ampio in ambito tariffario.
In altre parole, la sentenza ristabilisce un equilibrio: il commercio internazionale non può essere governato solo dall’ esecutivo attraverso dichiarazioni unilaterali di emergenza economica.
Ciò rafforza il ruolo del Congresso (e la stessa democrazia statunitense) e riduce il rischio che future amministrazioni, di qualsiasi colore politico, possano introdurre misure drastiche senza un chiaro mandato legislativo.
L’impatto più tangibile a breve termine è sul fronte economico.
La decisione ha prodotto una reazione positiva sui mercati finanziari: le borse hanno registrato un rialzo immediato, interpretando il verdetto come un fattore di stabilizzazione del quadro commerciale internazionale.
Molte imprese importatrici, che avevano definito i dazi “arbitrari e imprevedibili”, vedono ora ridursi l’incertezza su costi e approvvigionamenti.
La sentenza non elimina tutte le tariffe introdotte dall’amministrazione, ma ne ridimensiona una parte significativa, contribuendo a contenere pressioni inflazionistiche e instabilità nella catena produttiva.
Sul piano politico, la sentenza rappresenta una sconfitta per Trump davanti a una Corte a maggioranza conservatrice.
La presenza di tre giudici di area conservatrice nella maggioranza crea una frattura non trascurabile: è un segnale che il sostegno istituzionale al presidente non è incondizionato, nemmeno tra magistrati nominati dal Partito Repubblicano.
Lo stesso Trump ha reagito con durezza, definendo la decisione “una disgrazia” e accusando i giudici della maggioranza di essere “influenzati da interessi stranieri”.
Queste parole mostrano quanto la sentenza colpisca non solo la sua agenda economica, ma anche la narrazione della sua leadership forte e centralizzata.
Va ricordato che i tre giudici dissenzienti – Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh – hanno invece sostenuto che il presidente possiede l’autorità per applicare dazi ampi secondo la lettura dell’IEEPA.
Per quanto colpito nella sua strategia, Trump non rinuncerà certamente ai dazi: ha già annunciato, infatti, l’intenzione di imporre nuovi dazi globali del 10%, poi rapidamente aumentati al 15%, utilizzando la Section 122 del Trade Act del 1974, che gli consente tariffe temporanee per 150 giorni senza approvazione del Congresso.
Tuttavia, questi strumenti alternativi offrono un margine più limitato e più facilmente contestabile, riducendo la libertà d’azione rispetto al passato.
La sentenza, inoltre, invia un messaggio chiaro ai partner commerciali degli Stati Uniti: la politica tariffaria americana unilaterale non è totalmente nelle mani del presidente e può essere ricondotta entro un perimetro istituzionale più chiaro.
Per un sistema economico globale abituato da anni a continui scossoni politici, si tratta di una forma di stabilizzazione, riducendo le incertezze che contribuiscono a rallentare la crescita economia.
D’altro canto, circa la metà dei 289 miliardi di dollari raccolti tramite le tariffe sulle importazioni negli ultimi anni, potrebbe essere ora messa in discussione.
Migliaia delle aziende che hanno pagato i dazi avevano già fatto ricorso prima della sentenza ed ora le loro richieste di rimborso sembrano avere un’elevata probabilità di essere accolte, perché il punto centrale della contestazione (il potere del Presidente) è stato risolto nel modo più favorevole possibile ai ricorrenti.
Secondo Morgan Stanley, fino a 112 miliardi di dollari (l’80% del totale) potrebbero essere rimborsati, con effetti positivi sulla crescita e negativi sul deficit statale.
La sentenza, però, non chiarisce ancora le procedure per i rimborsi, che dovranno essere decise dai tribunali inferiori e/o dalle agenzie federali ed i tempi potrebbero essere molto lunghi.
In conclusione, rimane ancora da capire se la partita (tariffaria) di Trump è veramente persa o se, molto più probabilmente, si tratta solo del primo set di un match ancora tutto da giocare.
E al presidente i colpi a sorpresa certamente non mancano.
La Croce Giallo-Azzurra ODV di Torino avvia la 7ª edizione del Corso per Soccorritori d’Emergenza 118, un percorso formativo rivolto a chi desidera impegnarsi in prima linea nel sistema di emergenza sanitaria territoriale.
Il corso prenderà il via martedì 24 marzo 2026 e si svolgerà ogni martedì e giovedì, dalle ore 20.00 alle 23.00, presso la sede dell’associazione in via Borgo Ticino 7, in zona Piazza Rebaudengo a Torino.
La formazione prevede due mesi di lezioni teorico-pratiche, durante i quali verranno affrontati i principali protocolli di intervento in emergenza, le tecniche di primo soccorso, la gestione del paziente e il lavoro in equipaggio. Il percorso si completa con 100 ore di tirocinio in ambulanza, esperienza necessaria per consolidare le competenze acquisite sul campo. Al termine è previsto il conseguimento della certificazione regionale di Soccorritore 118 e del patentino DAE per l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico.
La partecipazione al corso è subordinata alla presenza alla serata informativa obbligatoria, in programma giovedì 12 marzo alle ore 20.00, durante la quale verranno illustrate modalità, impegno richiesto e criteri di selezione. Al termine dell’incontro sarà possibile presentare la domanda di ammissione. I posti disponibili sono limitati.
Per informazioni e iscrizioni:
Telefono: 011-204232
Email: info@crocegialloazzurra.it
Modulo online: https://forms.gle/DdnmA6SjV7F3Jxg17
Il corso rappresenta un’opportunità concreta per entrare a far parte di una realtà attiva nel soccorso sanitario sul territorio torinese e contribuire in modo diretto al servizio di emergenza.
Sul ring come nella vita, le donne non arretrano. Sabato 7 marzo la boxe diventa linguaggio di forza, consapevolezza e riscatto con l’evento “Guanti alzati, donne in piedi”, organizzato da Boxing de Rua e Boxe Sociale con il patrocinio della Regione Piemonte e della Circoscrizione 6.
Una serata che unisce sport e impegno sociale: il ring si trasforma in spazio di valori, dove disciplina, rispetto e confronto diventano strumenti di crescita personale e collettiva. Il messaggio è chiaro: il rispetto non si negozia. La boxe, con le sue regole e la sua etica, diventa veicolo di inclusione, pari opportunità e riconoscimento del ruolo delle donne nello sport e nella società.
L’evento sarà presentato lunedì 23 febbraio alle ore 18 presso Red Cars via Reiss Romoli 6.
Interverranno Stefano Abatangelo, organizzatore della manifestazione, e Valerio Lomanto, presidente della Circoscrizione 6 di Torino.
In programma 15 incontri di boxe olimpica, con al centro non solo l’agonismo ma anche la funzione educativa e sociale dello sport.
Sede dell’evento: Bocciodromo Rossini
Corso Terenzio Mamiani 5 – Torino
Inizio: ore 20,30
Una serata che afferma il valore dello sport come strumento di educazione civica e responsabilità sociale, capace di trasmettere rispetto, dignità e partecipazione.




Il Torino FC volta pagina e decide di esonerare Marco Baroni. La scelta, maturata già nella notte di domenica, arriva in un momento delicato della stagione, con la squadra chiamata a blindare definitivamente la salvezza.
Al suo posto è pronto Roberto D’Aversa, che ha firmato e in serata sarà in città per iniziare la sua nuova avventura in granata. L’obiettivo è chiaro: evitare cali di tensione e mettere al sicuro una classifica che, pur rassicurante, non consente distrazioni. Nelle ultime giornate, infatti, le rivali hanno accelerato, riducendo il margine di tranquillità.
Martedì il nuovo tecnico dirigerà il primo allenamento al Filadelfia, iniziando subito a lavorare sulla testa e sull’organizzazione della squadra. L’esordio ufficiale è in programma domenica alle 18 allo stadio Olimpico Grande Torino contro la SS Lazio, in una sfida che dirà molto sulla reazione del Toro al cambio in panchina per raggiungere la salvezza permanenza in serie A.
Enzo Grassano
Sarà il Piemonte ad ospitare nel 2026 la decima edizione di NID Platform – La nuova piattaforma della danza italiana, prestigiosa vetrina itinerante ideata per promuovere e diffondere la più recente produzione coreografica nazionale nel contesto italiano e internazionale. In programma dal 1 al 4 settembre 2026 si svolgerà a Torino, Collegno, Moncalieri e Venaria Reale, chiamando a raccolta artisti e personalità di spicco nonché programmatori e distributori italiani e stranieri, istituzioni, giornalisti e appassionati che, come in un vero e proprio festival, potranno assistere a un programma articolato di spettacoli e performance.
Le sedi principali dell’evento condividono una natura comune: sono luoghi che un tempo appartenevano al paesaggio della produzione industriale e che oggi sono diventati presìdi permanenti per la produzione e la diffusione culturale. Questo legame profondo con il territorio costituisce il fil rouge tematico e spaziale dell’edizione 2026, intitolata Coreografie del possibile. La manifestazione abiterà questi spazi nella loro dimensione trasformativa, generando visioni artistiche in dialogo con la memoria e l’identità dei luoghi.
Fino al 13 marzo è aperta la call per sottoporre la propria candidatura all’edizione 2026, con le due consuete sezioni: Programmazione e Open Studios, quest’ultima dedicata a progetti coreografici, in fase di lavorazione e sviluppo. Tutti i dettagli sono consultabili sul sito nidplatform.it.
L’immagine guida dell’edizione piemontese è dell’artista Cristian Chironi, grazie alla collaborazione con Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.
«L’assegnazione al Piemonte della NID Platform 2026, che si svolgerà a Torino a settembre 2026, rappresenta un riconoscimento di rilievo nazionale e il risultato di un lavoro strutturale portato avanti dalla Regione sullo spettacolo dal vivo, in coerenza e in dialogo costante con le politiche del Ministero della Cultura.
Un percorso costruito nel tempo grazie a una collaborazione solida con Piemonte dal Vivo, che ha contribuito a rafforzare il posizionamento del Piemonte come interlocutore credibile e autorevole a livello nazionale. La NID Platform è una piattaforma strategica per la danza contemporanea italiana, un luogo di programmazione, confronto e sviluppo che mette in relazione istituzioni, operatori e artisti. Ospitarla a Torino significa riaffermare il ruolo delle Regioni come attori centrali della governance culturale del Paese: non semplici soggetti attuatori, ma partner istituzionali capaci di costruire visione, sostenere la produzione e contribuire in modo determinante allo sviluppo delle politiche culturali nazionali».
— Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte
NID Platform è un progetto nato dalla condivisione d’intenti tra gli organismi della distribuzione della danza aderenti ad ADEP (Associazione Danza Esercizio e promozione) in sede FEDERVIVO-AGIS con la Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura e le Regioni di riferimento, con lo scopo di promuovere e sostenere la più significativa produzione coreutica italiana. L’edizione 2026 si realizzerà nei comuni della Città Metropolitana di Torino con il sostegno della Direzione Generale Spettacolo del MiC e della Regione Piemonte. Per questa edizione ADEP ha nominato partner capofila e organizzatore della manifestazione la Fondazione Piemonte dal Vivo, Circuito Regionale Multidisciplinare delle Piemonte.