Nella seduta di Consiglio di martedì 3 febbraio, sono stati presentati dai gruppi di maggioranza e opposizione, sette ordini del giorno relativi alle manifestazioni sfociate in violenza, che hanno visto il coinvolgimento del centro sociale Askatasuna nelle ultime settimane nel capoluogo piemontese. Gli Odg saranno votati nelle prossime sedute.
Atti di indirizzo presentati in aula:
n.573 “Condanna dei fenomeni eversivi di piazza verificatisi a Torino in occasione della manifestazione per Askatasuna e impegni conseguenti per la tutela dell’ordine pubblico e delle forze dell’ordine” primo firmatario Carlo Riva Vercellotti (FdI)
n. 571 “Solidarietà alle Forze dell’ordine e ai giornalisti aggrediti durante la manifestazione del 31.01.2026 a Torino” primo firmatario Fabrizio Ricca (Lega)
n. 574 “Condanna degli scontri violenti avvenuti sabato 31 gennaio, solidarietà alle forze dell’ordine, ai giornalisti, al Sindaco e alla Città di Torino” di Nadia Conticelli (Pd)
n. 575 “Gravi fatti di violenza del 31 Gennaio 2026 a Torino – tutela dell’ordine pubblico e del diritto di manifestare pacificamente: Il Consiglio Regionale chieda le dimissioni del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi” presentato da Alberto Unia (M5S)
n. 527 “Ferma condanna delle intimidazioni e delle violenze antagoniste presso l’Università degli Studi di Torino. Solidarietà istituzionale alla Rettrice, al Senato accademico, agli studenti e all’intera comunità universitaria” primo firmatario Roberto Ravello (FdI)
n. 412 “costituzione della Regione Piemonte quale parte civile nei procedimenti relativi a manifestazioni degeneranti in violenze e danneggiamenti” primo firmatario Sergio Ebarnabo (FdI)
n. 576 “Per la tutela dello Stato di diritto e il rifiuto di ogni forma di violenza in relazione ai fatti del 31 gennaio 2026 a Torino” presentato da Sarah Disabato (M5S)
Molti gli interventi da parte dei consiglieri durante la discussione generale. Tutti i gruppi hanno condannato le violenze, ed espresso solidarietà alle forze dell’ordine e ai giornalisti coinvolti.
Tra i gruppi di maggioranza Fratelli d’Italia ha affermato che “quelle di Askatasuna non sono battaglie sociali, ma azioni criminali portate avanti da chi pratica la violenza come scelta deliberata e la rivendica pure con orgoglio. La Lega ha auspicato che “tutte le forze politiche, a ogni livello istituzionale, assumano una posizione chiara, esplicita e senza ambiguità di condanna dei fatti accaduti, respingendo qualsiasi tentativo di giustificazione o legittimazione politica della violenza. Così anche Forza Italia ha rimarcato che” in città c’è un clima violento ed eversivo, non c’è possibilità di dialogo con chi ha come obiettivo quello di combattere lo Stato”. Infine, la Lista Cirio ha sottolineato che “Torino e il quartiere Vanchiglia non hanno certo bisogno di luoghi sociali come Askatasuna”.
Sul fronte delle opposizioni, il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni del Ministro degli Interni affermando che” sugli scontri la responsabilità ha un nome e cognome: si chiama Matteo Piantedosi”. Per Alleanza Verdi Sinistra “il muro contro muro è un errore, in questi anni è stato fatto un percorso per abbassare la tensione. La manifestazione di sabato è stata anche un luogo di rivendicazione di spazi comuni, da anni assistiamo alla progressiva rarefazione degli spazi di comunità”. Solidarietà al sindaco di Torino Stefano Lorusso da parte del Partito Democratico: “come rappresentante di una città ferita ha saputo mantenere un equilibrio e un alto livello istituzionale. A lui va tutto il nostro sostegno”. Il gruppo Stati Uniti d’Europa ha sottolineato il fatto che “bisogna uscire dalla propaganda, non serve un decreto sicurezza ogni due mesi, se poi non si difende lo Stato di diritto con riforme coraggiose”.
Il dibattito proseguirà nella prossima seduta, come detto, con la votazione degli ordini del giorno.
Ufficio stampa CRP
sono rimasto deluso dall’intervento del Sindaco in Consiglio Comunale che aldilà di citazioni importanti ha difeso la sua componente di sinistra AVS grande supporter di Askatasuna cui è legata sin dalla lotta NOTAV. La DC che Lorusso ha avuto tempo di conoscere, dopo la giornata di sabato avrebbe tolto le deleghe a AVS e avrebbe dato vita a una Giunta monocolore per portare la Città alle elezioni. Così oggi Askatasuna ha una propria rappresentanza nella Giunta Comunale, mentre Castellani nel 1998 allontano’ Stefano Alberione di Rifondazione Comunista che troppo vicino ai Centri Sociali. Una Città in cui aumenta la cassa integrazione riducendo la domanda di consumi che penalizza da anni il nostro commercio. Una Città governata dal 1993 dalla sinistra, con la parentesi della Giunta Appendino, che non ha saputo gestire la vicenda di questo stabile di corso Regina Margherita occupato da trent’anni . Lorusso ha avuto certamente il merito di cercare una soluzione ma ha fatto un errore gravissimo. La precondizione per sedersi attorno al tavolo con i Garanti dei Centei sociali era l’abbandono definitivo dalle lezioni di violenza come metodo di lotta politica. Ecco perché anche per governare le Città ver avuto una esperienza di governo nazionale e’ importantissima.
