POLITICA
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‘O ministro: addio a Cirino Pomicino, l’ultimo dc che sfidò Mani Pulite
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Lessate in due pentole diverse le patate e la zucca; dopo avere sbucciato le prime passatele al setaccio…
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RIQUALIFICATO GRAZIE A 272.000 EURO DI CONTRIBUTI REGIONALI
Riqualificato grazie a un contributo regionale di 272mila euro, l’impianto torna a ospitare le eccellenze del Valchisone Hockey dopo due anni di trasferte forzate. Alla presenza dell’Assessore al Fondo di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale, è stato inaugurato il rinnovato campo comunale S. Michellonet, un intervento strutturale atteso da tempo che restituisce alla comunità e agli atleti un’infrastruttura di livello internazionale.
L’opera di riqualificazione ha richiesto un investimento complessivo di 340.000 euro, sostenuto in larga parte dalla Regione Piemonte, che ha stanziato un contributo di 272.000 euro attraverso i Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC), grazie all’Accordo di Programma del Quadrante Sud-Ovest Metropolitano siglato nell’ottobre del 2024. Il cantiere ha permesso di trasformare radicalmente la superficie di gioco, rendendola idonea a ospitare i campionati di massima serie e tutte le formazioni femminili e giovanili. La restante parte è stata stanziata dal Comune di Villar Perosa, presente con il Sindaco Marco Ventre.
«Grazie al contributo della Regione Piemonte, dopo due anni in cui atleti, famiglie, tifosi e volontari sono stati costretti a giocare a Torino, oggi sono finalmente tornati a casa. Un grande grazie all’amministrazione comunale e all’hockey Valchisone, esempio di come lo sport sia fondamentale per bambini e adulti» dichiara l’Assessore Vignale.
L’inaugurazione è stata celebrata nel modo più autentico: al termine di una sfida di altissimo livello, il derby piemontese di hockey su prato. Il nuovo manto ha ospitato, infatti, il match tra i padroni di casa del Valchisone e il Bra, regalando al pubblico sugli spalti lo spettacolo della Serie A Elite nella sua sede naturale.
L’intervento al campo Michellonet si inserisce in una strategia più ampia di potenziamento dell’impiantistica sportiva piemontese, volta a favorire l’inclusione, il benessere fisico e la competitività dei talenti locali.
Dal 4 all’8 giugno prossimo si terrà la quinta edizione del Collegno Fol Fest, il cui tema sarà “PerdutaMente”, dimenticare per ricordare, perdersi per ritrovarsi.
L’ospite della quinta edizione sarà il filosofo Umberto Galimberti.
Esattamente cento anni fa, il 10 marzo 1926, un uomo senza memoria varcava il cancello del Manicomio di Collegno. Non sapeva dire da dove venisse, né conosceva il proprio nome, né quale vita avesse lasciato alle spalle. Da quel momento prese forma una delle vicende più enigmatiche della storia italiana, il caso dello Smemorato di Collegno, un enigma giudiziario e umano che, in pochi mesi, superò i confini della cittadina, del Piemonte e dell’Italia intera, fino a diventare un caso noto a livello internazionale. Tra il 1927 e il 1930 il Paese seguì con il fiato sospeso la storia di quell’uomo conteso tra due identità e due famiglie, trasformando Collegno nel centro di un dibattito nazionale su identità, verità e giustizia.
A un secolo di distanza, quella vicenda continua a interrogare e affascinare, non solo come enigma giudiziario, ma come potente metafora della memoria che si perde e si ritrova, delle identità contese, delle vite ricostruite dagli altri.
Le tante domande che quella storia continua a porci risuonano nel nostro tempo, di giorni segnati da guerre che tornano alle porte dell’Europa, da crisi globali, da un senso diffuso di precarietà e di incertezza sul futuro.
È proprio questo il fil rouge della quinta edizione del Collegno Fol Fest 2026, in programma dal 4 all’8 giugno prossimi, negli spazi storici dell’ex manicomio e della città. Tema di quest’anno è “PerdutaMente”. Dimenticare per ricordare, perdersi per ritrovarsi, un tema che attraversa oltre cinquanta eventi tra spettacoli serali, mostre, workshop, conferenze, presentazioni letterarie ed eventi speciali. Come ricordava Italo Calvino “La memoria conta davvero quando unisce ciò che siamo stati a ciò che vogliamo essere”. È in questo spazio, tra passato e possibilità di futuro, che la Festa sceglie di collocarsi.
“PerdutaMente” non parla soltanto di perdite, ma anche di smarrimenti necessari, quelli che possono diventare luoghi di ricerca dell’identità, soprattutto per le generazioni più giovani, che vivono in un mondo che spesso parla, ma poco ascolta. Franco Basaglia ci ricordava che la libertà è terapeutica e ogni spazio culturale che permette alle persone di interrogarsi su chi sono e su chi potrebbero diventare rappresenta uno spazio di libertà.
È questa la vocazione profonda della Fol Fest. A volte bisogna perdersi per capire dove siamo e a volte bisogna dimenticare qualcosa per riuscire davvero a ricordare chi siamo.
L’edizione 2026 della Collegno Fol Fest non poteva non rivolgere il suo sguardo verso la storia più iconica di Collegno, proprio in occasione del suo centenario. Con il Comune si sono aperte riflessioni rispetto alla necessità di lavorare con un pensiero e un sostegno vicendevole, per tutelare un’altra forma fondamentale di memoria, quella di comunità. Lo Smemorato fa parte dell’identità di un territorio che ha saputo, nel corso degli anni della sua storia, rivendicare con orgoglio la sua capacità di accogliere il cambiamento, di abbattere muri e costruire modi capaci di garantire la partecipazione di tutti e di tutte.
Dopo l’annuncio della data di Carlo Lucarelli, domenica 7 giugno prossimo, già sold out con una serata dedicata allo Smemorato, una storia che lo scrittore aveva raccontato nella celebre trasmissione “Blu notte – Misteri Italiani” e della data di Matteo Saudino, lunedì 8 giugno, la festa annuncia una nuova prestigiosa presenza negli spettacoli serali al Chiostro della Certosa. Giovedì 4 giugno sarà la volta di Umberto Galimberti con la sua riflessione “Il bene e il male. Educare le nuove generazioni”, un incontro che interroga i fondamenti dell’etica e della formazione nell’epoca contemporanea. Gli appuntamenti serali, al Centro della Festa, rappresentano il momento in cui il Chiostro della Certosa diventa la grande piazza della comunità di Collegno e non solo, uno spazio aperto capace di accogliere il pubblico in un dialogo corale su salute mentale, memoria e identità.
La Collegno Fol Fest si sviluppa come un appuntamento diffuso che coinvolge l’intera città e una pluralità di linguaggi.
Le mostre d’arte trasformano gli spazi storici dell’ex manicomio, Sala Polivante, ex Hammam, Aula Hospitalis con installazioni artistiche e ricerca d’archivio.
La libreria Fol Fest è realizzata in collaborazione con la Scuola Holden di Torino, e animerà ogni pomeriggio de l’Orto che cura, con presentazioni di libri che dialogano con il tema del Festival, da Marco Bonacossa a Violetta Bellocchio, ad Alessandro Perissinotto, fino alla premiazione della prima edizione del Premio Letterario Collegno Fol Fest.
I workshop esperienziali, condotti da professionisti, artisti e associazioni, offrono alla cittadinanza percorsi di narrazione autobiografica, ascolto empatico, arti terapie espressive e pratiche di consapevolezza, costruendo uno spazio laboratoriale aperto a tutti e a tutte.
Conferenze e tavole rotonde presso la Facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Torino affronteranno il tema della festa da prospettive storiche, cliniche, giuridiche, filosofiche e sociali, con interventi sull’etnopsichiatria, gli esordi psicotici, l’adolescenza nelle generazione onlife, la sofferenza mentale e il reato, il budget di salute come diritto fondamentale .
Tra gli eventi speciali si segnala domenica 7 giugno l’Orto che Cura e Piazza della Pace che si animeranno con la Fol Parade, corteo festivo con la Banda Musicale Orchestra Fiati della Città di Collegno e la web radio “Voci in fol”, curata dal Consorzio Città solidale , che documentano in diretta tutte le realtà presenti, creando un archivio sonoro permanente del Festival.
La festa avrà la sua apertura speciale mercoledì 3 giugno con un’anteprima gratuita al Cinecircolo L’incontro Suburbana, con la proiezione del film del 1984 di Pasquale Festa Campanile “ Uno scandalo per bene” sulla vicenda dello Smemorato di Collegno.
Mara Martellotta
Un incendio è divampato in un negozio in via Saluzzo a Torino. Il fumo è salito ai piani superiori e sei persone sono state portate in ospedale lievemente intossicate. Sono intervenuti i vigili del fuoco e il 118 di Azienda Zero.
Un perfetto connubio di morbidezza e friabilita’, semplice e irresistibile.
***
Ingredienti
1 confezione di pasta sfoglia pronta quadrata
500ml. di latte fresco intero
4tuorli
100gr. di zucchero
40gr. di maizena
1 bustina di vanillina
1 limone
Zucchero a velo
***
Preparare la crema pasticcera. Portare ad ebollizione il latte aromatizzato con la buccia di limone grattugiata, lasciar intiepidire e filtrare. Lavorare i tuorli con lo zucchero, unire la vanillina, versare il latte a filo sempre mescolando. Cuocere la crema a bagnomaria per circa 10 minuti. Lasciar raffreddare, aggiungere il succo di ½ limone senza mai smettere di mescolare. Disporre una base di sfoglia su un piatto da portata, coprire con la crema pasticcera, mettere la seconda sfoglia, ricoprire con la crema. Disporre l’ultima sfoglia, spolverizzare di zucchero a velo, guarnire a piacere. Servire fresca.
Paperita Patty
Il 19 aprile prossimo, nella suggestiva cornice del
Il Castello di Cavour, a Santena, in provincia di Torino, è pronto a ospitare, nella giornata di domenica 19 aprile prossimo, la seconda edizione di “Primavera al Castello” con 150 espositori, provenienti da ogni zona del Piemonte, pronti a dare un tocco magico al parco del Castello con le loro varietà di piante, fiori e attrezzature per il giardinaggio. Sarà un’occasione d’incontro per il pubblico, che potrà prenotarsi alla mail info@fondazionecavour.it, con operatori olistici, artigiani, creativi e produttori a km zero.
Il programma di questa edizione è variegato e comprenderà visite al parco, come in occasione dell’iniziativa “Aria di primavera”, quando la storia e la natura andranno a creare un mix di meraviglia; un momento creativo, intitolato “Terrario”, dedicato a tutti i visitatori, che volessero creare un personale macrocosmo vegetale da portare a casa per abbellire gli spazi domestici, e poi degustazioni, approfondimenti, prodotti freschi e trasformati nel primo mercato del Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese, progetto dedicato alle eccellenze agricole del territorio. Il Castello di Cavour sarà invece di ispirazione per i bambini, di età compresa fra i 5 e i 10 anni, chiamati a creare il proprio “libro d’artista” immedesimandosi negli ambienti della casa di famiglia di Camillo Benso, conte di Cavour.
Visite guidate e multimediali, oltre alle presentazioni dei libri “Oltre quella porta” (presso il palazzo delle Scuderie) e “Il giardiniere rilassato” (nella Biblioteca Civica), arricchiranno la giornata della seconda edizione di “Primavera al Castello”. La manifestazione è promossa da Fondazione Camillo Cavour, con il patrocinio della Città di Santena.
Castello di Cavour – piazza Visconti Venosta 2, Santena – tel: 011597373
Info: info@fondazionecavour.it
Gian Giacomo Della Porta
Alle OGR Torino si rafforza la governance: nuova fase di sviluppo per l’hub della Fondazione CRT tra innovazione, cultura e apertura internazionale.
Le OGR Torino si preparano a una nuova fase di crescita, puntando su un rafforzamento della governance e su un posizionamento sempre più solido nel panorama internazionale dell’innovazione e della cultura contemporanea. L’hub promosso dalla Fondazione CRT, negli ultimi anni, ha consolidato il proprio ruolo come piattaforma capace di connettere ricerca, creatività e impresa, diventando un punto di riferimento per l’ecosistema torinese e non solo.
In questo contesto si inserisce la nomina di Marco Giovannini alla Presidenza, chiamato a guidare le OGR insieme all’Amministratore Delegato Davide Canavesio, con l’obiettivo di rafforzarne ulteriormente l’apertura internazionale e l’impatto sul territorio. Una transizione che, come sottolineato anche dalla Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi, segna un passaggio strategico nel percorso evolutivo dell’hub.
A supporto di questa nuova fase, il Consiglio di Amministrazione ha inoltre nominato all’unanimità vicepresidente Giampiero Leo, figura di lunga esperienza nelle istituzioni e nel mondo culturale, chiamato a contribuire allo sviluppo delle numerose progettualità in programma.
È proprio con Giampiero Leo che approfondiamo il significato e le prospettive di questo nuovo corso delle OGR Torino.

Dottor Leo, come ha accolto questa nomina?
L’ho accolta come un grandissimo onore, quasi come se fossi stato scelto come sottufficiale a bordo della celebre Enterprise della saga di Star Trek (ndr: Leo è un appassionato di fantascienza. Nella foto di copertina indossa la divisa di ufficiale interstellare…) . Le OGR a Torino sono oggi una realtà già strutturata e proiettata a livello internazionale, guidata dal Presidente Marco Giovannini insieme all’Amministratore Delegato Davide Canavesio.
Dico questo perché le OGR Torino rappresentano, per la Fondazione CRT, una vera eccezione di futuro: un concentrato di visione, intelligenza e capacità di tenere insieme tecnologia e cultura in modo straordinario.
Se vogliamo restare nella metafora, la Fondazione CRT è il comando della flotta stellare, il governo di questo sistema; le OGR sono invece la sua Enterprise, il prodotto più avanzato di questa “civiltà”, l’espressione più alta di una capacità di progettazione e di governo che guarda lontano.
In questo contesto, il mio ruolo è quello di entrare a far parte dell’equipaggio di una nave che è già in viaggio e che ha una rotta ben definita, contribuendo con senso di responsabilità al buon funzionamento della missione.
Quale sarà il suo impegno?
Rimanendo nella metafora dell’Enterprise, al comando del capitano James T. Kirk Canavesio e del primo ufficiale Spock Giovannini, il mio impegno si articola in tre direzioni principali, senza alterare l’impostazione esistente, ma aggiungendo un contributo di attenzione, connessione e ascolto.
Il primo ambito riguarda il rafforzamento del dialogo tra la casa madre, CRT, e le OGR. La Fondazione CRT, sotto la guida della presidente Anna Maria Poggi e della segretaria generale Cristina Polliotto, ha compiuto un significativo salto di visione strategica e capacità di governo. In questo contesto, il mio ruolo sarà quello di contribuire a rendere ancora più strutturato e fluido il collegamento tra le due realtà, considerate come parte della stessa famiglia, affinché operino in piena sinergia, valorizzando competenze, progettualità e servizi reciproci.
Il secondo ambito riguarda il rafforzamento e la sistematizzazione delle relazioni con le istituzioni culturali e sociali del territorio piemontese. In questo caso, l’obiettivo è favorire un dialogo più continuo e organico con realtà come la Fondazione per la Cultura della CRT, il Museo del Cinema, la Film Commission e altre istituzioni rilevanti. L’idea è costruire una rete stabile di collaborazione, capace di generare progettualità condivise e di valorizzare il ruolo delle OGR all’interno dell’ecosistema culturale. In questo quadro si inserisce anche il percorso verso la candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura: le OGR, già oggi centro di riferimento per l’intelligenza artificiale e per l’innovazione culturale, rappresentano un interlocutore imprescindibile in un progetto di tale portata.
Il terzo ambito, infine, riguarda l’ascolto, la raccolta e la restituzione delle informazioni. Il mio compito sarà quello di dialogare ampiamente, raccontare le OGR nei diversi contesti, comprenderne percezioni e potenzialità, e raccogliere suggerimenti, osservazioni e stimoli provenienti dai vari interlocutori. Non si tratta di prendere decisioni, ma di creare connessioni: mettere insieme punti di vista, costruire ponti e restituire sintesi ordinate da sottoporre alla Presidenza, in primo luogo della Fondazione CRT e, ancor prima, condividendole nel modo più diretto possibile con la stessa governance della Fondazione.
Non sto dicendo che questi elementi non vi siano già, ma che il mio ruolo sarà quello di ottimizzarli. In sintesi, il mio impegno sarà quello di contribuire a rafforzare relazioni, connessioni e capacità di ascolto, accompagnando un sistema che già funziona con grande solidità, come un’Enterprise ben guidata, aggiungendo attenzione ai collegamenti, apertura al dialogo e cura nella restituzione dei contributi raccolti.
Cosa rappresentano le Ogr per la città di Torino?
Le OGR Torino, per la città di Torino, per il Piemonte e in parte anche per l’Italia, rappresentano molte cose, ma soprattutto una finestra sul futuro.
La vedremo quindi ai concerti rock e alle performance d’arte a cui le Ogr ci ha abituato?
Certamente. Quando ero assessore alla Cultura, faceva parte del mio mandato essere presente anche nei contesti più informali: mi si vedeva anche in discoteca, magari all’una di notte, nell’ambito di campagne di prevenzione e sensibilizzazione. Allo stesso modo, parteciperò alle iniziative delle OGR, non solo per l’interesse culturale, ma anche per coglierne il valore sociale e umano, soprattutto nei confronti dei giovani.
Lori Barozzino
Torna al teatro Juvarra di Torino il celebre format di cabaret “Comedy Central”, dove il 31 marzo, l’1 e il 2 aprile, dalle 20.45, si terranno le registrazioni della nona attesissima edizione di “Comedy Central Presents, che torna con sei nuovi speciali in onda prossimamente su Comedy Central (Canale 129 di Sky -121 di SkyGlass e in streaming su NOW). Sono appuntamenti imperdibili che vedranno esibirsi sul palco i grandi talenti della comicità Italiana in tre serate dalle risate assicurate. Martedì 31 marzo si esibiranno Gianluca “Scintilla” Fubelli & Federica Camba e Federico Basso. Gianluca “Scintilla” Fubelli & Federica Camba proporranno “Più o meno uguali”, un viaggio comico dentro le dinamiche di coppia, dove i piccoli contrasti quotidiani diventano l’arena di uno scontro senza fine. Federico Basso proporrà in “Visto dal Basso” un racconto di piccoli problemi che non necessitano di grandi soluzioni, ma soltanto di un diverso approccio e punto di vista. Mercoledì 1⁰aprile sarà la volta di Yoko Yamada e Alice Mangione. Yoko Yamada affronterà in “Mary Poppins e i doni della morte” le contraddizioni della propria identità, divisa tra culture diverse e aspettative improbabili. Alice Mangione in “Nuda e Cruda – lato B” condurrà il pubblico in un viaggio alla ricerca di se stessi, dove l’obiettivo non è ritrovare il baricentro, ma liberarlo come fosse un fagiano, a imparare a vivere senza riuscire a gestirlo mai. Giovedì 2 aprile sarà la volta di Filippo Caccamo e Angelo Pisani. Il primo porterà in scena con “Le Filippiche” un affresco comico del tutto innovativo, che ammicca alle dinamiche del mondo dell’insegnamento, dove nasce la sua prima ispirazione, ma poi si allarga oltre il contesto scolastico per abbracciare la vita di tutti i giorni. Angelo Pisani in “Habemus Papà” percorrerà un viaggio attraverso tutte le fasi della paternità, dall’infanzia all’adolescenza, un racconto ironico dal primo incontro tra un papà e l’asilo, le mamme, la scuola, le amicizie, le attività e il tempo libero, i primi amori, il cane e tanto altro.
Ogni sera andranno in scena due spettacoli, ai quali si potrà fruire con un solo biglietto.
Info: www.teatrojuvarra.it
Mara Martellotta
L’ultimo appuntamento della rassegna Burattinarte dell’inverno 2026 conclude il programma in bellezza con uno spettacolo in grado di incantare grandi e piccini. Domenica 29 marzo, alle 16.30, nella chiesa della Confraternita di Guarene, andrà in scena “Fragile”, creazione originale di Valentina Vecchio, burattinaia e narratrice originaria di Bisceglie. In caso di bel tempo, lo spettacolo potrà essere rappresentato all’aperto nel suggestivo cortile del Municipio, adiacente alla chiesa dell’Annunziata, come già avvenuto nelle passate edizioni della rassegna a Guarene. Un’opera senza parole, delicata ed essenziale che riesce a parlare al cuore del pubblico con la sola forza delle immagini e dei gesti.
“Un gioiellino notevole per la sua semplicità e bellezza senza fronzoli – definiscono i direttori artistici della rassegna, Claudio Giri e Consuelo Conterno – si tratta di un linguaggio senza parole che arriva dritto all’anima: i bambini si lasciano trasportare nel suo mondo senza bisogno di spiegazioni, mentre gli adulti colgono i significati più profondi”.
“Fragile” è uno spettacolo atipico nel panorama del teatro di figura: non si serve della parola ma comunica attraverso l’espressività silenziosa del burattino, e la poesia del gesto. In scena una storia che si dischiude lentamente, come una metafora visiva del sentire umano. Un linguaggio universale fatto di empatia e meraviglia.
La narrazione è accompagnata da una regia minimale e attenta che valorizza la forza espressiva degli oggetti, dei pupazzi e delle piccole azioni teatrali.
“Siamo felici di concludere la rassegna invernale con un altro, eccellente sguardo al femminile sul teatro di figura – affermano Claudio Giri e Consuelo Conterno – Attrice, burattinaia e narratrice, Valentina Vecchio è una bravissima artista che gira l’Italia con il suo teatrino portatile, una valigia piena di oggetti bizzarri, maschere, pupazzi, immagini e racconti. Una vera icona del teatro di strada e di figura, perfettamente coerente con il desiderio di Burattinarte di dare voce alle tradizioni di teatro itinerante provenienti e rivolte a tutto il mondo”.
Contatti: Associazione Burattinarte – 338 7154844 – www.burattinarte.it
Mara Martellotta