Aggredita da uomo con machete: arrestato

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un trentacinquenne marocchino per tentata rapina aggravata.

Gli agenti dell’U.P.G.S.P. sono intervenuti in via Bologna a seguito della segnalazione di una rapina ai danni di una ragazza che, nel fare rientro a casa, era stata aggredita e minacciata da un uomo con un grosso coltello per farsi consegnare il suo smartphone.

Giunti sul posto, gli operatori hanno intercettato subito l’uomo che, alla vista della Volante, ha lasciato cadere il machete tra le auto parcheggiate, per poi darsi alla fuga. Dopo un breve inseguimento, gli agenti hanno bloccato il cittadino marocchino, recuperando lo smartphone sottratto alla ragazza, oltre che al coltello di cui aveva tentato di liberarsi poco prima.

Il Cuore di Fiori in piazza San Carlo e la scultura per chi “aspetta l’amore”

Dal 10 al 15 febbraio a Torino il Cuore di San Valentino si arricchisce di una nuova emozione


I fiorai di Ascom realizzano un cuore intrecciato con rami e fiori, arricchito dalla scultura di un uomo con una rosa che attende su una panchina. Per l’inaugurazione, i cittadini sono invitati a completare il cuore con fiori e un pensiero d’amore. E naturalmente, via alla ormai tradizionale ​ di selfie per quello che è ormai uno degli angoli più instagrammati di Torino.

Torino, 10 febbraio 2026 – Anche quest’anno il cuore dell’amore batte nel centro di Torino. Dal 10 al 15 febbraio, in piazza San Carlo, prende vita “Aspettando l’amore”, l’installazione floreale curata dall’Associazione Fiorai di AscomConfcommercio Torino e provincia, che celebra San Valentino con un nuovo messaggio: l’amore è desiderio, poesia, promessa.

Nel salotto buono di Torino, un cuore alto due metri e mezzo, realizzato da 15 fiorai con 2000 fiori, tutti coltivati in Italia, provenienti da Liguria, Toscana, Campania e Sicilia. All’esterno, una cornice di rametti rossi di betulla; all’interno, un trionfo di garofani, limonium, statice, lilium e sancarlini, in omaggio alla piazza. Accanto, la scultura di un uomo seduto sulla panchina con una rosa tra le mani: un gesto semplice, ma denso di significato. L’opera, firmata, come l’anno scorso, dal giardiniere-artista Rodolfo Marasciuolo, – racconta l’attesa dell’amore, un sentimento universale, senza età, che appartiene a tutti.

L’inaugurazione è in programma martedì 10 febbraio alle ore 10:30. In quel momento, il cuore non sarà ancora completo: la parte centrale resterà volutamente vuota, in attesa che cittadini e turisti innamorati vi aggiungano gli ultimi fiori. Un gesto simbolico e partecipativo, che segna l’inizio ufficiale dell’installazione e dà il via alla consueta sfilata di selfie, rendendo il Cuore di San Valentino uno degli scorci più instagrammati di Torino.

L’amore è anche attesa, pazienza, fiducia – sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia –. Con questa nuova edizione rendiamo omaggio non solo all’amore vissuto, ma anche a quello che ancora si aspetta, si sogna, si immagina. Un’installazione che aggiunge bellezza alla città e invita a fermarsi, a sentire, a ricordare il valore di un sentimento che muove l’intero universo umano. Vogliamo anche ricordare l’importanza di regalare un fiore, che spesso vale più di mille parole. Per San Valentino i nostri fiorai hanno realizzato, come sempre, composizioni eleganti e profumate, capaci di esprimere sentimenti profondi con gusto e maestria. Donare un fiore è un modo semplice, ma indimenticabile, per dire: ‘ti penso, ci sono, ti voglio bene’.

Il Cuore di Piazza San Carlo, realizzato dall’Associazione Fiorai di Ascom Confcommercio Torino, è una vera e propria opera d’arte– commenta l’Assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino– un omaggio alla Città divenuto ormai tradizione, che non è solo un prezioso ornamento ma un vero e proprio contributo artistico che celebra compiutamente l’Amore attraverso il linguaggio universale dei fiori. All’Associazione va il sentito ringraziamento dell’Amministrazione”.

I fiori sono il modo più autentico per dire ciò che le parole spesso non riescono a esprimere – aggiunge Cecilia Serafino, presidente dell’Associazione Fiorai di Ascom –. Anche quest’anno abbiamo voluto creare un simbolo che unisse arte, natura ed emozione. Scegliere un fiore fresco, coltivato in Italia, significa sostenere la qualità e la bellezza della nostra tradizione. Ma soprattutto significa affidarsi a chi, dei fiori, conosce il linguaggio più profondo. I fiorai non offrono semplici prodotti: danno forma ai sentimenti. Ascoltano, immaginano, compongono. Un colore, una fragranza, una curva di petalo possono trasformare un’emozione in memoria, un gesto in qualcosa che resta”.

Un ringraziamento speciale va a: Scultura Fiori di Maria Cecilia Serafino; Dufour Fiori di Marco Bonisolo; Piantala di Daniela Volo; Martina Pelorinto; Carla Garelli; Fantasie Floreali di Barbara Bettarini; Petite Fleurs di Paola Zorloni; Flower Power di Monica Aghemo; Fiorile di Martina Geschwind; Marta Testa di Gisa Fiori, G.C.S. Florovivaistica di Camoletto Mario e Luca. Si ringrazia, inoltre, il Mercato Ingrosso Fiori per la disponibilità e la collaborazione nel ricercare e fornire fiori italiani.

L’iniziativa è parte dell’impegno di Ascom Confcommercio Torino e provincia per valorizzare il commercio locale, animare il centro cittadino e offrire esperienze culturali e sensoriali che rendano Torino una città sempre più accogliente e viva, anche nei momenti simbolici dell’anno. Il cuore di fiori è realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Torino e il Patrocinio della Città di Torino.

Gianni Oliva, “45 milioni di antifascisti” Il voltafaccia di una nazione 

Il noto storico torinese Gianni Oliva, classe 1952 (laureatosi al tempo con Alessandro Galante Garrone, famoso studioso del Risorgimento), ha pubblicato nel 2024, con Mondadori, un libro coraggioso ed impegnativo, che tocca uno dei nervi scoperti della nostra giovane Repubblica e, proprio per questo, più che mai contemporaneo per le riflessioni che stimola.

Cosa successe nel nostro Paese fra il 1940 e il 1945 e, domanda ancora più complessa, quali furono le adesioni nei due fronti opposti fra il 1945 e la Liberazione? Chi fu Repubblichino, chi e per quale motivo entrò a far parte della Resistenza?

Questi interrogativi risalgono, ovviamente, ai vent’anni precedenti.

Un sarcastico Winston Churchill, riferendosi al nostro Paese, scrisse in un documento: “In Italia, fino al 25 luglio, c’erano 45 milioni di fascisti, ma non mi risulta che l’Italia abbia 90 milioni di abitanti”. Il primo ministro inglese aveva toccato il tasto dolente di un’intera nazione, ed è necessario chiedersi come sia stato possibile si fosse già dimenticata di tutto questo quando, solo un pugno di anni prima, vi fu una proterva dichiarazione di guerra a Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti d’America.

La poca stima verso Roma da parte degli alleati derivava dalla sensazione che la guerra scatenata in Europa non appartenesse veramente alla volontà di un intero popolo, ma solo a quella di Benito Mussolini, dei suoi gerarchi e del Re.

Gianni Oliva non fa sconti e ammette che il Paese fu per lo più coeso con il regime: fedi sincere, ma anche opportunismo, accidia, impreparazione culturale, atavica indifferenza verso potenti che, nei secoli, contribuirono a formali ed egoistiche individualità.

Nel volume Oliva affronta anche il tema di una Repubblica Italiana, nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale, portandosi sulle spalle le macerie del Ventennio, quindi la fine di una monarchia, le leggi razziali e l’infausta alleanza con la Germania nazista. I recenti misfatti furono attenuati da un eccellente Alcide de Gasperi, che seppe esaltare la Guerra di Liberazione partigiana (anche se limitatissima, nei numeri complessivi) durante i trattati di Pace nel 1946. Questo fuoco luminoso non risultò, tuttavia, abbastanza intenso da nascondere l’oscurità rappresentata da un riciclaggio politico di stampo fascista in posti chiave della nascente democrazia, tra cui spicca quello di Gaetano Azzariti e di Ciro Verdiani, rispettivamente Presidente del Tribunale della Razza ( e dopo 20 anni Presidente della Corte Costituzione), e Capo dei Servizi di Sicurezza dell’Italia Liberale (in Polizia dal 1916), poi di quella Fascista ed infine di quella Repubblicana.

Questo fatto è da analizzare rivolgendo uno sguardo al recente passato: la nuova nazione aveva bisogno di figure con particolari competenze, e queste non potevano che essere lentamente cresciute e stabilizzate nei decenni antecedenti il 1948. Il veloce riciclaggio di uomini del Ventennio (anche ad opera di Togliatti e grandi nomi della Resistenza) ha impedito al nostro Paese di fare un salto, chiudere definitivamente con il passato dittatoriale e ripartire da zero. Un passato che risulterà non estraneo ai fatti riguardanti i decenni successivi, tra i quali figurano mancati colpi di Stato, gli anni di Piombo e lo stragismo.

Gianni Oliva, con il suo lungo lavoro, ha perfettamente inquadrato gli scenari che hanno creato l’Italia di oggi, la nostra incapacità di chiudere il libro del passato e aprire quello del presente. Nomi, incarichi, situazioni a lungo celate come le foibe, gli alibi della Resistenza, incredibili violenze perpetrate da ‘italiani brava gente’ implacabilmente descritte con attenzione alle fonti.

“45 milioni di antifascisti” ci fa capire i motivi per cui il nostro futuro sia ancora purtroppo intriso di antichi orrori, segreti innominabili, pene non comminate, vendette non ricostruite.
“Attendiamo quindi impazienti nuove generazioni per chiudere tanto passato della nostra pagina nazionale”, l’augurio più bello e importante.

Ferruccio Capra Quarelli

Gianni Oliva, “45 milioni di antifascisti – Il voltafaccia di una nazione che non ha fatto i conti con il ventennio” (Le Scie Mondadori, Milano, 2024)

Altri tre bimbi dalla Striscia di Gaza al Regina Margherita

Nella tarda serata di ieri sono giunti a Torino tre bambini provenienti dalla Striscia di Gaza, accompagnati dai loro familiari e affetti da gravi patologie che necessitano di cure altamente specialistiche. I piccoli pazienti sono stati ricoverati all’ospedale pediatrico Regina Margherita, dove sono stati immediatamente avviati i primi percorsi terapeutici.

Tra loro ci sono due sorelle, Salma H., di 18 anni, e Zaina H., di 11 anni, arrivate insieme ai genitori e a quattro fratelli. Entrambe sono affette da anemia di Fanconi, rara malattia genetica che richiede trattamenti complessi. La più piccola, Zaina, dovrà sottoporsi a un trapianto di midollo osseo, mentre la sorella Salma, già sottoposta in passato allo stesso intervento, affronterà ora un nuovo ciclo di terapie. È stata accolta a Torino anche Salima A., di appena 22 mesi, affetta da sordità e destinata a intraprendere un percorso di cura che prevede l’impianto cocleare. Con lei sono arrivati i genitori, uno zio e tre fratelli.

«Il Piemonte continua a dimostrare la sua grande tradizione di solidarietà e generosità, accogliendo altre tre bambini provenienti da Gaza, con le loro famiglie che qui troveranno assistenza e ospitalità. A dicembre abbiamo intitolato il Regina Magherita ai “bambini del mondo” e oggi abbiamo, ancora una volta, la conferma di questa profonda vocazione solidale e internaizonale: il sistema sanitario regionale , infatti, interviene con la propria professionalità e competenza medica per curare bambini che provengono da ogni zona del mondo e in particolare da quelle più difficili. Il nostro ringraziamento va ad Azienda Zero per il coordinamento logistico dell’accoglienza e, soprattutto, a tutti i medici, infermieri ed operatori sanitari dell’ospedale pediatrico Regina Margherita che in questi frangenti dimostrano la loro grande umanità e che sapranno curare questi bambini affinché possano tornare presto a sorridere e a vivere in un contesto di serenità e pace» affermano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori alla Sanità Federico Riboldi e alla Cooperazione internazionale, Maurizio Marrone.

L’intera operazione, dal primo arrivo notturno all’aeroporto di Linate con un volo militare fino al trasferimento a Torino e alla presa in carico sanitaria, è stata coordinata da Azienda Zero attraverso la Centrale Operativa del 118, che ha gestito il trasporto sanitario e il lavoro delle équipe mediche e infermieristiche impegnate nell’accoglienza e nell’affidamento dei bambini al Dipartimento di patologia e cura del bambino dell’Ospedale Regina Margherita, diretto dalla professoressa Franca Fagioli.

«Abbiamo accolto e assistito fin da subito tre bambini con le rispettive famiglie nell’ambito della missione “Food for Gaza” che ha il significato di creare un ponte tra l’ospedale Infantile Regina Margherita e i bambini di Gaza tramite l’intermediazione delle forze diplomatiche e dei sanitari israeliani e palestinesi. Fin dai primi accertamenti l’ospedale si è attivato con le sue eccellenze multidisciplinari nelle migliori cure. Ringraziamo la rete di associazioni del terzo settore, grazie alle quali sarà possibile accogliere le loro famiglie. Ancora una volta il Piemonte e l’ospedale Regina Margherita si confermano modello di cooperazione internazionale e di solidarietà» dichiarno la prfessoressa Franca Fagioli (Direttore Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita) eil dottor Franco Ripa (Commissario OIRM).

«L’emergenza sanitaria richiede sempre risposte fondate su responsabilità, organizzazione e tutela delle persone più fragili. Anche in contesti di forte impatto umanitario, il 118 conferma il proprio ruolo di presidio pubblico affidabile. Come Azienda Zero siamo orgogliosi del lavoro svolto ogni giorno dalle professioniste e dai professionisti dell’emergenza», dichiara il Direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli.

Con questi nuovi arrivi salgono a 18 i nuclei familiari provenienti dalla Striscia di Gaza accolti al Regina Margherita, ai quali si aggiungono i 39 nuclei familiari provenienti dall’Ucraina. Negli ultimi tre anni l’ospedale ha accolto complessivamente oltre 100 bambini con i loro familiari provenienti dall’estero: circa un terzo dall’Europa dell’Est, un terzo dall’Asia e dal Medio Oriente e un terzo dall’Africa e dal Sud America. Numeri che confermano la dimensione internazionale del Regina Margherita e il suo costante impegno nell’offrire cure specialistiche, accoglienza e sostegno umano a bambini e famiglie che affrontano situazioni di particolare fragilità.

La Rete di Atena: ogni giorno accanto alle donne

 

Un bel gruppo di donne unite ed affiatate ha festeggiato al Centro Sabir di via Dego, alla Crocetta, i 15 anni dell’associazione “La Rete di Atena” che offre servizi di ascolto, aiuto e consulenza legale e psicologica.

“In particolare – racconta la coordinatrice Julia Marzocchi – ci siamo specializzate negli anni, nel supporto delle vittime del gaslighting, quell’insidiosa forma di violenza morale effettuata attraverso la manipolazione mentale della vittima con la quale si fa credere alla donna di vivere in una realtà diversa da quella effettiva; la si fa sentire sbagliata, mina le sue sicurezze e certezze esistenziali con forme che sfociano in alcuni casi in un vero e proprio lavaggio del cervello.” Contrasto, ascolto, consulenza e sostegno per maltrattamenti, violenze e fragilità sono le parole chiave delle numerose attività della Rete di Atena che ha sede in via Dego, al civico 6, presso il Centro Sabir: “cerchiamo ogni giorno di stare accanto alle donne che devono affrontare queste problematiche e per questo organizziamo con una certa cadenza eventi incontri di sensibilizzazione e informazione portando avanti anche progetti didattici alla legalità, ai diritti umani e alla parità di genere”.

Durante l’incontro al quale ha partecipato la Consigliera della Circoscrizione 1 Centro- Crocetta Grazia Poggio Sartori, sono stati inoltre ricordati e presentati perché molto richiesti e frequentati, i corsi di difesa personale e gestione del pericolo e quelli di yoga anche per le persone con disabilità.

Igino Macagno

Concorsi senza mobilità: il paradosso che svuota i reparti

 

Delli Carri (Nursing Up): «Così si perde un’intera generazione di infermieri e professionisti sanitari»

Torino, 10 febbraio 2026 – La sanità assume senza trattenere, recluta senza valorizzare. Ennesimo paradosso del sistema sanitario: mentre si bandiscono nuovi concorsi per infermieri e professionisti sanitari, la mobilità resta bloccata o fortemente limitata. Il risultato? Professionisti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa, reparti che restano scoperti e una sanità sempre meno attrattiva.

«È una scelta incomprensibile – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta – continuare a fare concorsi senza prima sbloccare seriamente la mobilità. Abbiamo infermieri e professionisti sanitari che lavorano lontano dalle loro famiglie e che vorrebbero rientrare nei propri territori, ma non possono farlo, alimentando un circolo vizioso che non risolve nulla».

Sempre più professionisti sanitari rinunciano o cambiano strada perché costretti a una vita fatta di trasferimenti forzati, tutti massacranti e distanza dagli affetti.

«Così si sacrifica la motivazione -. prosegue Delli Carri – Non si può pretendere qualità dell’assistenza se si trattano gli infermieri e professionisti sanitari come pedine da spostare senza criterio. Questo è uno dei motivi della crisi vocazionale che tutti fingono di non vedere».

Il sindacato ribadisce la necessità di un cambio di rotta immediato: prima la mobilità, poi i concorsi.

«Gli infermieri, ma in generale tutto il personale sanitario, ha bisogno di un piano serio che permetta loro di rientrare a casa e che valorizzi chi già lavora nel servizio sanitario, invece di costringerlo a scegliere tra lavoro e vita privata. La sanità pubblica non si salva con i proclami ma con scelte concrete -. conclude Delli Carri – La prima è proprio rispettare chi ogni giorno manda avanti gli ospedali senza infermieri e professionisti motivati, il sistema semplicemente non regge».

Nursing Up

In memoria del questore Giovanni Palatucci

Questa mattina il Questore di Torino, Massimo Gambino, ha deposto un omaggio floreale in memoria di Giovanni Palatucci, già Questore di Fiume, ai piedi della targa commemorativa e dell’albero di ulivo, piantumato in sua memoria, nel cortile d’onore della Questura.

Nel 1944, Palatucci, dopo aver aiutato numerose persone a sottrarsi al destino riservato loro dalle leggi razziali dell’epoca, venne arrestato dalla Gestapo e deportato nel campo di sterminio di Dachau, dove morì 81 anni fa, il 10 febbraio del 1945.

Per aver salvato dal genocidio molti ebrei, stranieri e italiani, Palatucci è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile e riconosciuto “Giusto tra le nazioni”.

Nel 2004 la Chiesa cattolica lo ha proclamato Servo di Dio, titolo attribuito alle persone per le quali è stato avviato il processo di beatificazione.

Oggi il Questore, insieme a Dirigenti e Funzionari della Questura, ha voluto celebrare la memoria e il coraggio di un uomo appartenente alle Istituzioni dello Stato che ha consapevolmente messo a rischio la propria vita per salvare quella di molti altri innocenti.

Siglato protocollo d’intesa su stalking e violenza domestica

E’ stato sottoscritto in Questura il protocollo d’intesa in materia di stalking e violenza domestica siglato dal Questore di Torino, Massimo Gambino, e i referenti territoriali dei C.U.A.V. (Centri per Uomini Autori di Violenza): AslTO3; S.I.S.P.Se ETS; Fondazione Gruppo Abele ETS; Centro studi e Trattamento dell’Agire Violento APS; Cerchio degli UominiAssociazione Punto a Capo ODV; Associazione Spico APS.

 

Detti Centri sono infatti consolidate realtà in grado di offrire a soggetti autori di violenza domestica o di stalking percorsi personalizzati finalizzati a prevenire il fenomeno, avvalendosi di equipe di lavoro multidisciplinari.

 

La sottoscrizione dell’odierno protocollo d’intesa si pone l’obiettivo di ampliare e rendere sempre più sinergica sul territorio di Torino e provincia la rete in supporto delle vittime di violenza domestica e di stalking. La tutela delle donne vittime di violenza si realizza anche intervenendo sulle cause che determinano l’insorgenza di comportamenti violenti per ridurre la probabilità di reiterazione dei medesimi.

 

Grazie all’intesa raggiunta, la Divisione Anticrimine della Questura di Torino, diretta dal Primo dirigente dott.ssa Francesca Guida, informerà gli autori di violenza domestica e di stalking, nei confronti dei quali è stata adottata la misura di prevenzione dell’ammonimento del Questore, della presenza sul territorio dei sopracitati Centri, nei quali gli stessi potranno scegliere di intraprendere un percorso volto al miglioramento della gestione delle relazioni, all’assunzione di responsabilità rispetto alla violenza agita e al cambiamento valoriale e comportamentale.

 

L’intesa si contestualizza anche nel solco delle modifiche normative introdotte dalla Legge 24 novembre 2023 nr. 168 in materia di stalking e violenza domestica, che hanno previsto la possibilità per il soggetto autore di violenza di chiedere al Questore la revoca dell’ammonimento decorsi tre anni dalla relativa emissione e valutata la partecipazione del soggetto ad appositi percorsi di recupero presso enti abilitati, quali quelli in esame, tenuto conto dei relativi esiti.

Il Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Volpiano

Venerdì 6 febbraio scorso si è tenuto un incontro che ha visto protagonisti i giovani consiglieri del CCRR di Volpiano, le istituzioni scolastiche e l’Amministrazione Comunale. Nel corso della mattinata si è svolta la consegna ufficiale delle spillette ai nuovi consiglieri del CCRR, un momento dal forte valore simbolico che segna l’avvio di un percorso di cittadinanza attiva, fondato su responsabilità, confronto e partecipazione alla vita pubblica della comunità. Durante la mattinata è stato inoltre presentato il nuovo labaro del CCRR, simbolo identitario che accompagnerà ufficialmente il Consiglio dei Ragazzi e delle Ragazze nelle cerimonie e nei momenti istituzionali della comunità, rafforzando il senso d’appartenenza e il riconoscimento del ruolo svolto dai giovani all’interno della vita civica cittadina. Ampio spazio è stato dedicato al progetto vincitore proposto dal CCRR, la realizzazione di un laboratorio di cucina finanziato con un budget di 4 mila euro. Si tratta di un’iniziativa concreta e inclusiva, pensata per favorire lo sviluppo di competenze pratiche, la collaborazione tra pari e la creatività dei ragazzi. È stato inoltre lanciato il concorso “Un nome per la biblioteca di Volpiano”, che coinvolgerà direttamente gli studenti della scuola media “Dante Alighieri” nella scelta del nome. Si tratta di un progetto che rafforza il legame tra scuola, cultura e territorio, valorizzando il ruolo dei giovani nei processi decisionali. All’evento hanno preso parte la dirigente scolastica Stefania Prazzoli, l’assessora all’Istruzione Barbara Sapino, la responsabile del progetto Solange Doré, insieme ai docenti e agli studenti coinvolti.

“Il CCRR rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di crescita dei più giovani – ha sottolineato l’assessora Barbara Sapino – si tratta di un vero e proprio laboratorio di democrazia, dove si impara a prendere decisioni condivise, a confrontarsi e partecipare in  modo consapevole anche ai momenti istituzionali e ufficiali della comunità. Investire su questi percorsi significa investire sul futuro di Volpiano”.

Durante l’incontro è stato presentato il programma di lavoro del CCRR, che conferma la volontà dei giovani consiglieri di contribuire in modo continuativo alle idee alle scelte per la città. Un grande esempio di educazione civica, collaborazione tra scuole e istituzioni e attenzione alle nuove generazioni, rafforzando il ruolo di Volpiano come comunità inclusiva e orientata al futuro.

Gian Giacomo Della Porta

A Chieri… “Un amore di Carnevale!”

La sfilata chierese di “Carri Allegorici” sarà una Festa tesa ad unire la trasgressività del “Carnevale” e i cuori innamorati di “San Valentino”

Sabato 14 febbraio, dalle 14,15

Chieri (Torino)

 Che “amore di Carnevale” sarà la sfilata, tanto attesa, dei “Carri Allegorici e dei figuranti” in quel di Chieri! Lì lì per essere cancellata, ma recuperata in piena “zona Cesarini”, la “sfilata” si terrà invece sabato prossimo 14 febbraio, dopo essere stata annullata ( “per motivi indipendenti – precisano da Palazzo Civico – dalla volontà del Comune e degli organizzatori”) il sabato 24 gennaio, come prefissato da iniziale copione. Non solo. Ma sabato 14 febbraio sarà anche “festa doppia”. Festa di “baldoria carnascialesca” e Festa di tanti “cuoricini” trafitti dall’implacabile freccia di Cupido, a celebrazione della ricorrenza di “San Valentino”, tradizionale “Festa degli Innamorati”.

Questo, ordunque, il nuovo percorso del défilépartenza alle ore 14,15 da piazza Quarini. Si proseguirà poi lungo via Roma, viale Diaz, via Principe Amedeo, via delle Orfane, via Palazzo di Città, via Vittorio Emanuele II, con arrivo in Piazza Dante.

Apriranno la sfilata i carri realizzati a Chieri, quello della Scuola primaria dell’“Istituto Santa Teresa”, a tema “La carica dei CENTOSES’SANTA”  e il carro delle “Parrocchie Chieresi”, a tema “I clown di Chieri”. A seguire quelli provenienti da tutto il Piemonte. Tra i principali, quelli di Poirino, Racconigi,  Villafalletto, Pinerolo, Nichelino e Carmagnola “Tetti Grandi”.

Il ritrovo dei carri è stato spostato in piazza Quarini per lasciare tutta piazza Europa libera per il parcheggio di  pubblico e visitatori. L’altro grande parcheggio di attestamento è l’area “exTabasso”.

Dichiara l’assessora alla Cultura e alla Promozione del Territorio Antonella Giordano“Dopo un’attenta valutazione delle varie possibilità, abbiamo deciso di recuperare la sfilata dei ‘Carri Allegorici’ del Carnevale per sabato 14 febbraio. Sarà l’occasione per promuovere doppiamente la nostra città, invitando cittadini e turisti sia a vivere la gioia e il divertimento del Carnevale, sia ad approfittare della bellezza e delle tante opportunità che negozi e ristoranti offriranno per festeggiare ‘San Valentino’. Queste manifestazioni non sono solo occasioni di animazione per la città ma strumenti strategici per la sua crescita trasformativa, unendo intrattenimento, marketing territoriale e coesione sociale. Ringrazio la ‘ProChieri’ per non essersi persa d’animo e aver continuato a lavorare con l’‘Amministrazione comunale’ per organizzare la sfilata in una nuova data. Sarebbe stato più facile annullare tutto. Dietro al Carnevale c’è un grande lavoro  animato solo dalla passione che muove i volontari. Tra questi vorrei ricordare anche le tante persone che hanno lavorato per allestire i due carri chieresi, dimostrando che la nostra è una comunità attiva e vitale. Sono certa che l’allegria e il sorriso che vedremo sui volti dei bambini e dei genitori ripagherà da tutti gli sforzi”.

E alle parole della Giordano, s’affiancano quelle dell’assessore al “Commercio, Mercati, Artigianato, Cibo e Polizia Locale”, Biagio Fabrizio Carillo“Due feste si uniscono, offrendo alle famiglie chieresi e a chi visiterà la nostra città un sabato ricco di occasioni di svago, con i negozi aperti per lo shopping e i ristoranti con menù a tema. Abbiamo incontrato i rappresentanti dei commercianti, spiegando loro le ragioni tecnico-organizzative che ci hanno indotto a scegliere come unica data possibile quella del 14 febbraio. Con gli agenti della Polizia Locale abbiamo svolto diversi sopralluoghi per valutare il percorso. L’alternativa era rinunciare al Carnevale, invece, tramite il confronto e il coinvolgimento, il sabato 14 gennaio prossimo si è trasformato in una ‘doppia occasione di festa’ con positive ricadute per tutti. Un ringraziamento alla Polizia Locale e a tutti i volontari che garantiranno un prezioso servizio di vigilanza”.

g.m.

Nelle foto: Manifesto della “Sfilata” del prossimo sabato 14 febbraio e un’immagine della “Sfilata” 2025