Omegna, la città più importante del lago d’Orta, andrà al voto tra qualche mese.
Nel frattempo la realtà che diede i natali a Gianni Rodari sta vivendo una fase difficile. Ha perso ruolo e funzioni nello scenario provinciale per responsabilità di un’amministrazione povera di idee e di progettualità, dilaniata da divisioni e rotture. Unica nota apprezzabile sono le scelte e le iniziative legate alla cultura, grazie all’impegno personale e alla capacità di chi in giunta ha questa delega. Per queste ragioni si avverte in molti ambienti la necessità di una scossa positiva, di una svolta e di un grande impegno per riconoscere i temi, approfondirli e affrontarli con il massimo di
decisione, competenza, esperienza e dinamismo. Le prossime elezioni saranno decisive. Omegna può e deve ritrovare la sua anima, l’identità della città che ha legato il suo nome all’industria del casalingo,
dalle pentole alle caffettiere, e al più grande scrittore per l’infanzia che l’Italia abbia mai avuto, svolgendo la funzione di capoluogo del Cusio, offrendo nuove occasioni di sviluppo e benessere a coloro che vivono in questa comunità che ha sempre saputo fare la storia. Occorre uno sforzo di immaginazione e di futuro che si spinga ad immaginare la città di domani e lavorare perché questo diventi, nel tempo, una realtà. Conosco bene la realtà omegnese per esservi vissuto per oltre trent’anni, ricoprendo cariche pubbliche e
responsabilità politiche. La larga coalizione di centrosinistra che si presenterà alle amministrative con lo slogan “Omegna riparte. Soressi sindaco” la considero un concreto, tangibile segno di novità e di
speranza. Renderà interessante e stimolante il confronto delle idee. Personalmente conosco Alberto Soressi da una vita. E’ una persona
perbene. Appassionato e competente, attento ai problemi concreti e disponibile all’ascolto. Qualità, quest’ultima, importante perché è dall’ascolto della città e dei suoi problemi che si individuano le priorità, chiedendo anche ai cittadini di offrire il loro punto di vista e fissare gli obiettivi per il futuro. Mi auguro che la generosità del suo impegno venga riconosciuta e apprezzata con il consenso che merita.
Marco Travaglini
A dichiararlo è la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, intervenendo in merito alla conferenza di Eric Gobetti (nella foto piccola) “Fascismo e Foibe tra storia e propaganda” prevista per il 6 febbraio al Comala. “Gli stessi manifestanti che poche settimane fa si sono scontrati violentemente con gli agenti con la scusa di protestare contro la nuova sede dell’Esselunga, ora si rifanno vivi con un nauseante evento dal sapore giustificazionista proprio a ridosso del Giorno del Ricordo (10 Febbraio). Sulla locandina – prosegue Montaruli – campeggia addirittura una bandiera comunista titina, la stessa che fu il simbolo degli infoibatori. Mi auguro di sentire parole di sdegno e condanna anche da parte di quelle istituzioni cittadine che in precedenza si erano mostrate solidali con gli attivisti del Comala, dimostratisi nient’altro che militanti dei centri sociali con una palese ambiguità per la pulizia etnica delle foibe. Ogni offesa al ricordo dei martiri delle foibe è un insulto a tutta Torino e all’Italia intera”.