“Chi sostiene a vario titolo che la locandina che assomiglia a un manifesto di propaganda di regime sia estrapolata dal fumetto originale commissionato dal Consiglio regionale del Piemonte quattro anni fa dice una cosa non vera e fa un torto soprattutto a chi di quel fumetto fu promotore, chi ne curò l’opera dal punto di vista storico e di chi la realizzò”
Così Marco Grimaldi, capigruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.
“Se vi è stata una frammentaria conoscenza della nostra storia, i progetti atti a far luce sul contesto istriano sono meritori. Ma davvero pensate sia accettabile che un’istituzione nasconda le atrocità commesse dagli eserciti italiani e tedeschi durante la guerra? – prosegue Grimaldi. “La verità invece è che l’Assessore all’emigrazione che brama la cultura, Marrone, aveva già tentato di ristampare quell’opera cambiandone prefazione e contesto storico-culturale ma, registrata la contrarietà di Istoreto e di molti altri soggetti coinvolti nell’edizione del fumetto del 2018, ha deciso di commissionare una nuova locandina. Perché questo nuovo manifesto non è una tavola del fumetto che allora piacque al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, anzi, decontestualizza ciò che nel lavoro originale altro non erano che figure nate dagli incubi di una bambina. Evidentemente – conclude Grimaldi – all’estrema destra in Regione non piace mistificare solo la storia, ma si diletta a farlo anche con il presente”.
“Il centrodestra non c’è più”, proclama Giorgia Meloni dall’interno del Grande raccordo anulare di Roma.
Dunque, se le parole avessero un briciolo di rapporto con la realtà, dovremmo attenderci in tempi brevissimi l’uscita delle delegazioni meloniane dalla giunta regionale della Liguria e dalla maggioranza del comune di Venezia, per rimarcare la rottura con i traditori Toti e Brugnaro. E poi toccherebbe alla Regione Piemonte, guidata da Alberto Cirio esponente di Forza Italia, ossia del partito che ha orchestrato il tradimento
Continua a leggere:
Dove c’è poltrona c’è casa. Ed il centrodestra morto a Roma rinasce in Piemonte
Gallo, Pd: “Cirio, due anni e mezzo di parole”
“GLI ATTACCHI AL SINDACO LO RUSSO DA RISPEDIRE AL MITTENTE”
“Rispediamo al mittente gli attacchi di alcuni esponenti della Giunta Cirio usciti sui giornali. E’ davvero sorprendente che l’Assessore al Bilancio Tronzano non trovi di meglio per replicare alle accuse, peraltro motivate e legittime, di Lo Russo, in merito all’isolamento da parte della Regione della città di Torino, di una fantomatica “guerra tra bande” interna alla sinistra. Tronzano, parlando di spaccature interne, tentativi di evitare crisi politiche e litigi continui non fa altro che descrivere la situazione nella quale versa la sua maggioranza fin dall’inizio della legislatura. Un esempio? L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale avrebbe dovuto essere rinnovato nella seconda metà del dicembre scorso. Si trattava di una procedura normale che, nelle legislature passate, non aveva mai creato problemi. La votazione, a causa delle fratture interne del centrodestra, è stata rinviata tre volte e, ad oggi, non c’è stato alcun rinnovo. Questo episodio è soltanto l’ultimo in ordine di tempo. Possiamo citare, per fare un altro esempio, le continue discussioni interne di Lega e FdI sulla modifica della legge sul Gioco d’Azzardo Patologico, peraltro una legge giusta che aveva dato ottimi risultati” dichiara il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Raffaele Gallo.
“In due anni e mezzo – afferma Raffaele Gallo – Cirio ci ha abituati a slogan e annunci, parole in libertà e nessun risultato concreto. La lotta al Covid è stata contraddistinta dalla disorganizzazione più totale. Non parlo della prima ondata, inaspettata e difficile da gestire: su questa non esprimo giudizi. Ma le successive recrudescenze sono state affrontate in modo sconnesso e confuso sia nel tracciamento dei contagi che nella somministrazione dei vaccini. Pensiamo alle terze dosi e alla vaccinazione rallentata a bambini e ragazzi. La sanità, che dovrebbe essere riformata nel suo complesso con la riscrittura di un Piano sociosanitario moderno e adeguato ai tempi, viene, invece, cambiata con provvedimenti spezzatino come Azienda Zero. Il personale della sanità, da due anni impegnato senza sosta in prima linea, continua a chiedere aumenti salariali e contratti stabili senza ricevere risposta. Tutto questo dimostra il fallimento della politica del centrodestra, di Cirio e della sua Giunta, mentre la città di Torino e il suo Sindaco stanno faticosamente cercando di raddrizzare la città e di porre le basi per il suo sviluppo”.
L’assessore regionale al Welfare con delega alla Casa, Chiara Caucino, risponde al comunicato stampa del segretario del Pd, Paolo Furia: «Leggo – spiega Caucino – con un certo stupore il comunicato stampa del segretario regionale del Pd, Paolo Furia, riguardo al fatto che, cito testuale, “A proposito di sicurezza e degrado, anziché invocare il Daspo urbano, la Regione metta mano alla difficile situazione delle ATC, lanciando un piano straordinario per l’edilizia popolare, anche attraverso i fondi del PNNR (con tutta probabilità Furia alludeva al Pnrr, ndr)”.
«Evidentemente – prosegue Caucino – il segretario piemontese dei Dem è stato vittima di una distrazione che gli ha impedito, nelle scorse settimane, di leggere le agenzie, gli articoli di giornale, i comunicati stampa e neppure di seguire le conferenze ufficiali della Regione Piemonte».
«Infatti – conclude Caucino – se Furia fosse informato, saprebbe che solo per il Piemonte centro, grazie al Fondo complementare proprio legato al Pnrr, arriveranno sul territorio 47.547.523,82 euro finalizzati a 25 interventi di cui 4 nel Capoluogo, per un totale complessivo di 1123 alloggi e di 96,421 metri quadrati nell’ambito del progetto «Sicuro, verde e sociale». Si tratta di un finanziamento fondamentale per dare proprio quell’impulso decisivo all’edilizia residenziale pubblica e che si tradurrà nella riqualificazione di più di 1100 alloggi, rendendoli sempre più confortevoli e adatti alle necessità degli assegnatari».
«Non solo – osserva ancora Caucino – per completezza ricordo a Furia che, al di là dei fondi legati al Pnrr, per la prima volta in assoluto abbiamo lanciato un piano per la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica, che ha portato già alla riqualificazione di 1474 alloggi e che è destinato a proseguire con determinazione, grazie anche alla collaborazione preziosissima dei tre presidenti delle Atc Piemontesi».
«Ricordo a Furia – conclude Caucino – che la casa, per questa giunta, è un diritto inalienabile e siamo convinti che solo con una collaborazione con tutti i soggetti coinvolti, si possa arrivare a garantirlo davvero a chi ne ha bisogno e soprattutto diritto, contribuendo, con le riqualificazioni edilizie, anche al miglioramento e alla crescita sociale delle zone interessate. Spero di aver fugato i dubbi del segretario Furia, auspicando che la prossima volta, prima di attaccare la Regione a sproposito, si informi».
Dal momento che, probabilmente, non ne è a conoscenza, si allega anche il file di tutti gli interventi programmati e finanziati a Torino e nell’Aria Metropolitana.
“Non condivido questo modo di rappresentare il Giorno del Ricordo da parte della Regione Piemonte. Un modo conflittuale, a senso unico, con le stelle rosse armate che cacciano civili perbene terrorizzati.
È chiaro l’intento di riaccendere polemiche, che ci riportano indietro ad un clima da anni Cinquanta, con i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Non sposo posizioni ‘giustificazioniste’, non giustifico niente, semplicemente vorrei che si raccontassero i fatti dall’una e dall’altra parte, senza rappresentazioni grottesche”: con queste parole il vice Presidente del Consiglio regionale Mauro SALIZZONI commenta il manifesto della Regione Piemonte in occasione della commemorazione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio.
Moncenisio saluta il Capo dello Stato
Merlo: Adesso può partire il “Centro”
“Lo spettacolo inguardabile che la politica nel suo complesso ha fornito in questi giorni è sotto gli occhi di tutti. L’unica grande e significativa novità è la rielezione a Capo dello Stato di Sergio Mattarella.
Ma il quadro politico è destinato a cambiare. E a cambiare profondamente. Sotto questo versante, occorre lavorare da subito per il ritorno del sistema elettorale proporzionale che può restituire credibilità ed autorevolezza alla politica e agli stessi partiti, oggi profondamente ed irreversibilmente in crisi.
Ma la vera sfida politica è la ricostruzione e il rilancio del “centro”. Cioè di un partito di centro. La caduta di credibilità dei rispettivi schieramenti è evidente a tutti. Ed è stata platealmente confermata proprio in questi giorni in Parlamento. Parlare oggi della sinistra alleata con i 5 stelle e di centro destra è addirittura surreale. Serve un partito di centro che sappia declinare credibilmente una vera politica di centro. Sul campo ci sono già le forze, i partiti, i movimenti e i leader che possono centrare questo obiettivo ed incarnare questo progetto . Unendo le forze di questi soggetti il “centro” può realmente decollare per rinnovare la politica da un lato e dare stabilità allo stesso sistema politico dall’altro.
È inutile, come evidente, continuare con coalizioni che ormai hanno esaurito platealmente la loro funzione e non sono più credibili agli occhi dei cittadini/elettori. Adesso va invertita la rotta.
E l’unica novità che può emergere, dopo il fallimento del populismo dei 5 stelle e la crisi irreversibile del centro destra, è la nascita di un ‘centro’ democratico, plurale, riformista e di governo. Che resta l’unica alternativa credibile allo spettacolo deprimente offerto dalla sinistra e dalla destra in questi ultimi tempi”.
Giorgio Merlo, Presidente Nazionale ‘Noi Di Centro’.
“LA SUA DISPONIBILITA’ È UN GESTO GRANDE PER LO STATO, DI AMORE PER IL PAESE”
“La disponibilità del Presidente Mattarella a un nuovo mandato è un gesto di amore per il Paese, per l’unità dell’Italia e la coesione delle Istituzioni democratiche. I Sindaci e le comunità dei territori montani lo ringraziano, come già abbiamo fatto in tante occasioni, con autentica stima e senza retorica, le ultime il 9 dicembre 2021 al Quirinale in occasione della Giornata della Montagna e il 13 dicembre scorso in occasione del messaggio che il Capo dello Stato ha rivolto all’Assemblea Uncem. In tante occasioni nell’ultimo settennio, Sergio Mattarella è sempre stato una luce in mezzo a diversi momenti di fragilità delle Istituzioni, come quelli vissuti in questi ultimi giorni. Grazie Presidente, perchè ha sempre creduto e siamo certi continuerà a credere nelle Autonomie locali e nei Sindaci, asse portante della Repubblica”.
Abbiamo (finalmente) il nuovo Presidente della Repubblica. Si chiama Sergio Mattarella.
E per fortuna che è finita così. Colpa dei partiti ? No, non ci si può arrabbiare con chi non esiste. I partiti sono un ologramma. E poi, diciamocela tutta: grazie Matteo Salvini. Ha deciso di guidare lui e si è incartato. E con lui tutto il parlamento. E se volete una piccola vittoria di Enrico Letta che del resto ha sempre detto Draghi, ed in subordine Mattarella bis. La parte del jolly l’ha giocata Matteo Renzi opponendosi con forza alla Belloni. Persona degnissima ma capo dei servizi segreti. Non mi pareva proprio il caso. E stavolta un grazie al nostro Giggino (Di Maio) che ha detto a Conte: che stai continuando a fare. Ma tutto è bene ciò che finisce bene . Appunto l’abbiamo sfangata ancora una volta. Alle 20 e20 Sergio Mattarella è di nuovo Presidente della Repubblica. Destino cinico e baro per il centro destra è perché no anche per molti pentastellati. Loro che sette anni fa avevano votato contro, ora lo hanno votato. Senza entusiasmo, ma lo hanno votato . Entusiasmo tra il Pd, in primis Letta. Salva l’accoppiata Mario Draghi e Sergio Mattarella. Draghi il primo a telefonare al Nostro Sergio Nazionale. Solo tu puoi salvare la situazione. E che situazione drammatica. Persino Berlusca e Mattarella si sono telefonati. Ripeto, c’è chi fa una bella figura è c’è chi fa la brutta figura. Un Salvini decisamente cotto che rileva: chi mi ha proposto la Belloni sono stati Conte e Letta.
Che volete da me ? Semplicemente ci sei cascato e in politica è una colpa. E la Meloni? Urlacchia. Niente di nuovo, insomma. Ora?
Ripeto, per ora l’abbiamo sfangata, ma i problemi rimangono, eccome se rimangono.
Da Taranto a Torino. Questione Ilva in alto mare e Stellantis vuole ridare i 6 miliardi e mezzo per avere le mani libere. La centenaria Storia della Fiat in Italia e a Torino e’ finita definitivamente. Alternative? Poche se non nessuna. Per Torino un passo in avanti? Vedremo come se spenderemo i soldi del Mef. Indubbiamente la coppia Draghi e Mattarella vuol dire stabilità. Qualcosa comunque è cambiato. Speriamo in meglio.
Speriamo e vedremo.
Patrizio Tosetto
Nella foto il presidente Mattarella con Giampiero Leo legge un articolo de “Il Torinese”